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Brera, città aperta! Ciclo di conferenze

notizie, arte, mostra, mappa, galleria, foto

Inaugurazione mostra 1/20/13 - Chiusura mostra 5/20/15 via Brera 28 Milano

Brera, città aperta! Ciclo di conferenze

BRERA, CITTA' APERTA! dialoghi, progetti e visioni del contemporaneo 20 gennaio 2014-20 maggio 2015 a cura di Sandrina Bandera e Luca MolinariLa Pinacoteca di Brera guarda al suo futuro accogliendo alcuni dei migliori architetti e autori italiani, che negli ultimi anni hanno fatto del progetto museale uno dei campi di riflessione e sperimentazione privilegiati della propria ricerca, offrendo loro l’occasione di confrontarsi con intellettuali, scrittori, artisti, protagonisti dello spettacolo, in un dialogo inedito sul ruolo civile del museo oggi. Con cadenza regolare, presso una delle Pinacoteche più importanti d’Europa, coppie di progettisti e protagonisti della cultura italiana discuteranno i cambiamenti e le profonde trasformazioni simboliche e visive che stanno modificando il mondo del museo e degli spazi collettivi per la conoscenza e la creatività, all’interno della metropoli contemporanea. Ogni coppia di autori sarà chiamata a esaminare un tema, una parola chiave che qualifichi in modo originale un argomento vasto e complesso, aprendo scenari e visioni inaspettate e offrendo motivi di riflessione sui cambiamenti dei luoghi per la cultura nel mondo. Ci si propone di filmare, registrare e diffondere in rete gli eventi, moltiplicando la comunicazione e la condivisione degli interventi al di fuori dello spazio materiale della Pinacoteca di Brera e della città di Milano. Il corso intende offrire al pubblico gli strumenti per una crescita dello spirito critico personale di fronte a uno dei fenomeni culturali che in modo macroscopico caratterizza la città di Milano alle soglie dell'Expo: la nascita di nuovi musei. Lo spazio-museo concepito non solo come raccolta di opere, ma nei suoi tanti aspetti non unicamente strutturali, come l'illuminazione, la climatizzazione, le metodologie conservative, l'approccio alla visita, lo studio dei flussi, mettendo in rilievo il ruolo primario dell'architettura nella sua accezione più ampia e completa. In quest’ottica si è aperta una collaborazione attiva con la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano e con la sua Scuola di Dottorato PAUI che coinvolgerà direttamente gli studenti e il corpo docente offrendo ulteriori spunti di discussione e formazione su un argomento attuale professionalmente stimolante. La tipologia del progetto suddiviso per argomenti chiave, la Proposta d’incontri costruiti come dibattiti con la possibilità d’intervento da parte del pubblico, la pubblicazione sul web, rispecchiano la volontà di diffusione e comunicazione trasparente riguardo al tema Museo, che è un servizio per il pubblico. Il laboratorio contemporaneo per la Grande Brera aggiunge così un importante tassello al processo di trasformazione che renderà nei prossimi anni il complesso braidense uno dei più significativi poli museali italiani ed europei.CALENDARIO DEGLI INCONTRI:Brera, Sala della Passione - ore 1820 gennaio 2014 Vittorio Gregotti e Carlo Bertelli Brera, in cammino verso la modernità Al primo incontro interverrà l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno3 febbraio 2014 Alessandro Mendini e Luca Doninelli Memoria, tradizione, tradimento20 febbraio 2014 Stefano Boeri e Andrée Ruth Shammah Museo, Città, Cultura20 marzo 2014 Mario Bellini e Vincenzo Trione Classico e anticlassico2 aprile 2014 Cino Zucchi e Gabriella Belli Progetto, programma, committenza14 maggio 2014 Italo Rota e Marco Belpoliti Universale18 giugno 2014 Kuehn Malvezzi e Francesco Jodice Il progetto e il pubblico17 settembre 2014 Italo Lupi e Francesco Cataluccio Labirinto - Guida15 ottobre 2014 Michele De Lucchi e Anna Detheridge Pop19 novembre 2014 Margherita Guccione e A12 Temporaneo10 dicembre 2014 Mario Nanni e Ermanno Olmi Luce21 gennaio 2015 Cherubino Gambardella e Serena Danna Materiale, immateriale11 febbraio 2015 Rosa Barovier e Gisella Capponi Il museo laboratorio per la conservazione18 marzo 2015 Beppe Finessi e Giulio Iachetti La vita degli oggetti15 aprile 2015 Arnaldo Pomodoro e Pierluigi Cerri L’artista e il museo per gli artisti20 maggio 2015 Caterina Bon Valsassina, Sandrina Bandera, Alberto Artioli e Luca Molinari, Brera-Citterio-Grande Brera: presente-passato-futurowww.brera.beniculturali.it
Brera, città aperta! Ciclo di conferenze dal 1/20/13 al 5/20/15
in via Brera 28 Milano

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“MyPerception - L’arte nei cinque sensi”

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Inaugurazione mostra 6/29/13 - Chiusura mostra 9/29/14 Corso Vittorio Emanuele, 67 – 70026 Modugno (Ba)

“MyPerception - L’arte nei cinque sensi”

Un viaggio alla scoperta dell’arte come oggetto unico della percezione. Questo è “MyPerception - L’arte nei cinque sensi” il progetto artistico-culturale che nei prossimi quindici mesi catturerà l’attenzione del pubblico conducendolo alla scoperta delle infinite capacità sensoriali site in ognuno di noi. Nato da un’idea di Nico Caradonna, titolare dall’azienda “Ottica Caradonna” nel pieno centro di Modugno (Ba), e patrocinato dell’Accademia delle Belle Arti di Bari diretta dal prof. Giuseppe Sylos Labini, il progetto sarà composto da sei eventi artistici che si alterneranno, da giugno 2013 a settembre 2014, tra Bari e Modugno: EYE VISION giugno 2013 - HAND VISION ottobre 2013 - MOUTH VISION dicembre 2013 -NOUSE VISION marzo 2014 - EAR VISION giugno 2014 – MYPERCEPTION settembre 2014. Le prime cinque mostre saranno dedicate a ciascun organo di senso ma sarà la vista unica chiave d’accesso per ognuno di loro, unico filtro per ciò che si può toccare, gustare, odorare e sentire. L’arte osservata rimanderà al pensiero feedback percettivi di tipo tattile, gustativo, olfattivo e uditivo. Il sesto e ultimo evento proporrà al pubblico barese, e non, un vero e proprio excursus all’interno dei 5 sensi. A cura della giornalista Stefania Ferrante, con la collaborazione dell’agenzia di web, comunicazione e marketing JCOM ITALIA, “MyPerception - L’arte nei cinque sensi” è patrocinato dalla Provincia di Bari e dal Comune di Modugno e si avvarrà della partecipazione di Radio Sound City Network, Controradio, della rivista d’arte Enkomion e de Il sito dell’arte come media partner.Si parte sabato 29 giugno alle 20 con l’EXPOSITIONE ONE: EYE VISION presso lo spazio “Ottica Caradonna” Corso Vittorio Emanuele, 67 – 70026 Modugno (Ba). A cura del prof. Luigi Mastromauro, docente dell’Accademia Delle Belle Arti di Bari, la mostra darà luogo ad una vera e propria “trasposizione artistica della materia”, partendo da tre dei materiali con i quali vengono realizzate le linee di montature di occhiali da vista e da sole più innovative. Metallo, plastica e legno messi a disposizione dell’arte tout court in una mostra espositiva, realizzata dai giovani artisti dell’Accademia, che coglierà l’importanza dei materiali, gli stessi in grado di essere plasmati sia per creare un’opera artistica tridimensionale o una scultura, sia per realizzare lo strumento che permetterà al fruitore di ammirarla. In esposizione fino al 6 luglio le opere di Crisa (Cristina Mangini ed Elisa Zambetta), Roberta Dileonardo, Annamaria La Mastra, Francesco Mangini, Teresa Terlizzi “MyPerception - L’arte nei cinque sensi” nasce in un’ottica orientata interamente alla promozione di un messaggio sociale esteso a tutto il Territorio: percepire con volontà e riflessione acuta, per aprirsi al mondo in maniera del tutto nuova orientata alla ricerca ed alla scoperta.
“MyPerception - L’arte nei cinque sensi” dal 6/29/13 al 9/29/14
in Corso Vittorio Emanuele, 67 – 70026 Modugno (Ba)

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gruppo sloveno IRWIN

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Inaugurazione mostra 3/15/13 - Chiusura mostra 6/2/14 Galleria Civica di Modena

gruppo sloveno IRWIN

Dal 15 marzo al 2 giugno 2014, alla Galleria Civica di Modena si terrà, nella sede della Palazzina dei Giardini, l’esposizione dedicata al gruppo sloveno IRWIN, il collettivo più longevo del panorama artistico mondiale, curata da Julia Draganović e Claudia Löffelholz, promossa e organizzata dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.La storia di IRWIN nasce nel 1983 dal sodalizio di giovani artisti provenienti dai movimenti del punk e del graffitismo di Lubiana e prosegue l’anno dopo con la fondazione di un gruppo di artisti noto come Neue Slowenische Kunst (NSK), Nuova Arte Slovena, che coinvolgerà successivamente altri artisti attivi nella grafica, nella video arte e nella filosofia.
gruppo sloveno IRWIN dal 3/15/13 al 6/2/14
in Galleria Civica di Modena

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ADRIAN PACI

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Inaugurazione mostra 5/10/13 - Chiusura mostra 6/1/14 via Palestro 16 Milano

ADRIAN PACI

ADRIAN PACI 5 ottobre 2013 ' 6 gennaio 2014 PAC Padiglione d'Arte Contemporanea Il lavoro di Adrian Paci è una riflessione su temi come la perdita, il movimento delle persone nello spazio, l'abbandono della propria terra e la ricerca di un altrove umano e geografico. Se all'inizio della sua carriera questi argomenti erano sviluppati a partire dalla sua stessa esperienza personale legata all'abbandono della nativa Albania, negli anni più recenti queste tematiche hanno assunto una dimensione globale, raggiungendo un punto di incontro tra l'attualità sociale e politica e i temi universali del ricordo e della speranza. Adrian Paci costruisce racconti per immagini che fondono l'unicità dell'esperienza quotidiana con la storia della pittura, del cinema e della letteratura, come accade nel caso dei riferimenti all'arte di Pier Paolo Pasolini e al Manierismo. Paci utilizza la fotografia, la scultura e il video servendosi di svariate tecniche e materiali, raggiungendo così una notevole libertà di espressione e di stile. La mostra al PAC, realizzata in collaborazione con il Jeu de Paume di Parigi e il Musée d'art contemporain di Montréal, restituisce la varietà dei temi, delle atmosfere e dei mezzi che l'artista utilizza e che hanno imposto il suo lavoro all'attenzione della critica e del pubblico internazionali. In mostra sarà esposta in anteprima italiana la nuova opera The Column, prodotta con il contributo dello Jeu de Paume di Parigi, del PAC Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, del Röda Sten Konsthall di Göteborg e del Trondheim Kunstmuseum di Trondheim Una mostra Comune di Milano ' Cultura A cura di Alessandro Rabottini e Paola Nicolin Ufficio stampa Elena Conenna T 0288453314 elenamaria.conenna@comune.milano.it
ADRIAN PACI dal 5/10/13 al 6/1/14
in via Palestro 16 Milano

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YOUNG GUNS in mostra fumetto e illustrazione

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Inaugurazione mostra 5/9/13 - Chiusura mostra 5/19/14 Piazza San Giovanni, Marsciano, PG

YOUNG GUNS in mostra fumetto e illustrazione

Dal 9 maggio al 19 maggio 2014 il Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte di Marsciano ospita la mostra di fumetto e illustrazione che raccoglie alcuni dei lavori di giovani artisti emergenti che hanno partecipato al progetto YOUNG GUNS finanziato dalla Regione dell'Umbria, promosso dall'Associazione Makeba in collaborazione con Associazione Culturale Umbria Fumetto, con il patrocinio del Comune di Perugia, Comune di Marsciano e ARCI Perugia. Inaugurazione Venerdì 9 maggio alle ore 17,30. La mostra sarà visitabile negli orari di apertura del Museo: Venerdì, Sabato e Domenica 10.30-13.00 / 15.30 - 18.00 Lunedì 10.30 - 13.00Per INFO: 346.70.51.214 - 075.874.11.52 associazionemakeba@gmail.com info@bibliotecadellenuvole.it
YOUNG GUNS in mostra fumetto e illustrazione dal 5/9/13 al 5/19/14
in Piazza San Giovanni, Marsciano, PG

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Legami e corrispondenze. Immagini e parole attraverso il '900 romano

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Inaugurazione mostra 2/28/13 - Chiusura mostra 4/27/14 Via Francesco Crispi 24, Roma

Legami e corrispondenze. Immagini e parole attraverso il '900 romano

Le opere della Galleria d’arte moderna di Roma Capitale si fanno strumento ideale per una rilettura delle strettissime corrispondenze tra arti figurative, letteratura e poesia che a Roma, dalla fine dell’Ottocento agli anni Sessanta del Novecento, vide artisti e letterati lavorare insieme in un continuo scambio di suggestioni. I momenti salienti di questo complesso rapporto sono esemplificati da quei sodalizi intellettuali e relazioni che, alternandosi, sciogliendosi, ricomponendosi, hanno dato luogo e fortemente connotato, intere stagioni dell’arte e della letteratura, spesso sostanziati da importanti risvolti internazionali.La mostra vuole proporre al pubblico suggestioni e spunti per una rilettura di quell’intenso e ampio periodo, suggerendo percorsi di facile lettura raccontati attraverso materiali iconografici e sonori espliciti e di evidente valenza didattica.La mostra coinvolge i tre piani del museo presentando circa 100 opere, tra dipinti e sculture - di cui 85 lavori appartenenti alla collezione permanente della Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale e altri provenienti dal Sistema Musei Civici o da Collezioni private - che dialogano con alcuni scrittori, in una rilettura ideale delle intense relazioni e interazioni tra arti visive, letteratura e poesia, sviluppatesi a Roma, dall’inizio del secolo scorso fino agli anni Sessanta. Per l'occasione, il Maestro Luca Bernardini proporrà una nuova suggestiva sonorizzazione del museo attraverso un'accurata selezione musicale di brani, in relazione alle varie sezioni e alle opere esposte.Ciascuna delle sei sezioni tematiche della mostra è dedicata a un importante autore italiano del Novecento (Gabriele D’Annunzio, Filippo Tommaso Marinetti, Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello, Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia) che sarà raccontato attraverso le opere d’arte, le riviste, i libri, e un apparato didattico e multimediale appositamente predisposto.Una settima sezione ricorda i “Luoghi d’incontro” privilegiati per lo scambio e il confronto tra intellettuali, dove si tessevano “legami e corrispondenze” tra artisti, letterati, poeti e musicisti. Gallerie o spazi espositivi privati, spesso insoliti come pensioni, botteghe, negozi, i numerosi caffè e trattorie, perfino i barconi sul Tevere, sono stati le sedi di incontri tra scrittori ed artisti italiani e stranieri, così come le riviste e il teatro. Al riguardo, la mostra propone una sorta di “mappatura” dei principali spettacoli ed eventi negli spazi teatrali dal 1901 agli anni Sessanta del Novecento, nati dalla collaborazione di scrittori, musicisti e artisti, nel segno dell’innovazione e della ricerca.Piano I: GABRIELE D’ANNUNZIO TRA SIMBOLISMO E DECADENTISMO Opere di: Nino Costa, Giulio Aristide Sartorio, Antonio Discovolo, Enrico Coleman, Camillo Innocenti, Adolfo De Carolis, Sigmund Lipinsky, Duilio Cambellotti, Enrico Lionne, Alessandro Pigna, Umberto Prencipe, Giovanni Prini, Renato Brozzi, Attilio Selva, Leopoldo Silva, Adolf Wildt, Costantino Barbella;FILIPPO TOMMASO MARINETTI E I FUTURISTI Opere di: Benedetta Cappa Marinetti, Gerardo Dottori, Sante Monachesi, Nandù, Enrico Prampolini, Tato, Virgilio Marchi;MASSIMO BONTEMPELLI E IL REALISMO MAGICO Opere di: Felice Carena, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Mario Broglio, Felice Casorati, Gisberto Ceracchini, Carlo D’Aloisio da Vasto, Francesco Di Cocco, Antonio Donghi, Riccardo Francalancia, Roberto Melli, Alberto Savinio, Luigi Trifoglio, Francesco Trombadori, Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli, Filippo De Pisis, Arturo Martini;Piano II LUIGI PIRANDELLO E L’IO ALLO SPECCHIO Opere di: Roberto Melli, Afro, Contardo Barbieri, Nino Bertoletti, Cesare Breveglieri, Nino Caffè, Felice Casorati, Ferruccio Ferrazzi, Guglielmo Janni;GIUSEPPE UNGARETTI E LA SCUOLA ROMANA Opere di: Amerigo Bartoli Natinguerra, Leonetta Cecchi Pieraccini, Renaro Guttuso, Guglielmo Janni, Mario Mafai, Scipione, Alberto Ziveri, Carlo Quaglia, Pericle Fazzini, Nino Franchina, Antonietta Raphäel Mafai;Piano III ALBERTO MORAVIA E GLI ARTISTI Opere di: Carlo Levi, Adriana Pincherle, Toti Scialoja, Corrado Cagli, Fabrizio Clerici, Tano Festa, Fabio Mauri, Franco Angeli, Mario Schifano, Lorenzo Tornabuoni, Carlo Levi, Giulio Turcato, Mario Ceroli.Curatore/i Federica Pirani, Gloria Raimondi, Maria Catalano
Legami e corrispondenze. Immagini e parole attraverso il '900 romano dal 2/28/13 al 4/27/14
in Via Francesco Crispi 24, Roma

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LA GALLERIA TOLEDO - MATERIALI CONTEMPORANEI. PROGRAMMA 2013/2014

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Inaugurazione mostra 9/24/13 - Chiusura mostra 4/20/14 Via Concezione a Montecalvario 34, Napoli

LA GALLERIA TOLEDO - MATERIALI CONTEMPORANEI.
PROGRAMMA 2013/2014

LA GALLERIA TOLEDO: PROGRAMMA 2013/2014“Miseria e nobiltà” è il titolo che ha dato inizio alla nuova stagione della Galleria Toledo. Probabilmente la Galleria Toledo è uno dei teatri meno conosciuti di Napoli. La linea guida del suo programma si basa soprattutto sul dare spazio alle giovani leve e nuove proposte del nostro teatro, contribuendo alla sua continua innovazione. Laura Angiulli, direttore artistico, inaugura il nuovo anno con il testo di Eduardo Scarpetta (sino al 3 ottobre) e con una compagnia di artisti ben consolidata, determinando un approccio di osmosi fra la tradizione e il nuovo. Il programma, appunto, è una serie d’innesti fra la drammaturgia del novecento e i classici come Shakespeare e proposte del tutto nuove: da Ionesco e Pinter, a Shakespeare che va in scena con l’adattamento di Laura Angiulli de “La bisbetica domata”. L’opera di Ionesco, “Delirio a due”, sarà interpretata da Elena Bucci; i due personaggi, un lui e una lei, sono chiusi in un ridicolo dialogo, sullo sfondo c’è una realtà complessa e cangiante che i due non sono in grado di afferrare. “Una specie di Alaska” di Harold Pinter, per la regia di Valerio Binasco, è una sorta di incubo che ha per protagonista una donna ormai adulta che si risveglia dopo trent’anni. Ispirato alle testimonianze di chi era stato affetto da encephalis letargica, il dramma di Pinter prende vita attraverso una composizione scenografica alienante, sospeso fra intimità e crudezza di una realtà mai vissuta e di un’altra attuale che si presenta come una sorta di tortura. Accanto alla tradizione novecentesca, la Galleria Toledo continua a lanciare nuovi testi attraverso spettacoli singoli come “Fuitenne”, “Biografia della peste”, “Bastavamo a far ridere le mosche”, “Monologhi del caxxo” oppure tramite rassegne all’interno dell’iter annuale (tra cui “Stazioni d’emergenza” che si svolgerà questo mese). Il rimaneggiamento di opere eduardiane e shakespeariane è pur esso un ramo di questo ricco cartellone. Certamente ogni spettacolo ha un’origine e ragione autonome e conferma il tentativo da parte della Galleria, di essere uno spazio autentico da conquistare nel panorama teatrale della città. Per questo “Materiali contemporanei” è la specificazione esatta del suo ruolo. Con il contributo di Arturo Cirillo ed Emma Dante che terranno dei seminari, la partecipazione di artisti/registi del calibro di Elena Bucci, Valerio Binasco e di molti che arricchiranno vari laboratori, questo teatro sembra ribadire e perseguire un concetto a volte messo da parte o banalizzato: lo studio e la conoscenza della tradizione, del classico occorre necessariamente alla creazione di altre possibilità di fare teatro oggi. Un punto d’inizio sempre valido. Si invita a visitare il sito internet http://www.galleriatoledo.org/ per conoscere le varie rassegne e i seminari/laboratori che sono previsti durante l’anno.24 settembre | 3 ottobre 2013 Il Teatro coop. Produzioni/Galleria Toledo MISERIA E NOBILTA’ da Eduardo Scarpetta drammaturgia e regia Laura Angiulli scene Rosario Squillace luci Cesare Accettacon Laura Borrelli Agostino Chiummariello Alessandra D’Elia Michele Danubio Roberto Giordano Stefano Jotti Antonio Marfella Nunzia Schiano Tonino Taiuti12 | 25 ottobre 2013 STAZIONI D’EMERGENZA atto V per Nuove Creatività29 | 31 ottobre 2013 M a n i a c i d' A m o r e T e a t r o Nidodiragno BIOGRAFIA DELLA PESTE di e con Francesco d'Amore e Luciana Maniaci regia Roberto Tarasco5 |17 novembre 2013 Il Teatro coop. Produzioni/Galleria Toledo FUITEVENNE drammaturgia e regia Marina Confalone19 novembre | 1 dicembre 2013 Il Teatro coop. Produzioni/Galleria Toledo LA BISBETICA DOMATA di William Shakespeare drammaturgia e regia Laura Angiullicon Giovanni Battaglia Alessandra D’Elia Francesca Florio Massimiliano Gallo Roberto Giordano Stefano Jotti Antonio Marfella5 | 8 dicembre 2013 Le belle bandiere in collaborazione con Regione Emilia Romagna e Provincia di Ravenna e con il sostegno del Comune di Russi DELIRIO A DUE anticommedia di Eugène Ionesco traduzione di Gian Renzo Morteo regia e interpretazione Elena Bucci Marco Sgrosso14 | 22 dicembre 2013 Il Teatro coop. Produzioni/Galleria Toledo MISERIA E NOBILTA’ Il Teatro coop. Produzioni/Galleria Toledo da Eduardo Scarpetta drammaturgia e regia Laura Angiulli scene Rosario Squillace luci Cesare Accettacon Laura Borrelli Agostino Chiummariello Alessandra D’Elia Michele Danubio Roberto Giordano Stefano Jotti Antonio Marfella Nunzia Schiano Tonino Taiuti25 | 26 |29 | 30 dicembre 2013 Teatri Uniti NUMMERE. SCOSTUMATISSIMA TOMBOLA NAPOLETANA di e con Gino Curcione27 | 28 dicembre 2013 - 1 | 6 gennaio 2014 Il Teatro coop. Produzioni/Galleria Toledo MISERIA E NOBILTA’ da Eduardo Scarpetta drammaturgia e regia Laura Angiulli scene Rosario Squillace luci Cesare Accettacon Laura Borrelli Agostino Chiummariello Alessandra D’Elia Michele Danubio Roberto Giordano Stefano Jotti Antonio Marfella Nunzia Schiano Tonino Taiuti9 | 19 gennaio 2014 Produzioni Nidodiragno UNA SPECIE DI ALASKA da Harold Pinter regia Valerio Binasco con Sara Bertelà24 gennaio | 2 febbraio 2014 Il Teatro coop. Produzioni/Galleria Toledo | Napoli Teatro Festival Italia FESTA DI NOZZE Suggestioni dall’opera di Raffaele Viviani drammaturgia e regia Laura Angiulli6 | 9 febbraio 2014 Compagnie Babbaluck /Theatre du Parc de la Villette BASTAVAMO A FAR RIDERE LE MOSCHE drammaturgia e regia Sergio Longobardi con Sergio Longobardi Michael Nick14 | 23 febbraio 2014 Ente Teatro Cronaca IL CONTRATTO da Eduardo De Filippo un progetto Ex Asilo Filangieri / La Balena, Tourbillon Teatro e O.N.G. teatri a cura di Pino Carbone Andrea de Goyzueta Francesca De Nicolais direzione del progetto e regia Pino Carbone con Andrea de Goyzueta Francesca De Nicolais Giovanni Del Monte Claudio Di Palma Irene Grasso Carmine Paternoster Fabio Rossi11 | 23 marzo 2014 Il Teatro coop. Produzioni/Galleria Toledo OPERA DA DEFINIRE da William Shakespeare drammaturgia e regia Laura Angiulli 28 | 30 marzo 2014 Teatro Libero Palermo IL FALCO da Marie Laberge traduzione di Maria Teresa Russo regia Beno Mazzone con Mirella Mazzeranghi Massimiliano Lotti Rosario Sparno 8 | 13 aprile 2014 Compagnia b a b y g a n g MONOLOGHI DEL CAXXO regia Lucia Vasini di e con Carolina De La Calle Casanova Valentina Scuderi 15 | 20 aprile 2014 Théâtre National du Luxembourg / Compagnie Ghislain Roussel MONOCLE Portrait de S. von Harden drammaturgia e regia Stéphane Ghislain Roussel con Luc Schiltz
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TERRA ITALIANA Paladino, Leoncillo, Chia, Matta

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Inaugurazione mostra 1/18/12 - Chiusura mostra 4/1/14 Via Massimo D'Azeglio, 15

TERRA ITALIANA
Paladino, Leoncillo, Chia, Matta

L'esposizione che inaugura il nuovo anno della Galleria d'Arte Maggiore di Bologna rivela un originale filo conduttore nella scelta di Franco e Roberta Calarota di declinare in modo diversificato ma organico il tema della "Terra". In mostra questa apparente semplice parola, "Terra", assume una dimensione quasi magica rivelandosi in un fitto intreccio di riferimenti fatti di considerazioni di tipo geografico (esplicite in quell'«italiana») che si vanno a sovrapporre però a riflessioni più complesse su come il corpo tangibile e concreto dell'arte sappia manifestarsi in completa indipendenza dal supporto utilizzato. Gli artisti selezionati per rivelare questi intriganti giochi di rimandi sono Mimmo Paladino – di cui si esporranno sculture e dipinti che spaziano dagli anni Ottanta ai giorni nostri – Leoncillo di cui si dà rilievo soprattutto alla fase informale, per continuare con le opere di Sandro Chia ancora inedite per il pubblico italiano. Completano l'esposizione le opere di Roberto Sebastian Matta, di cui si selezionano le suggestive terre colorare e i lavori su tela di juta. "Terra Italiana" è volutamente un titolo che gioca sull'ambiguità e sulle molteplici letture che può offrire. Anche il semplice livello letterale è doppio. A seconda della parola su cui facciamo ricadere l'accento, se su "Terra" o su "Italiana", la mostra diventa un omaggio alla materia che, come elemento concreto, emerge dalla superficie di una tela o si fa struttura stessa dell'opera per poi però entrare in un universo geografico e in una dimesione evocativa più sfumata in cui le tecniche e i materiali, da soli, non riescono più a definire una mostra che si rivela quindi nella sua autenticità solo a un livello di lettura più complesso. Non siamo davanti infatti solo a sculture, ma anche a lavori su tela e tecniche miste su carta, che condividono però una comune tensione verso una dimensione concreta e tattile: una tendenza esplicita ed intrinseca all'opera nel caso della ceramica che si fa scultura, più sottile e psicologica, invece, nell'anelito alla tridimensionalità espresso dall'aggiunta di materiali che emergono dalla tela o nella tavolozza che si colora di paste terrose. Il tutto in un omaggio al nostro paese - anche nel caso di Matta che a un certo punto della sua vita sceglie proprio l'Italia come terra d'elezione.
TERRA ITALIANA Paladino, Leoncillo, Chia, Matta dal 1/18/12 al 4/1/14
in Via Massimo D'Azeglio, 15

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LA NUOVA STAGIONE DEL TEATRO NUOVO DI NAPOLI.

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 3/16/14 Via Montecalvario, 16 - Napoli

LA NUOVA STAGIONE DEL TEATRO NUOVO DI NAPOLI.

E’ impensabile parlare del Teatro Nuovo a Montecalvario senza avere in mente gli indistricabili vicoli che ne costituiscono il quartiere, così pregno di quell’essenza partenopea che sembra svanire non appena metti piede su via Toledo. “Napoli ‘43” ha inaugurato, infatti, la stagione portando in scena un’eco della storia di Montecalvario durante le fatidiche Quattro Giornate, nel tentativo (arduo) di ripristinare il ruolo civile del Teatro all’interno della “poleis”. “Natale in casa Cupiello” (dal 29 ottobre al 3 novembre) adattamento e regia di Fausto Russo Alesi e “Sik, Sik l’artefice magico” (dal 21 gennaio al 2 febbraio) per la regia di Pierpaolo Sepe con Benedetto Casillo confermano, invece, la linea guida del Nuovo secondo la quale la tradizione nostrana viene concepita come punto di riferimento di una politica culturale tendente alla sperimentazione di nuove forme e nuovi linguaggi, restituendo la giusta contemporaneità al classico. Tra i fuori abbonamento, invece, è previsto “H.M.” uno spettacolo di Antonio Latella (dal 14 al 17 novembre); uno sguardo sulla storia novecentesca impregnata più di quanto d’immagini del “male” che coincide con la figura di Hitler, mai realmente sconfitto ma che si è perpetuato come un cancro nei decenni sino al nostro presente. Sempre Pierpaolo Sepe firma la regia di “Medea” di Seneca (dal 22 novembre al 01 dicembre) in cui il divenire progressivamente mostruoso della protagonista condanna il mondo, la collettività, il tutto al caos e il cieco furore finisce per inglobarla in un isolamento crudele. Mariano Rigillo invece porta in scena la narrazione teatrale di “Ferito a morte, preludio” di La Capria (dal 3 all’8 dicembre), mentre dal 10 al 15 dicembre sarà il turno di “Totò e Vicé” di Mario Scaldati: due poetici clochard visionari e surreali dialogano tra di loro sospesi nel tempo e nello spazio. Dal 19 dicembre al 6 gennaio Teatri Uniti presenterà “Jucatùre” regia di Enrico Ianniello che riadatta ancora una volta quattro personaggi nati dalla penna di Pau Mirò con un’ambientazione napoletana. “Pretty, un motivo per essere carini” testo di LaBute, regia di Fabrizio Arcuri (14-19 gennaio) arricchisce il cartellone di quest’anno con i ritmi e le trame di una commedia brillante plurinominata ai Tony Awards nel 2009, per poi tornare alle tematiche attuali e politiche con il testo di Tiziano Turci “Cronaca di una crisi annunciata” (dal 6 al 9 febbraio). Inoltre, dal 18 al 23 febbraio sarà al Nuovo Marco Paolini con il suo “Itis Galileo” mentre dall’11 al 16 marzo sarà la volta di Moni Ovadia con lo spettacolo “Cabaret Yiddish”. Tra questi due eventi, invece, Stefano Accorsi porterà “Giocando con Orlando” testo e regia di Marco Baliani (dal 25 febbraio al 2 marzo) che propone una rilettura dell’opera di Ariosto attraverso una vorticosa performance di gesti, di versi, di rime come se fosse una “giostra” sopra la quale, leggiadri, i personaggi intessono i fili dell’epico racconto.
LA NUOVA STAGIONE DEL TEATRO NUOVO DI NAPOLI. dal 9/28/13 al 3/16/14
in Via Montecalvario, 16 - Napoli

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Zao Wou-Ki. Retrospettiva

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Inaugurazione mostra 9/15/13 - Chiusura mostra 3/2/14 Pinacoteca, Casa Rusca, Locarno

Zao Wou-Ki. Retrospettiva

Titolo: Zao Wou-Ki. Retrospettiva Data inizio: Data fine: 15.09.2013 02.03.2014 Luogo: Pinacoteca, Casa Rusca, Locarno orari: ma - do 10.00 - 12.00 / 14.00 - 17.00La città di Locarno può vantare di possedere una collezione d'arte moderna di tutto rispetto, di importanza internazionale, frutto dell'intraprendenza e della generosità di persone che hanno capito la valenza di questo territorio che durante il XX secolo è divenuto una sorta di crocevia di spiriti creativi.Le mostre dedicate alle collezioni della città di Locarno rientrano nella politica culturale che mira a valorizzare questo patrimonio di proprietà pubblica. Nelle nostre collezioni incontriamo i nomi di numerosi protagonisti delle avanguardie europee, che hanno trovato nella persona dello scultore Remo Rossi (1909-1982) quei sentimenti di accoglienza e disponibilità altrove carenti. Sempre Remo Rossi è l’artefice dell’importante operazione culturale coronata con l’apertura, nel 1966, del Museo d’arte contemporanea negli spazi Castello Visconteo. Dapprima la donazione da parte di Jean Arp e Marguerite Arp-Hagenbach – il fulcro del nuovo museo, inaugurato il 10 aprile 1966 –, poi l’incremento di quel patrimonio su iniziativa di altri artisti o collezionisti – esemplare il gesto di Charlotte Pierburg che nel 1977 legò a Locarno un’opera storica di Paul Klee: Wohin? Junger Garten, 1920, testimonianza di quella che i nazisti consideravano “arte degenerata” (Entartete Kunst).L’incremento maggiore del nostro patrimonio è giunto ancora una volta da quel crogiuolo d’arte rappresentato dalla famiglia di Remo Rossi: un felice concorso di circostanze associa al nostro scultore la figura di Nesto Jacometti (1898 – 1973), il geniale editore d’arte, fratello di Luigina, la madre di Remo. Nesto Jacometti ci ha donato in eredità un fondo di opere che a poco a poco si va riscoprendo e valorizzando. Oggi attingiamo dal copioso fondo del suo Lascito per mettere in luce l’opera di Zao Wou-Ki (1920-2013), l’artista francese di origini cinesi con il quale Jacometti intrecciò forti legami di amicizia, tanto che il nostro editore gli consacrerà, nel 1955, il primo catalogo ragionato della sua produzione calcografica e litografica. La collezione donata alla città di Locarno rappresenta con tutta certezza un unicum nell’ambito delle istituzioni pubbliche che conservano opere di Zao Wou-Ki; alcune cifre bastano per descrivere la consistenza del corpus: l’opera grafica edita da Jacometti fra gli anni 1950 e 1965, in sodalizio con Klipstein & Co, all’insegna della Guilde Internationale de la Gravure o attraverso la sua geniale creazione – L’Oeuvre Gravée –, conta in totale 52 pezzi; la collezione privata dell’editore presenta invece una tipologia che comprende 45 pezzi originali fra oli, tempere e carte mentre sono 47 le stampe realizzate da altri editori.La mostra retrospettiva dedicata a Zao Wou-Ki ci invita a conoscere anche la sua produzione recente, le cui opere provengono dalla Successione Zao Wou-Ki. Zao Wou-Ki è un mediatore di culture – una che è ancorata alla tradizione secolare cinese, l’altra orientata invece verso gli orizzonti estremi dell’astrazione.Zao Wou-Ki nasce a Pechino il 1° febbraio 1920, frequenta in seguito la Scuola di belle arti di Hangzhou sotto la guida del maestro Lin Fengmian. Proprio quest’ultimo suggerisce a Zao Wou-Ki di inoltrare, nel 1947, la richiesta del visto per la Francia. Senza esitare sceglie Parigi, per lui capitale delle arti. Ottenuto il visto nel 1948, arriva a Parigi il primo aprile dello stesso anno. Ben presto Zao Wou-Ki diventa attore sulla scena parigina delle arti, allora molto ricca. Si costruisce una famiglia artistica fra coloro che si affermeranno protagonisti. Li incontra alla Galerie Pierre Loeb (Jean-Paul Riopelle, Maria-Helena Vieira da Silva, Georges Mathieu), nei laboratori di incisione (il poeta Henri Michaux, i pittori Antoni Clavé, Johnny Friedlaender), alla Galerie de France (Pierre Soulages, Hans Hartung, Alfred Manessier).Grazie all’amico Johnny Friedlaender, la Svizzera occuperà un posto importante nella sua carriera. Per lui non sarà un paese fra tanti poiché proprio in Svizzera avverranno gli incontri decisivi per l’evoluzione della sua arte. Paradossalmente il legame fra Zao Wou-Ki e la Svizzera ha origine in Cina. Si tratta del rapporto fondamentale con la pittura di Paul Klee. A Shanghai, Zao Wou-Ki possedeva, nella sua collezione di libri d’arte, un’opera su Klee che suo zio gli aveva portato da un soggiorno in Europa. L’influsso della pittura di Klee sarà determinante nella sua opera verso la metà degli anni 1950.Nel 1951, a Berna, dove si trova per una mostra delle sue incisioni allestita da Nesto Jacometti alla Galleria Klipstein, ha l’occasione di vedere alcune opere di Paul Klee. L’incontro può dirsi essenziale poiché gli consente di capire che la pittura non è necessariamente la rappresentazione oggettiva delle cose. Klee usa linee, frecce, punti, lettere che significano qualcosa di diverso da ciò che rappresentano. Questa scoperta, per Zao Wou-Ki quasi iniziatica, gli aprirà le porte dell’astrazione permettendogli di trovare la propria. La comprensione del processo artistico di Paul Klee indurrà Zao Wou-Ki a recuperare una parte dell’eredità culturale cinese per abbandonare a poco a poco la figurazione che sente troppo vincolante. Zao Wou-Ki stravolge il senso dei segni cinesi arcaici dei bronzi e delle iscrizioni funerarie per entrare in un altro mondo rappresentativo. Tale rivoluzione plastica, pur realizzandosi materialmente nel suo laboratorio parigino, nasce intellettualmente in Svizzera.L’opera e il pensiero di Zao Wou-Ki a nostro avviso sono emblematici, tali da farci capire un particolare approccio che ha segnato l’evoluzione del suo “far pittura”, legato intimamente alla poesia, alla scrittura che si è trasmutata in calligrafia e poi in segni simbolici, in colori esuberanti che lo hanno aperto a una nuova luce.Il legame ideale che Locarno ha forgiato con Zao Wou-Ki è di quelli inscritti in una memoria che non possiamo dimenticare, abbandonare all’oblio, sottolineata dalla mostra personale di Zao Wou-Ki tenutasi nel 1961 alla Casa del Negromante (32 litografie, 20 incisioni e 8 acquerelli), luogo storico che ha cadenzato per più di un decennio la vita culturale di Locarno con rassegne collettive di artisti locali o di spessore internazionale, organizzate da Virgilio Gilardoni e Nesto Jacometti. entrata: Adulti Fr. 8.-- / Ragazzi, ridotti Fr. 5.--
Zao Wou-Ki. Retrospettiva dal 9/15/13 al 3/2/14
in Pinacoteca, Casa Rusca, Locarno

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VIERNES”: UN LIBRO D’ARTE NEL LIBRO, ANTEPRIMA 2014 DEL MAESTRO IGOR BOROZAN.

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Inaugurazione mostra 7/13/13 - Chiusura mostra 2/28/14 Accademia belle Arti terni

VIERNES”: UN LIBRO D’ARTE  NEL LIBRO, ANTEPRIMA 2014 DEL MAESTRO IGOR BOROZAN.

“Viernes” è l'enorme contenitore dove confluiscono i fermenti creativi di Borozan di questo 2013. Un anno frenetico, denso di eventi e cambiamenti, non soltanto a livello personale, che hanno segnato in maniera esponenziale il suo "fare arte". Un libro d’arte nel libro stesso, si chiama “Viernes”, tra sacro e profano, raccoglie e racconta gli ultimi percorsi del maestro Igor Borozan, un intenso viaggio umano ed artistico. Ne è un esempio l’opera senza alcun dubbio più’ grandiosa catalogata all’interno del libro, "Jan MMXIII", l’installazione del maestro per celebrare le Giornate Europee del Patrimonio 2013 promosse dal MiBAC. Un saio gigante, il più grande mai realizzato al mondo, per la cui realizzazione sono stati utilizzati ben 550 metri di stoffa grezza color avorio, ispirato ala figura mistica di San Francesco, esposto prima al Ponte delle Torri di Spoleto, successivamente ad Assisi come un benvenuto per la visita di Papa Francesco in Umbria. Tanti gli schizzi e i disegni inediti per questo mastodontico progetto selezionati ed inseriti in Viernes. Dal sacro al profano appunto, con la camicia che si tinge di nero ispirata a Gavrilo Princip, che nel 1914 ha dato inizio alla Prima Guerra Mondiale, di cui il prossimo 2014 ne sara’ la triste ricorrenza. Un'installazione ed un dipinto esposti a Palazzo Primavera di Terni per il Festival Popoli e Religioni. Un omaggio particolarmente sentito alla città di Sarajevo, teatro dell'evento che ha segnato la storia contemporanea.Il 2013 è sicuramente stato un anno di soddisfazioni, Borozan è infatti l'unico esponente italiano selezionato per la Settimana dell'Educazione Artistica dell'Unesco svoltasi nel mese di maggio per il progetto Enredadas 2013. Un evento di ampio respiro culturale organizzato dall'Università Autonoma di Madrid sotto il coordinamento della dott.ssa Angeles Saura, esperienza preziosa che ha permesso un confronto critico-operativo tra 9 Paesi e ben 24 Università sul livello mondiale. Il progetto ha coinvolto docenti artisti di Belle Arti in una grande mostra virtuale, un programma internazionale che cerca la conoscenza da percorsi formativi diversi, da artisti provenienti da tutto il mondo. E proprio in questo contesto, per lo Stato del Chile, è stato selezionato il suo primo libro d'arte "A Bebe - il Duende" realizzato su una particolare carta riciclata giapponese, che Borozan ha illustrato metaforicamente con le tecniche del pastello e del disegno colorato. Alcune delle immagini di questo suo primo Libro d'Arte sono inserite in "Viernes", da qui il concetto di Libro nel Libro. "Viernes" contiene anche l'opera creata per la ricorrenza dei duecento anni dalla nascita di Giuseppe Verdi, un grande quadro di forte impatto visivo in chiave espressionista surreale. Per la ricorrenza del primo bombardamento subito dalla citta’ di Terni, partecipa poi, con ben dodici delle sue camicie giganti, sospese sul palco, alla scenografia per lo spettacolo “Ascolta il nemico non tace” dando un valore universale alla condanna verso ogni tipo di conflitto. Grazie al suo "Abbozzo pittorico per Caravaggio", edito in occasione della Settimana della Cultura promossa dal Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, Borozan è invitato, come ospite d'onore, per Bentornato Caravaggio, convention internazionale organizzata dall'associazione Decima Musa Caravaggio, una kermesse di eventi culturali per rendere omaggio al grande pittore Michelangelo Merisi. In Abbozzo Pittorico infatti Borozan cataloga i sui schizzi, i suoi abbozzi che rievocano il modus operandi del grande pittore. Il nome di Borozan viene così inserito nell'Archivio storico del comune di Caravaggio. Il viaggio continua e, contaminato dall'artista performativa madrilena Pilar Perez Camarero, crea una serie di dipinti molto particolari ed intriganti ispirati a Cappuccetto Rosso. Il Libro d’ Arte verra’ presentato a Terni, presso l’Accademia di belle Arti, in occasione dei festeggiamenti del Patrono della citta’ di terni, San Valentino, nonche’ Patrono universale dell’Amore.
VIERNES”: UN LIBRO D’ARTE NEL LIBRO, ANTEPRIMA 2014 DEL MAESTRO IGOR BOROZAN. dal 7/13/13 al 2/28/14
in Accademia belle Arti terni

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LA RISCOPERTA DELL’ANTICO GLI ACQUERELLI DI EDWARD DODWELL E SIMONE POMARDI

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Inaugurazione mostra 9/27/13 - Chiusura mostra 2/23/14 Via della Salara Vecchia, 00186 Roma ‎

LA RISCOPERTA DELL’ANTICO
GLI ACQUERELLI DI EDWARD DODWELL E SIMONE POMARDI

La mostra La riscoperta dell’antico. Gli acquerelli di Edward Dodwell e Simone Pomardi arriva a Roma, alla Curia Iulia nel Foro Romano, dopo essere stata ospitata dal British Museum di Londra la primavera scorsa. Promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, in collaborazione con Electa e il Packard Humanities Institute, la mostra ben illustra la realtà e il romanticismo dei viaggi del Grand Tour attraverso disegni dettagliati di singoli monumenti, sculture e magnifici paesaggi di rovine, perlopiù acquerelli, che i due vedutisti realizzarono nel corso dei loro viaggi in Grecia nel 1805-1806, in pieno clima neoclassico. Il curatore John Camp ha selezionato 38 vedute realizzate da Edward Dodwell (c. 1777 – 1832) e Simone Pomardi (1757 – 1830). Presentate per la prima volta in Italia, dal 27 settembre 2013 al 23 febbraio 2014, erano inedite fino allo scorso febbraio, quando sono state esposte a Londra. I disegni e gli acquerelli in mostra fanno parte dei circa 800 esemplari che appartenevano alla collezione dei discendenti di Dodwell, fino a quando nel 2002 sono stati acquistati da David W. Packard, per conto del Packard Humanities Institute di Los Altos, California. I paesaggi dipinti rappresentano una rara testimonianza dell’acropoli di Atene, dei monumenti di Micene, del porto di Corfù e di altri siti archeologici come apparivano al tempo della dominazione ottomana della Grecia, visti attraverso gli occhi dell’archeologo ed erudito Edward Dodwell, autodidatta e talentuoso acquerellista, e dell’artista italiano Simone Pomardi, già noto per dipinti all’acquarello, raramente a tempera, in cui ha ritratto l’antica Roma all’epoca dell’occupazione francese. Queste tavole contribuirono a promuovere la corrente filoellenica dell’inizio Ottocento sostenuta, tra gli altri, da Lord Byron, che scriveva della necessità di riscoprire l’antico splendore della classicità e inneggiava ad un ritorno alla libertà della Grecia, fino a decidere di partire per combattere al fianco dei rivoluzionari. La mostra è presentata nella grande aula della Curia, sede del Senato romano, dove è tutt’oggi possibile ammirare lo splendido pavimento marmoreo in opus sectile, di età dioclezianea (III sec. d.C.), e i resti di pitture bizantine, testimonianza della trasformazione dell’aula, che misura ben 21 metri di altezza, nella chiesa dedicata a S. Adriano. L’allestimento è curato dall’architetto Andrea Mandara che ha realizzato delle strutture espositive a basso impatto visivo nel rispetto del monumento che accoglie la mostra. Le opere in esposizione permanente – i plutei traianei, i rilievi della Basilica Emilia e una statua d’imperatore in porfido - dialogano con l’allestimento temporaneo per l’omogeneità dei materiali utilizzati per i supporti espositivi. Il parziale oscuramento dei finestroni della Curia accentua la suggestione offerta dai rapporti dimensionali, eccezionali, dell’architettura del monumento. Alla mostra si accompagna il catalogo pubblicato da Electa, che riunisce tutti gli acquerelli esposti e commentati da un testo del curatore, John Camp.ORARI: Lunedì – domenica Dalle 08.30 alle 18.30 fino al 26 ottobre. Dalle 8.30 alle 16.30 fino al 23 febbraio. Non si effettua chiusura settimanale. La biglietteria chiude un’ora prima. INGRESSO: INTERO € 12,00 RIDOTTO € 7, 50 INFORMAZIONI: http://archeoroma.beniculturali.it/ www.electaweb.com
LA RISCOPERTA DELL’ANTICO GLI ACQUERELLI DI EDWARD DODWELL E SIMONE POMARDI dal 9/27/13 al 2/23/14
in Via della Salara Vecchia, 00186 Roma ‎

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Pollock e gli Irascibili, dalla tela allo schermo allo Spazio Oberdan

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Inaugurazione mostra 9/24/13 - Chiusura mostra 2/16/14 Piazza Duomo 2, Milano

Pollock e gli Irascibili, dalla tela allo schermo allo Spazio Oberdan

Pollock e gli irascibiliRivoluzione artistica, rottura col passato, sperimentazione, energia sono di scena a Palazzo Reale nella mostra Pollock e gli Irascibili. La Scuola di New York. L’esposizione, a cura di Carter E. Foster con Luca Beatrice, è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, prodotta e organizzata da Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, in collaborazione con il Whitney Museum of American Art di New York. Attraverso le opere del gruppo di artisti, tra cui il carismatico Jackson Pollock, e definiti “Irascibili” da un celeberrimo episodio di protesta verso il Metropolitan Museum of Art, al visitatore verrà offerto un panorama completo dello stile artistico che seppe re­interpretare la tela come spazio per esprimere la libertà di pensiero e di azione dell’individuo e che influenzò l’arte moderna.Uno stile e insieme un fenomeno unico che dette vita alla “Scuola di New York”. Era il maggio del 1950 quando il Metropolitan Museum of Art di New York annunciò l’organizzazione di un’importante mostra dedicata all’arte contemporanea americana. Assenti dal parterre degli invitati furono proprio i pittori che a partire dalla seconda metà degli anni Trenta avevano mosso i primi passi verso un linguaggio pittorico nuovo, rivolto all’Espressionismo Astratto. Nel movimento emersero le personalità di Jackson Pollock, Willem de Kooning, Mark Rothko, Robert Motherwell, Barnett Newman, che si fecero promotori di un codice stilistico più attuale. Sono proprio questi i principali nomi che composero il gruppo degli “Irascibili”, così definiti dal quotidiano “Herald Tribune”, perché firmatari della lettera inviata al presidente del Metropolitan, Roland L. Redmond, e presentata al “New York Times”, in cui dichiararono il totale dissenso nei confronti delle posizioni assunte dal museo. Nel gennaio del 1951 la rivista “Life” pubblicò l’emblematica fotografia di Nina Leen che ritrasse quindici degli “Irascibles” vestiti da banchieri.Presso lo Spazio Oberdan della Provincia di Milano, dal 9 al 19 ottobre 2013, Fondazione Cineteca Italiana propone Pollock e gli Irascibili, dalla tela allo schermo, una rassegna cinematografica che si lega alla mostra “Pollock e gli Irascibili” organizzata dal Comune di Milano e in esposizione a Palazzo Reale dal 24 settembre 2013 al 16 febbraio 2014.La proposta filmica in programma a Spazio Oberdan vuol essere un arricchimento del percorso della mostra per dare a tutti gli appassionati l’opportunità di approfondire attraverso le immagini in movimento e il linguaggio cinematografico la dinamicità estetica di un periodo e di una scena artistica fra le più importanti del secolo scorso. Il programma si articola in tre “capitoli”: il primo dedicato proprio a Jackson Pollock e Mark Rothko; il secondo su Andy Warhol (attraverso tre delle sue più celebri icone, Marylin Monroe, Audrey Hepburn, Edie Sedwick) e la Pop Art, il movimento di avanguardia al quale gli “Irascibili” passarono il testimone; il terzo pensato per illustrare l’avanguardia espressiva cinematografica della scena newyorkese dagli anni ’50 ai primi anni ’60. Fra i titoli, anche Deserto rosso di Michelangelo Antonioni, per le citazioni di opere di Mark Rothko da parte del regista ferrarese che fu a sua volta anche lui un raffinato pittore. A breve il calendario proiezioni sul sito www.cinetecamilano.itMODALITÀ D’INGRESSO Biglietto d’ingresso: intero € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50
Pollock e gli Irascibili, dalla tela allo schermo allo Spazio Oberdan dal 9/24/13 al 2/16/14
in Piazza Duomo 2, Milano

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IL VOLTO DEL ‘900. DA MATISSE A BACON. CAPOLAVORI DAL CENTRE POMPIDOU

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Inaugurazione mostra 9/24/13 - Chiusura mostra 2/9/14 Piazza Duomo 2 Milano

 IL VOLTO DEL ‘900. DA MATISSE A BACON. CAPOLAVORI DAL CENTRE POMPIDOU

IL VOLTO DEL ‘900. DA MATISSE A BACON. CAPOLAVORI DAL CENTRE POMPIDOUAttraverso una serie strepitosa di icone della pittura e scultura del XX secolo, viene raccontato un periodo fondamentale per l’evoluzione del concetto stesso di ritratto e autoritratto, messo in discussione e trasformato dai più celebri maestri dell’epoca, in seguito ai grandi cambiamenti della società e alle tragedie della storia umana.La mostra è promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre e Skira editore in collaborazione con il Musée National d’Art Moderne - Centre Pompidou di Parigi, e presenta oltre ottanta straordinari ritratti e autoritratti, capolavori assoluti di artisti celebri come Matisse, Bonnard, Modigliani, Magritte – il cui celeberrimo Lo stupro con il volto-nudo femminile è l’immagine della rassegna – Music, Suzanne Valadon, Maurice de Vlaminck, Severini, Bacon, Delaunay, Brancusi, Julio Gonzalez, Derain, Max Ernst, Mirò, Léger, Adami, De Chirico, Picasso, Giacometti, Dubuffet, Fautrier, Baselitz, Marquet, Tamara de Lempicka, Kupka, Dufy, Masson, Max Beckmann, Juan Gris, autori di opere magistrali, spesso mai esposte in Italia, di eccezionale qualità pittorica e artistica, che entrano a pieno titolo nella rappresentazione dell’evoluzione del genere ritratto avvenuta nel corso del Novecento.La mostra sarà aperta sino al 9 febbraio 2014.
IL VOLTO DEL ‘900. DA MATISSE A BACON. CAPOLAVORI DAL CENTRE POMPIDOU dal 9/24/13 al 2/9/14
in Piazza Duomo 2 Milano

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“Monet au cœur de la vie”

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Inaugurazione mostra 9/14/13 - Chiusura mostra 2/2/14 Viale XI Febbraio, 35 27100 Pavia

“Monet au cœur de la vie”

Dopo il grande successo di “Renoir. La vie en peinture”, le Scuderie del Castello di Pavia presentano, dal 14 settembre al 15 dicembre 2013, un'altra importante mostra dedicata a uno dei massimi esponenti del movimento impressionista: Claude Monet. “Monet au cœur de la vie” è il titolo dell'esposizione promossa dal Comune di Pavia, prodotta e organizzata da Alef – cultural project management con il patrocinio del dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell'Institut français di Milano. La mostra, a cura di Philippe Cros, presenta una selezione di opere provenienti da prestigiosi musei di tutto il mondo: dagli Stati Uniti d'America come il Columbus Museum of Art (Ohio) alla Francia come il Musée d'Orsay di Parigi, dal Sud Africa come la Johannesburg Art Gallery alla Romania come il Mnar di Bucarest fino alla Lettonia come The Latvian National Museum of Art di Riga e da altre importanti sedi internazionali. Il pubblico avrà la possibilità di ammirare importanti lavori di Claude Monet e di ripercorrere le tappe principali della sua produzione artistica dalla formazione fino alla grande maturità. Un percorso espositivo innovativo ed emotivo offrirà inoltre al visitatore un'inedita modalità di avvicinamento anche alla sfera personale della vita del Maestro, consentendo al pubblico di scoprire l'”uomo” oltre che il grande artista. La mostra è un viaggio nel cuore della vita di Monet, raccontato attraverso le voci di sei personaggi chiave del suo percorso umano e artistico. Gli incontri, i successi, così come i momenti difficili sono stati ricostruiti sulla base di preziose lettere - provenienti dal Musée des Lettres e de Manuscrits di Parigi ed esposte in mostra - in cui il pittore racconta particolari momenti e stati d'animo della sua vita. Lungo il percorso una serie di suggestive videoinstallazioni predisporranno emotivamente il pubblico a rivivere i momenti fondamentali della vita di Monet e a comprenderne il rapporto con le opere presentate in mostra. Le parole e il racconto sono stati pensati in armonia con i video, i suoni e le opere d'arte in modo da creare le condizioni più adatte a sollecitare le emozioni più profonde del visitatore verso una totale fruizione dell'opera di Monet. L'esposizione inizia con gli esordi della carriera artistica di Monet narrati da Adolphe Monet, il padre del pittore che ebbe con il figlio un rapporto piuttosto contrastato sia per la sua scelta professionale – soprattutto a causa delle sue idee indipendenti in contrasto con l'insegnamento dell'Accademia – sia per le sue scelte personali e sentimentali. Nella sala successiva sarà Eugène Boudin a far immergere il pubblico negli anni giovanili dell'artista, caratterizzati dai primi esperimenti di pittura en plein air e dalle scelte stilistiche innovative in contrasto con la pittura accademica dell'epoca. Boudin, pittore francese e primo maestro di Monet, segnò profondamente il modo di fare pittura dell'artista al punto che Monet confesserà: “Se sono diventato pittore lo devo a Eugène Boudin.” In mostra alcune importanti opere di Boudin mostreranno il ruolo fondamentale del maestro nella formazione di Monet e nello sviluppo del suo stile, come dimostra l'opera Bateaux à Etretat (Barche a Etretat) (1883) in cui l'artista utilizza la stessa tecnica pittorica del suo maestro. Attraverso le dolci parole di Camille Doncieux - prima moglie e madre dei due figli di Monet - il visitatore potrà rivivere un periodo fecondo della vita professionale di Monet. Camille ebbe un ruolo centrale nella produzione dell'artista, dal 1860 al 1879, fu la sua musa e modella preferita presente nella maggior parte delle sue tele fino alla prematura morte a soli 32 anni. Le gite ad Argenteuil, le passeggiate lungo la Senna e al mare con la famiglia furono molto stimolanti anche dal punto di vista artistico per Monet che consolidò ulteriormente la tecnica della pittura all'aria aperta e lo studio della luce, sperimentando anche nuovi soggetti come Bateaux de pêche á Honfleur (Barche di pescatori a Honfleur)(1866 ca.), La gare d'Argenteuil (La stazione di Argenteuil) (1872) e Printemps (Primavera) (1873), opere esposte in questa sezione. Durante il suo percorso artistico, Monet dovette affrontare una serie di avversità dovute alle difficoltà economiche, alle pesanti critiche dei classicisti e ai continui rifiuti da parte dei Salons. Questo periodo particolarmente frustrante per l'artista sarà raccontato da uno dei suoi più grandi sostenitori: Georges Clemenceau, il politico francese - primo Ministro dal 1906 al 1909 e dal 1917 al 1920 - con cui Monet strinse una forte amicizia soprattutto negli ultimi anni della sua vita. Fu proprio Clemenceau, nel 1921, a commissionare a Monet le celebri Ninfee per l'Orangerie, definite la “Cappella Sistina dell'Impressionismo”. In questa sala, che vuole simbolicamente evocare il contrasto tra due differenti sistemi pittorici, il visitatore avrà la possibilità di mettere a confronto la pittura accademica esposta nei Salons rappresentata da opere come Paysage maritime (Paesaggio marittimo) di Jules Breton e Les Pyrénées (I Pirenei) di Marie Rosarie Bonheur – due artisti fortemente apprezzati dalla critica dell'epoca -, con la tecnica innovativa utilizzata dal Padre dell'Impressionismo, rappresentata in mostra da alcune opere emblematiche come le marine Marine, Pourville (Marina, Pourville) (1881) e Le Cap Martin (1884). A corredo delle opere sarà esposto il celebre articolo - prestato eccezionalmente per la mostra dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma - di Louis Leroy apparso sulla rivista Chiarivari del 25 aprile 1874 in cui comparve per la prima volta, in senso spregiativo e fortemente critico, il termine “impressionisti”. Il racconto prosegue con Alice Hoschedé, seconda moglie di Monet, che narrerà al visitatore dei viaggi intrapresi dall'artista per la continua ricerca di stimoli, ispirazioni e soggetti nuovi da riprodurre, come il soggiorno in Norvegia per la ricerca e lo studio degli effetti della neve. Per quanto in questo periodo - dal 1880 al 1895 - siano nati i più grandi capolavori del Maestro, Monet era continuamente insoddisfatto dei suoi lavori e dei luoghi che visitava. Sono gli anni, in cui l'artista abbandona quasi del tutto la rappresentazione della figura umana per concentrarsi sul tema propriamente impressionista del paesaggio, con particolare interesse verso l'alone luminoso che circonda la natura. È proprio in questo periodo che Monet comincia a dipingere le celebri “serie” in cui il ruolo della luce diventa fondamentale per la composizione dell'opera come dimostrano Waterloo Bridge (Il ponte Waterloo) (1900) e la suggestiva Cathédrale de Rouen (La Cattedrale di Rouen) (1894), protagoniste di questa sezione. Il percorso espositivo chiude con le parole di Blanche Hoschedé, figlia di Alice e unica allieva di Monet con la quale il pittore instaurò un rapporto molto stretto nell'ultimo periodo - dal 1914 al 1926 - trascorso a Giverny: un luogo magico, in cui l'artista riuscì finalmente ad appagare il suo desiderio di tranquillità rurale. Blanche racconterà al pubblico dell'amore ossessivo del pittore per il suo meraviglioso giardino della casa a Giverny, delle loro uscite per dipingere insieme in campagna e dei primi sintomi della cataratta che modificarono sensibilmente la vista, e quindi anche la percezione dei colori, di Monet. Alcune tele di Blanche esposte in questa sezione mostreranno il suo stile impressionista strettamente imparentato con quello del Maestro. Negli ultimi anni di vita dell'artista la dimora di Giverny diventò la sua unica fonte di ispirazione: un giardino meticolosamente curato in cui Monet decise di far costruire anche un ponte giapponese, testimonianza del suo interesse verso l'arte del Paese del Sol Levante. In mostra una serie di preziose stampe di celebri artisti come Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige sottolineano il forte legame del pittore con l'arte nipponica. La mostra offre quindi diverse chiavi di lettura per un'originale esperienza di visita che consentirà al visitatore di rivivere intensamente la vita e la produzione artistica di uno dei più grandi Maestri di tutti i tempi che ha cambiato per sempre la storia dell'arte. Un'esperienza di visita prosegue anche all'esterno dello spazio espositivo, suggerendo al visitatore un itinerario alla scoperta di alcuni dei luoghi simbolo della città di Pavia ricontestualizzati, per l'occasione, in rapporto al percorso artistico di Monet. Un percorso ideato per far rivivere alcuni luoghi pavesi molto suggestivi come l'orto botanico del 1700, oppure la bellissima Cattedrale di San Michele, o ancora la storica Biblioteca Civica Bonetta e i giardini Malaspina, e in ultimo il Ponte Vecchio sul fiume Ticino. In ciascuno di questi luoghi il visitatore potrà riprendere la lettura del racconto dei sei personaggi riproposto in un'ambientazione reale. “Ospitare la pittura di Claude Monet a Pavia è per la cittá tutta motivo di grande soddisfazione. La mostra su Monet si inserisce in un percorso artistico di Pavia che negli ultimi anni ha visto rassegne prestigiose e apprezzate, come testimoniano gli importanti numeri fatti registrare dai visitatori, inediti per la nostra cittá. Nella splendida cornice del Castello Visconteo è ora il momento di Monet, dei suoi colori e delle sue forme che hanno lasciato segni indelebili e fondamentali nella pittura dell'800 e del '900. Il più impressionista tra gli impressionisti, Monet, segna un altro momento di altissimo profilo culturale di cui Pavia è sempre più orgogliosa” dichiarano Alessandro Cattaneo, Sindaco e Matteo Mognaschi, Vicesindaco e Assessore alla cultura, turismo e marketing territoriale del Comune di Pavia. Per tutta la durata dell'esposizione una serie di attività didattiche e laboratori creativi permetteranno anche ai più piccoli di avvicinarsi alla pittura impressionista e alla produzione artistica del pittore francese. Per info: Tel:+39 0382 309879 Tel:+39 02 45496874 info@scuderiepavia.com www.scuderiepavia.comOrari Dal lunedì al venerdì: 9.00 – 19.00 Sabato, domenica e festivi: 9.00 – 20.00 La biglietteria chiude un'ora prima. Biglietti Intero: 15,00 euro Ridotto: 13,00 euro Ridotto speciale: 10,00 euro dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 13.00 -14.00 e dal sabato alla domenica nella fascia oraria 9.00 - 10.00 Il costo del biglietto include l'app ufficiale della mostra, l'audioguida e l'ingresso alla Quadreria dell'Ottocento e Collezione Morone dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia.
“Monet au cœur de la vie” dal 9/14/13 al 2/2/14
in Viale XI Febbraio, 35 27100 Pavia

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"La Grande Avventura" National Geographic, 125 anni.

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 2/2/14 Via Nazionale, 194 - 00184 Roma

NATIONAL GEOGRAPHIC 125 anni nel mondo 15 in Italia LA GRANDE AVVENTURA mostra fotografica a cura di Guglielmo Pepe 28 settembre 2013 - 2 febbraio 2014 Quando il 13 gennaio del 1888 un gruppo di 33 uomini si incontrò al Cosmos Club di Washington, DC, per discutere come incrementare e diffondere la conoscenza geografica, nessuno ancora pensava che la National Geographic Society sarebbe diventata una delle organizzazioni scientifiche e pedagogiche più famose al mondo. Oggi, a distanza di 125 anni dalla sua fondazione, la mostra fotografica "La Grande Avventura" vuole celebrare la storia di questo marchio che negli ultimi anni si è radicato in molti paesi del mondo. E infatti insieme ai 125 anni della Society la mostra festeggia anche i 15 anni di National Geographic Italia. Tra imprese memorabili e personaggi leggendari, tra ricerca in laboratorio e spedizioni nei luoghi più sperduti del Pianeta, tra le culture di grandi popolazioni e quelle di tribù sconosciute, tra la bellezza della vita animale e di quella vegetale, tra l'impegno per la conoscenza e quello per la salvaguardia di Madre Terra, "La Grande Avventura" ripercorre le tappe di un lungo viaggio affascinante, straordinario, unico. Dentro l'inconfondibile cornice gialla della rivista sono state raccontate vicende epiche: la scoperta leggendaria della città perduta di Machu Picchu, l'avventurosa spedizione di Robert Peary al Polo Nord, gli incontri memorabili tra Jane Goodall e gli scimpanzé, le straordinarie imprese sottomarine di Jacques Cousteau e James Cameron. Attraverso le immagini dei suoi più grandi fotografi, la mostra ripercorre i momenti più importanti della storia della Society. Dai primi scatti fotografici apparsi sul magazine ai giorni nostri, con l'evoluzione della comunicazione e delle tecnologie che grazie a Internet e alla Tv garantiscono oggi un seguito di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, di cui trenta milioni di lettori del magazine e oltre un milione di lettori e "navigatori" in Italia. Ma se è cambiata la comunicazione, la Society non ha cambiato invece il suo obiettivo, la propria missione: esplorare il Pianeta e diffondere una maggiore consapevolezza dell'uomo nei suoi confronti. La mostra darà a tutti la possibilità di conoscere e capire da vicino quale impegno e quanta professionalità vi siano nel lavoro della National Geographic Society, una comunità di persone - fotografi, giornalisti, impiegati, tecnici, ricercatori, scrittori - che mette al primo posto la parola "passione". I 125 anni della Society e i 15 della rivista italiana raccontano appunto una storia appassionante che non potrà che stupire anche il più distratto dei visitatori.
"La Grande Avventura" National Geographic, 125 anni. dal 9/28/13 al 2/2/14
in Via Nazionale, 194 - 00184 Roma

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SHOZO SHIMAMOTO A MILANO

notizie, arte, mostra, mappa, galleria, foto

Inaugurazione mostra 9/12/13 - Chiusura mostra 1/31/14 Corso Monforte 23, Milano

SHOZO SHIMAMOTO A MILANO

SHOZO SHIMAMOTO A MILANO12 settembre 2013 - 31 gennaio 2014Shozo ShimamotoDal 12 settembre 2013 al 31 gennaio 2014, allo Studio Giangaleazzo Visconti di Milano (Corso Monforte, 23) si terrà la prima antologica milanese di Shozo Shimamoto (1928-2013), a nove mesi dalla sua scomparsa.L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Associazione Shimamoto, fondata in Italia e Giappone per promuovere e sostenere la ricerca artistica del Maestro, e presenterà 30 opere, in grado di ripercorrere la ricerca dell’artista giapponese che, nel 1998, fu indicato e celebrato dal MOCA - Museum of Contemporary Arts of Los Angeles, come uno dei quattro maestri più significativi del secondo dopoguerra, insieme a Jackson Pollock, John Cage e Lucio Fontana.Il percorso espositivo, in ordine cronologico, inizia con Hole (buco) del 1946, opera ottenuta sovrapponendo strati di carta di giornale ricoperte di materia bianca e sfregando ripetutamente la superficie in modo da logorarla, lacerando la materia, andando oltre la forma, anticipando di qualche anno i famosi buchi di Lucio Fontana.Per documentare gli sviluppi degli anni ’50 sarà proposta una significativa selezione di tecniche miste, prevalentemente su carta; gli anni ’60 e ’70 saranno rappresentati dai Whirpools, dagli Imbutini smaltati e da un calligramma del 1976.L’ultima fase dell’attività di Shozo Shimamoto, sarà testimoniata da una scelta di acrilici Bottle crashes e da una sequenza di opere tratte dalle famose azioni teatral/pittoriche realizzate nel 2008 a Punta Campanella (in Campania), e a Capri nel Chiostro della Certosa, e nel 2011 a Reggio Emilia.Saranno presenti anche un Pianoforte (2006) ed entrambe le versioni dell’opera Please, walk on it (la prima realizzata nel 1956, in occasione della collettiva Gutai all’aperto, nel parco della città giapponese di Ashiya e la sua “ripetizione differente” del 2008), raramente esposte insieme.Chiude idealmente la rassegna, un video relativo ad alcune delle più importanti performances di Shimamoto.Com’è stato rilevato dalla critica, Shozo Shimamoto ha realizzato i Buchi (Holes) almeno un paio d'anni prima di Fontana, ha sperimentato l’Earth work prima del sorgere della Land Art, gli happenings prima di Fluxus, l’arte site-specific, quando l’espressione era ben lungi dall’essere accolta nel linguaggio artistico, la concrete music contemporaneamente ai primi esperimenti di John Cage e fu anche uno dei pionieri della Mail Art. Ma è altrettanto vero che si cimentò con l’action painting dopo Jackson Pollock, col teatro dell’arte dopo l’Azionismo viennese ed Hermann Nitsch e con la body art quando la stagione d’oro dell’arte del corpo era ormai tramontata.La ricerca artistica di Shimamoto non si è mai collocata all’interno di una prospettiva storico-cronologica, ma è interpretabile solo in chiave “topologica”.Le opere esposte allo Studio Giangaleazzo Visconti sono state accuratamente selezionate e raccolte per illustrare e documentare le principali sfaccettature della ricerca di un artista eclettico, quanto estremamente rigoroso e coerente nello stesso tempo, che fece dell’arte un supremo esercizio di sapienza.Milano, settembre 2013SHOZO SHIMAMOTOMilano, Studio Giangaleazzo Visconti (c.so Monforte 23)12 settembre 2013 - 31 gennaio 2014Orari: da lunedì a venerdì 11:00 - 19:00Ingresso liberoInfoStudio Giangaleazzo ViscontiTel. 02.795251info@studiovisconti.netwww.studiovisconti.netUfficio StampaCLP Relazioni PubblicheMarta Paini, tel. 02.36755700marta.paini@clponline.itComunicato e immagini su www.clponline.it
SHOZO SHIMAMOTO A MILANO dal 9/12/13 al 1/31/14
in Corso Monforte 23, Milano

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SHOZO SHIMAMOTO A MILANO

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Inaugurazione mostra 9/12/13 - Chiusura mostra 1/31/14 Via Monforte, 23 Milano

SHOZO SHIMAMOTO A MILANO

SHOZO SHIMAMOTO A MILANO12 settembre 2013 - 31 gennaio 2014Dal 12 settembre 2013 al 31 gennaio 2014, allo Studio Giangaleazzo Visconti di Milano (Corso Monforte, 23) si terrà la prima antologica milanese di Shozo Shimamoto (1928-2013), a nove mesi dalla sua scomparsa. L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Associazione Shimamoto, fondata in Italia e Giappone per promuovere e sostenere la ricerca artistica del Maestro, e presenterà 30 opere, in grado di ripercorrere la ricerca dell’artista giapponese che, nel 1998, fu indicato e celebrato dal MOCA - Museum of Contemporary Arts of Los Angeles, come uno dei quattro maestri più significativi del secondo dopoguerra, insieme a Jackson Pollock, John Cage e Lucio Fontana. Il percorso espositivo, in ordine cronologico, inizia con Hole (buco) del 1946, opera ottenuta sovrapponendo strati di carta di giornale ricoperte di materia bianca e sfregando ripetutamente la superficie in modo da logorarla, lacerando la materia, andando oltre la forma, anticipando di qualche anno i famosi buchi di Lucio Fontana. Per documentare gli sviluppi degli anni ’50 sarà proposta una significativa selezione di tecniche miste, prevalentemente su carta; gli anni ’60 e ’70 saranno rappresentati dai Whirpools, dagli Imbutini smaltati e da un calligramma del 1976. L’ultima fase dell’attività di Shozo Shimamoto, sarà testimoniata da una scelta di acrilici Bottle crashes e da una sequenza di opere tratte dalle famose azioni teatral/pittoriche realizzate nel 2008 a Punta Campanella (in Campania), e a Capri nel Chiostro della Certosa, e nel 2011 a Reggio Emilia. Saranno presenti anche un Pianoforte (2006) ed entrambe le versioni dell’opera Please, walk on it (la prima realizzata nel 1956, in occasione della collettiva Gutai all’aperto, nel parco della città giapponese di Ashiya e la sua “ripetizione differente” del 2008), raramente esposte insieme. Chiude idealmente la rassegna, un video relativo ad alcune delle più importanti performances di Shimamoto.Com’è stato rilevato dalla critica, Shozo Shimamoto ha realizzato i Buchi (Holes) almeno un paio d'anni prima di Fontana, ha sperimentato l’Earth work prima del sorgere della Land Art, gli happenings prima di Fluxus, l’arte site-specific, quando l’espressione era ben lungi dall’essere accolta nel linguaggio artistico, la concrete music contemporaneamente ai primi esperimenti di John Cage e fu anche uno dei pionieri della Mail Art. Ma è altrettanto vero che si cimentò con l’action painting dopo Jackson Pollock, col teatro dell’arte dopo l’Azionismo viennese ed Hermann Nitsch e con la body art quando la stagione d’oro dell’arte del corpo era ormai tramontata. La ricerca artistica di Shimamoto non si è mai collocata all’interno di una prospettiva storico-cronologica, ma è interpretabile solo in chiave “topologica”. Le opere esposte allo Studio Giangaleazzo Visconti sono state accuratamente selezionate e raccolte per illustrare e documentare le principali sfaccettature della ricerca di un artista eclettico, quanto estremamente rigoroso e coerente nello stesso tempo, che fece dell’arte un supremo esercizio di sapienza.Milano, giugno 2013SHOZO SHIMAMOTOMilano, Studio Giangaleazzo Visconti (c.so Monforte 23)12 settembre 2013 - 31 gennaio 2014Orari: da lunedì a venerdì 11:00 - 19:00Ingresso liberoInfoStudio Giangaleazzo ViscontiTel. 02.795251info@studiovisconti.netwww.studiovisconti.netUfficio Stampa per l’ItaliaCLP Relazioni PubblicheMarta Paini, tel. 02.36755700marta.paini@clponline.itComunicato e immagini su www.clponline.it
SHOZO SHIMAMOTO A MILANO dal 9/12/13 al 1/31/14
in Via Monforte, 23 Milano

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Dal 28 settembre 2013 al 19 gennaio 2104, la mostra dedicata a Louise Nevelson approda negli spazi espositivi della Fondazione Puglisi Cosentino.

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 1/19/14 Via Vittorio Emanuele,122 Catania

Dal 28 settembre 2013 al 19 gennaio 2104, la mostra dedicata a Louise Nevelson approda negli spazi espositivi della Fondazione Puglisi Cosentino.

Fondazione Puglisi Cosentino, mostra dedicata a Louise Nevelson „Fortemente voluta, ideata e realizzata dalla Fondazione Roma - Mediterraneo e organizzata da Civita Sicilia, l'esposizione è realizzata con il patrocinio dell'Ambasciata Americana - in collaborazione con la Nevelson Foundation di Philadelphia e la Fondazione Marconi di Milano - e ospitata dalla Fondazione Puglisi Cosentino. Ingresso gratuito.La retrospettiva, a cura di Bruno Corà, annovera oltre 70 opere della scultrice americana di origine russa Louise Berliawsky Nevelson (Pereyaslav-Kiev, 1899; New York, 1988), e narra il contributo che l'artista ha dato allo sviluppo della nozione plastica: nella scultura del secolo scorso la sua opera occupa un posto di particolare rilievo, collocandosi tra quelle esperienze che, dopo le avanguardie storiche del Futurismo e del Dada, hanno fatto uso assiduo del recupero dell'oggetto e del frammento con intenti compositivi. La pratica dell'impiego di materiali e oggetti nell'opera d'arte, portata a qualità linguistica significante da Picasso, Duchamp, Schwitters e altri scultori, nonché l'assemblage - spesso presente anche nell'elaborazione della scultura africana - esercitano una sensibile influenza sin dagli esordi dell'attività della giovane artista, che emigra con la famiglia negli U.S.A nel 1905, stabilendosi a Rockland nel Maine.Il percorso di mostra racconta l'attività della Nevelson, che prende avvio dagli anni Trenta, con disegni e terrecotte, consolidandosi poi attraverso le successive sculture: gli assemblage in legno dipinto degli anni '50, alcuni capolavori degli anni '60 e '70 e significative opere della maturità degli anni '80, provenienti da importanti collezioni nazionali e internazionali di istituzioni quali la Fondazione Marconi e la Louise Nevelson Foundation, il Louisiana Museum of Modern Art di Humlebaekin in Danimarca, il Centre national des arts plastiques in Francia e la Pace Gallery di New York. Il percorso è arricchito da foto originali e riproduzioni di importanti fotografi, come Pedro E. Guerrero e Robert Mapplethorpe, che ritraggono l'artista nel suo studio.
Dal 28 settembre 2013 al 19 gennaio 2104, la mostra dedicata a Louise Nevelson approda negli spazi espositivi della Fondazione Puglisi Cosentino. dal 9/28/13 al 1/19/14
in Via Vittorio Emanuele,122 Catania

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I PAESAGGI DI CARRA' 1921-1964

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Inaugurazione mostra 9/22/13 - Chiusura mostra 1/19/14 Piazza San Giovanni, Mendrisio

I PAESAGGI DI CARRA' 1921-1964

Vernice: sabato 21 settembre 2013, ore 17.00a cura di Simone Soldini e di Elena Pontiggiacomitato scientifico Elena Pontiggia, Luca Carrà, Chiara Gatti, e Simone Soldini (direttore Museo)catalogo edito dal Museo d’arte Mendrisio, circa 150 pagine di testi e apparati e riproduzione delle opere in mostraPino sul mare 1921, Crepuscolo 1922, L’attesa 1926, L’estate 1930 (Museo del Novecento di Milano), I nuotatori 1932 (MART Museo di arte moderna e contemporanea, Trento e Rovereto), Capanni al mare 1927 (GAM, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino), Canale a Venezia 1926 (Kunsthaus di Zurigo), Lo Squero di San Trovaso 1938, I contadini della Versilia 1938 sono alcuni dei capolavori che costellano la mostra sui paesaggi di Carlo Carrà al Museo d’arte di Mendrisio. Curata da Elena Pontiggia e da Simone Soldini, in collaborazione con Chiara Gatti e Luca Carrà, si tratta della prima ampia retrospettiva allestita da un museo svizzero sull’opera di questo grande protagonista della pittura moderna europea. Figura di importanza capitale nella storia dell’arte moderna italiana, Carrà fu tra i fondatori del movimento futurista nei primissimi anni del ‘900. I viaggi nelle capitali europee, ma soprattutto a Parigi, dove frequentò tra gli altri Apollinaire e Picasso, lo misero in contatto con le altre avanguardie europee, facendolo conoscere internazionalmente. La prima guerra mondiale sancì la fine del Futurismo e determinò l’inizio di un breve, fecondo periodo metafisico in cui Carrà entrò in stretti rapporti con i fratelli De Chirico. Gli anni tra il 1915 e il 1920 furono un momento decisivo, di svolta, per l’uomo e per l’artista. Legatosi d’amicizia con Soffici e Papini, Carrà cominciò un intenso periodo di meditazione sulla pittura italiana del ‘300 e del ‘400 che sfociò nei sorprendenti scritti su Giotto, Paolo Uccello, Piero della Francesca e Masaccio. Il recupero in chiave moderna dei “primitivi”, e in primo luogo di Giotto, lo condusse a una pittura – come ebbe a dire – di «forme primordiali», dove la natura si rivela in tutta la sua essenza spirituale. Sintesi, forza plastica, spazialità, architettura accordata a colori tonali: cominciava su queste basi la terza, più lunga e più intensa stagione, quella del «realismo mitico». Essa si aprì con un capolavoro assoluto della storia dell’arte europea del ‘900, presente nella mostra di Mendrisio: Pino sul mare del 1921, dipinto da Carrà appena quarantenne e che venne acquistato dal compositore Alfredo Casella, amico del pittore e figura di primo piano nella cultura europea del ‘900. «Con questo dipinto – scrisse Carrà nella sua autobiografia – io cercavo di ricreare una rappresentazione mitica della natura». Al capolavoro del ’21 ne seguirono altri, una stretti lunga serie di opere che scaturì in gran parte da un’immersione totale nel paesaggio: i monti della Valsesia, le marine di Forte dei Marmi, la laguna veneziana, le campagne e i laghi lombardi, le alpi apuane. Il paesaggio fu spunto continuo di sperimentazione; da una pittura di sintesi Carrà poteva passare a una forma mediata di impressionismo, da un’immagine realista a una visione onirica e surreale, sempre ottenendo risultati di straordinaria intensità. In questo concetto di rappresentazione mitica della natura rientrò a partire dalle grandi composizioni d’inizio anni ‘30 anche la figura: Estate, I nuotatori, I contadini della Versilia sono alcuni capolavori di questo genere, ben documentato in mostra. Grazie ai contributi dell’Archivio Carrà, degli Archivi del ‘900 del MART e del Gabinetto Vieusseux di Firenze si è potuto allestire per l’occasione una sezione dedicata alla figura – importantissima – del Carrà teorico e pubblicista (si ricordino solo i contributi a “Valori plastici” e “l’Ambrosiano”) attraverso un vasto e prezioso materiale documentario. A margine della retrospettiva viene presentata una selezione di opere di autori ticinesi, dipinte tra il 1920 e il 1950, che intende gettare un po’ di luce sulla grande influenza esercitata da Carrà su un contesto locale, di provincia italiana del Nord come il Ticino; cioè, sul suo determinante ruolo nel passaggio da un’arte ancora ottocentesca ad una moderna.Orari ma-ve: 10.00 – 12.00 / 14.00 – 17.00 sa-do: 10.00 – 18.00 lunedì chiuso, tranne festiviEntrata Fr 10.- ridotto Fr 8.-Info www.mendrisio.ch/museo museo@mendrisio.chUfficio Stampa: Studio ESSECI di Sergio Campagnolo tel. +39 049 66 34 99 info@studioesseci.net twitter: @studioesseci
I PAESAGGI DI CARRA' 1921-1964 dal 9/22/13 al 1/19/14
in Piazza San Giovanni, Mendrisio

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I paesaggi di Carrà 1921-1964

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Inaugurazione mostra 9/22/13 - Chiusura mostra 1/19/14 Piazza San Giovanni, Mendrisio

I paesaggi di Carrà
1921-1964

Conferenza stampa: venerdì 20 settembre 2013, ore 11.00Vernice: sabato 21 settembre 2013, ore 17.00a cura di Simone Soldini e di Elena Pontiggiacomitato scientifico Elena Pontiggia, Luca Carrà, Chiara Gatti, e Simone Soldini (direttore Museo)catalogo edito dal Museo d’arte Mendrisio, circa 150 pagine di testi e apparati e riproduzione delle opere in mostraPino sul mare 1921, Crepuscolo 1922, L’attesa 1926, L’estate 1930 (Museo del Novecento di Milano), I nuotatori 1932 (MART Museo di arte moderna e contemporanea, Trento e Rovereto), Capanni al mare 1927 (GAM, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino), Canale a Venezia 1926 (Kunsthaus di Zurigo), Lo Squero di San Trovaso 1938, I contadini della Versilia 1938 sono alcuni dei capolavori che costellano la mostra sui paesaggi di Carlo Carrà al Museo d’arte di Mendrisio. Curata da Elena Pontiggia e da Simone Soldini, in collaborazione con Chiara Gatti e Luca Carrà, si tratta della prima ampia retrospettiva allestita da un museo svizzero sull’opera di questo grande protagonista della pittura moderna europea. Figura di importanza capitale nella storia dell’arte moderna italiana, Carrà fu tra i fondatori del movimento futurista nei primissimi anni del ‘900. I viaggi nelle capitali europee, ma soprattutto a Parigi, dove frequentò tra gli altri Apollinaire e Picasso, lo misero in contatto con le altre avanguardie europee, facendolo conoscere internazionalmente. La prima guerra mondiale sancì la fine del Futurismo e determinò l’inizio di un breve, fecondo periodo metafisico in cui Carrà entrò in stretti rapporti con i fratelli De Chirico. Gli anni tra il 1915 e il 1920 furono un momento decisivo, di svolta, per l’uomo e per l’artista. Legatosi d’amicizia con Soffici e Papini, Carrà cominciò un intenso periodo di meditazione sulla pittura italiana del ‘300 e del ‘400 che sfociò nei sorprendenti scritti su Giotto, Paolo Uccello, Piero della Francesca e Masaccio. Il recupero in chiave moderna dei “primitivi”, e in primo luogo di Giotto, lo condusse a una pittura – come ebbe a dire – di «forme primordiali», dove la natura si rivela in tutta la sua essenza spirituale. Sintesi, forza plastica, spazialità, architettura accordata a colori tonali: cominciava su queste basi la terza, più lunga e più intensa stagione, quella del «realismo mitico». Essa si aprì con un capolavoro assoluto della storia dell’arte europea del ‘900, presente nella mostra di Mendrisio: Pino sul mare del 1921, dipinto da Carrà appena quarantenne e che venne acquistato dal compositore Alfredo Casella, amico del pittore e figura di primo piano nella cultura europea del ‘900. «Con questo dipinto – scrisse Carrà nella sua autobiografia – io cercavo di ricreare una rappresentazione mitica della natura». Al capolavoro del ’21 ne seguirono altri, una stretti lunga serie di opere che scaturì in gran parte da un’immersione totale nel paesaggio: i monti della Valsesia, le marine di Forte dei Marmi, la laguna veneziana, le campagne e i laghi lombardi, le alpi apuane. Il paesaggio fu spunto continuo di sperimentazione; da una pittura di sintesi Carrà poteva passare a una forma mediata di impressionismo, da un’immagine realista a una visione onirica e surreale, sempre ottenendo risultati di straordinaria intensità. In questo concetto di rappresentazione mitica della natura rientrò a partire dalle grandi composizioni d’inizio anni ‘30 anche la figura: Estate, I nuotatori, I contadini della Versilia sono alcuni capolavori di questo genere, ben documentato in mostra. Grazie ai contributi dell’Archivio Carrà, degli Archivi del ‘900 del MART e del Gabinetto Vieusseux di Firenze si è potuto allestire per l’occasione una sezione dedicata alla figura – importantissima – del Carrà teorico e pubblicista (si ricordino solo i contributi a “Valori plastici” e “l’Ambrosiano”) attraverso un vasto e prezioso materiale documentario. A margine della retrospettiva viene presentata una selezione di opere di autori ticinesi, dipinte tra il 1920 e il 1950, che intende gettare un po’ di luce sulla grande influenza esercitata da Carrà su un contesto locale, di provincia italiana del Nord come il Ticino; cioè, sul suo determinante ruolo nel passaggio da un’arte ancora ottocentesca ad una moderna.Orari ma-ve: 10.00 – 12.00 / 14.00 – 17.00 sa-do: 10.00 – 18.00 lunedì chiuso, tranne festiviEntrata Fr 10.- ridotto Fr 8.-Info www.mendrisio.ch/museo museo@mendrisio.chUfficio Stampa: Studio ESSECI di Sergio Campagnolo tel. +39 049 66 34 99 info@studioesseci.net twitter: @studioesseci
I paesaggi di Carrà 1921-1964 dal 9/22/13 al 1/19/14
in Piazza San Giovanni, Mendrisio

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DAMprize

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Inaugurazione mostra 9/16/13 - Chiusura mostra 1/15/14 Via Alessandro Manzoni, 48 20013 Magenta MI

DAMprize

DAMprize è un concorso internazionale di arte contemporanea per la promozione e valorizzazione di nuovi talenti artistici italiani e stranieri. Un concorso d’arte nato a sostegno dei linguaggi contemporanei, che valorizzi gli autori emergenti con l’intento di dare loro visibilità e di instaurare una proficua collaborazione con la galleria.DAMprize è promosso dalla galleria DAMarte che, insieme con la giuria, si impegna a garantire trasparenza e correttezza in tutte le fasi della selezione.DAMprize è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano.
DAMprize dal 9/16/13 al 1/15/14
in Via Alessandro Manzoni, 48 20013 Magenta MI

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DA DONATELLO A LIPPI. Officina Pratese

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Inaugurazione mostra 9/13/13 - Chiusura mostra 1/13/14 Prato, Museo di Palazzo Pretorio

DA DONATELLO A LIPPI. Officina Pratese

DA DONATELLO A LIPPI. Officina Pratese Prato, Museo di Palazzo Pretorio Dal 13 settembre 2013 al 13 gennaio 2014La mostra Da Donatello a Lippi. Officina pratese mette in luce, come mai era stato fatto prima, il ruolo cruciale che Prato ha avuto nella storia del Rinascimento. Negli splendidi spazi del Museo di Palazzo Pretorio, che riapre dopo 16 anni, dal 13 settembre al 13 gennaio opere provenienti da tutto il mondo saranno la testimonianza di una stagione artistica straordinaria, di cui furono protagonisti fra gli altri Donatello, Paolo Uccello, Filippo e Filippino Lippi. "Non si può capire il Rinascimento, senza conoscere Prato", secondo Keith Christiansen, tra i maggiori esperti al mondo di arte rinascimentale. "È con questa mostra - sottolinea il sindaco Roberto Cenni - che per Prato può nascere una stagione nuova, grazie all'arte e alla bellezza. Riaprire Palazzo Pretorio con capolavori che arrivano da musei così prestigiosi, è una straordinaria occasione di speranza per una città che grazie alla cultura può e deve trovare nuovi orizzonti di crescita".La mostra è curata da Andrea De Marchi (università di Firenze) e da Cristina Gnoni (Soprintendenza ai beni artistici di Firenze, Prato e Pistoia) e si avvale di un comitato scientifico di rilevanza internazionale. Con l'alto patronato del Presidente della Repubblica ha il contributo della Regione Toscana e della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, e il sostegno di sponsor privati, tra cui Moretti Gallery. L'organizzazione è del Comune, insieme a MondoMostre: un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, decisiva per il futuro della cultura.La storia dell'officina pratese inizia grazie alla fabbrica del Duomo. Nel 1428 Donatello e Michelozzo furono chiamati a realizzare il magnifico pulpito per l'ostensione della sacra cintola, la cintura che secondo tradizione la Vergine consegnò a San Tommaso al momento dell'assunzione e che nel 1141 fu portata in città dalla Terra Santa dal mercante Michele Dagomari. Da allora fu oggetto di una straordinaria venerazione, diventando il tesoro più prezioso della città e il fulcro delle sue vicende artistiche. Ancora oggi le cinque ostensioni annuali dal pulpito di Donatello raccolgono in piazza migliaia di persone.Poco dopo, Paolo Uccello fu incaricato di affrescare la cappella dell'Assunta: era un giovane irrequieto e geniale, e la mostra documenta in modo spettacolare, per la prima volta, la sua produzione di quegli anni formidabili. Due opere da citare e soprattutto da vedere: la splendida Natività di Karlshure, per la prima volta in mostra, e il San Giorgio e il Drago, da Melbourne.Ma è soprattutto a Filippo Lippi, che la mostra è dedicata, all'artista che Vasari definì "il più singolare maestro del tempo suo", e che a Prato dipinse i suoi capolavori, a partire dagli affreschi del Duomo, iniziati nel 1452. "Razionalità e potentissima fantasia - dice l'assessore alla cultura Anna Beltrame - l'uso audace e sapiente del colore, la stupefacente bellezza dei volti e delle figure, la capacità di trasmettere emozioni, fanno di Filippo uno straordinario narratore di storie, un precursore della maniera moderna, dei grandi maestri dell'arte del Cinquecento, a cominciare da Michelangelo e da Leonardo, alle cui sperimentazioni nella tecnica dell'affresco egli preparò il terreno, proprio a Prato". Gli affreschi del Duomo furono completati solo nel 1466, anche per lo scandalo suscitato dalla passione per suor Lucrezia Buti, che frate Filippo convinse a fuggire dal convento di Santa Margherita, folgorato dalla sua "bellissima grazia". Fu un amore duraturo, dal quale nacque Filippino, che a Prato iniziò a dipingere e che, dopo la morte del padre, si affidò alla guida di Botticelli, di cui Filippo era stato maestro. Di Lucrezia fra Filippo ci ha lasciato immagini indelebili, raffigurandola più volte nelle sue opere: dalla Salomè del Duomo, alla Santa Margherita della Madonna con la Cintola, l'immagine simbolo della mostra.Tante sono le storie, le idee, le innovazioni, dell'Officina Pratese, anche grazie ad altri artisti, come Fra Diamante e il Maestro della Natività di Castello, Maso di Bartolomeo, Zanobi Strozzi, Domenico di Michelino. La mostra vuole offrire, attraverso una scelta di opere tutte di grande qualità, alcuni squarci di luce su queste personalità, per aiutare a capire meglio quanto a Prato di loro è rimasto. Al tempo stesso si prefigge alcune operazioni esemplari di ricostruzione di opere che erano a Prato e che sono state smembrate, riunendo predelle e pale ora divise fra i musei pratesi e le collezioni straniere (l'Assunta di Zanobi Strozzi dipinta per il Duomo, ora a Dublino, e la predella del Museo di Palazzo Pretorio; il capolavoro del Maestro della Natività di Castello, la pala di Faltugnano ora nel Museo dell'Opera del Duomo, la cui predella è spartita fra la National Gallery di Londra e la Johnson Collection di Philadelphia). Vengono così riportate a Prato opere che si trovano in importanti musei stranieri, come la pala di Budapest di fra Diamante.Infine, intorno ai capolavori del Rinascimento pratese, Roberto Piumini ha creato un percorso di poesia pensato per i bambini, e per gli adulti che dei bambini hanno ancora la libertà di sguardo. È il più grande scrittore italiano di testi per l'infanzia, ma è anche l'autore di un incantevole racconto sull'amore tra Filippo e Lucrezia, ripubblicato in questa occasione.Da Donatello a Lippi è dunque una mostra da non perdere, per il rigore con cui è stata costruita, per la bellezza e le emozioni che può regalare, per una città che merita di essere scoperta.Per informazioni: www.palazzopretorio.prato.itUfficio Stampa:Ufficio Stampa del Comune di Prato: Ufficiostampa@comune.prato.itIn collaborazione con: StudioESSECI, Sergio Campagnolo - tel. 049.663499 gestione1@studioesseci.net, www.studioesseci.netMondoMostre, Federica Mariani - tel. 366/6493235 federicamariani@mondomostre.it, www.mondomostre.it
DA DONATELLO A LIPPI. Officina Pratese dal 9/13/13 al 1/13/14
in Prato, Museo di Palazzo Pretorio

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MOSTRA MASCHERE. IDENTITÀ NASCOSTE

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Inaugurazione mostra 9/12/13 - Chiusura mostra 1/12/14 Palazzo Morando via Sant’Andrea 6, Milano

MOSTRA  MASCHERE. IDENTITÀ NASCOSTE

26 settembre 2013 – 12 gennaio 2014 mart.-dom. 9-13 e 14-17.30 INGRESSO LIBERO I piano, spazi via Bagutta MOSTRA MASCHERE. IDENTITÀ NASCOSTE Dalla Commedia dell’Arte al Novecento. Un percorso nella grafica tra rappresentazione e illustrazione A cura di Patrizia Foglia con Alberto Milano e Francesco Pisani Mostra di disegni e stampe che ripercorre la storia e il ruolo della maschera dal Cinquecento fino ai giorni nostri. Accanto alle opere di grafica, ricostruzioni tridimensionali e marionette originali provenienti dalla collezione della Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli. Con il contributo di Associazione AMICHAE, Amici di Palazzo Morando e Palazzo Moriggia Catalogo a cura di Patrizia Foglia con Alberto Milano e Francesco Pisani, Ed. Nomos, Busto Arsizio (Va), 2013 INFO Polo Raccolte Storiche e Case Museo | Ufficio Comunicazione Tel. +39 02 884 62330 – 45924 c.palazzomorando@comune.milano.it
MOSTRA MASCHERE. IDENTITÀ NASCOSTE dal 9/12/13 al 1/12/14
in Palazzo Morando via Sant’Andrea 6, Milano

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¡MIRA CUBA! L’arte del manifesto cubano dal 1959

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 1/12/14 Pordenone, Spazi Espositivi di Via Bertossi

¡MIRA CUBA! L’arte del manifesto cubano dal 1959

¡MIRA CUBA! L’arte del manifesto cubano dal 1959 Pordenone, Spazi Espositivi di Via Bertossi Dal 28 settembre 2013 al 12 gennaio 2014Per qualità e completezza, la mostra proposta dal Comune di Pordenone negli Spazi Espositivi di via Bertossi è certamente la più importante sino ad oggi allestita in Italia sulla Grafica Cubana negli anni che seguirono la Rivoluzione castrista, ovvero dal 1959 ad oggi. Com’è noto, la lotta contro il Generale Batista che aveva avuto inizio con l'assalto alla Caserma Moncada il 26 luglio del 1953, si concluse appunto il 1 gennaio del 1959 con la fuga del Generale da Cuba mentre Santa Clara e Santiago di Cuba erano prese dalla milizia popolare guidata da Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara. L’esposizione pordenonese riunisce ben 220 tra manifesti e bozzetti originali, con numerosi esemplari considerati unici ed altri presenti in collezioni pubbliche e private europee e americane. Documenta una delle stagioni più originali della grafica del Novecento, prodotto di una enclave unica al mondo per clima, caratteristiche e situazione. In questi anni tutti i messaggi dovevano concorrere a rafforzare la adesione popolare al nuovo ideale rivoluzionario. Alcuni lo fanno in forma diretta ma molti altri, altrettanto efficacemente, in modo indiretto, trasmettendo positività, gioia, colore in un momento oggettivamente non facile per l’isola caraibica isolata nel contesto internazionale. La grande mancanza di mezzi economici, lungi dal deprimerli, sembra stimolare gli artisti, o meglio i grafici di tutte le generazioni verso una creatività effervescente e innovativa. Che, pur nel reale isolamento, riesce comunque a catturare e elaborare originalmente, spunti, fermenti, idee dalla vicina America ma anche dall’Europa. Ciò che ha prodotto questo Laboratorio Cubano della Grafica è davvero stupefacente per varietà, colori, forza emozionale e iconografica, come la mostra pordenonese documenta e trasmette. Certo non mancano gli omaggi alle Icone: quella del Lider Maximo, ovviamente, ma anche quella del Che. Ma il Cartel Cubano è molto di più: il manifesto, qui più che altrove, riesce ad interpretare e proporre l’anima profonda di un popolo, in una isola multiculturale e multietnica. Si percepisce chiaramente che dietro ad ogni manifesto c’è una storia, un aneddoto, un racconto di vita, a proporre una immagine di Cuba mediata dal grafico ma aderente alla sensibilità e all’emozione di chi quel manifesto guarda e decritta. Oggi è il visitatore della mostra, ieri era il cittadino e patriota cubano, chiamato ad essere protagonista di una grande, difficile epopea. La mostra allinea i capolavori di un’epoca di comunicazione, le opere più significative di tutti i grandi grafici di quei decenni, nomi ormai parte di un mito. Qui saranno riunite, per la prima volta, le testimonianze dirette dei grafici superstiti di quella grande stagione. Diversi i filoni presenti in mostra. La celebrazione politica, innanzitutto. Ma anche i grandi temi e le realizzazioni sociali, dalla riforma sanitaria a quella agraria, alle campagne per l’educazione estesa a tutti. Poi la comunicazione culturale, verso la quale Castro mostrò ampio interesse, ed in particolare il cinema: straordinaria la sequenza di affiches (e di bozzetti) per i film o per le manifestazioni di e sul cinema. Il linguaggio creativo e figurativo è sempre espresso con grande libertà e autonomia e con l’efficacia consentita dalle tecniche serigrafiche e litografiche utilizzate per la stampa. Il Cartel Cubano, e lo si percepisce bene in mostra, sa svincolarsi dalla pura funzione promozionale “di prodotto” per raccontare, lungo filoni apparentemente diversissimi, l’Idea e l’Ideale di una nazione.Catalogo Silvana EditorialeOrari di apertura:da martedì a sabato: 15.30/19.30 domenica: 10.00/13.00 - 15.30/19.30Informazioni e prenotazioni: Tel: +39-0434-392916 - 918E-mail: info@artemodernapordenone.it Sito: www.artemodernapordenone.itUfficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.netUfficio Stampa Comune di Pordenone, +39-0434-392223
¡MIRA CUBA! L’arte del manifesto cubano dal 1959 dal 9/28/13 al 1/12/14
in Pordenone, Spazi Espositivi di Via Bertossi

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Miti e misteri. Il simbolismo e gli artisti svizzeri.

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Inaugurazione mostra 9/15/13 - Chiusura mostra 1/12/14 Villa Saroli, Viale Stefano Franscini 9 CH-6900 Lugano

Miti e misteri.
Il simbolismo e gli artisti svizzeri.

La stagione espositiva autunnale è nuovamente caratterizzata da una grande mostra tematica che si snoda attraverso le sale del Museo Cantonale d’Arte di Lugano e del Muse d’Arte dopo essere stata presentata in forma ridotta in primavera al Kunstmuseum di Berna. Curata da Valentina Anker, l’esposizione offre uno straordinario viaggio nell’immaginario simbolista a cavallo tra Otto e Novecento attraverso le opere dei principali protagonisti elvetici in dialogo con quelle dei loro colleghi europei. Saranno presenti tra gli altri Arnold Böcklin, Augusto e Giovanni Giacometti, Johann Heinrich Füssli, Ferdinand Hodler, Giovanni Segantini, Carlos Schwabe, Albert Trachsel, Félix Vallotton, Albert Welti ma anche Edoardo Berta, Adolfo Feragutti Visconti, Filippo Franzoni, Luigi Rossi così come Jean-Joseph Carriès, William Degouve de Nuncques, Fernand Khnopff, Gustave Moreau, Gaetano Previati, Odilon Redon, Auguste Rodin, Franz von Stuck, Hans Thoma, Jan Toorop. L’esposizione indagherà tematiche quali il sogno, il subconscio, l’ibrido, la violenza e la morte, la natura sublime e inquietante, la figura femminile angelica e al tempo stesso demoniaca, il cosmo e l’infinito, ecc. offrendo al visitatore la possibilità di scoprire i diversi linguaggio con cui gli artisti, durante un periodo ricco di cambiamenti, hanno dato forma alle loro speranze e aspettative, ma soprattutto ai loro fantasmi e alle loro inquietudini.
Miti e misteri. Il simbolismo e gli artisti svizzeri. dal 9/15/13 al 1/12/14
in Villa Saroli, Viale Stefano Franscini 9 CH-6900 Lugano

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Archimede. Arte e scienza dell'invenzione

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Inaugurazione mostra 5/31/13 - Chiusura mostra 1/12/14 Piazza del Campidoglio 1 - 00186 Roma

Archimede. Arte e scienza dell'invenzione

La tradizione storiografica attribuisce ad Archimede l’invenzione delle macchine che ritardarono la caduta di Siracusa assediata dai Romani e di congegni come l’orologio ad acqua, il planetario meccanico, la vite idraulica.La mostra si articola in due filoni principali: il primo ci fa capire la portata del contributo che ha dato Archimede alla crescita delle scienze in età ellenistica. Qui, i visitatori potranno – attraverso la riproposizione filologica delle macchine che la tradizione attribuisce ad Archimede – ammirare modelli funzionanti di congegni e dispositivi, applicazioni multimediali e filmati in 3D che ne visualizzano il funzionamento, consentendo quasi un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio. I trattati di Archimede sono invece il cuore del secondo filone della mostra. Questi codici manoscritti – acquisiti tramite riproduzioni di altissima qualità – contengono le opere dello scienziato siracusano e racconteranno gli aspetti più significativi della fortuna di Archimede e del suo mito fino alla riscoperta dei suoi testi da parte degli umanisti del XV secolo e all’uso vantaggioso che ne fecero i protagonisti della Rivoluzione Scientifica.Un percorso affascinante, arricchito da una selezione di reperti archeologici, che aiuteranno a capire l’ambiente in cui visse e operò Archimede e che accompagnerà il visitatore all’interno di otto sezioni: - Siracusa, la città di Archimede, racconta, attraverso reperti originali, ricostruzioni, modelli funzionanti e applicazioni multimediali, lo splendore di Siracusa nel III secolo a.C. - Siracusa e il Mediterraneo. I due principali centri del Mediterraneo per lo sviluppo del sapere scientifico e tecnico descritti da reperti archeologici e apparati multimediali. - Archimede e Roma. Momento epocale per il mondo antico l’uccisione di Archimede da parte dei Romani durante l’assedio di Siracusa. Proprio a Roma si creano le condizioni per la nascita di un vero e proprio mito legato alla vita e alle opere di Archimede. - Archimede e l’Islam. la civiltà islamica – che gli attribuisce l’ideazione di congegni di straordinaria efficacia - studia e commenta alcune delle opere di Archimede. - La riscoperta di Archimede in Occidente. Artisti, studiosi e principi gareggiano per il possesso delle opere del siracusano, oggetto di ricerche da parte dei collezionisti, segnando un punto di svolta per la ripresa delle indagini di matematica e geometria. - Leonardo e Archimede. L’interesse degli artisti nei confronti di Archimede è provato anche da un codice con i trattati di Archimede con annotazioni di Piero della Francesca. - Galileo e Archimede. L’opera di Archimede costituisce un costante punto di riferimento per Galileo che, nel corso della sua carriera scientifica, considererà il Siracusano un esempio da imitare. - La geometria di Archimede. In questa sezione si celebrano le geniali intuizioni geometriche e meccaniche di Archimede.In mostra anche numerosi reperti originali dal Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa che illustreranno la vita nella Siracusa del III secolo a.C. E ancora, statue, dipinti, mosaici, disegni e strumenti scientifici originali provenienti principalmente dai Musei Capitolini, dal Museo Archeologico di Napoli, dall’Antiquarium di Pompei e dai musei statali berlinesi. Ad arricchire il percorso una galleria di immagini di invenzioni ed oggetti intitolati ad Archimede: lampade, batiscafi, treni, sommergibili e, addirittura, un cratere con il suo nome.La mostra offre un ricco programma di eventi, conferenze e laboratori didattici. Infatti, lungo tutto il percorso ed in particolare nell’ultima sezione dell'esposizione, sono presentati stazioni sperimentali, modelli ed exhibits che coinvolgeranno attivamente i visitatori di tutte le età, per rendere comprensibili i principi archimedei, inoltre attraverso i laboratori sarà possibile sperimentare alcune delle più significative esperienze archimedee e di effettuare operazioni di calcolo secondo le conoscenze degli antichi.
Archimede. Arte e scienza dell'invenzione dal 5/31/13 al 1/12/14
in Piazza del Campidoglio 1 - 00186 Roma

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Tamas Jovanovics

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Inaugurazione mostra 9/11/13 - Chiusura mostra 1/9/14 Riv. San Benedetto 15, Padova

Tamas Jovanovics

MAAB Gallery presenta, nella sede di Padova, la mostra personale dell'artista ungherese Tamas Jovanovics. Alla base della ricerca artistica di Jovanovics, nato a Budapest nel 1974, si individua il desiderio di raggiungere una libertà percettiva estranea alla realtà, fisica e concreta, della quotidianità. Il continuo susseguirsi, sulla superficie pittorica, di sottilissime e ordinate linee orizzontali determina il distacco delle opere da qualsiasi elemento narrativo e storico. Di fronte ad esse, lo spettatore si trova immerso in uno spazio metafisico, inesplorato e sospeso nel tempo. Le linee, elementi primigeni a prima vista semplici, appaiono sospese come i fili che compongono l’ordito di un filato privato della trama; attraverso la contemplazione dello spettatore, esse si apriranno verso un universo trascendente. Queste opere offrono così, al fruitore, la possibilità di estraniarsi dal tempo comune, per una visione intima della propria identità.
Tamas Jovanovics dal 9/11/13 al 1/9/14
in Riv. San Benedetto 15, Padova

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A Palazzo Pitti di Firenze la grande mostra dedicata agli Impressionisti

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Inaugurazione mostra 9/23/13 - Chiusura mostra 1/6/14 Palazzo Pitti, Firenze

A Palazzo Pitti di Firenze la grande mostra dedicata agli Impressionisti

Il 23 settembre è partita a Palazzo Pitti di Firenze la grande mostra dedicata agli Impressionisti, l’evento artistico più importante dell'autunno fiorentino. Fino al 5 gennaio 2014.cose da vedere a Firenze Le pennellate intrise di colore e di luce degli impressionisti saranno al centro degli eventi dell’autunno fiorentino, con la grande mostra sugli Impressionisti, concordata con il Museo D’Orsay di Parigi, luogo che raccoglie la più ricca e significativa testimonianza di opere impressioniste.Per gli impressionisti oggetti e persone erano trattati con la stessa pennellata, decisa, ampia, ricca di atmosfera, attraverso le cangianti condizioni di luce che si manifestavano durante la giornata, perché, la loro pittura avveniva esclusivamente en plein air. Il nome Impressionismo fu dato durante la mostra Exposition Impressioniste, partendo dal titolo di un quadro di Monet, Soleil Levant. Una pittura fatta di luci ed ombre, colori forti e vividi, impression de la realité.La mostra ospiterà 12 capolavori del periodo impressionista, da Edgar Degas, presente con due celebri opere, tra cui la famosa tela Répétition d'un ballet sur la scène del 1874, a Claude Monet, Paul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir, Camille Pissarro, Henri Fantin-Latour fino a Paul Guigou,. Le sale di Palazzo Pitti si animeranno di intramontabili capolavori, nel segno della reciprocità tra istituzioni ed in seguito ai prestiti fatti all’Orangerie di Parigi lo scorso 10 aprile per la mostra di grande successo “Les macchiaioli, des impressionistes italiens?”.Secondo la Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, con questa mostra “Si potrà così offrire ai visitatori della Galleria d’arte moderna, temporaneamente privati di alcuni dipinti dei Macchiaioli, una significativa rassegna di capolavori dell’Ottocento francese più o meno legati all’Impressionismo, che non rappresenta un semplice prestito, bensì il punto d’arrivo di un lavoro comune”.Firenzemadeintuscany, con la sua guida aggiornata sugli principali eventi artistici, culturali, musicali, eno-gastronomici presenti in città e nel territorio toscano, ci accompagnerà giorno per giorno alla scoperta di questa straordinaria mostra con approfondimenti, interviste, ma anche viste alla città basate su percorsi originali, fuori dai soliti itinerari turistici.I capolavori dell’arte Impressionista saranno esposti presso il Salone da Ballo del Quartiere d’Inverno di Palazzo Pitti dal 23 settembre 2013 al 5 gennaio 2014.
A Palazzo Pitti di Firenze la grande mostra dedicata agli Impressionisti dal 9/23/13 al 1/6/14
in Palazzo Pitti, Firenze

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SANGUE DI DRAGO SQUAME DI SERPENTE.

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Inaugurazione mostra 8/10/13 - Chiusura mostra 1/6/14 Trento, Castello del Buonconsiglio

SANGUE DI DRAGO SQUAME DI SERPENTE.

SANGUE DI DRAGO SQUAME DI SERPENTE. Animali fantastici al Castello del Buonconsiglio Trento, Castello del Buonconsiglio Dal 10 agosto 2013 al 6 gennaio 2014Sarà un enorme drago realizzato dallo scenografo-scultore Gigi Giovanazzi a dare il benvenuto al visitatore nella prima sala della spettacolare mostra estiva “Sangue di drago, Squame di serpente”, ospitata dal 10 agosto 2013 al Castello del Buonconsiglio di Trento. La rassegna, organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale Svizzero, permetterà a coloro che attraverseranno le magnifiche sale del Castello del Buonconsiglio di scoprire e conoscere attraverso affreschi, dipinti, sculture, arazzi e preziosi oggetti d’arte un mondo fatto di unicorni, draghi, centauri, grifoni, basilischi, sfingi, serpenti e animali fantastici e inconsueti che ricorrono costantemente nella mitologia e anche nella iconografia castellana. Colpiscono infatti i numerosi animali raffigurati negli affreschi che decorano il castello del Buonconsiglio eseguiti da Dosso Dossi nella Stua della Famea con le favole di Fedro, o la dama con unicorno, la scimmia, il serpente che morde l’ Invidia dipinte da Girolamo Romanino o ancora il bestiario realizzato dal maestro Venceslao nel celebre ciclo dei Mesi in Torre Aquila o il prezioso erbario medievale conservato in castello. Scultura, pittura, architettura e disegno, raccontano il mondo animale, frutto delle fantasie e delle paure dell’uomo. Si potranno ammirare dipinti, con capolavori di Tiziano e Tintoretto, sculture rinascimentali, magnifici arazzi con scene marine provenienti dagli Uffizi e da Palazzo Pitti, preziosi monili d’ oro, oggetti archeologici, oltre a filmati e scenografie emozionanti, grazie anche all’innovativo ausilio della realtà aumentata, che stupiranno e conquisteranno il più vasto pubblico. In una sala il visitatore sarà immerso in un atmosfera fantastica dove draghi tridimensionali gli si materializzeranno davanti provocando forti emozioni. La mostra sarà l’occasione per ammirare anche sfingi e centauri dipinti sia sui vasi a figure rosse e nere greci, sia nelle tele dei maestri bolognesi del Seicento, il gatto mummificato egiziano, la fontanella rinascimentale in bronzo con il mito di Atteone, il Laooconte proveniente dal Museo del Bargello di Firenze, un prezioso falco in bronzo, una rarissima casula (veste del prete) decorata, sculture di San Giorgio e il drago. Dagli animali sacri della tradizione cristiana alla mitologia con Diana cacciatrice a quelle care agli dei: il cigno, il toro e l’aquila per Giove, il leone per Sansone ed Ercole. E ancora i veri mostri delle leggende: draghi, chimere, unicorni, sfingi, mostri marini, centauri e sirene. La rassegna ospiterà anche alcune opere vitree (in prestito da Vetroricerca Glas&Modern - centro sperimentale di lavorazione del vetro di Bolzano) realizzate da famosi artisti contemporanei: tra queste le incredibili sculture in vetro di Silvia Levenson, artista argentina famosa in tutto il mondo per le sue opere eleganti ma provocatorie raffiguranti bambine con la testa di cervo e pecora e il Giardino Fantastico composto dagli animali in vetro di Alberto Gambale dove zebre, tori, cammelli, tartarughe, api e camaleonti stupiranno per originalità e fantasia. Nemico, preda, cibo, forza lavoro e mezzo di trasporto, l’animale è anche interprete della forza della natura primigenia e dell’immaginario nella sfera magico-religiosa ed eroica. Le eterne questioni della ferinità presente nell’uomo e dell’antropomorfismo ravvisato nel mondo animale, emergono attraverso le opere in mostra. Il percorso è dedicato sia ad alcuni animali reali che nel tempo hanno assunto, spesso anche in termini transculturali, complessi significati simbolici, sia ad animali fantastici interpreti di miti, leggende e credenze condivisi o peculiari di diversi popoli e civiltà. Aquila, leone, serpente, cervo, cavallo e pesci sono alcuni degli animali reali che danno origine ad esseri che, in più forme di ibridazione, variabili a seconda di tempi e luoghi, sono interpreti delle riflessioni, paure, speranze e immaginazione dell’uomo. Si potranno ammirare le tele del ciclo di Ercole con il drago a più teste, dipinto magistralmente da Paolo de Matteis, il famoso drago con due ali serpentine attaccate allo stesso tronco. Questi draghi nacquero dall'unione tra il multiteste Tifone e la donna-serpente Echidna. I figli dei due furono Chimera, dalla testa di leone e dal corpo di serpente-capra, Cerbero il cane a tre teste e l'Idra di Lerna, rettile con molte teste che verrà poi ucciso da Ercole, il quale sconfisse anche Ladone dalle cento teste e Scilla, dai tentacoli di piovra. Magnifico il dipinto conservato a Castel Thun eseguito a fine Seicento dal pittore tedesco Dietterlin che raffigura le Tentazioni di S. Antonio Abate dove draghi lanciano fuoco, un mostro alato regge uno spiedo con un pollo e serpenti infilzati e serpi fuoriescono dai capelli di una dama ignuda. La mostra avrà una sezione a Riva del dal titolo «Mostri smisurati» e creature fantastiche tra i flutti, che intende esporre un ristretto ma importante nucleo di opere prevalentemente cinquecentesche aventi per tema creature fantastiche e animali mitici che, nell’immaginario antico, abitavano le acque dei laghi e dei mari. Il precipuo taglio dato all’esposizione rivana, rispetto a quella ospitata nelle sale del Castello di Trento, deriva non solo dalla peculiarità della sede espositiva – la Rocca – circondata dalle acque del Garda, ma anche dalla presenza nelle prime sale della Pinacoteca, che ospiteranno la mostra, di un affresco che risale agli anni trenta del Cinquecento raffigurante Ercole, intento ad uccidere l’Idra, un mostruoso essere che viveva nel lago di Lerna nella regione greca dell’Argolide. www.buonconsiglio.it
SANGUE DI DRAGO SQUAME DI SERPENTE. dal 8/10/13 al 1/6/14
in Trento, Castello del Buonconsiglio

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HUMAN RIGHTS? #MIGRANTES - L'IMMIGRAZIONE E L'ACCOGLIENZA

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 1/6/14 Fondazione Opera Campana dei Caduti, Colle di Miravalle, Rovereto (TN)

HUMAN RIGHTS? #MIGRANTES - L'IMMIGRAZIONE E L'ACCOGLIENZA

Rovereto (TN) - “HUMAN RIGHTS? #MIGRANTES – L'IMMIGRAZIONE E L'ACCOGLIENZA” è il titolo dell'evento a cura di Roberto Ronca che la Fondazione dell'Opera Campana dei Caduti di Rovereto (TN) ospiterà dal 28 settembre (con vernissage alle 18:00) fino al prossimo 6 gennaio. Un titolo semplice, diretto e senza giri di parole che ben esprime l'obiettivo degli artisti: osservare da vicino problemi connessi a realtà apparentemente lontane ma che invece fanno parte del loro quotidiano e, parallelamente, denunciare il disagio di coloro che ancora oggi, nel secolo della globalizzazione, vedono i loro diritti continuamente calpesti. Tanti linguaggi e altrettante forme artistiche per esprimere l'universalità dell'arte che unisce al di là della lingua, della cultura di provenienza, del genere e dell'argomento trattato. Alla luce di tutto questo viene quasi naturale pensare a un parallelismo tra la Campana dei caduti di Rovereto, simbolo storico e morale di una città dilaniata durante la Grande Guerra che è riuscita a rinascere e a fregiarsi del titolo di “Città della Pace”, e Lampedusa, emblema della guerra nell'era della globalizzazione; un concetto, quest'ultimo, che non dovrebbe essere concepito solo da un punto di vista economico, o peggio, economicistico, ma da un punto di vista sociale e connesso a quello di migrazione e migrante. Numerosissimi gli artisti che parteciperanno: Carla Abbondi, Arash Alipour, Maristella Angeli, Attinia, Alfredo Avagliano, Claudio Bandini, Luca Baseggio, Tiziano Bellomi, Berki, Marilena Bordin, Cecilia Bossi, Antonella Botticelli, Brizzo, Annamaria Cacciapaglia, Massimo Cappellani, Alessandra Carloni, Norma Carminati, Pablo Caviedes, Viviana Cazzato, Michele Ciardulli, Luigi Cioli, Lilliana Comes, Luigi Corvaglia, Suzanne Cristofoletto, Mercedes Cuman, Dario de Cristofaro, Emanuela de Franceschi, Giulia R. De Pinto, Alketa Delishai, Marzia Dottarelli, Tonia Erbino, Fabrizio Fabbroni, Paolo Facchinetti, Franca Filippini, Ignazio Fresu, Titti Gaeta, Roberta Gagliardini, Jimmy Galvin, Giovanna Garofalo, Roberta Garzillo, Tiziana 'Tirtha' Giammetta, Sergio Giannotta, Fabrizio Giusti, Lucio Greco, Natalia Gromicho, Lidia Hoffnungsthal, Theo Hues, Giuliana Iannotti, Gerardo Iorio, Antonella Iiurilli Duhamel, Gloria Keller, Daliborka Kordic Bajrovic, Luigi Latino, Josef Leitner, Annalisa Lenzi, Anita Lepera & Enrico Menis, Paolo Lo Giudice, Livio Lopedote, Jeanette Luchese, Salvatore Lucisano, Lughia, Antonella Maggi, Paolo Mancini, Tomaso Marcolla, Mascàpo, Gabriele Mazzara, Claudia Mazzitelli, Paolo Meloni, Clara Menerella, Pàl Mezei, Aranka Mezősi, Constantin Migliorini, Marcello Minnia, Sudipta Modi, Daniela Montrasi, Luca Morselli, Piero Motta, Romano Nannini, Patrizia Nicolini, Arvin Ombika, Giulio Orioli, Giuseppe Pagano, Froso Papadimitriou, Rosella Passeri, Alvaro Peña Saez, Paola Piatti, Luca Piccini, Claudia Piccolo, Bruno Pierozzi, Alessandro Piras, Germana Ponti, Ana Rakanovic, Elisabeth Rass, Gualtiero Redivo, Flavio Risi, Dora Romano, Marco Romoli, Rudargia Reef, Seham Salem, Yanick Sasseville, Rocco Sciaudone, Antonella Soria, Gemma Spada, Herwing Maria Stark, Fatbardha Sulaj, Angelica Tovar-Settle, Fiorella Vandi, Susanna Viale, Angela Viora, Petr Vlach, Massimo Volponi, Johan Wahlstrom, Rajesh Yadav Kumar. Special Guests: Sud Sound System e Mino De Santis. ORARI: Settembre: dalle ore 9.00 alle ore 19.00; Ottobre dalle ore 9.00 alle ore 18.00; Novembre, Dicembre, Gennaio: dalle ore 9.00 alle ore 16.30. NB: ultimo biglietto d’entrata mezz’ora prima della chiusura. INFO: migrantes@spaziotempoarte.com. WEB: www.humanrightsart.com; www.spaziotempoarte.com; https://www.facebook.com/groups/spaziotempoarte.
HUMAN RIGHTS? #MIGRANTES - L'IMMIGRAZIONE E L'ACCOGLIENZA dal 9/28/13 al 1/6/14
in Fondazione Opera Campana dei Caduti, Colle di Miravalle, Rovereto (TN)

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IMMAGINE E PERSUASIONE.

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Inaugurazione mostra 9/14/13 - Chiusura mostra 1/6/14 Via Cairoli 32, Ferrara

IMMAGINE E PERSUASIONE.

IMMAGINE E PERSUASIONE. Capolavori del Seicento dalle chiese di Ferrara Ferrara, Palazzo Trotti Costabili, Seminario vecchio Dal 14 settembre 2013 al 6 gennaio 2014Immagine e persuasione. Capolavori del Seicento dalle Chiese di Ferrara è una mostra davvero importante. Innanzitutto perché richiama l’attenzione sui danni provocati dal terremoto del 2012, ma anche perché ha il merito di accendere riflettori sul Seicento ferrarese, a torto considerato “minore”. Figlia di un altro sisma, quello ben più drammatico che colpì la città nel 1570, nonché delle innovazioni liturgiche e devozionali seguite al Concilio di Trento, questa stagione determina attraverso numerosi cantieri e commissioni artistiche un profondo rinnovamento del volto della città estense. Quello vissuto da Ferrara fu così un grandissimo Seicento, sino ad ora considerato ingiustamente subalterno ai fasti cosmopoliti della casata degli Este nel Quattro e Cinquecento. La piccola ma stupefacente mostra allestita dal 14 settembre 2013 al 6 gennaio 2014 a Palazzo Trotti Costabili, sede del Seminario Vecchio, svelerà al pubblico le grandi opere di Carlo Bononi, dello Scarsellino, di Francesco Costanzo Catanio, nonché quelle di Ludovico Carracci e del Guercino e si svolgerà in contemporanea con quella dedicata a Zurbarán a Palazzo dei Diamanti: due facce del Seicento, due visioni diverse eppure egualmente affascinanti.Il terremoto che ha colpito l’Emilia il 20 e 29 maggio del 2012 ha lasciato segni importanti anche nel territorio ferrarese. Tra i più gravi, eppure non ancora perfettamente percepiti dall’opinione pubblica, ci sono i danni arrecati alle chiese estensi e alle opere d’arte in esse contenute. A distanza di un anno dall’evento sismico, infatti, la maggior parte degli edifici di culto di Ferrara è ancora in attesa di interventi che ne consentano la piena riapertura ed il ritorno alla normale funzione liturgica e storica. Al fine di rilanciare l’attenzione dell’opinione pubblica e degli ambienti culturali su questo problema, in concomitanza con la mostra Zurbarán (1598-1664) che si terrà a Palazzo dei Diamanti, la Fondazione Ferrara Arte e il Seminario Arcivescovile di Ferrara, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e i Musei Civici di Arte Antica di Ferrara, organizzano un’esposizione dal titolo Immagine e persuasione. Capolavori del Seicento dalle chiese di Ferrara (14 settembre 2013 – 6 gennaio 2014). La rassegna avrà luogo a Palazzo Trotti-Costabili, già sede del Seminario Arcivescovile e incluse nel percorso espositivo saranno le celebri sale affrescate da Garofalo entro il 1519. La mostra propone una ristretta selezione di capolavori provenienti da alcune delle chiese tuttora inagibili, come San Domenico, Santa Maria della Pietà, Sacre Stimmate e Santa Chiara la cui visione è attualmente sottratta al godimento degli amanti d’arte e alla devozione dei fedeli. Al contempo, l’esposizione si propone di far conoscere al grande pubblico le opere e i protagonisti di una delle stagioni meno note della storia dell’arte estense, quella seicentesca. Protagonisti di questa epoca, che pose al centro dell’arte sacra l’emozione e il coinvolgimento visivo dello spettatore, sono personalità di assoluto rilievo e forestieri di grandissimo prestigio. Fra questi ultimi, spiccano i nomi di Ludovico Carracci e Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino, due dei più celebri pittori del XVII secolo. Fra i locali svettano le straordinarie personalità del tormentato Carlo Bononi, il più grande pittore del Seicento attivo in città, del soave Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino e del sanguigno Francesco Costanzo Catanio. Sul Seicento ferrarese grava il peso di un pregiudizio storico tuttora alquanto radicato: quello di essere stato un secolo minore rispetto ai fasti cosmopoliti vissuti da Ferrara al tempo degli Este fino al 1598, quando la città passò sotto il controllo papale. Se è vero, infatti, che tale evento determinò l’avvio della dispersione di molti dei capolavori rinascimentali presenti nei palazzi e nelle residenze di corte, è altresì documentato che gli anni successivi videro una stagione di rinnovamento artistico senza eguali. Eventi come la necessità di ricostruire i templi distrutti o danneggiati dal sisma del 1570, l’esigenza di adeguare gli spazi sacri alle nuove direttive in materia liturgica indicate dal Concilio di Trento, la spinta riformatrice stimolata dall’avvento dei nuovi ordini religiosi, si affiancano alla concreta presa di possesso della città da parte dello Stato Pontificio, generando un numero impressionante di nuove commissioni che spaziano dalle pale d’altare alle più imponenti decorazioni ad affresco. Tali istanze trovarono nell’ambiente artistico ferrarese, ben lungi dall’aver smarrito la spinta propulsiva degli anni migliori, risposte di assoluto rilievo e originalità. La mostra Immagine e persuasione. Capolavori del Seicento dalle chiese di Ferrara si configura quindi come un’occasione irripetibile per entrare in contatto con i grandi capolavori del Seicento estense e per riscoprire la varietà e la ricchezza di una stagione, quella barocca locale, oggi pressoché dimenticata.Immagine e persuasione Capolavori del Seicento dalle chiese di Ferrara Palazzo Trotti Costabili, Seminario Vecchio Via Cairoli 32, FerraraMostra a cura di Giovanni Sassu, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Seminario Arcivescovile di Ferrara, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e i Musei Civici di Arte AnticaAperto dal martedì alla domenica: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00 La mostra è a ingresso gratuitoInformazioni e Prenotazioni Mostre e Musei tel. 0532 244949 diamanti@comune.fe.it www.palazzodiamanti.it
IMMAGINE E PERSUASIONE. dal 9/14/13 al 1/6/14
in Via Cairoli 32, Ferrara

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ZURBARÁN (1598-1664)

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Inaugurazione mostra 9/14/13 - Chiusura mostra 1/6/14 Ferrara, Palazzo dei Diamanti

ZURBARÁN (1598-1664)

ZURBARÁN (1598-1664) Ferrara, Palazzo dei Diamanti Dal 14 settembre 2013 al 6 gennaio 2014Francisco de Zurbarán fu, insieme a Velázquez e Murillo, tra i protagonisti del Siglo de oro della pittura spagnola e di quel naturalismo raffinato che lasciò un’eredità duratura nell’arte europea. A rendere unico lo stile del pittore fu la sua capacità di tradurre gli ideali religiosi dell’età barocca con invenzioni grandiose e al contempo quotidiane, plasmando forme di una tale essenzialità, purezza e poesia, da toccare profondamente l’immaginario moderno, come traspare dall’opera di quanti, da Manet a Morandi, fino a Picasso e Dalí, hanno guardato nei secoli successivi all’opera del maestro sivigliano. In tempi più recenti, studi autorevoli ed esposizioni internazionali hanno definitivamente sancito il suo fondamentale contributo alla storia dell’arte. Organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Centre for Fine Arts di Bruxelles, la monografica dedicata a Zurbarán è l’occasione per ammirare per la prima volta in Italia i capolavori di uno dei massimi interpreti dell’arte barocca e della religiosità controriformista. Con questa rassegna, curata da Ignacio Cano con la consulenza di Gabriele Finaldi, la città di Ferrara intende rilanciare il proprio progetto culturale, teso a far conoscere al pubblico italiano autori di altissimo livello e interesse, ma poco noti nel nostro paese. Una rigorosa selezione di opere provenienti da musei e collezioni private europee e americane ripercorrerà le tappe salienti della carriera di Zurbarán. Dalle prove con le quali l’artista si afferma sulla scena di Siviglia, “la Firenze spagnola”, come La visione di san Pietro Nolasco (1629, Madrid, Museo del Prado) o il più tardo San Francesco d’Assisi nella sua tomba (1630-34, Milwaukee Art Museum), segnate dal luminismo drammatico e contrastato della corrente del tenebrismo ispirata a Caravaggio e Ribera, alle opere successive al soggiorno madrileno e al contatto con Velázquez, improntate a un più sobrio lirismo, dove a prevalere sono atmosfere più chiare, felici scorci sul paesaggio e dettagli domestici, come ad esempio nell’Immacolata Concezione con san Gioacchino e sant’Anna (c. 1638-40, Edimburgo, Scottish National Gallery) o nella Vergine con il Bambino Gesù e san Giovannino (1662, Bilbao, Museo de Bellas Artes). Il percorso espositivo, scandito in sezioni cronologico-tematiche, metterà in evidenza il talento del pittore nell’imporre un registro innovativo a generi e temi della tradizione. Stupiscono per la vena intima e immediata i soggetti legati all’iconografia mariana, come mostrano quelle opere venate di una malinconia sospesa (La casa di Nazaret, c. 1640-45, Madrid, Fondo Cultural Villar Mir), o capaci di toccare corde di straordinario candore e tenerezza (Vergine bambina addormentata, c. 1655-60, Jerez de la Frontera, Cattedrale di San Salvador). E se il motivo dell’estasi raggiunge vertici d’ineguagliabile intensità, come nell’Apparizione della Vergine a san Pietro Nolasco dipinta attorno al 1628-30 (Collezione privata), il tema della meditazione trova una delle sue interpretazioni più originali nel Cristo crocifisso con un pittore (c. 1635-40, Madrid, Museo del Prado), un dipinto in grado di trasmettere nella maniera più diretta il dialogo intimo tra l’umano e il divino. Una delle punte più avanzate nella direzione del rinnovamento formale sono senza dubbio le nature morte e i temi allegorici, come Una tazza d’acqua e una rosa (c. 1630, Londra, The National Gallery) e Agnus Dei (c. 1634-40, San Diego Museum of Art). La raffinatezza poetica di questi dipinti, in cui gli oggetti sono collocati in uno spazio rarefatto e silenzioso, è affidata alla sobrietà della composizione, alla purezza delle forme e alla regia dei valori luminosi. In queste opere di piccolo formato, così come nelle nature morte disseminate in molte delle tele presenti in mostra, Zurbarán restituisce le forme come purificate dalla luce, in una visione cristallina del particolare e di silenziosa monumentalità. Tra le invenzioni più originali dell’artista vi sono infine le grandi figure di santi, raffinate effigi che godettero di straordinaria popolarità e che furono realizzate in serie soprattutto per le colonie del Nuovo mondo. La sequenza riunita per questa mostra conta esiti notevoli come la Santa Casilda (c. 1635, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza), il Beniamino (c. 1640-45, Collezione privata) e la Sant’Orsula (Genova, Palazzo Bianco), che testimoniano la capacità di ammantare gli episodi sacri di un fascino elegante, grazie alla ricercatezza delle pose, alla resa virtuosistica di stoffe preziose e alla tavolozza brillante. Queste figure maestose, rivolte verso l’osservatore come protagonisti di un ritratto esercitano, oggi come allora, un fascino magnetico.Zurbaràn (1598-1664) Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 14 settembre 2013 – 6 gennaio 2014 Mostra a cura di Ignacio Cano, con la consulenza scientifica di Gabriele Finaldi, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Centre for Fine Arts di BruxellesAperto tutti i giorni: 9.00-19.00 Aperto anche 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio Informazioni e Prenotazioni Mostre e Musei tel. 0532 244949 diamanti@comune.fe.it www.palazzodiamanti.itUfficio stampa Studio ESSECI – Sergio Campagnolo, tel. 049 663499 info@studioesseci.net www.studioesseci.net
ZURBARÁN (1598-1664) dal 9/14/13 al 1/6/14
in Ferrara, Palazzo dei Diamanti

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CARLO MARIA MARIANI

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 1/6/14 Via del Campanile, 13, Foligno

CARLO MARIA MARIANI

CARLO MARIA MARIANI28 settembre - 6 gennaio 2014 CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea, FolignoIl 28 settembre 2013 viene inaugurata al Centro Italiano Arte Contemporanea diFoligno una importante mostra personale di Carlo Maria Mariani con 24 straordinarilavori dell’artista in gran parte mai esposti in Italia.Carlo Maria Mariani è nato a Roma nel 1931 dove ha frequentato l'Accademia di Belle Arti. Vivee lavora a New York dalle fine degli anni ’80.La mostra è curata da Italo Tomassoni, dall’artista stesso e da Carol Lane, curatrice ditutto il lavoro di Carlo Maria Mariani; le opere selezionate sono state realizzate tra il 1989e il 2011, molte delle quali dipinte a New York e alcune delle quali esposte nella importantepersonale tenutasi a New York nel 2011 a cura di Francis Naumann con il contributo di ItaloTomassoni, David Ebony, Roberto Pincus Witten e Carol Lane.Nel sito dell'artista troviamo una breve ma illuminante descrizione del suo lavoro firmatadal critico David Ebony di Art in America: "Mariani è un pittore concettuale. Il suo lavoroè una meditazione sulla perfezione e sull'armonia - passate, presenti, future. Non è per luisufficiente presentare al mondo uno sguardo della propria visione privata. Offre invece unmodo alternativo di pensare, utilizzabile da tutti coloro che cercano rifugio dalla mediocrità edal cinismo indotti dai mass-media...Egli utilizza la sua incredibile maestria per trattare i piùavanzati quesiti estetici di oggi. Il suo lavoro tratta temi complessi inclusi la riconciliazione delpassato col presente, della memoria con la perdita e della vita con la morte...Nel suo lavoro,Mariani colpisce per una accentuata consapevolezza e per una maggiore comprensione delledimensioni, non solo dello spazio, ma anche del tempo".A queste parole fanno eco quelle di Italo Tomassoni, curatore della mostra: "Alla fine degliAnni Settanta, la pittura italiana fa registrare una critica della modernità condotta da artistilontani dai percorsi del Nuovo. A lato della deriva postmoderna essi tornano a interrogare lapittura, i suoi misteri e le sue finzioni sublimi. Carlo Maria Mariani è stato il primo a indicare ilsenso di questo percorso parallelo e distante a quello tracciato dal sistema dell’arte dominantenel suo tempo. Concentrato sul disegno e sulla pittura, ha iniziato in solitudine unatrasfigurazione del reale fondata sulla bellezza della classicità e sulla perfezione"Il tempo come forma - prosegue Tomassoni - è la grande novità della pittura di CarloMaria Mariani, in contrasto con la modernità che ha celebrato in primo luogo lo spazio. Il suotempo appartiene a un idioma di cui non ci si può appropriare se non come qualcosa che eludeciò che lo abita. Rovesciando la clessidra del tempo non per un revirement della storia ma peruna rifondazione della pittura, Carlo Maria Mariani ha ripensato il mistero del dipingere,la tecnica della rappresentazione presente per millenni e improvvisamente inabissatasi nelsecolo XX°, i limiti della mimesi e l’autonomia dell’arte, riportando lo sguardo sul sensodella figurazione dopo un secolo di progressivo abbandono della identificazione omeomorfica.Carlo Maria Mariani scava nelle immagini il segreto del Classico per carpire da quel fondamentocentro per la cultura e lo sviluppo economico srl – socio unico fondazione cassa di risparmio di folignocapitale sociale i.v. 100.000 euro – partita iva 03092480544 – sede legale: via del campanile, 13 06034 Foligno (pg)tel 0742 621022 – fax 0742 357035 mob. 340 4040625info@centroitalianoartecontemporanea.it – www.centroitalianoartecontemporanea.comSiamo di fronte dunque a un grande pittore che, non solo va controcorrente, tornando allapittura e a figure che richiamano la classicità in un periodo storico in cui la pittura vienedisconosciuta, ma riesce a infondere profondamente in essa lo spirito del proprio tempo,con un linguaggio personalissimo e riconoscibile, di eccezionale capacità artistica e inventivaIn una intervista rilasciata allo scrittore Pier Vittorio Tondelli pubblicata da Flash Art,Mariani racconta, con fatica come se non volesse svelarsi del tutto, la genesi della suapittura. Apprendiamo così che ha cominciato col dipingere absidi e transetti di chiese,prendendo a modello Caravaggio, Correggio, ma soprattutto Tintoretto e di aver condivisocon loro l'impotenza di fronte ai capolavori dei maestri dell'antichità, la ricerca della bellezzaassoluta, consapevoli che, pur raggiungendo vette altissime, era impossibile riprodurre quellaperfezione. Sono anni di lavoro intenso: Mariani si sostituisce persino ad un artista del passato,completando un'opera rimasta incompiuta. Da qui la sua celebre affermazione: "Io non sonoun pittore, io non sono l'artista, io sono l'opera". Lo studio prosegue in parallelo sui libri.Mariani viene sedotto dai testi di Winckelmann, Karl Philipp Moritz, Mengs e da qui parte allaricerca della propria personale armonia. Il suo metodo di lavoro è lento e meticoloso: primaesegue un cartone, preparandosi con cura al tema, alla composizione. Poi passa alla telacon stesure plurime, con un lavoro di gradazioni di luce, sino ad arrivare all'esito finale. Insottofondo le musiche di Handel, un altro grande tedesco che, come i cantori della classicità inarte, si è rivolto al passato per comporre le sue indimenticabili sinfonie.Questa tecnica, unita ad una stupefacente capacità disegnativa, porta Mariani ad esiti davverostraordinari: ogni quadro è mirabile, per l'equilibrio formale, i colori, la composizione. Sonoimmagini di grande poesia, che catturano non solo il nostro sguardo, rimanendo impresse inmodo indelebile, ma anche la nostra interiorità, si rimane colpiti e in qualche modo grati perquesta pittura così bella e intensa.Una occasione dunque unica, quella offerta dal CIAC di Foligno. per conoscere edapprezzare questo grande artista, attraverso le opere più significative della suaLa mostra resterà aperta sino al 1° dicembre 2013.CARLO MARIA MARIANI è un artista internazionale che ha esposto in tutto il mondo: "Documenta," KasselGermany; Centre George Pompidou, Paris; Hirshorn Museum, Washington D.C.; Museum of Modern Art, New York;San Francisco Museum of Modern Art; Mathildenhohe Darmstadt, Germany; Los Angeles County Museum of Art;Frankfurt Kunstverein, Germany; Museum of Modern Art, Rome; Palais des Beaux Art, Charleroi France; VeniceBiennial, Italy; California Center for the Arts; Frye Museum, Seattle; Oostende Museum of Modern Art, Belgium;Philadelphia Museum of Art; Museum of Palazzo Te Mantova, Italy; Smithsonian National Portrait Gallery, WashingtonNel 1998, Carlo Maria Mariani è stato insignito in Roma del premio Feltrinelli dall’Accademia Nazionale dei Lincei.Le sue opere sono conservate nelle seguenti Gallerie, Collezioni e Musei pubblici e privati:The Guggenheim Museum, New York; Lincoln Center, New York; The Tate Gallery, London, England; Frye Museum,Seattle, Washington; The Civic Museum of Art, Milan, Italy; Groninger Museum, Groninger, Netherlands; EtudeDe Maître, Charbonneaux, France; Nelson Atkins Museum of Art, Kemper Collection, Kansas City, Kansas;Kunstsammlugen-Schlossmuseum, Weimar, Germany; Università degli Studi di Parma, Flash Art Museum, Trevi,Italy; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Rome, Italy; The Contemporary Museum, Honolulu, Hawaii; Franklin Mint,Philadelphia, Pensylvania; Library of Congress, Washington D.C.; The Bellagio, Las Vegas, Nevada; FondazioneMaramotti Museum, Reggio Emilia, Italy; Collection Borghese, Rome, Italy; The Bulgari Collection, Rome, Italy;Millenium Hotel, New York; Rosewood Collection, Dallas, Texas; The Cresent Collection at the Phillip Johnson Building,Dallas, Texas; Banca d’Italia, Rome, Italy; Foundation Cassa di Risparmio, di Foligno, Italy; Museo di Palazzo Forti,Verona, Italy; Mougins Museum of Art, Mougins, France; The Resnick Collection, Los Angeles, California; The SteveWynn Collection, Dallas, Texas; Mikado Films, Rome, Italy; The Eric Clapton Collection, London England; The GianEnzo Sperone Collection; Fundacion Federico Jorge Klemm.Carolyn Christov-Bakargiev, Charles Jencks, Robert Rosemblum, Jan Ake Petterson, Pier Vittorio Tondelli, Paul Maenz,Thomas McEvilley, Raphael Rubenstein, Howard Fox, Donald Kuspit, Paul Maenz, Klaus Wolbert, Bernard Hoffert,Donald Kuspit, Italo Tomassoni, Danilo Eccher, Marisa Vescovo, Maurizio Calvesi, Laura Cherubini, David Ebony,Domenico Guzzi, Achille Bonito Oliva, Lorenzo Canova, Edward Lucie Smith, Renato Barilli, David Bourdon, JonathanUfficio Stampa: Lucia Crespi, tel. 02 89415532 - 02 80401645, lucia@luciacrespi.itVia del Campanile, 13 – Foligno, tel. 0742 357035 – 3404040625www.centroitalianoartecontemporanea.comApertura e orari mostra: Venerdì, Sabato e Domenica 10.00-13.00 – 15.30-19.00
CARLO MARIA MARIANI dal 9/28/13 al 1/6/14
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JOSEF ALBERS: SPIRITUALITA’ E RIGORE

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Inaugurazione mostra 9/26/13 - Chiusura mostra 1/6/14 Corso Magenta 61 , Milano

JOSEF ALBERS: SPIRITUALITA’ E RIGORE

Dal 26 settembre 2013, la Fondazione Stelline in collaborazione con la Josef & Anni Albers Foundation, ospita la prima esposizione monografica a Milano delle opere di Josef Albers, grande artista modernista ed esponente del Bauhaus.Curata da Nick Murphy (Projects Director of the Josef and Anni Albers Foundation), sulla base di un progetto ideato e curato da Nicholas Fox Weber (Executive Director of the Josef and Anni Albers Foundation), “Josef Albers: Spiritualità e Rigore” offre una prospettiva unica su questo maestro del Bauhaus.L’iniziativa alla Fondazione Stelline è il primo “ritorno a Milano” delle opere dell’artista dopo quasi 80 anni di assenza da quando - nel 1934 - Wassily Kandinsky organizzò una mostra di stampe di Albers nel capoluogo lombardo a un anno dalla chiusura della Bauhaus (di cui Albers fu studente e docente dal 1920 al 1933). E torna a Milano a pochi passi da quel “Cenacolo” di Leonardo da sempre ammirato dall’artista tedesco. La mostra raccoglie rari disegni giovanili, vetri colorati, vetri sabbiati e una selezione di dipinti astratti. Il percorso espositivo presenta ottanta lavori realizzati all'inizio della sua carriera artistica, quando insegnava in Vestfalia fino agli ultimi giorni della sua vita: dal primissimo disegno conosciuto fino all'ultimo Omaggio al Quadrato. Tutte le sue opere sono pervase dalla purezza e dall’onestà di pensiero dell’artista, ma soprattutto dal suo credere fermamente che, applicando il talento artistico con dedizione e verità, sia possibile trasformare la realtà quotidiana in modo miracoloso.Dal 26 settembre 2013 al 6 gennaio 2014 Da Martedì a Domenica dalle 10 alle 20. Chiuso il Lunedì Biglietti: intero € 8; ridotto € 6; studenti € 3. Visite guidate gratuite per adulti, ogni Giovedì alle 18.30 (75 min.) Visite guidate per famiglie con bambini dai 6 ai 12 anni, ogni Domenica alle 16.30 (75 min.) Speciale Famiglie: ingresso a prezzo speciale € 10 adulto + bambino Visita guidata gratuita con prenotazione obbligatoria (con il solo costo dell’ingresso) telefonando a: AD ARTEM 02 6597728 / info@adartem.it / www.adartem.it
JOSEF ALBERS: SPIRITUALITA’ E RIGORE dal 9/26/13 al 1/6/14
in Corso Magenta 61 , Milano

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JOSEF ALBERS: SUBLIME OPTICS

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Inaugurazione mostra 9/26/13 - Chiusura mostra 1/6/14 Corso Magenta 61, Milano

JOSEF ALBERS: SUBLIME OPTICS

JOSEF ALBERS: SUBLIME OPTICSMilano, Fondazione Stelline26 settembre 2013 – 6 gennaio 2014 AlbersDal 26 settembre 2013 al 6 gennaio 2014 la Fondazione Stelline, in collaborazione con la Josef & Anni Albers Foundation, ospita la prima esposizione monografica a Milano delle opere di Josef Albers, grande artista modernista ed esponente del Bauhaus.“Josef Albers: Sublime Optics” esplora la componente spirituale dell'arte dell’autore tedesco. Albers, di formazione cattolica, religione che non ha mai abbandonato per tutta la sua vita, ha incorporato il linguaggio figurativo della tradizione cristiana in molti dei suoi lavori, interpretando la trasformazione del colore e del tratto come eventi spirituali se non addirittura di natura mistica.Curata e allestita da Nick Murphy (Projects Director della Josef and Anni Albers Foundation), sulla base di un progetto ideato e curato da Nicholas Fox Weber (Executive Director della Josef and Anni Albers Foundation), “Josef Albers: Sublime Optics” offre una prospettiva unica su questo maestro del Bauhaus.L’iniziativa alla Fondazione Stelline è il primo “ritorno a Milano” delle opere dell’artista dopo quasi 80 anni di assenza da quando - nel 1934 - Wassily Kandinsky organizzò una mostra di stampe di Albers nel capoluogo lombardo a un anno dalla chiusura della Bauhaus (di cui Albers fu studente e docente dal 1920 al 1933). E torna a Milano a pochi passi da quel “Cenacolo” di Leonardo da sempre ammirato dall’artista tedesco.La mostra raccoglie rari disegni giovanili, vetri colorati, vetri sabbiati e una selezione di dipinti astratti.Il percorso espositivo presenta oltre settanta lavori realizzati all'inizio della sua carriera artistica, quando insegnava in Vestfalia fino agli ultimi giorni della sua vita: dal primissimo disegno conosciuto fino all'ultimo Omaggio al Quadrato. Tutte le sue opere sono pervase dalla purezza e dall’onestà di pensiero dell’artista, ma soprattutto dal suo credere fermamente che, applicando il talento artistico con dedizione e verità, sia possibile trasformare la realtà quotidiana in modo miracoloso.La Fondazione Stelline e la Josef and Anni Albers Foundation sono liete di annunciare che questa mostra si avvarrà per la prima volta della preziosa collaborazione di E.S.T.I.A. Cooperativa Sociale Onlus, grazie alla quale i reclusi del Carcere di Bollate saranno impegnati in diverse fasi del processo espositivo, dalla creazione degli allestimenti, fino alla partecipazione a momenti artistici e teatrali.In contemporanea, dal 2 ottobre al 1 dicembre 2013, la Josef and Anni Albers Foundation, in collaborazione con l'Accademia di Brera che ospita la mostra, porta a Milano i metodi di insegnamento di Josef Albers e le opere dei suoi allievi con una esposizione dal titolo: Imparare a vedere: Josef Albers professore, dal Bauhaus a Yale.In questa rassegna complementare si rivela l’impatto dirompente del suo rivoluzionario modo di insegnare sviluppatosi nell'arco di quattro decenni.Albers ritiene che l'arte ha origine dalla “discrepanza fra fatto fisico ed effetto psichico”. L’amplificazione della percezione visiva stimolata nel visitatore dalle sue opere, costituisce lo strumento ideale per gestire la disarmonia contemporanea provocata dalle distrazioni che ci circondano.“E' per noi motivo di grande orgoglio poter offrire a Milano una personale di Josef Albers dopo 80 anni che l'artista non era presente con proprie esposizioni nella nostra città” – ha dichiarato la Presidente della Fondazione Stelline PierCarla Delpiano – “Voglio ringraziare per la collaborazione The Josef and Anni Albers Foundation.” – ha proseguito la Delpiano – “Come Fondazione siamo consapevoli dell'importanza che rivestiva per Albers la necessità di rendere accessibile l'arte al maggior numero di persone, compresi coloro che non possono liberamente godere di questo privilegio. Ecco perché, insieme alla Josef and Anni Albers Foundation, abbiamo avviato la preziosa collaborazione con E.S.T.I.A. Cooperativa Sociale Onlus e il carcere di Bollate, per avvicinare i detenuti all'arte tramite attività culturali e artistiche. Quest'iniziativa afferma ancora una volta lo spirito solidale Ambrosiano di cui la sede della Fondazione è un simbolo.” Ha concluso la Delpiano.Josef Albers nacque il 19 marzo 1888 a Bottrop, in Vestfalia. Dopo aver compiuto studi artistici a Berlino e Monaco, nel 1920 entrò nella Bauhaus a Weimar. Nel 1923 Albers fu nominato docente del Corso Preparatorio, un corso obbligatorio per tutti i nuovi studenti che continuò quando la scuola si trasferì a Dessau nel 1925.Nel 1933 l’artista emigrò con la moglie Anni Albers negli Stati Uniti, dove fu incaricato di istituire una Facoltà di Arte presso il Black Mountain College, nella Carolina del Nord. Lì rimase insieme alla moglie Anni fino al 1949.Nel 1950 Albers iniziò la serie di opere Omaggio al Quadrato, dipinti a olio su masonite, e nello stesso anno accettò la nomina a Direttore della Facoltà di Design dell’Università di Yale.Nel 1963 la Yale University Press pubblicò il volume Interazione del colore scritto dall’artista, in cui vengono sintetizzati i principi della sua incessante esplorazione della mutabilità e relatività del colore. L’opera è basata sulle sue rinomate lezioni sulle proprietà del colore note come “The Color Course.”Nel 1971 Josef Albers fu il primo artista vivente a cui il Metropolitan Museum of Art di New York dedicò una retrospettiva.www.albersfoundation.orgMilano, agosto 2013INFORMAZIONIJOSEF ALBERS. SUBLIME OPTICSMilano, Fondazione Stelline (Corso Magenta 61)26 settembre 2013 – 6 gennaio 2014Orario di apertura: dalle 10 alle 20 da Martedì a Domenica (chiuso il lunedì) Biglietti: intero € 8; ridotto € 6; studenti € 3. Sito web: www.stelline.it Infoline: +39.02 45462.411 Catalogo in mostra Visite guidate gratuite per adultiOgni Giovedì alle 18.30 (75 min.)Visite guidate per famiglie con bambini dai 6 ai 12 anniOgni Domenica alle 16.30 (75 min.)Speciale Famiglie: ingresso a prezzo speciale € 10 adulto + bambinoVisita guidata gratuita con prenotazione obbligatoria (il costo dell’ingresso è a parte)AD ARTEM 02 6597728 / info@adartem.it / www.adartem.it
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Reggia di Monza > Serrone Villa Reale

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Inaugurazione mostra 9/4/13 - Chiusura mostra 1/6/14 Viale Regina Margherita, Monza

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Reggia di Monza > Serrone Villa RealeDal 4 settembre 2013 al 6 gennaio 2014“E subito riprende il viaggio…”Opere dalle collezioni del MA*GA dopo l’incendioLa mostra, allestita al Serrone della Villa Reale, presenterà 100 opere di artisti italiani attivi tra il secondo dopoguerra e gli anni Settanta, da Achille Funi a Ennio Morlotti, da Lucio Fontana a Fausto Melotti, da Giacomo Manzù a Bruno Munari ad altri.L’iniziativa, seconda tappa di un percorso che ha toccato la Triennale di Milano, si pone l’obiettivo di sostenere l’attività del Museo d’Arte di Gallarate (VA), dopo l’incendio dello scorso 14 febbraio, in attesa della riapertura.Dal 4 settembre 2013 al 6 gennaio 2014, il Serrone della Villa Reale di Monza ospiterà la mostra “E subito riprende il viaggio… Opere dalle collezioni del MA*GA dopo l’incendio”.L’esposizione, curata da Emma Zanella e Giulia Formenti, è la seconda tappa - la prima è in corso alla Triennale di Milano, fino al 25 agosto - di un percorso condiviso e partecipato tra il MA*GA - Museo Arte Gallarate, il Comune di Gallarate, il Comune di Monza, la Fondazione La Triennale di Milano e il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, per consentire all’istituzione museale gallaratese di continuare la propria attività, improvvisamente interrotta dopo l’incendio del 14 febbraio 2013; in questo modo si realizza un’operazione di concreto sostegno istituzionale ed economico a un museo della Regione Lombardia.“E subito riprende il viaggio…” - da un verso della poesia di Giuseppe Ungaretti, Allegria di naufragi - è l’occasione per proporre al pubblico la storia e la costante attività di studio e valorizzazione dell’arte contemporanea del MA*GA, attraverso l’esposizione di opere simbolo della sua collezione permanente.In particolare, alla Villa Reale di Monza 100 opere (dipinti e sculture) approfondiranno le ricerche artistiche che hanno segnato la cultura italiana dal secondo dopoguerra agli anni Settanta, con qualche affondo fino ai giorni nostri, con lavori di Renato Guttuso, Achille Funi, Ennio Morlotti, Enrico Prampolini, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Agostino Bonalumi, Bruno Munari e di quegli artisti che, padri della contemporaneità, con il loro linguaggio hanno testimoniato l’eredità lasciata dalle avanguardie storiche e hanno profeticamente preannunciato la rivoluzione delle neoavanguardie della seconda metà del Novecento.Per la prima volta, verrà inoltre presentato al pubblico un nucleo della Collezione Walter Fontana, un’importante raccolta privata che entra, proprio a partire da questo momento, a far parte delle collezioni del MA*GA in comodato.Monza, luglio 2013E subito riprende il viaggio…Opere dalle collezioni del MA*GA dopo l’incendioReggia di MonzaSerrone della Villa RealeMostra a cura di: Emma Zanella, Giulia FormentiPeriodo: 4 settembre 2013 - 6 gennaio 2014Orari:Dal 4 Settembre al 15 ottobre 2013:Lunedì chiusuradal Martedì alla Domenica dalle ore 10,30 alle ore 19,00 (ultimo ingresso 18,30)Dal 16 ottobre 2013 al 6 gennaio 2014 Lunedì chiusuradal Martedì al Venerdì dalle ore 10,30 alle ore 16,30 (ultimo ingresso 16,00)Sabato e Domenica dalle 10,30 alle ore 18,30 (ultimo ingresso 18,00)Organizzazione a cura di: Vittoria Broggini, Laura Carrù, Alessandro Castiglioni, Lorena GiurannaOpere: Collezione MA*GA dagli anni Cinquanta ai Settanta e Collezione Walter FontanaBiglietteria: € 6,00 ; ingresso gratuito fino a 12 anni d’etàridotto: € 4,00 (over 65 anni, under 18 anni, enti convenzionati).Gruppi (minimo 15 persone): € 4,00Catalogo: guida della collezione del MA*GA - ElectaServizi educativi scuole dell’infanzia, elementari e medie,pubblico adulto e famiglie a cura del Museo MA*GAInfo: tel. 039 39464213 - mostramaga@reggiadimonza.itUfficio stampa CLP Relazioni PubblicheAnna Defrancescotel. 02 36 755 700mob. 349 6107625anna.defrancesco@clponline.it
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in Viale Regina Margherita, Monza

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'HUMAN RIGHTS?'#MIGRANTES - L'IMMIGRAZIONE E L'ACCOGLIENZA

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 1/6/14 Colle di Miravalle - 38068 Rovereto

'HUMAN RIGHTS?'#MIGRANTES - L'IMMIGRAZIONE E L'ACCOGLIENZA

Il 10 dicembre 1948, viene proclamata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: per la prima volta nella storia dell’umanità, era stato prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo. Ognuno di noi, per il solo fatto di essere nato, gode dei diritti sanciti nella Dichiarazione. Ognuno di noi, indipendentemente dal luogo nel quale è nato e vive, gode di questi diritti. Ognuno di noi ha diritti civili, politici, sociali, economici, culturali. Ognuno di noi è uguale agli altri. È sempre così? In HUMAN RIGHTS? gli artisti parlano dei diritti umani. Il titolo semplice e diretto, senza giri di parole, esprime il concetto fondamentale che deve accompagnare l’esistenza di tutti.In questo evento vengono toccati argomenti scomodi, complessi e di denuncia, che vadano a pungolare la coscienza di tutti coloro che, godendo appieno dei propri diritti, non pensano a tutte le persone che vedono i loro calpestati ogni giorno.La logica di HUMAN RIGHTS? si fonda sul concetto fondamentale di arte come forma espressiva universale, comprensibile a tutti indipendentemente dalla lingua e dalla cultura di provenienza, indipendentemente dal genere, dall’argomento trattato e dai linguaggi utilizzati.Come la Campana dei Caduti viene considerata il massimo simbolo storico e morale della più grande tragedia del 20° secolo, Lampedusa è da considerarsi luogo simbolo della guerra nell’era della globalizzazione: la violazione dei diritti umani e il non rispetto della dignità dell’uomo. La Campana che è a Rovereto è il più importante simbolo di pace di una città che si fregia del titolo di “Città della Pace”, una città nata sulle macerie della prima guerra mondiale, una città dilaniata dal conflitto è riuscita a rinascere anche come simbolo di pace duratura. Il concetto di globalizzazione, non deve essere concepito solo da un punto di vista economico, o peggio, economicistico, ma da un punto vista sociale, il termine globalizzazione deve essere riassunto con quello di migrante. Il migrante infatti esprime un concetto internazionale come la stessa Maria Dolens.Il tema centrale del 21 secolo è proprio quello della globalizzazione e quindi quello della migrazione e del migrante.In quest’ottica, HUMAN RIGHTS? #MIGRANTES è il tema centrale di questa edizione speciale, con l’obiettivo di osservare più da vicino i problemi correlati a realtà apparentemente lontane ma che invece fanno parte del nostro quotidiano. Gli artisti offrono ancora una volta un punto di vista creativo sulla denuncia del disagio attraverso le tante forme artistiche e i tanti linguaggi che questo evento ospiterà.migrantes@spaziotempoarte.com www.robertoronca.com www.spaziotempoarte.com Spazio-Tempo Arte Mobile +39 347 62 29 356 +39 348 06 13 364
'HUMAN RIGHTS?'#MIGRANTES - L'IMMIGRAZIONE E L'ACCOGLIENZA dal 9/28/13 al 1/6/14
in Colle di Miravalle - 38068 Rovereto

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12 capolavori dal Museo d’Orsay

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Inaugurazione mostra 9/24/13 - Chiusura mostra 1/5/14 Palazzo Pitti, Firenze

12 capolavori dal Museo d’Orsay

Dal prossimo 24 settembre fino al 5 gennaio 2014 Firenze ospiterà nella Reggia di Palazzo Pitti una preziosarassegna di pittura impressionista.12 capolavori dal Museo d’Orsay saranno esposti nel Salone da Ballo del Quartiere d’Inverno della Galleriad’arte moderna.Lo straordinario evento è frutto di uno scambio fra i due importanti istituti museali francese e italiano.Infatti il Museo d’Orsay, nel segno della reciprocità, ha prestato i 12 capolavori impressionisti a seguitodell’importante contributo della Galleria d’arte moderna che ha reso possibile la realizzazione a Parigi, pressoil Museo de l’Orangerie dal 10 aprile al 22 luglio scorsi, della mostra “I macchiaioli des impressionistesitaliens?”“Si tratta (…) di una mostra selettiva e meditata che, nel prendere le distanze dall’inflazionata usanza di esporreuna “manciata” di quadri impressionisti per garantire agli organizzatori un sicuro successo ovunque nel mondo,si propone di rinnovare per i Fiorentini e per il pubblico internazionale di Palazzo Pitti l’incontro con la pitturaimpressionista entro la cornice dei confronti, delle suggestioni, dei ritmi dei quali solo Palazzo Pitti è depositario”(Cristina Acidini).19 capolavori dei maggiori protagonisti del movimento toscano, oltre al prezioso Album lo Zibaldone diTelemaco Signorini, sono usciti per tre mesi dalla galleria fiorentina, l’istituzione che possiede la più importanteraccolta di opere del movimento macchiaiolo. Così la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti ha voluto dare ilproprio sostanziale contributo a questo scambio culturale che mette in luce sincronicità del sentire e analogie diricerca fra artisti francesi e italiani nella seconda metà dell’Ottocento.Due Degas, due Monet, due Cézanne, due Renoir, due Pissarro, un Fantin Latour oltre ad un’ operadi Paul Guigou in mostra potrebbero suggerire ulteriori strade di studio e ricerca tese a mettere in luce alcunepossibili contaminazioni tra le due culture francese e toscana, che possono aver costituito un punto di riferimentoessenziale anche per le esperienze del nostro Novecento.Le opere provenienti dal Museo d’ Orsay troveranno ad accoglierle in mostra due Pissarro Il taglio della siepee l’Approssimarsi della bufera, oltre ad un piccolo olio di Alphonse Maureau Sulle rive della Senna, che facevanoparte della collezione di Diego Martelli - critico d’arte molto vicino ai pittori macchiaioli nonché uno dei primisostenitori in Italia dell’impressionismo - e furono da lui legati al museo con atto testamentario del 1894.Martelli aveva del resto sempre sperato, e lo aveva scritto più volte, di unire queste sue opere ad alcune tele diFattori, di Gioli e di altri esponenti del movimento macchiaiolo per dimostrare, attraverso un confronto diretto trale opere, le somiglianze tra i due linguaggi.La mostra non intende dare una lettura critica né trovare corrispondenze tra i diversi modi di intendere il vero ma,semplicemente, esporre queste opere impressioniste e di altri esponenti di punta dell’ Ottocento francese comeuna rara occasione per riflettere sul pensiero culturale e filosofico che aveva portato a risultati così moderni giàverso il settimo decennio dell’Ottocento.
12 capolavori dal Museo d’Orsay dal 9/24/13 al 1/5/14
in Palazzo Pitti, Firenze

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BANCA SISTEMA OSPITA UNA PERSONALE DI SOFIA CACCIAPAGLIA

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Inaugurazione mostra 5/10/13 - Chiusura mostra 12/31/13 Corso Monforte 20, Milano

BANCA SISTEMA OSPITA UNA PERSONALE DI SOFIA CACCIAPAGLIA

Forme essenziali e sinuose, linee morbide, figure sospese che si intrecciano e vivono le une sulle altre, caratterizzate da tinte tenui, chiare, luminose: questi i principali segni distintivi delle tele di Sofia Cacciapaglia, giovane talento emergente dell’arte contemporanea italiana che Banca Sistema ha scelto di promuovere all’interno del progetto no-profit Banca SISTEMA ARTE. Da ottobre a dicembre 2013 Banca Sistema ospita nella propria sede di Milano - in Corso Monforte 20 - alcuni tra i più rappresentativi dipinti dell’artista con l’intento di promuoverne la visibilità e sostenerne il lavoro. La Personale, che sarà inaugurata giovedì 3 ottobre, è costituita da opere di grandi dimensioni, tutte Olio su Tela, realizzate dal 2008 al 2013, espressione di un lavoro creativo che la pittrice stessa definisce come ricerca di una personale “sacralità” attraverso l’arte. Nata nel 1983, Sofia Cacciapaglia si è laureata in Pittura presso l’Accademia di Brera. Numerose le Personali e le Collettive che l’hanno già vista protagonista in Italia e all’estero: ha esposto infatti al Superstudio a New York, presso il Museo della Permanente a Milano, alla Biennale di Venezia, nella Galleria Riccardo Crespi a Milano e con Alessandra Bonomo, solo per citarne alcune. Il catalogo della mostra è disponibile sul sito web di Banca SISTEMA ARTE: www.bancasistemarte.it. L’ iniziativa si inserisce all’interno del progetto no-profit Banca SISTEMA ARTE, dedicato alla promozione e al sostegno del patrimonio creativo dei giovani artisti italiani. La promozione del talento italiano nell’arte è infatti in piena sintonia con la mission propria della Banca che, supportando le aziende nella gestione delle relazioni con i debitori pubblici, contribuisce a migliorare l’efficienza del sistema-Paese. Sabato 5 ottobre 2013, inoltre, Banca Sistema aderisce alla Nona edizione della “Giornata del Contemporaneo”, evento nazionale dedicato all’arte contemporanea organizzata da AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), aprendo le porte della propria sede al pubblico: un’occasione per favorire la visita alla mostra e offrire il proprio contributo all’avvicinamento tra il grande pubblico e il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea. Per approfondimenti sull’artista Sofia Cacciapaglia è possibile anche visitare la pagina web:- www.sofiacacciapaglia.com Per approfondimenti sulle iniziative di Banca Sistema in occasione della IX Giornata del Contemporaneo:- www.bancasistemarte.it/amaciPer Info: newsroom@bancasistema.it
BANCA SISTEMA OSPITA UNA PERSONALE DI SOFIA CACCIAPAGLIA dal 5/10/13 al 12/31/13
in Corso Monforte 20, Milano

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Storia di una collezione e di un collezionismo in Valle d’Aosta

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Inaugurazione mostra 10/26/12 - Chiusura mostra 12/31/13 CASTELLO GAMBA, Località Cret de Breil, 11024 Châtillon (Valle d’Aosta)

Storia di una collezione e di un collezionismo in Valle d’Aosta

Il Castello Gamba apre al suo pubblico la collezione di arte moderna e contemporanea della Regione autonoma Valle d'Aosta. La collezione è stata costituita nell’arco di sessanta anni attraverso acquisizioni, donazioni e lasciti, premi e presenta la coesistenza di due filoni principali: la rappresentazione del paesaggio alpino e della gente della Valle (con opere che vanno da Turner e Juillerat a Ashton, Delleani, Bazzaro) e la partecipazione alla cultura artistica internazionale del ‘900 come segno di appartenenza alla comunità italiana ed europea. Alle opere d’arte appositamente realizzate per la Regione autonoma Valle d’Aosta si affianca così un percorso espositivo dedicato all’arte italiana del Novecento. Al Castello Gamba sono presenti i principali movimenti artistici del XX secolo: dai grandi maestri novecenteschi della pittura e della scultura, quali De Pisis, Casorati, Martini, Mastroianni e Arnaldo e Giò Pomodoro, alle correnti che dagli anni ’60 ad oggi hanno influenzato il mondo dell’arte, Pop art, la Transavanguardia, l’Astrattismo e l’Informale, la Poesia Visiva.Orari: ottobre-marzo 9.30-13.00 / 14.00-17.30, chiuso mercoledì, 1° gennaio e 25 dicembre; aprile-settembre 10.00-18.00 Info: www.castellogamba.vda.it
Storia di una collezione e di un collezionismo in Valle d’Aosta dal 10/26/12 al 12/31/13
in CASTELLO GAMBA, Località Cret de Breil, 11024 Châtillon (Valle d’Aosta)

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Castello Gamba

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Inaugurazione mostra 10/26/12 - Chiusura mostra 12/31/13 CASTELLO GAMBA, Località Cret de Breil, 11024 Châtillon (Valle d’Aosta)

Castello Gamba

Il Castello Gamba, una nuova realtà museale dedicata all’arte moderna e contemporanea, con caratteri assolutamente peculiari, in quanto dimora storica, castello e allestimento espositivo permanente che si inserisce all’interno del sistema di valorizzazione e fruizione pubblica dei beni culturali presenti sul territorio valdostano. Esso con il suo parco di oltre 50.000 metri quadrati è uno dei tre monumenti architettonici presenti nel territorio del Comune di Châtillon insieme al castello di Ussel e quello di Passerin d’Entrèves. Il restauro architettonico del Castello, realizzato tra 2002 e 2005, ha conservato e valorizzato l’originale uso abitativo potenziando il rapporto con l’esterno sia per la contemplazione del paesaggio alpino circostante sia per l’utilizzo del futuro spazio espositivo all’aperto nel parco. Il parco di circa 7.000 metri quadrati ospita alcuni alberi monumentali: la sequoia ai piedi del castello, e il cipresso calvo lungo la recinzione. L’edificio è composto da due piani parzialmente interrati - destinati all’ingresso e all’accoglienza dei visitatori oltre che a locali tecnici - e da tre fuori terra ai quali si accede mediante l’ampio scalone e l’ascensore. Le 13 sale espositive sono situate al piano terreno e al primo piano in uno spazio complessivo di 600 metri quadrati e accolgono dipinti e sculture – in media una decina di opere, corredate da materiale informativo, per ciascun ambiente - secondo uno sviluppo sia cronologico che tematico. Nel salone centrale del piano terreno sono allestite le sculture di grande formato mentre il secondo piano ospita il deposito di conservazione delle opere – uno spazio di 150 metri quadrati, visitabile su appuntamento - un’aula di consultazione attrezzata, gli spazi per le mostre temporanee e gli uffici. Il notevole sviluppo in altezza della ex cappella al centro del secondo piano ha consentito l’inserimento di un soppalco per aumentare la superficie espositiva e il collegamento con una scala allo spazio dell’altana panoramica del terzo piano.Il Castello Gamba, con le numerose visite guidate e i laboratori per adulti e bambini, si propone al pubblico come un luogo da conoscere, da vivere e da frequentare dove tutti possono partecipare in modo creativo ed emozionante. Orari: ottobre-marzo 9.30-13.00 / 14.00-17.30, chiuso mercoledì, 1° gennaio e 25 dicembre; aprile-settembre 10.00-18.00 Info: www.castellogamba.vda.it
Castello Gamba dal 10/26/12 al 12/31/13
in CASTELLO GAMBA, Località Cret de Breil, 11024 Châtillon (Valle d’Aosta)

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Fellinianno 2013

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Inaugurazione mostra 1/1/13 - Chiusura mostra 12/31/13 Via Gambalunga 27, 47900 Rimini

Fellinianno 2013

Rimini- Tutto il 2013 - Concerti, incontri, conversazioni, mostre, film, perfomance, balletti dedicati al regista Federico Fellini.
Fellinianno 2013 dal 1/1/13 al 12/31/13
in Via Gambalunga 27, 47900 Rimini

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Rudolf Stingel

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Inaugurazione mostra 7/4/13 - Chiusura mostra 12/31/13 Campo San Samuele 3231 30134, Venezia (VE)

Rudolf Stingel

A Venezia, apre la prima grande mostra europea di Rudolf Stingel, nonchè sua prima personale nella città lagunare. Egli, infatti, ha esposto più volte sia a Palazzo Grassi che a Punta della Dogana, ma è stato anche invitato per la Biennale del 2003. Negli spazi di Palazzo Grassi, ora, troviamo una trentina di sue opere, nonchè un'enorme installazione, rappresentata da un tappeto che si estende per tutta la superficie della sede espositiva, comprese le pareti. Il tappeto non è un elemento nuovo nelle esposizioni di Stingel, ma qui presenta più di un significato. Innanzitutto, è un modo per indagare il rapporto fra opera e museo, che qui, attraverso questo elemento d'arredo, diventa opera esso stesso, andando oltre la bidimensionalità dei quadri presenti in mostra e rendendo lo spazio unico, senza suddivisioni fra piani. Inoltre, se in altri casi il tappeto era stato usato per creare un contrasto con ciò che vi si trovava intorno, qui diventa quasi una continuazione degli ambienti veneziani e qualcosa che rende la mostra perfettamente integrata nell'atmosfera e nell'ambiente della laguna. Ma il richiamo non si limita a Venezia, poichè esso è un preciso rimando allo studio di Sigmund Freud, anch'esso ricoperto di tappeti in stile orientale: non è un caso, poichè in uno spazio allestito in questo modo e circondati dal silenzio, non si può far altro che essere portati verso la meditazione e l'introspezione. Fra i quadri che si snodano nel Palazzo, ce ne sono sia di astratti che figurativi, simbolo della dialettica che si viene a creare fra le due nella poetica dell'artista. Fra i quadri figurativi è da citare quello che rappresenta Franz West, amico dell'artista e ulteriore rimando alla loro comune cultura mitteleuropea e, quindi, di nuovo a Freud, che sembra però aleggiare anche all'interno di tutti quei quadri astratti che potrebbero essere visti come una traduzione in arte del subconscio di chi l'ha prodotti. La mostra è aperta tutti i giorni (tranne il martedì e il 25 dicembre) dalle 10 alle 19, ma la biglietteria chiude alle 18.
Rudolf Stingel dal 7/4/13 al 12/31/13
in Campo San Samuele 3231 30134, Venezia (VE)

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"LABORATORIO DI DISEGNO NATURALISTICO"

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Inaugurazione mostra 1/1/13 - Chiusura mostra 12/31/13 Viale Raimondi, 54, Minoprio

Il parco offre naturalmente la possibilità di raccogliere il materiale vegetale necessario per la realizzazione del lavoro: foglie, petali di fiori, rametti, bacche. Gli studenti ricevono prima una breve infarinatura teorica: introduzione all'illustrazione botanica, dettagli tecnici sull'uso degli strumenti e cenni di filosofia di disegno naturalistico. Possono poi dedicarsi all’applicazione pratica. Sono aiutati a individuare i modelli e a realizzare disegni a matita. €: € 10,00 (percorsi didattici per le scuole con accoglienza, guida e materiale didattico)
"LABORATORIO DI DISEGNO NATURALISTICO" dal 1/1/13 al 12/31/13
in Viale Raimondi, 54, Minoprio

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"ALLA SCOPERTA DEI CINQUE SENSI"

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Inaugurazione mostra 1/1/13 - Chiusura mostra 12/31/13 Viale Raimondi, 54 Minoprio

Immagini, colori, odori, suoni e sensazioni tattili: scoprire la ricchezza e la varietà di esperienze sensoriali offerte dagli elementi naturali presenti nel Parco. All’interno del parco botanico e delle serre di collezione, i cinque sensi sono gli “strumenti” che i giovani visitatori sono sollecitati a utilizzare in 5 diverse tappe: -il tatto: per toccare diversi materiali naturali e avvertire sensazioni diverse; -l’olfatto: per sentire i profumi delle piante aromatiche; -l’udito: per ascoltare i suoni della natura e dei diversi strumenti appositamente realizzati per indurre all'ascolto; -il gusto: per scoprire i diversi sapori assaggiando diversi prodotti; -la vista: per cercare diverse sagome nel parco o nelle serre, individuando forme e colori.€: € 7,00 -€ 8,00 aggiungendo il laboratorio di rinvaso (percorsi didattici per le scuole con accoglienza, guida e materiale didattico)
"ALLA SCOPERTA DEI CINQUE SENSI" dal 1/1/13 al 12/31/13
in Viale Raimondi, 54 Minoprio

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"CINQUE SECOLI DI GIOIELLERIA IN OCCIDENTE"

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Inaugurazione mostra 1/1/13 - Chiusura mostra 12/31/13 Via Vitani, 26, Como

Mostra Permanente dell'evoluzione storica del gioiello dal XVII° secolo ai giorni nostri.
"CINQUE SECOLI DI GIOIELLERIA IN OCCIDENTE" dal 1/1/13 al 12/31/13
in Via Vitani, 26, Como

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"IL PARCO E LE SERRE DI COLLEZIONE (Giardino Mediterraneo e Serra Tropicale)"

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Inaugurazione mostra 1/1/13 - Chiusura mostra 12/31/13 Viale Raimondi, 54 Minoprio

Il Parco Botanico di Minoprio si estende su un'area di sette ettari dove sono raccolte oltre trecento essenze arboree principali e circa 1.600 arbusti e alberi minori. Vi si trovano collezioni di azalee, rododendri, camelie, erbacee perenni, aceri giapponesi, alberi da alberatura e da siepe, conifere nane, iris, rose e ortensie. Il percorso si conclude con un laboratorio di semina e rinvaso di floricole e/o orticole.
"IL PARCO E LE SERRE DI COLLEZIONE (Giardino Mediterraneo e Serra Tropicale)" dal 1/1/13 al 12/31/13
in Viale Raimondi, 54 Minoprio

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"VINTAGE: GLAMOUR DA INDOSSARE"

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Inaugurazione mostra 1/1/13 - Chiusura mostra 12/31/13 Via Vitani, 32 Como

Mostra Permanente di abiti d’epoca dalla fine del 1800 al 1970. Location
"VINTAGE: GLAMOUR DA INDOSSARE" dal 1/1/13 al 12/31/13
in Via Vitani, 32 Como

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"RISERVA NATURALE REGIONALE "LAGO DI PIANO""

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Inaugurazione mostra 1/1/13 - Chiusura mostra 12/31/13 Casa della Riserva -Via Statale, 117 Carlazzo

Proiezione film, escursione con riconoscimento animali, piante, tracce e altro; visita all'Osservatorio Naturalistico; possibilità visita guidata -A cura Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio e della Riserva Naturale Regionale "Lago di Piano".
"RISERVA NATURALE REGIONALE "LAGO DI PIANO"" dal 1/1/13 al 12/31/13
in Casa della Riserva -Via Statale, 117 Carlazzo

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"I BALOCCHI DEL CUORE"

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Inaugurazione mostra 1/1/13 - Chiusura mostra 12/31/13 Via Vitani, 32 Como

Mostra Permanente del giocattolo antico.
"I BALOCCHI DEL CUORE" dal 1/1/13 al 12/31/13
in Via Vitani, 32 Como

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Apertura del gabinetto disegni e stampe GAM

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Inaugurazione mostra 3/7/13 - Chiusura mostra 12/31/13 GAM, Via Magenta 31, Torino

Apertura del gabinetto disegni e stampe GAM

La GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino apre al pubblico, nell'anno in cui la collezione civica compie 150 anni dalla sua istituzione, il nuovo Gabinetto Disegni e Stampe. Si tratta di uno spazio destinato alla conservazione, deposito e consultazione dell'ampia raccolta grafica del Museo, realizzato grazie al sostegno della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino.Modellato sull'esempio dei Gabinetti dei principali musei, questo ambiente consente di conservare in condizioni ottimali le raccolte e di accogliere il pubblico interessato a ricevere informazioni, condurre ricerche e consultare gli originali conservati. La struttura rappresenta un traguardo importante, capace di rispondere alla domanda crescente di accesso al patrimonio grafico conservato nel Museo.Il gabinetto, con oltre trentanovemila esemplari tra fogli sciolti e album, rappresenta una delle più importanti raccolte pubbliche italiane su carta, otto e novecentesca, integralmente inventariata e informatizzata grazie a un impegnativo lavoro di schedatura avviato nel 2000.L'arco cronologico dei materiali presenti si estende dagli ultimi decenni del Settecento fino a tutto il Novecento e annovera artisti italiani di primo piano - tra i quali Pietro Giacomo Palmieri, Giuseppe Bagetti, Felice Giani, Antonio Fontanesi, Domenico Morelli, Alberto Pasini, Giovanni Fattori, e ancora Leonardo Bistolfi, Felice Casorati, Filippo De Pisis, Giorgio Morandi, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Fausto Melotti e così via - insieme ad alcune presenze straniere, da Bouchot, Delaroche e Boudin sino a Rauschenberg e Warhol.Oltre a fogli di grande bellezza, come nel caso dei grandi paesaggi acquerellati di Giovanni Battista De Gubernatis, vi sono documenti esemplari per la storia dell'arte italiana, come il primo studio per La città che sale di Umberto Boccioni o la serie delle Compenetrazioni iridescenti di Giacomo Balla. Tra le opere più antiche conservate vi è il dagherrotipo di Enrico Jest, vero e proprio incunabolo per la storia della fotografia in Italia.Modellato sull'esempio dei Gabinetti dei principali musei, questo ambiente consente di conservare in condizioni ottimali le raccolte e di accogliere il pubblico interessato a ricevere informazioni, condurre ricerche e consultare gli originali conservati. La struttura rappresenta un traguardo importante, capace di rispondere alla domanda crescente di accesso al patrimonio grafico conservato nel Museo.INFO: Centralino tel. 011 4429518 - Segreteria tel. 011 4429595 e-mail gam@fondazionetorinomusei.it
Apertura del gabinetto disegni e stampe GAM dal 3/7/13 al 12/31/13
in GAM, Via Magenta 31, Torino

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“Mario Lattes è qui”Mostra permanente alla Fondazione Bottari Lattes

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Inaugurazione mostra 2/19/13 - Chiusura mostra 12/31/13 Via Marconi 16, Monforte d’Alba (CN)

“Mario Lattes è qui”Mostra permanente
alla Fondazione Bottari Lattes

«Il pennello di Lattes segue gli impulsi, le emozioni, gli abbandoni di una irrimediabile inquietudine». Così Vittorio Sgarbi nel 1988 ha descritto i lavori di Mario Lattes, pittore ma anche scrittore, editore e ideatore di iniziative culturali, scomparso nel 2001. Ora alcune delle opere più rappresentative della pittura e della poetica di questo eclettico artista sono in esposizione permanente alla Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba (Cn), nata nel 2009 proprio per ricordarlo e promuovere cultura e arte sulla scia della sua multiforme attività.L’ingresso alla mostra è gratuito secondo il seguente orario: da lunedì a venerdì 14,30-17; sabato e domenica su prenotazione (0173.789282).Una selezione di una cinquantina di opere di Mario Lattes, alcune raramente esposte, ripercorre un’avventura artistica poliedrica che abbraccia mezzo secolo di attività pittorica, dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, e documenta i diversi modi espressivi e i numerosi interessi del pittore. Artista raffinato, capace di dare vita a immagini oniriche, Mario Lattes ha sperimentato tecniche e linguaggi eterogenei, con i quali ha espresso il dolore dell'esistenza e la propria rivendicazione di libertà da ogni pregiudizio. La sua opera racchiude momenti d'ispirazione ora astratta ora espressionista, ora visionaria, per approdare a suggestioni visive, senza mai essere imprigionata in categorie o movimenti. Dagli oli su tela o su carta, alla grafica, fino agli acquerelli, tempera e tecniche miste, la produzione pittorica di Lattes si distingue anche per i temi affrontati: le contraddizioni della vita, il dolore e le difficoltà nella quotidianità, le memorie e la consapevolezza della propria frammentata identità, la ribellione alle idee preconfezionate, alla volgarità delle mode. Tanto che, il critico d’arte Marco Vallora commentava nel 2008: Lattes è sempre là dove non te lo attendi, anche tecnicamente.L’esposizione è arricchita da un video (7 min. 22 sec.) dedicato all’attività artistica di Mario Lattes, realizzato da Cristiano C. Ferreira, con testo del professore Valter Boggione. A breve sarà disponibile sul sito della Fondazione Bottari Lattes.
“Mario Lattes è qui”Mostra permanente alla Fondazione Bottari Lattes dal 2/19/13 al 12/31/13
in Via Marconi 16, Monforte d’Alba (CN)

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CONCORSO DI PITTURA "TROFEO G.B.MORONI" 10^ EDIZIONE

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Inaugurazione mostra 9/5/13 - Chiusura mostra 12/30/13 via Moroni 124 - 24122 Bergamo

CONCORSO DI PITTURA

A.C.A.F. Associazione Culturale Arti Figurative Artemisia Gallery -PRESENTA LA DECIMA EDIZIONE DEL CONCORSO INTERNAZIONALE DI PITTURA “TROFEO G.B.MORONI”“LUCI E OMBRE”TROFEO G.B. MORONIIl concorso prende il nome dalla via dove è situata la sede dell’Associazione ed è in onore del noto pittore Bergamasco G.B.Moroni conosciuto ed apprezzato in diverse pinacoteche europee:Il concorso è aperto agli artisti italiani ed esteri senza limiti di età con le seguenti categorieOLIO, ACRILICO ,ACQUERELLO, GRAFICA, DIGITAL ART, TUTTE LE CATEGORIE CONCORRONO PER IL PRIMO, SECONDO E TERZO PREMIOLa decima edizione pone come premio per i primi tre vincitori:1° premio una mostra personale gratuita della durata di 10 giorni 2° e 3° premio una mostra gratuita in collettiva della durata di 10 giorniAi 17 finalisti viene riconosciuta una targa Menzione d’OnoreA tutti i partecipanti diploma di partecipazione e l’inserimento della fotografia del lavoro presentato nel catalogo del concorso.La data di inizio 5 settembre . la data del termine presentazione opere 30 dicembre –Mostra gratuita esposizione dei 20 finalisti dal 12 al 25 gennaio 2014Premiazione sabato 26 gennaio 2014Per il bando vedere nel sito www.galleryartemisia.com alla voce Concorso 2013 o scrivere Galleria.artemisia.bg@gmail.com – mariagraziafr@gmail.com – enricapasqua1@gmail.com O tel. 035241481 ore pomeridiane - cell 3895563828O passare direttamente in sede dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 13,00 – per il pomeriggio telefonare Sabato 9,30-12,00/15,00-19,00 In occasione del concorso se gli artisti lo desiderano possono associarsi - Il Presidente Maria Grazia Frassetto
CONCORSO DI PITTURA "TROFEO G.B.MORONI" 10^ EDIZIONE dal 9/5/13 al 12/30/13
in via Moroni 124 - 24122 Bergamo

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IN ARRIVO LA PRIMA EDIZIONE DI BIENNALE MILANO ORGANIZZATA DA PROMOTER ARTE

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Inaugurazione mostra 1/1/13 - Chiusura mostra 12/30/13 via alessi 11 Milano

IN ARRIVO LA PRIMA EDIZIONE DI BIENNALE MILANO ORGANIZZATA DA PROMOTER ARTE

IN ARRIVO LA PRIMA EDIZIONE DI BIENNALE MILANO ORGANIZZATA DA PROMOTER ARTE In esclusiva le anticipazione della nuova Biennale Internazionale dell'Arte Contemporanea. Da oggi possiamo finalmente annunciare l'arrivo della Prima Edizione di Biennale Milano, l'innovativa esposizione d'arte internazionale organizzata da Promoter Arte, società che si occupa di mostre, editoria e comunicazione. L'evento si terrà a Settembre 2013 e raccoglierà straordinarie mostre personali di artisti provenienti da tutta Europa e oltre. Vedrà inoltre la partecipazione di grandi curatori, critici e studiosi d'arte specializzati, di fama nazionale e internazionale, che arricchiranno il prestigioso contesto della manifestazione. Biennale Milano è il nuovo modo di concepire le esposizioni artistiche, andando oltre la semplice mostra. È un luogo di incontro e di confronto, fondato sul principio della valorizzazione dell'artista e delle sue opere, dando modo all'autore di esprimere e trasmettere le proprie emozioni, la propria unicità, la propria creatività e originalità. Si propone di dare un nuovo volto e un nuovo spazio all'arte, riunendo tutte le sue forme, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla video arte, in una singolare esposizione.
IN ARRIVO LA PRIMA EDIZIONE DI BIENNALE MILANO ORGANIZZATA DA PROMOTER ARTE dal 1/1/13 al 12/30/13
in via alessi 11 Milano

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Riscatti - foto dal carcere di Bollate

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Inaugurazione mostra 4/12/13 - Chiusura mostra 12/21/13 via Pastrengo 15 Milano

Riscatti - foto dal carcere di Bollate

Fotografie dal carcere di Bollate. Non il reportage di una agenzia esterna ma scatti e ri-scatti dei detenuti stessi in libertà creativa. Fotografie caratterizzate da una determinazione estetica che ha pochi riscontri formali con quelle prese in altri ambiti coatti quali un collegio o una caserma. Perché un detenuto è consapevole, responsabile, sa il perché e dove si ritrova, sa discriminare. E se maneggia una macchina fotografica sa decidere quali soggetti ritrarre, cosa cavarne. Perché in carcere ha sviluppato antenne e sensibilità particolari, da conoscitore di uomini e di situazioni. Le scene che riprende sono prive di retorica, vere, scattate per estro, senza autocompiangersi, senza proposito di sensibilizzare alcuno sulla propria condizione. Si tratta di giovani, in maggioranza stranieri, che si ritraggono l’un l’altro attratti dai gesti e dalle espressioni dei compagni in cui vedono riflessa, come in uno specchio, la loro stessa voglia di vivere. Sono autoritratti reciproci, partecipi, che fissano momenti quotidiani, ora malinconici, ora giocosi, da cui mai si ricava l’impressione che si tratti di esercizi vani, solipsistici. Si capisce che il loro orizzonte è oltre la realtà contingente delle quattro mura. E anche quelle pose che a prima vista siamo tentati di classificare come narcisistiche sono invece simbolo di una umanità esuberante e repressa. E in ciò, in questa universalità non narrativa, risiede la qualità estetica delle loro fotografie. I temi più ricorrenti, oltre al ritratto, sono la palestra, l’esibizionismo discreto, la struttura vista da angolature ricercate. Non mancano struggenti nature morte colte col teleobiettivo, a conferma che l’intento non è di denuncia. Ma non è nemmeno musica d’angeli. Avanzato quanto si vuole, il carcere di Bollate rimane luogo di reclusione. E l’immagine della coppia di cavalli lucenti, sullo sfondo delle mura grigie, con le code mosse dalla corsa, è commovente e dichiara tutto il rimpianto dell’autore per la perdita della vita piena. Dato di fatto che suscita pensamenti, rimuginazioni. Soprattutto in chi ha scoperto in carcere, grazie anche alla dedizione volontaria di ammirevoli animatori esterni, di possedere delle abilità impensate. Sugli autori: Gli autori delle fotografie sono persone detenute, alcune delle quali sono ritratte nelle foto in mostra. Sono per la maggior parte giovani, alcuni italiani ma molti di loro provenienti da diversi parti del mondo, dal Nord Africa, dall’Est Europa, dal Sud America.Tutti loro hanno avuto l’opportunità di fotografare e imparare a fotografare seguendo gli Incontri di fotografia tenuti – tra il 2009 e il 2013 – da Rodolfo Tradardi e Mariagrazia Pumo che prestano la loro attività come volontari dell’Associazione Centro Coscienza presso il Carcere di Bollate. Tali incontri si collocano tra le diverse attività offerte nell’ambito di un progetto educativo ideato e gestito – in accordo con la Direzione dell’istituto penitenziario – dalla Cooperativa Articolo3 all’interno del cosiddetto Reparto a Trattamento Avanzato (4° reparto). Il Carcere di Bollate è da sempre impegnato ad offrire alle persone detenute opportunità per rendere costruttivo il tempo della detenzione, affinché la pena non sia solo un ulteriore momento di esclusione ma anche un’esperienza evolutiva, per un possibile futuro migliore. Per fare ciò non si può prescindere dall’apporto della società civile e dallo scambio con il mondo esterno.
Riscatti - foto dal carcere di Bollate dal 4/12/13 al 12/21/13
in via Pastrengo 15 Milano

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ENRICO BAJ

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Inaugurazione mostra 9/25/13 - Chiusura mostra 12/20/13 Via Vigevano 9, Milano

ENRICO BAJ

DAL 25 SETTEMBRE AL 20 DICEMBRE 2013ALLA FONDAZIONE ARNALDO POMODORO DI MILANOLA MOSTRAENRICO BAJBambini, ultracorpi & altre storieDal 25 settembre al 20 dicembre 2013, la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano celebra Enrico Baj (Milano 1924 – Vergiate 2003), a dieci anni dalla sua scomparsa, con una mostra la cui attenzione è rivolta agli anni ’50, in cui Baj, fervido protagonista dell’avanguardia europea del dopoguerra, è l’epicentro di un vortice di iniziative che saldano alcuni momenti cruciali delle ricerche internazionali d’allora, riprendendo ed evolvendo la matrice storica dada e surrealista.L’esposizione, curata da Flaminio Gualdoni, realizzata in stretta collaborazione con Roberta Cerini Baj e l’Archivio Enrico Baj, presenta un gruppo di opere fondamentali dell’artista milanese degli anni Cinquanta e una serie di rari documenti, manifesti, riviste, fotografie che restituiscono il clima di scambi culturali, amicizie, polemiche, tipico del periodo in cui Milano si afferma come centro autorevolissimo dell’avanguardia internazionale, in uno dei suoi momenti culturalmente più vividi.Fondatore nel 1951 con Sergio Dangelo del Movimento Nucleare - di cui verranno proposti Bum-Manifesto Nucleare del 1952, replicato dall’artista nel 1997 e molti documenti originali, a cominciare dal Manifeste de la peinture nucléaire del 1952 - Baj stringe amicizia con personaggi come Asger Jorn, Édouard Jaguer, E.L.T. Mesens, Raoul Hausmann, dando vita al Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste e nel 1955 alla rivista “Il Gesto”, in stretto dialogo con pubblicazioni d’avanguardia come la francese “Phases”, l’argentina “Boa”, la belga “Edda”, l’italiana “L’Esperienza Moderna”. Nel 1958 Baj sarà l’anima artistica di un’altra importante rivista d’avanguardia, “Direzioni”, fondata con Fabrizio Mondadori.Nel 1957 la pubblicazione del manifesto Contro lo stile, promosso da Baj e Dangelo, indica la volontà impellente della giovane generazione europea di uscire dalle retoriche dell’informale: tra i firmatari figurano Yves Klein, Piero Manzoni, Arnaldo e Gio’ Pomodoro.Accompagna la mostra il secondo numero dei “Quaderni della Fondazione Arnaldo Pomodoro”, che riproduce le opere e i documenti esposti, introdotto da saggi critici di Flaminio Gualdoni e di Angela Sanna, studiosa dell’artista.Milano, luglio 2013ENRICO BAJBambini, ultracorpi & altre storieMilano, Fondazione Arnaldo Pomodoro (via Vigevano 9)25 settembre - 20 dicembre 2013Orari: dal mercoledì al venerdì, dalle 16 alle 19Ingresso libero, previo accredito.Le richieste dovranno essere inviate via mail, all’indirizzo info@fondazionearnaldopomodoro.itInformazioni: tel. 02.89075394e-mail info@fondazionearnaldopomodoro.ithttp://www.fondazionearnaldopomodoro.it/Fondazione Arnaldo PomodoroVicolo Lavandai 2/a – 20144 Milano (ingresso da Via Vigevano 9)tel (+39) 02/89.07.53.94fax (+39) 02/89.07.52.61e-mail info@fondazionearnaldopomodoro.itwww.fondazionearnaldopomodoro.itUfficio stampaCLP Relazioni PubblicheAnna Defrancesco, tel. 02 36 755 700anna.defrancesco@clponline.it; www.clponline.itComunicato stampa e immagini su www.clponline.it
ENRICO BAJ dal 9/25/13 al 12/20/13
in Via Vigevano 9, Milano

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SAM DURANT - DATABASE II Edizione

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Inaugurazione mostra 4/20/13 - Chiusura mostra 12/14/13 Via Canal del Rio – 54033 Carrara


SAM DURANT - DATABASE II Edizione

DATABASE II Edizione20 aprile / 14 dicembre 2013Città di CarraraMuseo Civico del Marmo, Centro Arti Plastiche, Site-Specific LocationsSAM DURANTPropaganda of the deed.I protagonisti dell’azione anarchicaCentro Arti Plastiche, Carrara19 ottobre – 25 novembre 2013A cura di Federica FortiIl Comune di Carrara e l’Associazione culturale Ars Gratia Artis presentano, presso il Centro ArtiPlastiche di Carrara, dal 19 ottobre al 25 novembre, Propaganda of the deed. I protagonistiSi tratta della mostra personale dell’artista statunitense Sam Durant, prodotta da FrancoSoffiantino. L’evento, curato da Federica Forti, rientra nel programma espositivo della secondaedizione di DATABASE, progetto di ampio respiro che raccoglie in sé mostre ed attività culturali.DATABASE è ideato e realizzato da Ars Gratia Artis in collaborazione con il Comune di Carrara. Lamostra presenta il progetto “Propaganda of the deed”, frutto del fascino che la città di Carraraha esercitato sull’artista Sam Durant, dopo la sua partecipazione alla XIV Biennale di Sculturadi Carrara. In questa occasione Durant ha infatti avuto modo di approfondire la conoscenza deilaboratori artigiani, delle segherie e della storia di questa città in cui l’estrazione del marmo èlegata in modo imprescindibile alla storia del movimento anarchico a cavallo tra XIX e XX secolo.E’ proprio qui infatti che hanno avuto i natali importanti esponenti del movimento nazionale edinternazionale, uno fra tutti, Gino Lucetti, noto per il fallito attentato a Mussolini, a cui furonodedicati il “battaglione Lucetti” ed una piazza nel centro di Carrara. Anche Renzo Novatore (diArcola), poeta futurista, ed esponente di punta della frangia individualista del movimento nellaorganizzato da in collaborazione conDATABASE II Edizione20 aprile / 14 dicembre 2013Città di CarraraMuseo Civico del Marmo, Centro Arti Plastiche, Site-Specific LocationsSono loro, assieme ad altri importanti personalità quali Errico Malatesta, Carlo Cafiero, FrancescoSaverio Merlino, Marie Louise Berneri (le donne hanno giocato ruoli chiave nella storia delmovimento), i protagonisti del lavoro di Durant che, dopo essere stato esposto tra le altre sedi alMACRO di Roma (mostra “La stessa storia” a cura di Bartolomeo Pietromarchi), torna a CarraraUna storia dell’azione (Propaganda dell’azione è il titolo tradotto) raccontata da Durant coni ritratti a busto e la replica delle casse per contenere la dinamite, tutte opere in marmo cherendono monumentale, storicizzano e fermano nel tempo una storia senza fine, quella di unideale che promuove azioni in nome della libertà. Volutamente non finiti questi busti ci ricordanol’utopia del pensiero anarchico, ma anche l’incredibile attualità di un pensiero che oggi più chemai sembra offrire spunti. Fa parte del percorso espositivo un focus sul movimento carrareseche comprende la proiezione del film documentario “Non son l’uno per cento” (2006) del registaIl progetto curatoriale di Federica Forti per la prima volta rilegge le vite ed i pensieri dei personaggiritratti contestualizzando la produzione di Sam Durant nell’attualità dell’utilizzo del marmo in artecontemporanea. Concordemente al volere dell’artista, vengono ricordati nelle didascalie delleopere tutti gli artigiani e lo staff del laboratorio che ha reso possibile la realizzazione di questolavoro. Sarà infatti dedicata una sala all’installazione esatta del laboratorio di scultura TelaraStudio d’Arte così come si è conservata dopo la lavorazione delle opere di Durant: i modelli ingesso delle teste dei personaggi anarchici, fotografie fornite dall’artista per la realizzazione deimodelli in creta, strumenti di lavoro, esposti in questa occasione allo scopo di documentare levarie fasi della lavorazione. Si potranno inoltre consultare documenti e testi scritti dai protagonistiscelti da Sam Durant: fonti dirette che permettono di avvicinarsi al pensiero ma anche allevite di questi protagonisti. Durante l’opening si terrà il concerto del gruppo carrarese di famainternazionale “Les Anarchistes” e sarà aperto un talk tra l’artista Sam Durant, la curatrice FedericaForti e gli autori invitati a dare un contributo critico in catalogo: Giovanna Bernardini, Assessorealla Cultura del Comune di Carrara, il critico Stefano Taccone e gli artisti Massimo Mazzone e Gianorganizzato da in collaborazione conDATABASE II Edizione20 aprile / 14 dicembre 2013Città di CarraraMuseo Civico del Marmo, Centro Arti Plastiche, Site-Specific LocationsSam Durant, artista americano attivo a Los Angeles e tra i più significativi protagonisti della scena artisticacontemporanea internazionale. Ha partecipato a numerose biennali tra cui a Panamá, Sydney, Veneziae Whitney. Le sue opere sono esposte in molte collezioni pubbliche tra cui The Art Gallery of WesternAustralia a Perth, Tate Modern a London, Project Row Houses a Houston, e il Museum of Modern Art diNew York. La sua ricerca si concentra da sempre su tematiche sociali, politiche e culturali proprie dellastoria americana – dal movimento per i diritti civili alla musica rock del sud –, ma è anche legata alletragedie politiche e sociali che attraversano la società contemporanea. Di recente si è inoltre interessatoalla storia italiana, in particolare alle vicende del movimento anarchico attivo in Italia alla fine del XIXConferenza e anteprima stampa: Venerdì 18 ottobre ore 12.00Inaugurazione: Sabato 19 ottobre ore 18:00Sede espositiva: Centro Arti Plastiche, Via Canal del Rio – 54033 CarraraCatalogo: a cura di Ars Gratia Artis con testi critici di Federica Forti, Giovanna Bernardini (Assessore allaCultura del Comune di Carrara), Massimo Mazzone, Stefano Taccone e Gian Maria Tosatti.Promossa e organizzata da: Comune di Carrara, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Ars GratiaCon Il patrocinio di: Regione ToscanaMain Sponsor: Camera di Commercio Massa Carrara, Admiral Tecnomar, NCA, Fondazione Cassa di RisparmioCon il supporto di: Franco Soffiantino Contemporary Art Production, Telara Studio d'ArteApertura mostra al pubblico: 19 ottobre – 25 novembreOrari: Lunedì – Mercoledì 9.00 – 13.00 Giovedì – Venerdì - Sabato 9.00 – 13.00 / 15.00 - 18.00Ingresso mostra: 2 €, inaugurazione ingresso gratuitoLa mostra è inserita nella II Edizione di DATABASE, progetto ideato e realizzato da Ars Gratia Artis incollaborazione con il Comune di Carrara.Informazioni, aggiornamenti e calendario attività: www.database-carrara.come-mail: info@database-carrara.com Facebook: data Base Carrara +39 349 7252647organizzato da in collaborazione conDATABASE II Edizione20 aprile / 14 dicembre 2013Città di CarraraMuseo Civico del Marmo, Centro Arti Plastiche, Site-Specific LocationsChiara Musso press.database.carrara@gmail.com cmussoufficiostampa@gmail.com
SAM DURANT - DATABASE II Edizione dal 4/20/13 al 12/14/13
in Via Canal del Rio – 54033 Carrara

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Giovanni Frangi Sherazade

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Inaugurazione mostra 9/14/13 - Chiusura mostra 12/12/13 Piazza San Matteo in Soarta 1, Pisa

Giovanni Frangi Sherazade

Il Museo Nazionale di San Matteo di PisaGiovanni Frangi SherazadNotte dopo notte, per Mille e una notte, Sherazade desta lattenzione del suo re raccontandogli le sue storie, sospendendole al loro concludersi per rinviare il finale alla notte successiva. Così le opere di Giovanni Frangi penetrano gli ambienti austeri del San Matteo di Pisa, lambiscono i capolavori del Medio Evo e del Rinascimento che qui sono custoditi, creando lattesa del dopo, conducendo il visitatore lungo un percorso dove inizio e fine coincidono.Per questa sua importante mostra-istallazione site specific, Frangi ha creato nuove creature, traendole dalla natura: tronchi, sassi, boschi. Guardati a vista dai grandi Crocefissi, dalle Sacre Passioni, dai fondi ori del San Matteo, museo certo tra i più ricchi e suggestivi dItalia. Sherazade è una mostra promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Artistici, Storici ed Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno, Museo nazionale di San Matteo, a cura di Dario Matteoni e Massimo Recalcati.Quello della natura è un tema ricorrente nellopera di Frangi. Fin dai suoi esordi, il percorso dellartista milanese si è concentrato nellindagare il mondo naturale in molti suoi aspetti particolari e, allinterno di quei confini, Frangi ha sempre trovato la sua ispirazione. Ladesione alla realtà lo porta a ricreare coi mezzi diversi una realtà trasfigurata che è tipica della sua cifra espressiva, utilizzando un movimento lento di avvicinamento al dato naturale e in parallelo a un suo allontanamento fantastico .Il dialogo con le opere e con la struttura architettonica del Museo di San Matteo diventa lelemento determinante di questa esposizione in cui interagiscono lavori degli anni passati con alcuni recenti.Qui Sherazade, che da il titolo alla mostra, è una scultura in cui una forma di un tronco, diventato rosa, sembra strisciare e muoversi sul pavimento a farsi strada tra i capolavori del San Matteo. Come altre sculture serpente, alcune in gommapiuma o in gesso dipinto o altre ancora in poliuretano rigido, reperti che conducono il visitatore, alla stregua dei sassi di Pollicino, in un percorso di andata e ritorno senza soluzione di continuità. Passando per un ambiente dove grandi dipinti di boschi cupi, cresciuti tra cascate e rocce, si specchiano su opere subacquee, filamenti limacciosi di una alga pluricellulare. Altrove, quadri di sassi si confrontano con un disegno su tela di un parco milanese, ospite inatteso. Con un piccolo lago finto in cui le piante si riflettono come in un cartoon. In una terza stanza cinque dipinti, meglio sinopie, propongono paesaggi visti dallalto. Qui lorizzonte si perde oltre il limite della tela, nellazzurro del cielo. Il viaggio pisano di Giovanni Frangi è fatto di contrasti, di cortocircuiti inaspettati, a suggerire diverse chiavi di lettura di ogni singola opera.Il tutto nel contesto, potentissimo, del Museo nazionale di San Matteo. Qui le opere di Frangi si confrontano con una incredibile collezione di sculture lapidee e lignee, con capolavori assoluti dal primo Medioevo al Cinquecento. Emozionano le testimonianze di ignoti maestri del più intenso romanico non meno dei capolavori di Giovanni Pisano e di Donatello. Così come i dipinti che documentano ciò che di meglio ha saputo offrire larte in Toscana e a Pisa dagli esordi del secondo millennio al Cinquecento, compresi i capolavori di Simone Martini, Ghirlandaio, Masaccio. Se non bastasse, il San Matteo propone anche codici miniati, ceramiche, oreficerie in un incredibile, e purtroppo scarsamente noto, grandioso affresco del Medioevo.In questa raffinata Teca dellantico, il direttore, Dario Matteoni, ha voluto proporre un confronto, site specific, con larte contemporanea, invitando grandi artisti doggi ad un confronto con i maestri di ieri. Giovanni Frangi e Sherazade hanno accolto la sfida.Giovanni Frangi. Sherazade. Pisa, Museo di San Matteo (Piazza San Matteo in Soarta 1). Mostra promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo - Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Artistici, Storici ed Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno, Museo nazionale di San Matteo, a cura di Dario Matteoni e Massimo Recalcati. Orario:8,30 19,30, festivi 8,30 13,30. chiuso il lunedì. Ingresso al Museo e alla Mostra: interi euro 5 ridotti euro 2,50. Catalogo a cura di Massimo Recalcati con un intervento di Dario Matteoni.Info: tel.: 0039 050 541865 sbapsae-pi.museosanmatteo@beniculturali.it dario.matteoni@beniculturali.itInaugurazione: sabato 14 settembre ore 17.30
Giovanni Frangi Sherazade dal 9/14/13 al 12/12/13
in Piazza San Matteo in Soarta 1, Pisa

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“Visitors & Natives”: le scarpe e i talenti del domani a Vigevano

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Inaugurazione mostra 9/14/13 - Chiusura mostra 12/10/13 Piazza Ducale 27029 Vigevano (PV)

“Visitors & Natives”: le scarpe e i talenti del domani a Vigevano

Prima edizione dell’evento dedicato ai giovani designer internazionali. Sulla sottilissima linea di confine tra arte e moda, dal 14 settembre al 10 dicembre 2013, la Città di Vigevano, Assessorato alla Valorizzazione Culturale, con il Patrocinio di Assocalzaturifici, organizza presso la Seconda Scuderia del Castello Sforzesco di Vigevano (PV) la prima edizione di “Visitors & Natives: le scarpe e i talenti di domani”, dedicato agli occhi e ai piedi dei visitatori e pensata per offrire ai giovani designer internazionali una vetrina prestigiosa con l’ambizione di diventare nel tempo un appuntamento annuale. Quelle che i 44 ragazzi – 22 italiani e 22 stranieri - provenienti dalle più importanti scuole di design del mondo espongono al Museo della Calzatura P. Bertolini di Vigevano sono 80 opere d’arte, tra novità futuribili e oggetti da sogno, capaci di incantare qualsiasi donna, ma anche di solleticare il fiuto dei grandi compratori e dei fashion scout. Provenienti da Giappone, Italia, Cina, India, Brasile e Paesi dell’Est, ai designer il consulente scientifico e nome ben noto agli appassionati di moda Armando Pollini ha chiesto solo una cosa: lo stile. Dal 14 settembre, potremo vedere come ognuno dei giovani talenti – tra i quali anche una 18enne di Vigevano – avrà saputo interpretare l’unica regola prevista in questo ideale statuto dell’alta moda: l’idea. L’ingresso è gratuito. Per informazioni: Infopoint del Castello (ingresso dallo scalone della Piazza Ducale)Tel. 0381.691636E-mail: infopointcastello@comune.vigevano.pv.it Sito web: www.comune.vigevano.pv.it
“Visitors & Natives”: le scarpe e i talenti del domani a Vigevano dal 9/14/13 al 12/10/13
in Piazza Ducale 27029 Vigevano (PV)

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TECH STORIES Politecnico di Milano 1863-2013

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Inaugurazione mostra 6/13/13 - Chiusura mostra 12/10/13 Via San Vittore 21

TECH STORIES
Politecnico di Milano 1863-2013

Milano, 12 giugno 2013. La mostra TECH STORIES, curata da Federico Bucci, Luisa Collina, Alessandro Colombo, Beppe Finessi, Sara Protasoni ed Edoardo Rovida e realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, racconta attraverso due percorsi espositivi complementari storie di ingegneria, di architettura, di design, di scoperte tecniche e innovazione scientifica che costellano i 150 anni del Politecnico di Milano. Storie che hanno lasciato un segno non solo a Milano, ma in tutto il Paese e, in alcuni casi, nel mondo intero.L’esposizione è aperta al pubblico presso il Museo da giovedì 13 giugno 2013 a martedì 10 dicembre 2013, giorno del cinquantesimo anniversario del Premio Nobel a Giulio Natta.Sei “stanze” tematiche presentano alcuni dei protagonisti e dei momenti più significativi di questi 150 anni lasciando parlare documenti, progetti, disegni, oggetti, fotografie e video.Sette “strade” si snodano tra le esposizioni permanenti del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia alla scoperta di oggetti che testimoniano la cultura politecnica e il legame storico tra le due istituzioni.Il Politecnico e il Museo sono strettamente connessi l’uno all’altro sin dalla nascita di quest’ultimo. L’ingegner Guido Ucelli, fondatore del Museo, non solo studiò negli anni d’inizio Novecento al Politecnico, ma fu proprio in questo fervido contesto che ebbe la grande e ambiziosa idea di un museo dedicato alla scienza, all’industria e alla tecnologia. Quello di contribuire a creare una cultura e una consapevolezza tecnico-scientifica è l’obiettivo che ancora oggi le due istituzioni condividono.Oggi i campus del Politecnico sono arrivati a Shanghai e contano quasi 40.000 studenti da tutto il mondo, ma la storia inizia nel 1863, quando Francesco Brioschi fonda l’Istituto Tecnico Superiore, ben presto chiamato da tutti “il Politecnico”. Solo due anni dopo agli indirizzi in ingegneria civile e industriale si affianca la Scuola per Architetti fondata da Camillo Boito. Nel 1993 nasce il primo corso di laurea in Disegno industriale.Tante sono le tappe da ricordare in questo percorso. Hanno cambiato il volto e l’anima di Milano progetti indissolubilmente legati a figure del Politecnico come la prima centrale elettrica cittadina d’Europa nel 1883, la Triennale dal 1933, la metropolitana dal 1955.La storia dell’industria e della ricerca, della creatività e dell’architettura portano anche i nomi di Giovanni Battista Pirelli, che nel 1872 introduce in Italia la produzione industriale della gomma, di Giulio Natta, Premio Nobel per la Chimica nel 1963 con la scoperta del polipropilene isotattico che porta la plastica in tutte le case, di Enrico Forlanini, che nel 1877 realizza il modello sperimentale di elicottero, primo oggetto in grado di sollevarsi in aria grazie alla spinta di un motore, di Gio Ponti, fondatore nel 1928 della rivista Domus e ideatore del premio Compasso d’oro, degli architetti Premi Pritzker Aldo Rossi e Renzo Piano e dei designer Achille Castiglioni e Marco Zanuso, le cui creazioni sono diventate vere e proprie icone.“Questa mostra – dichiara il rettore Giovanni Azzone - è frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto alcuni nostri docenti, tecnici e giovani laureati e gli esperti del Museo della Scienza e della Tecnologia, con l'obiettivo di ripercorrere la storia dei 150 anni del Politecnico di Milano attraverso gli occhi degli altri, ovvero, di quei luoghi, istituzioni e imprese che, a Milano, in Italia e nel mondo, nel corso del tempo hanno accolto e realizzato il patrimonio di idee e progetti degli architetti, ingegneri e designer laureati nel nostro Ateneo”.“In questo anno in cui il Politecnico di Milano festeggia i suoi 150 anni - dichiara Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia - il Museo taglia il traguardo dei 60 anni. La sua nascita, attraverso il fondatore ingegnere Guido Ucelli, è indissolubilmente legata all’Ateneo. Il percorso delle Strade all’interno della mostra TECH STORIES evidenzia alcuni dei molti oggetti delle nostre esposizioni permanenti legati a storie politecniche. Ma la mostra non sottolinea soltanto il legame storico che unisce il Museo al Politecnico, ribadisce anche l’impegno comune a sviluppare la cultura tecnico-scientifica nella società. Ciascuna delle due istituzioni si impegna quotidianamente, attraverso i propri linguaggi e strumenti, a rafforzare il legame con il territorio, con il sistema industriale e con la realtà internazionale”.
TECH STORIES Politecnico di Milano 1863-2013 dal 6/13/13 al 12/10/13
in Via San Vittore 21

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DE PISIS EN VOYAGE. Roma Parigi Londra Milano Venezia

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Inaugurazione mostra 9/13/13 - Chiusura mostra 12/8/13 Mamiano di Traversetolo (Pr)

DE PISIS EN VOYAGE. Roma Parigi Londra Milano Venezia

DE PISIS EN VOYAGE. Roma Parigi Londra Milano Venezia Mamiano di Traversetolo (Pr), Fondazione Magnani Rocca Dal 13 settembre all' 8 dicembre 2013La mostra presenta circa ottanta splendide opere del maestro, provenienti da musei nazionali e da collezioni private, che rispecchiano i suoi interessi principali: i luoghi innanzitutto, i volti e le persone che li abitano, la natura che li attraversa.Curata da Paolo Campiglio, per iniziativa della Fondazione Magnani Rocca presieduta da Giancarlo Forestieri, in collaborazione con l’Associazione per Filippo de Pisis, col coordinamento di Stefano Roffi, la mostra, dal titolo “DE PISIS en voyage. Roma Parigi Londra Milano Venezia”, è visitabile dal 13 settembre all’8 dicembre 2013 nella Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo (Parma), la raffinata dimora, ora sede della Fondazione Magnani Rocca, che fu di Luigi Magnani, amico e collezionista di de Pisis. La mostra si avvale del sostegno di Fondazione Cariparma e di Cariparma Crédit Agricole.Il carattere cosmopolita dell’artista e il suo incessante viaggiare per l’Europa degli anni Trenta-Quaranta pone de Pisis in una luce moderna e attuale, quella di un intellettuale senza frontiere che in un periodo di rafforzamento delle nazioni e di crisi internazionale sceglie le principali capitali come sedi più proprie alla personale declinazione espressiva.La mostra intende ampliare il discorso avviato con la storica esposizione curata a suo tempo da Giuliano Briganti e incentrata sugli anni di Parigi (1925-1939). Gli anni parigini, fecondi di scoperte e maturazioni pittoriche, sono qui preceduti dagli anni di Roma (1920-1924), in cui all’artista si rivela la pittura come mezzo più consono; sono intervallati dai due soggiorni a Londra (1935 e 1938), importanti ai fini della precisazione del segno e della messa a punto di una personale tavolozza cromatica; sono seguiti dal periodo di trasferimento a Milano (1940-1943) e infine preludono alla grande opera di Venezia (1943-1949), il momento più felice della pittura depisisiana.I lunghi soggiorni nelle capitali europee e nelle principali città d’arte italiane sono inframmezzati dalle consuete pause estive a Cortina d’Ampezzo, dove de Pisis cerca un rapporto autentico con gli elementi naturali e le persone del luogo. L'artista è viaggiatore instancabile, fin dalla giovane età: nei panni di botanico naturalista e collezionista di farfalle egli compie lunghissime peregrinazioni attorno alla nativa Ferrara, spostandosi sia lungo l’Adriatico che verso l’Appennino tosco-emiliano.Ferrara è la Città dalle cento Meraviglie, una realtà urbana vissuta nel giovanile incanto metafisico e filtrata prevalentemente attraverso la letteratura, vena dominante nell'artista fino alla metà degli anni Venti. Tuttavia essa permane nell'immaginario pittorico depisisiano quasi come un modello, esportato in ogni differente contesto europeo, in una sorta di aura che permea il suo sguardo sulle cose.Ogni periodo di soggiorno in una città costituisce inoltre per de Pisis un’occasione di confronto con il museo - i grandi musei delle capitali europee - dove egli ritrova i maestri internazionali, da Chardin a Lorrain alle luci di Corot, rivede la pittura italiana, la scuola veneta da Giorgione a Tiziano a Tintoretto. Le capitali europee permettono a de Pisis un’avventura nuova nella città, nel suo pullulare e nell’intrinseca vitalità dei parchi, degli angoli scelti dal pittore en plein air, in un rapporto diretto con la varia umanità con cui l’artista viene di volta in volta in contatto. La lezione impressionista è quindi seguita alla lettera dal pittore, benché gli angoli e gli scorci prediletti, gli interni delle chiese, riportino una visione alquanto differente dalle prospettive aeree ottocentesche. Nelle vedute urbane del pittore traspare sovente l'ambiguità, pur nella sontuosa vitalità della pittura, di una vena malinconica: i tratti veloci e sintetici, la pittura sbavata, la semplicità scarna di alcune composizioni rivelano quell'esuberante felicità che nasconde un costante dolore esistenziale.La mostra si concentra su alcuni capi d’opera relativi ai periodi di soggiorno in una città europea nei generi del paesaggio urbano, del ritratto e del nudo maschile, della natura morta, che costituiscono i principali ambiti di ricerca del pittore, temi fissi in cui egli esprime le proprie inquietudini e il proprio aristocratico distacco dal mondo.Del periodo romano (1920-1924) spicca la Natura morta con le uova (1924) della Collezione Jesi (Pinacoteca di Brera, Milano) appositamente restaurata per l’occasione, opera “metafisica” che rivela i contatti del giovane artista con alcuni modelli contemporanei, tra cui Giorgio Morandi conosciuto a Bologna negli anni dell’Università. Tra i capolavori della mostra, nel periodo parigino, sono i paesaggi urbani come il tormentato Quai de la Tournelle (1938) o il limpido Marinaio francese (1930) un ritratto di giovane dipinto in quell’atelier denominato scherzosamente il suo “grenier”, che allude metaforicamente all'instabilità dell'esistenza, tra partenze e approdi reali o solo immaginati. Al periodo londinese appartiene il dittico de La strada di Londra e La casa di Newton (1935), immagini emblematiche dell’atmosfera abbassata e cupa che l’artista percepiva nel cielo di Londra. Per la prima volta è inoltre ricostruita, in parte, la donazione che l’artista fece nel 1941 alla Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma, un nucleo di dodici dipinti che dovevano rappresentare la sua arte, con opere emblematiche della ricerca in atto, tra paesaggi urbani, nature morte e ritratti.L’esposizione si articola in cinque sezioni principali: • Gli anni di Roma (1920-1924) • Parigi (1925-1939) • Londra (1933, 1935, 1938) • Milano (1940-1943) • Venezia (1943-1949)La mostra è corredata da un ricco catalogo che, oltre a riprodurre le opere esposte, è concepito come uno strumento di analisi storico-artistica sull’opera del pittore alla luce delle fonti documentarie (edite e inedite) emerse dalla ricerca. Comprende saggi di Elisa Camesasca, Paolo Campiglio, Marilena Pasquali, Stefano Roffi, Andrea Sisti, Maddalena Tibertelli de Pisis, Giulia Toso.DE PISIS EN VOYAGE Roma Parigi Londra Milano Venezia Mostra a cura di Paolo Campiglio. Catalogo Silvana Editoriale con saggi di Elisa Camesasca, Marilena Pasquali, Stefano Roffi, Andrea Sisti, Maddalena Tibertelli de Pisis, Giulia Toso e del curatore. Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma). Dal 13 settembre all’8 dicembre 2013. Aperto anche tutti i festivi. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso. Ingresso: € 9,00 valido anche per le raccolte permanenti - € 5,00 per le scuole. Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it Il martedì ore 15.30 viene organizzata una visita alla mostra con guida specializzata; non occorre prenotare, basta presentarsi alla biglietteria; costo € 12,00 (ingresso e guida). Ristorante nella corte del museo tel. 0521 848135 Ufficio Stampa: Studio ESSECI - Sergio Campagnolo tel. 049 663499 - www.studioesseci.net info@studioesseci.netLa mostra è realizzata grazie a: FONDAZIONE CARIPARMA, CARIPARMA CRÉDIT AGRICOLE. Sponsor tecnici: Angeli Cornici, Aon Artscope Fine Art Insurance Brokers, Butterfly Transport, Gazzetta di Parma, Kreativehouse, Hotel Palace Maria Luigia, SINA Fine Italian Hotels, TEP, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico.
DE PISIS EN VOYAGE. Roma Parigi Londra Milano Venezia dal 9/13/13 al 12/8/13
in Mamiano di Traversetolo (Pr)

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Manlio Onorato Una scheggia di luce 1973-2013

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Inaugurazione mostra 9/11/13 - Chiusura mostra 12/1/13 Piazza Garibaldi 1, Lonigo Vicenza

Manlio Onorato Una scheggia di luce 1973-2013

Inaugura sabato 9 novembre 2013 alle ore 17.30 presso Palazzo Pisani di Lonigo (VI) la mostra “Una scheggia di luce, opere dal 1973 al 2013”, realizzazione di un primo progetto di raccolta ed esposizione di un’antologica dell’opera dell’artista Manlio Onorato. Nella splendida cornice della residenza cinquecentesca che fa da sfondo alla scenografica piazza di piazza Garibaldi, saranno presentate quaranta opere scelte che mirano a ricostruire uno dei possibili percorsi per conoscere una fervida attività che dura da più di quarant’anni, dedicata al tema del colore, ovvero la ricerca di un’epifania pittorica della luce. Alcune di esse sono inedite, altre raramente esposte ed altre dipinte appositamente per questo evento organizzato da MV Eventi all’interno della programmazione della Casa della Cultura di Lonigo. Il titolo “Scheggia di luce” è un’espressione tratta da un testo letterario, Viaggio al termine della notte (1932) di Louis-Ferdinand Céline, che cita “La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte” e che è in perfetta analogia con l’arte di Onorato: i suoi dipinti, infatti, dalle prime opere fino a quelle più recenti, sono una toccante testimonianza di una ricerca instancabile di apparizioni luminose che squarcino il buio della tristezza e della morte. La sua pittura si è nutrita in tutto questo tempo di moltissimi stimoli ed aggiornamenti culturali e artistici che l’intelligente sensibilità dell’artista ha saputo finemente rielaborare; pur restandone traccia feconda nel suo lavoro, non sono però immediatamente riconoscibili, proprio perché profondamente interiorizzati. Interessante quindi l’evoluzione da opere figurative all’astrazione senza mai perdere il rapporto con il mondo visibile di cui si ha quotidianamente esperienza, in particolare quello della natura. Nelle opere più recenti inusitati accostamenti di note cromatiche alzano il grado della luminosità che diviene a volte abbagliante senza però ferire l’occhio, al contrario, si presentano come una teoria di armonie incandescenti.InformazioniPalazzo Pisani, piazza Garibaldi, 1 – Lonigo (Vi)Orari venerdì: 16.00 – 19.00 / sabato, domenica e festivi: 10.00 – 12.30 / 16.00 – 19.30 / Ingresso liberoMV Eventi T. 329 2812223 M. info@mveventi.com W. www.mveventi.com
Manlio Onorato Una scheggia di luce 1973-2013 dal 9/11/13 al 12/1/13
in Piazza Garibaldi 1, Lonigo Vicenza

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IL GIARDINO DI GIOVANNA – FERRARA

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Inaugurazione mostra 9/26/13 - Chiusura mostra 11/30/13 Via Wagner 44124 Ferrara

IL GIARDINO DI GIOVANNA – FERRARA

Il progetto ha la particolarità di essere opera congiunta tra architettura arte e design, grazie alla collaborazione tra l’arch. Claudio Onorato (interventi artistici) e l’arch. Sergio SabbadiniSi tratta di un intervento altamente riqualificante, localizzato in prossimità di un contesto architettonico non caratterizzato, di dimensioni contenute (100mq.complessivi), curato nei minimi dettagli. Il progetto ha funzione ludica e al contempo commemorativa (giardino di Giovanna). La panca in ferro (rivestita di doghe in mogano), con la sua forma fluida e armoniosa, delimita l’intera area di intervento e racchiude il parco giochi. La seduta è tridimensionalmente mutevole e si adatta alla pluralità del contesto: nasce in prossimità di una parete esistente; continua la sua curva fino a interrompersi a lato del portale scenografico d’ingresso, prosegue armoniosamente fino alla seduta circolare del teatrino, per concludersi in un cancello traforato a tre ante.La struttura della panca risalta grazie alla sua tinteggiatura colore verde turchese e agli intagli eseguiti al laser. Il portale principale, in asse con la piramide gioco di arrampicata, è costituito da due ante mobili e una lastra di copertura interamente lavorata, gioco di sagome multiformi che richiamano la creazione.L’effetto di traforo conferisce massima leggerezza ai manufatti in ferro, accentuando la fluidità delle linee curve e la loro grazia. Durante la notte le luci radenti, incassate a pavimento e sotto la panca, esaltano il disegno curvilineo e le forme intagliate creando un effetto magico e metafisico al contempo.
IL GIARDINO DI GIOVANNA – FERRARA dal 9/26/13 al 11/30/13
in Via Wagner 44124 Ferrara

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GIOBERTO NORO Elogio della nuvola

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Inaugurazione mostra 9/26/13 - Chiusura mostra 11/30/13 Via della Rocca, 29 10123 Torino - Italy

GIOBERTO NORO
Elogio della nuvola

GIOBERTO NORO Elogio della nuvolaInaugurazione: giovedì 26 settembre 2013 dalle 18 alle 22,30 Durata: da venerdì 27 settembre a sabato 30 novembre Orario: da lunedì a sabato dalle15 alle19. Mattino su appuntamentoCon Elogio della nuvola Sergio Gioberto e Marilena Noro continuano l’esplorazione delle opposizioni dialettiche iniziata con Sguardi a Occidente, guidati nella loro nuova ricerca dagli scritti di Hubert Damish L’origine della prospettiva e Teoria della nuvola. Gioberto Noro: «La prospettiva lineare, inventata nella prima metà del quattrocento, dotata di un unico punto di vista e di un unico punto di fuga, disegna uno spazio immobile delineato in modo gerarchico. Essa è, di fatto, una struttura escludente che può comprendere solo le cose che possono essere misurate, che occupano un luogo e il cui contorno è definito da linee. Non può prendere in considerazione la piena complessità dell’esperienza visuale. Ma la rappresentazione geometrica dello spazio, con tutto il suo rigore, genera la nuvola come segno, con la sua alterità, la sua incommensurabilità, la sua indeterminatezza emotiva, antitesi e bilanciamento della costruzione lineare. L’una ha bisogno dell’altra, direttamente interagiscono in una opposizione carica di significato. La nube è il grado zero dei limiti della pittura geometrica dove essa incontra il cielo».Per ulteriori informazioni contattare la galleriaVia della Rocca, 29 10123 Torino - Italy
GIOBERTO NORO Elogio della nuvola dal 9/26/13 al 11/30/13
in Via della Rocca, 29 10123 Torino - Italy

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WUNDERKAMMER / Visual Poetry. Mostra "introspettiva" di Anna Boschi

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Inaugurazione mostra 9/7/13 - Chiusura mostra 11/30/13 Via S. Calenda, 105  - Salerno


WUNDERKAMMER / Visual Poetry. Mostra

Si inaugura sabato 7 settembre alle ore 18.00, la mostra retrospettiva dell’artista Anna Boschi L’esposizione, sarà accompagnata da un poema visivo e da un testo critico di Giovanni Bonanno e da scritti di Valerio Dehò, Mauro Carrera, Beniamino Vizzini, Roberto Vitali e Eraldo Di Vita. Verranno presentati ottantadue opere scelte che ripercorrono oltre quarant’anni di ricerca, dai primi anni ’70, fino alle ultime proposte del 2012.Anna Boschi, per oltre un quarantennio di attività artistica ha utilizzato in modo assiduo la linea, il collage e il colore. E’ stata, da sempre, attratta dalla parola e dai materiali; un tempo le sue “scritture” contenevano lo stratificarsi di carte e frammenti di giornale in una sorta di oscuri “sudari anemici” che misteriosamente affioravano in attesa di un possibile svelamento. Pagine scritte e frammenti di poesia messa per un momento a decantare, scrittura come traccia ermetica di un messaggio poetico non del tutto svelato e in quando tale teso in una dimensione ancora provvisoria. Garze come frammenti di intime passioni, come pagine di un libro in cui la scrittura, timidamente s’insinua tra le trame dell’immacolato tessuto per integrarsi in sofferto ma intenso rapporto comunicativo. Oggi, con i “progetti in-consci” del 2013, il tempo sembra che voglia davvero dilatarsi a dismisura, con la materia che si trasforma in lievi e soavi impasti e in delicate tonalità, con il relativo affioramento di “sottili incanti” che contagiano compiutamente gran parte dello spazio pittorico. Un procedere decisamente assorto verso un altrove possibile; con le “Mappe Geography” il dilatarsi dello spazio e del tempo incorporano opportunamente tracce e frammenti di essenza in-conscia tra un divenire essenzialmente mobile, in un rapporto di pura e collaborativa integrazione. Nelle ultime opere, inoltre, si notano in prossimità delle periferie delle tavole, zone di collage tra immagine e parola concepiti come momenti provvisori di stasi prima di un nuovo e altro incedere dentro la superficie dell’opera. Tracce e grafie definite come memorie di tempo evanescente, mappe geometriche e nel contempo geografiche che si dilatano a dismisura in delicate superfici di lilla brillanti e di grigi lucenti che sembrano distese infinite. Sottili ansie affiorano a tratti qua e là. L’opera, tra la ricerca di un ordine e il momentaneo disordine raccoglie i “frammenti in-consci del nostro precario esistere” e si fa luogo e campo di insolite apparizioni percettive alla ricerca di un nuovo valore e significato da assegnare al mistero delle cose.
WUNDERKAMMER / Visual Poetry. Mostra "introspettiva" di Anna Boschi dal 9/7/13 al 11/30/13
in Via S. Calenda, 105  - Salerno

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Reggio Calabria, in mostra il Picasso del boss

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Inaugurazione mostra 8/3/13 - Chiusura mostra 11/30/13 Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Piazza De Nava, 26 - REGGIO CALABRIA

Reggio Calabria, in mostra il Picasso del boss

In mostra la collezione di quadri preziosi del "re dei videopoker". Succede a Reggio Calabria dove finalmente oggi riapre (ma solo temporaneamente) il Museo archeologico nazionale chiuso da quattro anni. In attesa del ritorno, più volte annunciato e ancora non realizzato, dei bronzi di Riace, gli ospiti illustri fino al 30 novembre saranno 107 quadri confiscati nel 2010 a Gioacchino Campolo, imprenditore del gioco d’azzardo legato alla ’ndrangheta. Arrestato nel 2009 e condannato nel 2011 a 18 anni per i legami coi clan, si è visto sequestrare beni per circa 330 milioni di euro. Ben 260 immobili di pregio (anche storici) in Calabria, a Roma, Milano, Taormina e Parigi, 126 locali commerciali, 56 terreni e, appunto, i quadri, opere di Picasso, Dalì ("Giulietta e Romeo"), De Chirico ("Piazza d’Italia" e "Manichino"), Ligabue ("Tigre e serpente" e "Scoiattolo"), Guttuso ("Nudo femminile 1971"), Sironi ("Studio per un nudo"), Annigoni, Purificato, Bonalumi oltre a opere del ’500 e del ’600. Una vera e propria pinacoteca che dal giorno del sequestro è rimasta chiusa nel caveau della Banca d’Italia della città calabrese. Un peccato, vista anche la funzione sociale e educativa della confisca dei beni dei mafiosi: togliere ai boss per ridare alla comunità. Campolo, grazie alla collusione con le cosche reggine e alle ottime entrature col mondo politico, era diventato il monopolista delle slot (anche truccate), con molti affari fuori regione. Imponendo le macchinette con l’estorsione. Guadagnando tantissimi soldi e in fretta. Ancora una volta grazie all’intreccio tra gioco d’azzardo (legale e illegale) e le mafie, in particolare la ’ndrangheta che insieme alla camorra ha capito subito il grande affare, legandosi a imprenditori come Campolo. Un fiume di soldi che il "re dei videopoker" ha investito in lussi, come i quadri da domani in mostra per tutti i cittadini di Reggio. Magari anche chi col gioco ha arricchito Campolo e i clan. Opere che riemergono dal caveau grazie alla collaborazione tra Procura della Repubblica, Tribunale reggino e amministrazione provinciale. La mostra che si intitola "Arte torna arte. Un patrimonio restituito", è finanziata dall’assessorato alle Politiche e Pianificazione culturale, Beni culturali e Difesa della legalità, con la supervisione della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Calabria. Un’occasione da non perdere. In primo luogo perché finalmente dopo tanti anni la città torna ad avere il suo museo. E poi perché si riappropria di beni, oltretutto importantissimi, accumulati grazie all’arricchimento illecito e alla "malattia" dei giocatori. È ben nota la passione dei clan per le opere d’arte, ma per la prima volta se ne fa una mostra. Da bene di pochi, chiuso in lussuose ville o in cassaforte, a bene di tutti. Come il castello mediceo di Ottaviano, confiscato a Raffaele Cutolo e oggi sede del Parco nazionale del Vesuvio e di alcune cooperative sociali. Un altro sonoro ceffone alle mafie e all’area grigia che ci convive facendo affari. Iniziativa simbolica e educativa. Non a caso all’inaugurazione della mostra parteciperà il ministro per i Beni culturali, Massimo Bray.
Reggio Calabria, in mostra il Picasso del boss dal 8/3/13 al 11/30/13
in Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Piazza De Nava, 26 - REGGIO CALABRIA

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Aprono i laboratori creativi al MAC di Lissone: "Piccoli designer all'opera. Come da una piccola idea può nascere un grande oggetto di design. "

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Inaugurazione mostra 5/4/13 - Chiusura mostra 11/30/13 viale Padania, Lissone

Aprono i laboratori creativi al MAC di Lissone:

Da sabato 4 maggio, presso il MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, avrà inizio una serie di laboratori, rivolti a piccole e piccoli utenti sul tema del design. Le attività nascono dalla collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura della Città di Lissone, il MAC ed EOS cooperativa sociale onlus di Carate Brianza, ente gestore de “L’Ippogrifo Azzurro – Centro studi per ricerche, documentazione, conservazione ed esposizione sulla creatività infantile e adolescenziale”, che opera da tempo nell’arte rivolta ai Minori.Il progetto nasce in risposta a numerose richieste pervenute dal territorio e si svilupperà da maggio a novembre del 2013, anno della quarta edizione del Premio Lissone Design. L’obiettivo è quello di ampliare l’offerta didattica del Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, prevedendo, unitamente ai progetti di “Crescere con l’arte” rivolti alle scuole, delle innovative attività da svolgersi nel week end, dedicate ai bambini e alle loro famiglie.I laboratori sono divisi per aree tematiche, su argomenti diversi per far comprendere che cos’è il design: i bambini sperimenteranno e lavoreranno sull'esplorazione delle superfici e dei materiali, scopriranno le infinite possibilità offerte dall’uso del colore, della luce e dei manufatti, scoprendo o riscoprendo anche la funzione di oggetti in uso nella vita di tutti i giorni.Uno degli scopi dei laboratori è d’interessare prima, e di educare poi alla conoscenza del patrimonio di tutto ciò che ha a che fare con il design come arte applicata ed esperienza di creatività, anche attraverso la sperimentazione di come nasce e si costruisce un oggetto. Ogni percorso è, infatti, finalizzato alla stimolazione del pensiero creativo che sta alla base di ogni forma d'arteLa proposta di tali attività nasce dalla volontà dell’Amministrazione Comunale di offrire ai più piccoli possibilità di sperimentare percorsi educativi diversi, in questo caso sul design, proposta per altro strettamente legata all’identità di un territorio dove l’arte applicata e l’artigianato artistico sono attività presenti nella storia della città, conosciuta nel mondo per la sua tradizione e per la qualità dei suoi prodotti nel settore dell’arredamento e del design.Lavorare in tema di design, per le piccole e i piccoli utenti, significa imparare divertendosi, ma anche divertirsi imparando, fare nuove scoperte e crescere superando difficoltà che – a volte – sembrano insuperabili. Significa imparare a stare bene con gli altri, trovare nuovi amici, condividendo esperienze nuove. Parlando di bambini e del loro rapporto con gli oggetti, il pensiero va al lavoro di Bruno Munari, grande designer ed artista che ha dedicato la sua ricerca artistica soprattutto al lavoro con i bambini ponendo, di fatto, le basi sull'insegnamento del metodo creativo che restano valide ancora oggi.Periodo: da maggio a luglio e da settembre a novembre 2013 Luogo: MAC - Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, Viale Padania 6 (fronte stazione FS) Fascia età: due gruppi distinti di 3/6 anni e 7/10 anni Orari: 15.00-16.30 (laboratorio per i bambini di 3/6 anni) 16.30-18.00 (laboratorio per i bambini di 7/10 anni) Durata singolo laboratorio: 1 ora e mezza Costo: € 8Per info e prenotazioni: ippogrifo.azzurro@eoscoop.com; telefono cellulare 340.3402368
Aprono i laboratori creativi al MAC di Lissone: "Piccoli designer all'opera. Come da una piccola idea può nascere un grande oggetto di design. " dal 5/4/13 al 11/30/13
in viale Padania, Lissone

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Child survival in a changing climate. Fotografie di Luca Catalano Gonzaga

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Inaugurazione mostra 1/10/13 - Chiusura mostra 11/30/13 Piazza Roma, Monza

Child survival in a changing climate. Fotografie di Luca Catalano Gonzaga

Ad andarci di mezzo per primi sono sempre loro. I più piccoli, i bambini. Anche quando si tratta di mutamenti epocali, di problemi troppo grandi persino per degli adulti. Il fotoreporter Luca Catalano Gonzaga lo sa, e in 100 scatti intende denunciare quanto i cambiamenti climatici stiano influenzando, soprattutto nel sud del mondo, la vita delle nuove generazioni. 100 scatti per riflettere, quindi, 100 scatti in grado di mostrare la realtà nei suoi aspetti più crudeli, quelli che il Palazzo dell’Arengario ospiterà nel corso del prossimo autunno. Child survival in a changing climate è il titolo del reportage che Catalano Gonzaga ha realizzato nel corso di due anni, trascorsi a fotografare bambini in difficoltà in ogni angolo del pianeta. Davvero tante allora le storie che il suo obiettivo ha conosciuto e vuole raccontare. C’è quella dei bambini costretti a vivere nel più grande campo profughi del mondo, quello di Dadaab in Kenya, a una trentina di chilometri dal confine somalo, dove in 400mila si sono rifugiati per scappare dalla più grave e rovinosa siccità che abbia mai colpito il Corno d’Africa. Oppure quella delle 60mila persone che, in Nepal, rischiano ogni giorno di essere travolte da un’improvvisa esondazione del lago nei pressi del quale vivono, perché i ghiacciai dell’Hindu Kush Himalayano, sciogliendosi, ne stanno innalzando pericolosamente il livello delle acque. Alcune storie hanno come protagonista il deserto. Quello del Sahel, che in Burkina Faso ha insabbiato tutti i fiumi, oppure quello dei Gobi, che è riuscito a raggiungere e insinuarsi perfino nella città di Ulan Bator, la capitale della Mongolia. Ma in altre storie è l’acqua ad essere il personaggio principale, come in quella che si svolge in Zambia, dove l’aumento delle precipitazioni ha fatto sì che la malaria proliferasse esponenzialmente, causando il decesso di oltre 50mila bambini ogni anno. In Bangladesh, invece, un innalzamento senza precedenti del livello del mare ha fatto inginocchiare l’economia agricola del paese. Ma c’è anche un racconto in grado di accendere qualche speranza per il futuro, ed è quello ambientato nella città nata attorno al campo eolico di Dhule, in India. Lì, in uno spazio di 50 chilometri quadrati, sono state installate 650 pale rotanti, in grado di produrre 1,25 kw di elettricità all’ora, equivalente al fabbisogno di quattrocento abitazioni: grazie a questo nuovo tipo di economia, green ed ecosostenibile, i bambini di Dhule potranno affrontare il futuro con uno sguardo deciso e sereno. Premi e riconoscimenti. “Child survival in a changing climate” ha vinto il primo premio della categoria Nature and Environment di The 3rd Asia Press Photo contest organizzato da Asia News Network/China Daily; il secondo premio della categoria Environment Picture Story al The Best Photojournalist 2012, realizzato da National Press Photographers Associacion/USA; il primo premio della categoria Asia di Global wind day photography competition organizzato da European Wind Energy Association/ Belgium e il secondo premio del 15th Luis Valtueña International Humanitarian Photography Prize organizzato da Medicos del Mundo/ Spain. Il fotoreporter Luca Catalano Gonzaga realizza principalmente reportages sulla tutela dei diritti umani nel mondo. Dal 2010 collabora con la Fondazione Nando Peretti, impegnandosi a favore della salvaguardia dei diritti dei minori. Witness Image è un’associazione senza scopo di lucro che promuove e supporta l'educazione e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, come sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.
Child survival in a changing climate. Fotografie di Luca Catalano Gonzaga dal 1/10/13 al 11/30/13
in Piazza Roma, Monza

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La peste a Lucca. Un capolavoro di Lorenzo Viani

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Inaugurazione mostra 11/30/12 - Chiusura mostra 11/30/13 Piazza Giuseppe Mazzini 22 55049 Viareggio

La peste a Lucca. Un capolavoro di Lorenzo Viani

La peste a Lucca. Un capolavoro di Lorenzo Viani sono passati 25 anni da quando la peste a lucca, il capolavori di lorenzo viani del 1913 - 15, è stato esposto per l'ultima volta al pubblico. si era a cavallo tra il 1986 ed il 1987 e il comune di viareggio, nel cinquantesimo anno dalla morte dell'artista, organizzò una mostra itinerante GAMC - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA LORENZO VIANI - PALAZZO DELLE MUSE VIAREGGIO (LUCCA) - dal 30 novembre 2012 al 30 novembre 2013
La peste a Lucca. Un capolavoro di Lorenzo Viani dal 11/30/12 al 11/30/13
in Piazza Giuseppe Mazzini 22 55049 Viareggio

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Workshop online per la realizzazione di una mostra/opera collettiva

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Inaugurazione mostra 9/1/13 - Chiusura mostra 11/29/13 via G. Mameli,164, Cagliari

Workshop online per la realizzazione di una mostra/opera collettiva

La Rassegna d'arte contemporanea "Gesto Segno Disegno" in occasione della 9a Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI (Associazione dei Musei d' Arte Contemporanea Italiani) sta realizzando un workshop online con la finalità di creare un’opera d'arte partecipata, che diverrà in seguito una mostra collettiva itinerante. Tramite la compilazione di un form scaricabile dal sito www.federicocozzucoli.net chiunque interessato potrà modificare l'opera di partenza, realizzata dall'artista Federico Cozzucoli e intitolata Sainte Chapelle. Il workshop partito il 1 Settembre si concluderà il 29 Novembre.Il progetto è realizzato in collaborazione con la MEM (Mediateca del Mediterraneo), il Comune di Cagliari Assessorato alla Cultura, la Galleria Gallarati di Roma, il Comune di Donori, il Comune di Ghilarza, la Provincia di Oristano.La mostra sarà accompagnata dal testo critico di Simona Campus, che sottolinea: «L’operazione artistica prende avvio dalle immagini elaborate da Cozzucoli negli anni successivi ai fatti dell’11 settembre e composte virtualmente in forma di vetrata gotica, immagini che chiamano a riflettere sugli equilibri fragili del nostro pianeta, talvolta drammaticamente precari, come ancora in questi giorni di tensione. Nell’universale cappella laica del world wide web, tutte le riflessioni possono essere accolte: immagini nuove, contributo di altre intelligenze e talenti, determineranno modificazioni, alterazioni, contaminazioni. Adottando il metodo relazionale, Cozzucoli intende recuperare la dimensione sociale dell’arte e al contempo affrontare alcuni nodi cruciali dell’estetica contemporanea, relativi all’autorialità e alla fruizione».Di seguito si riporta il programma dettagliato di tutti gli eventi legati all'iniziativa:Da Domenica 1 Settembre a Venerdì 29 Novembre workshop onlineMercoledì 18 Settembre a Donori presentazione del progetto alla comunitàSabato 5 ottobre 9a Giornata del Contemporaneo presso la MEM Mediateca del Mediterraneo a Cagliari in contemporanea con la Galleria Gallerati di Roma presentazione dell'opera di Federico Cozzucoli, che verrà modificata dal workshop già partito in reteSabato 12 ottobre presso la MEM Mediateca del Mediterraneo a Cagliari presentazione della prima fase del workshop con la modifica e l'incremento dell'opera "Vetrata"Sabato 19 ottobre presso la MEM Mediateca del Mediterraneo a Cagliari in contemporanea con la Galleria Gallerati di Roma presentazione dell'opera video realizzata con il workshop che verrà sonorizzata dal vivo da Matteo CampullaSabato 9 novembre a Donori presso l'Ex Monte Granatico apertura della mostra con sempre nuove modifiche e incrementi del workshop onlineSabato 16 novembre a Donori presso l'Ex Monte Granatico chiusura della mostra e presentazione dell'opera video ulteriormente modificata tramite il workshop che verrà sonorizzata dal vivo da Roberto FollesaSabato 23 novembre a Ghilarza presso l'Agorà Multimediale apertura della mostra con sempre nuove modifiche e incrementi del workshop onlineSabato 30 novembre a Ghilarza presso l'Agorà Multimediale chiusura della mostra e presentazione dell'opera video ulteriormente modificata tramite il workshop che verrà sonorizzata dal vivo da Davide Mocciform e istruzioni per la partecipazione al workshop online: http://www.federicocozzucoli.net/Sainte%20Chapelle_istruzioni%20e%20form%20per%20la%20partecipazione%20al%20workshop.pdffacebook "Gesto Segno Disegno": https://www.facebook.com/pages/Gesto-Segno-Disegno/235184849839295Info: www.federicocozzucoli.net gestosegnodisegno@gmail.com +393473327194
Workshop online per la realizzazione di una mostra/opera collettiva dal 9/1/13 al 11/29/13
in via G. Mameli,164, Cagliari

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L’OTTAVO PREMIO ARTE LAGUNA

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Inaugurazione mostra 7/1/13 - Chiusura mostra 11/26/13 via Roma 29/a Mogliano Veneto (TV)

 L’OTTAVO PREMIO ARTE LAGUNA

dotazione 180mila euro | mostra finalisti arsenale di venezia | new deadline 26 novembre 2013Si prolungano fino al 26 Novembre 2013 le iscrizioni al Premio Arte Laguna, ottava edizione, parte infatti “Innovative Interactive Tour on Telecom Italia's Future Centre”, il nuovo premio speciale nato dalla collaborazione con Telecom Italia.Il premio speciale si rivolge agli artisti, ma anche ad architetti e designer che abbiano un'idea innovativa per la fruizione degli spazi architettonici dell’ex convento di San Salvador a Venezia, oggi sede del Future Centre di Telecom Italia. L'idea migliore verrà premiata a marzo 2014 con un premio pari a 5000 euro, utili per la realizzazione del progetto.Tutte le info su come partecipare qui >>> (http://www.premioartelaguna.it/index.php/archivio-premio-arte-laguna/premio-1314/dotazione/telecom-future-centre.html)Continuano comunque le candidature alle categorie del concorso: pittura, scultura e installazione, video arte e performance, fotografia, arte virtuale e digitale.Chi si iscrive ora potrà ancora vincere:- uno dei 4 premi speciali “Artist in gallery”, le mostre personali nelle gallerie internazionali: Russia - Galleria ART re.FLEX; Francia - Galerie Charlot; Portogallo - Carlos Carvalho; India - Exhibit320- vincere uno dei 5 premi in denaro da 7.000 euro- esporre alla mostra collettiva dei finalisti- essere inserito nel catalogo- per i video artisti ci sarà anche la possibilità di vedere il proprio video proiettato a Pechino durante l’estate 2014, grazie alla collaborazione con Art Nova 100.I vincitori assoluti saranno 5, uno per ogni categoria, che si aggiudicheranno un premio in denaro di 7000 euro ciascuno.I 110 finalisti saranno in mostra a marzo 2014 nel “tempio” dell’arte contemporanea, l’Arsenale di Venezia.A giudicare 10 nomi del panorama artistico internazionale: Enrico Bettinello (Italia, Direttore Teatro Fondamenta Nuove), Silvia Ferri de Lazara (Italia, Direttore Fondazione March), Victoria Lu (Cina, Direttore Creativo Museo Arte Contemporanea di Taiwan), Domenico Quaranta (Italia, Critico e Curatore), Veeranganakumari Solanki (India, Curatore indipendente e Art writer), Miguel Amado (Portogallo, Curatore Padiglione Portogallo Biennale di Venezia), Sabrina Van Der Ley (Norvegia, Dipartimento arte contemporanea Nasjonalmuseet di Oslo), Andrea Viliani (Italia, Direttore Museo MADRE di Napoli), Jonathan Watkins (Regno Unito, Direttore Ikon Gallery), Claudia Zanfi (Italia, Storica dell’arte e cultural manager) affiancati dal curatore del premio fin dalla sua prima edizione, Igor ZantiCi si può iscrivere direttamente on-line sul sito www.premioartelaguna.itModuli di iscrizione >>> http://www.premioartelaguna.it/index.php/iscrizione.htmlPremio Internazionale Arte Lagunac/o ARTE LAGUNA - Via Roma, 29/A - 31021 Mogliano V.to (TV)tel. 041 5937242 - fax 041 8627948info@premioartelaguna.itwww.premioartelaguna.it
L’OTTAVO PREMIO ARTE LAGUNA dal 7/1/13 al 11/26/13
in via Roma 29/a Mogliano Veneto (TV)

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ALBERTO BIASI opere dal 1959 al 2013

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Inaugurazione mostra 9/27/13 - Chiusura mostra 11/26/13 Via Nassa 3A, Lugano

ALBERTO BIASI
opere dal 1959 al 2013

ALBERTO BIASI opere dal 1959 al 2013 a cura di Marco Meneguzzo in collaborazione con Archivio Alberto Biasi. Inaugurazione giovedì 26 settembre 2013 alle ore 17 presso la nuova sede di via Nassa 3A a Lugano orari: dal 27 settembre al 26 novembre 2013 dal martedì al venerdi dalle 11:30 alle 18 sabato su appuntamento Per inaugurare la nuova, prestigiosa sede svizzera della sua galleria, nel cuore di Lugano, Allegra Ravizza ha scelto una selezionatissima antologica di Alberto Biasi (Padova 1937), tra i fondatori del Gruppo Enne e uno tra i più importanti esponenti italiani dell’arte cinetica. In mostra ci saranno opere rare e scelte tra il ricco percorso dell’artista, avviato nel 1959 con le prime esposizioni del nascente Gruppo Enne, contraltare padovano del milanese Gruppo T. A questo periodo risalgono le celebri opere intitolate Torsioni e Dinamiche, in cui un raffinato intreccio di lamelle in pvc determina una percezione virtuale e quasi ipnotica del movimento, grazie ai leggeri spostamenti del punto di vista dell’osservatore. Lo spazio, che già in queste opere, così come nelle precedenti Trame appariva inafferrabile, diventerà caleidoscopico nei celebri Light prisms (realizzati dal 1962), dove un fascio di luce Via Nassa 3A, II floor, 6900 Lugano | www.allegraravizza.com | art@allegraravizza.com Cel CH +41 789760926 | Cel.IT +39 3933356237 bianca, passando attraverso prismi di cristallo ruotanti, si scompone nelle tonalità dell’iride sempre cangianti, facendosi dell’ambiente in cui lo spettatore è immerso. Da allora la ricerca di Biasi si sviluppa nell’ambito delle variazioni percettive con la realizzazione dei Politipi, sintesi di geometria e movimento, sino alla produzione più recente dove la collocazione spaziale dell’opera si fa dinamica, infrangendo lo spazio che la circonda. Di tutta questa vicenda saranno testimoni le opere esposte, scelte tra quelle che maggiormente rappresentano la sua articolata ricerca, sia dal punto di vista storico (molti i lavori che risalgono agli anni Sessanta) che formale-concettuale. A queste si aggiunge un importante corpus di introvabili documenti storici – manifesti, inviti, locandine, scritti, raccolti grazie alla collaborazione con l’Archivio Alberto Biasi – a sottolineare l’intenzione della galleria di svolgere anche un ruolo di divulgazione scientifica e storica dell’arte recente. Infine, Alberto Biasi ha ideato per l’occasione il cartoncino d’invito – in edizione numerata - che sarà un vero e proprio multiplo d’arte cinetica. La mostra e il catalogo, realizzati in collaborazione con l’Archivio Alberto Biasi, sono a cura di Marco Meneguzzo.
ALBERTO BIASI opere dal 1959 al 2013 dal 9/27/13 al 11/26/13
in Via Nassa 3A, Lugano

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ALBERTO BIASI opere dal 1959 al 2013

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Inaugurazione mostra 9/27/13 - Chiusura mostra 11/26/13 Via Nassa 3A, Lugano

ALBERTO BIASI
opere dal 1959 al 2013

ALBERTO BIASIopere dal 1959 al 2013a cura di Marco Meneguzzo in collaborazione con Archivio Alberto Biasiinaugurazione giovedì 26 settembre 2013 alle ore 17presso la nuova sede di via Nassa 3A a LuganoPer inaugurare la nuova, prestigiosa sede svizzera della sua galleria, nel cuore di Lugano, Allegra Ravizza ha scelto una selezionatissima antologica di Alberto Biasi (Padova 1937), tra i fondatori del Gruppo Enne e uno tra i più importanti esponenti italiani dell’arte cinetica. In mostra ci saranno opere rare e scelte tra il ricco percorso dell’artista, avviato nel 1959 con le prime esposizioni del nascente Gruppo Enne, contraltare padovano del milanese Gruppo T. A questo periodo risalgono le celebri opere intitolate Torsioni e Dinamiche, in cui un raffinato intreccio di lamelle in pvc determina una percezione virtuale e quasi ipnotica del movimento, grazie ai leggeri spostamenti del punto di vista dell’osservatore.Lo spazio, che già in queste opere, così come nelle precedenti Trame appariva inafferrabile, diventerà caleidoscopico nei celebri Light prisms (realizzati dal 1962), dove un fascio di luce bianca, passando attraverso prismi di cristallo ruotanti, si scompone nelle tonalità dell’iride sempre cangianti, facendosi dell’ambiente in cui lo spettatore è immerso.Da allora la ricerca di Biasi si sviluppa nell’ambito delle variazioni percettive con la realizzazione dei Politipi, sintesi di geometria e movimento, sino alla produzione più recente dove la collocazione spaziale dell’opera si fa dinamica, infrangendo lo spazio che la circonda.Di tutta questa vicenda saranno testimoni le opere esposte, scelte tra quelle che maggiormente rappresentano la sua articolata ricerca, sia dal punto di vista storico (molti i lavori che risalgono agli anni Sessanta) che formale-concettuale.A queste si aggiunge un importante corpus di introvabili documenti storici – manifesti, inviti, locandine, scritti, raccolti grazie alla collaborazione con l’Archivio Alberto Biasi – a sottolineare l’intenzione della galleria di svolgere anche un ruolo di divulgazione scientifica e storica dell’arte recente.Infine, Alberto Biasi ha ideato per l’occasione il cartoncino d’invito – in edizione numerata - che sarà un vero e proprio multiplo d’arte cinetica.La mostra e il catalogo, realizzati in collaborazione con l’Archivio Alberto Biasi, sono a cura di Marco Meneguzzo.Indirizzo e contatti : GALLERIA ALLEGRA RAVIZZA, via Nassa 3A, 6900 Lugano - CH - II floor Mob: IT: +39 393 335 62 37 • CH: +41 78 97 60 926 Email: art@allegraravizza.com Skype: allegra.ravizza.art.project Website: www.allegraravizza.com orari: dal 27 settembre al 26 novembre 2013 dal martedì al venerdi dalle 11:30 alle 18 sabato su appuntamento
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IL GARBAGE PATCH STATE. Maria Cristina Finucci

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Inaugurazione mostra 5/29/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Venezia, Ca’ Foscari

IL GARBAGE PATCH STATE. Maria Cristina Finucci

IL GARBAGE PATCH STATE. Maria Cristina Finucci Venezia, Ca’ Foscari Dal 29 maggio al 24 novembre 2013Con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del MareHa la profonda potenza del Mito l’idea di portare a Venezia un nuovo Stato, uno dei più estesi del pianeta, il Garbage Patch State, ovvero l’immenso Stato delle Immondizie. Nessuna carta geografica ancora lo indica, le rilevazioni satellitari non riescono a delimitarne i precisi confini, ha una superficie che, a seconda delle rilevazioni, si estende per sedici milioni di km². È uno stato che non si fa notare, eppure è pericolosissimo per l’ambiente e in prospettiva - una prospettiva a breve, quanto brevi sono le catene alimentari che uniscono i pesci all’uomo – anche per ciascuno di noi. Si tratta dello Stato del GARBAGE PATCH ideato da Maria Cristina Finucci per sintetizzare in una immagine semplice l’invece complesso fenomeno delle isole di plastica che galleggiano negli oceani. L’idea si colloca nel quadro di Wasteland , la complessa opera a cui l’artista italiana sta lavorando da molti mesi, un progetto artistico che si compone di numerosi interventi: realizzazioni di video, immagini e molto altro ancora. Il suo inizio è stato a Parigi, l’11 Aprile scorso: durante una installazione-performance che ha avuto luogo nella sede centrale dell’UNESCO, dove è stato sancito il riconoscimento istituzionale, anche se simbolico, del nuovo Stato Federale, nell’ Anno dell’Acqua. Il Garbage Patch State ha una sua Costituzione oltre a una bandiera nazionale: fondo azzurro trasparente come il mare, popolato da vortici rossi, come quelli che sul Pacifico - ma anche nel Mare dei Sargassi nell’Atlantico - hanno convogliato e riunito i rifiuti portati dai fiumi o scaricati dalle navi. Come molti Stati il Garbage Patch State sarà a Venezia, in concomitanza con la Biennale d’arte, da giugno a novembre. Ad ospitarlo sarà, non a caso, l’università Ca’ Foscari nella sua storica sede sul Canal Grande. L’ateneo veneziano, che sta sviluppando già da alcuni anni prestigiose iniziative di carattere espositivo, è altresì il certificato punto di riferimento italiano per le politiche universitarie del rispetto ambientale, come attesta l’annuale classifica di GreenMetric, elaborata da Universitas Indonesia, sulle università sostenibili. Maria Cristina Finucci, per la rappresentazione a Venezia del nuovo Stato, ha ideato una specifica installazione composta da un padiglione formato da due cubi e da una marea di tappi di plastica colorata imbrigliati da reti rosse che uscendo dal piccolo edificio, trapassano verso il Gran Canal; metafora e immagine dello straripare della plastica e dei rifiuti in tutti i mari e gli oceani del pianeta. Allusione alla crescita irrefrenabile del Garbage Patch con la sua energia costituita dalla plastica che prende vita e si trasforma in una sorta di bestia dall’aspetto accattivante, ma malefica. All’interno del cubo più grande, la video-opera “ Dentro” , proiettata a 360°, darà allo spettatore la sensazione di essere immerso nella “zuppa di plastica”. Patrocinata dal Ministero dell’Ambiente Wasteland è un’opera pensata per sensibilizzare il mondo intorno a un problema che cresce minuto dopo minuto ed è immenso. Finucci non intende demonizzare la plastica, materiale ormai insostituibile, vuole però far riflettere sull’uso scellerato che se ne fa in contrapposizione al suo valore generalmente non riconosciuto. L’opera di Maria Cristina Finucci attinge alla forza del Mito che essa stessa ha voluto creare, trasformando quegli immensi ectoplasmi ribollenti di scarti dell’umana insipienza - oggi colossali non luoghi - in mondi vivi. A popolarli , per scelta dell’artista, sono i personaggi raccontati dagli studenti di Ca’ Foscari. La mitologia del GPS è pubblicata sul sito garbagepatchstate.org Nella realtà, in queste lande tossiche, pesci, mammiferi marini e gabbiani sono tutti intossicati e deformati dalla plastica. Invece le nuove popolazioni create dall’artista e dagli studenti sono formate da speciali creature intelligenti, cittadini consapevoli del loro nuovo Stato cui danno regole, dove ogni abitante conta per il suo peso. Popolazioni che parlano una babele infinita di lingue, quante le nazioni da cui provengono, che sono di tutti e di nessun sesso, maestri del vivere alla giornata, ma con la consapevolezza di essere quasi eterni, come le immondizie di plastica. Anche l’opera, nella volontà dell’artista, è di tutti: chiunque infatti, sulla pagina Facebook Garbage Patch State, potrà rendersi protagonista di questa Azione collettiva, sentirsi cittadino responsabile di uno Stato che oggettivamente ci appartiene essendo formato anche dai sacchetti di plastica, dai giocattoli rotti, dai palloni dimenticati da ciascuno di noi. Il padiglione rappresenta solo uno dei momenti dell’opera dell’artista la cui mission è alleare l’arte all’ambiente, per sensibilizzare tutti noi attraverso la forza del linguaggio artistico su un tema così importante, dato che l’arte può toccare corde che la pura informazione scientifica stenta a far risuonare. Nel mese di ottobre Maria Cristina Finucci proseguirà Wasteland con una installazione nella piazza del MAXXI di Roma, un progetto promosso da MAXXI Educational in collaborazione con il Master in Exhibit & Public Design dell’Università di Roma La Sapienza. E’ in programma anche una collaborazione con l’Università Roma Tre che ha già contribuito fornendo i tappi di plastica usati per le installazioni. Ed altro ancora, come una missione in mezzo all'Atlantico.Il progetto di Maria Cristina Finucci non si esaurisce dunque soltanto nella produzione di sculture, video o installazioni, ma consiste in un percorso di relazioni e comportamenti e in ciò che questi ultimi producono in termini di coinvolgimento intellettuale, oltre che emotivo, degli individui. Un progetto artistico virale, insomma, che si svolge nel tempo e include anche un risvolto immateriale di fare arte. Una modalità che raccoglie le istanze della società relazionandosi a essa, per contribuire alla conoscenza del fenomeno in questione. L’indispensabile precondizione per ogni effettivo cambiamento.Biografia - Maria Cristina FinucciMaria Cristina Finucci (Lucca 1956) inizia la sua attività come architetto nel 1981. Durante la sua carriera vive e lavora a New York, Parigi, Bruxelles, Mosca e Roma. Attualmente vive a Madrid. Le sue opere realizzate nei vari Paesi sono pubblicate su riviste e libri ed essa stessa ha collaborato con corrispondenze dall’estero alla rivista Controspazio. Nel 2009 comincia un’intensa attività artistica, con la realizzazione di sculture che consentono un’esplorazione multi-dimensionale. Nel maggio 2010 il museo L.u.C.C.A. Lucca Center for Contemporary Art ospita una sua personale dal titolo Paradigmi in cui, tra le altre opere, figura anche una proiezione video e un’istallazione site specific. Nella sua attività di ricerca, articolata in molteplici direzioni, Maria Cristina Finucci rivolge la sua indagine anche al mondo della performance e dell’espressione artistica corporea realizzando nel 2011 una re-performance e un progetto fotografico dal titolo Living Restraint ispirati ad un’opera performativa di Matthew Barney, presentati nel marzo 2011 in un Exhibition Day organizzato dall’Artista nel suo laboratorio di Roma ed in seguito esposti all’Istanbul Art Fair 2011. Contemporaneamente collabora con la Galleria Progress di Belgrado per cui progetta un video da proiettarsi su una parete lunga 20 metri, non ancora esposto al pubblico, con cui dà inizio al lavoro sulla percezione della realtà a due dimensioni e sulla possibilità di lavorare sulle partiture musicali come sulle immagini, operando una scomposizione e ricomposizione del tempo fino a produrre un effetto ipnotico e di liberazione dai vincoli percettivi. Questo è uno dei temi centrali della sua ricerca e del suo progetto Trueman, una post-produzione audio-video presentata all’interno di una mostra, nel dicembre 2011, nello spazio espositivo degli uffici Baker&McKenzie di Monaco di Baviera. L’artista attualmente ha in corso di produzione la video manipolazione del film Tron Legacy. E’ inoltre impegnata nel progetto artistico-ambientale Wasteland .Orari di apertura: dalle 10 alle 18. Chiuso il martedì. Da lunedì 16 settembre: apertura da lunedì a venerdì (con orario 10.00/18.00) sabato (con orario 10.00/13.45) Per informazioni: www.garbagepatchstate.org Università Ca' Foscari Venezia - Servizio Comunicazione Tel: 041. 234 8368 Email: comunica@unive.it In collaborazione con Ufficio stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo. Tel. 049 663499; e-mail: info@studioesseci.net www.studio
IL GARBAGE PATCH STATE. Maria Cristina Finucci dal 5/29/13 al 11/24/13
in Venezia, Ca’ Foscari

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DA GIORGIO FRANCHETTI A GIORGIO FRANCHETTI

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Inaugurazione mostra 5/30/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro

DA GIORGIO FRANCHETTI A GIORGIO FRANCHETTI

DA GIORGIO FRANCHETTI A GIORGIO FRANCHETTI. Collezionismi alla Ca’ d’Oro Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro Dal 30 maggio al 24 novembre 2013Le opere, meglio i capolavori, di due straordinari collezionisti, nonno e nipote, vengono per la prima volta riuniti alla Ca’ d’Oro, la dimora che il primo, il barone Giorgio Franchetti, scelse per contenere i suoi tesori poi messi a disposizione di tutti. Accanto alle raccolte antiche del nonno, per la durata della mostra, viene esposta la non meno rara collezione di Giorgio jr che documenta, in modo esemplare, il nuovo dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Dal 30 maggio al 24 novembre, questo accade nella mostra “da Giorgio Franchetti a Giorgio Franchetti. Collezionismi alla Ca’ d’Oro”. L’esposizione è Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, proposta dalla Soprintendenza per il Polo Museale Veneziano, Soprintendente Giovanna Damiani, nell’ambito delle iniziative istituzionali del Ministero per i Beni e le Attività culturali, promosse dal Servizio architettura e arte contemporanee della Direzione Generale PaBAAC, in occasione della 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2013, in collaborazione con MondoMostre, a cura di Claudia Cremonini e Flavio Fergonzi. Non è ancora stato dimostrato che tra i geni trasmessi ci sia anche quello per il collezionismo d’arte. Ma questa tesi trova sicuramente una conferma nel caso di due collezionisti, nonno e nipote, uniti dalla stessa passione oltre che dal nome: Giorgio Franchetti. Diversissime le loro collezioni di opere d’arte, diversissimo del resto era anche il momento storico e le condizioni in cui vissero e operarono. Il barone Franchetti sr. amava l’arte antica, i maestri minori, le opere rare e non ancora famose. Il nipote, Giorgio jr, l’arte del suo tempo e del suo ambiente, ovvero la Roma degli anni ’50 e ’60 del ‘900, momento di innovazione e nuovi fermenti, da lui colti e persino stimolati. In entrambi emerge sempre il rapporto intimo e intuitivo con l’opera d’arte, profondamente personale, anticonformista e refrattario alle mode imposte dal mercato, che è ciò che lega geneticamente i due protagonisti della mostra. Della competente passione del primo per l’arte antica, soprattutto rinascimentale, è frutto una collezione originalissima di maestri toscani e centro italiani, veneti e fiamminghi, da Giambono a Mantegna, da Tiziano, Tintoretto, Paris Bordon sino a Guardi, ma anche van Eyck e van Dyck, Paul Brill o Joachim Patinier. Il nipote Giorgio Franchetti, deceduto da pochi anni (2006), collezionò Tano Festa, Cy Twombly, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Ceroli, Fabro, Luigi Ontani... e se fece qualche concessione allo “storico” fu per Balla. Queste opere vengono riunite dopo la dispersione che è seguita alla scomparsa del collezionista, nel “portego” del secondo piano di Cà d’Oro. Ad essere coinvolti nella grande esposizione dedicata ai due Franchetti sono tutti gli spazi della Ca’ d’Oro, lungo un percorso che prende avvio dalla suggestiva corte interna del palazzo, ove riposano le ceneri di Giorgio sr., e prosegue al primo piano con una sezione tutta dedicata al fondatore del Museo, alla sua famiglia (di grande interesse iritratti di Franz von Lenbach, per la prima volta esposti) e alla munifica donazione della Ca’ d’Oro e della sua collezione allo Stato, nel 1916. Cuore sacralizzato e affettivo della collezione del barone è la cosiddetta Cappella del Mantegna da lui ideata per accogliere il dolente San Sebastiano. Il capolavoro di Andrea Mantegna assurge a simbolo dell’impegno tenace e ostinato del nobiluomo di fare della Ca' d'Oro un luogo eletto di bellezza e arte, alla sua stessa vicenda umana, segnata da un "sogno di universalità del bello" spinto spesso fino alla ricerca sofferta e sfibrante della perfezione: «In basso, ai piedi del santo, il Mantegna ha dipinto un torcetto acceso che, sotto quello spasimo imprigionato in tanto poco spazio, fumiga come sotto un vento d'uragano. Franchetti lo indicò, con un mesto sorriso: - Vedi questo piccolo cero. Sono io. E m'illudo di fare un poco di luce», dice Giorgio Franchetti accompagnando in visita l’amico Ugo Ojetti. In una vita di ricerche, Franchetti sr. aveva collezionato e riunito nella rinata Ca’ d’Oro una considerevole sequenza di opere d’arte. Tra le opere di maggior prestigio della pinacoteca - che vanta anche una interessante sezione di pittura fiamminga e olandese del Cinque-Seicento, il Ritratto di Marcello Durazzo di Van Dyck, la Venere allo specchio di Tiziano, le due Vedute veneziane di Francesco Guardi. Non meno importanti le sculture rinascimentali andatesi ad aggregare successivamente (tra cui spicca il Doppio ritratto di Tullio Lombardo) e le collezioni di medaglie, bronzetti, tappeti, arazzi, affreschi staccati e arredi lignei di diversa epoca e provenienza, cui si aggiunge una vasta sezione di ceramiche acclusa al museo nel 1992. La sezione, curata da Flavio Fergonzi, dedicata al nipote (secondo piano), ne evidenzia la passione, e la competenza, come collezionista di pittura moderna negli anni Sessanta e Settanta in area romana. Senza il sostegno, l’azione e la presenza stessa nel mondo degli ateliers e delle gallerie di questo insolito e geniale collezionista non sarebbe esistita, di fatto, la Scuola romana di Piazza del Popolo. Cuore di questa parte della mostra sono le opere di grande formato di Twombly Rotella, Boetti e Paolini, oltre a capolavori come La creazione dell’uomo, La grande Odalisca di Tano Festa, Futurismo rivisitato a colori di Mario Schifano. Poi opere di scultura, tra le più significative del periodo, di Pascali, Ceroli, Fabro. Un percorso preceduto dall’esposizione di autori, da Balla a Manzoni, che il Franchetti considerava come prodromi del nuovo maturato negli anni Sessanta. L’esempio del nonno e l’impegno che dedicò a Ca’ d’Oro erano ben presenti nel ricordo di Giorgio jr, come testimonia un articolo di Repubblica del 1984 sulla riapertura di Ca’ d’Oro, dopo i pluriennali lavori di riallestimento: - Ora, grazie a questa mostra, quel sogno si completa, nel segno della passione per l’arte che accomunò nonno e nipote. Intesa Sanpaolo sostiene, insieme alla Cassa di Risparmio di Venezia, la mostra “da Giorgio Franchetti a Giorgio Franchetti” allestita alla Ca’ d’Oro: un’importante occasione di valorizzazione di uno dei musei più significativi di Venezia. Accanto al sostegno finanziario, Intesa Sanpaolo ha curato il restauro del dipinto su tela di Giuliano Bugiardini “Venere dormiente con un putto”, parte della collezione di Giorgio Franchetti donata al museo.
DA GIORGIO FRANCHETTI A GIORGIO FRANCHETTI dal 5/30/13 al 11/24/13
in Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro

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Passage to History: 20 Years of La Biennale di Venezia and Chinese Contemporary Art

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Inaugurazione mostra 6/1/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Arsenale di Venezia, Venezia (VE)

Passage to History: 20 Years of La Biennale di Venezia and Chinese Contemporary Art

Passage to History: 20 Years of La Biennale di Venezia and Chinese Contemporary Art dal 6/1/13 al 11/24/13
in Arsenale di Venezia, Venezia (VE)

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Richard Mosse "The Enclave", Padiglione Irlandese

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Inaugurazione mostra 6/1/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Calle dei Garzoni, San Marco 3415, 30124, Venezia (VE)

Richard Mosse

Richard Mosse è stato scelto dalla curatrice Anna O'Sullivan per rappresentare l'Irlanda alla 55^ Biennale d'Arte di Venezia. L'installazione "The Enclave" è il frutto di un lavoro pluriennale, ma svoltosi principalmente nel 2012, quando l'artista/fotografo, insieme a Trevor Tweeten (operatore) e Ben Frost (compositore), ha attraversato la Repubblica Democratica del Congo Orientale, infiltrato fra i ribelli armati che controllano questo lato dello Stato e venendo a contatto con la cruda e crudele realtà di un conflitto dimenticato che ha prodotto 5.400.000 morti e continua ad essere costellato sistematicamente da massacri e violenze sessuali. La situazione è complessa, anche perchè nel corso degli anni altri Stati africani hanno avuto un ruolo nel conflitto, ma Mosse non cerca di spiegare le ragioni di alcuna parte o di sostenere qualcuno a sfavore di altri: semplicemente, mette davanti a dei fatti incontestabili attraverso, però, un reportage al confine tra fotografia di guerra e arte contemporanea. La mostra, infatti, non è fatta solo di immagini, ma va oltre, ricreando una vera e propria atmosfera, data dai video, che scorrono su schermi multipli alternandosi, composti da immagini impresse su pellicola infrarossa, la Kodak Aerochrome e circondati da un audio interamente raccolto durante il viaggio, che raccoglie una dolce melodia, accanto ai rumori dei ribelli in allenamento o gli scoppi di bombe. Attraverso il particolare tipo di pellicola, originariamente usata per le ricognizioni militari, viene registrata una altrimenti invisibile luce infrarossa, che regala a tutto ciò che vediamo sfumature rosa, porpora e fucsia. L'artista riscrive allo stesso tempo i canoni del reportage di guerra e della concezione di fotografia nell'arte contemporanea, rendendole una cosa sola, due facce della stessa medaglia. Immersi nel padiglione non si può fare a meno di pensare che ciò che ci troviamo davanti sia parte di una realtà finta, messa lì apposta per noi, in cui i colori psichedelici ci illudono che tutto ciò sia artefatto; ma è esattamente l'opposto: grazie a Mosse riusciamo ad entrare in contatto con un conflitto che è lontano geograficamente, ma che continua ad essere in atto, vicino a noi, mentre viviamo normalmente, come se davanti avessimo solo un film. Riusciamo a scorgere la bellezza persino all'interno di video del genere, in cui i paesaggi del Congo, immensi, puri e vergini (o almeno così ci sembra) vengono brutalmente spezzati dalla cruda realtà, per quanto sospesa in una coltre rosata, della guerra.La mostra è aperta fino al 24 novembre, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. Catalogo in edizione limitata numerata in un box contente, oltre al libro, una registrazione dell'audio e un poster.
Richard Mosse "The Enclave", Padiglione Irlandese dal 6/1/13 al 11/24/13
in Calle dei Garzoni, San Marco 3415, 30124, Venezia (VE)

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Catherine Lorent - "Relegation" Padiglione del Lussemburgo

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Inaugurazione mostra 6/1/13 - Chiusura mostra 11/24/13 San Marco 3052, Venezia (VE)

Catherine Lorent -

Catherine Lorent nasce nel 1977 a Monaco e vive attualmente a Berlino. Ha studiato pittura alla Staatliche Akademie der Bildenden Künste in Karlsruhe, poi storia all'Università di Friburgo e, infine, è andata alla Sorbona di Parigi per approfondire la storia dell'arte, per poi prendere un dottorato congiunto in storia e storia dell'arte rispettivamente nelle Università del Lussemburgo e di Heidelberg. Il suo lavoro si è sempre strutturato in maniera multidisciplinare, riuscendo a coniugare audio, video , pittura, scultura, performance e teatro, tutti coordinati in un'armonia artistica suggestiva. In particolare, nel caso del lavoro per il Padiglione che si trova a Cà del Duca, ci si trova davanti anche ad una perfetta integrazione con l'ambiente, che crea un perfetto mix con tutte le forme d'arte in cui ci si ritrova immersi. L'obiettivo della Lorent è proprio questo: vuole riportare e riesplorare lo stile barocco proprio qui a Venezia, dove questo stile ha avuto vita difficile, anche più che in altri luoghi: da qui, il collegamento al titolo "Relegation". Come dice l'artista stessa, " The Baroque tends to decompartmentalise the arts. It transcends the distinctions between architecture, sculpture and painting. By extending beyond their respective limits, it exalts the qualities inherent in each of them. It magnifies them by merging them into a great entity that emphasises their expressivity. In much the same way I aim to create a total work of art in which the various disciplines complete each other and merge into one". Così, il padiglione si struttura attraverso elementi anche antitetici tra loro, ma che riescono a sposarsi alla perfezione, attraverso le reinterpretazione della Lorent: il richiamo al classico (i pianoforti), ma anche alla cultura rock (le chitarre), improvvisazione e progettazione, ambiente affrescato e disegni le cui cornici richiamano al barocco, rappresentato anche da un simbolismo permeato di alchimia e richiami alla massoneria. Assolutamente un padiglione da visitare, per apprezzare un mash up totalmente riuscito e non pretenzioso, in cui non manca mai una punta di humour!Curatore: Anna Loporcaro Orari: 10-18 tutti i giorni tranne lunedì Mail:info@relegation.net Website: www.relegation.net
Catherine Lorent - "Relegation" Padiglione del Lussemburgo dal 6/1/13 al 11/24/13
in San Marco 3052, Venezia (VE)

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55^ Esposizione Internazionale d’Arte in Venezia

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Inaugurazione mostra 6/1/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Arsenale e Giardini della Biennale, Venezia (VE)

55^ Esposizione Internazionale d’Arte in Venezia

La 55. Esposizione Internazionale d’Arte in Venezia , si è inaugurata il 29-30-31 maggio per la stampa, dal 1°giugno al 24 novembre 2013 ai Giardini e all’Arsenale è stata aperta al pubblico, e allargata in vari luoghi di Venezia. Il titolo scelto dal direttore Massimiliano Gioni per la 55.Esposizione Internazionale d’Arte è : Il Palazzo Enciclopedico La Biennale d’Arte si propone ancora una volta nella forma”duale”definita una grande Mostra internazionale diretta da un curatore scelto a tale fine le partecipazioni nazionali (così Paolo Baratta ha introdotto la 55. Esposizione Internazionale d’Arte) ricordando che i padiglioni dei paesi sono una caratteristica molto importante della Biennale di Venezia , ha definito questa Biennale una mostra di ricerca. Il modello stesso delle esposizioni biennale nasce dal desiderio di concentrare in un unico luogo gli infiniti mondi dell’arte contemporanea. Un compito che oggi appare assurdo e inebriante quanto il sogno di Auriti e del suo Palazzo Enciclopedico come scrive Masimiliano Gioni(il direttore coi suoi 40 anni è il più giovane nella storia dell’istituzione), il Padiglione Centrale lo rappresenta in tutto. I Leoni d’oro alla carriera sono stati attribuiti con cerimonia di consegna l’1 giugno ai Giardini e all’Arsenale all’artista austriaca Maria Lassnig e all’artista italiana Marisa Merz nella 55.Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia Curiosissima l’idea dell’artista tedesco John Bock ai giardini delle tese,con una installazione percorso in cui si arriva alla meta una teca di vetro illuminata, dove all’interno gira una larva viva. Il Padiglione Italia curato da Bartolomeo Pietromarchi (Vice Versa) ci ha fatto dimenticare la pochezza della precedente biennale del 2011, mentre in questa edizione il Padiglione Italia è ben rappresentato e intelligentemente impostatosi sul raffronto/confronto tra gli artisti. Oltre alle opere di Ghirri , Vitone , Arena , Favelli , Maloberti , Paolini, Tirelli , Bartolini , Grilli, Benassi , Barucchello, Xhafa, vogliamo segnalare per l’opera altamente concettuale di Piero Golia nei giardini del padiglione, l’opera si presenterà , appunto, come un cubo in cemento, piuttosto poroso e dunque, relativamente friabile. La caratteristica di questa malta del tutto inedita, nella colata di cemento infatti l’artista ha disciolto nell’impasto di acqua e pozzolana un considerevole quantitativo di polvere dell’oro, per un controvalore superiore ai 60mila euro un monolite grigio, ma venato e screziato di venature dorate che risplendono al sole. Implicazioni sull’attuale momento economico, sul rapporto con la ricchezza, la sua solidità , il suo impiego con annessi e connessi. Ecco finalmente il tanto discusso e atteso Padiglione della Santa Sede , splendidamente rappresentato da Studio Azzurro , il fotografo Kudelka e l’artista Lawrence Carrol. Il padiglione Cina a nostro parere tra i migliori , come pure Russia , Spagna , Olanda ,queste nazioni si distinguono particolarmente , ma suscitano interessi e curiosità molti altri padiglioni , da citarne alcuni come la Turchia con il videoartista Ali Kazma padiglione curato da Emre Baykal , al Belgio , Angola (presente alla biennale per la prima volta e già vincitore del Leone d’Oro ) , Kuwait , Costarica, Ungheria , Indonesia , Sudafrica , Svizzera , Usa,Turchia , Padiglione Venezia , Maldives , Kosovo, Slovena, Austria ,Iceland , Asia Centrale, e Galles (curatore Cramerotti) . Sono 48 gli eventi collaterali alla 55. Esposizione Internazionale d'Arte intitolata quest'anno I " Il Palazzo Enciclopedico". Gli eventi collaterali ammessi dal curatore Massimiliano Gioni sono organizzati in numerose sedi della citta' e propongono un'ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizza la mostra di Venezia. Si segnalano in particolare : Glasstress di Adriano Berengo , Thomas Zipp ,Libri d’acqua Antonio Nocera , Lawrence Weiner The grace of a gesture , Noise- Ex Magazzini San Cassian ,Overplay curato da Massimiliano Bazzanella , Ai Weiwei disposition , e qualche evento organizzato in concomitanza alla Biennale di buon interesse il Padiglione Tibet curato da Ruggero Maggi a Santa Marta Congressi dal 1 giugno al 7 settembre , la performance 4’ 33” Silence Loop di LIUBA o l’immobilità della performer cinese Xiao Lu in divisa maoista in viale Garibaldi. Il GRUPPO SINESTETICO (Albertin , Sassu , Scordo) www.grupposinestetico.it
55^ Esposizione Internazionale d’Arte in Venezia dal 6/1/13 al 11/24/13
in Arsenale e Giardini della Biennale, Venezia (VE)

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OUTPOST BY SAMAR SINGH JODHA alla Biennale di Venezia

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Inaugurazione mostra 5/30/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Nappa 90, Arsenale Venezia (VE)

OUTPOST
BY SAMAR SINGH JODHA
alla Biennale di Venezia

Samar Singh Jodha è un artista indiano, che, fin dall'inizio del suo lavoro, affronta importanti temi sociali, affiancandoli ed esplorandoli attraverso collegamenti allo sviuppo, ai diritti umani e alla conservazione. Questo suo ultimo lavoro è una riflessione sul fatto che sempre più spesso gli individui non si formano una propria idea di estetica basata sui gusti da loro stessi maturati, ma essa è direttamente correlata a diversi interessi commerciali, che risultano predominanti per cui le espressioni spontanee sono solo eventi sporadici e non sistematici, risultato casuale di una ricerca non organica o non per forza diretta inizialmente a questioni estetiche. La mostra è costituita da contenitori di scarto che i minatori trasformano in abitazioni nel nordest dell’India: l'artista vuole porre in evidenza attraverso un contrasto come queste persone siano così povere da dover ricavare i luoghi dove vivere in questo modo, ma allo stesso tempo sono coloro i quali estraggono i preziosi minerali che contribuiscono a mantenere in funzione la macchina della cultura e dell'industria di massa. Attraverso le opere fotografiche di Jodha si assiste in prima persona a come i poteri forti che governano il mondo riescano a promettere e a far sperare molto persone in un futuro roseo e a come, invece, costringano quelle stesse persone a regredire ad un livello di vita precario e assolutamente lontano da quella modernità che cercano di vendere ai consumatori di tutto il globo.La mostra è aperta tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10.30 alle 17.30, fino al 24 novembre.
OUTPOST BY SAMAR SINGH JODHA alla Biennale di Venezia dal 5/30/13 al 11/24/13
in Nappa 90, Arsenale Venezia (VE)

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I Libri d’Acqua di Antonio Nocera

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Inaugurazione mostra 6/1/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Monastero di S. Nicolò Riviera San Nicolò 26, Lido Venezia (VE)

I Libri d’Acqua di Antonio Nocera

Mostra di Antonio Nocera in collaborazione con il Consorzio Promovetro Murano, a cura di Louis Godart e Laura Fusco. Evento collaterale della 55. Esposizione Internazionale d’Arte – La biennale di Venezia In organizzazione con EIUC – European Inter-University Centre For Human Rights and Democratisation; Archivio Opere Uniche s.r.l.; Chance art Gallery
I Libri d’Acqua di Antonio Nocera dal 6/1/13 al 11/24/13
in Monastero di S. Nicolò Riviera San Nicolò 26, Lido Venezia (VE)

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GLASSTRESS WHITE LIGHT / WHITE HEAT

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Inaugurazione mostra 6/1/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Venezia (VE)

GLASSTRESS
WHITE LIGHT / WHITE HEAT

Per la terza volta, come evento collaterale della Biennale d'arte veneziana, torna la nuova edizione di "Glasstress", la manifestazione che unisce artisti contemporanei e il vetro. Quest'anno è curata da Adriano Berengo e James Putnam e si svolge contemporaneamente in tre diverse sedi: Palazzo Cavalli Franchetti (Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti in Campo S. Stefano, 2847), il Berengo Centre for Contemporary Art and Glass (nel Campiello della Pescheria a Murano) e nella Scuola Grande della Confraternita di San Teodoro (San Marco, 4810). Molti degli artisti si trovano a lavorare per la prima volta con questo materiale, caratterizzato da una duttilità e una luminosità che permettono di ottenere risultati estremamente interessanti sia visivamente che emozionalmente, impossibili con altri materiali. Allo stesso tempo, però, il vetro costringe chi lo lavora a confrontarsi con degli aspetti particolari di un processo molto delicato: il calore, il raffreddamento, la soffiatura etc. Dopo che nelle edizioni passate sono stati coinvolti più di duecento artisti e che il progetto è stato fortemente richiesto anche nel resto d'Europa, in America e in Asia, nel 2013 saranno presenti ben 60 artisti , fra i quali: Jan Fabre, Joseph Kosuth, Mimmo Paladino, Francesco Gennari, Recycle Group, Cai Guo-Qiang, Dmitri Gutov, Mona Hatoum e molti altri, nonché Ron Arad con il progetto speciale "Last Train". Accompagna la mostra un importante volume in inglese con testi di Adriano Berengo, James Putnam, Frances Corner.Ingresso unico per le tre sedi: intero euro 10 – ridotto euro 8 per gruppi, over 65 e bambini
GLASSTRESS WHITE LIGHT / WHITE HEAT dal 6/1/13 al 11/24/13
in Venezia (VE)

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CROSSOVER / A dialog between the Chinese School of Hubei and the New Italian Art Scene

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Inaugurazione mostra 6/1/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Calle della Tana, 2169/S, 30122 Venezia (VE)

CROSSOVER / A dialog between the Chinese School of Hubei and the New Italian Art Scene

Parallelamente alla 55^ Esposizione Internazione d'Arte della Biennale di Venezia, di apre la mostra "Crossover, curata da Ji Shaofeng e Alessandro Riva. Il progetto è incentrato sul confronto fra gli artisti della Scuola di Hubei e quelli italiani che svolgono un lavoro simile al loro. Venezia, porta d'Oriente, non poteva che essere la sede migliore per un'esposizione che esplora somiglianze e differenze nell'approccio di due gruppi di artisti diversi, ma anche uguali. Infatti, la scuola cinese concentra il suo lavoro sul rapporto fra tradizione e modernità che scuote la sua arte, come del resto anche i cambiamenti che si stanno verificando nel rapporto con l'occidente, non più guidati solo da una reciproca scoperta e una visione misteriosa della cultura orientale, ma ormai più evoluti e anche volti a capire la concorrenza che si sta creando fra le due realtà. Tale processo si verifica anche per quanto riguarda le tecniche, aspetto che lega la scuola all'operato dei nostri artisti conteporanei, i quali riprendono non solo pittura e scultura, ma anche i media moderni trattandoli in modo più formale e volto a trarre il massimo dalla tecnica che usano. La contemporaneità di queste opere sta nei temi che affrontano, prevalentemente sociali, e nella mescolanza di forme e richiami estetici. La mostra dunque è un metodo per far dialogare gli artisti stessi e i mondi che rappresentano, confrontandoli, ma non lasciandoli a distanza fra loro, bensì agevolando una reciproca contaminazione.Location: Tesa 113 Arsenale Nord – Venezia orari mostra: 13 – 18 Chiuso lunedì
CROSSOVER / A dialog between the Chinese School of Hubei and the New Italian Art Scene dal 6/1/13 al 11/24/13
in Calle della Tana, 2169/S, 30122 Venezia (VE)

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Per la nostra cultura ed economia | Padiglione della Repubblica di Slovenia

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Inaugurazione mostra 5/30/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Calle Malipiero, San Marco 3073, Venezia

Per la nostra cultura ed economia | Padiglione della Repubblica di Slovenia

“Per la nostra cultura ed economia” prende come spunto il tema della 55. Esposizione Internazionale d’Arte, il Palazzo Enciclopedico. L’artista sviluppa questo concetto privilegiandone l’aspetto utopico, manifestando una presa di posizione radicale rispetto alle strategie predefinite dell’iconografia nazionale.Consapevole della (possibile) censura, propria della struttura formale di una mostra del genere, Jasmina Cibic esporrà due film che drammatizzano le contraddizioni proprie dell’identità nazionale slovena indagandone le trasformazioni dal passato al presente. Le pareti interne del padiglione sloveno saranno ricoperte con le immagini di uno scarafaggio, mancata icona nazionale slovena a causa della connotazione ideologica del suo nome scientifico “Anophthalmus hitleri”.Scoperto in una grotta slovena, questo insetto è stato identificato nel 1933 da Oscar Scheibel, entomologo dilettante e grande ammiratore di Hitler, che nel 1937 denomina il coleottero omaggiando il suo idolo e ricevendo per questo una lettera di ringraziamento dallo stesso Führer. Specie maledetta per il nome affibiatole, il coleottero hitleriano è divenuto l’oggetto del desiderio di numerosi collezionisti filonazisti. Benché l’innocente coleottero cieco sia privo di un forte interesse per il mondo scientifico, rischia di scomparire non solo dalla memoria nazionale della Repubblica di Slovenia, ma anche dal suo habitat naturale per trovare spazio come souvenir negli studioli dei nostalgici collezionisti neonazisti.L’artista, in collaborazione con più di quaranta entomologi internazionali, illustratori scientifici e rinomate istituzioni tra cui il Museo di Storia Naturale di Londra, il Museo di Scienze Naturali di Tel Aviv e il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti ha realizzato una serie di illustrazioni dello scarafaggio in questione che andranno a ricoprire interamente le pareti del padiglione; questa serie di disegni e dipinti sarà presentata come una sorta di istanza enciclopedica.La ricerca di Jasmina Cibic è incentrata su diversi eventi storici che hanno contributo alla creazione di miti nazionali elaborando una presentazione che critica la creazione di false icone, fardelli storici irrisolti e tentativi di costruzione di illusorie identità nazionali.Gli interventi di Jasmina Cibic sono sempre pensati per luoghi e contesti specifici. “Per la nostra cultura ed economia” ripropone questa metodologia. Concentrandosi sulla struttura architettonica del padiglione Sloveno, nato come residenza privata, Jasmina costituisce un dialogo tra questa esperienza intima e quella pubblica che impegna la galleria: l’intero spazio espositivo sarà occupato dall’installazione ideata dalla Cibic e rielaborato in un boudoir.Il progetto “Per la nostra cultura ed economia” sarà accompagnato da una dettagliata pubblicazione con i testi di Mladen Dolar, Lina Džuverović, Nika Grabar, Petja Grafenauer, Tevž Logar, Suzana Milevska e Jane Rendell, corredati da un ampio apparato iconografico.Contatti stampa: A plus A Centro Espositivo Sloveno press@aplusa.it +30 041 2770566Organizzazione: Gallerie e Museo Civico di LubianaL’istituzione delle Gallerie e Museo civico è stata fondata nel 2009. Comprende le sue collezioni, gli archivi, il materiale librario e documentario, le opere di arte moderna e contemporanea, e garantisce l’accesso ai beni culturali pubblici impegnandosi in scambi internazionali. www.mgml.siSede: A plus A Centro Espositivo SlovenoA plus A Centro Espositivo Sloveno è attivo a Venezia dal 1998 ed è nato con l’intento di promuovere l’arte slovena contemporanea ed internazionale. Nel corso del suo pluriennale esercizio la A plus A oltre a collaborare con il Ministero della Cultura Sloveno, ha promosso numerosi progetti internazionali con partners prestigiosi come l’Unione Europea. Attualmente è la sede ufficiale del padiglione sloveno alla Biennale di Venezia. www.aplusa.itArtista: Jasmina CibicSlovena di nascita (1979), vive e lavora a Londra. Nel 2006 consegue il Master in Belle Arti presso il Goldsmiths College di Londra. I suoi progetti e mostre recenti includono: Borderline, Joanneums Museum Graz; Bus-Tops, London 2012 Cultural Olympiad project, Londra; The Object of the Spectacle, Galerija Škuc, Lubiana; U3 – 6TH Triennial of Contemporary Art, curata da Charles Esche, Museo di Arte Moderna Lubiana; The Secret of the Ninth Planet, California College of the Arts, San Francisco; Museum on the Street, Museo di Arte Moderna Lubiana; Percorsi d’Arte, Museum of Modern Art, Bologna e Tourists Welcome, Ljubljana International Airport. Beneficia di numerosi premi tra cui Bevilacqua la Masa (Venezia 2002, 2005), Trend Award per l’eccezionale risultato ottenuto nelle arti visive in Slovenia e la nomina per il Premio Furla (Milano, 2005) e Vordemberge-Gildewart Award (Ljubljana, 2010). Le sue prossime mostre includono 7TH Triennial of Contemporary Art, curata da Nataša Bachelez-Petrešin, MSUM, Ljubljana e l’invito al progetto artistico per la 30 Biennale di Arti Grafiche a Lubiana curate da dr. Petja Grafenauer. www.jasminacibic.orgCommisario: Blaž PeršinBlaž Peršin è laureato in legge, specialista nel campo del management. Ha molti anni di esperienza nel campo delle arti, danza e teatro contemporanei, maturati inizialmente come produttore e curatore indipendente di numerosi progetti artistici e festival, e successivamente come direttore dell’istituto regionale per la conservazione dei beni culturali . Tra il 2003 e il 2006, è stato il responsabile dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Lubiana. Dal 2006, è stato direttore del Museo Civico di Lubiana e, in seguito alla sua riorganizzazione in una nuova istituzione, del Museum and Galleries of Ljubljana (MGML). Durante questo periodo, il museo ha realizzato numerosi progetti, guadagnando rilievo nel campo delle pratiche artistiche contemporanee sia in Slovenia sia nella regione. MGML è un’istituzione creative e all’avanguardia, strettamente connessa con il suo ambiente. Nel periodo dal 2001 al 2003, Peršin è stato membro del National Council for Culture. Nella sua abilità di commissario, ha supervisionato la presentazione della Slovenia all’Esposizione Internazionale di Architettura del 2010 situata presso la galleria A plus A Centro Espositivo Sloveno.Curatore: Tevž LogarTevž Logar è curatore e direttore artistico della galleria Škuc di Lubliana, Slovenia. Ha curato varie mostre collettive e personali in Slovenia e all’estero. I progetti recenti includono: la mostra e pubblicazione Ulay: Become presso la Škuc Gallery (2009); solo exhibitions Societe Realiste: One-way World (2010), Vadim Fishkin: Light Matters (2011), Tanja Ostojić: Body, Politics, Agency… (2012), Bas Jan Ader: The World Was Young When Gravity Fell (2012); NSK Folk Art (2011), Fragments of Unspoken Thoughts (2012); e co-curatela della mostra collettiva Accretions presso il Museum of Contemporary Art in Lodz, Poland (2011). Nel 2009, Logar è stato assistente commissario del padiglione sloveno della 53 Biennale di Venezia. Dal 2009 ha tenuto conferenze in Storia dell’Arte del XX secolo presso l’Academy of Visual Arts di Ljubljana. Ha occasionalmente pubblicato testi sulle arti visive contemporanee.
Per la nostra cultura ed economia | Padiglione della Repubblica di Slovenia dal 5/30/13 al 11/24/13
in Calle Malipiero, San Marco 3073, Venezia

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Per la nostra cultura ed economia | Padiglione della Repubblica di Slovenia

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Inaugurazione mostra 5/30/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Calle Malipiero, San Marco 3073 , Venezia

Per la nostra cultura ed economia | Padiglione della Repubblica di Slovenia

Per la nostra cultura ed economia | Padiglione della Repubblica di Slovenia 30/05/13 24/11/13 “Per la nostra cultura ed economia” prende come spunto il tema della 55. Esposizione Internazionale d’Arte, il Palazzo Enciclopedico. L’artista sviluppa questo concetto privilegiandone l’aspetto utopico, manifestando una presa di posizione radicale rispetto alle strategie predefinite dell’iconografia nazionale.Consapevole della (possibile) censura, propria della struttura formale di una mostra del genere, Jasmina Cibic esporrà due film che drammatizzano le contraddizioni proprie dell’identità nazionale slovena indagandone le trasformazioni dal passato al presente. Le pareti interne del padiglione sloveno saranno ricoperte con le immagini di uno scarafaggio, mancata icona nazionale slovena a causa della connotazione ideologica del suo nome scientifico “Anophthalmus hitleri”.Scoperto in una grotta slovena, questo insetto è stato identificato nel 1933 da Oscar Scheibel, entomologo dilettante e grande ammiratore di Hitler, che nel 1937 denomina il coleottero omaggiando il suo idolo e ricevendo per questo una lettera di ringraziamento dallo stesso Führer. Specie maledetta per il nome affibiatole, il coleottero hitleriano è divenuto l’oggetto del desiderio di numerosi collezionisti filonazisti. Benché l’innocente coleottero cieco sia privo di un forte interesse per il mondo scientifico, rischia di scomparire non solo dalla memoria nazionale della Repubblica di Slovenia, ma anche dal suo habitat naturale per trovare spazio come souvenir negli studioli dei nostalgici collezionisti neonazisti.L’artista, in collaborazione con più di quaranta entomologi internazionali, illustratori scientifici e rinomate istituzioni tra cui il Museo di Storia Naturale di Londra, il Museo di Scienze Naturali di Tel Aviv e il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti ha realizzato una serie di illustrazioni dello scarafaggio in questione che andranno a ricoprire interamente le pareti del padiglione; questa serie di disegni e dipinti sarà presentata come una sorta di istanza enciclopedica.La ricerca di Jasmina Cibic è incentrata su diversi eventi storici che hanno contributo alla creazione di miti nazionali elaborando una presentazione che critica la creazione di false icone, fardelli storici irrisolti e tentativi di costruzione di illusorie identità nazionali.Gli interventi di Jasmina Cibic sono sempre pensati per luoghi e contesti specifici. “Per la nostra cultura ed economia” ripropone questa metodologia. Concentrandosi sulla struttura architettonica del padiglione Sloveno, nato come residenza privata, Jasmina costituisce un dialogo tra questa esperienza intima e quella pubblica che impegna la galleria: l’intero spazio espositivo sarà occupato dall’installazione ideata dalla Cibic e rielaborato in un boudoir.Il progetto “Per la nostra cultura ed economia” sarà accompagnato da una dettagliata pubblicazione con i testi di Mladen Dolar, Lina Džuverović, Nika Grabar, Petja Grafenauer, Tevž Logar, Suzana Milevska e Jane Rendell, corredati da un ampio apparato iconografico.Contatti stampa: A plus A Centro Espositivo Sloveno press@aplusa.it +30 041 2770566Organizzazione: Gallerie e Museo Civico di LubianaL’istituzione delle Gallerie e Museo civico è stata fondata nel 2009. Comprende le sue collezioni, gli archivi, il materiale librario e documentario, le opere di arte moderna e contemporanea, e garantisce l’accesso ai beni culturali pubblici impegnandosi in scambi internazionali. www.mgml.siSede: A plus A Centro Espositivo SlovenoA plus A Centro Espositivo Sloveno è attivo a Venezia dal 1998 ed è nato con l’intento di promuovere l’arte slovena contemporanea ed internazionale. Nel corso del suo pluriennale esercizio la A plus A oltre a collaborare con il Ministero della Cultura Sloveno, ha promosso numerosi progetti internazionali con partners prestigiosi come l’Unione Europea. Attualmente è la sede ufficiale del padiglione sloveno alla Biennale di Venezia. www.aplusa.itArtista: Jasmina CibicSlovena di nascita (1979), vive e lavora a Londra. Nel 2006 consegue il Master in Belle Arti presso il Goldsmiths College di Londra. I suoi progetti e mostre recenti includono: Borderline, Joanneums Museum Graz; Bus-Tops, London 2012 Cultural Olympiad project, Londra; The Object of the Spectacle, Galerija Škuc, Lubiana; U3 – 6TH Triennial of Contemporary Art, curata da Charles Esche, Museo di Arte Moderna Lubiana; The Secret of the Ninth Planet, California College of the Arts, San Francisco; Museum on the Street, Museo di Arte Moderna Lubiana; Percorsi d’Arte, Museum of Modern Art, Bologna e Tourists Welcome, Ljubljana International Airport. Beneficia di numerosi premi tra cui Bevilacqua la Masa (Venezia 2002, 2005), Trend Award per l’eccezionale risultato ottenuto nelle arti visive in Slovenia e la nomina per il Premio Furla (Milano, 2005) e Vordemberge-Gildewart Award (Ljubljana, 2010). Le sue prossime mostre includono 7TH Triennial of Contemporary Art, curata da Nataša Bachelez-Petrešin, MSUM, Ljubljana e l’invito al progetto artistico per la 30 Biennale di Arti Grafiche a Lubiana curate da dr. Petja Grafenauer. www.jasminacibic.orgCommisario: Blaž PeršinBlaž Peršin è laureato in legge, specialista nel campo del management. Ha molti anni di esperienza nel campo delle arti, danza e teatro contemporanei, maturati inizialmente come produttore e curatore indipendente di numerosi progetti artistici e festival, e successivamente come direttore dell’istituto regionale per la conservazione dei beni culturali . Tra il 2003 e il 2006, è stato il responsabile dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Lubiana. Dal 2006, è stato direttore del Museo Civico di Lubiana e, in seguito alla sua riorganizzazione in una nuova istituzione, del Museum and Galleries of Ljubljana (MGML). Durante questo periodo, il museo ha realizzato numerosi progetti, guadagnando rilievo nel campo delle pratiche artistiche contemporanee sia in Slovenia sia nella regione. MGML è un’istituzione creative e all’avanguardia, strettamente connessa con il suo ambiente. Nel periodo dal 2001 al 2003, Peršin è stato membro del National Council for Culture. Nella sua abilità di commissario, ha supervisionato la presentazione della Slovenia all’Esposizione Internazionale di Architettura del 2010 situata presso la galleria A plus A Centro Espositivo Sloveno.Curatore: Tevž LogarTevž Logar è curatore e direttore artistico della galleria Škuc di Lubliana, Slovenia. Ha curato varie mostre collettive e personali in Slovenia e all’estero. I progetti recenti includono: la mostra e pubblicazione Ulay: Become presso la Škuc Gallery (2009); solo exhibitions Societe Realiste: One-way World (2010), Vadim Fishkin: Light Matters (2011), Tanja Ostojić: Body, Politics, Agency… (2012), Bas Jan Ader: The World Was Young When Gravity Fell (2012); NSK Folk Art (2011), Fragments of Unspoken Thoughts (2012); e co-curatela della mostra collettiva Accretions presso il Museum of Contemporary Art in Lodz, Poland (2011). Nel 2009, Logar è stato assistente commissario del padiglione sloveno della 53 Biennale di Venezia. Dal 2009 ha tenuto conferenze in Storia dell’Arte del XX secolo presso l’Academy of Visual Arts di Ljubljana. Ha occasionalmente pubblicato testi sulle arti visive contemporanee. Calle Malipiero, San Marco 3073 A plus A
Per la nostra cultura ed economia | Padiglione della Repubblica di Slovenia dal 5/30/13 al 11/24/13
in Calle Malipiero, San Marco 3073 , Venezia

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SHORT STUDY ON THE NATURE OF THINGSLaurent Montaron borsista di Villa Medici partecipa alla55. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia

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Inaugurazione mostra 6/1/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Viale della Trinità dei Monti, 1 00187 Roma

SHORT STUDY ON THE NATURE OF THINGSLaurent Montaron borsista di Villa Medici partecipa alla55. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia

L’Accademia di Francia a Roma –Villa Medici è lieta di annunciare la partecipazione di Laurent Montaron, borsista a Villa Medici per l'anno accademico 2012/2013, alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, curata da Massimiliano Gioni, dal titolo Il Palazzo Enciclopedico, in programma dal 1° giugno al 24 novembre 2013.Laurent Montaron presenta Short Study on the Nature of Things (Breve Studio sulla Natura delle Cose), un film girato in 35 mm nel 2011, il cui titolo è un diretto riferimento al poema latino di Lucrezio De Rerum Natura. Nel film una voce narrante femminile registrata su nastro magnetico racconta storie legate alla sua infanzia, restituendo una personale visione del mondo, dello spazio e del tempo. Parallelamente al sonoro scorrono sullo schermo assiomi di Eraclito insieme a suggestive immagini di strumenti di misurazione e rappresentazione della luce e del tempo, intervallate da una serie di differenti sequenze come lo scioglimento di un ghiacciaio o le inquadrature del corpo di Bernadette di Lourdes.Laurent Montaron nasce nel 1972 a Verneuil-sur-Avre, vive e lavora a Parigi. Completa gli studi a Reims, seguiti da un post-diploma a Nantes. La sua opera è centrata sulla storia contemporanea dei media: il loro avvento – dalle tecniche di rappresentazione meccanizzata alla fine del XIX secolo sino alle sue molteplici forme nell’epoca attuale – è da sempre accompagnato e caratterizzato da irragionevoli leggende. È stato per l'anno accademico 2012/2013 borsista residente presso l'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici.
SHORT STUDY ON THE NATURE OF THINGSLaurent Montaron borsista di Villa Medici partecipa alla55. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia dal 6/1/13 al 11/24/13
in Viale della Trinità dei Monti, 1 00187 Roma

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Giacomo Guidi Arte Contemporanea | MAURIZIO MOCHETTI

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Inaugurazione mostra 9/21/13 - Chiusura mostra 11/24/13 C.so Vittorio Emanuele II, 282-284 - 00186 Roma ‎

Giacomo Guidi Arte Contemporanea | MAURIZIO MOCHETTI

Dal 21 settembre al 24 novembre 2013, Giacomo Guidi Arte Contemporanea di Roma, in Palazzo Sforza Cesarini, ospiterà la personale di Maurizio Mochetti (Roma, 1940), artista tra i più conosciuti sia in Italia che all’estero, che vanta numerose partecipazioni alla Biennale di Venezia, oltre a quelle di San Paolo, di Nagoya, di Sidney. Tra le opere presentate vi sarà Pozza Rossa - qui esposta per la prima volta dopo la Biennale di Venezia del 1988. Pozza Rossa si manifesta allo sguardo come una struttura tridimensionale di pigmento rosso, la cui forma viene variata e poi disegnata dalla rotazione di un raggio laser che, in un movimento verticale e ciclico al centro di essa, ne suggerisce ogni volta percezioni diverse. In un’altra sala di Palazzo Sforza Cesarini s’incontrerà un lavoro inedito, realizzato per l’occasione, appartenente alla serie delle Missioni: è la parabola di un V1, una “bomba volante” posizionata su un telaio disposto in verticale, con un filo di acciaio in tensione che ne disegna il tragitto. Nel cortile verrà installata l’opera Pendoli Laser (1996-2013) che dialogherà con la classicità dello spazio e l’andamento prospettico del porticato.In Maurizio Mochetti, l’invenzione si rivela attraverso un’espressione essenziale che definisce la coerente complessità e l’ordine del suo pensiero, abbracciando quella bellezza e quella poesia proprie della realtà della mente e della sua continua evoluzione. Nell’esposizione emergono quei tratti che connotano l’operare dell’artista, dimostrando quanto la sua visione del mondo sia alimentata dall’arte quale manifestazione performativa della nostra contemporaneità.A dicembre, verrà inaugurata una nuova mostra di Maurizio Mochetti nella sede milanese della Giacomo Guidi Arte Contemporanea di via Antonio Stoppani 15/c. Sabato 21 settembre, in contemporanea con l’inaugurazione della personale di Maurizio Mochetti, dalle 17.00 alle 21.00, si aprirà alla Galleria Monitor (Palazzo Sforza Cesarini; ingresso da via Sforza Cesarini 43), la mostra di Antonio Rovaldi, in programma fino al 16 novembre 2013 (www.monitoronline.org).
Giacomo Guidi Arte Contemporanea | MAURIZIO MOCHETTI dal 9/21/13 al 11/24/13
in C.so Vittorio Emanuele II, 282-284 - 00186 Roma ‎

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Galleria Vezzoli "The Trinity"

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Inaugurazione mostra 5/29/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Via Guido Reni 4A - 00196 Roma

Galleria Vezzoli

29 maggio – 24 novembre 2013 a cura di Anna Mattirolo Gallerie 2 e 3Francesco Vezzoli, internazionalmente riconosciuto come uno dei più brillanti artisti italiani della sua generazione, è protagonista nel 2013 di tre personali al MAXXI di Roma, al MoMA PS1 di New York e al MOCA di Los Angeles. Tre mostre autonome ma connesse nel progetto The Trinity, nato dalla collaborazione tra le tre istituzioni internazionali per esplorare e presentare al pubblico aspetti diversi e fondamentali del lavoro dell’artista e la sua evoluzione.Attraverso oltre novanta opere, alcune esposte per la prima volta, Galleria Vezzoli racconta il percorso artistico di Vezzoli, dai primi ricami del 1995 agli arazzi, le fotografie e i video più recenti, fino alle ultime sculture in marmo. Con un approfondimento sull’autoritratto, che rimanda alle quadrerie dei musei d’altri tempi. Il titolo stesso della mostra si ispira, con leggerezza e ironia, alle grandi Gallerie romane del passato: suggerisce l’atmosfera sontuosa dei musei ottocenteschi e anche una riflessione sul ruolo del museo contemporaneo. Per l’occasione le gallerie del MAXXI sono state completamente trasformate: damasco rosso, boiserie, stucchi, nicchie e sculture classicheggianti hanno ridisegnato gli spazi progettati da Zaha Hadid creando, in una sorta di “impertinente violazione”, un museo nel museo.Ricami a piccolo punto, video, fotografie, sculture, le opere dell’artista bresciano sono trame di riferimenti, citazioni che utilizzano frammenti del cinema d’autore, della produzione hollywoodiana e di quella televisiva, della storia dell’arte, della moda e della politica, attingendo tanto dalla cultura “alta” quanto da quella popolare. Traendo spunto da temi appartenenti all'immaginario collettivo, Vezzoli si appropria dei meccanismi della comunicazione mediatica e, attraverso un complesso progetto di tessitura dei codici linguistici, ne smaschera i sistemi, le logiche, i meccanismi.MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo ∙ Via Guido Reni 4A - 00196 Roma ∙ t 06 3225178
Galleria Vezzoli "The Trinity" dal 5/29/13 al 11/24/13
in Via Guido Reni 4A - 00196 Roma

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IL MONDO IN MASCHERA': MASCHERE, IDENTITÀ NASCOSTE

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Inaugurazione mostra 9/19/13 - Chiusura mostra 11/24/13 Via Sant'Andrea 2 Milano

IL MONDO IN MASCHERA': MASCHERE, IDENTITÀ NASCOSTE

'IL MONDO IN MASCHERA': MASCHERE, IDENTITÀ NASCOSTE Dalla Commedia dell'Arte al Novecento, un percorso nella grafica tra rappresentazione e illustrazione 19 settembre ' 24 novembre 2013 Palazzo Morando Costume Moda Immagine Le maschere sono divenute l'emblema di un modo di fare teatro e di viverlo, soprattutto nel primo periodo del sorgere della Commedia dell'Arte, sulle basi di un teatro all'improvviso realizzato da artisti di strada, ciarlatani e commedianti nelle tante fiere popolari. A partire dal volume 'The world in masquerade', Nomos Editore, la mostra esplorerà il tema della maschera nella produzione grafica dal Cinquecento al Novecento. Fra documenti originali, creazioni tridimensionali, manichini, burattini, costumi e sagome si ricrea l'illusione di un mondo fantastico con la consapevolezza che la maschera continua ad essere un elemento vitale in epoca moderna, una componente imprescindibile della società dell'immagine in cui viviamo. Una mostra Comune di Milano ' Cultura in collaborazione con il Comune di Bagnacavallo (RA) Ufficio Comunicazione T 02 88462330 c.palazzomorando@comune.milano.it
IL MONDO IN MASCHERA': MASCHERE, IDENTITÀ NASCOSTE dal 9/19/13 al 11/24/13
in Via Sant'Andrea 2 Milano

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Lo spazio di un duo | David Tremlett e Michel Verjux

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Inaugurazione mostra 9/24/13 - Chiusura mostra 11/21/13 Via D. Scarlatti 12 20124 Milano

Lo spazio di un duo | David Tremlett e Michel Verjux

La galleria A arte Studio Invernizzi inaugura martedì 24 settembre 2013 alle ore 18.30 la mostra “Lo spazio di un duo” all’interno della quale saranno presentati lavori di David Tremlett e Michel Verjux. La mostra, pensata in relazione allo spazio espositivo, si pone come l’esito di un’attiva collaborazione tra l’artista inglese e l’artista francese. Al piano superiore saranno presentate opere realizzate singolarmente. Nella prima sala Michel Verjux realizzerà una proiezione luminosa in cui un fascio di luce attraverserà lo spazio espositivo, rimanendo tangente al muro, ed illuminerà una porzione semicircolare di una delle pareti della sala aprendosi alla possibilità di un intenso dialogo con la volumetria e la spazialità dell’ambiente della galleria. Nella stanza adiacente David Tremlett presenterà un intervento ad angolo realizzato con grafite e pigmenti di colore attraverso una progressione di fasce orizzontali di varie dimensioni tangenti le une alle altre, le quali ridefiniranno la percezione spaziale dell’osservatore. David Tremlett interverrà anche con il lavoro “Construct” all’ingresso della galleria che dialogherà con l’opera “Mini-découpe mur/plafond (source au sol)” di Michel Verjux al piano inferiore, dove i due artisti eseguiranno due lavori realizzati a quattro mani, che metteranno in stretto dialogo la poetica della percezione della luce di Verjux e la ricerca dell’articolazione fisica e volumetrica di Tremlett. “Il primo, “Ambi-balance”, per la parete sulla destra, si compone di due semicerchi che si dispongono sul muro in modo che ciascuno tocchi il suolo; uno è realizzato da Verjux, l’altro da Tremlett. Il punto di partenza è l’individuazione di una geometria: un cerchio viene scomposto in due e ribaltato da un lato fino a creare due forme identiche, ma con direzione e orientamento opposto. [...] “Zipped” affianca invece due forme stabili - un quadrato e un rettangolo - a due strisce più strette, due ‘cerniere‘ laterali, due momenti di interruzione al bagliore dell’uno, e al buio dell’altro. Anche in questo caso i due artisti si sono alternati intervenendo nella realizzazione dell’opera nella stessa misura: le due grandi forme, l’una proiettata e l’altra generata dalla stesura del grasso, sono poste in contatto tra loro e affiancate ai loro estremi dalle due sottili bande che frammentano la sconcertante continuità tra due materie e due masse così diverse, introducendo un ritmo che ‘accende’ il lavoro”.In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue con la riproduzione delle opere esposte, un saggio introduttivo di Elena Forin, una poesia di Carlo Invernizzi e un aggiornato apparato bio-bibliografico.
Lo spazio di un duo | David Tremlett e Michel Verjux dal 9/24/13 al 11/21/13
in Via D. Scarlatti 12 20124 Milano

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David Tremlett Michel Verjux. Lo spazio di un duo

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Inaugurazione mostra 9/24/13 - Chiusura mostra 11/21/13 via Domenico Scarlatti 12, Milano

David Tremlett  Michel Verjux. Lo spazio di un duo

inaugurazione martedì 24 settembre 2013 ore 18.30La galleria A arte Studio Invernizzi inaugura martedì 24 settembre 2013 alle ore 18.30 la mostra “Lo spazio di un duo” all’interno della quale saranno presentati lavori di David Tremlett e Michel Verjux. La mostra, pensata in relazione allo spazio espositivo, si pone come l’esito di un’attiva collaborazione tra l’artista inglese e l’artista francese. Al piano superiore saranno presentate opere realizzate singolarmente. Nella prima sala Michel Verjux realizzerà una proiezione luminosa in cui un fascio di luce attraverserà lo spazio espositivo, rimanendo tangente al muro, ed illuminerà una porzione semicircolare di una delle pareti della sala aprendosi alla possibilità di un intenso dialogo con la volumetria e la spazialità dell’ambiente della galleria. Nella stanza adiacente David Tremlett presenterà un intervento ad angolo realizzato con grafite e pigmenti di colore attraverso una progressione di fasce orizzontali di varie dimensioni tangenti le une alle altre, le quali ridefiniranno la percezione spaziale dell’osservatore. David Tremlett interverrà anche con il lavoro “Construct” all’ingresso della galleria che dialogherà con l’opera “Mini-découpe mur/plafond (source au sol)” di Michel Verjux al piano inferiore, dove i due artisti eseguiranno due lavori realizzati a quattro mani, che metteranno in stretto dialogo la poetica della percezione della luce di Verjux e la ricerca dell’articolazione fisica e volumetrica di Tremlett. “Il primo, “Ambi-balance”, per la parete sulla destra, si compone di due semicerchi che si dispongono sul muro in modo che ciascuno tocchi il suolo; uno è realizzato da Verjux, l’altro da Tremlett. Il punto di partenza è l’individuazione di una geometria: un cerchio viene scomposto in due e ribaltato da un lato fino a creare due forme identiche, ma con direzione e orientamento opposto. [...] “Zipped” affianca invece due forme stabili - un quadrato e un rettangolo - a due strisce più strette, due ‘cerniere‘ laterali, due momenti di interruzione al bagliore dell’uno, e al buio dell’altro. Anche in questo caso i due artisti si sono alternati intervenendo nella realizzazione dell’opera nella stessa misura: le due grandi forme, l’una proiettata e l’altra generata dalla stesura del grasso, sono poste in contatto tra loro e affiancate ai loro estremi dalle due sottili bande che frammentano la sconcertante continuità tra due materie e due masse così diverse, introducendo un ritmo che ‘accende’ il lavoro”.In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue con la riproduzione delle opere esposte, un saggio introduttivo di Elena Forin, una poesia di Carlo Invernizzi e un aggiornato apparato bio-bibliografico.MOSTRA: David Tremlett Michel Verjux. Lo spazio di un duo CATALOGO CON SAGGIO DI: Elena Forin PERIODO ESPOSITIVO: 24 settembre - 21 novembre 2013 ORARI: da lunedì a venerdì 10-13 15-19, sabato su appuntamento
David Tremlett Michel Verjux. Lo spazio di un duo dal 9/24/13 al 11/21/13
in via Domenico Scarlatti 12, Milano

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David Tremlett - Michel Verjux - Lo spazio di un duo

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Inaugurazione mostra 9/24/13 - Chiusura mostra 11/21/13 Via Scarlatti, 12, 20124 Milano

David Tremlett - Michel Verjux - Lo spazio di un duo

La galleria A arte Studio Invernizzi inaugura martedì 24 settembre 2013 alle ore 18.30 la mostra “Lo spazio di un duo” all’interno della quale saranno presentati lavori di David Tremlett e Michel Verjux. La mostra, pensata in relazione allo spazio espositivo, si pone come l’esito di un’attiva collaborazione tra l’artista inglese e l’artista francese. Al piano superiore saranno presentate opere realizzate singolarmente. Nella prima sala Michel Verjux realizzerà una proiezione luminosa in cui un fascio di luce attraverserà lo spazio espositivo, rimanendo tangente al muro, ed illuminerà una porzione semicircolare di una delle pareti della sala aprendosi alla possibilità di un intenso dialogo con la volumetria e la spazialità dell’ambiente della galleria. Nella stanza adiacente David Tremlett presenterà un intervento ad angolo realizzato con grafite e pigmenti di colore attraverso una progressione di fasce orizzontali di varie dimensioni tangenti le une alle altre, le quali ridefiniranno la percezione spaziale dell’osservatore. David Tremlett interverrà anche con il lavoro “Construct” all’ingresso della galleria che dialogherà con l’opera “Mini-découpe mur/plafond (source au sol)” di Michel Verjux al piano inferiore, dove i due artisti eseguiranno due lavori realizzati a quattro mani, che metteranno in stretto dialogo la poetica della percezione della luce di Verjux e la ricerca dell’articolazione fisica e volumetrica di Tremlett. “Il primo, “Ambi-balance”, per la parete sulla destra, si compone di due semicerchi che si dispongono sul muro in modo che ciascuno tocchi il suolo; uno è realizzato da Verjux, l’altro da Tremlett. Il punto di partenza è l’individuazione di una geometria: un cerchio viene scomposto in due e ribaltato da un lato fino a creare due forme identiche, ma con direzione e orientamento opposto. [...] “Zipped” affianca invece due forme stabili - un quadrato e un rettangolo - a due strisce più strette, due ‘cerniere‘ laterali, due momenti di interruzione al bagliore dell’uno, e al buio dell’altro. Anche in questo caso i due artisti si sono alternati intervenendo nella realizzazione dell’opera nella stessa misura: le due grandi forme, l’una proiettata e l’altra generata dalla stesura del grasso, sono poste in contatto tra loro e affiancate ai loro estremi dalle due sottili bande che frammentano la sconcertante continuità tra due materie e due masse così diverse, introducendo un ritmo che ‘accende’ il lavoro”.In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue con la riproduzione delle opere esposte, un saggio introduttivo di Elena Forin, una poesia di Carlo Invernizzi e un aggiornato apparato bio-bibliografico. Orari: da lunedì a venerdì 10-13 - 15-19; sabato su appuntamento. Per info: tel +39 02 29402855; info@aarteinvernizzi.it; http://www.aarteinvernizzi.it. Metropolitana: MM1 Lima MM2 Caiazzo MM3 Centrale Bus 60 - 90 - 91 - 92 Tram 1 - 33
David Tremlett - Michel Verjux - Lo spazio di un duo dal 9/24/13 al 11/21/13
in Via Scarlatti, 12, 20124 Milano

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IL GUERCINO RITROVATOA PALAZZO DUCALE A MODENA

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Inaugurazione mostra 9/22/13 - Chiusura mostra 11/20/13 Palazzo Ducale, Modena

IL GUERCINO RITROVATOA PALAZZO DUCALE A MODENA

IL GUERCINO RITROVATOA PALAZZO DUCALE A MODENADal 22 settembre un’esposizione straordinaria a Palazzo Ducale di Modena: “Giuseppe e la moglie di Putifarre”, capolavoro ritrovato del Guercino, sarà visibile al pubblico nella Sala del Trono, in una mostra organizzata dalla Zanasi Foundation e curata da Nicholas Turner e Federica Gasparrini.Modena si prepara a essere protagonista di un’esposizione tra le più suggestive dell’anno: dal 22 settembre al 20 novembre, presso la Sala del Trono di Palazzo Ducale, il pubblico potrà ammirare “Giuseppe e la moglie di Putifarre”, capolavoro del Guercino recentemente ritrovato ed entrato nella collezione della Zanasi Foundation.“Giuseppe e la moglie di Putifarre” fu eseguito dal Guercino nel 1631 per Francesco I d’Este, duca di Modena, e successivamente venne disperso. Gli studiosi erano perfettamente a conoscenza dell’esistenza del capolavoro, proprio grazie alla notevole mole di documentazione esistente sul Guercino, ma il passaggio del dipinto per molte famiglie private ne fece perdere le tracce. Si pensa che fu Laura Martinozzi, membro del governo modenese molto stimata dalla famiglia d’Este, a ricevere in dono il quadro e a portarlo con sé nelle maggiori corti europee una volta ritiratasi a vita privata. Dopodiché il capolavoro passò nelle proprietà di varie famiglie della nobiltà umbro-marchigiana, fino all’acquisizione da parte della Zanasi Foundation, avvenuta nel 2011.Dunque, dopo secoli in cui se ne persero completamente le tracce, questa straordinaria opera sarà visibile al grande pubblico a Modena, in una mostra curata da Nicholas Turner e Federica Gasparrini, ospitata negli spazi di uno dei più prestigiosi edifici seicenteschi italiani, Palazzo Ducale, oggi sede dell’Accademia Militare.Nicholas Turner, curatore dell’esposizione insieme a Federica Gasparrini, considerato universalmente “l’erede” di Sir Denis Mahon nonché il più grande esperto vivente del Guercino, dice: «Senza dubbio, Giuseppe e la moglie di Putifarre è uno dei dipinti da galleria più strabilianti prodotti dal Guercino nel 1631, durante il cosiddetto periodo transizionale, in un momento particolarmente produttivo della sua carriera».Questa mostra sarà il primo grande evento della Zanasi Foundation. Creata recentemente dal professor Stefano Zanasi, internazionalmente noto per la sue esperienza nella chirurgia protesica mininvasiva di rivestimento e per l’impiego clinico in ortopedia delle cellule staminali, la fondazione è nata con lo scopo di promuovere l’arte, la cultura, la ricerca scientifica e la tecnologia in ambito medico.«Dal mio lavoro e dalla mia passione per l’arte – dice Zanasi - ho imparato che l’amore della bellezza è unico in ogni campo. L’arte di per sé significa realizzazione di un gesto che debba dare piacere a chi lo esegue e a chi fondamentalmente lo fruisce, intersecandosi pertanto in un’unica performance che si accomuna con quella del gesto chirurgico. Ringrazio la Città di Modena e il Generale Giuseppenicola Tota, comandante dell’Accademia Militare, per aver accettato di ospitare questa significativa manifestazione culturale».La giornata di inaugurazione invece si terrà il 21 settembre e comincerà alle 11.30, presso l’Aula Magna di Palazzo Ducale, con una conferenza stampa moderata da Marco Carminati, noto storico dell’arte e giornalista, che interloquirà con i curatori Turner e Gasparrini e con il Presidente Zanasi. Un ospite speciale parteciperà alla conferenza: Horacio Pagani, fondatore della Pagani Automobili, casa automobilistica italiana specializzata nella produzione di auto d’eccellenza tecnologica. Pagani spiegherà la connessione tra innovazione tecnologica e culturale dell’intera operazione, proprio perché nella serata l’auto Huayra, capolavoro d’avanguardia progettato proprio da Pagani, sarà visibile nel cortile di Palazzo Ducale.La giornata riprenderà alle 17, con una straordinaria tavola rotonda sul Guercino, tenuta da Nicholas Turner, Federica Gasparrini, Thierry Morel e Stefano Zanasi, al termine della quale la mostra aprirà al pubblico invitato.Una mostra imperdibile dunque, dedicata a un Maestro assoluto, nato a Cento nel 1591 e morto a Bologna nel 1666, dopo aver lasciato all’umanità alcune delle più straordinarie opere mai realizzate.In allegato: • l'immagine dell'opera • Comunicato stampa in formato pdf“Giuseppe e la moglie di Putifarre”Palazzo Ducale, ModenaDal 22 settembre al 20 novembre 2013OrariDal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.00Sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00Ingresso Gratuito
IL GUERCINO RITROVATOA PALAZZO DUCALE A MODENA dal 9/22/13 al 11/20/13
in Palazzo Ducale, Modena

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Rivoluzioni

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Inaugurazione mostra 9/11/13 - Chiusura mostra 11/19/13 via Spallanzani 6 Milano

Rivoluzioni

Il progetto espositivo "Rivoluzioni" è la rievocazione dei "no" al "sistema" oligarchico ambendo a sollecitare una rivolta dapprima interiore e poi verso tutto ciò che deturpa la dignità umana. È l'idea di materializzare il limite invalicabile esistente in ognuno di noi, con la consapevolezza che ogni uomo deve sempre fare i conti con la dimensione reazionaria al cambiamento, un prodotto della paura, in antitesi all'uso della ragione, che fa comodo a chi persegue il potere. Nelle opere contenuto simbolico e forma sono indissolubilmente legati e la pittura si trasforma in un impatto visivo dal forte potere evocativo, risultato di una profonda ricerca e riflessione sul significato contemporaneo dell’esperienza della resistenza, della rivolta e della rivoluzione.Orari di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore 17 alle ore 19, il sabato dalle ore 15 alle ore 18.30, chiuso la domenica; ingresso libero. Il catalogo sarà disponibile a partire dal 9 novembre in formato cartaceo presso il luogo espositivo e in formato elettronico alla seguente url Recensioni critiche di Pasqualino Colacitti, Ennio Abate, Carlo Cifronti, Pietro Panebianco.
Rivoluzioni dal 9/11/13 al 11/19/13
in via Spallanzani 6 Milano

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Casa Andersen

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Inaugurazione mostra 9/21/13 - Chiusura mostra 11/17/13 Piazza Conte Rosso, 1- Avigliana (To)

Casa Andersen

Ceramiche raku di Giuliana Cusino Giuliana Cusinonata a Torino, ex insegnante, vive e lavora ad Avigliana (TO). Per numerosi anni ha collaborato con note case editrici (Juvenilia, Elemond, ecc..) come autrice e, talvolta, come illustratrice di libri per ragazzi. Ha frequentato corsi di pittura e disegno presso lo studio del maestro Francesco Preverino a Torino. La sua grande passione, la ceramica, ed in particolare il Raku, è nata alcuni anni orsono ad Avigliana alla scuola del noto maestro ceramista Piero Della Betta.Mostre (elencate in ordine decrescente di data)2013 "Casa Andersen" - Ceramiche raku di Giuliana Cusino - Con gli amici artisti: Silvana alasia, Carlo A. M. Burdet, Enrica Campi, Mara Cozzolino, Sonia Girotto e Massimo Voghera - Mostra organizzata dall' Associazione culturale "Arte per Voi" dal 21 settembre al 17 novembre 2013 - (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "Un artista per Voi" - Hotel Hermitage - Avigliana (TO) - 5 agosto/30 settembre (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "Terza rassegna del 20x20. Con gli amici artisti di 'Arte per Voi'" - Ceramiche raku di Giuliana Cusino. Mostra organizzata dall' Associazione culturale "Arte per Voi" dal 6 al 28 luglio 2013 - (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) Mostra d'arte - 4ª edizione" - Chiostro del Parco Comunale - Comune di Castiglione T.se (TO) - 15-16 Giugno 2013 Personale - Circolo “Gli Arcimboldi” – Villanova di Giaveno (TO) – giugno e luglio 2013 "Femminile Plurale" - Selezione d'Arte Contemporanea - Abbinata alla XXVII edizione del Valsusa Filmfest - Castello della Contessa Adelaide - Susa (TO) - 14 / 25 aprile 2013 - - (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "Libertà espressive due - Diciassette artisti per una città" - Palazzo Lomellini - Carmagnola (TO) -15 febbraio / 17 marzo 2013 - (per visualizzare l'invito all'evento clicca qui)2012 "Con gli occhi di Alice" - Ceramiche raku di Giuliana Cusino. Mostra organizzata dall' Associazione culturale "Arte per Voi" dal 29/09 all' 11/11 2012 - (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "Mostra d'arte - 3ª edizione" - Chiostro del Parco Comunale - Comune di Castiglione T.se (TO) - 9-10 Giugno 2012 "8ª Rassegna Internazionale per artisti ceramisti contemporanei" - Comune di Albissola (SV) - 26 maggio - 10 giugno 2012. (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "Keràmina 2012" 6ª edizione - Mostra-mercato della ceramica da collezione - Comune di Cecina (LI) - 6-7 Aprile 2012. (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) 2011 "Il tredicesimo mese" - Ceramiche raku di Giuliana Cusino e poesie di Clara Isabel Precioso Garcìa. Mostra organizzata dall' Associazione culturale "Arte per Voi" dal 19/11 al 18/12 2012 - (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "43a Mostra dell'Artigianato" - Quartiere Piazza - Mondovì (CN) - 6-15 Agosto 2011 (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) Collettiva al Castello di Roddi (CN) dal 9 Luglio al 7 Agosto 2011 a corollario della mostra "Omaggio a Francesco Tabusso" (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "Terre magiche" - Mostra-mercato della ceramica d'autore - Comune di Follonica (GR) 9-10 Luglio 2011 (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "Bianco, rosso e verde" - Ventisette artisti interpretano il tricolore - Mostra collettiva (dal 21/05/2011 al 19/06/2011)organizzata dall' Associazione culturale "Arte per Voi" ed inserita nelle celebrazioni del Centocinquantenario dell'Unità d'Italia promosse dal Comune di Avigliana. (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "Keràmina 2011" 5ª edizione - Mostra-mercato della ceramica da collezione - Comune di Cecina (LI) - 22-23 Aprile 2011. (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) 2010 "Cavalieri d'Oriente" - Collettiva di ceramiche artistiche - Museo della Ceramica - Palazzo Botton - Castellamonte (TO) - dal 5/12/2010 al 6/1/2011 "Rifrazioni del contemporaneo" - Torino Art Gallery - Torino - dal 13/11/2010 al 3/12/2010 - (clicca qui per visualizzare l'invito e la critica) "Fate" - Ceramiche raku di Giuliana Cusino. Mostra organizzata dall' Associazione culturale "Arte per Voi" ed inserita nell'ambito de "La Terra del Fuoco" - 9ª edizione - Mostra della Ceramica d' Autore - Città di Avigliana - dal 16/10 al 7/11 2010 - (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "Le Salon" - Collettiva di opere prime contemporanee - Casa Francotto - Busca (CN) - dal 18/09/2010 al 21/11/2010 "42a Mostra dell'Artigianato" - Quartiere Piazza - Mondovì (CN) - 7-16 Agosto 2010 "Ceramiche Raku in piazza" - Casale Marittimo (PI) - 25-26 Giugno 2010 - (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "Festa Internazionale della Ceramica" - XVIII edizione - Montelupo Fiorentino (FI) - 19-21 Giugno 2010 - (per visualizzare il logo dell'evento clicca qui) "VI Mostra mercato della ceramica" - Murazzano (CN) - 23 Maggio 2010 - (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) "II Mostra della Ceramica" - Chiesa dei Battuti Neri - Murazzano (CN) - 10-30 Maggio 2010 "Keràmina 2010" 4ª edizione - Mostra-mercato della ceramica da collezione - Comune di Cecina (LI) - 2-3 Aprile 2010. Vincitrice del 1° premio al concorso indetto tra i ceramisti partecipanti e con votazione delle opere da parte dei visitatori. (per visualizzare la locandina dell'evento clicca qui) 2009 "Storie delle donne velate" - Ceramiche raku di Giuliana Cusino. Mostra organizzata dall' Associazione culturale "Arte per Voi" ed inserita nell'ambito de "La Terra del Fuoco" - 8ª edizione - Mostra della Ceramica d' Autore - Città di Avigliana - dal 3/10 al 8/11 2009 "arteinfesta" - pittura e scultura dal vivo - premio "montecalvo arte" - Montecalvo in Foglia (PU) - 3 e 10 luglio 2009 "Ceramic.art" 1ª edizione - Biennale d'Arte Ceramica Contemporanea - Cittadella del Mastro Artigiano, C.so Casale 3, Prarolo (VC) - 25-28 Giugno 2009 "Keràmina 09" 3ª edizione - Mostra-mercato della ceramica da collezione - Comune di Cecina (LI) - 10-11 Aprile 2009 2008 Mostra-mercato presso la "Galleria dell'Arte Artigiana" negli spazi espositivi de "La cittadella del mastro artigiano" nel comune di Prarolo (VC) "La Terra del Fuoco" - 7ª edizione - Mostra della Ceramica d' Autore organizzata dalla Città di Avigliana - dal 4/10 al 9/11 2008 "De alio cepa in arte" (a proposito della cipolla nell'arte) - Mostra collettiva monotematica - Il Ricetto e la Torre di San Mauro - Almese (TO) - 28/09-2/11/2008 "I vasi officinali" - III Biennale Nazionale di Ceramica d'Arte Contemporanea Premio Lucio De Maria - Sala delle Arti - Collegno (TO) - 18/04-11/05/2008 2007 "La magia dei Tarocchi nell'arte" - Mostra di Tarocchi d'Arte contemporanea - Banca popolare di Milano, Bologna - 10-31/12/2007 "Il Presepe e i suoi personaggi - Tradizione e contemporaneità" - Municipio di Castelnuovo Nigra (TO) - 8/12/2007 - 6/1/2008 "La Terra del Fuoco" - 6ª edizione - Mostra della Ceramica d' Autore organizzata dalla Città di Avigliana - Ottobre “Alla corte dei Trionfi” - Mostra di tarocchi opere di artisti contemporanei - Biblioteca Bassani – Ferrara 2006 "La Terra del Fuoco" - 5ª edizione - Mostra della Ceramica d' Autore organizzata dalla Città di Avigliana - Settembre "Tarocchi" - in occasione della prima del film "Scoop" al cinema Ambrosio di Torino 2005 "La Terra del Fuoco" - 4ª edizione - Mostra della Ceramica d' Autore organizzata dalla Città di Avigliana - Settembre “Namibia” – Centro Internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro – Torino 2004 "La Terra del Fuoco" - 3ª edizione - Mostra della Ceramica d' Autore organizzata dalla Città di Avigliana - Settembre 2004
Casa Andersen dal 9/21/13 al 11/17/13
in Piazza Conte Rosso, 1- Avigliana (To)

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Mostra personale di Pierluigi Pusole.

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 11/17/13 via Beltrami 18 26100 - Cremona

Mostra personale di Pierluigi Pusole.

INTERNO18 presenta I.S.D. 2013, mostra personale di Pierluigi Pusole.L’autore propone lavori inediti, realizzati appositamente per gli spazi della galleria.Trentadue fra acquarelli e acrilici su carta tra loro indipendenti, ma allo stesso tempo “moduli” che, in fase d’allestimento, vengono affiancati secondo criteri soggettivi ed anti-narrativi a formare un’installazione site specific. Le opere sono concepite come unità minime che corrispondono a un formato preciso del foglio da disegno e funzionano come finestre aperte su scenari fittizi, mondi popolati da esplosioni cellulari e figure evanescenti. L’universo di Pusole è sospeso in una dimensione spazio temporale indefinibile. Immagini in cui il carattere visionario e misterioso è accentuato dall’uso di tonalità che virano dal verde al blu.“Le mie immagini sono antinaturali, anzi sono una sfida contro la natura. Quando scrivo "io sono dio" è proprio questo che intendo: voglio sfidare la natura, ecco il fine della mia ricerca scientifica. Quando dipingo non sono più nella natura, mi confronto con la natura dall'esterno, ricreandola. I miei quadri sono una specie di esperimento di ingegneria genetica”. (P. Pusole in Io sono Dio, intervista di Massimiliano Gioni)“L’universo di Pusole è complesso, la sua non è una pittura facile, richiede uno sforzo e quindi non comunica direttamente a tutti. È una sfida interna (essenzialmente con il proprio passato) ed esterna (con il pubblico cui, una volta tanto, non si chiederà di mettersi comodo a contemplare)”. (Luca Beatrice in Pusole standard, Milano2003) Pierluigi Pusole è nato nel 1963 a Torino, dove vive e lavora. Ha iniziato ad esporre nel 1986 distinguendosi per l’originalità nell’ambito della nuova pittura italiana. Una delle caratteristiche della sua poetica è stata, almeno inizialmente, quella di intraprendere un confronto dialettico con i nuovi media per poi orientare successivamente la sua ricerca alla costruzione di nuove realtà ed un confronto con la scienza razionale.SOLO SHOWS2011 Experiments, Studio d’arte Cannaviello / Special Event, Studio d’Arte Raffaelli, Trento / Figli dei Monti, Forte Strino, Vermiglio (TN) - 2010 Experiments, Studio d’Arte Raffaelli, Trento / Experiments, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, San Marino - 2008 Galleria In Arco, Torino - 2007 Galleria Alessandro Bagnai, Firenze - 2006 Galerie Michael Schultz, Berlino - 2004 Galleria In Arco, Torino - 2003 Studio d’arte Cannaviello, Milano - 2002 Galleria dello Scudo, Verona - 2001 Studio d’arte Cannaviello, Milano - 2000 Galleria Alberto Peola, Torino - 1999 Galleria De Crescenzio & Viesti, Roma - 1998 Galleria Guido Carbone, Torino / Galleria Alberto Peola, Torino - 1997 Studio d’arte Cannaviello, Milano / Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea, Roma - 1996 Galleria dello Scudo, Verona / Galleria In Arco, Torino - 1995 Studio d’arte Cannaviello, Milano / Galleria Dina Carola, Napoli - 1993 Studio d’arte Cannaviello, Milano - 1992 Galleria Alessandro Bagnai, Siena / Spazio EOS, Milano / Galleria Guido Carbone, Torino - 1991 Galleria Minini, Brescia / Spazio Juliet, Trieste / Galerie Lucien Bilinelli, Bruxelles - 1990 Galleria Guido Carbone, Torino / Galleria Margiacchi, Arezzo - 1988 Studio Matteo Remolino, Torino / Studio Cristofori, Bologna - 1987 Galleria Guido Carbone, Torino - 1986 Studio Corrado Levi, Milano.SELECTED GROUP SHOWS2012 Atmosphere2 Paolo Grassino / Pierluigi Pusole, Fondazione 107, Torino / Anni ‘90, Studio d’arte Cannaviello Milano / DOCKS912. 100 anni in evoluzione, Torino / ArtisMap, Torino - 2011 Un’altra storia. Arte Italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero, Milano - 2010 Tracks and Traces, Torino - 2009 Plenitudini, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, San Marino - 2008 Experimenta, Farnesina, Roma / Piazza Vittorio, Galleria in Arco, Torino - 2007 Vent’anni con gli amici, Galleria In Arco, Torino / Arte italiana 1968-2007, pittura, Palazzo Reale - 2006 Walk-in, Galleria Alessandro Bagnai, Firenze / Arte italiana, Galleria di Arte Moderna, Bratislava- 2005 Altri Fantasmi, Galleria Pero, Milano / Altri Fantasmi, Galleria In Arco, Torino - 2003 301.302 kmq, Galleria Alessandro Bagnai, Firenze - 2002 Giovane figurazione internazionale, Planetario, Trieste - 2001 La GAM costruisce il suo futuro, G.A.M., Torino - 2000 Futurama, Museo Pecci, Prato - 1999 Arte in Giro, Santuario d’Oropa, Biella - 1998 Transmissions, Espace des Arts, Chalon sur Saone - 1997 Museo Laboratorio, Università La Sapienza, Roma / Arte Italiana: la Pittura Iconica, GAM, Bologna - 1996 Carte Italiane, Istituto Italiano di Cultura, Atene / Ultime generazioni, XII Quadriennale, Roma / Giro d’Italia: Torino, Fabio Sargentini, Roma - 1995 M.A.P.P. Museo Paolo Pini, Milano / Dodici Pittori Italiani, Spazio Herno/In Arco, Torino - 1994 Punti di vista, Civico Museo d’Arte, Revoltella - 1992 Immagini di pittura, Studio d’arte Cannaviello, Milano / Segni e disegni, Galerie Analix, Ginevra Galleria In Arco, Torino / Loft, Valdagno - 1991 Anni Novanta, Galleria Civica, Bologna - 1990 Avec, A.P.A.C., Nevers / Aperto, Biennale di Venezia - 1989 Examples: new italian art, Riversides Studio, Londra - 1988 Spunti di giovane arte italiana, Galeria Buades, Madrid / Ordine e disordine, Palazzo dell’Arengo, Roma - 1987 Gemito, Promotrice di Belle Arti, Torino - 1986 Ultime, Castello di Volpaia, Radda in Chianti / Il cangiante, P.A.C., Milano. Inaugurazione sabato 28 settembre, ore 18Per info: www.galleriainterno18.it; http://www.facebook.com/Interno18; info@galleriainterno18.itOrari: mar – sab 10.30 – 13.30 e 16.00 – 20.00 dom 16.00 – 20.00
Mostra personale di Pierluigi Pusole. dal 9/28/13 al 11/17/13
in via Beltrami 18 26100 - Cremona

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ARTISTI PER NUVOLARI

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Inaugurazione mostra 9/15/13 - Chiusura mostra 11/17/13 Via XX Settembre, 11 Castel d'Ario

ARTISTI PER NUVOLARI

CASA MUSEO SARTORI - CASTEL D’ARIO (Mantova) Via XX Settembre, 11/13/15Artisti per NUVOLARI Paolo Baratella - Nevio Bedeschi - Franco Bellardi - Claudio Benghi - Simone Butturini - Tindaro Calia - Mario Cancelliere - Sabina Capraro - Giovanni Cerri - Stefano Ciaponi - Rossano Cortellazzi - Piero Costa - Walter Davanzo - Gioxe De Micheli - Franco Dugo - Giovanni Fabbri - Marina Falco - Victor Ferraj - Danilo Fusi - Renato Galbusera - Carlo Adelio Galimberti - Giuliano Ghelli - Matteo Giannini - Francesco Giostrelli - Aurelio Gravina - Veronica Longo - Giovanni Lo Presti - Riccardo Luchini - Marco Manzella - Massimo Marchesotti - Patrizia Masserini - Antonio Miano - Impero Nigiani - Luciano Paganelli - Piero Paoli - Aldo Parmigiani - Carlo Pescatori - Stefano Pizzi - Gabriele Poli - Roberto Rampinelli - Giorgio Scano - Fabio Sironi - Sergio Tarquinio - Giuseppe Tecco - Gino Terreni - Mario Tettamanti - Luigi Timoncini - Antonio Tonelli - Giuliano Trombini - Pierangelo Tronconi - Alberto Venditti 15 Settembre / 17 Novembre 2013 Inaugurazione: Domenica 15 Settembre ore 11.00 Mostra e catalogo a cura di Arianna SartoriLa Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (Mantova) in via XX Settembre 11/13/15, dal 15 Settembre al 17 Novembre 2013 presenta la rassegna “Artisti per NUVOLARI”.La mostra, che nasce da un’idea e progetto di Adalberto Sartori, è realizzata in occasione del Sessantesimo anniversario della scomparsa di Tazio Nuvolari e gode dei patrocini di Provincia di Mantova, Comune di Castel d’Ario, Comune di Mantova, Automobile Club Mantova, Museo Tazio Nuvolari, Amici del Museo Tazio Nuvolari, AMAMS Associazione Mantovana Auto e Moto Storiche Tazio Nuvolari, Mille Miglia, Mantova Corse, Classic Team, C.M.A.E. Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca, Guardie d’onore del Pantheon delegazione di Mantova, Associazione Pro Loco Castel d’Ario e BM Banca Popolare di Mantova.La mostra “Artisti per NUVOLARI” si inaugurerà Domenica 15 Settembre alle ore 11.00, con interventi di Arianna Sartori curatrice della mostra e del catalogo, Alessandro Pastacci Presidente Provincia di Mantova, Sandro Correzzola Sindaco di Castel d’Ario, Nicola Sodano Sindaco di Mantova, Maria Gabriella Savoia ‘Casa Museo Sartori’ e autrice del testo critico del catalogo, Giancarlo Pascal Presidente Automobile Club Mantova, Gianni Cancellieri Conservatore Museo Tazio Nuvolari e autore del testo di presentazione del catalogo, Alberto Sassi Segretario AMAMS Tazio Nuvolari, la partecipazione del pilota Giordano Mozzi vincitore della 1000MIGLIA 2011 e alla presenza degli artisti che hanno aderito all’iniziativa.In mostra sono esposti 51 dipinti realizzati da: Paolo Baratella - Nevio Bedeschi - Franco Bellardi - Claudio Benghi - Simone Butturini -Tindaro Calia - Mario Cancelliere - Sabina Capraro - Giovanni Cerri - Stefano Ciaponi - Rossano Cortellazzi - Piero Costa - Walter Davanzo - Gioxe De Micheli - Franco Dugo - Giovanni Fabbri - Marina Falco - Victor Ferraj - Danilo Fusi - Renato Galbusera - Carlo Adelio Galimberti - Giuliano Ghelli - Matteo Giannini - Francesco Giostrelli - Aurelio Gravina - Veronica Longo - Giovanni Lo Presti - Riccardo Luchini - Marco Manzella - Massimo Marchesotti - Patrizia Masserini - Antonio Miano - Impero Nigiani - Luciano Paganelli - Piero Paoli - Aldo Parmigiani - Carlo Pescatori - Stefano Pizzi - Gabriele Poli - Roberto Rampinelli - Giorgio Scano - Fabio Sironi - Sergio Tarquinio - Giuseppe Tecco - Gino Terreni - Mario Tettamanti - Luigi Timoncini - Antonio Tonelli - Giuliano Trombini - Pierangelo Tronconi - Alberto Venditti.Nella mattinata dell’inaugurazione davanti alla Casa Museo Sartori passerà alle ore 10.00 la gara d’auto storiche, composta da una cinquantina di equipaggi, “Criterium 2013. Prove di abilità per auto di interesse storico. V° Gran Premio del Polirone Memorial Donato Solieri San Benedetto Po” organizzata da AMAMS Tazio Nuvolari. Dopo la sosta davanti al Castello gli equipaggi visiteranno l’esposizione d’arte “Artisti per NUVOLARI”.(Catalogo, 140 pagine con presentazione di Gianni Cancellieri e testo critico di Maria Gabriella Savoia, riproduce le 51 opere, le biografie degli artisti e riporta i contenuti in bilingua italiano ed inglese - Archivio Sartori Editore, Mantova)orari: Sabato 15.30-19.30 - Domenica 10.30-12.30 / 15.30-19.00. Ingresso libero. info: 0376.324260 www.artistipernuvolari.it ARTISTI PER NUVOLARI Il percorso espositivo della Casa Museo Sartori, inizia dedicando una mostra-omaggio ad uno dei personaggi che meglio rappresenta la comunità di Castel d’Ario e dell'Italia intera, Tazio Nuvolari; l'appuntamento coincide con il 60° anniversario della scomparsa del grande pilota. Tazio Nuvolari. Già all’inizio lo abbiamo sentito come un personaggio ideale, capace di ispirare molti artisti perché non anonimo, perché eroe positivo, perché simbolo di un'Italia in crescita..., personaggio molto conosciuto, famoso, celebrato e spesso ricordato, da analizzare con attenzione, celebrato sì ma non con l'enfasi che forse meriterebbe... Tazio Nuvolari, il più grande pilota di vetture della prima metà del secolo scorso, è da sempre entrato nell'immaginario popolare, per quelle doti di coraggio, audacia e spregiudicatezza che tutti gli hanno riconosciuto e spesso 'invidiato'. Negli anni Trenta, la popolarità di Tazio era straripante, conteso dai grandi dell'epoca: nel 1932, undici giorni dopo il trionfo di Montecarlo, il Vate della letteratura italiana Gabriele D'Annunzio lo riceveva al Vittoriale e lo omaggiava di una piccola tartaruga d'oro, gioiello che Tazio avrebbe poi assunto come proprio simbolo e amuleto. La tartaruga sarebbe stata da lui usata anche nella carta da lettera, dipinta sulla fiancata del suo aereo privato, appuntata sulle sue maglie di colore giallo. Qualche anno dopo, Secondo Casadei, fondatore dell'omonima orchestra, gli dedicava la canzone Nuvolari. Enzo Ferrari, più tardi, di lui diceva "…ha un coraggio quasi disumano". A Tazio, il pilota che sfidava anche gli aeroplani..., sarà dedicata l'importante gara automobilistica "Premio Tazio Nuvolari", e così, la mitica "Mille Miglia" da lui vinta, trova ai giorni nostri, in Castel d'Ario una delle mete scelte spesso, per il percorso. Nella nostra contemporaneità, anche il cantante Lucio Dalla ha voluto dedicare al nostro audace una canzone, divenuta poi famosa.Dicevamo dell'idea di Arianna Sartori di rendere omaggio a Tazio Nuvolari, idea che richiedeva coraggio, e con coraggio lei si è tuffata nell'impresa: ha preso contatti, ha invitato, organizzato e curato la mostra attuale. Agli artisti ha affidato un nuovo mito da studiare, approfondire, sviluppare ed analizzare, che li avrebbe portati alla produzione delle opere che sono qui esposte. In effetti, gli artisti, di generazioni diverse, provenienti dalle svariate regioni italiane, hanno aderito con entusiasmo, perché coinvolti e stuzzicati, provocati da 'tanto' personaggio che bene si prestava alle diverse interpretazioni delle singole personalità. Alcuni artisti avevano vissuto in gioventù il mito di Nuvolari, altri oggi, lo rivivono nel ricordo...; ne è nata una raccolta di opere intrigante e curiosa, che solo nel soggetto trova davvero un senso logico, ma più affascinante ancora è rilevare quale sia l'aspetto del personaggio che abbia colpito la fantasia e la creatività dei nostri artisti. Equilibrare le diverse espressioni artistiche, coinvolgere le molte e diverse personalità, non è stato facile, certamente i pittori invitati, come dicevo sono tutti artisti consacrati, tra i quali alcuni sono anche titolari di cattedre in accademie d'arte italiane, in più anche altri artisti che, pur essendo giovani, già si sono posti all'attenzione della migliore critica, hanno prodotto lavori estremamente interessanti e validissimi sia dal punto di vista artistico che culturale.… Maria Gabriella SavoiaPROGETTO SCIENTIFICO:Titolo mostra: ARTISTI PER NUVOLARI Prima rassegnaSede: Casa Museo Sartori Luogo: Castel d’Ario (Mn), via XX Settembre, 11/13/15 Inaugurazione: Domenica 15 settembre 2013 ore 11.00Interventi all’inaugurazione: Arianna Sartori Alessandro Pastacci Presidente Provincia di Mantova Sandro Correzzola Sindaco di Castel d’Ario Nicola Sodano Sindaco di Mantova Maria Gabriella Savoia Casa Museo Sartori Giancarlo Pascal Presidente Automobile Club Mantova Gianni Cancellieri Conservatore Museo Tazio Nuvolari Alberto Sassi Segretario AMAMS Tazio Nuvolari e la partecipazione del pilota Giordano MozziDurata: dal 15 settembre al 17 novembre 2013 Idea e progetto: Adalberto Sartori Mostra e catalogo a cura di: Arianna Sartori Presentazione catalogo: Gianni Cancellieri Testo critico: Maria Gabriella Savoia Traduzioni: Antonella Marini, Giulia Savoia Catalogo: (italiano/inglese) Archivio Sartori Editore, Mantova Stampa: Monotipia Cremonese, Cremona Progetto espositivo e allestimento: Stefano Bosi Organizzazione: Casa Museo Sartori Associazione Culturale, Castel d’ArioLa mostra e il catalogo sono realizzati in occasione del Sessantesimo anniversario della scomparsa di Tazio Nuvolari.In mostra sono esposti 51 dipinti realizzati da: Paolo Baratella - Nevio Bedeschi - Franco Bellardi - Claudio Benghi - Simone Butturini -Tindaro Calia - Mario Cancelliere - Sabina Capraro - Giovanni Cerri - Stefano Ciaponi - Rossano Cortellazzi - Piero Costa - Walter Davanzo - Gioxe De Micheli - Franco Dugo - Giovanni Fabbri - Marina Falco - Victor Ferraj - Danilo Fusi - Renato Galbusera - Carlo Adelio Galimberti - Giuliano Ghelli - Matteo Giannini - Francesco Giostrelli - Aurelio Gravina - Veronica Longo - Giovanni Lo Presti - Riccardo Luchini - Marco Manzella - Massimo Marchesotti - Patrizia Masserini - Antonio Miano - Impero Nigiani - Luciano Paganelli - Piero Paoli - Aldo Parmigiani - Carlo Pescatori - Stefano Pizzi - Gabriele Poli - Roberto Rampinelli - Giorgio Scano - Fabio Sironi - Sergio Tarquinio - Giuseppe Tecco - Gino Terreni - Mario Tettamanti - Luigi Timoncini - Antonio Tonelli - Giuliano Trombini - Pierangelo Tronconi - Alberto Venditti.Con il patrocinio di: Provincia di Mantova nella figura del Presidente Alessandro Pastacci Comune di Castel d’Ario nella figura del Sindaco Sandro Correzzola Comune di Mantova nella figura del Sindaco Nicola Sodano Mille Miglia nella figura del Presidente Roberto Gaburri BM Banca Popolare di Mantova Automobile Club Mantova Museo Tazio Nuvolari Amici del Museo Tazio Nuvolari AMAMS Tazio Nuvolari Mantova Corse Classic Team C.M.A.E. Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca Associazione Pro Loco Castel d’ArioPartner Sponsor: Autocenter srl - Castel d’Ario (Mn) Bottoli Costruzioni - Mantova Bottoli Schiacciatine - Mantova Gabbiano - Virgilio (Mn) Gemar srl - Porto Mantovano (Mn) Novellini Design - Romanore (Mn) Ottica Immagine Globale, Mantova Riseria Zacchè Mario - Mantova Teodental - MantovaInternet Partner: Siglacom - Curtatone (Mn)Sponsor tecnici: Mail Boxes etc - Mantova Cantine Virgili - Mantova Parmigiano Reggiano - Mantova Salumificio Merlotti - Marmirolo (Mn) Ristoratori Riuniti Castel d’Ario (Locanda al Commercio-Rolli, Ristorante Edelweiss, Trattoria Al Macello, Pizzeria Trattoria Nuvolari, Trattoria Stazione, Ristorante Vecchia Susano)Un sentito ringraziamento a: Alberto Almerighi, Luca Bergamaschi, Francesco Berlendis, Gianni Cancellieri, Salvatore Carbone, Corrado Corneliani, Andrea Marco Costi, Cesare De Agostini, Michele Filippini, Marco Galassi, Ignazio Iurato, Marco Marani, Mario Mazzola, Giordano Mozzi, Barbara Novellini, Paolo Panera, Giancarlo Pascal, Claudio Rossi, Vittorio Savoia, Giampaolo Turazza, Stefano Vasini, Nicola Venturelli.www.artistipernuvolari.it
ARTISTI PER NUVOLARI dal 9/15/13 al 11/17/13
in Via XX Settembre, 11 Castel d'Ario

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Pedalando nel passato: storie di uomini e di mestieri

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Inaugurazione mostra 6/20/13 - Chiusura mostra 11/17/13 Piazza dei Giudici 1, 50122 Firenze

Pedalando nel passato: storie di uomini e di mestieri

La bicicletta ha una storia ricca di interessanti sorprese. La mostra, che si articola in due sezioni, illustra alcune delle tappe più significative dello sviluppo dei veicoli a due ruote.Nella prima sezione sono esposti antichi bicicli che fanno parte delle collezioni del Museo Galileo, solitamente conservati nei depositi. Gravemente danneggiati durante l’alluvione di Firenze del 1966 e successivamente restaurati, sono stati donati da vari collezionisti. La raccolta spazia dalla draisina, l’antenato della bicicletta che si spingeva con i piedi, allo “scuotiossa”, il primo velocipede dotato di pedali e freni, ai bicicli dalle grandi ruote anteriori fino ai più recenti “bicyclette” e “bicicletto”.La seconda sezione è dedicata alle cosiddette “biciclette dei mestieri”. Vere e proprie botteghe ambulanti, questi veicoli sono stati modificati e attrezzati con vari strumenti per lo svolgimento di diverse attività. Risalenti al periodo tra i primi anni del Novecento e il secondo dopoguerra, offrono uno spaccato di vita popolare e documentano antichi mestieri, come l’arrotino, il calzolaio, il burattinaio, alcuni dei quali oggi scomparsi. Le biciclette esposte costituiscono una selezione della collezione di Marco Paoletti.La mostra è ideata e curata dal Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza, in collaborazione con Comune di Firenze, Collezione Marco Paoletti, Fondazione Sistema Toscana, Opera Laboratori Fiorentini – Civita Group e con la partecipazione di Biblioteca delle Oblate – Archivio Storico Comunale Firenze.L’ingresso alla mostra è compreso nel biglietto del museo.
Pedalando nel passato: storie di uomini e di mestieri dal 6/20/13 al 11/17/13
in Piazza dei Giudici 1, 50122 Firenze

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FotograficaMente

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Inaugurazione mostra 9/7/13 - Chiusura mostra 11/17/13 Via Marconi 16, Monforte d’Alba (CN)

FotograficaMente

La fotografia si racconta alla Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba (Cn): da sabato 7 settembre a domenica 17 novembre 2013 è in programma “FotograficaMente”, una rassegna di mostre, conversazioni, letture portfolio e workshop che intende indagare sul rapporto tra Fotografia e Narrazione. Ricco il calendario di appuntamenti con fotografi apprezzati in tutto il mondo: la conversazione con il fotoreporter Uliano Lucas (7 settembre) e la sua mostra “Racconti di Fotogiornalismo” (21 settembre-17 novembre); l’incontro con il fotografo della musica Guido Harari (8 settembre); le letture portfolio con i più noti photoeditor italiani (14 settembre); il workshop di Antonella Di Girolamo per mettere ordine negli album di famiglia (15 settembre); la mostra “Fotografia & Scrittura” con, tra gli altri, le opere vincitrici del concorso OpenPics (21 settembre – 17 novembre).L’iniziativa è ideata e curata da Daniela Trunfio. «Nel nostro quotidiano – spiega la curatrice – la produzione e la circolazione delle immagini hanno raggiunto velocità a volte eccessive, minando e modificando il significato di Fotografia e la pratica stessa del fotografare. FotograficaMente vuole essere, nelle sue diverse declinazioni, una sorta di “stopframe”, un momento di sospensione e di riflessione attorno alla fotografia, in favore di un recupero della lentezza e della progettualità».Il PROGRAMMA DI “FOTOGRAFICAMENTE”LE CONVERSAZIONI CON ULIANO LUCAS E GUIDO HARARI . (7 e 8 settembre)FotograficaMente prende il via nel secondo week end di settembre con due appuntamenti. L’Azienda Agricola Conterno Fantino di Monforte d’Alba (via Ginestra, 1) ospita le conversazioni con Uliano Lucas (sabato 7 settembre, ore 17) e Guido Harari (domenica 8, ore 17) che, con due compagni di strada, ripercorreranno il loro cammino professionale, riflettendo sul fotogiornalismo come narrazione e sul raccontare la musica per immagini. Le conversazioni saranno accompagnate dalla degustazione di pregiati vini della Cantina e da assaggi di formaggi e salumi del territorio. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. È necessaria la prenotazione entro il 1 settembre, inviando una mail a photo@fondazionebottarilattes.itLE LETTURE PORTFOLIO E IL WORKSHOP CON ANTONELLA DI GIROLAMO. (14 e 15 settembre)Doppio appuntamento per il weekend successivo. Sabato 14 settembre (ore 11-13.30 e ore 4.30-17.30) la terrazza della Fondazione Bottari Lattes (via Marconi 16) ospita la lettura portfolio con quattro professionisti del mondo dell’immagine. Sarà limitata a 50 fotografi selezionati, che potranno incontrare tutti i lettori. Per partecipare alla selezione inviare il portfolio a photo@fondazionebottarilattes.it entro il 25 agosto. Per garantire la partecipazione degli iscritti, i selezionati dovranno versare una quota di 20 Euro che sarà restituita all’arrivo. In caso di pioggia la lettura portfolio sarà spostata all’Auditorium della Fondazione.Domenica 15 settembre la fotografa Antonella Di Girolamo tiene il workshop aperto a amatori e il pubblico interessato “Mi racconto. La mia biografia per immagini” (Auditorium della Fondazione Bottari Lattes, ore 9.30-20). Le fotografie accompagnano i momenti più significativi della nostra vita, ma come organizzare i nostri album di famiglia? Come salvarle dall’oblio? Quanti di noi nel riordinare i cassetti hanno pensato: “butto via tutto” oppure “se mi ricordassi e riuscissi a dare un ordine a tutto questo... ma come faccio?”. I partecipanti sono invitati a portare con sé una serie di non oltre 20 immagini provenienti dal proprio archivio familiare o realizzate appositamente. Utilizzando le nuove tecnologie digitali di scansione e post produzione, durante il workshop potranno portare a nuova vita ai propri ricordi. Per chi lo desidera, le storie riscritte fotograficamente potranno essere pubblicate sul sito della Fondazione Bottari Lattes. È necessaria l’iscrizione via mail a photo@fondazionebottarilattes.it entro il 25 agosto. Quota di partecipazione 60 Euro (minimo 14 - massimo 20 persone).LA MOSTRA “FOTOGRAFIA E NARRAZIONE: DALLA CRONACA ALLA LETTERATURA”: LA PERSONALE DI ULIANO LUCAS E LA COLLETTIVA “FOTOGRAFIA& SCRITTURA” . (21 settembre-17 novembre)Ultimo appuntamento con FotograficaMente è quello espositivo: sabato 21 settembre alle ore 18 la Fondazione Bottari Lattes apre al pubblico la mostra “Fotografia e Narrazione: dalla Cronaca alla Letteratura”, che comprende la personale del fotoreporter Uliano Lucas “Racconti di Fotogiornalismo” e la collettiva “Fotografia & Scrittura”, allestite su due piani, per continuare a sviluppare i diversi possibili percorsi che legano Fotografia e Narrazione. L’ingresso è gratuito. Orario: da lunedì a venerdì 14.30 – 17 / sabato e domenica 14.30 – 18.30.ULIANO LUCAS, MOSTRA “RACCONTI DI FOTOGIORNALISMO” (primo piano). Tra i più noti reporter italiani, Uliano Lucas appartiene alla generazione di Pepi Merisio, Mario Dondero, Giorgio Lotti, De Biasi. Ha lavorato sempre come freelance con i maggiori quotidiani e magazine italiani. Ha frequentato artisti della Milano degli anni Cinquanta e Sessanta, amico fraterno di Piero Manzoni e Ugo Mulas. Il suo impegno di grande documentatore va oltre lo scatto ed è ricco di partecipazione sociale. Alcune sue immagini appartengono alla storia del nostro paese. Il suo modo di intendere la fotografia lo porta a ritornare più volte sui “luoghi del delitto” per vederne gli sviluppi: così si può parlare di vere e proprie “narrazioni per immagini”. La mostra si snoda attraverso quattro “stazioni” per mostrare alcuni tra i più interessanti racconti di fotogiornalismo scritti dal grande reporter e studioso di fotografia: - Al bar il posto delle fragole: una serie di ritratti che Uliano Lucas ha scattato al tavolino di un bar nell’ex ospedale psichiatrico a Trieste nel 1987 a pazienti della struttura, medici, operatori e visitatori; - Scritto sull’acqua: realizzato nel 2007 e pubblicato in un libro con un lungo racconto letterario di Annalisa Vandelli, il reportage racconta la vita delle popolazioni seminomadi del Borana, stato etiope segnato dalla cronica carenza idrica; - Una città chiamata Milano: spazi urbani, vita, costumi e società, dagli anni Novanta a oggi. È lo sguardo di Lucas sulla sua città; - Il servizio militare (1967): la fotografia come documento del passato.“FOTOGRAFIA & NARRAZIONE”, MOSTRA COLLETTIVA (secondo piano). Alcune fra le più interessanti proposte della fotografia contemporanea analizzano il rapporto tra Fotografia e Scrittura. Fra questi i vincitori del Concorso OpenPics, presentato al Salone Internazionale del Libro 2012: Federico Massimiliano Mozzano con la sua attualissima interpretazione di “Gorky Park”, vincitore della sezione Autori Italia, e Daewong Kim (Corea) con “Seta”, vincitore della sezione Autori Mondo.INFO: www.fondazionebottarilattes.it
FotograficaMente dal 9/7/13 al 11/17/13
in Via Marconi 16, Monforte d’Alba (CN)

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Imran Qureshi - Deutsche Bank’s Artist of the Year 2013

notizie, arte, mostra, mappa, galleria, foto

Inaugurazione mostra 9/25/13 - Chiusura mostra 11/17/13 via Nizza, 138 — 00198 Roma

Imran Qureshi - Deutsche Bank’s Artist of the Year 2013

SAVE THE DATElunedì 23 settembre 2013, ore 11.30 preview stampamartedì 24 settembre 2013, ore 19.00 inaugurazioneImran Qureshi - Deutsche Bank’s Artist of the Year 2013MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma Roma, via Nizza 138Il MACRO ospita dal 25 settembre al 17 novembre 2013 la prima personale in un’istituzione pubblica italiana di Imran Qureshi (1972), artista pachistano la cui ricerca è un perfetto connubio di tradizione e contemporaneità. L’artista inserisce nelle sue opere personali osservazioni sulle vicende storiche e sulla realtà di oggi del suo Paese, che diventa così emblema di problematiche universali, punto di partenza per una riflessione che coinvolge religioni, culture e società anche lontane, ma vicine in una realtà globalizzata.
Imran Qureshi - Deutsche Bank’s Artist of the Year 2013 dal 9/25/13 al 11/17/13
in via Nizza, 138 — 00198 Roma

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Dan Witz - PUBLIC & CONFIDENTIAL

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 11/16/13 via Gabrio Serbelloni 124 - 00176 Roma

Dan Witz - PUBLIC & CONFIDENTIAL

Con la mostra dell’artista statunitense Dan Witz, Wunderkammern è orgogliosa di dare inizio al progetto internazionale PUBLIC & CONFIDENTIAL.Iniziando il suo lavoro nel 1979, Dan Witz è uno dei pionieri della street art. Influenzato dalla cultura punk e sfidando i canoni del mondo artistico tradizionale, Witz decide di dedicarsi all’arte urbana intervenendo nelle strade di numerose città internazionali per riuscire ad esprimere le proprie idee liberamente ed in modo diretto.Per l’occasione della mostra Public and Confidential a Roma, l’artista ha creato delle nuove opere specifiche dove sono rintracciabili porte, grate e sbarre attraverso le quali è possibile intravedere degli individui. Queste raffigurazioni si collocano in continuità con i progetti Wailing Walls e Dark Doings realizzati nel 2012 in cui presenta opere delle sue serie Prisoner e FREE PUSSY (riot), realizzate in collaborazione con Amnesty International, in cui l’artista riflette sulla libertà di pensiero ed espressiva di ogni singola persona. Partendo da questa idea, Dan Witz presenta la sua nuova serie di opere, Natural History, in cui continua la sua riflessione sul significato dell’elemento fisico della “porta”, che oltre ad essere oggetto emblematico di un passaggio, divide il mondo esterno da quello interno, generando riflessioni sull’intreccio della sfera pubblica con quella privata. Alla Wunderkammern, Witz presenterà inoltre i suoi celebri Animal mosh pits, capolavori olio su tela che liberano in noi istinti primordiali repressi, e i ritratti delle sue ragazze con cellulare, icone di una generazione per la quale sentimenti, emozioni ed ideologie strettamente confidenziali diventano pubbliche. Le rappresentazioni figurative dell’artista sono fortemente legate all’attualità e, contestualizzate nel luogo dove sono inserite, riescono a suscitare la curiosità del pubblico soprattutto per il forte legame che presentano con la realtà.L’artista sarà presente in occasione del vernissage e firmerà personalmente alcuni dei suoi cataloghi “In Plain View: 30 Years of Artworks Illegal and Otherwise” anche con una edizione limitata.La mostra di Dan Witz dà inizio al progetto internazionale Public and Confidential che porterà a Roma nel corso della stagione 2013-14 di Wunderkammern importanti artisti di street art quali Rero (Paris), Agostino Iacurci (Roma/Nuremberg), Aakash Nihalani (NY), Jef Aerosol (Paris). Equivocando sulla dicitura “Private and Confidential” utilizzata per classificare documenti destinati a rimanere nella riservatezza, il progetto indaga l’individualità della persona nello spazio pubblico e in quello privato ed il sottile confine che li separa. L’arte pubblica ed urbana si basa sulla possibilità dell’arte di essere raggiungibile dai fruitori delle strade, oltrepassando i confini tra l’intimità, la capacità recettiva del singolo e lo spazio aperto nel quale vengono effettuati gli interventi.Patrocinio istituzionale: Municipio Roma 5 Cultural Partners: Nufactory, Amnesty International. Technical Partners: Eurostars Hotels, Eurograph Roma, Casale del Giglio, Trebotti, Alfani. Media Partners: Exibart, Juliet Art Magazine, Zero, Graffiti Art Magazine, Titolo, Design and Arts Magazine, Bloggokin, ArtNoise, almostCURATORS. Le Grand Jeu.WUNDERKAMMERN via Gabrio Serbelloni 124, Roma web: www.wunderkammern.net email: wunderkammern@wunderkammern.net Tel: +390645435662 ingresso gratuito orari apertura: dal mercoledì al sabato dalle 17.00 alle 20.00. Per appuntamento: +39-3498112973
Dan Witz - PUBLIC & CONFIDENTIAL dal 9/28/13 al 11/16/13
in via Gabrio Serbelloni 124 - 00176 Roma

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AMY CHEUNG, ALESSIA DE MONTIS, TAMARA REPETTO, ELISA STRINN, ANNA TUORI - Ab Origine

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Inaugurazione mostra 9/27/13 - Chiusura mostra 11/16/13 via della Vetrina 21, 00186 Roma

AMY CHEUNG, ALESSIA DE MONTIS, TAMARA REPETTO, ELISA STRINN, ANNA TUORI - Ab Origine

Inaugurazione venerdì 27 settembre 2013 ore 18.00 27 settembre - 16 novembre 2013Z2O Galleria | Sara Zanin inaugura la nuova stagione espositiva con Ab Origine, mostra collettiva che presenta le opere di Amy Cheung, Alessia De Montis, Tamara Repetto, Elisa Strinna e Anna Tuori. La locuzione latina Ab Origine – letteralmente «dall’origine» – diventa chiave di lettura metaforica per analizzare le ricerche delle artiste in mostra, tra loro diverse ma tutte caratterizzate da un forte potere evocativo e una grande capacità immaginifica. Sono percorsi ‘a ritroso’ che cercano di indagare in maniera percettiva, mentale e culturale il rapporto tra dimensione umana e naturale, rintracciandone possibili continuità, sovrapposizioni, discrasie.L’artista coreana Amy Cheung presenta Imagine Hero (2013), un lavoro frutto della collaborazione con lo psicologo statunitense Philip Zimbardo, creatore del leggendario esperimento carcerario di Stanford nonché fondatore nel 2010 di HIP – Heroic Imagination Project. Imagine Hero è un lavoro nato per contribuire alla campagna di fundraising promossa da HIP: il ricavato della vendita verrà completamente devoluto all’associazione. L’opera è composta da un trittico che riporta le scansioni delle onde celebrali sia dell’artista che del Prof. Zimbardo, intenti a immaginare la propria idea di eroe rispettivamente cinese per l’artista, americano per il Prof. Zimbardo. Nel pannello centrale compare la combinazione di entrambi i cervelli assorti nella costruzione di un ideale eroe platonico, essenza positiva di una nuova forma di eroismo. Le incisioni, fatte direttamente sul legno dei pannelli, riproducono i dati fMRI (Functional Magnetic Resonance Imaging) mentre le aree cerebralmente attive della loro eroica azione sono rappresentate attraverso l’uso del sangue sia di Amy Cheung che del Prof. Zimbardo. Nella convinzione che, in casi estremi, gli eroi debbano donare il proprio sangue per la causa.L’installazione multimediale Still of Life: Seasons(2007-2013) di Alessia De Montis si focalizza sullo studio delle variazioni percettive ed emotive del paesaggio. Una serie di polaroid impressionate si alternano ad altre polaroid non impressionate, inespresse, su cui vengono proiettate in mapping delle ‘polavideo’. La luce della proiezione, col tempo, infonde un’inevitabile metamorfosi su ogni foto, instaurando una profonda corrispondenza tra le visioni sbiadite delle polaroid impressionate e le altre che restano invariate, superfici apparentemente neutre dove tentare metaforicamente di incidere – attraverso il video – i ricordi.Tamara Repetto presenta il fulcro di un nuovo lavoro che, come quelli precedenti, attraverso uno stretto connubio tra arte e tecnologia e una dimensione installativa multisensoriale cerca di immergere il fruitore in un mondo percettivo innescando – come afferma l’artista stessa – momenti di maggiore consapevolezza. L’installazione Castanea (2013) riflette sul fragile equilibrio tra azione umana e macro/micro cosmo naturale, attraverso un delicato e ipnotico vorticare di frammenti dell’albero di castagno, molto diffuso nei boschi piemontesi (dove vive l’artista) e a rischio di estinzione per via di un parassita esterno, il Cinipide Galligeno, sviluppatosi in Italia a causa della sempre più crescente attività di importazione e commercializzazione di vari materiali vegetali.Elisa Strinna presenta delle inedite riedizioni di due progetti esposti nel 2011 al MACRO di Roma, frutto della residenza 6ARTISTA svolta tra Roma e Parigi. Sia nel video La ragazza mela (2011) che nelle Variazioni su Canestra di frutta (2011) l’artista crea narrazioni dove, lavorando su più registri, si sofferma su alcuni elementi chiave per riflettere sulle distanze e le continuità tra dimensione naturale e cultura umana. La ragazza mela è ispirato – attualizzandone personaggi e scenari – all’omonima fiaba popolare trascritta e raccolta da Italo Calvino nelle sue Fiabe Italiane, mentre Le Variazioni su Canestra di frutta recuperano lo stile e l’iconografia della celebre natura morta caravaggesca ma utilizzando materiali contemporanei. In entrambi la frutta – un dato naturale – assume il ruolo di veicolo narrativo e simbolico per riflettere sul cambiamento di usi e costumi, sull’evoluzione della storia culturale.La ricerca pittorica dell’artista finlandese Anna Tuori si iscrive in una tradizione romantica che esplora le risonanze tra natura esterna e mondo interiore. I suoi lavori delineano paesaggi magici e misteriosi dove, nonostante sia assente un orizzonte che definisca la misura del tutto, la profondità è mantenuta da larghe pennellate e colori brillanti. Anna Tuori indaga la relazione tra l’autentico e il non autentico, tra realtà e illusione, esplorandone possibili crepe per creare spazi di fuga, utopie personali.Mostra: Ab Origine Artisti: Amy Cheung, Alessia De Montis, Tamara Repetto, Elisa Strinna, Anna Tuori Durata mostra: 27 settembre -16 novembre 2013 Inaugurazione: venerdì 27settembre 2013 ore 18:00 Sede: Z2O Galleria | Sara Zanin, Via della Vetrina 21, 00186 Roma Orario di apertura: da martedìa sabato11.00– 19.00 (o su appuntamento), ingresso libero
AMY CHEUNG, ALESSIA DE MONTIS, TAMARA REPETTO, ELISA STRINN, ANNA TUORI - Ab Origine dal 9/27/13 al 11/16/13
in via della Vetrina 21, 00186 Roma

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Ennio Morlotti a Imbersago. - Un pittore e una comunità tra gli anni ’50 e gli anni ‘60

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Inaugurazione mostra 9/24/13 - Chiusura mostra 11/15/13 via Carlo Porta 5, Milano

Ennio Morlotti a Imbersago. -
Un pittore e una comunità tra gli anni ’50 e gli anni ‘60

La Fondazione Corrente promuove la mostra Ennio Morlotti a Imbersago. Un pittore e una comunità tra gli anni ’50 e gli anni ‘60.La mostra vede l’esposizione di dipinti e disegni realizzati da Ennio Morlotti negli anni cinquanta e sessanta del Novecento, durante il lungo soggiorno dell’artista a Imbersago (Lc).L’esposizione intende approfondire questa produzione, mettendo in luce i legami tra le opere in mostra, l’artista e la comunità locale.In mostra 11 dipinti e 15 disegni di collezione privata oltre a lettere, fotografie, materiali d’archivio e pubblicazioni del periodo.La mostra sarà aperta dal 24 settembre (ore 18) al 15 novembre 2013 e sarà allestita nelle sale espositive della Casa delle Rondini, che prende il nome dalla facciata in ceramica policroma realizzata da Ernesto Treccani nel 1985.Al primo piano sarà possibile visitare anche la collezione permanente Studio Treccani, che conserva diversi esempi di ceramiche, smalti e vetri oltre a 35 dipinti e l’atelier dell’artista.Ennio Morlotti (Lecco 1910 – Milano 1992) è stato uno tra i protagonisti della vicenda artistica italiana ed europea del secondo Novecento. Pittore profondamente “lombardo” per sensibilità, carattere e predilezioni tematiche, la sua visione dell’immagine e delle sue dilatazioni espressive, sempre intense e personalissime, ha impresso un segno indelebile nella storia della nostra pittura.Vicino al gruppo di artisti e critici nato attorno alla rivista Corrente, stringendo amicizia con Treccani, Guttuso, Birolli, De Grada, De Micheli e gli altri protagonisti di quella stagione, ha partecipato poi in piena autonomia alla vita artistica italiana e europea.Il suo lungo soggiorno a Imbersago (Lc), durato a fasi alterne per circa un decennio tra il 1955 e il 1965, ha forse impresso qualcosa di particolare della placida ma anche intricata natura di questa parte della Brianza lecchese nella chimica del suo immaginario pittorico. Ma, certo, ha lasciato in quella comunità tracce umane e artistiche rilevanti, di cui ancora oggi durano i segni. La cittadinanza onoraria conferitagli nel 1988 dal Comune ne è la testimonianza affettuosa.La mostra si propone di evocare tale soggiorno richiamando, pur con i limiti quantitativi oggi imposti dalle circostanze, tutta la qualità umana e artistica di quel periodo. Per il tramite di 11 dipinti e una piccola serie di disegni, eseguiti appunto nei decenni 50 e 60 del secolo scorso, quasi tutti nel territorio di Imbersago, la rassegna si propone come preziosa testimonianza di quella vicenda, accompagnata inoltre da una scelta di documenti, quali lettere, fotografie e pubblicazioni del periodo.L’esposizione, curata da Giorgio Seveso con la collaborazione di Aldo Mari sarà allestita in concomitanza con la mostra delle opere degli artisti partecipanti all’edizione 2013 del Premio Morlotti Imbersago, annuale manifestazione dedicata alla figurazione per giovani artisti fino ai trentacinque anni. Quest’anno la mostra del Premio sarà esposta anche nelle sale della Società per le belle arti Permanente di Milano, a pochi passi dalla Fondazione Corrente, con la quale frequenti sono le collaborazioni.La mostra Ennio Morlotti a Imbersago sarà poi riallestita nei mesi di novembre e dicembre 2013 nelle sale della Mediateca comunale di Imbersago, in un proficuo scambio con l’amministrazione comunale.Ennio Morlotti. Note biograficheEnnio Morlotti nasce a Lecco il 21 settembre 1910. Nel 1917 entra nel collegio Paolo Angelo Ballerini di Seregno dove rimarrà fino al 1922. Dal 1923, per mantenersi, concilia lavoro e apprendistato artistico. Dapprima lavora come contabile presso un oleificio, in seguito sarà impiegato in un colorificio e poi in una fabbrica meccanica. Nel frattempo studia arte antica nelle chiese e nei musei ed inizia ad interessarsi all'arte contemporanea.Nel 1936, dopo la maturità artistica da privatista presso l'Accademia di Brera, lascia il lavoro e si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Felice Carena. Studia Masaccio, Giotto e Piero Della Francesca ma, rendendosi conto che le sue radici pittoriche lombarde sarebbero state deviate verso la pittura toscana, abbandona presto Firenze.Nel 1937 soggiorna per un breve periodo a Parigi dove entra in contatto con i grandi protagonisti dell'arte Europea, da Cézanne al Fauvismo e all'Espressionismo di Soutine e di Rouault. Alle Expositions universelles de Paris conosce l'opera di Picasso, Guernica, rimanendone fortemente impressionato.Al suo ritorno in Italia si trasferisce a Milano e si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera.Di quegli anni sono le prime opere. Nel 1939 entra a far parte del gruppo dei pittori di Corrente con Ernesto Treccani, Renato Guttuso, Renato Birolli e Bruno Cassinari rivelandosi ben presto il più estremista del gruppo.Dopo un secondo soggiorno a Parigi nel 1947, partecipa al Fronte nuovo delle arti, e dopo la scissione, aderisce con Birolli e Cassinari al Gruppo degli Otto di Lionello Venturi.I soggetti più visitati dall'artista sono i paesaggi, le nature morte e gli studi di figura.Premio Morlotti ImbersagoIl Premio Morlotti Imbersago giunge quest’anno alla sua 14° edizione. Annuale per una parte della sua storia e ora biennale, è stato inaugurato nel 1996, come Premio dedicato alla figurazione per giovani artisti fino a trentacinque anni. È stato diretto in un primo tempo da Marina Pizziolo poi, dal 2000, da Giorgio Seveso che, in seguito, è stato prima affiancato nella curatela da Domenico Montalto poi da Chiara Gatti.Promosso storicamente dal Comune di Imbersago, ha premiato negli anni molte giovani promesse che si sono poi imposte sul palcoscenico dell’arte attuale.L’iniziativa è dedicata alla memoria del grande maestro Ennio Morlotti, cittadino onorario di Imbersago, che per lunghi anni ha lavorato e vissuto in questo piccolo centro della Brianza imprimendo alla sua pittura figurativa una suggestiva espressività evocativa e un largo carattere di ricerca formale.Scandagliando all’interno della pluralità dei linguaggi e delle tecniche dell’arte di oggi, l’obiettivo del Premio è stato ed è ancora quello di incoraggiare e fare emergere nella nostra giovane pittura segni e forme contemporanee di una trattazione figurativa esplicita, rivolta in particolare al tema della natura.Una prestigiosa Giuria di critici e di addetti ai lavori, presieduta per molte edizioni da Ernesto Treccani, ha accompagnato negli anni il lavoro dei curatori, selezionando ogni volta i finalisti e assegnando i vari premi acquisto, che sono andati a costituire una collezione ormai cospicua e di notevole interesse artistico di proprietà del Comune di Imbersago.La partecipazione al Premio è sempre stata libera e gratuita.Allo scopo di favorire il confronto tra generazioni artistiche, dalle ultime edizioni viene anche organizzata una rassegna e assegnato un Premio alla Carriera a importanti artisti invitati che finora sono stati Gianfranco Bonetti, Renzo Ferrari, Giancarlo Vitali e Giancarlo Cazzaniga.Da quest’anno uno dei premi in palio è assegnato da una Giuria popolare, composta dai visitatori residenti a Imbersago, mentre un altro Premio è assegnato tra gli studenti partecipanti dell’Accademia Cignaroli di Verona. Da diverse edizioni, infatti, un rapporto di collaborazione diretta con le Accademie artistiche italiane ed europee costituisce uno degli obiettivi degli organizzatori.La Fondazione CorrenteL’istituzione, attiva da trentacinque anni nella realtà culturale milanese e italiana, è stata fondata nel 1978 da Ernesto Treccani con Lidia De Grada Treccani, Vittorio Sereni, Alberto Lattuada, Fulvio Papi, Mario Spinella, con lo scopo precipuo di incrementare lo studio relativo al periodo di rinnovamento artistico che va dal Movimento di Corrente al Realismo. La Fondazione Corrente ospita una collezione permanente di opere di Ernesto Treccani (35 dipinti, 14 sculture, 179 opere grafiche, atelier dell’artista), aperto dal martedì al venerdì con ingresso libero; è sede di una biblioteca specializzata di oltre 7.500 volumi e conserva l’Archivio Ernesto Treccani, riordinato e consultabile. La Fondazione è presieduta da Gianni Cervetti (Presidente) e Maddalena Treccani Degli Alfieri (Vice Presidente).Il comitato scientifico della Fondazione vede tra i propri esponenti Fulvio Papi (Presidente), Carlo Bertelli, Zeno Birolli, Giancarlo Consonni, Vittorio Fagone, Elio Franzini, Franco Loi, Silvio Riolfo Marengo, Fiorella Mattio, Jacopo Muzio (direttore), Antonello Negri, Paolo Rusconi e Giorgio Seveso.Orari: Martedì, mercoledì, giovedì 9-12.30 / 15-18.30 - Venerdì 15-18.30Info www.fondazionecorrente.it info@fondazionecorrente.it tel/fax 02.6572627 cell. 373.8091407Ingresso libero. Scuole e gruppi su appuntamento.
Ennio Morlotti a Imbersago. - Un pittore e una comunità tra gli anni ’50 e gli anni ‘60 dal 9/24/13 al 11/15/13
in via Carlo Porta 5, Milano

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JESSICA BUHLMANN / TANJA ROCHELMEYER - Nuovo Astrattismo Tedesco

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Inaugurazione mostra 9/12/13 - Chiusura mostra 11/12/13 Via Stoppani, 15 20129 Milano

JESSICA BUHLMANN / TANJA ROCHELMEYER -
Nuovo Astrattismo Tedesco

In occasione di Start Week, lo Studio d’Arte Cannaviello è lieto di annunciare la mostra bipersonale delle artiste tedesche Jessica Buhlmann e Tanja Rochelmeyer , che si terrà negli spazi della Galleria dal 19 settembre al 12 novembre 2013, in cui verranno esposte oli su tela di grande e media dimensione. Le due artiste lavorano a Berlino presso l’ex-fabbrica conosciuta con il nome Bethanien, che sta ormai diventando un punto cardine della produzione artistica berlinese più all’avanguardia. La convivenza lavorativa tra i vari artisti all'interno dell'edificio ha creato, infatti, una situazione di fermento, in particolare Buhlmann e Rochelmeyer rientrano nel gruppo del Nuovo Astrattismo (Neue Abstraktion), cui la rivista “KUNSTFORUM International”, nel 2011, ha dedicato un’ampia trattazione monografica (numero 206). Il carattere della pittura di Jessica Buhlmann (Potsdam, 1977) si presenta ricco d’improvvisazioni ritmiche ed intuitive giustapposizioni cromatiche. Strato dopo strato il colore riempie lo spazio in modo equilibrato, mantenendo al contempo un aspetto volutamente disordinato ed imperfetto. L’immaginario figurativo intuibile nei suoi quadri evoca alla mente una rottura dal canonico sistema modulare di forme a noi familiare. Addensamenti di colore, superfici sporche e a chiazze ondulate affiorano dalla tela, contorni e angoli emergono e svaniscono in un gioco d’incastri morbidi e sinuosi. Le opere di Tanja Rochelmeyer (Essen, 1975) sono caratterizzate da un deciso costruttivismo, quasi architettonico, in cui gli spazi sono frammentati con precisione matematica. Tale severità è predominante e riflette sicuramente gli studi di ingegneria effettuati dall'artista. L'avanguardia si palesa nei suoi lavori e viene interpretata con rigore classicista dove nulla è lasciato al caso. Persino i colori, apparentemente casuali, sono attentamente scelti dall’artista, che riesce a fondere energia espressiva e disciplina tecnica. Il risultato di questo processo, controllato e meditato, è un’opera caratterizzata da forme piatte ed angolari, senza alcuna apertura ad addolcimenti delle linee: compressioni, allungamenti e repentini cambi di direzione, sempre ad alta velocità. Il movimento seduttivo della sua pittura porta l’occhio a seguire la vivacità delle linee, un gioco di fughe che si mostra tanto rigido quanto ammaliante. Per info: t. +39.02.87213215 t. +39.02.87213216 www.cannaviello.net info@cannaviello.net
JESSICA BUHLMANN / TANJA ROCHELMEYER - Nuovo Astrattismo Tedesco dal 9/12/13 al 11/12/13
in Via Stoppani, 15 20129 Milano

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UN "JURASSIC PARK"NEL CUORE DI TORINO

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Inaugurazione mostra 8/14/13 - Chiusura mostra 11/10/13 Via Casale, Torino

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DA MERCOLEDI' 14 AGOSTOUN "JURASSIC PARK"NEL CUORE DI TORINONel Parco Michelotti, un polmone verde nel centro cittadino oggetto di un importante piano di recupero e valorizzazione, verranno esposti dinosauri animatronics mobili e sonori di nuova generazione.Dal 14 agosto al 10 novembre 2013, il Parco Michelotti di Torino, sarà invaso da un branco di dinosauri di ultima generazione. L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione DNArt insieme con il Comune di Torino – Assessorato all’Ambiente, rappresenta il primo grande passo di un progetto di recupero e valorizzazione che intende trasformare il parco in un’area pulita, accessibile e fruibile per la popolazione, soprattutto quella giovanile.Dodici giganti della preistoria dotati delle ultime novità in campo tecnologico e a grandezza naturale, per la prima volta in Italia, saranno i protagonisti del viaggio in un tempo lontano decine di milioni di anni. Da Parco Michelotti a “Jurassic Park”, quindi, grazie a esemplari di T-Rex, Triceratopo, Spinosauro, per non citarne che alcuni. Dinosauri realizzati con i colori che si ritiene possano aver avuto e in tutta la loro imponenza.Il percorso si apre con l’esemplare che incarna più di tutti le emozioni che questi grandi rettili suscitano: il Tirannosauro, che catapulta subito il visitatore sulla Terra com’era 70 milioni di anni fa. Verrà spiegata l’evoluzione del mondo illustrando le diverse età del nostro pianeta, con particolare attenzione ai tre periodi che scandirono la vita dei dinosauri: dal Triassico, 220 milioni di anni fa, passando per il Giurassico fino ad arrivare al Cretaceo, conclusosi 65,5 milioni di anni fa, momento della loro estinzione.Laboratori didattici e aree di scavo per bambini, renderanno l'esperienza unica e indimenticabile. Il parco durante agosto e settembre si allieterà con tante attività ludiche (tiro con arco, trakking con asinelli, la fattoria in città, e tante attività per grandi e piccini che renderanno la visita una vera avventura in centro città.Torino, agosto 2013L’INVASIONE DEI DINOSAURI Torino, Parco Michelotti (corso Casale) 14 agosto - 10 novembre 2013Orari estivi: martedì-domenica 10.00 - 20.00 lunedì 14.30-20.00 apertura straordinaria di ferragosto 10.00-22.00Biglietti: intero € 12 ridotto € 10 (under 18 e over 65, insegnanti, studenti universitari) biglietto scuole 5 € biglietto famiglia 34,00 € per due genitori e due bambini biglietto famiglia 29,00 € per due genitori e due bambiniLaboratorio scavo paleontologico da 4 a 12 anni biglietto unico 10,00 € biglietto scuole (gruppi da min 10 max 15 persone) 8,00 €Informazioni: 011-6502833 prenotazioni@fondazionednart.it dinosauri@fondazionednart.it www.fondazionednart.ithttps://www.facebook.com/DNArtFondazioneUfficio stampa CLP Relazioni Pubbliche Anna Defrancesco, tel. 02 36 755 700 anna.defrancesco@clponline.it; www.clponline.itUfficio stampa Fondazione DNArt Alessandra Perera, tel. 339.6007601Comunicato stampa e immagini su www.clponline.it
UN "JURASSIC PARK"NEL CUORE DI TORINO dal 8/14/13 al 11/10/13
in Via Casale, Torino

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Maria Cristina Carlini. Fare secondo natura.

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Inaugurazione mostra 9/9/13 - Chiusura mostra 11/10/13 Castel Govone, Roero, Cuneo

Maria Cristina Carlini. Fare secondo natura.

Il Castello Reale di Govone, residenza sabauda piemontese nel Roero, annoverata fra i beni dell'umanità dichiarati dall'Unesco, ospita nelle sale e nel parco, dal 9 settembre al 3 novembre la personale Maria Cristina Carlini. Fare secondo natura a cura di Martina Corgnati. La mostra mette in luce lo stretto legame estetico dell’artista con la natura e con i suoi elementi intesi come fonte di inesauribile ispirazione. Le opere esposte infatti esprimono la poetica della scultrice attraverso forme che rimandano alla materia primordiale al suo evolversi e trasformarsi in creazioni artistiche.Grès, acciaio corten, resina, legno di recupero, lamiera, ferro sono i materiali che Maria Cristina Carlini predilige e che prendono forma in sculture monumentali ed in opere di medie e piccole dimensioni. Nel parco spiccano, tra gli altri, i due imponenti inediti: Vento, un vertiginoso ventaglio alto quattro metri e mezzo, e Samurai (cm 350x500x300), entrambi realizzati prevalentemente con legno di recupero e acciaio corten, istituiscono un nesso imprescindibile con il mondo naturale, così come Legni e Cerchi entrambi del 2012. La loro solennità e robustezza coesistono con l’equilibrio, con la curata armonia delle forme e creano un intimo dialogo con l’ambiente circostante. Un messaggio diverso è quello di Chernobyl un’installazione di alberi stilizzati in ferro, alta oltre tre metri, che denuncia i danni inflitti dall’uomo alla natura, ricordando allo stesso tempo l’importanza dei valori ambientali. Nelle sale interne incontriamo diverse sculture in grès, materia che l’artista predilige e con la quale dà forma a gran parte delle sue opere. Un lavoro paziente quello della Carlini dove la materia si lega ai rituali de all’acqua, alla terra e al fuoco e rimanda al “pensiero”, all’elaborazione di idee che evolvono per poi concretizzarsi in opere d’arte. I Crateri (dai 15 ai 35 cm di diametro) realizzati in grès e lava con smalti colorati, evocano ricordi ancestrali e formano un punto di contatto tra il passato, il presente e il futuro. Di forte impatto sono anche Verso l’Infinito, un’enigmatica scala avvolta fra morbide curve in acciaio corten di cui è ignoto il punto di arrivo; Stracci, frammenti di tessuto in gres con cuciture in ferro, appesi a strutture che poggiano su un tappeto di terra scura e Note, prismi in lamiera sospesi nel vuoto, che rimandano alla lettura di un pentagramma invisibile. Accompagna la mostra un libro edito da Skira a cura e con testo critico di Martina Corgnati.Orari: mercoledì 10 - 12,30 / venerdì 15 - 18 / domenica 10 -12,30 e 15 - 18 su appuntamento per gruppi e in altri orari (tel. 347 0836646)
Maria Cristina Carlini. Fare secondo natura. dal 9/9/13 al 11/10/13
in Castel Govone, Roero, Cuneo

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I SETTE SAVIdi Fausto Melotti

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Inaugurazione mostra 6/20/13 - Chiusura mostra 11/10/13 Aeroporto Milano Malpensa, 21010 Ferno Varese

I SETTE SAVIdi Fausto Melotti

Presentazione del restauro che, dopo quasi cinquant’anni, restituiranno al pubblico I sette savi di Fausto Melotti.Grazie al contributo di SEA - Aeroporti di Milano che ha finanziato il suo accurato restauro, facendo sua la sollecitazione della Provincia di Milano, il gruppo scultoreo tornerà visibile al pubblico nell’esposizione, in programma dal 20 giugno al 10 novembre 2013, nell’affascinante spazio espositivo della Porta di Milano presso l’aeroporto di Malpensa, Terminal 1.
I SETTE SAVIdi Fausto Melotti dal 6/20/13 al 11/10/13
in Aeroporto Milano Malpensa, 21010 Ferno Varese

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DOPO QUASI CINQUANT’ANNI TORNANO VISIBILI AL PUBBLICO I SETTE SAVI DI FAUSTO MELOTTI

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Inaugurazione mostra 6/20/13 - Chiusura mostra 11/10/13 Via Ferno Varese, Milano Malpensa

DOPO QUASI CINQUANT’ANNI
TORNANO VISIBILI AL PUBBLICO
I SETTE SAVI DI FAUSTO MELOTTI

DAL 20 GIUGNO 2013 DOPO QUASI CINQUANT’ANNI TORNANO VISIBILI AL PUBBLICO I SETTE SAVI DI FAUSTO MELOTTI Recentemente restaurato grazie al contributo di SEA - Aeroporti di Milano, il gruppo scultoreo verrà esposto, fino al 10 novembre 2013, alla Porta di Milano dell’aeroporto Malpensa Dopo quasi cinquant’anni, tornano visibili al pubblico I sette savi di Fausto Melotti. Grazie al contributo di SEA - Aeroporti di Milano che ha finanziato il suo accurato restauro, facendo sua la sollecitazione della Provincia di Milano, il gruppo scultoreo tornerà come unico protagonista di un’esposizione, in programma dal 20 giugno 2013 al 10 novembre 2013, nell’affascinante spazio della Porta di Milano, collocato nell’aeroporto di Malpensa, tra l’ingresso del Terminal principale e la stazione ferroviaria che conduce in città. La Porta di Milano è un’opera architettonica che rappresenta la “dodicesima porta” di accesso alla città, realizzata dagli architetti Pierluigi Nicolin, Sonia Calzoni, Giuseppe Marinoni, Giuliana Di Gregorio, vincitori del concorso internazionale, promosso da SEA Aeroporti di Milano nel giugno 2009, con un progetto selezionato tra gli oltre 90 provenienti da tutto il mondo. “La Porta di Milano rappresenta un unicum nel panorama delle aerostazioni mondiali, in quanto progettato come struttura funzionale di accesso all’aeroporto e al tempo stesso come spazio espositivo in grado di arricchire la già importante offerta di Milano ospitando iniziative d’arte con cadenza periodica. Curata da Angela Vettese, col patrocinio della Provincia di Milano, del Comune di Milano, la mostra presenterà tutte le sette sculture in pietra - ottenute sul modello di quelle in gesso, esposte alla Triennale nel 1959. Questa versione dell’opera venne commissionata dal Comune di Milano a Fausto Melotti per adornare, nel 1961, il giardino del Liceo Classico Giosuè Carducci di via Beroldo, e fu selezionata da una commissione composta dagli architetti Piero Portaluppi, Franco Albini e Renzo Gerla, allora consulenti del Comune. Fu pagata 5.805.000 lire, una cifra considerevole per i tempi anche se, visto il valore odierno delle sette sculture, fu anche un lungimirante investimento economico. Nel 1964, due statue vennero danneggiate; da allora, l’opera giaceva in un deposito del Liceo Classico Giosuè Carducci di Milano, in attesa del suo recupero. Il gruppo scultoreo de I sette savi nasce da una lunga gestazione. Fu concepito infatti come un insieme di 12 gessi per la sala intitolata “Coerenza dell’uomo” della VI Triennale di Milano. Di queste, sopravvissero intatte solo sette sculture e questo stesso numero portò Melotti a non volere reintegrare le cinque perdute. L’opera infatti acquisì un nuovo senso, facendo riferimento alla magia del ‘sette’ che si ritrova in tanta parte della cultura: l’ordine dell’universo secondo la matematica antica, i Sette contro Tebe e la ricorrenza del numero nel pensiero greco, le Sette Odi arabe, le sette meraviglie del mondo, nel Cristianesimo i sette peccati capitali, i sette sacramenti, i vizi e le virtù, e così via fino ai “Sette messaggeri” di Dino Buzzati. Dovendolo ricostruire, l’autore decise quindi di creare sette statue in pietra. Ogni statua è simile ma differente dalle altre, creando un ritmo quasi musicale come era tipico anche della scultura astratta di Melotti. La sequenza si propone come variazione su un tema unico e induce a riflettere sulla compostezza e l’aspetto sacrale di coloro che dedicano la loro vita alla conoscenza. Il pubblico ne conosce altre due versioni: quella in gesso, esposta al MART di Rovereto, eseguita nel 1960 e probabilmente modello per quella del Carducci, e quella in marmo di Carrara creata nel 1981 ed esposta nel giardino del PAC di Milano. La versione originaria del 1936 in dodici elementi è andata distrutta. Fausto Melotti (Rovereto, 1901 - Milano, 1986) può essere considerato uno degli esponenti più significativi della cultura artistica che, avendo il suo crogiuolo a Milano, si è poi diffusa nel mondo in una stagione artistica irripetibile per il capoluogo lombardo, a cavallo tra i tardi anni cinquanta e i primi sessanta. La sua creatività si estese peraltro per tutta la sua esistenza, con curiosità e spirito sperimentale pur nel rispetto di un lessico artistico classico. Melotti frequentò la Scuola Reale Elisabettina di Rovereto e visse a Firenze durante la prima Guerra Mondiale. La sua vocazione andò dapprima a mondi connotati dal numero e a competenze scientifiche: iscrittosi a Fisica e Matematica all’Università di Pisa, si laurea in ingegneria al Politecnico di Milano nel 1924. Solo nel 1925, a Torino, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti Albertina per poi finire i suoi studi artistici a Brera, sotto la guida di Adolfo Wildt che era stato anche maestro di Lucio Fontana. Con quest’ultimo si stabilì un sodalizio rilevante e duraturo. Il cugino, Carlo Belli, era nel frattempo diventato il teorico italiano più importante tra coloro che si occupavano di astrattismo. Collaborò con la ditta Ginori e si avvicinò agli architetti razionalisti Baldessari, Figini e Pollini, per i quali realizzò la fontana in metalli nichelati destinata al Bar Craja (1931), uno dei primi esempi di architettura razionalista in Italia. Nel 1932 iniziò a insegnare disegno presso la Scuola Professionale del Mobile di Cantù. Nel 1933, partecipa per la prima volta alla Triennale di Milano, con opere in ceramica e in porcellana. Nel 1935 fu scritturato per la “Prima mostra collettiva d’arte astratta italiana” a Torino, nell’atelier dei pittori Casorati e Paulucci. Fu allora che divenne firmatario del Manifesto per l’arte astratta ed entrò nel circolo che si riuniva, a Milano, alla Galleria del Milione. Qui tenne la sua prima personale nel maggio 1935 e aderì al gruppo parigino di Abstraction-Création. Spinto da questi contatti, nel 1937 visitò Parigi. Tra il 1941 e il 1943 visse a Roma, per poi tornare a Milano dove trovò nel suo vecchio studio tutte le opere distrutte dai bombardamenti; iniziò a collaborare con architetti, a dedicarsi alla ceramica e a dipingere: del 1956 è la sua personale, di soli quadri, alla Galleria Annunciata di Milano. Nel dopoguerra, l'artista riprese il contatto con alcuni architetti, tra cui Gio Ponti, insieme al quale realizza la decorazione in ceramica di numerose ville, sia in Italia sia all'estero. Continuò sempre, però, una vasta produzione di opere in ceramica, metallo e materiali eterogenei, in un dialogo continuo con amici e colleghi quali Fontana, Licini, Reggiani, Soldati e Veronesi. Negli anni Sessanta, Melotti riprese le forme geometriche ispirate alla musica e realizzate con sottili fili metallici, ai quali unisce piccoli pezzi di stoffa colorati. La sua opera passa alla storia internazionale dell’arte per la capacità di coniugare l’innovazione della tecnica e del linguaggio con un valore poetico di rara delicatezza: un connubio di coraggio ed emozione. Milano, 6 maggio 2013 I SETTE SAVI di FAUSTO MELOTTI Aeroporto di Malpensa, Porta di Milano 20 giugno 2013 – 10 novembre 2013 Orari: dalle 10.00 alle 22.00 Ingresso libero Informazioni: tel. 02 232323 Ufficio stampa CLP Relazioni Pubbliche Marta Paini, tel. 02 36 755 700 marta.paini@clponline.it; www.clponline.it Ufficio stampa SEA Ufficio.stampa@seamilano.eu
DOPO QUASI CINQUANT’ANNI TORNANO VISIBILI AL PUBBLICO I SETTE SAVI DI FAUSTO MELOTTI dal 6/20/13 al 11/10/13
in Via Ferno Varese, Milano Malpensa

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Ryan Mcnamara - RYAN MCNAMARA’S CANDID

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Inaugurazione mostra 9/24/13 - Chiusura mostra 11/9/13 via Farini 32, 20159 Milano

Ryan Mcnamara -
RYAN MCNAMARA’S CANDID

Brand New Gallery è lieta di presentare Ryan McNamara’s Candid, la prima mostra personale in Italia dell’artista e performer americano Ryan McNamara. L’artista crea opere situation-specific che danno forma complessivamente ad una prospettiva ampliata di partecipazione all’interno della produzione artistica. Coinvolgendo spesso spettatori, altri artisti, o ballerini professionisti, McNamara sviluppa in maniera singolare e inconfondibile un discorso sociale, sovvertendo le convenzionali nozioni di performance e abbracciando il realismo e l’interazione come aspetti necessari della sua esperienza visiva. Creati prima, durante e dopo gli eventi performativi, gli oggetti bidimensionali e tridimensionali, spesso realizzati attraverso collage di xerocopie di immagini sovrapposte, divengono parte essenziale ed integrante della sua pratica artistica. Per questa mostra Ryan McNamara, il cui lavoro si ispira alla cultura mediatica contemporanea in tutte le sue declinazioni, prende in esame la candid camera ed, in generale, il meccanismo di alcuni programmi televisivi costituiti da sketch in cui ignari passanti sono messi di fronte a situazioni paradossali allo scopo di registrarne le reazioni. Il pubblico è invitato a partecipare con il supporto di audio guide interattive ad un viaggio nel mondo di McNamara. Il suo lavoro assume una rilevante importanza nell’ambito dell’arte performativa (lo dimostra la sua plurima partecipazione a Performa, evento newyorkese di rilievo internazionale) e ha suscitato negli ultimi anni l’interesse di importanti musei, come il Whitney o il MOMA PS1, ma anche di note case di moda come Louis Vuitton, che nel 2010 ha invitato l’artista a realizzare una performance, ispirata alla danza, negli spazi della boutique sulla Fifth Avenue. Durante l’opening e ogni sabato dalle 15 alle 18 la galleria ospiterà un evento speciale, curato da Ryan McNamara, che coinvolgerà il pubblico in modo divertente e interattivo.  Ryan Mcnamara è nato nel 1979 a Phoenix, Arizona e si è laureato all’Hunter College di New York. Il suo lavoro è stato presentato in musei di fama internazionale, come il MOMA PS1, il Whitney Museum of American Art a New York e, recentemente, al MAMA di Rotterdam. Nel 2010 ha partecipato a The First International Performance Art Festival presso il Garage Center for Contemporary Culture, Mosca ed il suo lavoro è stato più volte incluso nel programma di Performa, New York. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni quali MOMA, New York, Saatchi Gallery e Zabludowicz Collection di Londra. Attualmente vive e lavora a New York. Per info: t. +39.02.89.05.30.83 info@brandnew-gallery.com; http://www.brandnew-gallery.com/ - Orari: da martedì a sabato - 11.00-13.00 - 14.30-19.00
Ryan Mcnamara - RYAN MCNAMARA’S CANDID dal 9/24/13 al 11/9/13
in via Farini 32, 20159 Milano

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James Krone - Waterhome: we is someone else

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Inaugurazione mostra 9/24/13 - Chiusura mostra 11/9/13 via Farini 32, 20159 Milano

James Krone - Waterhome: we is someone else

Brand New Gallery è lieta di presentare Waterhome: We is Somebody Else, la prima mostra personale in Italia di James Krone, artista americano con studio a Berlino e Los Angeles. Waterhome è il marchio di fabbrica di un acquario regalatomi qualche anno fa. Decisi di non volere animali in casa mia, così riempii semplicemente l’acquario con dell’acqua. Iniziarono a generarsi strati di alghe che, una volta morte, si staccavano dalle pareti della vasca. Le alghe sul fondo si decomponevano e l’acquario continuava a produrre nuove alghe. Ero attratto da questa costante rigenerazione. La riproduzione era una narrazione e questo racconto si sarebbe ripetuto, terminando e ricominciando all’infinito, senza una progressione e senza un obiettivo. Iniziai a realizzare quadri su tele preparate con colle animali che ne ostruivano la trama, permettendomi di ricostruire i processi dell’acquario. Selezionai quattro colori individuati osservando le alghe, che combinati tra loro ne restituissero i toni. Ogni giorno stendevo uno strato monocromatico di pittura sul retro della tela e mi fermavo solo quando iniziava a manifestarsi un leggero assorbimento nero-rubicondo, finché alcuna modifica potesse più essere apportata applicando ulteriori strati di vernice. I difetti della tela consentono alla pittura di penetrare attraverso la superficie in modo aleatorio, formando un pattern incidentale. Mentre il recto di questi dipinti è il luogo in cui agisco allo stesso modo dell’acquario, il verso mostra superfici incompiute, rifiutando ogni riferimento pittorico che vada al di là di un ostinato nero monocromo, riferibile esclusivamente al nero monocromo storicizzato. Le aree in cui il pigmento cola attraverso la tela rendono la superficie mimeticamente somigliante alle pareti dell’acquario ricoperte di alghe. Scelgo casualmente quali tele lasciare così come sono state dipinte e quali rimuovere dal telaio per essere reintelaiate nell’altro verso, per mostrare una composizione a prima vista soggettiva ma, a tutti gli effetti, ciecamente determinata dalla composizione della materia. L’acquario non è un soggetto comune per un pittore, come può esserlo una ciotola di pere piuttosto che la vista dalla finestra del mio studio, una persona pazientemente accomodata su una sedia, una fotografia di una qualsiasi di queste cose, o anche un’allegoria strutturalista; è più che altro una cattedrale svuotata della religione. In questo senso, come ricettacolo per una performance abitativa, è un contenitore di noia. Indistinguibile come soggetto o oggetto, lo adopero come tentativo di annegare qualsiasi narrazione del progresso artistico che potrebbe essere letta come una lezione di accumulazioni biografiche. Il mio tentativo fallisce nel momento in cui si rivela il mio desiderio di astenermi dai giochi di corteggiamento di un espressionismo auto documentato. Le mostre realizzate con questi lavori si relazionano tra loro come diverse iterazioni pur non essendo in grado di riesumare una presentazione ideale dell’opera. Ciò che è determinato dal caso nella realizzazione di un dipinto non si trasferisce necessariamente nelle aspettative di una mostra; sono stati messi a punto allestimenti che ne descrivevano processo e contenuto e altri che li hanno mascherati, derisi, talvolta minando qualunque delicato potenziale di significato che sarebbe potuto esistere attraverso un masochistico riposizionamento dei componenti dei lavori come artificio decorativo o funzionale oggettivizzazione. Alla fine le mostre vengono smontate e io ricomincio. Costruisco una cattedrale per distruggerla. James Krone nasce nel 1975 a Chicago, dove nel 1998 consegue il BFA presso The School of the Art Institute of Chicago, prima di perfezionare la sua formazione presso The Mountain School of Art di Los Angeles, concluso nel 2008. Successivamente ha partecipato a diverse esposizioni ed eventi artistici in Europa e negli Stati Uniti, tra cui le recenti mostre personali “Elipsis et cetera” (2012) alla Galerie Charim di Vienna, “The Paranoia Of Time” (2012) da Carter & Citizen a Los Angeles, “Sea of Crisis” (2012) da Infernoesque e “Waterhome” (2012) presso Kavi Gupta, entrambe a Berlino. Quest’ultimo gli ha inoltre dedicato una solo-show all’ultima edizione di Art Berlin Contemporary (ABC). Il lavoro di Krone è stato pubblicato e recensito su importanti riviste come ArtForum, ArtUs, Artslant e Monopol. Attualmente vive e lavora a Berlino e Los Angeles. Per info: t. +39.02.89.05.30.83 info@brandnew-gallery.com; http://www.brandnew-gallery.com/ - Orari: da martedì a sabato - 11.00-13.00 - 14.30-19.00
James Krone - Waterhome: we is someone else dal 9/24/13 al 11/9/13
in via Farini 32, 20159 Milano

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Kaari Upson - SLEEP WITH THE KEY

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Inaugurazione mostra 9/25/13 - Chiusura mostra 11/9/13 Via Giovanni Ventura, 5 20134 Milano MI

Kaari Upson - SLEEP WITH THE KEY

La galleria Massimo De Carlo inaugura la sua nuova stagione espositiva il 25 settembre con Sleep With the Key, la prima grande mostra personale in Italia dell’artista Kaari Upson.L’universo di Kaari Upson è un archivio automatico dei sentimenti umani popolato di entità impenetrabili, ombre e fantasmi. Azione e reazione sembrano coincidere nel mondo caleidoscopico e oscuro di Kaari Upson: con un flusso di coscienza che confonde costantemente realtà e fantasia, pubblico e privato, il sé e l’altro, l’artista californiana indaga i misteri dell’esperienza umana.Sleep With the Key è una finestra aperta sul mondo interiore di Kaari Upson, che schiude il ricordo di momenti felici del suo passato, custoditi gelosamente sotto chiave nella memoria dell'artista.Con una serie di nuove opere, Sleep With the Key sintetizza gli ultimi anni di ricerca dell’artista che per la prima volta si confronta con gli spazi industriali della galleria Massimo De Carlo in via Ventura a Milano.In Sleep With the Key Kaari Upson presenta una serie di oggetti in silicone, realizzati con un processo di produzione che sfugge al controllo completo dell’artista. La superficie di questi oggetti si arricchisce di sfumature inaspettate: passando da liquido a solido il silicone imprigiona i pensieri dell’artista e restituisce campiture carnose e sensuali, che producono una sintesi perfetta tra pensiero razionale e inconscio e uniscono le ambizioni più lucide dell’artista con i suoi pensieri più nascosti.Le opere di Kaari Upson ci sono apparentemente familiari, sono oggetti con cui ognuno di noi ha a che fare quotidianamente eppure trasmettono un senso di turbamento, instabilità e perversione: nascosti tra le pieghe dell’animo umano, i nostri sogni più inconfessabili affiorano dalle superfici traslucide e dalla fisicità misteriosa dei lavori della Upson. “Il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare” (Sigmund Freud, Il perturbante, 1919). Kaari Upson è nata nel 1972 a San Bernardino, California. Kaari Upson vive e lavora a Los Angeles e rappresenta una delle voci più interessanti della nuova scena artistica californiana. L’artista ha presentato il suo lavoro in una grande mostra personale presso l’UCLA Hammer Museum di Los Angeles (2007). Le sue opere sono state esposte in mostre collettive come Nine Lives a cura di Ali Subotnick per l’Hammer Museum di Los Angeles (2009); Sack of Bones, a cura di Ellen Langan e Blair Taylor per Peres Projects, Los Angeles (2008); Pretty Ugly, a cura di Alison Gingeras per Gavin Brown's Enterprise & Maccarone, New York (2008); FOR EVER, a cura di Clara Kim e Eungie Joo presentata al 915 Mateo di Los Angeles (2007); George Herms: Xenophilia (Love of the Unknown) al MOCA Pacific Design Center, Los Angeles (2011) e The Residue of Memory a cura di Heidi Zuckerman direttrice dell’Aspen Art Museum ad Aspen (2012), Test Pattern al The Whitney Museum of American Art (2013). Inaugurazione mercoledì 25 settembre 2013, dalle ore 19.00.Orari: dal martedì al sabato 11.30 – 19.30Per info: T. +39 02 70003987 - F. +39 02 7492135; press@massimodecarlo.it; www.massimodecarlo.it
Kaari Upson - SLEEP WITH THE KEY dal 9/25/13 al 11/9/13
in Via Giovanni Ventura, 5 20134 Milano MI

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TRANSITI NICOLA BIONDANI – LILIANA CECCHIN – EKATERINA SMIRNOVA a cura di Alessandra Redaelli

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Inaugurazione mostra 9/22/13 - Chiusura mostra 11/9/13 Viale Sant’Antonio 59/61, Varese

TRANSITI
NICOLA BIONDANI – LILIANA CECCHIN – EKATERINA SMIRNOVA
a cura di Alessandra Redaelli

Si inaugura sabato 21 settembre dalle ore 18.00 alle 21.00 presso la Galleria PUNTO SULL’ARTE di Varese la mostra TRANSITI. Il viaggio, inteso come spostamento nello spazio, ma anche come viaggio fuori e dentro l’uomo, è il tema scelto per la mostra di apertura della nuova stagione espositiva della Galleria Varesina. Viaggi come scoperta del mondo, e poi, soprattutto, come scoperta del sé. Occasioni per ritrovarsi e trasformarsi, per comprendersi meglio e per crescere. Una tripla personale in cui vengono presentate le opere degli artisti NICOLA BIONDANI, LILIANA CECCHIN ed EKATERINA SMIRNOVA. NICOLA BIONDANI: Hanno due anime le sculture di Nicola Biondani. Una è quella classica, intrisa di storia, figlia di Medardo Rosso e Marino Marini. L’altra è quella modernissima, densa di allusioni alle trame complesse del vivere contemporaneo, all’incomunicabilità, alla fatica dell’esistere, a una serpeggiante sfiducia nel futuro. Due anime che si specchiano nel gioco di contrappunti tra la monumentalità intrinseca anche ai lavori più piccoli e l’umanissimo tremore dello sguardo; tra la postura totemica – quasi di idoli contemporanei – dei soggetti e il loro essere presi in attività minime e quotidiane. Sono viaggiatori persi per le vie del mondo. A volte siedono esausti sulle proprie valigie, altre volte sembrano appena scappati da qualche situazione insostenibile, qualche volta indossano un piumino invernale come un’armatura che possa proteggerli dal mondo. - Nasce nel 1976 a Mantova. Dopo essersi diplomato nel 1998 all’istituto d’Arte di Guidizzolo (MN) come Maestro d’Arte, nel 2004 si laurea con il massimo dei voti all’Accademia C.B. Cignaroli di Verona. Nello stesso anno apre uno studio personale nel centro di Mantova e lavora come scultore scenografo presso l’Ente lirico Veronese. Realizza numerose mostre e partecipa a fiere e concorsi in Italia. Vive e lavora a Milano. LILIANA CECCHIN: La folla frettolosa e congestionata, che si incontra senza vedersi a una fermata della metropolitana o in una stazione, si trasforma attraverso i pennelli di Liliana Cecchin in una coreografia fluida, acquatica, scandita da ritmi segreti. Al centro della sua ricerca c’è sempre stata lei, la folla, appunto. Affascinata dal tempo che non esiste, quello annullato dalla fretta, quello immobile del passaggio da un qui a un altrove, ne ferma lo scorrere senz’anima congelandolo in visioni di squisito equilibrio formale. L’irrompere del movimento anima quegli scorci di un brusio vibrante e febbrile. - Nasce nel 1955 a Santhià (Vercelli). Dopo essersi diplomata presso il Primo Liceo Artistico di Torino, frequenta lo studio torinese dell’artista Romano Campagnoli. Realizza numerose mostre personali e collettive in Italia. Si qualifica tra i finalisti del Premio Arte Mondadori nel 2001 e 2004, vince il XXVI Premio Olivero a Saluzzo (2004), il Premio Artemisia- Ancona (2008) e supera la prima selezione del BP Portrait Award. Nel 2009 è tra i premiati al Premio Agazzi e al Premio Emilio Gola. Vive e lavora a San Benigno Canavese (TO). EKATERINA SMIRNOVA: Acquerelli intensi, pastosi, materici. Nulla a che fare con l’immagine di un paesaggio reso per trasparenze e lievi sfumature. Ekaterina Smirnova vi lavora in più strati sovrapposti, usando pennelli grandi e scabri, graffiando la carta ruvida e schizzandola, mescolando un sofisticato senso del disegno a una gestualità istintiva, al vero e proprio dripping. Lavori grandi, dalle atmosfere cariche e cupe, straordinariamente suggestivi. Sono visioni metropolitane in cui lo sgocciolamento del colore sulla tela va a sovrapporsi alla verticalità degli edifici in una sinfonia dai ritmi lenti. Ama le ore di mezzo, quelle che precedono l’alba o che seguono il tramonto, le ore dense di ombre o vibrazioni in cui tutto può succedere. - Nasce nel 1981 a Novosibirsk (Siberia, Russia). Dopo essersi diplomata presso la scuola d’Arte della sua città nel 1996, si laurea in Giurisprudenza e nel 2006 si trasferisce a New York, dove frequenta l’Art Students League. Vincitrice di numerosi premi negli ultimi tre anni, tra cui Salmagundi Club e Allied Artists of America, ha realizzato numerose mostre personali e collettive in tutto il mondo. Vive e lavora a Brooklyn, New York. @ courtesy Villa del Arte Galleries, Barcellona, Spagna Completa la mostra un Catalogo con testi critici di Alessandra Redaelli. Per ricevere ulteriori informazioni e immagini rivolgersi a: Giulia Stabilini | Galleria PUNTO SULL’ARTE | 0332 320990 | www.puntosullarte.it info@puntosullarte.itOrari: Martedì - Venerdì: 15.00-19.00 Sabato: 10.00-13.00 e 15.00-19.00 Domenica 22 e 29 Settembre: 15.00-19.00 - Altre domeniche e tutte le mattine su appuntamento
TRANSITI NICOLA BIONDANI – LILIANA CECCHIN – EKATERINA SMIRNOVA a cura di Alessandra Redaelli dal 9/22/13 al 11/9/13
in Viale Sant’Antonio 59/61, Varese

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Barbara Probst | Project Room: Benjamin Senior

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Inaugurazione mostra 9/25/13 - Chiusura mostra 11/9/13 Via Francesco Viganò 4 I - 20124 Milano

Barbara Probst | Project Room: Benjamin Senior

Barbara Probst - Siamo felici di annunciare la seconda mostra di Barbara Probst a Milano. Le opere di Barbara Probst sono sempre composte da un gruppo di fotografie. Al primo sguardo appaiono misteriosamente connesse, senza tuttavia rivelare subito il loro segreto. Solo in seguito comprendiamo che tutte le immagini ritraggono la stessa scena e sono state scattate nello stesso secondo, ma da punti di vista diversi.Grazie ad un sistema di sincronizzazione radio l’artista attiva contemporaneamente diverse macchine fotografiche direzionate verso lo stesso soggetto. Ritrae diversi aspetti dello stesso istante, che poi davanti ai nostri occhi si dilata e si dipana come un racconto.Questa frammentazione dell’attimo in una serie di immagini diventa il mezzo per indagare le tante ambiguità dell’immagine fotografica. La relazione tra l’istante fotografico e la realtà viene approfondita in due modi diversi, per cui il momento catturato acquisisce una qualità sconcertante. Da un lato, Barbara Probst abbandona lo sguardo unico della macchina fotografica e lo divide in vari punti di vista; dall’altro moltiplica e diversifica il momento dello scatto. Lo sguardo della macchina fotografica imposta e trasmette una realtà diversa per ogni punto di vista, rivelando la relatività di ogni singola immagine.Al contempo Barbara Probst utilizza questo metodo per esplorare le convenzioni e le tipologie fotografiche: il reportage, la sorveglianza, il ritratto, la fotografia di moda e l’immagine cinematografica. Gli scenari sono set fotografici o spazi urbani come la strada, Central Park, il tetto di un grattacielo o una stazione. Spesso s’intravedono le macchine fotografiche, che diventano co-protagoniste dell’immagine, oppure dei fondali fotografici che confondono ulteriormente la nostra percezione, trasformando lo spettatore in un detective che cerca di ricostruire la scena del reato.Nella mostra di Milano per la prima volta Barbara Probst presenta anche due “Still Life”, puntando le macchine fotografiche su oggetti eterogenei: frutti, funghi, vasi, bottiglie, modellini, bolle di sapone. Una mela che cade appare sospesa nell’aria, sottolineando l’istante che nell’immagine diventa eterno.Nata a Monaco di Baviera nel 1964, Barbara Probst vive e lavora tra New York e Monaco. Il suo lavoro è stato presentato al Museo Reina Sofia a Madrid, al Centre Pompidou a Parigi, alla Tate Modern a Londra, al MoMa a New York, al Kunstverein Oldenburg in Germania e al Centro d’arte Contemporanea Domaine de Kerguéhennec a Bignan in Francia. In ottobre presenterà due suoi lavori nella mostra “L’altro ritratto” al MART di Rovereto e una mostra personale al National Museum of Photography di Copenhagen, accompagnata da un nuovo catalogo. Nel 2007 la casa editrice Steidl le ha dedicato un’ampia monografia dal titolo Barbara Probst: Exposures.Project Room: Benjamin Senior -Siamo felici di annunciare la prima mostra in Italia del giovane pittore inglese Benjamin Senior. I dipinti di Senior, realizzati a tempera all'uovo, sono composti da un gioco formale di ritmi, geometrie, false simmetrie e relazioni tra i colori. Combina meticolosamente questi elementi per descrivere momenti di esercizio fisico in ambienti che fanno pensare ad un romanzo di Scott Fitzgerald.I soggetti consentono all'artista di esplorare sia le forme astratte che la rappresentazione del corpo umano. La piccola dimensione del lavoro crea uno spazio intimo in cui contemplare raffigurazioni di energia e movimento all’interno di una superficie bidimensionale statica.I dipinti di Senior sono temperati dall’osservazione di dettagli quotidiani, ma amplificano la natura numerica e geometrica della nostra percezione. Ponendo l'accento sullo studio dal vero piuttosto che sulla fotografia come preparazione per la pittura, Senior compone i suoi soggetti atletici e geometrici con minuta precisione. Lo spettatore è invitato in un mondo nel quale Senior, con precisione chirurgica e umorismo beffardo, sonda concetti di stile di vita sana, ideali di bellezza e di piacere visivo.Benjamin Senior è nato nel 1982 e vive a Londra, dove si è laureato in pittura al Royal College of Art nel 2010. Ha avuto mostre personali presso la galleria Bolte Lang a Zurigo nel 2012 e James Fuentes a New York nel 2013. In ottobre quest’anno presenterà una mostra personale allo Studio Voltaire a Londra. Galleria Monica De Cardenas. Orario: da martedì a sabato ore 15 - 19 Per info: Tel +39 02 29010068 www.monicadecardenas.com info@monicadecardenas.com
Barbara Probst | Project Room: Benjamin Senior dal 9/25/13 al 11/9/13
in Via Francesco Viganò 4 I - 20124 Milano

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S-TRE-S ALESSANDRAJANE - DONATELLA MEI - MARTA SANSONI

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Inaugurazione mostra 9/11/13 - Chiusura mostra 11/8/13 VIA GOBETTI 7 - CAPALLE, FIRENZE

S-TRE-S ALESSANDRAJANE - DONATELLA MEI - MARTA SANSONI

La sede Patrizia Pepe_Un luogo per l’arte Mercoledì 11 settembre 2013 - h 17.30 OPENING S-TRE-S ALESSANDRAJANE - DONATELLA MEI - MARTA SANSONI A cura di Ronaldo Fiesoli11 Settembre– 8 Novembre 2013La sede Patrizia Pepe è caratterizzata da spazi in cui l’aspetto creativo è l’elemento centrale. E’ proprio nell’head quarter che il Brand, con il passare degli anni, ha rafforzato il legame con la cultura ospitando esposizioni d’arte contemporanea. In questa occasione Patrizia Pepe si apre al mondo del design coinvolgendo tre art designer che, pur provenendo da ambiti differenti, instaurano un rapporto dialettico tra loro. Alessandrajane lavora con i tessuti; si esprime attraverso complessi e sofisticati interventi di drappeggio con stoffe, nastri, filati, spille… . Costruisce tagliando, decostruendo, riassemblando, trasformando.Progetta e mostra, all’interno della hall, verso la parete alla sinistra dello scalone rosso, architetture per il corpo, sul corpo; abiti, dove la figura assume una eroica, extra-naturale dimensione.Donatella Mei sceglie di ottenere, in questo luogo, col supporto di materiali variamente traslucidi, opalescenti, fluorescenti, un confronto con gli attributi di trasparenza, luce, leggerezza,colore.Il progetto rimanda al disegno di natura: tavola botanica, entomologica, erbario; dà forma a gioielli e lavori che si strutturano, articolano, come piccoli eden. La superficie della grande vetrata che riflette le opere, permette un dialogo col giardino.Marta Sansoni presenta un percorso composto, disegnato, da oggetti lievi, controllati, trattenuti; candidi arredi in legno laccato, raccolti dentro una bassa pedana circolare. La natura di-mostrata ne suggerisce le forme. Piccoli animali, anch’essi bianchi, accentuano la derivazione da un naturale-ideale, come antidoto salvifico, dal presente-reale. Ronaldo Fiesoli11 Settembre 2013 h 17.30_19.30lunedì/venerdì 9.30/12.30 - 14.00/18.00 solo su appuntamentoPer informazioni: tel. 055 87 444 1Sede Patrizia PepeVia Gobetti7/950013 Capalle - Firenze
S-TRE-S ALESSANDRAJANE - DONATELLA MEI - MARTA SANSONI dal 9/11/13 al 11/8/13
in VIA GOBETTI 7 - CAPALLE, FIRENZE

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Perrin a Siracusa

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Inaugurazione mostra 9/13/13 - Chiusura mostra 11/8/13 Via Santa Lucia alla Badia, 1 - Siracusa

Perrin a Siracusa

Siracusa - Dal 13 settembre all'8 novembre 2013 la Galleria civica d'arte contemporanea Montevergini (Via Santa Lucia alla Badia, 1) ospiterà una retrospettiva dell'artista argentino George Gonzàles Perrin. "Perrin a Siracusa", questo il titolo della mostra-evento (vernissage venerdì 13 settembre, ore 18,30), è organizzata dall'agenzia di eventi D'Errico con il patrocinio dell'Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Siracusa in collaborazione con la Galleria Quadrifoglio di Mario Cucè. Il percorso espositivo comprende oltre novanta opere recenti, realizzate con tecniche miste su carta e su tela, in formati di varia grandezza. L'opera di Gonzàles Perrin, scrive Natalia March nel catalogo della mostra, descrive "il reale divenire di forme e figure". Se in apparenza i suoi lavori tratteggiano "un universo carico di concetti che dialogano con il puro piacere di texture e materia", "una somma di immagini casuali", uno sguardo più attento rileva un livello profondo della struttura, grafie ordinate e metodiche, segni, simboli, archetipi e metafore, "ombre occulte" e "presenze quasi fortuite" dove il disegno diventa solo essenza. Nascono così "corpi interi, corpi nudi, dettagli di corpi o corpi abbozzati, figure ritte in piedi, figure in contorsione che giocano su diverse scale di rappresentazione, occupando tutto il campo della composizione, mai solitarie, talvolta moltiplicate o quasi barocche". Vi sono poi lavori speciali che nascono dall'uso della tecnologia e da "una strategia archeologica e globale". "Sulle immagini digitali di Google Earth – spiega la March – da una lontanissima Buenos Aires, Perrin scopre e percorre Siracusa, si ferma invece di addentrarsi nella storia di quei luoghi, si ferma in posti precisi, agli angoli, davanti alle pareti. Con l'intervento della fotografia sfrutta al massimo le possibilità offerte da quello strumento, seleziona squarci e dettagli, deformati o evanescenti con cui mette in risalto vestigia che funzionano come orme, impronte mnemotecniche di condensati passati remoti. Su queste vestigia costruisce nuovi significati del presente; così uno sguardo altro si somma al presente, dando visibilità, realizzando costruzioni, architetture, trame e presenze fantasmatiche". Gonzàles Perrin (Punta Alta - Buenos Aires, 1954) si è formato negli anni '70 a Buenos Aires ed è entrato nel mondo dell'arte nel decennio successivo. Ha studiato pittura, litografia e disegno e ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il Gran Premio d'Onore del Salone Nazionale dei Disegni (Argentina, 2006). Le sue opere sono presenti in musei, collezioni pubbliche e private d'America e d'Europa. La mostra osserverà i seguenti orari: tutti i giorni dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle ore 16,00 alle 20,00 (chiuso il lunedì).
Perrin a Siracusa dal 9/13/13 al 11/8/13
in Via Santa Lucia alla Badia, 1 - Siracusa

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Capolavori dell’archeologia: Recuperi, ritrovamenti, confronti

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Inaugurazione mostra 5/20/13 - Chiusura mostra 11/5/13 Lungotevere Castello 50, Roma

Capolavori dell’archeologia: Recuperi, ritrovamenti, confronti

Dal 20 maggio al 5 novembre 2013, a Roma, a Castel Sant’Angelo sarà visitabile la trentaduesima edizione della Mostra Europea del Turismo e delle Tradizioni Culturali, dedicata ai vent’anni di collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato con il Centro Europeo per il Turismo, presieduto da Giuseppe Lepore. La mostra, intitolata “Capolavori dell’archeologia: Recuperi, ritrovamenti, confronti” è organizzata in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico-Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, diretta da Daniela Porro, con l’ausilio di un Comitato Promotore, presieduto da Roberto Cecchi Sottosegretario di Stato MiBAC.L’esposizione, che si avvale di un comitato scientifico di grande prestigio, presieduto da Eugenio La Rocca, è curata da Mario Lolli Ghetti e da Maria Grazia Bernardini. Con questo progetto si vuole presentare al numerosissimo pubblico che visita ogni giorno Castel Sant’Angelo la fondamentale azione svolta delle Forze dell’Ordine per la protezione e la difesa dei beni artistici e archeologici dell’Italia. Le opere in esposizione, infatti, sono state al centro, anche recentemente, d’importanti attività di recupero e ritrovamento, grazie alle quali è stato possibile far rientrare nelle loro sedi reperti archeologici rubati, trafugati da scavatori clandestini o esportati illecitamente dal nostro Paese.Seguendo il percorso della mostra, i visitatori potranno ben comprendere il continuo pericolo di saccheggio e dispersione cui è sottoposto l’immenso patrimonio italiano, e, nello stesso tempo, potranno apprezzare il grande lavoro scientifico e di ricerca, che sta dietro il ritrovamento di materiale archeologico appartenente alle diverse tipologie maggiormente a rischio (bronzi, marmi, affreschi, ceramiche, argenti e oreficerie, ecc.), insieme alla storia, spesso avvincente e sempre complessa, del loro ritorno a casa. Per fornire un quadro più completo della situazione, saranno presenti in mostra non solo opere oggetto di sequestri, d’intercettazione sul mercato antiquario, di restituzioni da collezioni private o da musei stranieri, ma anche alcune opere ritrovate fortunosamente.I beni recuperati saranno esposti insieme con altre opere, simili per tecnica, materiale e datazione, provenienti da scavi scientifici ben contestualizzati, allo scopo di istituire opportuni confronti chiarificatori. Saranno anche presenti esemplificazioni di contesti integri (ad esempio corredi funerari), per fare comprendere l’importanza delle reciproche relazioni tra i materiali, e il danno irreversibile che uno scavo di rapina o un’esportazione clandestina provocano alla conoscenza e all’acquisizione dei dati culturali. Proprio nella volontà, infatti, di contestualizzare i pezzi e ricostruire un tessuto storico che illustri al meglio l’importanza e l’obbligatorietà del recupero, risiede la principale novità di questa mostra. La mostra, ospitata nelle Sale di Clemente VII, di Clemente VIII, di Apollo e della Giustizia, sarà organizzata in nove sezioni tematiche:1) KOUROI E KORAI: SIMBOLI DELL’ARISTOCRAZIA2) EUPHRONIOS ED EUTHYMIDES E L’INVENZIONE DELLE FIGURE ROSSE3) ACROLITI: STATUE OLTRE MISURA4) IL PENSIERO E L’AZIONE: FILOSOFI E CITTADINI5) I COLORI DEL MARMO6) CERAMOGRAFI IN MAGNA GRECIA: IL PITTORE DI AMYKOS E IL PITTORE DI DARIO7) LA GRANDE DECORAZIONE PARIETALE8) SCULTURE E SCULTORI FRA GRECI E ROMANI9) VINCERE LA PALMA: CORSE E AURIGHI NELLA ROMA IMPERIALELa costante e multiforme attività di tutela delle Forze dell’Ordine sarà evidenziata con l’esposizione di alcuni materiali in un ambiente diverso dal percorso espositivo delle sale storiche dove si sviluppa il circuito della Mostra. Tale opera svolta in collaborazione con le Soprintendenze Statali per i Beni Archeologici, presenta i molti successi nella lotta agli scavatori clandestini, per mezzo di un’esemplificazione di materiali recuperati, fotografie e filmati d’archivio. Naturalmente è previsto un secondo appuntamento che consentirà l’esposizione di importanti capolavori, nell’ambito del patrimonio storico artistico, ovviamente anch’essi recuperati alla pubblica fruizione grazie all’impegno dell’Arma dei Carabinieri Comando Tutela Patrimonio Culturale, della Guardia di Finanza Comando Tutela Patrimonio Archeologico e della Polizia di Stato, che saranno presentati all’ammirazione del pubblico nell’edizione della Mostra in programma nell’anno 2015, appuntamento sempre curato da Mario Lolli Ghetti e Maria Grazia Bernardini
Capolavori dell’archeologia: Recuperi, ritrovamenti, confronti dal 5/20/13 al 11/5/13
in Lungotevere Castello 50, Roma

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ASIAN FILM FESTIVAL

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Inaugurazione mostra 6/4/13 - Chiusura mostra 11/4/13 Cinema AlCorso, corso Garibaldi 14, Reggio EmiliaPalazzo Magnani, corso Garibaldi 29/31, Reggio Emilia

ASIAN FILM FESTIVAL

Asian Film Festival è un appuntamento consolidato nel panorama italiano per appassionati di cinema e dell'Asia che nel 2013, nel mese di aprile, celebrerà la sua undicesima edizione. Il festival, con le sue sezioni competitive, i focus, le retrospettive, gli incontri e i dibattiti con il pubblico è un momento fondamentale di conoscenza e apertura al dialogo non limitato al cinema, ma aperto alla cultura e alla conoscenza reciproca tra realtà italiana e i paesi asiatici. Asian Film Festival presta da sempre molta attenzione alla Cina e al suo cinema. Uno degli aspetti più interessanti dell’undicesima edizione di Asian Film Festival sarà un focus sulle registe cinesi Emily Tang, Li Yu, Huang Ji e Song Fang e il loro sguardo sulla società contemporanea cinese.Il Festival è realizzato in collaborazione con Comune di Reggio Emilia, Università di Modena e Reggio Emilia, Istituto Confucio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, GIO e Council of Cultural Affairs of Taiwan, Singapore Film Commission.FONDAZIONE PALAZZO MAGNANI Corso Garibaldi 31 I-42121 Reggio Emilia Tel.: +39 (0522) 44 44 46 Fax.: +39 (0522) 44 44 36 www.palazzomagnani.it
ASIAN FILM FESTIVAL dal 6/4/13 al 11/4/13
in Cinema AlCorso, corso Garibaldi 14, Reggio EmiliaPalazzo Magnani, corso Garibaldi 29/31, Reggio Emilia

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BRACCIA

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Inaugurazione mostra 9/13/13 - Chiusura mostra 11/3/13 MAN_Museo d'arte Provincia di Nuoro Via Sebastiano Satta 27 - 08100 Nuoro

BRACCIA

BRACCIA#1 Nuoro, Museo MAN Dal 13 settembre al 3 novembre 2013“Braccia” è un progetto in due tappe dell’artista Alessandro Biggio (Cagliari, 1974), nato dalla necessità di sperimentare una diversa relazione tra ideazione e realizzazione nella produzione dell’opera d’arte. Sostenuto dal Museo MAN di Nuoro e dal Museo Marino Marini di Firenze, il progetto vede, per la mostre in programma al Museo MAN, la partecipazione di sei artisti internazionali - Alexandra Bircken (Colonia, Germania 1967), Michael Höpfner (Krems, Austria 1972), Luca Francesconi (Mantova, Italia 1979), J. Parker Valentine (Austin, Usa 1980), Ian Pedigo (Anchorage, Usa 1973) e Luca Trevisani (Verona, Italia 1979). Agli artisti coinvolti, selezionati da Biggio secondo criteri di affinità e di vicinanza al suo stesso lavoro, è stato chiesto di elaborare un progetto per la realizzazione di un’opera inedita a partire da alcune informazioni generali, diverse di volta in volta, e dallo scambio che ne è conseguito. Una volta definito il progetto, Biggio si è fatto carico della sua realizzazione tenendo fede alle indicazioni ricevute. Tutti i lavori sono stati realizzati in Sardegna, dove Biggio risiede, lontano dai loro autori intellettuali. La condizione della distanza, insieme al principio della delega, viene a costituirsi come uno degli elementi chiave di questo progetto. Oltre all’emersione di specifiche dinamiche legate ai processi creativi dell’opera d’arte, “Braccia” cerca infatti di rompere l’associazione semantica tra i concetti di insularità e isolamento, promuovendo un’idea alternativa di insularità, come luogo della relazione. Il progetto ideato da Biggio apre anche una discussione sul principio di autorialità, svelando meccanismi diffusi nel sistema di produzione dell’arte. Chi è l’autore delle opere realizzate? Mente e braccia in che modo interagiscono? E quanto dipendono le une dall’altra? E viceversa? La scelta di ricondurre la paternità delle opere prodotte a entrambi i soggetti - dunque ai diversi autori intellettuali, ma anche sempre allo stesso Biggio - promuove l’idea che in ciascuno dei due momenti generativi dell’opera– quello intellettuale e quello materiale - vi sia una componente creativa, tanto scontata quanto difficile da riconoscere. I percorsi per arrivare alla definizione dei progetti ed il modo di intendere la relazione tra ideatore ed esecutore materiale sono estremamente differenti per ciascuno degli artisti coinvolti. Differenti sono la durata e l’intensità del confronto e differenti il livello di dettaglio dei diversi progetti, il livello di coinvolgimento durante la realizzazione la sua effettiva durata. Nello specifico di questa prima tappa nuorese, Luca Francesconi ha elaborato un progetto a partire da un materiale carico di suggestioni e implicazioni: l’ossidiana di Pau. Il lavoro di Luca Trevisani verte intorno al concetto di confine (dentro/fuori; deperibile/duraturo). Distanza, silenzio, cammino, sono alcune delle parole ricorrenti nel lungo scambio con Michael Höpfner. Con Ian Pedigo il lavoro prende forma a partire da riflessioni e scambi sulle relazioni tra trasparenza, architettura e corpo. Il percorso fatto con J. Parker Valentine ha condotto a un disegno tridimensionale, una spina dorsale, un verme, uno stelo. Infine una sella, il corpo e l’assenza sono gli elementi da cui ha preso forma il progetto di Alexandra Bircken. Un catalogo bilingue con la documentazione di tutti i lavori realizzati nell’ambito del progetto sarà pubblicato, grazie al contributo della Fondazione Banco di Sardegna, in occasione della seconda mostra, in programma al Museo Marino Marini di Firenze a partire dal prossimo mese di dicembre.Informazioni e prenotazioni: MAN_Museo d'arte Provincia di Nuoro Via Sebastiano Satta 27 - 08100 Nuoro - tel +39.0784.252110 Orari: 10:00 - 13:00/15:00 - 19:00 (Lunedì chiuso)Biglietteria: Intero 3,00 euro Ridotto 2,00 euro (dai 18 ai 25 anni) Gratuito under 18 e over 60 Gratuito ultime domeniche del meseUfficio Stampa: Studio ESSECI Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci
BRACCIA dal 9/13/13 al 11/3/13
in MAN_Museo d'arte Provincia di Nuoro Via Sebastiano Satta 27 - 08100 Nuoro

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NORMAN MCLAREN. ANIMAZIONI

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Inaugurazione mostra 9/13/13 - Chiusura mostra 11/3/13 Nuoro, Museo MAN

NORMAN MCLAREN. ANIMAZIONI

NORMAN MCLAREN. ANIMAZIONI Nuoro, Museo MAN Dal 13 settembre al 3 novembre 2013“Animazioni” è il titolo della prima rassegna dedicata in Italia a Norman McLaren (Stirling 1914 - Montréal 1987), pioniere dell’animazione sperimentale e autore di culto della cinematografia d’avanguardia. Curata da Lorenzo Giusti, direttore del Museo MAN ed Elena Volpato, responsabile della Collezione di Film e Video d'Artista
della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la rassegna presenta 14 tra le più importanti opere animate del regista scozzese, naturalizzato canadese, realizzate tra il 1940 e il 1983. McLaren inizia la sua carriera a soli diciannove anni realizzando Seven Till Five (1933), un cortometraggio in cui descrive un giorno di vita in una scuola d'arte. Le tecniche dell’animazione fanno la loro comparsa due anni dopo con Camera Makes Whopee! (1935) che, presentato in Scozia, nell’ambito di un festival amatoriale, viene notato da John Grierson, padre del documentarismo britannico. Dopo la guerra civile spagnola del 1936, a cui partecipa come cineoperatore, McLaren realizza quattro film, tra cui Love on the wing, con immagini disegnate direttamente sulla pellicola. Trasferitosi a New York nel 1939, continua a sperimentare la pittura diretta su celluloide finché nel 1941 approda al National Film Board of Canada, grazie al cui supporto realizzerà opere fondamentali per lo sviluppo della cinematografia d’animazione, sperimentando innumerevoli tecniche, dalla pittura su celluloide all’animazione di carte ritagliate, dal disegno animato alla pixillation (con l’inserimento di attori veri in sequenze animate), dallo stop motion alle tecniche digitale. In mostra al MAN, insieme a lavori come Boogie Doodle (1940), Begone Dull Care (1949) o A Phantasy (1952), anche il celebre cortometraggio Neighbours (1952), che valse a McLaren numerosi riconoscimenti, tra cui l’Oscar al miglior documentario. Il film, nel quale sono utilizzate persone reali per creare effetti animati, descrive la lotta fratricida tra due vicini di casa per accaparrarsi il fiore sbocciato sul confine tra le loro proprietà. Tra gli altri lavori presentati nella rassegna Blinkity Blank (1955), un cortometraggio con immagini incise direttamente sulla pellicola, racconta il conflitto di un uccello con la sua gabbia, mentre in Chairy Tale (1957), un’animazione di oggetti e persone musicata da Ravi Shankar, il conflitto è tra un uomo e la sua sedia. Ancora in mostra, Le Merle (1958), un corto basato su una vecchia canzone franco-canadese, che narra la storia di un merlo che con l’avanzare dei versi della canzone perde le parti del corpo per ricomporsi continuamente in nuove immagini. Tra i lavori degli anni Sessanta presentati nella rassegna, Lines-Horizontal (1961) e Mosaic (1965), sono il secondo e terzo di una serie di tre cortometraggi prodotti in collaborazione con Evelin Lambart. New York Lightboard Record (1961) riprende la reazione dei cittadini newyorkesi mentre osservano un annuncio luminoso a Times Square, mentre Pas de Deux (1967) è un video in bianco e nero, con protagonisti i ballerini Margaret Mercier e Vincent Warren, dove l’intreccio di musica e danza ricrea un effetto grafico, quasi stroboscopico, grazie all’utilizzo delle tecniche di slow-motion. A rappresentare la produzione tarda di McLaren il pluripremiato Synchromy (1971), dove musica e immagini dialogano in perfetta sincronia, sfruttando il potenziale informatico e le nuove tecniche ottiche, e ancora Animated Motion 5 (1978), realizzato in collaborazione con Grant Munro, e Narcissus, cortometraggio musicale del 1983, l’ultimo realizzato per il National Film Board of Canada.Informazioni e prenotazioni: MAN_Museo d'arte Provincia di Nuoro Via Sebastiano Satta 27 - 08100 Nuoro - tel +39.0784.252110 Orari: 10:00 - 13:00/15:00 - 19:00 (Lunedì chiuso)Biglietteria: Intero 3,00 euro Ridotto 2,00 euro (dai 18 ai 25 anni) Gratuito under 18 e over 60 Gratuito ultime domeniche del meseUfficio Stampa: Studio ESSECI Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci
NORMAN MCLAREN. ANIMAZIONI dal 9/13/13 al 11/3/13
in Nuoro, Museo MAN

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PRIMA E DOPO LA SECESSIONE ROMANA.

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Inaugurazione mostra 7/20/13 - Chiusura mostra 11/3/13 Viareggio, Centro Matteucci per l’Arte Moderna, via D’Annunzio

PRIMA E DOPO LA SECESSIONE ROMANA.

PRIMA E DOPO LA SECESSIONE ROMANA. Pittura in Italia 1900-1935 Viareggio, Centro Matteucci per l’Arte Moderna Dal 20 luglio al 3 novembre 2013con il Patrocinio della Regione Toscana, Provincia di Lucca e Comune di ViareggioIl Centro Matteucci per l'Arte Moderna prosegue nella sua indagine sul migliore collezionismo italiano del secolo passato e dal 20 luglio al 3 novembre 2013 presenta nella sede di Viareggio la mostra Prima e dopo la Secessione Romana. Pittura in Italia 1900-1935. Costruita intorno a un nucleo portante di opere provenienti da una raffinata raccolta di arte italiana tra le due guerre, la rassegna rappresenta una deliberata novità per il Centro Matteucci, sinora impegnato a scandagliare in ogni mostra un'unica collezione: in questo caso si è invece voluto ampliare lo sguardo rispetto al periodo storico così ben rappresentato da quella raccolta e ricostruire, seppure sinteticamente, un quadro più vasto, ripercorrendo con esempi di grande qualità, scelti in poche e selezionate altre collezioni private, la cultura artistica italiana negli anni che dalla Belle Epoque attraversano la Grande Guerra, si nutrono felicemente del successivo clima europeo del “rappel à l'ordre” e approdano agli esiti, lungamente rimossi per ragioni ideologiche, ma ormai riconosciuti nel loro valore internazionale, del rinnovato classicismo degli anni Venti e dei primi anni Trenta. La mostra si apre dunque allo scoccare del XX secolo, quando si pongono le basi di tanta parte dell'arte successiva, e prima di giungere agli anni tra le due guerre appunta il suo interesse sull'avventura delle Secessioni Romane, tanto affascinante quanto poco indagata dopo lo studio pionieristico del 1987 di Rossana Bossaglia con Mario Quesada e Pasqualina Spadini. Tre le sezioni che la compongono: “Sotto l'impulso del nuovo secolo”, “Il clima delle Secessioni Romane” e “Ritorno all’ordine. Novecento Italiano e oltre”, affidate rispettivamente alla cura di Ada Masoero, Susanna Ragionieri e Nicoletta Colombo. È Giuseppe Pellizza da Volpedo ad aprire la sezione “Sotto l'impulso del nuovo secolo” con L’annegato, 1894, opera fondamentale di un percorso di ricerca tecnica che lo avrebbe portato agli esiti altissimi de Il quarto Stato ed esempio di quel “socialismo umanitario” che arricchisce il divisionismo italiano di contenuti inediti rispetto al pointillisme francese. Lo stesso spirito innerva Lo Scaccino, 1900, di Medardo Rosso (unica scultura in mostra) e ispirerà tante opere divisioniste di Giacomo Balla. Di cui è però esposta qui la precoce Scena notturna, Parigi, 1900, gemella di quella conservata al Museo del Novecento di Milano. Dei “futuri futuristi” sono in mostra con lui Umberto Boccioni, con il ritratto della madre intenta a cucire, 1907, splendido fusain appartenuto a Lamberto Vitali; Carlo Carrà, con un precoce gioiello divisionista come La strada di casa, 1900, e Gino Severini, con il Ritratto del pittore Utter, 1910-1911, un pastello divisionista che, ritraendo il giovane compagno di Suzanne Valadon, prova tra l'altro la partecipazione del nostro artista al migliore ambiente artistico parigino del tempo. Di tema futurista (Macchina in corsa, 1911-1912), ma dai modi schiettamente divisionisti è anche il dipinto di Aroldo Bonzagni, che fu tra i primi firmatari dei manifesti pittorici futuristi del 1910 ma che subito si ritirò, pur continuando a condividere con i compagni d’avventura la passione per il dinamismo e la velocità. Con Giovanni Costetti (Ritratto di Papini, 1903) e Ardengo Soffici (Giocatori di carte, 1909), si entra invece nel fervido ma assai diverso clima culturale della Firenze d'inizio secolo, in cui l'omaggio a Böcklin e la memoria rinascimentale del primo si intreccia con la potente lezione di Cézanne del secondo, frutto della sua conoscenza entusiasta, e di prima mano, dell'impressionismo e del post-impressionismo, avvicinati sin dal 1900 a Parigi e poi promossi instancabilmente in Italia. La vicenda delle Secessioni Romane - quattro grandi esposizioni che si susseguono nella capitale dal 1913 al 1916, affrontata nella seconda sezione, rappresenta uno snodo cruciale nella cultura artistica italiana del primo novecento. Per la prima volta, ed in modo più radicale rispetto alla Biennale di Venezia, si avvia un confronto diretto con le presenze ed i linguaggi internazionali del contemporaneo - innanzitutto francesi, ma anche mitteleuropei e nordici - destinato non solo a provocare il necessario e da più parti invocato aggiornamento, ma a porre le basi per la costruzione di uno stile moderno. Nate dopo l’esplosione futurista per opporsi al passatismo dell'arte ufficiale, ma in polemica con il movimento marinettiano, mai presente come gruppo in alcuna delle esposizioni, le Secessioni ebbero anime molteplici, rappresentando il complesso panorama dell'arte italiana alla ricerca di una propria identità: divisionista, sintetista, cézanniana, espressionista, primitivista. Una galleria di opere che riunendo fra gli altri i nomi di Gino Rossi, Felice Casorati, Armando Spadini, Plinio Nomellini, Lorenzo Viani, Ferruccio Ferrazzi, Felice Carena, ben rappresenta la temperatura variabile di un linguaggio mobile e in costruzione che la tragica cesura della prima guerra mondiale avrebbe indirizzato verso gli esiti affascinanti e controversi dei decenni successivi. La sezione “Ritorno all’ordine. Novecento Italiano e oltre” prende le mosse da una data precoce, il 1914, con Nascita di Virgilio Guidi e con lo storico Cocomero, fruttiera e bottiglia di Ardengo Soffici. Gli anni postbellici, a partire dal 1916, introducono in ambito italiano e europeo al clima complesso del “rappel à l’ordre”, diffuso dal 1919 ma già presentito da un quinquennio. Lo slancio visionario accelerato dalla guerra conferma la comune tendenza a purificare e a ricostruire le forme, aprendo a una moderna stagione classica, i cui esiti sono percorsi in mostra per tappe essenziali: dalla temperie pre-metafisica di Marina con conchiglie 1916 di Filippo de Pisis, per la via del realismo sintetico di Ardengo Soffici, tra 1919 e 1920. La ricomposizione spaziale e i valori sintetici della nuova classicità sono testimoniati da opere esemplari come Testa di San Giovanni 1921 di Giorgio de Chirico, che riporta al clima di “Valori Plastici”; Ritratto di Renato Gualino del 1923, che sigla il “Realismo Magico” di Felice Casorati e da Ritratto della moglie 1920 di Piero Marussig, tra Jugend e protonovecento. Opere di Achille Funi e Mario Sironi partecipano della classicità matura del Novecento Italiano e Les italiens de Paris, Giorgio de Chirico, Mario Tozzi, Massimo Campigli e Filippo de Pisis, sono rappresentati con temi parigini e nature morte. La rassegna approda infine ai segnali di superamento del Novecento Italiano attraverso le suggestioni espressionistiche di Ottone Rosai (Case nei dintorni di Firenze,1932) e di Fausto Pirandello, qui con un capolavoro come La scala 1934.“PRIMA E DOPO LA SECESSIONE ROMANA. Pittura in Italia 1900-1935” Viareggio, Centro Matteucci per l’Arte Moderna, via D’Annunzio 28. 20 luglio - 3 novembre 2013.Info: tel. 0584 430614; fax 0584 54977 info@centromatteucciartemoderna.it www.centromatteucciartemoderna.itOrari: 20 luglio-15 settembre tutti i giorni dalle 17 alle 23 sabato e domenica 10-13 17-2316 settembre – 3 novembre Dal martedì al venerdì 15.30-19.30 sabato e domenica 10-13 15.30-19.30 Chiuso il lunedìUfficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net
PRIMA E DOPO LA SECESSIONE ROMANA. dal 7/20/13 al 11/3/13
in Viareggio, Centro Matteucci per l’Arte Moderna, via D’Annunzio

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CLAUDIO OLIVIERI. Il colore disvelato

notizie, arte, mostra, mappa, galleria, foto

Inaugurazione mostra 6/9/13 - Chiusura mostra 11/3/13 Piazza Cesare Battisti 3/A, 38066 Riva del Garda

CLAUDIO OLIVIERI. Il colore disvelato

CLAUDIO OLIVIERI. Il colore disvelato Riva del Garda (Tn), MAG Museo Alto Garda Dal 9 giugno al 3 novembre 2013A cura di Daniela FerrariIn collaborazione con Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e RoveretoLa mostra Il colore disvelato presenta una selezione di circa venti quadri di Claudio Olivieri, artista di origine romana ma milanese d’adozione, tra i maggiori rappresentanti della pittura analitica italiana. I suoi esordi avvengono nell’ambito della pittura informale, gestuale e segnica, ma è a partire dagli anni Settanta che si compie la maturazione piena di Olivieri, che da quel momento conduce una rigorosa ricerca incentrata sulla potenzialità espressiva del colore e della luce interna al quadro. Le superfici, sature di pigmento impalpabile che diviene consistente attraverso la stratificazione e la velatura, appaiono come crogiuoli di pittura aerea e pulsante. I quadri di Olivieri richiedono una predisposizione all’atto del contemplare: con questo sguardo consapevole l’osservatore potrà entrare nell’opera e percepire autenticamente l’ansimare cromatico e luminoso. Il colore prende corpo, affiora lentamente e non appena gli occhi si fissano sulla tela, come ipnotizzati, il colore riaffonda nella sua profondità. Un autentico incantesimo della visione conduce gradualmente lo spettatore a un’intensa esperienza sensoriale. «La pittura – dice Olivieri – non è altro che puramente, solamente visibile; è ciò che, sospendendo ogni altro versante immaginativo, introduce la distanza non mediata ma infinita, che fa dello spazio una memoria. Prima della pittura è l’impensato, il luogo completamente opaco della non-relazione». Il percorso della mostra ha inizio con i dipinti storici degli anni Settanta per giungere alla produzione più recente dell’artista in un incedere graduale che attraversa diversi nuclei sia tematici che cromatici del suo procedere creativo, volto a condensare sulla tela l’essenza stessa della pittura. Le tele scelte, in parte provenienti dalle raccolte del Mart di Rovereto e in parte da collezioni private, saranno esposte a partire da giugno nelle tre sale della Pinacoteca destinate alle mostre temporanee, che chiudono il percorso della collezione permanente del Museo di Riva del Garda. Questo appuntamento con l’arte contemporanea presso il Museo di Riva del Garda inaugura un progetto espositivo di respiro pluriennare dedicato alla pittura e alla scultura dell’arte più recente, con l’obiettivo di presentare il lavoro di artisti contemporanei che siano già partecipi del farsi della storia dell’arte. Con la mostra Il colore disvelato prosegue inoltre l’accordo di collaborazione su specifici progetti attivato nel 2013 dal MAG Museo Alto Garda con il Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.Claudio Olivieri è nato a Roma nel 1934. Trascorre l’infanzia a Mantova, paese natale della madre, e nel 1953 si trasferisce a Milano, dove frequenta l’Accademia di Brera diplomandosi in Pittura. L’attività espositiva ha inizio sul finire degli anni Cinquanta. Nel 1960 apre la sua prima personale al Salone Annunciata di Milano. Da questo momento l’attività espositiva è intensa e costante: tiene numerose mostre personali in gallerie, musei e spazi pubblici italiani e internazionali e partecipa a importanti esposizioni collettive. Nel 1966 viene invitato con alcune opere alla Biennale di Venezia, dove ritorna nel 1980 e nel 1990 con una sala personale, oltre che nel 1986 nella sezione del colore. La produzione pittorica è affiancata dall’elaborazione di scritti di grande intensità. Dal 1993 al 2011 è titolare della cattedra di Arti Visive e Pittura alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, città dove vive e lavora.MAG Museo Alto Garda Riva del Garda | Museo Arco | Galleria Civica G. Segantini info@museoaltogarda.it www.museoaltogarda.itPiazza Cesare Battisti 3/A, 38066 Riva del Garda t +39 0464 573869 / f +39 0464 573868 marzo-maggio | ottobre-novembre: mar-dom 10.00-18.00 giugno-settembre: lun-dom 10.00-18.00 27 dicembre - 6 gennaio: 10.00-18.00 (chiuso 1 gennaio) Ingresso: euro 3
CLAUDIO OLIVIERI. Il colore disvelato dal 6/9/13 al 11/3/13
in Piazza Cesare Battisti 3/A, 38066 Riva del Garda

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LA PROVINCIA DI GORIZIA E GRADISCA: AUTONOMIA E GOVERNO 1861 / 1914.

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Inaugurazione mostra 6/8/13 - Chiusura mostra 11/3/13 Musei Provinciali di Gorizia , Borgo Castello 13

LA PROVINCIA DI GORIZIA E GRADISCA: AUTONOMIA E GOVERNO 1861 / 1914.

LA PROVINCIA DI GORIZIA E GRADISCA: AUTONOMIA E GOVERNO 1861 / 1914. Letture di un territorio Gorizia, Musei Provinciali Dall'8 giugno al 3 novembre 2013Gorizia antica Provincia d’EuropaIn tempi di soppressione annunciata di un certo numero di Province, se non addirittura della Provincia come istituzione, il progetto di quella di Gorizia di indagare e presentare le proprie plurisecolari origini potrebbe sembrare operazione revanchista. In realtà la mostra “La Provincia di Gorizia e Gradisca: autonomia e Governo 1861-1914. Letture di territorio” allestita nella sede di Borgo Castello dei Musei Provinciali di Gorizia dall’8 giugno al 3 novembre 2013 è frutto di un progetto e di studi avviati in tempi non sospetti, con un obiettivo non di autocelebrazione, bensì di riflessione su una storia che in Italia si presenta pressoché unica. L’attuale Amministrazione Provinciale, infatti, è erede di una istituzione molto antica e illustre, la Contea di Gorizia. I suoi primi signori, i conti di Gorizia appunto, apparvero sulla scena europea già agli inizi del XII secolo e riuscirono ad ascendere fra le famiglie più potenti del Sacro Romano Impero. Alla loro estinzione nel 1500, la Contea cambiò dinastia sovrana passando in possesso agli Asburgo, ma conservando tutti i propri diritti tradizionali. Estesa lungo le valli dell'Isonzo e del Vipacco su un'area strategica compresa tra le Alpi all'Adriatico, divenne una Provincia ereditaria austriaca e mantenne la propria individualità istituzionale fino alle grandi riforme del XVIII secolo e ai rivolgimenti provocati dalle invasioni napoleoniche. Privata da allora dell’autonomia, la riacquistò solo dopo il 1860. Avendo da poco doppiato il traguardo dei 150 anni di storia, i Musei Provinciali di Gorizia dedicano un originale progetto di studio alle vicende istituzionali della Provincia autonoma di cui furono emanazione fin dal 1861, l’anno stesso in cui la Provincia raggiunse la sua sistemazione definitiva nell’ambito della generale riorganizzazione amministrativa in senso costituzionale delle Terre della corona asburgica; in questa forma la Provincia durò fino al 18 gennaio 1923, quando il governo italiano ne decretò la soppressione. Fu ricostituita nel 1927 e dalle vicende della seconda guerra mondiale uscì pesantemente ridimensionata sotto il profilo territoriale. Tra il 1861 e la prima guerra mondiale la Provincia di Gorizia aveva goduto di ampia autonomia - avendo potestà legislativa in materia tributaria, di lavoro, di polizia ed elettorale - ed esercitato le proprie competenze in ambiti strategici. Le erano infatti affidati: l’agricoltura, con le relative competenze sulle foreste, la pastorizia e l’enologia nonché l’organizzazione di scuole specialistiche e popolari e di istituti sperimentali chimico-agrari; il commercio e l’industria, con interventi che spaziavano dalla promozione dei prodotti locali nell’ambito delle esposizioni mondiali alla progettazione e realizzazione delle linee ferroviarie; le opere pubbliche, che riguardano la viabilità stradale su tutto il territorio e la regolazione delle acque fluviali; l’assistenza e la sanità, con interventi innovativi nel campo della vaccinazione e della creazione di manicomi e di istituti per sordomuti e per ciechi; la pubblica istruzione e il culto, con competenze che si estendevano dagli edifici al personale fino ai programmi e alla pianificazione scolastica; gli affari comunali, con facoltà di legislazione, di decretarne la separazione e aggregazione e di controllo su patrimoni e bilanci. Tutta la vasta attività compiuta dagli organi dell'amministrazione provinciale (ovvero la Dieta, cioè l’assemblea elettiva locale e la Giunta a sua volta nominata dalla Dieta) è documentata dagli atti raccolti nel fondo della Rappresentanza Provinciale (1861-1924), oggi conservato nell’Archivio Storico Provinciale. Utilizzando questa documentazione originale, accompagnata dai ritratti dei deputati ed accostata ad opere a stampa, ai periodici locali e ad analoga documentazione, verrà allestita un’esposizione articolata in sezioni, dedicate rispettivamente: • alla storia istituzionale della Provincia (ricostruita attraverso le patenti sovrane istitutive, i regolamenti e gli atti elettorali, i protocolli originali delle sedute, le descrizioni delle sedi istituzionali), • allo sviluppo territoriale della Provincia (ricostruito attraverso le carte corografiche, geografiche e geologiche del territorio a stampa e manoscritte) • all’attività amministrativa della Provincia (ricostruita attraverso i disegni tecnici relativi alla costruzione delle più importanti opere pubbliche, i testi originali delle relazioni delle specifiche commissioni, delle proposte di legge e delle interpellanze, fotografie, ecc.) Accompagnerà la mostra un volume in cui saranno pubblicati i risultati della ricerca condotta da un gruppo di studio formato da professori universitari e giovani ricercatori, che ha avviato una ricerca sistematica sull’attività della Provincia.Mostra a cura di Donatella Porcedda e Alessandra Martina Catalogo a cura di: Loredana PanaritiInaugurazione mostra: 7 giugno ore 18 nella sede dei Musei Provinciali di Gorizia a Borgo Castello 13 Durata mostra: 8 giugno-3 novembre 2013 Orari: 9-19, chiuso il lunedì Info: musei@provincia.gorizia.it oppure 0481.533926, 0481.530382 Prenotazioni: didattica@provincia.gorizia.it
LA PROVINCIA DI GORIZIA E GRADISCA: AUTONOMIA E GOVERNO 1861 / 1914. dal 6/8/13 al 11/3/13
in Musei Provinciali di Gorizia , Borgo Castello 13

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LUIGI IL PASTORE

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Inaugurazione mostra 9/15/13 - Chiusura mostra 11/3/13 Via Adro 37, Capriolo in Franciacorta

LUIGI IL PASTORE

Dal 15 settembre al 3 novembre 2013 al Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro di Capriolo in Franciacorta Il fotografo e il pastore 83 fotografie originali di Marcel Imsand provenienti dalla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny (Svizzera)Il bastone in mano, avvolto in un ampio mantello, il capello di feltro ben calzato in testa, cammina deciso alla testa del suo gregge. I cani iniziano la loro lunga sarabanda in mezzo ad un mare di lana in movimento. Dietro ai montoni, alle pecore e agli agnelli, segue l’asino, carico dei bagagli. Luigi Cominelli è un pastore come nei sogni. Ha 30 anni, è bello, parla più lingue. La sua figura è retta e superba, la sua voce profonda. Nato a Parre, vicino a Bergamo, sceglie il suo destino alla fine dell’adolescenza. A 16 anni, impara il mestiere con suo fratello, pecoraio nel Seeland. Affascinato dall’idea della libertà, entra nella lunga stirpe dei pastori bergamaschi che, da secoli, trascorrono la loro vita davanti al gregge di pecore, conducendole in transumanza. Marcel Imsand e Luigi Cominelli s’incontrarono nel 1988, nel cantone Vaud, in Svizzera. Quest’incontro fotografico, e soprattutto umano, segna profondamente Imsand, uno dei più grandi fotografi svizzeri. La vita del pecoraio è in continuo movimento, affronta il freddo e i pericoli alla ricerca di un buon pascolo, scopre ogni giorno nuovi paesaggi, nuove luci : così vive anche il fotografo. Entrambi hanno sete di quella libertà che non fa temere né la solitudine, né il silenzio, né l’incertezza. Tra Marcel e Luigi, non servono tante parole per condividere esperienze : a loro basta essere insieme. Per diversi anni, Marcel Imsand incontra regolarmente Luigi Cominelli, per partecipare a questa vita da bohèmien che gli piace e captarne le atmosfere. Ne nasce una serie straordinaria di fotografie, rese ancora più efficaci dall’uso del bianco e nero stampato da Imsand su pregiata carta borata che ne preserva le caratteristiche nel tempo, che verranno esposte dal 15 settembre al 3 novembre al Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro di Capriolo in Franciacorta. Intitolata Luigi il pastore, la rassegna esporrà 83 immagini provenienti dalla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny, una delle più prestigiose istituzioni culturali svizzere (www.giannada.ch). Curatori dell’esposizione sono Jean-Henry Papilloud, direttore della Mediateca Vallese di Martigny, e Sophia Cantinotti.“ Conscio del valore e dell’interesse del suo lavoro, Marcel Imsand ha deciso di assicurarne la perennità. Ha quindi donato nel 2003 gli 87 tiraggi di Luigi le berger ai suoi amici Annette e Léonard Gianadda – spiega Jean-Henry Papilloud - Un modo di dare una nuova vita al suo lavoro e di condividerlo con un ampio pubblico. Questo è ciò che ha scelto di fare anche la Fondazione Pierre Gianadda mettendo la mostra a diposizione del Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro e dei suoi visitatori”. Le fotografie, testimoni delle peregrinazioni comuni del pastore e del fotografo, nulla concedono al pittoresco. Ci immergono in un universo di lontani miti, dove la natura, l’uomo e le bestie diventano un tutt’uno, dove la nebbia, la neve e le luci in mezze tinte danno al paesaggio un alone di mistero, dove l’uomo è in cerca dell’assoluto. A volte una radio, il quotidiano e i villaggi intravisti ci richiamano alla vita moderna. parlano di un viaggio nella natura, ma anche di un percorso interiore. La sguardo limpido, diretto, Luigi guarda sereno dentro l’obbiettivo. Quando, in una fredda notte di dicembre, il pastore viene fissato nello scatto di Imsand mentre accende il fuoco, fra le sue greggi addormentate e la sua tenda, difende ciò che né il freddo né la solitudine gli possono togliere: la sua libertà.Oggetto: Mostra fotografica “Luigi il pastore” di Marcel Imsand. Data: 15 settembre – 3 novembre 2013. Inaugurazione: 15 settembre 2013, ore 17.39 Luogo: Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro - Via Adro 37 - Capriolo in Franciacorta (Brescia). Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18. Entrata alla Mostra, con visita guidata alla cantina e al Museo e degustazione di un calice di Franciacorta: 6 € . Informazioni: tel. 030-736094, info@riccicurbastro.it, www.riccicurbastro.com.
LUIGI IL PASTORE dal 9/15/13 al 11/3/13
in Via Adro 37, Capriolo in Franciacorta

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Il fotografo e il pastore 83 fotografie originali di Marcel Imsand provenienti dalla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny (Svizzera)

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Inaugurazione mostra 9/15/13 - Chiusura mostra 11/3/13 Via Adro 37, Capriolo in Franciacorta

Il fotografo e il pastore
83 fotografie originali  di Marcel Imsand provenienti dalla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny (Svizzera)

Dal 15 settembre al 3 novembre 2013 al Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro di Capriolo in Franciacorta Il fotografo e il pastore 83 fotografie originali di Marcel Imsand provenienti dalla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny (Svizzera)Il bastone in mano, avvolto in un ampio mantello, il capello di feltro ben calzato in testa, cammina deciso alla testa del suo gregge. I cani iniziano la loro lunga sarabanda in mezzo ad un mare di lana in movimento. Dietro ai montoni, alle pecore e agli agnelli, segue l’asino, carico dei bagagli. Luigi Cominelli è un pastore come nei sogni. Ha 30 anni, è bello, parla più lingue. La sua figura è retta e superba, la sua voce profonda. Nato a Parre, vicino a Bergamo, sceglie il suo destino alla fine dell’adolescenza. A 16 anni, impara il mestiere con suo fratello, pecoraio nel Seeland. Affascinato dall’idea della libertà, entra nella lunga stirpe dei pastori bergamaschi che, da secoli, trascorrono la loro vita davanti al gregge di pecore, conducendole in transumanza. Marcel Imsand e Luigi Cominelli s’incontrarono nel 1988, nel cantone Vaud, in Svizzera. Quest’incontro fotografico, e soprattutto umano, segna profondamente Imsand, uno dei più grandi fotografi svizzeri. La vita del pecoraio è in continuo movimento, affronta il freddo e i pericoli alla ricerca di un buon pascolo, scopre ogni giorno nuovi paesaggi, nuove luci : così vive anche il fotografo. Entrambi hanno sete di quella libertà che non fa temere né la solitudine, né il silenzio, né l’incertezza. Tra Marcel e Luigi, non servono tante parole per condividere esperienze : a loro basta essere insieme. Per diversi anni, Marcel Imsand incontra regolarmente Luigi Cominelli, per partecipare a questa vita da bohèmien che gli piace e captarne le atmosfere. Ne nasce una serie straordinaria di fotografie, rese ancora più efficaci dall’uso del bianco e nero stampato da Imsand su pregiata carta borata che ne preserva le caratteristiche nel tempo, che verranno esposte dal 15 settembre al 3 novembre al Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro di Capriolo in Franciacorta. Intitolata Luigi il pastore, la rassegna esporrà 83 immagini provenienti dalla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny, una delle più prestigiose istituzioni culturali svizzere (www.giannada.ch). Curatori dell’esposizione sono Jean-Henry Papilloud, direttore della Mediateca Vallese di Martigny, e Sophia Cantinotti.“ Conscio del valore e dell’interesse del suo lavoro, Marcel Imsand ha deciso di assicurarne la perennità. Ha quindi donato nel 2003 gli 87 tiraggi di Luigi le berger ai suoi amici Annette e Léonard Gianadda – spiega Jean-Henry Papilloud - Un modo di dare una nuova vita al suo lavoro e di condividerlo con un ampio mestiere con suo fratello, pecoraio nel Seeland. Affascinato dall’idea della libertà, entra nella lunga stirpe dei pastori bergamaschi che, da secoli, trascorrono la loro vita davanti al gregge di pecore, conducendole in transumanza. Marcel Imsand e Luigi Cominelli s’incontrarono nel 1988, nel cantone Vaud, in Svizzera. Quest’incontro fotografico, e soprattutto umano, segna profondamente Imsand, uno dei più grandi fotografi svizzeri. La vita del pecoraio è in continuo movimento, affronta il freddo e i pericoli alla ricerca di un buon pascolo, scopre ogni giorno nuovi paesaggi, nuove luci : così vive anche il fotografo. Entrambi hanno sete di quella libertà che non fa temere né la solitudine, né il silenzio, né l’incertezza. Tra Marcel e Luigi, non servono tante parole per condividere esperienze : a loro basta essere insieme. Per diversi anni, Marcel Imsand incontra regolarmente Luigi Cominelli, per partecipare a questa vita da bohèmien che gli piace e captarne le atmosfere. Ne nasce una serie straordinaria di fotografie, rese ancora più efficaci dall’uso del bianco e nero stampato da Imsand su pregiata carta borata che ne preserva le caratteristiche nel tempo, che verranno esposte dal 15 settembre al 3 novembre al Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro di Capriolo in Franciacorta. Intitolata Luigi il pastore, la rassegna esporrà 83 immagini provenienti dalla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny, una delle più prestigiose istituzioni culturali svizzere (www.giannada.ch). Curatori dell’esposizione sono Jean-Henry Papilloud, direttore della Mediateca Vallese di Martigny, e Sophia Cantinotti.“ Conscio del valore e dell’interesse del suo lavoro, Marcel Imsand ha deciso di assicurarne la perennità. Ha quindi donato nel 2003 gli 87 tiraggi di Luigi le berger ai suoi amici Annette e Léonard Gianadda – spiega Jean-Henry Papilloud - Un modo di dare una nuova vita al suo lavoro e di condividerlo con un ampio pubblico. Questo è ciò che ha scelto di fare anche la Fondazione Pierre Gianadda mettendo la mostra a diposizione del Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro e dei suoi visitatori”. Le fotografie, testimoni delle peregrinazioni comuni del pastore e del fotografo, nulla concedono al pittoresco. Ci immergono in un universo di lontani miti, dove la natura, l’uomo e le bestie diventano un tutt’uno, dove la nebbia, la neve e le luci in mezze tinte danno al paesaggio un alone di mistero, dove l’uomo è in cerca dell’assoluto. A volte una radio, il quotidiano e i villaggi intravisti ci richiamano alla vita moderna. parlano di un viaggio nella natura, ma anche di un percorso interiore. La sguardo limpido, diretto, Luigi guarda sereno dentro l’obbiettivo. Quando, in una fredda notte di dicembre, il pastore viene fissato nello scatto di Imsand mentre accende il fuoco, fra le sue greggi addormentate e la sua tenda, difende ciò che né il freddo né la solitudine gli possono togliere: la sua libertà.Oggetto: Mostra fotografica “Luigi il pastore” di Marcel Imsand. Data: 15 settembre – 3 novembre 2013. Inaugurazione: 15 settembre 2013, ore 17.39 Luogo: Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro - Via Adro 37 - Capriolo in Franciacorta (Brescia). Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18. Entrata alla Mostra, con visita guidata alla cantina e al Museo e degustazione di un calice di Franciacorta: 6 € . pubblico. Questo è ciò che ha scelto di fare anche la Fondazione Pierre Gianadda mettendo la mostra a diposizione del Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro e dei suoi visitatori”. Le fotografie, testimoni delle peregrinazioni comuni del pastore e del fotografo, nulla concedono al pittoresco. Ci immergono in un universo di lontani miti, dove la natura, l’uomo e le bestie diventano un tutt’uno, dove la nebbia, la neve e le luci in mezze tinte danno al paesaggio un alone di mistero, dove l’uomo è in cerca dell’assoluto. A volte una radio, il quotidiano e i villaggi intravisti ci richiamano alla vita moderna. parlano di un viaggio nella natura, ma anche di un percorso interiore. La sguardo limpido, diretto, Luigi guarda sereno dentro l’obbiettivo. Quando, in una fredda notte di dicembre, il pastore viene fissato nello scatto di Imsand mentre accende il fuoco, fra le sue greggi addormentate e la sua tenda, difende ciò che né il freddo né la solitudine gli possono togliere: la sua libertà.Oggetto: Mostra fotografica “Luigi il pastore” di Marcel Imsand. Data: 15 settembre – 3 novembre 2013. Inaugurazione: 15 settembre 2013, ore 17.39 Luogo: Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro - Via Adro 37 - Capriolo in Franciacorta (Brescia). Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18. Entrata alla Mostra, con visita guidata alla cantina e al Museo e degustazione di un calice di Franciacorta: 6 € . Informazioni: tel. 030-736094, info@riccicurbastro.it, www.riccicurbastro.com. All. Scheda Marcel Imsand. Scheda Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro.Per accrediti e immagini: Ufficio Stampa: Studio Agorà - Marina Tagliaferri - tel. 0481 62385, agora@studio-agora.it, www.studio-agora.it
Il fotografo e il pastore 83 fotografie originali di Marcel Imsand provenienti dalla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny (Svizzera) dal 9/15/13 al 11/3/13
in Via Adro 37, Capriolo in Franciacorta

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ECCO gli Acquerelli

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Inaugurazione mostra 9/21/13 - Chiusura mostra 11/3/13 Via Pietro Valsecchi 23, Maccagno

ECCO gli Acquerelli

L’Associazione Italiana Acquerellisti con il patrocinio del Comune di Maccagno, della Regione Lombardia e della Provincia di Varese, l’ospitalità del Civico Museo Parisi Valle e della Pro Loco Maccagno, organizzaECCO gli AcquerelliMostra Internazionale dell’Acquerello Italia, Australia, Brasile, Polonia, Spagna Almeno 120 acquerelli saranno esposti nel prestigioso Civico Museo “Parisi-Valle” di Maccagno, dal 21 Settembre al 3 Novembre 2013. La mostra comprende dipinti realizzati dagli artisti aderenti all'Associazione Italiana Acquerellisti e da quelli provenienti da Australia, Brasile, Polonia e Spagna. L’Inaugurazione è Sabato 21 Settembre, alle ore 17, nelle sale del Civico Museo. Domenica 22 Settembre alle 16 nell’Auditorium comunale di Maccagno (via Pietro Valsecchi 23) saranno offerte al pubblico dimostrazioni dal vivo della tecnica pittorica. Da Lunedì 23 a Sabato 28 Settembre i Maestri Ryszard Rogala dell’Associazione Acquerellisti Polacchi e Anet Duncan dell’Associazione Acquerellisti della Catalogna, terranno lezioni di pittura ad acquerello nella sede della Casa dei Colori e delle Forme (via Giacomo Matteotti 20), oltre che nelle vie e negli angoli suggestivi di Maccagno. Ai corsi potranno aderire, previa iscrizione, oltre ai pittori presenti anche persone del pubblico desiderose di mettere alla prova le loro abilità pittoriche e sperimentare l'affascinante tecnica dell'acquerello. L'Associazione Italiana Acquerellisti nasce nel 1974 a Milano, si diffonde presto in Italia e all'estero e organizza mostre ed eventi a livello nazionale ed internazionale. E' co-fondatrice dell'European Confederation of Watercolour Societies: il network internazionale che raggruppa associazioni analoghe di ben 13 Paesi europei. Scopo principale dell'Associazione è la tutela e la divulgazione dell’antica tecnica della pittura ad acquerello. Maccagno (VA), Civico Museo Parisi Valle via Leopoldo Giampaolo, 1 giovedì, venerdì, sabato, domenica e festivi 10.00-12.00/15.00-19.00 ingresso gratuito Inaugurazione: Sabato 21 Settembre ore 17 Per ulteriori informazioni: AIA info@acquerello-aia.it www.acquerello-aia.it Tel. 0295380382 Civico Museo Parisi Valle http://www.museoparisivalle.it/ Tel. 0332 561202 Proloco www.prolocomaccagno.it http://en.lagomaggiore.net. Tel. 0332 562009
ECCO gli Acquerelli dal 9/21/13 al 11/3/13
in Via Pietro Valsecchi 23, Maccagno

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AMORE E PSICHE La favola dell’anima

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Inaugurazione mostra 7/13/13 - Chiusura mostra 11/3/13 Viale Te 13, Mantova

AMORE E PSICHE
La favola dell’anima

MANTOVA - PALAZZO TE e SAN SEBASTIANODAL 13 LUGLIO AL 3 NOVEMBRE 2013LA MOSTRAAMORE E PSICHE La favola dell’animaL’esposizione propone un itinerario storico e artistico fra gli aspetti simbolici e archetipici del mito di Amore e Psiche, attraverso l’accostamento di reperti archeologici della Magna Grecia e dell’età imperiale romana a opere classiche e contemporanee: da Tintoretto a Canova, da Auguste Rodin a Fabrizio Plessi, da Salvador Dalì ad Alfredo Pirri. Un itinerario che si apre idealmente proprio con ’Amore e Psiche’, il capolavoro di Giulio Romano conservato nella residenza gonzaghesca.Dal 13 luglio al 3 novembre 2013, Mantova ospita a Palazzo Te e Palazzo San Sebastiano la mostra Amore e Psiche - La favola dell’anima: un itinerario storico e artistico fra gli aspetti simbolici e archetipici dell’antico mito di Amore e Psiche, ripreso da Apuleio nel II secolo d.C.. Il racconto narra le vicende di Psiche, mortale dalla bellezza eguale a Venere, che diventa sposa di Amore senza mai poterne vedere il viso. Una notte, istigata dalle invidiose sorelle, riesce a scoprirne il volto ma viene immediatamente abbandonata dal dio. Psiche dovrà quindi affrontare una serie di prove, al termine delle quali otterrà l'immortalità e potrà ricongiungersi allo sposo.L’esposizione - curata da Elena Fontanella, organizzata dalla Fondazione DNArt, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e alla Promozione Turistica del Comune di Mantova - presenta reperti archeologici della Magna Grecia e dell’età imperiale romana del IV e V secolo a.C., provenienti dai Musei Capitolini di Roma, dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e da altre importanti istituzioni pubbliche. Ad essi vengono accostate opere d’arte classiche (statue e dipinti di maestri quali Tintoretto, Antonio Canova, Auguste Rodin, Salvador Dalì, Tamara de Lempicka e altri) per giungere infine alla contemporaneità con le installazioni di Fabrizio Plessi, allestita nella Sala dei Giganti, e di Alfredo Pirri. Quest’ultimo per l’occasione ha realizzato Passi, un’opera che, sul pavimento della Camera di Amore e Psiche, vede posata un’ampia superficie specchiante in grado di riflettere il soffitto, al centro della quale è posta la Venere italica di Antonio Canova.“Siamo felici della collaborazione con la Fondazione DNArt - afferma Marco Tonelli, Assessore alle Politiche Culturali e alla Promozione Turistica del Comune di Mantova - perché ci dà l’occasione di realizzare a Mantova una mostra unica. Con l’esposizione di Palazzo Te, infatti, il percorso di Amore e Psiche si arricchisce di un’opera straordinaria e inamovibile: l’affresco della Camera di Amore e Psiche, con i suoi ventidue passi affrescati da Giulio Romano, grande rivale di Raffaello”.Amore e Psiche. La favola dell’anima si basa sull’interpretazione del mito in chiave neoplatonica che venne data nell’Umanesimo, per la quale l’errore di Psiche consiste nel ritenere il divino come una realtà tangibile e verificabile con i sensi, mentre è solo il cuore che può percepirne pienamente la presenza. “La vita attuale - dichiara la curatrice della mostra Elena Fontanella - nega spesso all’uomo gli spazi del sacro. Caoticamente travolti dall’esistenza, siamo impreparati ad affrontare le immense traversate interiori, fatte di vuoti e silenzi, che la vita ci mette davanti. Grazie all’aiuto di una delle favole più belle sull’amore, sulla morte e sulla vita, vogliamo accompagnare il visitatore in questi sentieri dell’anima, sfruttando le immagini artistiche che, nei millenni, si sono ispirate a questa storia”.Due sono le sezioni; la prima, al tempio di San Sebastiano, realizzato su progetto di Leon Battista Alberti, accoglie quella dedicata interamente all’archeologia.Quella a Palazzo Te segue le diverse fasi del racconto di Apuleio - dalla passione alla serenità raggiunta attraverso la speranza - e si apre idealmente dalla Camera di Amore e Psiche, capolavoro affrescato da Giulio Romano conservato proprio nella residenza gonzaghesca.Il racconto e il percorso espositivo prendono entrambi le mosse dalla rivalità nel nome della bellezza. Psiche, nuova Afrodite terrestre, crea inconsapevolmente un sovvertimento dell’ordine cosmico che mette in grave rischio l’armonia stessa delle antiche regole del mondo degli dei. Dall’altro canto, Afrodite - dea della bellezza e dell’amore, che presiede alla fertilità del cosmo su cui agisce la potenza creatrice di Eros - è indignata per l’umana superbia di una mortale che vuole competere con il suo fascino. In questa prima area si confrontano opere di grande rilevanza, come la Venere dai Musei Capitolini, la Venere Italica (1807-1808) di Antonio Canova e Venere (1528) di Palma il Vecchio.Si prosegue quindi con il tema delle nozze ferali di Psiche, prologo del dramma che sta per consumarsi. Una profezia vede infatti Psiche unita in matrimonio con un mostro; proprio per questo motivo, Eros ordina a Zefiro di rapirla per condurla nel suo palazzo dove, con l’ausilio della notte e del buio, potrà incontrare la sua amata. Psiche, felice nella sua nuova casa, subisce tuttavia l’invidia delle sorelle - simbolo della coscienza femminile, ovvero della voce interiore che determina l’evoluzione necessaria per attuare il superamento del semplice amore passionale - che le suggeriscono di uccidere l’amato.Psiche, in quello che rappresenta il più antico modello di atto sacrificale, attende che Eros si sia assopito per sollevare su di lui la lucerna e vederne l’aspetto animalesco: una goccia di olio bollente colpisce però il suo corpo disteso, facendolo sobbalzare e fuggire. Mentre Psiche, con l’illuminazione, determina la conoscenza del proprio amore, Eros si trova a essere sopraffatto dall’amore totalizzante della donna, che impone non l’oscurità dell’inconscio ma la luminosità della coscienza e della consapevolezza, creando un percorso che inevitabilmente conduce anche al dolore e alla separazione.Archetipo della relazione uomo-donna, questa scena viene rappresentata da opere quali Eros dormiente (un marmo della prima età imperiale, da originale ellenistico dei Musei Capitolini), Letto funerario da Amiternum, (bronzo e argento della fine I secolo a.C. – inizio I secolo d.C., dal Museo archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti), Psiche scopre Amore (XVII secolo) del Candlelight Master, proveniente dalla Galleria Borghese di Roma.Privata dell’amante, Psiche cade nella più cupa disperazione e si consegna ad Afrodite, sperando di poterne placare l’ira. La dea decide di sottoporla a una serie di quattro prove, l’ultima delle quali prevede di scendere agli inferi per chiedere a Persefone l’elisir della giovinezza perenne. Sarà una torre, simbolo del sapere umano, ad aiutarla in questa impresa; sulla strada del ritorno tuttavia la curiosità vince nuovamente la fanciulla che, inalando il fluido, cade in un sonno profondo simile alla morte. Questa sezione ospita una delle splendide pinakes (quadretti votivi in terracotta della prima metà del V secolo a.C.) provenienti dagli scavi del Santuario di Persefono di Locri, raffigurante l’offerta della palla a Persefone.Solo Eros, che non si era mai rassegnato a vivere senza Psiche, riuscirà a risvegliare l’amata con le sue frecce amorose, assicurando al racconto il lieto fine e il tenero abbraccio raffigurato in tanti famosi gruppi scultorei, come il gesso di Pietro Tenerani Psiche svenuta, del 1822.Amore e Psiche stanti (1810 ca.), capolavoro in gesso di Antonio Canova, testimonia la compassione di Zeus che concederà ai due amanti di unirsi nell’immortalità.Il mito porta così alla luce uno snodo epocale nello sviluppo della religiosità antica e della concezione dell’anima: la capacità di amare è una scintilla divina, e la trasformazione dell’anima attraverso l’amore è un mistero che avvicina a dio.Mantova, luglio 2013AMORE E PSICHE. La favola dell’AnimaMantova, Palazzo Te e San Sebastiano13 luglio - 3 novembre 2013Orari: lunedì 13 – 18; martedì, mercoledì, giovedì 9 – 18; venerdì, sabato 9 – 20; domenica 9 – 18.Biglietti: intero € 13,00; ridotto € 10.00; ridotto speciale € 7,00Il biglietto d’ingresso consenta la visita alla mostra, a Palazzo Te e a San SebastianoLa biglietteria chiude mezz'ora prima.Informazionitel. 0376 323266biglietteria.te@comune.mantova.gov.itUfficio stampaCLP Relazioni PubblicheAnna Defrancesco, tel. 02 36 755 700anna.defrancesco@clponline.it; www.clponline.itUfficio stampa Fondazione DNArtAlessandra Perera, tel. 339.6007601Comunicato stampa e immagini su www.clponline.it
AMORE E PSICHE La favola dell’anima dal 7/13/13 al 11/3/13
in Viale Te 13, Mantova

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Hanne Darboven e Paolo Icaro partecipano alla mostra: When Attitudes Become Form Bern 1969 / Venezia 2013

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Inaugurazione mostra 6/1/13 - Chiusura mostra 11/3/13 Fondazione Prada, Cà Corner della Regina, Calle de Ca' Corner Santa Croce 2215, 30135 Venezia (VE)

Hanne Darboven e Paolo Icaro partecipano alla mostra:
When Attitudes Become Form
Bern 1969 / Venezia 2013

Hanne Darboven e Paolo Icaro partecipano alla mostra: When Attitudes Become Form Bern 1969 / Venezia 2013 dal 6/1/13 al 11/3/13
in Fondazione Prada, Cà Corner della Regina, Calle de Ca' Corner Santa Croce 2215, 30135 Venezia (VE)

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Da Orvieto a Bolsena: un percorso tra Etruschi e Romani

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Inaugurazione mostra 4/23/13 - Chiusura mostra 11/3/13 Piazzale di Villa Giulia 9, Roma

Da Orvieto a Bolsena: un percorso tra Etruschi e Romani

Verrà inaugurata martedì 23 aprile alle 17 al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove proseguirà fino al 1 settembre 2013, l’esposizione dal titolo “Da Orvieto a Bolsena: un percorso tra Etruschi e Romani” che ripercorre, attraverso oltre un millennio di storia, le vicende della città-stato etrusca di Velzna – l’ultima a cadere in mano romana dopo un lungo assedio – e della sua erede Volsinii che ne accolse – sulle alture del lago di Bolsena – gli abitanti superstiti.La mostra, che si concluderà il 3 novembre 2013 nelle altre sedi espositive, fornisce per la prima volta, grazie alla quantità e qualità dei reperti archeologici recuperati e ai recentissimi risultati delle indagini scientifiche, un quadro organico degli avvenimenti storici che hanno contrassegnato drammaticamente questo territorio dell'Etruria interna con l'annientamento di una città e lo spostamento forzato dei cittadini in una nuova località.La mostra, curata da Giuseppe M. Della Fina ed Enrico Pellegrini, è organizzata dalla Fondazione per il Museo “Claudio Faina” e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria e l’Ècole Française de Rome.Al fine di porre le basi per un’ampia consapevolezza degli straordinari “valori” di questo territorio, che ha restituito un “paesaggio archeologico” ancora in gran parte conservato, si è progettata una mostra “diffusa”, in grado di ricreare le emozioni di una storia affascinante. Il progetto si snoda infatti lungo un’ampia e suggestiva area paesaggistica tra la verde Umbria e uno dei laghi più belli d’Italia con tre sedi principali (Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia; Orvieto, Museo “Claudio Faina” e Museo Archeologico Nazionale; Bolsena, Museo Territoriale del Lago), alcuni altri punti espositivi (Grotte di Castro, Museo Civita; San Lorenzo Nuovo, Palazzo Comunale; Castiglione in Teverina, MUVIS - Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari ), oltre a una serie di aree archeologiche pienamente inserite nel progetto tra le quali la Necropoli di Crocifisso del Tufo e la necropoli di Cannicella, Orvieto; Tombe Golini I e II ed Hescanas, Porano; Necropoli del Lauscello, Castel Giorgio; Insediamento etrusco-romano di Coriglia, Castel Viscardo; Area archeologica del Foro Romano di Poggio Moscini, Poggio Casetta, Civita del fosso di Arlena, Bolsena; Necropoli di Pianezze e di Vigna La Piazza, Grotte di Castro.Numerosissimi i reperti eccezionalmente esposti grazie, in particolare, alla sensibilità dei Musei Vaticani e del Museo Archeologico Nazionale di Firenze oltre a reperti di particolare valore storico ed artistico recuperati nelle campagne di scavo che hanno interessato il territorio volsiniese negli ultimi anni.La Conferenza Stampa al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è prevista per le ore 11,00 di martedì 23 aprileSedi espositive:Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa GiuliaPrincipali reperti esposti: Terrecotte Saulini; lastre architettoniche con Charun e Vanth; oreficerie e vasellame in bronzo dalla Collezione Castellani.Orvieto, Museo “Claudio Faina”Principali reperti esposti: Cippo a testa di guerriero dalla necropoli di Crocifisso del Tufo; disegni ottocenteschi delle tombe Golini I, II ed Hescanas; bronzetto di orante iscritto dalla collezione Kircheriana.Orvieto, Museo Archeologico NazionalePrincipali reperti esposti: materiali ricuperati negli scavi degli ultimi anni condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria.Bolsena, Museo Territoriale del Lago di BolsenaPrincipali reperti esposti: materiali recuperati negli scavi francesi dell’area Foro romano a Poggio Moscini.Grotte di Castro, Museo CivitaPrincipali reperti esposti: corredi delle sepolture a circolo di età orientalizzante di Vigna La Piazza; corredo vasellame bronzeo da tomba ellenistica di CentocamereSan Lorenzo Nuovo, Palazzo ComunalePrincipali reperti esposti: materiali recuperati nello scavo del santuario di Monte Landro e corredo della Tomba della Colonna.Castiglione in Teverina, MUVIS - Museo del Vino e delle Scienze AgroalimentariPrincipali reperti esposti: materiali della Prima età del Ferro dall'abitato e necropoli di Sermugnano; corredi di età arcaica.
Da Orvieto a Bolsena: un percorso tra Etruschi e Romani dal 4/23/13 al 11/3/13
in Piazzale di Villa Giulia 9, Roma

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Quiasma - (Quattro artisti intermediali) - Laura Gonzales Cabrera - Paco Guillen - Marina R. Vargas - Jesus Zurita

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 11/2/13 Via Crema, 8 - 20135 Milano

Quiasma - (Quattro artisti intermediali) - Laura Gonzales Cabrera - Paco Guillen - Marina R. Vargas - Jesus Zurita

Il chiasma è un’incrocio di nervi ottici che trasmette informazioni visive dall’occhio al cervello, e per questo possiamo parlare di una relazione intermediale. Omar Pascual Castillo (direttore del CAAM - Centro Atlantico di Arte Moderna di Las Palmas, Gran Canaria) ideatore del progetto, ha selezionato quattro artisti Laura Gonzales Cabrera, Paco Guillen, Marina R. Vargas e Jesus Zurita con l’intento di porre il visitatore dinnanzi ai vincoli tra memoria, emozione e ragione che la visione genera. Questi artisti mettono in discussione le connessioni che l’arte propone tra esperienza del sentire ed esperienza del raccontare, sfidando narrazione tradizionale e tradizione astratta, attraverso la creazione di un’arte intermediale, dove vivono tutti i linguaggi, disegno, pittura, installazione murale, video e fotografia, in cui i temi dell’arte più introspettivi ed estroversi si mescolano e dove gli ideali estetici si incrociano. La mostra Quiasma verrà presentata in due spazi espositivi, infatti si inaugurerà Giovedì 26 settembre 2013 presso la Riccardo Costantini Contemporary di Torino in Via della Rocca 6/B, e successivamente Sabato 28 settembre 2013 presso i nostri spazi; per l’occasione verrà realizzato un unico catalogo con testo di Omar Pascual Castillo, in distribuzione presso le due sedi. Laura Gonzalez Cabrera attraverso la pittura, denuncia la produzione accelerata e il conseguente flusso di immagini a cui il mondo contemporaneo è soggetto, e tramite la lenta condensazione della materia pittorica, l’artista, si oppone alla velocità dissolvente dei pixel, con pennellate che occultano lettere, togliendo leggibilità al testo e celando, così, il messaggio. Paco Guillen con i suoi disegni tenta di ordinare il suo universo, creando opere che, influenzate dai cartoni animati, dalla street art e dalla video-animazione, rivelano, con ironia e sarcasmo non comuni, una visione critica della società in cui il mondo dell’arte è messo in discussione. Marina R. Vargas artista poliedrica che spaziando dal disegno alla pittura, dalla scultura alla fotografia e dal video all’installazione, nei suoi lavori riesce a comprime dramma, brutalità e bellezza; in una visione dove il mondo è un luogo in cui la violenza è domata solo dal bello e dal sacro. Jesus Zurita si esprime fra i media del disegno, della pittura e dell’installazione, realizzando quelle che lui stesso definisce “pitture murali”, vere e proprie rappresentazioni scenografiche, che dal punto di vista concettuale e discorsivo, mettono in discussione la rappresentazione stessa. Inaugurazione Sabato 28 settembre 2013 dalle ore 18,00. Orario galleria : 10,00-12,30; 15,30-19,30 - chiuso lunedì mattina e festivi - Come arrivare : MM3 Porta Romana - Tram 9 - Bus 62 Per info: costantiniartgallery@gmail.com - www.costantiniartgallery.com - Tel/Fax. +39 02 87391434
Quiasma - (Quattro artisti intermediali) - Laura Gonzales Cabrera - Paco Guillen - Marina R. Vargas - Jesus Zurita dal 9/28/13 al 11/2/13
in Via Crema, 8 - 20135 Milano

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Maurice Henry

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Inaugurazione mostra 8/10/13 - Chiusura mostra 11/2/13 Via Mac Mahon 14/7

Maurice Henry

La mostra personale dell'artista francese Maurice Henry,dopo essere stata a Parigi arriva a Milano. Influenzato dal surrealismo di Andrè Breton , Henry fu un artista capace in molte discipline:pittura, grafica, disegno tecnico, scultura, musica, fotografia. L'artista fece un assemblage di tutte le sue vaste conoscenze, dedicandosi in particolare alla pittura quando arrivò a Milano nel 1968. Le sue opere si mostrano sempre influenzate dalla pittura surrealista, dove le immagini oniriche vengono calate in un'atmosfera quasi metafisica e alludono ad un'insistente ed incessante ricerca dell'io. La ricerca dell'interiorità viene spesso espressa da Henry con la rappresentazione stilizzata del corpo umano, come fosse un manichino: un essere ancora incompleto in cerca della propria realizzazione personale dando vita ad elementi emblematici frutto della fantasia espressa dal subconscio, fautore della liberazione dei sogni e desideri più profondi e nascosti.
Maurice Henry dal 8/10/13 al 11/2/13
in Via Mac Mahon 14/7

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Vezio Moriconi al MuG

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Inaugurazione mostra 1/19/13 - Chiusura mostra 11/2/13 Via Civitali 33 Forte dei Marmi

Vezio Moriconi al MuG

'Museo Ugo Guidi'e "Amici del Museo Ugo Guidi - Onlus"presentano la mostra dell'artistaVezio MoriconiA cura di Enrico Dei e Maria Grazia GherardiniPresentazione di Enrico Dei'La tenacia nella sua ricerca si muove su binari paralleli della linguistica scultoria e pittorica che è dettata dal fatto che non tutto è scontato, ne tanto meno è suggerita da episodi occasionali, ma piuttosto dalla originalità della propria escursione interiore. I riferimenti iconografici, cioè gli studi dei grandi maestri a cui fanno fronte tutti coloro che si avviano alle discipline delle Arti maggiori, sono recepiti da Moriconi sulla base di vera onestà intellettuale. Le forme cercate ed eseguite che affronta in cifra trasgressiva non si allineano alle comparazioni di quelle pseudo-tradizionali; è evidente che non rinnega tutto il retaggio dei suoi studi che sono legati alla congiunzione tra le radici degli eventi plastici italiani del Novecento per poi riconoscersi in alcune realtà dei dettami delle Avanguardie storiche. Moriconi crea sculture in terracotta e in pietra artificiale come il cemento, qualche volta si rivolge a materiali più nobili: il marmo e il bronzo, figure umane scomposte in contrappunti volumetrici opposti, sempre sature della drammaticità dei nostri tempi. Le sue figure in sequenza, ironiche, grottesche, sofferenti, nude dissacrate o esaltate con cravatta o stivali; altre ieratiche di certi 'cardinali' vestite del solo odor di porpora e mostrando crudelmente le proprie nudità, certamente non accattivanti; altre hanno il senso del movimento da caos, solo in apparenza, che le pervade come 'Mischia' e ' Lotta', all'identità simbiotica con l'arte e il mito etrusco (pugile). Poi troviamo l' 'Attesa', tre donne sedute in attesa chi sa di che cosa, tre silfidi decadenti, ed è evidente la contrapposizione con il lavoro della 'Donna distesa', eseguita in terra cotta anticata e cerata. ' Maria Grazia GherardiniVezio Moriconi - Camaiore (Lucca), 1971 Laureato all'Accademia di Belle Arti di Carrara. Si forma con approfonditi studi sull'arte della scultura, muovendo i primi passi proprio in questa disciplina. Pittore-scultore con studio-atelier a Camaiore, sua città di origine. Le sue opere si trovano in collezioni private oltre che in Italia in Germania, Austria, Svizzera. Mostre: Calcinaia (Pisa), Torre degli Upezzinghi, collettiva, 2006 Bologna: Casa Cantori, collettiva, gennaio - febbraio 2007 Seravezza: Palazzo Mediceo, collettiva, aprile ' maggio 2010 Quiesa, Massarosa (Lu), "La Brilla"di Quiesa, collettiva, dicembre 2010 - gennaio 2011 Ronchi di Massa, esposizione collettiva al Cafè del Parco, Altrimenti Festival, giugno - settembre 2010 Lido di Camaiore, personale alla Galleria Europa, 2011La mostra allestita nel 'Museo Ugo Guidi' (MUG) di Forte dei Marmi ' Via M. Civitali 33 a Vittoria Apuana ' e presso il Logos Hotel - Via Mazzini 153 - sarà inaugurata Sabato 19 Gennaio alle ore 16 presso il MUG con la presenza dell'artista19 Gennaio ' 11 Febbraio 2013Visite in altri giorni solo su appuntamento al 348-3020538 o museougoguidi@gmail.com Al Logos Hotel tutti i giorni con orario 10-23Mostra realizzata col contributo di Logos Hotel di Forte dei Marmi e la partecipazione della Banca Credito Cooperativo Versilia, Lunigiana e Garfagnana - Parco delle Apuane - Italia Nostra sez. Massa-Montignoso ' Piccolo Teatro della Versilia ' Fondazione Peccioliper. Con l'adesione del Comune di Forte dei Marmi, dell'Unione Europea, dell'International Council Of Museums, Regione Toscana, Toscana Musei, Edumusei, Provincia di Lucca, Sistema Museale della Provincia di Lucca, APT Versilia, Fondazione R. Del Bianco.Memoria fotografica di Antonio Raffaelli ' Presidente Ass. Versiliese Audiovisivi Didattici A.V.A.D.Partner: Comitato Archivio Artistico Documentario Gierut - Life Beyond Tourism - Acomus International - Galatea Versilia Media Partner: La Parola al Cittadino ' La Parentesi della Scrittura ' Reality MagazineGPS: LAT:43.972477 N - LON:10.154887 ERichieste di Patrocinio del 'Museo Ugo Guidi' vanno indirizzate alla mail: museougoguidi@gmail.comUfficio Stampa: Ass 'Amici del Museo Ugo Guidi onlus' - Info: 348-3020538
Vezio Moriconi al MuG dal 1/19/13 al 11/2/13
in Via Civitali 33 Forte dei Marmi

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Fondazione Mario Novaro

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Inaugurazione mostra 9/30/13 - Chiusura mostra 10/31/13 Piazza De Ferrari, Genova

Fondazione Mario Novaro

Ricorrendo nel 2013 i novant’anni dalla nascita di Italo Calvino, la Fondazione Mario Novaro lo ricorda invitando alcuni Artisti operanti in Liguria a ripercorrere il famoso testo dello scrittore, realizzando una serie di opere originali. La mostra è aperta dal martedì al sabato (ore 14.30-18.30) presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti (Piazza De Ferrari, Genova). Artisti presenti: Maria Rebecca Ballestra, Piergiorgio Colombara, Walter Di Giusto, Mario Dondero, Luca Forno, Raffaele Maurici, Giuliano Menegon, Plinio Mesciulam, Raimondo Sirotti, Luiso Sturla, Lara Stuttgard, Gruppo Wabi
Fondazione Mario Novaro dal 9/30/13 al 10/31/13
in Piazza De Ferrari, Genova

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Ludovica Gioscia - Vermilion Glow Bleeds Rust

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Inaugurazione mostra 9/26/13 - Chiusura mostra 10/31/13 Via Mellerio, 1 - 20123 Milano

Ludovica Gioscia - Vermilion Glow Bleeds Rust

La Galleria Riccardo Crespi presenta Vermilion Glow Bleeds Rust, mostra personale dell’artista italiana Ludovica Gioscia.Il riferimento linguistico riecheggia i nomi altisonanti ed iperbolici ma spesso completamente privi di logica di alcune categorie di beni di consumo, in particolare i cosmetici: l’artista infatti colleziona ossessivamente da molti anni materiali collegati ai fenomeni che intende indagare, dalla subcultura dei Paninari alla pubblicità, dalle carte da parati alle riviste.Gli interessi principali di Ludovica Gioscia sono i meccanismi di vendita e l’antropologia sociale: le opere che ne risultano sono ibridi all’interno di un’estetica d’intrattenimento di massa. Fortemente legata ad un’idea barocca, la sua pratica esplora l’edonismo attraverso la Storia e mostra le nostre dinamiche dalla compulsione per la distruzione, che permette al ciclo del consumo di esistere, alla pornificazione dei media, in cui è sempre più presente un’estetica ai confini con la scatologia.Fulcro dello spazio inferiore della galleria è il nuovo “campscape” Description de l'Egypte, che prende il titolo da un’omonima raccolta di litografie compilata da artisti e studiosi inviati da Napoleone a documentare scientificamente l'antico e il moderno Egitto tra il 1798 e il 1801 e trae ulteriore spunto dalle novelle di JG Ballard, in particolare Hello America del 1981, in cui l’autore descrive il panorama di un’America desolata con banche e shopping malls sommersi da sabbia di ruggine, creata dalla polverizzazione di decenni di macchine abbandonate.Quella che Ludovica Gioscia propone è una nuova archeologia: il campscape è infatti una particolare tipologia di lavoro che si ispira ai complessi allestimenti di presentazione dei prodotti nei centri commerciali. In questa nuova opera, l’artista utilizza come supporto tavoli usati da anni nel suo studio e che hanno accumulato anni di stampe, tagli, buchi, cui ha aggiunto altri oggetti provenienti da ulteriori archivi di packaging, un vero e proprio paesaggio archeologico in cui prodotti attuali vengono nascosti per essere riscoperti da futuri scienziati.Sempre più presente nel lavoro della Gioscia il bisogno di rapportare il corpo umano all’universo degli scarti, qui l’atto del consumo è inscindibile dalla dinamica dell’ingerire – digerire – espellere. A tal proposito, come il corpo si serve di organi, l’artista ha costruito strutture e dispositivi che permettano alle sue opere di esercitare le medesime dinamiche.Completa la mostra una sorta di campionario di carte da parati ideate e realizzate interamente dall’artista secondo una procedura che le è ormai connotante, in cui la Gioscia ricerca e “digerisce”, semplificando e ripetendo, immagini complesse, rendendole quasi un logo improntato al marketing.L’operazione ha ancora una volta un riferimento archeologico, benché si tratti qui di archeologia industriale: i centri di produzione artigianale intorno alla zona di Calasetta in Sardegna, futura meta di residenza dell’artista presso la Fondazione MACC.Preview 25 Settembre 2013 h. 18.30. L’artista sarà presente alla preview.Per info: info@riccardocrespi.com; www.riccardocrespi.com; Tel. +39 02 89072491; + 39 02 36561618
Ludovica Gioscia - Vermilion Glow Bleeds Rust dal 9/26/13 al 10/31/13
in Via Mellerio, 1 - 20123 Milano

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Giorgio Kiaris - Cromografie

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Inaugurazione mostra 9/10/13 - Chiusura mostra 10/31/13 S Artspace, 345 Broome Street, New York

Giorgio Kiaris - Cromografie

LA PRIMA MOSTRA NEGLI U.S.A. DELL’ARTISTA ITALIANO GIORGIO KIARISNY, 22 Luglio 2013 – La galleria S Artspace di New York, Lower-East Side, è lieta di presentare la prima mostra negli Stati Uniti del noto artista italiano Giorgio Kiaris. Questa personale, a cura di Vera Agosti, ospita le opere più recenti dell’artista, intitolate “Cromografie”. L’inaugurazione è prevista per mercoledì 9 ottobre 2013, ore 18-20 presso S Artspace Gallery, 345 Broome Street, NY. La mostra sarà visitabile fino al 31 ottobre 2013.“Ogni collezione è l’inizio di un nuovo viaggio, con qualunque riferimento ....” Attratto dagli artisti del XX secolo, Giorgio Kiaris non ha nulla in comune con gli esperti del web o i mixed-media artist che rompono ogni legame con i codici e le regole della pittura classica. In verità, le opere di Giorgio Kiaris sono strettamente legate agli eventi naturali e, di conseguenza, la sua pittura si riferisce a temi ecologici: la terra, il mare e le stagioni. I suoi quadri raccolgono un’energia cromatica che enfatizza il loro valore in un’eterogenea varietà di toni e colori.La creatività di Kiaris non è accidentale, ma sempre il frutto di un sottile calcolo. “Sono riuscito a trovare l’equilibrio primigenio, grazie all’analisi di tre elementi: totalità, trasformazione, autoregolazione. Questo mi conduce a una scelta matura e tutti quelli che vedono i miei lavori arrivano alla coscienza di chi siamo tutti.” Un ritorno alla purezza, alla bellezza e alla poesia che gli dà una sensazione di appagamento, che porta a un assoluto equilibrio di segni e colori nelle sue opere; l’artista continua a seminare i semi e i frutti dell’intelligenza sulle tele. “Ora più che mai, dovremmo guardare alla natura come se guardassimo dentro noi stessi; senza di essa, non saremmo chi siamo.”Giorgio Kiaris è nato a Roma nel 1968. Dopo il diploma in arte, è diventato l’assistente di Gastone Biggi, viaggiando per l’Europa e gli Stati Uniti. La sua arte è stata influenzata dal teatro, dalla musica e dalla natura. La sua ultima produzione è stata presentata nella personale “Sinergie”, a Milano, nel febbraio 2012.S Artspace Gallery si trova nel cuore del Lower East Side in NYC. S Artspace Gallery offre un palcoscenico agli artisti contemporanei giovani e al centro della loro carriera, provenienti principalmente dall’Europa, dall’America latina e dai Caraibi per esporre le loro emozioni attraverso l’arte. I direttori, Catherine Testorf ed Elizabeth Rosso, si impegnano per portare sulla vibrante scena artistica di NYC opere originali ed innovative. La galleria S Artspace è situata al 345 di Broome Street, NYC (tra Elizabeth e Bowery).Per maggiori informazioni, visitate www.sohotelartspace.com Per interviste, si prega di contattare : USA: Elizabeth Rosso, Tel. # + 917/362-4987 E-mail: erosso@sohotelartspace.com ITALY: Elite Shopping TV Milano E-mail: artivisive@bhtv.it
Giorgio Kiaris - Cromografie dal 9/10/13 al 10/31/13
in S Artspace, 345 Broome Street, New York

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PALADINO/RAVELLO

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Inaugurazione mostra 6/29/13 - Chiusura mostra 10/31/13 Piazza Duomo, Ravello

PALADINO/RAVELLO

DAL 29 GIUGNO AL 31 OTTOBRE 2013PALADINO/RAVELLODal 29 giugno al 31 ottobre 2013, Ravello ospiterà sessanta opere scultoree di Mimmo Paladino (Paduli, 1948) ambientate nei suggestivi spazi di Villa Rufolo (Giardini e Cappella) e sul piazzale dell’Auditorium “Oscar Niemeyer” .Curata da Flavio Arensi, promossa dalla Fondazione Ravello, in stretta collaborazione con Stefano Valanzuolo, Direttore Artistico del Ravello Festival, – l’esclusiva mostra di Paladino presenta 60 opere, tra cui l’imponente installazione dei venti «Testimoni» scelta per dialogare con l’architettura di Niemeyer.«Il percorso espositivo – spiega Flavio Arensi - prende il via fin dai cancelli della Villa, dove è collocata la grande “Stele” di marmo bianco, una figura schematizzata che accoglie il visitatore e lo invita a concedersi un viaggio fra matematica, musica e sogno. Le opere di Paladino, che sono tutte un equilibrio fra segni, simboli e misteri, denotano da sempre un forte legame con la musica e più in generale con l’armonia vissuta come elemento geometrico. Il visitatore è sollecitato da richiami e rimandi al mondo dell’opera lirica e della musica, vivendo il connubio fra scultura e paesaggio». L’esposizione si snoda lungo i principali luoghi di Villa Rufolo, a cominciare dal giardino all’ombra della Torre maggiore dove l’anello di «Zenith» richiama l’Anello di Wagner. Per i viali e i giardini si potranno così incontrare alcune delle celebri opere del maestro beneventano, ambientate negli scorci più poetici, fra le colonne del chiostro, o raggruppate nell’antica sala da pranzo dove sono sistemate tredici sculture di medio formato. Monumentali, invece, il cavallo «Architettura», «Caduto a ragione», la composizione in ferro rosso «Respiro». Si tratta di una sorta di itinerario nella melodia che in Paladino diviene, appunto, motivo geometrico, slancio simbolico, forma pura.Particolare rilevanza ha l’installazione dei venti «Testimoni» in pietra sulla piazza dell’Auditorium progettato dall’archistar brasiliana Oscar Niemeyer. Il rapporto che si crea fra le sculture di Paladino e la costruzione è spettacolare e stravolge la normale prospettiva del luogo.Per celebrare il quattrocentesimo anniversario della morte del compositore Carlo Gesualdo, noto come Gesualdo di Venosa (1566-1613), Paladino è stato invitato dal direttore artistico del Ravello Festival, anche ad elaborare alcune opere ad hoc, collocate e presentate in anteprima nell’antica cappella della villa (“Un omaggio – spiega Valanzuolo, al più visionario ed innovativo tra i musicisti dell’antichità, reso dall’impeto creativo di Paladino nell’anno in cui, non a caso, il Festival si affida al tema conduttore del Domani”). Un ulteriore approfondimento della vicenda umana di Gesualdo prenderà forma grazie alla commissione di un corto che Paladino ha realizzato con l’attore Alessandro Haber, il quale impersonerà il musicista nelle sue ultime ore di vita mentre detta il testamento. «Labyrinthus» - così si intitola il video che sarà proiettato nell’ambito della mostra - si ispira a questo straordinario documento letterario, adattato da Filippo Arriva e reinterpretato con musiche originali da Franco Mussida.Sempre in Villa, negli spazi del Museo, saranno esposti i quattro manifesti che Paladino ha disegnato per la stagione verdiana del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Riccardi Muti (Nabucco, I due Foscari, Attila e Simon Boccanegra), con alcune varianti grafiche, per un totale di ventiquattro tavole fin qui mai presentati al pubblico.Nel catalogo della mostra, edito da Arte’m, oltre al testo del curatore Flavio Arensi, sarà riportata una conversazione fra Filippo Arriva e Mimmo Paladino, e uno scritto di Franco Mussida. Il servizio fotografico delle installazioni è stato affidato a Peppe Avallone, mentre Pasquale Palmieri firma gli scatti effettuati sul set cinematografico.Mimmo PaladinoLa riflessione artistica di Mimmo Paladino, nato nel 1948 a Paduli, si sviluppa a partire dalla fine degli anni ’60. Affascinato dal clima culturale dell’epoca, tra arte concettuale e Pop Art americana, i cui artisti più rappresentativi avevano esposto alla Biennale di Venezia del ‘64, Paladino incentra la sua prima attività sulla fotografia, associata spesso al disegno, tecnica a lui particolarmente congeniale. La sua prima personale è a Caserta, nel 1969.Gli anni ’70 vedono affermarsi, sempre più incisivamente nel suo percorso, l’interesse per la figura: dalle iniziali sperimentazioni concettuali l’artista trasferisce la propria attenzione sulla pittura figurativa. Strutture geometriche e oggetti quali rami e maschere campeggiano sulle tele dai colori decisi. Nel 1978 è a New York dove inaugura, l’anno successivo, mostre personali alla Marian Goodman Gallery e alla Annina Nosei Gallery.Nel 1980 partecipa alla Biennale di Venezia nella sezione ‘Aperto ’80’ di Achille Bonito Oliva’, ed insieme a Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Nicola De Maria, dà vita alla ‘Transavanguardia’.Nel corso degli anni ’80 la sua arte diviene sempre più referenziale e sulle superfici dalle ampie dimensioni e di grande impatto visivo, l’artista rappresenta la vita e il mistero della morte. Le tecniche usate sono diverse: dal disegno all’incisione, all’inserimento nelle tele di elementi tridimensionali.Dal 1985 si dedica alle grandi sculture in bronzo e alle installazioni. Celebre l’intervento del 1995 in Piazza del Plebiscito a Napoli dove realizza una enorme montagna di sale su cui pone sculture con forme animali e umane.Negli anni ‘90 intensifica con successo l’attività all’estero e nel 1994, primo tra gli artisti italiani contemporanei, espone alla Galleria Nazionale di Belle Arti di Pechino. Nel 1999, nell’ambito del South London Gallery Project, in una grotta in mattoni sotto la Roundhouse at Chalk Farm di Londra, installa l’opera ‘I Dormienti’, che dialoga con gli interventi sonori di Brian Eno.Nel 2003 Paladino viene scelto in qualità di rappresentante dell'arte italiana durante la presidenza italiana a Bruxelles: la scultura equestre ‘Zenith’ è installata nella piazza della sede del Parlamento Europeo. Il Centro d'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, nel 2002-2003, gli dedica una mostra retrospettiva e nel 2004 alla Reggia di Caserta, nell'ambito del progetto Terrae Motus, si tiene una personale con i suoi lavori più recenti. Nel 2005 al MAR di Ravenna, per la prima volta, vengono esposte le scenografie realizzate negli ultimi quindici anni. A Napoli al Museo di Capodimonte nel 2005 presenta un lavoro dedicato a Don Chisciotte che prelude ‘Quijote’, il lungometraggio che l’artista dirigerà l’anno successivo. Nel 2008 gli viene affidata la realizzazione della copertura delle impalcature del cantiere di restauro della Ghirlandina, la torre campanaria del Duomo di Modena. Sempre del 2008 è una importante mostra al Museo dell’Ara Pacis di Roma con l’apporto del musicista Brian Eno e una personale presso la Villa Pisani a Stra. Importante installazione è quella presente sull'isola di Lampedusa per commemorare le vittime degli sbarchi clandestini.Nel 2009 esposizione di sculture che riempiono le strade, le piazze e i palazzi del paese, nello scenario incantevole di Orta S. Giulio, sul Lago d'Orta. Il catalogo della mostra è composto da 48 foto originali e inedite di Gianni Berengo Gardin: il famoso fotografo ha realizzato una serie di ritratti a Paladino e alle sue opere.Nel 2010 Mimmo Paladino ha firmato la scenografia di “work in progress”, tour che ha visto riunirsi dopo 30 anni la coppia Lucio Dalla e Francesco De Gregori. Il 10 aprile dello stesso anno è installato un grande cavallo blu di oltre quattro metri all'Anfiteatro del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (BS), la casa-museo di Gabriele d'Annunzio. A fine gennaio 2011 realizza la nuova sala permanente del Museo Nazionale Archeologico di Villa Frigerj a Chieti dedicata al Guerriero di Capestrano e inaugura la mostra di sculture incentrata sul “nuovo Guerriero”, allestita presso il Centro espositivo della Fondazione Carichieti a Palazzo De Mayo. Nel 2011 la città di Milano gli dedica un’ampia retrospettiva, curata da Flavio Arensi, a Palazzo Reale, dove è il primo artista contemporaneo a poter esporre nelle sale del piano nobile. Per l’occasione è installata la “Montagna di sale” in piazza Duomo. Nel 2012 i suoi cavalli vengono posizionati sulla Fòcara di Novoli (Lecce), un vero e proprio monumento di ingegneria agraria e devozione, eretto e bruciato in onore di Sant'Antonio Abate e che sfiora i 25 metri di altezza e i 20 metri di diametro alla base. Nel 2012 partecipa alla LIV Biennale di Venezia, Padiglione ItaliaRavello, 25 giugno 2013PALADINO/RAVELLORavello, Villa RufoloPiazzale dell’Auditorium “Oscar Niemeyer”Inaugurazione sabato 29 giugno, ore 12.30, Villa Rufolo con la presenza di Mimmo Paladino29 giugno – 31 ottobre 2013Villa RufoloPiazza Duomo84010, Ravello (Salerno) – ItaliaOrari di apertura della Villa: tutti i giorni 9.00 - 21.00 (ultimo ingresso 20.45)Costo biglietto ingresso alla Villa: € 5,00 intero - € 3,00 ridotto* (minori di 12 anni e maggiori di 65 anni) - € 4,00 gruppi maggiori di 15 personeCatalogo Arte’mINFO: Fondazione Ravello, tel. 089 858422 – Villa Rufolo, tel. 089 857621www.fondazioneravello.itwww.ravellofestival.comwww.villarufolo.itUfficio Stampa mostraMarta PainiCLP Relazioni Pubblichetel. 02 36755700 – fax 02 36755703marta.paini@clponline.itUfficio Stampa Fondazione RavelloDott. Nicola Mansicell. 340 9002415Dott. Mario Amodiocell. 392 8680635ufficiostampa@fondazioneravello.itComunicato stampa e immagini su www.clponline.it
PALADINO/RAVELLO dal 6/29/13 al 10/31/13
in Piazza Duomo, Ravello

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L'OPERA DI MIMMO PALADINO Un viaggio fra matematica, musica e sogno nell'incanto di Villa Rufolo

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Inaugurazione mostra 6/29/13 - Chiusura mostra 10/31/13 Villa Rufolo - Piazza Duomo 84010 Ravello (SA)

L'OPERA DI MIMMO PALADINO Un viaggio fra matematica, musica e sogno nell'incanto di Villa Rufolo

Dal 29 giugno al 31 ottobre 2013, Ravello ospiterà sessanta opere scultoree di Mimmo Paladino (Paduli, 1948) ambientate nei suggestivi spazi di Villa Rufolo (Giardini e Cappella) e sul piazzale dell’Auditorium “Oscar Niemeyer” .Curata da Flavio Arensi, promossa dalla Fondazione Ravello, in stretta collaborazione con Stefano Valanzuolo, Direttore Artistico del Ravello Festival, – l’esclusiva mostra di Paladino presenta 60 opere, tra cui l’imponente installazione dei venti «Testimoni» scelta per dialogare con l’architettura di Niemeyer.«Il percorso espositivo – spiega Flavio Arensi - prende il via fin dai cancelli della Villa, dove è collocata la grande “Stele” di marmo bianco, una figura schematizzata che accoglie il visitatore e lo invita a concedersi un viaggio fra matematica, musica e sogno. Le opere di Paladino, che sono tutte un equilibrio fra segni, simboli e misteri, denotano da sempre un forte legame con la musica e più in generale con l’armonia vissuta come elemento geometrico. Il visitatore è sollecitato da richiami e rimandi al mondo dell’opera lirica e della musica, vivendo il connubio fra scultura e paesaggio». L’esposizione si snoda lungo i principali luoghi di Villa Rufolo, a cominciare dal giardino all’ombra della Torre maggiore dove l’anello di «Zenith» richiama l’Anello di Wagner. Per i viali e i giardini si potranno così incontrare alcune delle celebri opere del maestro beneventano, ambientate negli scorci più poetici, fra le colonne del chiostro, o raggruppate nell’antica sala da pranzo dove sono sistemate tredici sculture di medio formato. Monumentali, invece, il cavallo «Architettura», «Caduto a ragione», la composizione in ferro rosso «Respiro». Si tratta di una sorta di itinerario nella melodia che in Paladino diviene, appunto, motivo geometrico, slancio simbolico, forma pura. Particolare rilevanza ha l’installazione dei venti «Testimoni» in pietra sulla piazza dell’Auditorium progettato dall’archistar brasiliana Oscar Niemeyer. Il rapporto che si crea fra le sculture di Paladino e la costruzione è spettacolare e stravolge la normale prospettiva del luogo.   Per celebrare il quattrocentesimo anniversario della morte del compositore Carlo Gesualdo, noto come Gesualdo di Venosa (1566-1613), Paladino è stato invitato dal direttore artistico del Ravello Festival, anche ad elaborare alcune opere ad hoc, collocate e presentate in anteprima nell’antica cappella della villa (“Un omaggio – spiega Valanzuolo, al più visionario ed innovativo tra i musicisti dell’antichità, reso dall’impeto creativo di Paladino nell’anno in cui, non a caso, il Festival si affida al tema conduttore del Domani”). Un ulteriore approfondimento della vicenda umana di Gesualdo prenderà forma grazie alla commissione di un corto che Paladino ha realizzato con l’attore Alessandro Haber, il quale impersonerà il musicista nelle sue ultime ore di vita mentre detta il testamento. «Labyrinthus» - così si intitola il video che sarà proiettato nell’ambito della mostra - si ispira a questo straordinario documento letterario, adattato da Filippo Arriva e reinterpretato con musiche originali da Franco Mussida. Sempre in Villa, negli spazi del Museo, saranno esposti i quattro manifesti che Paladino ha disegnato per la stagione verdiana del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Riccardi Muti (Nabucco, I due Foscari, Attila e Simon Boccanegra), con alcune varianti grafiche, per un totale di ventiquattro tavole fin qui mai presentati al pubblico. Nel catalogo della mostra, edito da Arte’m, oltre al testo del curatore Flavio Arensi, sarà riportata una conversazione fra Filippo Arriva e Mimmo Paladino, e uno scritto di Franco Mussida. Il servizio fotografico delle installazioni è stato affidato a Peppe Avallone, mentre Pasquale Palmieri firma gli scatti effettuati sul set cinematografico. Orari di apertura della Villa: tutti i giorni 9.00 - 21.00 (ultimo ingresso 20.45)Costo biglietto ingresso alla Villa: € 5,00 intero - € 3,00 ridotto* (minori di 12 anni e maggiori di 65 anni) - € 4,00 gruppi maggiori di 15 personePer ulteriori informazioni http://www.ravellofestival.com/programma_it2.php?subaction=showfull&id=1370190756&archive=&start_from=&ucat=6,7,8,9&
L'OPERA DI MIMMO PALADINO Un viaggio fra matematica, musica e sogno nell'incanto di Villa Rufolo dal 6/29/13 al 10/31/13
in Villa Rufolo - Piazza Duomo 84010 Ravello (SA)

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Three (Talents) in a Boat: Kate Fichard / Bernhard Kahrmann / Erica Kovanen

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Inaugurazione mostra 1/6/13 - Chiusura mostra 10/31/13 Via malaga, 4, milano

Three (Talents) in a Boat: Kate Fichard / Bernhard Kahrmann / Erica Kovanen

Mc2gallery, galleria d'arte contemporanea, apre una nuova sede in via Malaga a Milano e propone varie mostre per il periodo Giugno/Ottobre. Dal 4 Giugno al 28 Giugno presenta "Three (Talents) in a Boat: Kate Fichard / Bernhard Kahrmann / Erica Kovanen" a cura di Domenico De Chirico. Dal 2 al 26 Luglio ospita "Segni di pietra" di Roberto Kusterle, a cura di Claudio Composti. E, infine, la mostra fotografica di Michael Ackerman, in collaborazione con GALERIE VU Paris, a cura di Claudio Composti. Dal 19 Settembre al 31 Ottobre.Tel/fax +39 0287280910 Email: mc2gallery@gmail.com Web: www.mc2gallery.com
Three (Talents) in a Boat: Kate Fichard / Bernhard Kahrmann / Erica Kovanen dal 1/6/13 al 10/31/13
in Via malaga, 4, milano

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"MUSEO ANTIQUARIUM"

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Inaugurazione mostra 3/18/13 - Chiusura mostra 10/31/13 Via Somalvico, 22010 Ossuccio Como

Visita al Museo e ai molteplici reperti che sono stati recuperati durante le campagne archeologiche.
"MUSEO ANTIQUARIUM" dal 3/18/13 al 10/31/13
in Via Somalvico, 22010 Ossuccio Como

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"ISOLA COMACINA"

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Inaugurazione mostra 3/18/13 - Chiusura mostra 10/31/13 Isola Comacina

L'Isola sarà visitabile tutti i giorni della settimana e potrà essere autonoma oppure guidata
"ISOLA COMACINA" dal 3/18/13 al 10/31/13
in Isola Comacina

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Ugo Nespolo: L'arte dell'Ironia

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Inaugurazione mostra 8/22/13 - Chiusura mostra 10/30/13 via Marconi 1d, Castiglioncello Livorno

Ugo Nespolo: L'arte dell'Ironia

Selezione d'artista: Opere uniche su legno e su carta francese, Multipli, Oggetti design La mostra è visibile anche online: http://www.galleriaoltremare.it/area-esposizioni/esposizione.phpcatalogo in galleria
Ugo Nespolo: L'arte dell'Ironia dal 8/22/13 al 10/30/13
in via Marconi 1d, Castiglioncello Livorno

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DALLA LUCE AL SEGNO Mostra Internazionale di Arte Contemporanea

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 10/30/13 Via della Mainolda 19, Mantova

DALLA LUCE AL SEGNO
Mostra Internazionale di Arte Contemporanea

DALLA LUCE AL SEGNO Mostra Internazionale di Arte ContemporaneaVernissage Sabato 28 Settembre alle ore 18:30 Presso la Galleria d’arte Il Saggio di Mantova - Via della Mainolda 19Espongono gli artisti: BRUNO CARATI MARCO BARISON ANGELA DE LUCA REGINA DI ATTANASIO ROBERTA PELONE MIRELLA ROSSOMANDO VALENBERG GABRIELLA VENTAVOLIDalla luce al segno è un progetto espositivo nato dalla collaborazione di due gallerie “Il Saggio” di Mantova e lo Spazio Museale “Sabrina Falzone” di Milano. L’intento della mostra è da un lato la valorizzazione delle espressioni artistiche contemporanee, dall’altro la divulgazione di questo patrimonio artistico sotterraneo. Nella pittura del Maestro Bruno Carati atmosfere dell’inconscio rivelano una significativa indagine lirica, che diventa espressione sognante nei dipinti di Regina Di Attanasio. La luce dipinge un ventaglio di emozioni nei traguardi fotografici di Roberta Pelone, di Marco Barison e nelle sintesi cosmiche di Angela De Luca, mentre il segno racchiude le sue latenti opportunità comunicative nella produzione artistica di Mirella Rossomando e Gabriella Ventavoli. La materia diviene protagonista narrante nell’arte di Valenberg, un artista che ha rinnovato il linguaggio contemporaneo nell’impiego dei materiali più stravaganti.Dal 28 settembre al 30 ottobre 2013 Galleria d’arte Il Saggio: Via della Mainolda 19 20145 Milano - Italy Orari di apertura estivo: da martedì a domenica h.16:30-19:30. Lunedì chiuso Ingresso gratuito
DALLA LUCE AL SEGNO Mostra Internazionale di Arte Contemporanea dal 9/28/13 al 10/30/13
in Via della Mainolda 19, Mantova

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Una Domenica in Franciacorta tra giardini e castelli

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Inaugurazione mostra 7/4/13 - Chiusura mostra 10/29/13 Via Sopramura 3/A, Rovato (Brescia)

Una Domenica in Franciacorta tra giardini e castelli

Dopo il lungo periodo invernale riapriranno al pubblico la prima Domenica di Aprile i giardini e le sale di Castello Quistini, storica dimora storica franciacortina.Con l'arrivo della Primavera e della bella stagione inizia per tutti la voglia di organizzare gite all'aria aperta. Ville, castelli, parchi e giardini si confermano sempre tra le mete ideali per gli amanti delle gite fuori porta e Castello Quistini, dimora storica del 1500 con giardino botanico in provincia di Brescia, è senz'altro una piacevole meta per tutti, grazie al perfetto mix di storia, natura, architettura e botanica. Castello Quistini si trova a Rovato, a pochi chilometri da Brescia e da Bergamo, tra le terre del vino della Franciacorta. Una decina di anni fa, grazie alle idee e all'impegno della famiglia proprietaria, all'interno delle mura del palazzo furono progettati una serie giardini con collezioni di rose antiche e inglesi pronte a fiorire a partire da Maggio, speciali varietà di ortensie e peonie, frutti antichi e piccoli orti con collezioni di piante officinali. Aperto tutte le Domeniche e festivi a partire dal 7 Aprile, con il biglietto di ingresso si avrà accesso al tour intitolato 'Tra rose, storia e leggenda' che vuole essere un percorso storico tra alcune delle sale del palazzo ma non solo: fiori , piante, giardini e collezioni botaniche vi accompagneranno tra i giardini per una passeggiata. In attesa delle spettacolari fioriture di Maggio si potranno ammirare le prime fioriture stagionali delViburnum Opulus e Carlcephalum, Clematis Armandii, dei tulipani e delle diverse varietà di alberi da frutto. La Franciacorta è famosa in tutto il mondo per il vino ma è anche una terra ricca di ville e palazzi aperti al pubblico che portano avanti con vigore il ricordo della vita della nobiltà dell'epoca e che, come nel caso di Castello Quistini, hanno saputo ricreare una nuova atmosfera tra i giardini. Con il biglietto di ingresso verrà consegnata una mappa dei palazzo con le descrizioni delle sale e dei giardini. Per chi preferisce la classica visita guidata alle ore 11,00 e alle ore 16,00 di ogni Domenica e festivo verrà organizzata una visita guidata intitolata 'tra rose, storia e leggenda' per spiegare e illustrare gli aspetti e le caratteristiche riguardanti il palazzo e i giardini. Il tour tra i giardini è arricchito da alcuni oggetti misteriosi nascosti in natura: figure d'animali realizzati con materiali riciclati affiorano dall'acqua del laghetto o tra i cespugli di rose e vi accompagneranno in questo magico itinerario. Castello Quistini è aperto tutte le Domeniche e festivi a partire dal 7 Aprile dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00. Visita guidata alle ore 16,00. Per informazioni potete consultare il sito internet www.castelloquistini.com , telefonare al 320 8519 177 oppure diventare fan della pagina facebook a questo indirizzo: www.facebook.com/castelloquistini .*** Andrea Mazza Ufficio stampa Castello Quistini www.castelloquistini.com www.facebook.com/castelloquistini +39 3391351913Castello Quistini www.castelloquistini.com www.facebook.com/castelloquistini info@castelloquistini.com Via Sopramura 3/A 25038 Rovato (Bs) +39 320 8519177
Una Domenica in Franciacorta tra giardini e castelli dal 7/4/13 al 10/29/13
in Via Sopramura 3/A, Rovato (Brescia)

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Apocrypha

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 10/28/13 via IV Novembre, Montesarchio BN

Apocrypha

Testo critico di Domenico Maria PapaIl mito animale è un fondamento della cultura dell'uomo. Per distinguersi dalla bestia, per allontanarla da sé, le comunità dei primordi si dotarono di racconti e di immagini che avevano per oggetto quelle creature che volevano tenere distanti. Pur quando l'arte appare perfetta sublimazione delle qualità che l'uomo si riconosce, rimane traccia di una parentela mai elisa: la radice stessa della parola animale rimanda a quanto dell'uomo è la sua parte più elevata, a quanto sopravvive al suo stesso corpo. Per i filosofi dell'antichità, le molte gradazioni dell'anima, infatti, caratterizzavano tutto il vivente, raggiungendo nell'uomo la consistenza più sottile. Quei filosofi ci avvertono che non è diversa la natura dell'anima, di essere in essere, ma semmai è una questione di sfumature. Per questa ragione, i miti si popolano di creature ibride, metà uomo, metà animale, dove la parte più nobile non è necessariamente assegnata al primo: le composizioni teriomorfe, con le divinità rappresentate sotto spoglie animali, stanno a indicare quanto questi possano incarnare valori e significati profondi. All'ibrido uomo animale torna spesso l'arte, dalle rappresentazioni della classicità, popolata di minotauri, arpie, centauri, sfingi, alle immagini della modernità, con le metamorfosi di licantropi, supereroi e alieni. L'animale torna, spesso, dunque a rammentarci quanto quella distinzione originaria non sia mai, davvero, cosa fatta. Nelle opere di Christian Ghisellini l'ibridazione uomo-animale è un tema ricorrente, coniugato in una sorprendente varietà di modi. Spesso si tratta, più che di una mera composizione, di una trasfigurazione dell'umano in animale: lo denuncia la posa e l'espressione del ritratto. Dalle anatomie ben disegnate, come per esempio in Daidalos o in Pasiphae e Pasiphe's son, sembra emergere il desiderio del ritorno a una condizione di indistinzione. Le immagini che derivano da una intelligente composizione fisiologica, presentano una natura in costante metamorfosi che dimentica ogni gerarchia. La rinuncia alla distanza sulla quale, si diceva, si fonda la cultura dell'uomo, alimenta il sogno di un ritorno a una condizione prima e per questo, forse, autentica. La tecnica usata da Christian Ghisellini è priva di eccessive sofisticazioni: bianco e nero o colori minimi, disegno, mezzi espressivi essenziali, carta d'uso comune. La composizione della figura è essenziale, mentre l'eleganza dell'impianto visivo è cercata nella misura. Lo sguardo dell'artista è indirizzato con sicurezza alla grande tradizione dell'incisione e del disegno, alle immagini della storia dell'arte, sebbene sia evidente una speciale attenzione, al corredo iconografico del trattato scientifico e all'illustrazione d'inizio Novecento, alla quale si concede anche un'altra forma di ibridazione, ovvero quella dell'animale, umano o non, con la macchina, in un costante attraversamento. Del resto, non chiediamo all'arte di rendere visibili quei passaggi incerti attraverso i quali il pensiero che ci ha fatto umani e fin troppo umani?
Apocrypha dal 9/28/13 al 10/28/13
in via IV Novembre, Montesarchio BN

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Carlo Corsi nella Collezione Giordani

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 10/27/13 via marconi 126, gazoldo degli Ippoliti

Carlo Corsi nella Collezione Giordani

"Un pittore e il suo collezionista. Carlo Corsi nella Collezione Giordani" Opere dal 1898 al 1962. Mostra antologica a cura di Renzo Margonari. MAM Museo d'Arte moderna dell' alto Mantovano. Gazoldo degli Ippoliti (MN). Dal 28 settembre al 27 ottobre 2013. Inaugurazione sabato 28 settembre, ore 18.30Carlo Corsi, un pittore di caratura internazionale. Amato dai collezionisti e celebrato dalla critica, ancora tutto da scoprire per il grande pubblico. In mostra 60 opere provenienti dalla Collezione Giordani, tutte pubblicate nel "Catalogo generale delle opere di Carlo Corsi, volume primo" a cura di Claudio Spadoni, Co-edizione Giorgio Mondadori-Galleria Cinquantasei Bologna.La collezione Giordani: Oltre 750 opere inedite, dal primo '700 alla metà del '900. Per la prima volta a disposizione del grande pubblico, la storia di una collezione e d'una grande passione per l'arte. In una sala a latere della mostra sarà proposta in formato digitale, una selezione di opere di altri Pittori presenti nella collezione Giordani.
Carlo Corsi nella Collezione Giordani dal 9/28/13 al 10/27/13
in via marconi 126, gazoldo degli Ippoliti

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Humanitas Machinarum (Il lavoro dipinto) – opere 2005-2013

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Inaugurazione mostra 9/22/13 - Chiusura mostra 10/27/13 Viale Leonetto Amadei , Seravezza Lucca

Humanitas Machinarum (Il lavoro dipinto) – opere 2005-2013

FIRENZE Si inaugura sabato 21 settembre 2013 alle 17 al Palazzo Mediceo di Seravezza la mostra di pittura, scultura e incisione dell’artista Marcello Scarselli dal titolo “HUMANITAS MACHINARUM (il lavoro dipinto)”. Seconda tappa del percorso espositivo itinerante che l’artista pisano sta portando in giro per la Toscana e che lo ha visto protagonista lo scorso gennaio a Palazzo Medici Riccardi di Firenze e poi lo porterà in un’altra prestigiosa location come il Museo Piaggio di PontederaL’esposizione, patrocinata da Regione Toscana, Provincia di Lucca e Città di Seravezza e fatta in collaborazione con FuoriLuogo – servizi per l’Arte e con l’associazione culturale “La Ruga” è curata da Giupeppe Cordoni e Filippo Lotti, curatori anche del catalogo che accompagna la mostra.Il ventaglio tematico di “Humanitas Machinarum” (Il lavoro dipinto) è racchiuso in una serie di opere realizzate tra il 2005 e il 2013; sono un resoconto artistico, un excursus, un viaggio attraverso il periodo storico (gli anni Settanta e Ottanta) in cui Scarselli era operaio in fabbrica, un momento decisivo, fondamentale, della sua formazione umana e professionale.Dalla “fabbrica”, dall’osservazione del lavoro, ha assimilato il suo linguaggio e da essa si è nutrito di situazioni esistenziali intense dalle quali è scaturita una linea pittorica che ha travalicato il “reale” trasformandolo in astrazione informale. La sua “mano libera”, scevra di stereotipi e pregiudizi, ha reso, attraverso la peculiarità del linguaggio “scarselliano”, la sua poetica e la ricerca artistica e stilistica, l’umanità del lavoro e delle macchine.Il suo lavoro artistico (pittura, scultura e incisione) si è, indubbiamente, ispirato alla presenza del vissuto e del suo ricordo, di quella quotidianità di un tempo che, sedimentata nel ricordo, racchiude in sé anche momenti di sofferenza che il tempo ha trasformato in deflagrazioni cromatiche capaci di rappresentare la gioia di Marcello Scarselli, pittore, disegnatore e scultore. Inizia la sua carriera artistica negli anni ’70 partecipando a numerose mostre collettive intervenendo nell’animato dibattito estetico di quel periodo.Al suo esordio improntata ad una rappresentazione d’un “vero” tradizionalmente inteso, l’opera di Scarselli, volge sempre più verso l’idea d’un “reale” pittorico ritrovato interiormente raccontato attraverso tecniche e contenuti d’avanguardia, la cui evoluzione espressiva è soggetta ad una costante ricerca. Come dice il critico Giuseppe Cordoni: “gran parte della critica ha più volte già rimarcato la duttile complessità e l’eclettismo stilistico che alimenta la sintesi a cui il linguaggio di Scarselli a mano a mano perviene: espressionismo astratto ed informale, gestualità segnica e onirismo infantile”. Dal canto suo Elena Capone sottolinea “quel suo agile appropriarsi d’una modernità che prende in prestito tecniche e procedure arcaiche, in un astrattismo ibrido in cui affiorano forme riconoscibili e familiari; un’indagine artistica che fa del silenzio e dell’introspezione il suo motivo conduttore complesso, infinito e mai risolto”.La sua professione di pittore si consolida negli anni sia attraverso una costante attività espositiva sia in Italia che all’estero (Austria, Belgio, Germania, Francia, Svizzera), con antologiche personali d’ampio respiro.La mostra resterà aperta ai visitatori, ad ingresso libero, fino al 27 ottobre 2013. Orario di apertura: dal 22 al 30 settembre: dal martedì al sabato 15.00/19.00; domenica 10.30/12.30 e 15.00/19.00; dal 1 al 27 ottobre: venerdì e sabato 15.00/19.00; domenica 10.30/12.30 e 15.00/19.00.Per info: Fondazione Terre Medicee 0584 757443, info@terremedicee.it; Pro Loco 0584 757325, info@prolocoseravezza.it.
Humanitas Machinarum (Il lavoro dipinto) – opere 2005-2013 dal 9/22/13 al 10/27/13
in Viale Leonetto Amadei , Seravezza Lucca

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Il corpo e il dolore attraverso i secoli

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Inaugurazione mostra 9/19/13 - Chiusura mostra 10/27/13 Via Vitani 31, Como

Il corpo e il dolore attraverso i secoli

MAG – Marsiglione Arts Gallery presentaIl corpo e il dolore attraverso i secoli Progetto artistico di Giancarlo Marcali A cura di Salvatore MarsiglioneDal 19 settembre al 27 ottobre 2013 Orari: martedì - sabato 10-13 | 15-19:30- giovedì 19 settembre 2013 dalle 18.30 Opening Party  - sabato 5 ottobre: Azione artistica per la “Giornata del contemporaneo” in collaborazione con AMACI - Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiana. - giovedì 17 ottobre ore 19:00: presentazione del romanzo di Alessandro Seri “FIL ROUGE” con recitazione e intrattenimento musicale. Evento in collaborazione con CMR Erba - domenica 27 ottobre ore 16:30: FINISSAGE Tea Hours con presentazione dell’istallazione prodotta grazie agli input del pubblico dati nella giornata del contemporaneoMAG - Marsiglione Arts Gallery Via Vitani, 31 22100 Como Tel:+39 328 7521463 info@marsiglioneartsgallery.com www.magcomo.it https://www.facebook.com/MAGComo https://twitter.com/MAGcomoUfficio stampa: FLPress di Flavia Lanza mail: flpressartnews@gmail.com Tel. +39 3409245760COMO 19 SETTEMBRE 2013 – È un appuntamento da non perdere quello di giovedì 19 settembre presso la Marsiglione Arts Gallery, che dalle ore 18.30 aprirà le porte, agli appassionati d’arte contemporanea e non solo, per un’anteprima nazionale, la presentazione di “Il corpo e il dolore attraverso i secoli”, il progetto artistico ideato e organizzato dal direttore della galleria, Salvatore Marsiglione, con Giancarlo Marcali, artista milanese che dal 2007 espone le sue opere, in Italia e all’estero, riscuotendo notevole successo di pubblico e critica.Una mostra personale che, nell’accostamento e nel confronto delle opere eseguite dall’artista appositamente per l’occasione, con alcune opere d’arte classica, attraversa i secoli e propone allo spettatore un approccio inedito con il linguaggio e i contenuti dell’arte di Giancarlo Marcali.Giancarlo Marcali sviluppa la sua ricerca artistica in un percorso di indagine dell’attimo doloroso. Quanti tipi di dolore lacerano l'essere umano? Infiniti, quanto l'abisso dell'anima. Ma tutti lasciano una traccia del loro passaggio, una cicatrice, visibile o meno. A dispetto delle nostre diversità, Giancarlo ci riunisce tutti in virtù della nostra comune essenza, per la materia di luce di cui siamo composti, ricordandoci che malgrado lunghi percorsi abbiamo un'origine comune e che il dolore di ognuno ha il diritto di essere espresso.È un dolore composto che non cerca il momento drammatico. È l’enfasi liberatoria di un uomo non più prigioniero di paure sue e altrui che si apre con fiducia al suo prossimo, mostrando anche le ferite dell’anima. Finalmente, ha imparato che un dolore condiviso viene dimezzato. La società è uno specchio della cultura; il corpo, l’epifania della sua civiltà. Questo pare asserire Giancarlo Marcali attraverso il suo lavoro...In mostra, il percorso espositivo si apre con la trasfigurazione di un San Sebastiano veneto della fine del XV°sec. che, attraverso la contemporaneità del linguaggio di Marcali, diventa femmina, trasparente, interiore ed espressivo. A seguire, un’installazione segnica in cui l’artista riscrive una poesia di Tony Fournier trasformandola in forme che convogliano nella successione di tre momenti ricchi di pathos definiti da un'unica figura femminile racchiusa in tre teche e composta di spilli. Perte, douleur, renaissance, questo il nome dell’istallazione a cui Giancarlo accosta le tre espressioni di “Sophonisba riceve il calice avvelenato”, una copia settecentesca del capolavoro barocco di Simon Vouet, conservata al Schloss Wilhelmshöhe Museum di Kassel, Germania.L'allestimento apre poi la visione a Ri(e)voluzione, installazione costruita con radiografie rielaborate in formato digitale, esprime tutta la forza concettuale del lavoro dell'artista librandosi in volo, leggera e delicata nella sua caratteristica forma di scheletro alato. Presentata, per l'occasione, con, ai suoi piedi, una scultura femminile in stile classico, l'installazione offre un rimando all'immaginario sacro, a un'Annunciazione, in cui la scultura idealizza la Beata Vergine Maria e lo scheletro alato l’Arcangelo Gabriele.Proseguendo, una stampa francese neoclassica molto cruda e carica di sofferenza che descrive Michelangelo cieco nel suo studio nell’atto di abbracciare una sua scultura dalla muscolatura mascolina, è affiancata alle delicate trasparenze di Rituale delle mie gambe, che presenta una figura femminile dalle tonalità rosee, nella stessa posizione della scultura michelangiolesca, "racchiusa" tra la lucentezza di uno specchio e l’ombra scura di un’immagine radiografica di una gamba che, nel femore e nella tibia e perone, reca incisa la poesia di Pablo Neruda che dà il titolo all’opera stessa.Chiude il percorso L’uomo morente, opera che sarà pubblicata nel secondo volume dedicato all’autoritratto dal critico Giorgio Bonomi, una rilettura di un disegno a matita, datato 1944, del grande Maestro Luigi Russolo: la "fotografia" dell’essenza del momento prima della morte, quella morte che tanto ha segnato la ricerca di Marcali. Un’opera carica di tensione e di pacata drammaticità: un'installazione realizzata con radiografiche stratificate del corpo nudo dello stesso Marcali, un corpo sollevato, leggero, appagato e sereno. “La memoria del dolore è il recipiente corporeo in grado di ospitare l’esperienza e restituirne la testimonianza, per trasmettere armonia attraverso la condivisione del dolore (Giancarlo Marcali) ”.
Il corpo e il dolore attraverso i secoli dal 9/19/13 al 10/27/13
in Via Vitani 31, Como

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Giuseppe Gonella - Involved - a cura di Pietro C. Marani e Carlo Sala

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Inaugurazione mostra 9/20/13 - Chiusura mostra 10/27/13 via luigi porro lambertenghi 6, milano

Giuseppe Gonella - Involved -
a cura di Pietro C. Marani e Carlo Sala

La Galleria Giovani Bonelli di Milano apre la stagione espositiva autunnale con Involved, mostra personale di Giuseppe Gonella curata da Pietro C. Marani e Carlo Sala, progetto che presenta un nutrito corpus di lavori frutto dell’ultimo anno di attività a Berlino tra cui un nucleo appositamente concepitoper l’esposizione milanese.La pittura dell’artista entra nel novero di quelle ricerche odierne che attribuiscono un nuovo senso alla figurazione attraverso una forte aderenza alle istanze del presente e con una personale matrice stilistica. Seppur dotate di spiccate qualità formali, le opere di Gonella non giungono mai ad una rappresentazione prettamente oggettiva. Gli aspetti iconici come figure ed elementi paesistici sono alternati da grandi lampi di colore e superfici astratte facendo convivere differenti modalità pittoriche che portano la composizione verso un senso evocativo e non semplicemente descrittivo.I dipinti di Gonella sono opere dai contorni visionari e senza tempo che non cercano una narrazione puntuale: un alternarsi di personaggi, oggetti e luoghi trasfigurati che in alcuni casi non sembrano avere coerenza tra loro. Questo perché ogni opera ha differenti piani di lettura in cui si fondono varie storiee accadimenti che nascondono delle suggestioni profonde. Cosa sta facendo la giovane ragazza accovacciata nel prato? Chi si cela nella tenda sovrastata da un cielo plumbeo?Che cosa sta bruciando il giovane protagonista dell’operaEr?L’artista non vuole creare delle vere narrazioni, perché sta a chi guarda l’opera scoprire le riflessioni che sono celate dietro le apparenze formali; nelle tele troviamo degli scenari che sanno affascinare lo spettatore che cercando delle risposte si immedesima (come suggerisce il titolo dell’esposizione è coinvolto) nelle atmosfere di queste trame volutamente incomplete.Le opere esposte in mostra infatti parlano della condizione umana portando sentimenti contrastanti che vanno dall’inquietudine alla speranza, dall’incertezza fino ad un senso di vitalità che emerge preponderante attraverso delle pennellate vigorose. In alcuni lavori è evidente una precarietà materiale ed emotiva delineata da orizzonti che non vogliono essere rassicuranti; ma anche scene con figure cariche di vitalitàe audacia proiettate nel futuro da tocchi cromatici vibranti. A ben vedere, l’essenza della pitturadi Giuseppe Gonella è la messa in scena di situazioni che pur stravolgendo la realtà sul piano compositivo, sanno esprimere fedelmente una essenza umana compositae portatrice di stati emotivi sfaccettati.Durante l’inaugurazione prevista per giovedì 19 settembre alle 18.30 verrà presentato il catalogo monografico con testi di Pietro C. Marani, Carlo Sala e Daniele Capra.inaugurazione giovedì 19 settembre ore 18.30la mostra è aperta da martedì a sabato ore 11.00 -19.00- lunedì su appuntamento.Per info: tel: 02 87246945 info@galleriagiovannibonelli.it www.galleriagiovannibonelli.it
Giuseppe Gonella - Involved - a cura di Pietro C. Marani e Carlo Sala dal 9/20/13 al 10/27/13
in via luigi porro lambertenghi 6, milano

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DALLA TERRA CON IL FUOCO IL MARTELLO E LA LIMA

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Inaugurazione mostra 7/28/13 - Chiusura mostra 10/27/13 Via Roma 17, Premana

DALLA TERRA CON IL FUOCO IL MARTELLO E LA LIMA

DALLA TERRA CON IL FUOCO IL MARTELLO E LA LIMA Mostra di manufatti artistici in ferro dal 28 luglio al 27 ottobreLa tradizione della lavorazione del ferro a Premana vista da una angolazione particolare. La vena artistica e delicata che esce da braccia vigorose use al ferro, al fuoco e al martello. Devozione e spirito religioso che hanno permesso, con elementi decorativi ispirati alla natura, con croci e inferiate, di decorare le chiese, le cappelle e le cime dei monti. Oggetti decorativi, suppellettili e lampadari, trofei e cornici, cancelli e porte e finestre realizzati nel corso del ‘900. Arte sacra e arte profana che racconta di uno stile di vita rigoroso e austero che tuttavia riusciva a esprimere il senso di bellezza in delicati boccioli di rosa e in piccole stelle alpine forgiate nel ferro. A disposizione al museo anche il catalogo fotografico con una selezione delle più importanti opere realizzate nel territorio. RISORSE ANIMALI Concorso fotografico "Animali della Montagna, una risorsa per il pianeta". Questo è il sottotitolo del concorso fotografico aperto fino al 8 settembre 2013 e realizzato in collaborazione con il MUU di Vendrogno e il Museo delle Grigne di Esino Lario.Il concorso è aperto a tutti, professionisti e non, bravi e meno bravi, adulti e bambini. Il tema: gli animali delle nostre montagne, domestici o selvatici, visti come risorsa (risorsa di lavoro, di cibo, di lana ma anche di divertimento, svago, compagnia, come risorsa naturale e quindi come bellezza del paesaggio…..). Le modalità di partecipazione, i recapiti di consegna delle foto e della scheda di iscrizione sono indicati nel regolamento. A Premana le foto in formato cartaceo 20X30 con la scheda di iscrizione possono essere consegnate al museo oppure ai consiglieri . Le foto in formato digitale vanno inviate all’indirizzo museo.premana@libero.it.
DALLA TERRA CON IL FUOCO IL MARTELLO E LA LIMA dal 7/28/13 al 10/27/13
in Via Roma 17, Premana

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RON MUECK, un'esposizione d'eccezione per la Fondation Cartier.

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Inaugurazione mostra 4/16/13 - Chiusura mostra 10/27/13 261, boulevard Raspail 75014 Paris

RON MUECK, un'esposizione d'eccezione per la Fondation Cartier.

RON MUECK Ron Mueck è stato invitato a presentare la sua nuova scultura presso la Fondation Cartier pour l'art contemporain dal 16 aprile al 27 ottobre 2013. Questa è la sua prima grande mostra in Europa dopo la mostra Fondation Cartier di grande successo del 2005. Oltre a sei importanti sculture recenti la mostra comprende tre prodotte appositamente per questo evento. Un nuovo film di registrare la loro creazione è stata fatta per l'occasione da Gautier Deblonde. Rivelare l'artista solitario al lavoro enfatizza ulteriormente la sensibilità e la potenza della scultura di Ron Mueck e mette in evidenza la sua particolare risonanza per il nostro tempo.Una mostra Ron Mueck è un evento raro. sede a Londra, Ron Mueck ha avuto mostre di grande successo in tutto il mondo, dal Giappone all'Australia, la Nuova Zelanda e Messico, ma gli spettacoli del suo nuovo lavoro in Europa non sono state frequenti le occorrenze. Mueck lavora lentamente nel suo piccolo studio di North London, rendendo il tempo stesso un elemento importante nel suo processo creativo. Le sue figure umane sono meticolosamente dettagliata, con sorprendenti cambiamenti di scala che li posto più lontano possibile dal realismo accademico come sono dalla pop art e iperrealismo.
RON MUECK, un'esposizione d'eccezione per la Fondation Cartier. dal 4/16/13 al 10/27/13
in 261, boulevard Raspail 75014 Paris

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Le Mummie di Roccapelago (XVI-XVIII sec.): vita e morte di una piccola comunità dell'Appennino modenese

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Inaugurazione mostra 5/25/13 - Chiusura mostra 10/27/13 Pievepelago (MO), località Roccapelago

Le Mummie di Roccapelago (XVI-XVIII sec.): vita e morte di una piccola comunità dell'Appennino modenese

Lo studio dei resti mummificati rivela curiosità, usi, abitudini, religiosità, malattie e costumi di una collettività montana tra il XVI e il XVIII secolo. Museo "Sulle orme di Obizzo di Montegarullo” e Chiesa della Conversione di San Paolodal 25 maggio al 27 ottobre 2013orari di apertura mostra:dal 25 maggio al 21 lugliosabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19dal 26 luglio fino al 1 settembretutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19settembre e ottobre: solo sabato e domenica, dalle 10.30 alle 12 e dalle 15 alle 17ingresso gratuitoal di fuori di questi orari, sono possibile aperture straordinarie su appuntamento chiamando il fisso 0536 71890 oppure il cellulare3293814897info mostra suhttp://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/roccapelago_2012.htmIniziative in programma nella Chiesa della Conversione di San Paolo, a Roccapelago, collegate alla mostra e promosse da Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, Associazione Pro-Rocca e Parrocchia di Roccapelago13 luglio 2013 ore 17ARCHEOLOGIA DELLA FEDE NEL MODENESE: DAI CONTESTI FUNERARI TARDO ANTICHI ALLA SCOPERTA DELLA CRIPTA CIMITERIALE DI ROCCAPELAGO (XVI-XVIII SEC.)Le indagini archeologiche condotte nell’ultimo decennio nel Modenese hanno restituito numerose testimonianze di devozione popolare (tombe di pellegrini, medagliette devozionali e una rara lettera di rivelazione trovata tra le mummie di Roccapelago) che saranno illustrate e commentate nel corso della conferenza.Relatore: Donato Labate, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna.20 luglio 2013 ore 17INCONTRO A ROCCAPELAGO “LE MUMMIE: STORIA E SUGGESTIONE DI UNA PICCOLA COMUNITÀ”L’evento alternerà parti più strettamente scientifiche con la recita di brani presi dai registri parrocchiali di Roccapelago; i diversi interventi tratteranno i temi più suggestivi, al fine di far meglio comprendere la struttura sociale e il modo di pensare degli abitanti di questo piccolo borgo dell’Appennino modenese. Sarà richiesto l’intervento attivo del pubblico nella ricostruzione storica e di vita della comunità.L’iniziativa è ideata dall’associazione Rocca et Labora. Ideazione del progetto, Vania Milani. Archeoantropologi: Mirko Traversari e Vania Milani. Artisti teatrali: Maria Grazia Biondi. Tutor della discussione logopedista: Annarosa Biondi. Fotografia scientifica: Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna, Archeologa Barbara Vernia. Fotografia video e assistenza tecnica: Massimo Tramontano, Annarosa Biondi, Simone Nicolini.27 luglio 2013 ore 20:30IN SCENA “VITA VISSUTA”Visita con voci narranti e letture. I dati acquisiti dagli antropologi e archeologi insieme ai dati storici saranno rappresentati in una atmosfera coinvolgente.L’iniziativa è stata ideata dall’associazione Rocca et Labora. Ideazione del progetto, Vania Milani. Testi scientifici: Mirko Traversari, Vania Milani. Voci narranti: Annarosa Biondi, Maria Grazia Biondi, Linda Mimma. Fotografia video e assistenza tecnica: Massimo Tramontano, Annarosa Biondi, Simone Nicolini20 agosto 2013 ore 17RELAZIONE "DALLO SCAVO ALLA MOSTRA "Dal fascino della scoperta al ritorno in cripta delle mummie. La proiezione di video e di immagini del territorio intorno a Roccapelago daranno il ritmo alla conversazione guidata dai relatori. Le importanti informazioni acquisite sui resti umani insieme ai reperti recuperati nello scavo con i corpi mummificati consentiranno una concreta riflessione sulla vita dei membri di questa comunità.Relatori: Mirko Traversari, Vania Milani, Thessy Schoenholzer NicholsL’iniziativa è stata ideata dall’associazione Rocca et Labora. Ideazione del progetto: Vania Milani. Artisti teatrali: Maria Grazia Biondi. Tutor della discussione logopedista: Annarosa Biondi. Fotografia video e assistenza tecnica: Massimo Tramontano, Annarosa Biondi, Simone Nicolini
Le Mummie di Roccapelago (XVI-XVIII sec.): vita e morte di una piccola comunità dell'Appennino modenese dal 5/25/13 al 10/27/13
in Pievepelago (MO), località Roccapelago

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Gracis: Un nuovo Spazio

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Inaugurazione mostra 9/26/13 - Chiusura mostra 10/26/13 Piazza Castello 16 Milano

Gracis: Un nuovo Spazio

Dopo oltre cinquant’anni in via San Simpliciano 6, a pochi passi da Brera il cuore artistico di Milano, la Galleria Gracis si sposta in piazza Castello 16, di fronte a uno dei simboli della città.L’evolversi del gusto e delle abitudini di vita, che hanno caratterizzato questi ultimi anni, si sono proiettati anche nel mercato dell’arte modificando regole, abitudini e “riti” . Un’istanza di novità che Pier Giorgio e Luca Gracis hanno fatto loro al punto di operare un cambiamento radicale: lasciare la visibilità delle vetrine per la riservatezza di uno spazio all’interno di un antico palazzo. Dalla destra di una caratteristica corte si accede al grande ambiente che abbraccia un delizioso giardino privato. I soffitti alti, la luce che proviente delle grandi finestre e la duttilità dello spazio fanno si che in galleria possano convivere la quotidiana attività di ricerca, studio e consulenza con eventi espositivi, rinnovando il percorso di mostre tematiche che prese avvio nel 1998 con “le ceramiche di Cristopher Dresser”, anticipando di ben quattro anni l’esposizione celebrativa in Triennale. Un modo differente di vivere l’attività di galleria antiquariale che offre l’opportunità di rispondere alle esigenze di appassionati e collezionisti con un lavoro più personalizzato e d’impronta internazionale che si realizza grazie all’interazione con l’attività londinese - mercato aggiornato e vivace - seguita da Luca per alcuni giorni la settimana.L’inaugurazione della nuova Galleria Gracis sarà l’occasione per esporre una selezione di arredi, oggetti e dipinti di assoluta rilevanza e rappresentativi degli interessi della galleria che spesso, sulla scia della vivacità culturale lungo cui si muove, guarda con interesse anche ad opere che valicano i confini dell’arte d’oltremanica
Gracis: Un nuovo Spazio dal 9/26/13 al 10/26/13
in Piazza Castello 16 Milano

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MAURIZIO CARIATI - Appunti di viaggio

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Inaugurazione mostra 9/26/13 - Chiusura mostra 10/26/13 Via della Palla 3, 20123 Milano

MAURIZIO CARIATI - Appunti di viaggio

Dopo la pausa estiva, la galleria Artespressione diretta da Paula Nora Seegy, riapre la stagione di esposizioni previste per il 2013/14 giovedì 26 settembre alle ore 18.00, con una particolarissima mostra a cura di Matteo Pacini intitolata “Appunti di viaggio”. Saranno presentati una serie di disegni a tecnica mista su carte di diverso genere, realizzati dall’artista calabrese Maurizio Cariati, noto ormai nel panorama dell’arte contemporanea degli ultimi anni per le sue tele “estroflesse”. Realizzate grazie all’inserimento di masse di schiuma poliuretanica tra il telaio e la tela (quasi sempre di juta), Cariati crea nelle sue opere personaggi bizzarri, tra il ritratto e la caricatura, di conoscenti, personaggi noti, animali, che sembrano voler fuoriuscire dalla tela, creando nello spettatore un misto tra curiosità e divertimento. Un divertimento apparente, che nasconde però il cinismo e la superficialità della società moderna, sopraffatta dalla voglia di un continuo raggiungimento della perfezione. La serie di disegni presentati in questa occasione, rappresenta una sorta di “excursus”, dove nessun filo logico lega tra loro schizzi di partenza per la realizzazione di opere estroflesse, semplici studi o opere a sé stanti. Il “viaggio” diventa un pretesto per annotare diverse situazioni e soggetti in qualsiasi momento, ma è soprattutto metafora del percorso professionale dell’artista, rappresentando quindi una sorta di diario nel quale Cariati ha immortalato impressioni e idee, che ora per la prima volta vengono presentati al pubblico in questo progetto espositivo. L’ARTISTA Maurizio Cariati nasce a Cosenza nel 1983. Compie gli studi presso l’istituto d’arte di Castrovillari con specializzazione nel settore metalli. Nel 2010 consegue il diploma di II livello in Arte Visive presso l’Accademia di Brera. All’età di 22 anni vince il Premio Celeste nella categoria studenti. Ha inizio la sua carriera artistica. Tra le sue mostre personali ricordiamo: una bi-personale con Enrico Baj alla Galleria Studio2 di Faenza, al Chiostrino di Sant’Eufemia a Como, alla Galleria Glauco Cavaciuti a Milano, alla Galleria GiaMaArt Studio di Vitulano (BN), e una bi-personale con Marco Grassi alla Loft Gallery di Corigliano Calabro (CS). Ha esposto in vari spazi pubblici e privati di rilievo tra i quali: Palazzo della Permanente e Palazzo Mezzanotte a Milano, Castello Estense a Ferrara, Palazzo dei Cartelloni e al Museo Marino Marini a Firenze, presso i Magazzini del Sale a Siena, la Fabbrica del Vapore e al Teatro Filodrammatici di Milano, al Consolato Italiano di Londra e al MACA - Museo Arte Contemporanea di Acri -, (Cs). Nel 2011 viene invitato alla 54°esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nella regione Calabria. Attualmente vive e lavora a Milano. VERNISSAGE giovedì 26 settembre, ore 18.00. Per info: www.artespressione.com; artespressione@gmail.com; pnseegy@artespressione.com; mpacini@artespressione.com; tel 3299648086. Orari: Mar/Sab h12 - 20
MAURIZIO CARIATI - Appunti di viaggio dal 9/26/13 al 10/26/13
in Via della Palla 3, 20123 Milano

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Dorothy Miller: Americans, 2063. Collection of the Museum of American Art, Berlin

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Inaugurazione mostra 9/19/13 - Chiusura mostra 10/26/13 P420, Piazza dei martiri 5/2, Bologna

Dorothy Miller: Americans, 2063. Collection of the Museum of American Art, Berlin

Inaugurazione sabato 21 Settembre 2013 dalle ore 18.00 alle ore 22.30  presso P420, p.zza dei martiri 5/2, 40121 bologna mostra visitabile da giovedi 19 Settembre apertura straordinaria domenica 22, 10.00-13.00 e 15.00-19.30 fino al 26 Ottobre 2013P420 espone una selezione di 14 dipinti provenienti dalla collezione del Museum of American Art (MoAA) di Berlino (inaugurazione sabato 21 Settembre ore 18.00 in p.zza dei martiri 5/2 a Bologna, mostra visitabile già da giovedi 19 Settembre in concomitanza con l’inaugurazione di Artelibro). Tali dipinti, realizzati in acrilico su tela da un artista sconosciuto, rappresentano le copertine dei cataloghi che hanno accompagnato le storiche mostre organizzate al MoMA di New York dalla curatrice Dorothy Miller. Tra i primi anni '40 e l'inizio degli anni '60 Dorothy Miller introdusse, per la prima volta, nel programma espositivo del MoMA e sotto la direzione di Alfred Barr, un vasto numero di artisti americani in una serie di mostre tra cui ricordiamo Americans (1942), 12 Americans (1956) e Americans 1963 (1963). Grazie ad un programma internazionale per la circolazione delle mostre che il MoMA aveva istituito anche con fondi privati, una delle mostre più note organizzate da Dorothy Miller, The new american painting (1958-59), approdò nei musei di otto diverse nazioni europee, con l’effetto di modificare radicalmente la conoscenza e la percezione della scena artistica americana da parte del Vecchio Continente, con l’ulteriore effetto di consolidare quanto proposto da Alfred Barr e Dorothy Miller come l’unica possibile Storia dell’Arte Moderna. I cataloghi di quelle mostre, simbolo di un preciso programma espositivo, attraverso i dipinti qui esposti che li rappresentano, diventano mostra essi stessi, innescando una processo di riflessione sulle dinamiche della Storia dell’Arte Moderna e sul concetto stesso di Arte.
Dorothy Miller: Americans, 2063. Collection of the Museum of American Art, Berlin dal 9/19/13 al 10/26/13
in P420, Piazza dei martiri 5/2, Bologna

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Il Novecento in “movimento”

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Inaugurazione mostra 9/14/13 - Chiusura mostra 10/26/13 Vicolo San Nicola 6

Il Novecento in “movimento”

A cura di Andrea Barretta Allestimento di Riccardo PrevostiIn mostra opere di: Franco Angeli, Carla Accardi, Arman, Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Corrado Cagli, Eugenio Carmi, Giuseppe Chiari, Antonio Corpora, Lucio Del Pezzo, Piero Dorazio, Sergio Fergola, Renato Guttuso, Ennio Morlotti, Bruno Munari, Achille Perilli, Armando Pizzinato, Mauro Reggiani, Mimmo Rotella, Giuseppe Santomaso, Mario Schifano, Giulio Turcato, Emilio Vedova.La mostra sintetizza la rilettura di un periodo di grande fermento artistico qual è stato quello della prima metà del Novecento, ovvero un’avventura tra le più interessanti dell’arte moderna, e rappresenta un’occasione per ritrovare i segni di quel linguaggio artistico avviato sulla distinzione tra “astratto e concreto”, negli stessi anni in cui sarà pubblicato a Milano il manifesto realista “Oltre Guernica” e a Roma quello del “Gruppo Forma 1”, mentre ancora a Milano nasceva il “Fronte nuovo delle arti”, e ancora dal “Gruppo degli Otto” al Gruppo 58, dal movimento dei “nucleari” al “Gruppo Origine” e a “Fluxus”, in uno spaccato di storia dell’arte che ancora oggi influenza l’arte contemporanea. L’esposizione accoglie una selezione di opere significative dei percorsi creativi degli artisti rappresentativi di quegli anni che suggerivano il rapporto dialettico fra loro pur in un contesto di ricerche diverse, fino a scoprire analogie e differenze sia in ambito nazionale che internazionale. Un omaggio ai protagonisti in un percorso nell’arte in “movimento” attraverso le esperienze dei più importanti “gruppi” di quegli anni, e un’occasione per ritrovare i segni di quel linguaggio artistico già avviato nel 1946 dal critico Lionello Venturi sulla distinzione tra “astratto e concreto”, lo stesso anno in cui sarà pubblicato a Milano il manifesto realista Oltre Guernica e l’anno dopo, a Roma, quello del Gruppo Forma 1 mentre ancora a Milano nasceva il Fronte nuovo delle arti, che aveva generato un confronto culturale in una stagione creativa importante quale fu quella degli anni del secondo dopoguerra. Lo facciamo con obiettiva lontananza dalle dottrine di allora, sicuri che l’arte non può che essere alimentatrice di cultura e di libertà di pensiero, e certi che la divisione tra realisti e astrattisti, anche se foriera di aspre controversie e accesi dibattiti e diktat non negoziabili imposti dal potere rappresentativo di quegli anni, fu comunque propositiva per un percorso creativo, al di là della stroncatura di Palmiro Togliatti, nell’ottobre del 1948, della mostra a Bologna organizzata da Forma 1 e dal Fronte nuovo delle arti: una raccolta di “cose mostruose”, ebbe a scrivere, di “orrori e scemenze”, di “scarabocchi”. La tendenza astratta portata avanti dal gruppo Forma 1 a Milano era motivata - oltre agli attriti con il figurativismo guttusiano - dall’esigenza di “parlare un linguaggio europeo” che - scrivono - li “costringe ad una chiara presa di posizione contro ogni sciocca e prevenuta ambizione nazionalistica e contro la provincia pettegola inutile qual é la cultura italiana odierna”, e proclamandosi all’inizio del manifesto “formalisti e marxisti”, affermavano l’essere convinti di poter conciliare la loro posizione politica e la scelta di una poetica non figurativa, in linea - appunto - con le esperienze europee ma soprattutto più vicino alla modernità che avanzava nella voglia di dimenticare i dolori della guerra. Il gruppo finirà per sciogliersi nel 1951 con la spaccatura tra realisti ed astrattisti, già con la partecipazione, nel 1950, di alcuni di loro alla Biennale di Venezia come ala non figurativa del Fronte Nuovo, e da qui, due anni dopo, Birolli, Corpora, Morlotti, Santomaso, Turcato e Vedova, emigrarono nel Gruppo degli Otto, sostenuto da Lionello Venturi e nato in opposizione al neorealismo, tra i primi a percepire la novità delle tematiche informali. L’anno dopo, sciolti gli Otto, ancora a Milano si costituisce il Movimento Nucleare fondato da Enrico Baj e Sergio Dangelo, che aveva come principale intenzione quella di studiare ed analizzare i rapporti tra scienza, arte e tecnologia. Per questi artisti essere nucleari significava essere uomini contemporanei e, affermando la loro attualità, il bisogno di prendere coscienza di un mondo in rapida trasformazione. Se l’impressionismo liberò la pittura dai soggetti convenzionali, e Cubismo e Futurismo – scrivevano i Nucleari - a loro volta hanno tolto l’imperativo della limitazione oggettiva, ecco l’Astrazione per fugare anche la pur minima intenzione o esigenza di rappresentazione, ma non basta ancora perché “l’ultimo anello di questa catena sta per essere oggi distrutto: noi Nucleari denunciamo oggi l’ultima delle convenzioni – lo stile”. A Milano, infatti, in settembre del 1957, un nutrito gruppo di artisti firmano il manifesto “Contro lo stile”, dove si dichiarava ufficialmente superato il Movimento Nucleare, e in cui s’intendeva contrastare e distruggere lo stile manieristico in pittura. Nel filone nucleare e nella ricerca di nuovi linguaggi nasce l’anno dopo a Napoli - nel 1958 - il Gruppo 58, che si colloca ancora, come per Baj e Dangelo, all’interno di una sperimentazione di provenienza surrealista e dadaista, nel tentativo di andare oltre i generi nell’arte. L’iniziativa fu di Colucci, già aderente alla Pittura Nucleare, con Lucio Del Pezzo, Di Bello, Sergio Fergola, Castellano, Persico e Palumbo. Arrivano, dunque, gli anni Sessanta che accentuerà l’esistenziale che non sarà mai un vero e proprio movimento d’arte ma un modo di essere. Arriva Fluxus, tra il 1961 e il 1962, con Giuseppe Chiari e gli altri componenti che univano l’arte visiva alla musica e alla poesia, con l’apertura a tutto e a tutti nell’intento di abolire i confini fra artista e arte, perché “l’artista non deve fare della sua arte una professione” e “tutto è arte e tutti possono farne. L’arte deve occuparsi di cose insignificanti, deve essere divertente, accessibile a tutti”. Andrea Barretta
Il Novecento in “movimento” dal 9/14/13 al 10/26/13
in Vicolo San Nicola 6

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“EXISTING IN COSTUME” CHAN-HYO BAE

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Inaugurazione mostra 9/17/13 - Chiusura mostra 10/26/13 Via Malaga, 4 Milano

“EXISTING IN COSTUME”
CHAN-HYO BAE

mc2gallery apre la stagione espositiva con la mostra di Chan-Hyo Bae, artista nato in Sud Corea, a Busan, nel 1975. Vive e lavora a Londra: come immigrato quindi, nella serie “Existing in Costume”, si traveste con costumi d'epoca e fotografa se stesso come membro (femminile) di una aristocrazia del XIII/XIX secolo inglese di fantasia o re-interpreta le favole più famose occidentali. I suoi autoritratti imitano le monarche inglesi e sono un lavoro sull’identità, il potere, la razza e la distinzione di classe.  Chan-Hyo Bae vuole scardinare i pregiudizi della cultura occidentale verso le altre culture: fin da bambini siamo abituati, attraverso le fiabe a individuare ruoli predefiniti, tra “vincitori” e vinti, buoni e cattivi, vinti e dominatori. Chan-Hyo Bae, attraverso il suo essere asiatico, crea un cortocircuito nel riconoscimento dei protagonisti a partire dalle fiabe più note (Cinderella o La bella la e la bestia).   “Il tentativo di diventare British è per me come un bambino che cerca di vestirsi come un adulto”, dice.  Chan-Hyo Bae cerca di diventare British proprio come un bambino finge di essere sua madre, di vestire i suoi abiti, usando i suoi cosmetici. Anche se i vestiti della madre non sono adatti per un bambino, lui cerca di esprimere la sua esistenza come un'altra persona. Una forte affermazione di identità, per chi da immigrato cerca una prova del proprio esistere nel mondo con il tentativo di essere accettato da una cultura che non gli appartiene. Un lavoro estetico e divertente che nasconde profondità e tematiche forti, sussurrate e nascoste dietro il trucco dei perfetti set che Chan-Hyo ricrea per i suoi scatti. Opening: Martedì 17 settembre 2013 ore 18.30; sarà presente l'artista. mc2 Gallery, Metro Linea 2 Verde: stop Romolo/P.ta Genova + bus 47/74 stop: P.za Bilbao. Filobus 90/91: Fermata Esselunga Cassala Per info: Tel/fax +39 0287280910 Email: mc2gallery@gmail.com Web: www.mc2gallery.com
“EXISTING IN COSTUME” CHAN-HYO BAE dal 9/17/13 al 10/26/13
in Via Malaga, 4 Milano

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Mostra "TRAME"

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Inaugurazione mostra 9/14/13 - Chiusura mostra 10/26/13 Basilica di Santa Maria Maggiore, Piazza Vecchia, 24129 Bergamo

Mostra

La mostra "TRAME", curata da Massimo Minini, Stefano Raimondi e Mauro Zanchi, rappresenta un omaggio a Seth Siegelaub, uno dei padri dell'arte concettuale, recentemente scomparso. La parola "Trame" fa riferimento ai preziosi arazzi presenti in Basilica rappresentanti scene della Vita di Maria. Arazzi che dialogano, qui, con tessuti, provenienti dalle più diverse aree geografiche, libri, documenti e le numerose opere realizzate da artisti nazionali e internazionali come Ghada Amer, Stefano Arienti, Daniel Buren, Letizia Cariello, Jota Castro, Diego Esposito, Jan Fabre, Silvye Fleury, Alberto Garutti, Giorgio Griffa, Hans-Petr Feldmann, Eva Marisaldi, Mathieu Mercier, Sabrina Mezzaqui, Gerwald Rockenschaub, Sabrina Torelli, Lyn Umlauf, Cosima von Bonin. Il mezzo in questione è stato riutilizzato, reinventato in molteplici modi a conferma della straordinaria vicinanza che da sempre le superfici tessili hanno con le differenti necessità delle popolazioni di ogni tempo: il tappeto degli imperatori, i corredi da sposa, gli abiti per la nascita e per la morte, le decorazioni della tavola e del pavimento, vestiti, ornamenti e parati sacri. L'inaugurazione avverrà sabato 14 alle 11. Orari: Venerdì e Domenica 15.00 -- 18.00 Sabato 11.00 -- 13.00 / 15.00 -- 18.00 Altri giorni solo su appuntamento
Mostra "TRAME" dal 9/14/13 al 10/26/13
in Basilica di Santa Maria Maggiore, Piazza Vecchia, 24129 Bergamo

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EXHISTING IN COSTUME CHAN HYO BAE

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Inaugurazione mostra 9/17/13 - Chiusura mostra 10/26/13 Via Malaga 4, Milano

EXHISTING IN COSTUME
CHAN HYO BAE

Da martedì 17 settembre Mc2gallery apre la stagione espositiva con la mostra di Chan-­‐Hyo Bae. Nato nel 1975 nel Sud Corea, da anni vive e lavora a Londra, nella serie presentata “Existing in Costume” si traveste con costumi d'epoca e fotografa sè stesso come membro (femminile) di una aristocrazia del XIII/XIX secolo inglese di fantasi o come uno dei protagonisti delle favole più note idi stampo occidentale. Attraverso questo gioco iconografico che crea quasi un cortocircuito percettivo, Chan-­‐Hyo Bae vuole far rifelettere sui concetti di identità, razza e potere. Un lavoro estetico e divertente che nasconde profondità e tematicheforti, sussurrate e nascoste dietro il trucco dei perfetti set che l'artista ricrea per i suoi scatti.
EXHISTING IN COSTUME CHAN HYO BAE dal 9/17/13 al 10/26/13
in Via Malaga 4, Milano

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CINDERELLA© Chan Hyo Bae / mc2gallery Milan"Exhisting in Costume" Chan Hyo Bae

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Inaugurazione mostra 9/17/13 - Chiusura mostra 10/26/13 Via Malaga, 4

CINDERELLA© Chan Hyo Bae / mc2gallery Milan

Mc2gallery apre la stagione espositiva con la mostra di Chan-Hyo Bae. Artista nato a Busan, in Sud Corea, vive e lavora a Londra. Questa compresenza di culture, vissuta con l'occhio dello straniero, dell'extra (inteso nel senso di fuori, quasi border) viene rappresentata nella serie "Existing in Costume”, attraverso il travestimento.La diversità e la lontananza provata sulla propria pelle viene annullata nel passato attraverso delle fotografie che lo ritraggono, vestito con costumi d'epoca, come membro femminile di spicco di un'antica e immaginaria aristocrazia inglese (dal XIII secolo in poi) o interprete principale di famose favole occidentali. La cultura, diversa nella quotidianità, può essere superata attraverso un passato vissuto come punto di contatto nella comunicazione con l'altro, attraverso cui tentare una conciliazione e una reciproca accettazione.Opening: Martedì 17 settembre 2013 ore 18.30 - sarà presente l'artista
CINDERELLA© Chan Hyo Bae / mc2gallery Milan"Exhisting in Costume" Chan Hyo Bae dal 9/17/13 al 10/26/13
in Via Malaga, 4

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MAURIZIO CARIATI - Appunti di viaggio

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Inaugurazione mostra 9/26/13 - Chiusura mostra 10/26/13 Via della Palla 3, Milano

MAURIZIO CARIATI - Appunti di viaggio

Dopo la pausa estiva, la galleria Artespressione diretta da Paula Nora Seegy, riapre la stagione di esposizioni previste per il 2013/14 giovedì 26 settembre alle ore 18.00, con una particolarissima mostra a cura di Matteo Pacini intitolata “Appunti di viaggio”. Saranno presentati una serie di disegni a tecnica mista su carte di diverso genere, realizzati dall’artista calabrese Maurizio Cariati, noto ormai nel panorama dell’arte contemporanea degli ultimi anni per le sue tele “estroflesse”. Realizzate grazie all’inserimento di masse di schiuma poliuretanica tra il telaio e la tela (quasi sempre di juta), Cariati crea nelle sue opere personaggi bizzarri, tra il ritratto e la caricatura, di conoscenti, personaggi noti, animali, che sembrano voler fuoriuscire dalla tela, creando nello spettatore un misto tra curiosità e divertimento. Un divertimento apparente, che nasconde però il cinismo e la superficialità della società moderna, sopraffatta dalla voglia di un continuo raggiungimento della perfezione. La serie di disegni presentati in questa occasione, rappresenta una sorta di “excursus”, dove nessun filo logico lega tra loro schizzi di partenza per la realizzazione di opere estroflesse, semplici studi o opere a sé stanti. Il “viaggio” diventa un pretesto per annotare diverse situazioni e soggetti in qualsiasi momento, ma è soprattutto metafora del percorso professionale dell’artista, rappresentando quindi una sorta di diario nel quale Cariati ha immortalato impressioni e idee, che ora per la prima volta vengono presentati al pubblico in questo progetto espositivo.
MAURIZIO CARIATI - Appunti di viaggio dal 9/26/13 al 10/26/13
in Via della Palla 3, Milano

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PAULA NORA SEEGY presentaMAURIZIO CARIATI appunti di viaggioa cura di MATTEO PACINI

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Inaugurazione mostra 9/26/13 - Chiusura mostra 10/26/13 Via della Palla 3, Milano

PAULA NORA SEEGY
presentaMAURIZIO CARIATI
appunti di viaggioa cura di
MATTEO PACINI

La galleria Artespressione espone nei suoi spazi Maurizio Cariati e i suoi “Appunti di viaggio”, (a cura di Matteo Pacini). Questo artista è noto al pubblico per i suoi disegni “estroflessi”, realizzati grazie all’inserimento di masse di schiuma poliuretanica tra il telaio e la tela (quasi sempre di juta), poi trasposti su diversi tipi di carta; questo procedimento permette di creare dei personaggi quasi tridimensionali che si avvicinano con fare scherzosamente serio allo spettatore in una sorta di reciproca invasione dello spazio. Il titolo lascia già intendere come questa esposizione sia un excursus della carriera dell'artista, dallo studio alla realizzazione dell'opera estroflessa, tra impressioni, ritratti e caricature e satire di personaggi particolari e curiosi, che diventano il mezzo per esprimere il cinismo della società contemporanea, dimentica dei veri valori della bellezza e completamente immersa nello strenuo tentativo di raggiungere un'ideale perfezione. Il “viaggio” diventa un pretesto, una sorta di annotazione estemporanea che diventa un passepartout per accusare, impressionare, divertire ma anche ridere, della società. Inaugurazione: giovedì 26 settembre alle ore 18.00
PAULA NORA SEEGY presentaMAURIZIO CARIATI appunti di viaggioa cura di MATTEO PACINI dal 9/26/13 al 10/26/13
in Via della Palla 3, Milano

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Risus omnia vincit

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Inaugurazione mostra 9/25/13 - Chiusura mostra 10/25/13 via Margutta 118 Roma

Risus omnia vincit

risus omnia vincit personale di Blue and Joy galleria Federica Ghizzoni di Milano testo critico di Francesca Barbi Marinettil’arte sposa la solidarietà in un percorso ironico e giocoso di quadri, mosaici, dischi e piatti del “non ricordo” a sostegno della Onlus Emergenza Sorrisi.Ancora una volta l’arte sposa la solidarietà e da questo sodalizio nasce la mostra “RISUS OMNIA VINCIT”, un evento benefico dedicato all’associazione Emergenza Sorrisi. Protagoniste dell’esposizione sono le opere del celebre duo artistico “Blue and Joy” (Fabio La Fauci 1977 e Daniele Sigalot 1976). Il progetto "Blue and Joy", nato nel 2005 con la prima esposizione a Barcellona, ruota intorno ai due pupazzi Blue e Joy e le loro scoraggianti avventure e si sviluppa attraverso media distinti, che vanno dalla pittura, alla scultura, agli allumini, fino ai mosaici, per poi estendersi al mondo dell'editoria e a quello del digitale. Blue and Joy sono due pupazzi, ed esprimono fisicamente il contrario di ciò che provano: Blue, nonostante la sua lacrima ed il cuore spezzato, è la creatura più felice al mondo; Joy al contrario, con le sue braccia al cielo e il sorriso perenne, è il pupazzo più triste che puoi incontrare
Risus omnia vincit dal 9/25/13 al 10/25/13
in via Margutta 118 Roma

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"Garum, Mercato Ittico Antico" alla Milano Food Week

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Inaugurazione mostra 5/17/13 - Chiusura mostra 10/25/13 via Brera 30, Milano

Johnny Hermann e Chiara Mauri presentano, in occasione della Milano Food Week 2013, le opere della collezione "Garum, Mercato Ittico Antico". Un serie di installazioni composte da 42 elementi, tra tentacoli, pesci, seppie, calamari e clupeiformi, realizzati in legno grezzo e uncinetto, che riproducono un antico mercato ittico, dall’atmosfera surreale. L'opera è stata presentata anche durante la settimana del Salone del Mobile.
"Garum, Mercato Ittico Antico" alla Milano Food Week dal 5/17/13 al 10/25/13
in via Brera 30, Milano

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Bestiario contemporaneo. Fra arte e scienze, artisti italiani dalla collezione ACACIA

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Inaugurazione mostra 5/31/13 - Chiusura mostra 10/24/13 Sestiere Santa Croce, 1730, 30135 Venezia ‎

Bestiario contemporaneo.
Fra arte e scienze,
artisti italiani dalla collezione ACACIA

a cura di Gemma De Angelis Testa e Giorgio Verzotti 31 maggio – 24 ottobre 2013Prosegue a Venezia fino al 24 ottobre presso il Museo di Storia Naturale la spettacolare mostra “Bestiario contemporaneo. Fra arte e scienze, artisti italiani dalla collezione ACACIA” a cura di Gemma De Angelis Testa e Giorgio Verzotti, con la direzione scientifica di Gabriella Belli.La rassegna rientra nell'ambito del programma Muve Contemporaneo – che la Fondazione Musei Civici di Venezia ha programmato in occasione della Biennale Internazionale d’Arte 2013 – in collaborazione con l’Associazione ACACIA.In esposizione, circa trenta lavori di 15 artisti contemporanei italiani istituiscono un dialogo fra la collezione permanente di reperti di scienze naturali e le opere d’arte attuali, realizzate con diversi linguaggi: pittura, scultura, fotografia, video ed installazioni.Percorrendo le sale del museo si procede verso un continuo confronto tra passato e presente, il cui accostamento genera interesse e meraviglia.Gli artisti in mostra: Mario Airò, Rosa Barba, Vanessa Beecroft, Gianni Caravaggio, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Lara Favaretto, Francesco Gennari, Sabrina Mezzaqui, Marzia Migliora, Adrian Paci, Paola Pivi, Luca Trevisani, Nico Vascellari e Francesco Vezzoli, sono accomunati dall’amore e dalla curiosità per la natura e dei suoi processi, in una tensione che conduce alla riflessione, alla provocazione, all’ironia.Di forte impatto è l’opera di Vanessa Beecroft White madonna with twins, una Madre Natura che nutre e protegge i suoi figli al di là delle differenze del colore della pelle, della collocazione geografica e delle origini culturali o religiose, dove è evidente il richiamo alla forza generatrice della maternità e dell’origine africana della specie umana. Altre immagini fotografiche si scorgono nelle sale fra cui quelle di Adrian Paci e di Paola Pivi: lo scatto di Paci ritrae il cammino parallelo delle gambe nude di una donna e di un cavallo, a simboleggiare l’indagine del rapporto tra arte e natura; una metafora della cultura, che spogliata di qualsiasi artificio, ritorna alla purezza incontaminata del mondo naturale. Paola Pivi propone invece un’immagine dalla forte carica ironica attraverso l’accostamento irrazionale di latitudini e habitat: due zebre sono state portate su una montagna innevata, fotografate ed esposte nella Galleria dei Cetacei, creando così un senso di disorientamento.Sono “bestie” anche i protagonisti del lavoro di Maurizio Cattelan Love saves lifes (I musicanti di Brema), che ben si integra nella Collezione De Reali, dove s’incontrano animali impagliati: l’opera allude a un atto di rivolta, alla possibilità di salvezza grazie all’amore.Una simile chiave di lettura si ritrova nel video di Sabrina Mezzaqui Case Gialle, che collocato accanto agli animali imbalsamati apre uno squarcio di vita grazie a uno stormo di rondini che si muove in una danza delicata e poetica. Sempre di Mezzaqui colpisce l’installazione Mettere a dimora… dove un dizionario aperto su lemma pianta-piantare circondato da illustrazioni di fiori e piante, che occupano liberamente vetrine e pareti, esprimono l’importanza del rispetto della natura, della sua protezione e conservazione.Tra i volatili catturano l’attenzione le due luminosissime formiche alate di Marzia Migliora che, ispirandosi alle formiche volanti del nord Africa prive di vista, le riscatta dalla cecità realizzandole in neon. L’opera evoca inoltre individui cooperanti in comunità solidali e industriose.Perfettamente inserite tra i reperti di pietra del percorso paleontologico sono due opere di Francesco Gennari: Microcosmo, una zolla di terra dorata che l’artista ha adibito ad abitazione di un verme e di un ragno, e Mausoleo per un verme, fotografia che ritrae un inconsueto monumento funebre realizzato con legno, meringhe e zucchero, dove è stato inserito un verme. ­­­­­Colors Clocks è la scultura di Rosa Barba che conduce nella sala in cui sono esposti reperti etnografici raccolti da Giovanni Miani, esploratore veneziano che tra il 1859 e il 1861 compì due spedizioni alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Questa bizzarra macchina del tempo, nella quale l’ingranaggio è costituito da una pellicola filmica, porta indietro di quasi due secoli e fa rivivere un tempo passato.Le meravigliose avventure di Miani in terre sconosciute e la geografia dei luoghi, sono fortemente in relazione con il lavoro pittorico di Roberto Cuoghi, una serie di mappe sovrapposte in cui i profili dei continenti, in continuo movimento e mutamento, non coincidono a causa di errori interpretativi, che sottolineano la difficoltà di una conoscenza univoca del pianeta Terra nel tempo.Anche Luca Trevisani si sofferma sui concetti di tempo e movimento come si evince da Partire dall’acqua, dove una bolla di resina racchiude e blocca in posizione orizzontale una clessidra, impedendo alla sabbia rosa di scorrere e quindi metaforicamente al tempo di fluire.Nella sala dedicata al “ciclo della vita” Francesco Vezzoli ne mostra tutte le fasi, compresa la morte, con l’installazione Flower Arrangement (Homage to Bruce Nauman): un mazzo di rose rosse naturalmente sfioriscono accanto a un pannello con fotografie che raccontano il loro percorso vitale.ACACIA è un’associazione privata, da anni attenta ai problemi culturali del nostro Paese; la promozione ed il sostegno dell’arte e del lavoro di giovani artisti italiani sono tra gli scopi principali dell’associazione che lavora alla creazione di una collezione di opere d’arte contemporanea italiana. Oggi l’impegno pubblico di ACACIA si sposa con le proposte della Fondazione dei Musei Civici di Venezia, diretta da Gabriella Belli, particolarmente attenta alla collaborazione tra pubblico e privato, capace di valorizzare le reciproche eccellenze e peculiarità.INFORMAZIONI GENERALI Sede Museo di Storia Naturale, Santa Croce 1730, Venezia Vernice stampa 29, 30 e 31 maggio dalle 10.00 alle 17.00 Inaugurazione 29 e 30 maggio dalle 10.00 alle 17.00 (ingresso esclusivamente su invito, fino a esaurimento dei posti disponibili) Apertura al pubblico 31 maggio – 24 ottobre 2013 Orario 10.00 - 18.00 (biglietteria 10.00 – 17.00) chiuso il lunedì BIGLIETTI Intero: 8 € Ridotto: 5,50 € Ragazzi da 6 a 14 anni; studenti dai 15 ai 25 anni*; accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi o studenti; cittadini oltre 65 anni; personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali*; titolari di Carta Rolling Venice; soci F.A.I.*Gratuitoresidenti e nati nel Comune di Venezia; membri I.C.O.M.; bambini da 0 a 5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici* che accompagnino gruppi; 1 gratuità ogni 15 biglietti previa prenotazione; titolari MUVE Friend CardOfferta Scuola: 4 € a persona(valida nel periodo 1 settembre – 15 marzo): per classi di studenti di ogni ordine e grado accompagnate dai loro insegnanti con elenco dei nominativi compilato dall’Istituto di appartenenza*è richiesto un documentoINFORMAZIONI nat.mus.ve@fmcvenezia.it info@fmcvenezia.it call center 848082000 (dall’Italia) +3904142730892 (dall’estero) PRENOTAZIONI nat.mus.ve@fmcvenezia.it call center 848082000 (dall’Italia) +3904142730892 (dall’estero)FBwww.facebook.com/visitmuveTwitterwww.twitter.com/visitmuve_enDownload immagini su visitmuve.it(seguendo il percorso: home-page - ufficio stampa, in basso a ds – press area)Condividi: Twitter FacebookUfficio stampa per AcaciaIrma Bianchi ComunicazioneTel. 02 8940 4694 r.a. - info@irmabianchi.ittesti e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it
Bestiario contemporaneo. Fra arte e scienze, artisti italiani dalla collezione ACACIA dal 5/31/13 al 10/24/13
in Sestiere Santa Croce, 1730, 30135 Venezia ‎

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Out Of Work

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Inaugurazione mostra 9/22/13 - Chiusura mostra 10/22/13 Via Benaco 1, Milano

Out Of Work

A cura di: Costanza Barbera – Michela Clerici - Lorenzo PeroniOut of Work, in collaborazione con il Circolo Arci Ohibò di Milano, presenta dal 22 settembre al22 ottobre 2013, una collettiva di artisti italiani che mette in evidenza un problema dei nostritempi: la situazione lavorativa dei giovani.Il percorso espositivo, attraverso il linguaggio dell’Arte, diventa uno strumento di indagine diquesta realtà tra disoccupazione, precariato e assenza di prospettive.Pittura, fotografia e illustrazione grafica si incontrano per mantenere viva l’attenzione e offrirenuova occasione di riflessione sull’argomento.Accompagnerà la serata d’inaugurazione il gruppo musicale Velvetnojazz.Sempre negli spazi di via Benaco il 15 settembre 2013, l’esposizione sarà anticipata dallaproiezione, per la prima volta a Milano, de La Ballata dei Precari, commedia indipendente di SilviaLombardo, web editor e documentarista, da anni attenta e sensibile al mondo del precariato.Artisti in mostra: Claudio Asile, Francesca Barichello, Pietro Baroni, Daniele Desperati,Fra.Biancoshock, Valeria Mottaran, Francesco Speranza, Alessandro Vinci, Giulio Zanet.La Ballata dei Precari15 settembre, h 19.30ingresso libero con tessera Arci*Associazione Culturale OhibòVia Benaco n. 1, 20139 – Milano02.39468399www.associazioneohibo.itOut Of Work+39 331 8577718outofworkmilano@gmail.com
Out Of Work dal 9/22/13 al 10/22/13
in Via Benaco 1, Milano

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Il ritratto e l’incomunicabilità di oggi Mostra d’Arte Contemporanea

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Inaugurazione mostra 5/10/13 - Chiusura mostra 10/20/13 Via Giorgio Pallavicino 29 20145 Milano

Il ritratto e l’incomunicabilità di oggi
Mostra d’Arte Contemporanea

Al via la prima edizione della mostra d’arte contemporanea che si svolgerà dal 5 al 20 ottobre in concomitanza della Giornata Internazionale del Contemporaneo nella cornice novecentesca della Galleria Spazio Museale Sabrina Falzone di Milano. Il progetto espositivo prevede un programma poliedrico che spazia dalla sperimentazione con materiali di reitero, tra i quali frammenti plastici, alla grafica sino alle più sofisticate tecniche pittoriche della ricerca contemporanea e del Design. Per l’occasione della nona Giornata del Contemporaneo esporranno dieci artisti, tra i quali Milvia Bortoluzzi, Laura Allori, Tiziana Rufo, Giancarlo Delmastro, Paola Gentile ed Elisabeth Cyran. Dal 5 ottobre alle ore 18 nello spazio museale milanese sarà possibile ammirare l’autoritratto di Bruno Carati, lavoro giovanile del maestro lombardo, che sarà esposto prossimamente anche al Palazzo del Louvre di Parigi nelle sale del Carrousel. Si potranno altresì osservare i disegni di Cesare Maremonti unitamente alla realizzazione di una seduta sui generis. Dulcis in fundo, il percorso espositivo culminerà con le opere d’arte di Gianfranco De Palos tratte dal ciclo pittorico “Catrame” e con quelle figurative ad elevato contenuto sociale di Maria Franca Grisolia. Un’esposizione da non perdere. Espongono gli artisti: LAURA ALLORI MILVIA BORTOLUZZI BRUNO CARATI ELISABETH CYRAN GIANFRANCO DE PALOS GIANCARLO DELMASTRO PAOLA GENTILE MARIA FRANCA GRISOLIA CESARE MAREMONTI TIZIANA RUFOOrari di apertura: mart-ven h.16-19; sabato h.10-12 - Chiuso lunedì e festivi. Ingresso gratuito. Per info: www.galleriasabrinafalzone.com; mostre@sabrinafalzone.info
Il ritratto e l’incomunicabilità di oggi Mostra d’Arte Contemporanea dal 5/10/13 al 10/20/13
in Via Giorgio Pallavicino 29 20145 Milano

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Fotografia e Videoarte entrano al Palazzo delle Arti di Paternò.

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 10/20/13 Via Gancia 1, Paternò

Fotografia e Videoarte entrano al Palazzo delle Arti di Paternò.

Fotografia e Videoarte entrano al Palazzo delle Arti, Paternò dal 28 di Settembre al 20 di OttobrePresso il Palazzo delle Arti di Paternò, il 28 Settembre alle ore 18:30, sarà inaugurata la mostra “Spazio creativo e territorio da salvaguardare”. 110 artisti italiani e stranieri, attraverso la videoarte e la fotografia approfondiscono, in un unico archetipo, il tema dello spazio, inteso nella sua valenza creativa, territoriale, intima e sociale. “Spazio creativo e territorio da salvaguardare” coniuga l'arte con importanti iniziative sociali ed ambientali infatti durante i 22 giorni dell'evento, su prenotazione, sarà possibile partecipare a workshops di fotografia, arte, videoarte, teatro e benessere psicofisico. Il fiore all'occhiello della mostra è offerto dal sostegno collaborativo dell'Artprotacheles di Berlino, che offre ad un solo vincitore artista una residenza artistica dove è possibile risiedere presso gli spazi del Tacheles, vivere la città, contaminare e farsi contaminare dall'arte contemporanea. La votazione dell'opera sarà espressa dal pubblico visitante la mostra e dalla giuria artistica che ha selezionato le opere L'evento è organizzato dall'Associazione Ideattiva, in collaborazione con il Comune di Paternò, sarà aperto al pubblico, gratuitamente, dal 28 di Settembre al 20 di Ottobre 2013, presso il Palazzo delle Arti, via Gancia n.1, Paternò, (Ct). Per maggiori dettagli è possibile consultare il sito: www.associazioneideattiva.it Per partecipare ai workshop è necessario prenotare contattando il numero +39 3472172741.
Fotografia e Videoarte entrano al Palazzo delle Arti di Paternò. dal 9/28/13 al 10/20/13
in Via Gancia 1, Paternò

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Spazio creativo e territorio da Salvaguardare mostra internazionale di fotografia e videoarte

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 10/20/13 Via Gancia 1, Paternò

Spazio creativo e territorio da Salvaguardare
mostra internazionale di fotografia e videoarte

Si inaugura il 28 Settembre alle ore 18:30, presso il Palazzo delle Arti di Paternò (ex Ospedale S.S. Salvatore), “Spazio creativo e territorio da salvaguardare”. 110 artisti italiani e stranieri, attraverso la videoarte e la fotografia, approfondiscono il tema dello spazio, inteso nella sua valenza creativa, territoriale, virtuale e intima. La mostra è curata da Giuseppina Radice e Daniela Aquilia, ideata da Rosario di Benedetto, organizzata dall'Associazione Ideattiva, in collaborazione con il Comune di Paternò e l'Accademia di Belle Arti di Catania. Il giorno dell'inaugurazione saranno presenti il Sindaco di Paternò, prof. Mauro Mangano; i curatori e l'ideatore dell'evento gli artisti in mostra; l'Associazione Vivisimeto con spettacoli teatrali e musicali. Molteplici iniziative renderanno “Spazio creativo e territorio da salvaguardare” centro nevralgico dell'arte contemporanea durante i 22 giorni dell'evento: workshop di alfabetizzazione all'Arte Contemporanea, a cura di Giuseppina Radice; incontro di video arte, a cura del collettivo Maria Helene Bertino, canecapovolto, Alessandro Gagliardo; workshop intensivo di teatro, a cura di Saverio Deodato; workshop di fotografia, a cura di Marcello Trovato; workshop sul benessere psicofisico, curato da Lilia Di Rosa. L'Associazione Artprotacheles di Berlino propone una residenza artistica all'artista vincitore del concorso artistico. L'opera vincitrice dovrà confrontarsi sia con il giudizio tecnico/artistico della giuria, sia con il giudizio estetico ed emozionale del pubblico. A conclusione della mostra, presso il Centro Espositivo Palazzo delle Arti di Paternò, via Gancia 1, sarà reso noto l'artista vincitore del concorso.L'Associazione Ideattiva ringrazia il Comune di Paternò; l'Accademia di Belle Arti di Catania; il partner dell'evento, Radio Acicastello Rete Radio Network; i collaboratori, Arteggiarsi, Contanimare, Disenò social, Fondo Siciliano per la Natura, Officina fotografica, Prampolini. Le riviste Ok arte, Cu.sp.ide magazine, Incontri, l'Alba periodico. Gli Sponsor: Sell and rent Car, Gioielleria Distefano, Punto sole Giorgio, Bar Picà, La scuola guida La RoccaArtisti invitati Antonello Arena, Carmelo Bongiorno, collettivo "Canecapovolto”, Carmen Cardillo, Alessandro Gagliardo, Vittorio Graziano, Alessandra Lanese, Giuseppe Leone, Carmelo Mangione, Carmelo Nicosia, Massimo Rossi. Sezione fotografi ammessi Maria Clara Anicito, Daniele Brancato, Raffaele Cabras, Marco Caterini, Caterina Cavedoni, Domenico Cipollina, Stefano Cirillo, Luca Condorelli, Antonio Contoli, Aniello Coppola, Carla Cuomo, Arianna De Vita, Stefania Di Filippo, Verdiana Di Franco, Massimo Di Rocco, Giusanna Di Stefano, Jakob Fabien, Sergio Giannotta, Paola Guerra, Salvatore Gulino, Catherine Holmes, Giancarlo Kutrona, Daniela Lorefice, Ruxandra Lupu, Gianni Mazzesi, Janila Mezzatesta, Laura Migliano, Samuele Mollo, Dario Nanì, Danilo Nicolosi, Caterina Nuitta, Filippo Papa, Simone Pastore, Ilaria Piccardi, Maja Pilati, Francesca Privitera, Irene Puglisi, Riccardo Puglisi, Roberta Ragusa, Edoardo Romagnoli, Laura Romagnoli, Alessandro Romeo, Lopez Maria Josè Romero, Francesco Romoli, Sara Russo, Clara Saitta, Andrea Silva, Marcello Trovato. Sezione video ammessi Gabriele Abbruzzese, Marco Cangelosi, Angelo Carmisciano, Marco Contino, Stephen Copland, Valentina Costa, Flavia Dalila D'amico, Jessica Houston, Raj Jawa, Sophie Le Meillour, Alberto Magrin, Fred Maes, Libera Mazzoleni, Joào Meirinhos, Laura Migliano, Marco Noto, Gerdi Patanaj, Gabriele Rebagliati, Sergi Rubiò, Celestino Sousa Sebastiao, Gregorio Sgarra, Laura Troiano, Vedi Tu, Amalia Teresa Violi, Juan Carlos Zaldivar, Zongliang Fang. Per maggiori informazioni all'evento è possibile telefonare ad Ideattiva al numero 3471960796 , inviare una mail a ideattiva.catania@mail.com o consultare il sito: www.associazioneideattiva.it. Per info e prenotazione workshops contattare inviare una mail a segreteria.ideattiva@gmail.con o contattare al numero 3472172741
Spazio creativo e territorio da Salvaguardare mostra internazionale di fotografia e videoarte dal 9/28/13 al 10/20/13
in Via Gancia 1, Paternò

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Fotografia e Videoarte entrano al Palazzo delle Arti, Paternò

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 10/20/13 Via Gancia 1, Paternò

Fotografia e Videoarte entrano al Palazzo delle Arti, Paternò

Fotografia e Videoarte entrano al Palazzo delle Arti, Paternò dal 28 di Settembre al 20 di OttobrePresso il Palazzo delle Arti di Paternò, il 28 Settembre alle ore 18:30, sarà inaugurata la mostra “Spazio creativo e territorio da salvaguardare”. 110 artisti italiani e stranieri, attraverso la videoarte e la fotografia approfondiscono, in un unico archetipo, il tema dello spazio, inteso nella sua valenza creativa, territoriale, intima e sociale. “Spazio creativo e territorio da salvaguardare” coniuga l'arte con importanti iniziative sociali ed ambientali infatti durante i 22 giorni dell'evento, su prenotazione, sarà possibile partecipare a workshops di fotografia, arte, videoarte, teatro e benessere psicofisico perché anche quest'ultimo è argomento da porre sotto i riflettori della società per la crescita sana di un paese. Il giorno dell'inaugurazione saranno presenti il Sindaco di Paternò, Prof. Mauro Mangano;i curatori dell'evento, Prof. Giuseppina Radice e Dott.ssa Daniela Aquilia; l'Ideatore del progetto, Rosario Di Benedetto, gli artisti in mostra; l'Associazione Vivisimeto, che intratterrà il pubblico con spettacoli teatrali, musicali e degustazione di cibo biologico fino alle ore 22:00. L'evento è organizzato dall'Associazione Ideattiva, in collaborazione con il Comune di Paternò, aperto gratuitamente al pubblico, dal 28 di Settembre al 20 di Ottobre 2013, presso il Palazzo delle Arti, via Gancia n.1, Paternò, (Ct). Per maggiori dettagli è possibile consultare il sito: www.associazioneideattiva.it Per partecipare ai workshop, in allegato, è necessario prenotare contattando il numero +39 3472172741.
Fotografia e Videoarte entrano al Palazzo delle Arti, Paternò dal 9/28/13 al 10/20/13
in Via Gancia 1, Paternò

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Daniela Nenciulescu - Così puri, così corrotti

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Inaugurazione mostra 9/6/13 - Chiusura mostra 10/20/13 Viale XI Febbraio, 35 27100 – Pavia

Daniela Nenciulescu - Così puri, così corrotti

Sculture di ferro e d’acciaio inox, verniciate a fuoco, che dialogano con il passato millenario dei reperti romanici: Così puri, così corrotti, la personale dell’artista romena Daniela Nenciulescu (Bucarest, classe 1952), inaugura giovedì 5 settembre alle 18 nella Sezione Romanica dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia.Organizzata dai Musei Civici e curata da Anna Comino (con il patrocinio del Consolato generale di Romania a Milano, e del Centro culturale Italo-Romeno di Milano), la mostra presenta fino al 20 ottobre la recente produzione dell’artista: una ricca selezione di sculture (di piccole e medie dimensioni) e installazioni (di grandi dimensioni) che si (con)fondono, nell’allestimento, con i reperti della collezione romanica del Museo.Le sculture di Daniela Nenciulescu – scrive la curatrice Anna Comino – sono degli angeli decaduti, ma di una stirpe anomala. Hanno conservato il loro simbolo peculiare, le ali, e uno spirito puro, ma sono corrotti nel corpo, sfregiati indelebilmente nella figura. Tutti in acciaio, nascono da sottili forme cilindriche sulle quali l'artista interviene con un taglio profondo, unico e continuo, che incide con linee sintetiche la testa e le ali. Terminato il solco ed eliminati piccoli frammenti di materiale in eccesso, il profilo frastagliato viene completato dall'azione di piegatura e torsione esercita sui sottili punti di raccordo tra principale e appendici. Lo scorporo e il distendersi degli arti nel vuoto evidenzia l'imponenza e la fragilità del pium aggio. La macro fenditura del profilo alare e la micro dentellatura praticata dalla roditrice, unite all'inversione direzionale e al sollevamento delle propaggini sciabolate, costruiscono una sagoma densamente fratturata. Ne conseguono forme dai tagli particolarmente laceranti che svuotano quasi completamente le superfici riducendo le figure ad una sottile striscia contorta. Alla maestosità delle ali dispiegate è affidato il compito di definire lo spazio: un impalpabile cono d'aria cala intorno ai corpi strutturando la tridimensionalità corpo non soltanto sulla netta presenza materica ma anche sulla sua assenza. Soprattutto nelle sequenze di più pezzi, la disposizione a terra traccia un percorso, e di conseguenza un ingombro, che entra di diritto a far parte dell'estensione plastica della scultura.
Daniela Nenciulescu - Così puri, così corrotti dal 9/6/13 al 10/20/13
in Viale XI Febbraio, 35 27100 – Pavia

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Mostra fotografica di Francesco Esse “Aniuomini”

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Inaugurazione mostra 9/7/13 - Chiusura mostra 10/20/13 Castello Brancaleoni via Brancaleoni Piobbico (PU)

Mostra fotografica di Francesco Esse “Aniuomini”

Mostra fotografica di Francesco Esse “Aniuomini”Castello BrancaleoniVia BrancaleoniPiobbico (PU)Dal 10 agosto al 20 settembreInaugurazione 7 settembre 2013 Ore 18.00L’Associazione Arte per le Marche, da sempre impegnata a promuovere gli artisti del territorio,è lieta di presentare in collaborazione con il Comune di Piobbico l’ultimo escursus fotografico diFrancesco Esse.Le opere sono esposte al Castello Brancaleoni dal 10 di agosto al 20 settembre 2013 e il 7 settembrealle 18.00 avrà luogo l’inaugurazione e l’ incontro con l’autore.Francesco Esse vive e lavora nelle Marche in un angolo nascosto ai più, ma carico di segni, digenti, di volti, di paesaggi che caratterizzano il mondo contadino e l’opre ad esso legata.Dalle foto di Esse traspare l’amore per questa vita e per gli esseri che ne fanno parte e non a casopecore, maiali, galline, mucche e pastori, massaie, lavoranti agricoli sono i soggetti dei “quadri”fotografici.Proprio di quadri si tratta, in ognuno si consuma il momento colto, quel momento che solo l’occhioattento di F.E. poteva immortalare come lo sguardo delle pecore in piena notte o quello fiero dellemucche o quello spaventato del tacchino.Un osservatore attento non potrà non notare i volti e le mani di coloro che vivono a contatto congli animali e leggerne la storia nel solco delle rughe scavate dalla vita all’aria aperta.Le foto di Esse sono il racconto di un uomo scevro da orpelli che vuol trasmettere ai suoi simili ilfrutto del suo girovagare “libero” tra le campagne e narrarne gli aspetti più inconsueti.Per info:http://www.comune.piobbico.pu.it/ilaria.aluigi@gmail.comgiorgiomochi@gmail.comermes.blasi@gmail.comFranco Esse:frankesse.ph@gmail.com / franco_esse@libero.itCastello Brancaleonitel/fax 0722 99120Ufficio Stampa Arte per le MarcheGiuliana de AntonellisEmail:arteperlemarche@libero.itCell.3460841246 / 3398279339
Mostra fotografica di Francesco Esse “Aniuomini” dal 9/7/13 al 10/20/13
in Castello Brancaleoni via Brancaleoni Piobbico (PU)

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ALL YOU NEED IS LOVE. JOHN LENNON ARTISTA, ATTORE, PERFORMER

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Inaugurazione mostra 9/13/13 - Chiusura mostra 10/20/13 Corso Canalgrande 103, Modena

ALL YOU NEED IS LOVE. JOHN LENNON ARTISTA, ATTORE, PERFORMER

ALL YOU NEED IS LOVE. JOHN LENNON ARTISTA, ATTORE, PERFORMERGalleria civica di Modena, Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 10313 settembre-20 ottobre 2013Venerdì 13 settembre alle 18.00 nella sala grande di Palazzo Santa Margherita inaugurerà la mostra “All you need is Love. John Lennon artista, attore, performer”, curata da Enzo Gentile, Marco Pierini, Antonio Taormina, promossa e organizzata dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il sostegno di Hera Group.“All you need is Love” intende render conto – per la prima volta in Italia – degli esiti del multiforme talento di John Lennon, solo di riflesso considerato in quest’occasione nella celeberrima veste di musicista, e indagato invece come artista visivo e attore.Naturalmente portato per il disegno, Lennon studiò (con risultati alterni) al prestigioso Liverpool College of Art e non abbandonò mai l’abitudine di fermare con rapidi schizzi idee, pensieri, fantasie.Di una vera e propria attività artistica, però, si può parlare soltanto a partire dall’incontro con Yoko Ono, con la quale realizzerà tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta alcuni video – "Smile", "Rape", "Fly", "Up Your Legs" – tutti quanti presenti nella mostra modenese.Di straordinario interesse, e di grande pertinenza con “Amare”, il tema del festivalfilosofia di quest’anno, la cartella di 14 litografie intitolata "Bag One", pensata da John come regalo di nozze per Yoko in occasione del loro matrimonio nel 1969. Lo scambio degli anelli, il celebre bed-in per la pace di Amsterdam, la luna di miele, momenti della loro intimità sono i soggetti scelti da Lennon per questa serie di immagini caratterizzate da un tratto fresco, agile, ironico. "Bag One" venne esposta per la prima volta il 15 gennaio 1970 alla London Arts Gallery e immediatamente sequestrata da Scotland Yard per l’alto tasso di erotismo di cui erano permeate le stampe.Se si escludono "A Hard Day’s Night", "Help!" e "Magical Mystery Tour", realizzati assieme agli altri tre Beatles, la commedia satirica e antimilitarista "Come ho vinto la guerra" (1967) di Richard Lester rimane l’unico film interpretato da Lennon, qui nei panni del soldato semplice Gripweed. John vi compare per la prima volta con gli occhiali tondi, look che rimarrà iconico per tutti gli anni a venire.Del film sono in mostra tutte le locandine e i manifesti realizzati con effervescente fantasia grafica per il suo lancio in Italia, nonché altri materiali iconografici ed editoriali ad esso dedicati.A John Lennon brillante autore di calembour, giochi di parole puns, racconti surreali, poesie nonsense, sarà riservato lo spazio dedicato alla letteratura nell’house organ della Galleria “civico 103” – numero speciale dedicato alla mostra – con il racconto in versi "Toy Boy" non incluso nei tre libri ufficiali scritti da Lennon e mai tradotto finora in italiano.Esposto, infine, anche il celebre ritratto di Yoko Ono e John Lennon scattato da Annie Leibovitz nel 1980 a poche ore dall’assassinio dell’ex Beatle che fa parte della raccolta di Fotografia della Galleria civica di Modena.La mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 20 ottobre da mercoledì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00; il sabato, la domenica e i festivi dalle 10.30 alle 19.00.Lunedì e martedì chiuso.In occasione del festivalfilosofiavenerdì 13 settembre 9.00-23.00, sabato 14 settembre 9.00-1.00, domenica 15 settembre 9.00-21.00L'ingresso è gratuitoJohn Lennon, "Bag One", 1969, serie di 14 litografie su carta BFK Rives, edizione 163/300, The Bank Street Atelier, Ldt., New YorkCollezione privataMostra: All you need is Love. John Lennon artista, attore, performercurata da Enzo Gentile, Marco Pierini, Antonio TaorminaSede: Palazzo Santa Margherita, sala grande, corso Canalgrande 103, ModenaPeriodo: 13 settembre-20 ottobre 2013Organizzazione e ProduzioneGalleria Civica di Modena Fondazione Cassa di Rispamio di Modenacon il sostegno di Hera GroupInaugurazione venerdì 13 settembre ore 18.00Orari mercoledì-venerdì 10.00-13.00 e 15.00-18.00; sabato, domenica e festivi 10.30-19.00.Lunedì e martedì chiuso.apertura straordinaria in occasione del festivalfilosofiavenerdì 13 settembre 9.00-23.00, sabato 14 settembre 9.00-1.00, domenica 15 settembre 9.00-21.00Ingresso gratuitoUfficio Stampa Clp Relazioni Pubbliche, MilanoAnna Defrancesco, tel. + 39 02 36755700, anna.defrancesco@clponline.itimmagini e comunicati scaricabili www.clponline.itUfficio Stampa Galleria civica di ModenaCristiana Minelli, tel. +39 059 2032883, galcivmo@comune.modena.itimmagini e comunicati scaricabili nell'area giornalisti del sito della galleria Informazioni Galleria civica di Modena, corso Canalgrande 103, 41121 Modenatel. +39 059 2032911/2032940 - fax +39 059 2032932www.galleriacivicadimodena.itMuseo Associato AMACI
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in Corso Canalgrande 103, Modena

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JOEL-PETER WITKIN. Il Maestro dei suoi maestri

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Inaugurazione mostra 6/27/13 - Chiusura mostra 10/20/13 Via dei Mille 60 - Napoli

JOEL-PETER WITKIN. Il Maestro dei suoi maestri

La Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia, in collaborazione con la Galleria Baudoin Lebon di Parigi, presenta al PAN | Palazzo delle Arti di Napoli giovedì 27 giugno alle ore 19.00 l’opera fotografica unica e provocatoria di Joel-Peter Witkin (New York, 1939).La mostra patrocinata dalla Regione Campania è realizzata con il patrocinio ed il sostegno del Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura e Turismo e con il contributo del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America, Napoli.L’artista sarà presente per la prima volta nella città partenopea e terrà il giorno dell’opening alle ore 17.00 anche un open lecture per il pubblico napoletano.In mostra una selezione dei lavori del fotografo americano, noto per le sue immagini enigmatiche in cui la gloria del corpo umano si confonde con la miseria e la ricerca spirituale con l’inquietudine religiosa. Nel suo lavoro Witkin applica la metodologia compositiva tipica del pittore, rivisitando i temi della mitologia occidentale, i capolavori della tradizione artistica europea e la rappresentazione canonica del corpo umano. Le sue opere sono dense di citazioni formali in cui mescola insieme i grandi nomi della storia della fotografia, come Muybridge, Rejlander e HollandDay, con la scultura greca e romana, l’arte barocca, neoclassica e moderna. Il lavoro di Witkin è dominato dal tema della rappresentazione della nudità, i suoi legami con l’erotismo, la sofferenza e il piacere, ma anche con il deterioramento e la morte.Il percorso espositivo composto da 55 opere, offre l’occasione di apprezzare l’aspetto creativo e interpretativo di Witkin. Nella sua sperimentazione fotografica, ogni opera è il risultato di una lunga e complessa elaborazione formale che riguarda sia i soggetti ritratti che il processo di stampa. Le fotografie sono frutto di una serie di passaggi manuali in cui Witkin sperimenta le tecniche più diverse dal graffio allo strappo dei negativi, dall’utilizzo di filtri a varie tipologie di ostacoli posti tra il supporto e l'ingranditore. Le sue composizioni sono ampiamente studiate e create con la massima cura per i dettagli. Le scene sono ricche di rimandi, più o meno espliciti, ai grandi maestri dell’arte da Velasquez a Manet. Witkin affronta le stesse problematiche plastiche e gli stessi ambiti iconografici di questi capolavori, ritraendo e celebrando in atmosfere sublimi i corpi di soggetti ritenuti storicamente non rappresentabili come nani e storpi, androgini ed ermafroditi.
JOEL-PETER WITKIN. Il Maestro dei suoi maestri dal 6/27/13 al 10/20/13
in Via dei Mille 60 - Napoli

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Italo Mus al Castello Gamba

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Inaugurazione mostra 10/26/12 - Chiusura mostra 10/20/13 Frazione Cret de Breil, 11024 Châtillon (Valle d’Aosta)

Italo Mus al Castello Gamba

Italo Mus (1892-1967), nelle collezioni della Regione autonoma Valle d’Aosta. Il castello Gamba ospita una mostra dedicata al più celebrato pittore valdostano degli anni ’90: Italo Mus. Formatosi nel solco del tardo Verismo piemontese, allargò i suoi orizzonti alla pluralità di linguaggi che tra Ottocento e Novecento si fanno interpreti della realtà contadina nel contesto alpino e fuori. La selezione delle 40 opere esemplificative del percorso evolutivo dell’artista, racconta della quotidianità montanara, che ha consolidato l’immagine di una Valle d’Aosta strettamente legata al mondo rurale, ma anche di nuovi soggetti e nuove sperimentazioni cromatiche che hanno caratterizzato l’opera dell’artista negli anni ’40 e ’50. Italo Mus ha raffigurato la vita montanara in tutti i suoi aspetti sia paesistici sia sociali.Orari: ottobre-marzo 9.30-13.00 / 14.00-17.30, chiuso mercoledì, 1° gennaio e 25 dicembre; aprile-settembre 10.00-18.00 Info: www.castellogamba.vda.it
Italo Mus al Castello Gamba dal 10/26/12 al 10/20/13
in Frazione Cret de Breil, 11024 Châtillon (Valle d’Aosta)

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Unattained Landscape / Paesaggio Incompiuto

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Inaugurazione mostra 6/1/13 - Chiusura mostra 10/20/13 Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826, 30123 Venezia (VE)

Unattained Landscape / Paesaggio Incompiuto

La Japan Foundation e la Fondazione Bevilacqua La Masa, in occasione della 55° Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, riuniscono in questa mostra numerosi artisti internazionali e svariati giapponesi, delle più svariate discipline, col fine di far conoscere la cultura giapponese attraverso la multiculturalità e la multidisciplinarietà. Infatti, non sono presenti solo le arti visive, ma si spazia dalla letteratura alla performance, ai manga, ai film e al design. In questo modo, si adegua il proprio sguardo ad un mondo fatto da cambiamenti frenetici e una comunità globale, non chiusa in stretti confini, come sta succedendo alla concezione dell'identità giapponese. L'obiettivo ella mostra è trovare una risposta a questi continui mutamenti e a come essi possano essere affrontati non solo dal Giappone, ma dalla cultura globale: in che modo essa può evolvere diventando un riferimento a fronte del fatto che viviamo in un mondo sempre più disgregato e frammentario? Il concetto di "nazione" ormai non basta più, così, attraverso la trasformazione della cultura giapponese, si indaga ciò che sta succedendo ovunque: così come degli elementi nipponici possono ritrovarsi attraverso nuove forme altrove, così anche in Giappone si assimilano aspetti delle culture straniere. Sono questi gli aspetti che si vogliono evidenziare e che vengono trattati dagli artisti in mostra, che comprendono: Meiro Koizumi, Simon Fujiwara, Shuji Terayama, Tomoko Yoneda, Marina Abramovic, Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari, Karen Cytter, Tacita Dean, Hiroya Oku, Jim O'Rourke, David Peace, Rirkrit Tiravanija. L'esposizione è curata da Didier Faustino, Akiko Miyake, Angela Vettese ed è aperta dal 1 giugno al 22 ottobre dalle 11 alle 18.
Unattained Landscape / Paesaggio Incompiuto dal 6/1/13 al 10/20/13
in Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826, 30123 Venezia (VE)

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Giancarlo e Giovanni Cerri, due generazioni di artisti milanesi

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Inaugurazione mostra 8/24/13 - Chiusura mostra 10/18/13 Arndtstrasse 12 – Francoforte sul Meno 60325 Germania

Giancarlo e Giovanni Cerri, due generazioni di artisti milanesi

Giancarlo e Giovanni Cerri, due generazioni di artisti milanesiDal 24 agosto al 18 ottobre 2013Inaugurazione: sabato 24 agosto ore 11,00Frankfurter Westend GalerieArndtstrasse 12 – Francoforte sul Meno60325 Germaniawww.div-web.deSi inaugura sabato 24 agosto alle ore 11 alla Frankfurter Westend Galerie diFrancoforte sul Meno la mostra dei due artisti milanesi Giancarlo Cerri e GiovanniCerri.La mostra presenta una selezione di opere che mettono a confronto i due linguaggi– molto diversi e ben distinti – dei due artisti; di Giancarlo Cerri (Milano, 1938)sono esposte le “Sequenze”, tele caratterizzate da un’astrazione che ha la sua forzanel contrasto cromatico, qui nella sua estrema sintesi e risolto in grandi campiture dirossi, gialli e verdi contrapposti a un nero sontuoso e raffinato.Dal testo critico in catalogo, di Gian Marco Walch:[…]“Il rosso è la forza del quadro, il giallo la luce, il nero il mistero. Il nero,per me, è fondamentale. Lo amo perché è virile, fortemente erotico nellasua spiritualità”: solo in apparenza contrastanti il giudizio di Cerri e quellodi Renoir, che nel nero vedeva “la regina dei colori”, più consoni il Cerri eil Rimbaud del nero “corsetto peloso delle mosche scintillanti”. In realtà, sescientificamente è il bianco, l’antico germanico “blanch”, lo “splendente”, ilcolore che contiene in sé tutto lo spettro elettromagnetico, poeticamenteil nero di Cerri finisce per essere il sintetico arcobaleno di tutti i coloriche regala insieme forza, luce, mistero alle “Sequenze”, le sue opere piùpersonali. Probabilmente anche le opere di cui Giancarlo va più orgoglioso,rappresentate qui a Francoforte, tanto dalle coraggiose “Grandi sequenze”,gigantesche più che grandi, verticalità che sfiorano i due metri, quanto dallepiù raccolte “Minisequenze”: tele che si affidano senza mezze tinte ai coloriprimari, e che richiedono la sicurezza del gusto estetico, la decisione dellascelta cromatica.Giovanni Cerri (Milano, 1969) invece presenta paesaggi urbani in cui emerge iltratto essenziale che delinea e disegna strade, incroci, orizzonti di una città deserta,forse abbandonata o forse solo immaginaria e dipinta in presa diretta da un sogno.Dal testo critico in catalogo, di Gian Marco Walch:[…] Etica e speranza. Si è aperta a nuove luminosità, la pittura più recente diGiovanni Cerri. Come abbiamo scritto in altra occasione, nello scorso decennio Cerriha ricreato scorci cittadini, squarci metropolitani, animati solo da tralicci, muraglie,relitti di archeologie industriali, bloccati in una luce acida, quando non livida.Ora ha alzato lo sguardo, verso scorci e squarci molto più ampi di cielo. Ha presomentalmente appunti, poi, in studio, ha rielaborato muri sbrecciati e ferri rugginosi.Oggi quei falansteri abbandonati, quelle ruote panoramiche su cui salgono alienepresenze notturne, le osserva da lontano. E la città che dipinge, con pennellate dimagistrale evanescenza, è una città fantasma, meglio, insieme reale e irreale, la suacittà, tutte le città. […]Catalogo in galleria con testi di Felix Semmelroth, Salvatore Sanna e Gian MarcoWalch.La mostra proseguirà fino al 3 ottobre con i seguenti orari:dal lunedì al venerdì: 10.00-13.00 15.00-19.00sabato su appuntamento.
Giancarlo e Giovanni Cerri, due generazioni di artisti milanesi dal 8/24/13 al 10/18/13
in Arndtstrasse 12 – Francoforte sul Meno 60325 Germania

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La Collezione del Museo Ugo Guidi Testimonianze di esposizioni al MUG

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 10/16/13 Via M. Civitali 33 Forte dei Marmi

La Collezione del Museo Ugo Guidi
Testimonianze di esposizioni al MUG

La Collezione del Museo Ugo Guidi Testimonianze di esposizioni al MUGOpere degli Artisti:Ernesto Treccani - Paolo Pratali & Akio Takemoto - Miguel Ausili - Stefano Paolicchi - Battista Antonioli - Monica Michelotti - Michele Peri - Pippo Altomare - Graziano Guiso - Laura Viliani - Roberto Tigelli - Antonino Bove - Oronzo Ricci e Vittoria Romei - Carlo Volpi - Serena Pruno - Arturo Puliti - Sandro Borghesi - Luigi Mormorelli - Francesco Siani - Elisa Corsini - Renato Carozzi – Glauco Di Sacco – Renato Santini – Elena Zanellato - Mariano Domenici – Giorgio Michetti - Luciano Pera – Enzo Tinarelli – Clelia Cortemiglia - Serale Liceo Artistico Carrara - Liceo Passaglia Lucca – Flavio Bartolozzi – Maria Corte – Julio Silva – Fabio Maestrelli - Tatiana Lawresz – Mario Carchini (Cobàs) – Lucilla Gattini – Simona Bertocchi – Maura Jasoni – Stefano Graziano – Maria Rita Vita – Giuseppe Menozzi – Cate Maggia – Gabrio Ciampalini – Giuseppe Bianco – Giulio Ciniglia – Antonio Barberi – Chirin Malla – Tatiana Paoli - Ilaria Bonuccelli - Alberto Pistoresi - Armando Xhomo – Mauro Griotti – Davide Foschi – Mario Tamberi – Enzo Marco – Vezio Moriconi – Mario Colzi – Marcello Bertini – Marco Gondoli – Alba Gonzales – Maria Conserva – Antonio Giovanni Mellone – Rita Paola – Alessandro Giorgi – Giuseppe Bartolozzi Clara Tesi – Aleandro Roncarà – Francesco Di Traglia.La mostra allestita nel “Museo Ugo Guidi” (MUG) di Forte dei Marmi – Via M. Civitali 33sarà inaugurataSabato 28 Settembre alle ore 17con introduzione critica di Giammarco Puntelli Visite in altri giorni fino al 16 ottobre 2013 su appuntamento al 347-3481300a seguire al Logos Hotel – via Mazzini 153 Forte dei Marmi –sarà inaugurata la mostra, promossa dal MUG, della pittrice torineseRenata Ferraria cura di Giammarco PuntelliLa mostra sarà visitabile tutti i giorni con orario 10-23 fino al 16 ottobre 2013Mostra realizzata col contributo di Logos Hotel e la partecipazione della Banca Credito Cooperativo Versilia, Lunigiana e Garfagnana - Parco delle Apuane - Italia Nostra sez. Massa-Montignoso – Piccolo Teatro della Versilia – Fondazione Peccioliper.Con l’adesione del Comune di Forte dei Marmi, dell’Unione Europea, dell’International Council Of Museums, Regione Toscana, Toscana Musei, Edumusei, Provincia di Lucca, Sistema Museale della Provincia di Lucca, APT Versilia, Fondazione R. Del Bianco.Memoria fotografica di Antonio Raffaelli – Presidente Ass. Versiliese Audiovisivi Didattici A.V.A.D.Partner Speciale: La Capannina di Franceschi con lo “ Spazio Museo Ugo Guidi / MUG Space” dove sono presenti “Due Totem” in bronzo, “Putto” bronzo e 4 tempere di Ugo Guidi per tutto il 2013.Partner: Città Infinite - Polo Istruzione Professionale “E.Barsanti” Massa e Carrara – Historia vbc - Liceo Artistico “S.Stagi” Pietrasanta - Comitato Archivio Artistico Documentario Gierut - Acomus International - Galatea VersiliaMedia Partner: BestVersilia.com - Arte in Toscana www.arteintoscana.it - Life Beyond Tourism - La Parola al Cittadino – La Parentesi della Scrittura – Reality MagazineGPS: LAT:43.972477 N - LON:10.154887 EMUSEO UGO GUIDI - MUG Via M. Civitali 33 Forte dei Marmi tel. 348-3020538 Audioguida gratuita: 800 390583 - 571 www.ugoguidi.it museougoguidi@gmail.com
La Collezione del Museo Ugo Guidi Testimonianze di esposizioni al MUG dal 9/28/13 al 10/16/13
in Via M. Civitali 33 Forte dei Marmi

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SOPRALUOGHI IN LUCANIA : Sulle tracce del “Vangelo Secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini.Fotografie di Giovanna Gammarota

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Inaugurazione mostra 9/27/13 - Chiusura mostra 10/15/13 Palazzo Lanfranchi, Saletta Pascoli, Piazzetta Pascoli, Matera


SOPRALUOGHI IN LUCANIA : Sulle tracce del “Vangelo Secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini.Fotografie di Giovanna Gammarota

Nell’ambito delle Giornate del Patrimonio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, verrà allestita presso Palazzo Lanfranchi la mostra fotografica di Giovanna Gammarota Sopraluoghi in Lucania – sulle tracce del “Vangelo Secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini. L’esposizione, a cura di Punto di Svista e organizzata dall’Associazione Matera Fotografia con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata, anticipa gli eventi che segneranno nel 2014 la ricorrenza del cinquantesimo anniversario del “Vangelo” di Pasolini a Matera e comprende n. 30 immagini in bianco e nero.È del 1964 Il Vangelo secondo Matteo girato da Pier Paolo Pasolini nell’Italia del Sud. Fu dopo un deludente viaggio in Palestina, terra rivelatasi troppo moderna e priva di spiritualità, che il regista decise di tornare nel nostro meridione alla ricerca di luoghi capaci di testimoniare quella “ricostruzione analogica”, come lui la chiamava, che intendeva realizzare con la sua pellicola. Questi spazi immoti e antichi sono ancora perfetti per rappresentare quella memoria arcaica, completamente scomparsa nei luoghi che hanno realmente ospitato la sacra storia narrata nei Vangeli. Pasolini tratta il paesaggio come uno dei personaggi principali del suo film, e i luoghi lucani in particolare, rispondono con fedeltà alla rappresentazione rigorosa, ma anche poetica, che egli vuole mettere in scena.A quasi cinquant’anni dalla realizzazione del film, Giovanna Gammarota ripropone i luoghi scelti da Pasolini in una serie di scatti che ripercorrono quella memoria mai sopita. La fotografa sente il bisogno di verificare, se essi conservano ancora quella forza ancestrale comunicata nel film e, come accadde per Pasolini, le sue fotografie nuovamente rispondono con fedeltà alla volontà dell’autrice di coglierne l’essenza semplice e diretta.Durante l’inaugurazione avrà luogo l’incontro (accompagnato da sequenze tratte dal film di P. P. Pasolini) tra l’autrice e il critico cinematografico e delle arti visive Maurizio G. De Bonis intitolato Il Vangelo Secondo Matteo di Pasolini. Tra Evocazione e Memoria Visiva. Gammarota e De Bonis si confronteranno sulla relazione tra cinema e fotografia e sulle influenze che lo sguardo di Pasolini ha avuto sulle arti visive contemporanee e analizzeranno la personale interpretazione di Gammarota de “Il Vangelo secondo Matteo”.
SOPRALUOGHI IN LUCANIA : Sulle tracce del “Vangelo Secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini.Fotografie di Giovanna Gammarota dal 9/27/13 al 10/15/13
in Palazzo Lanfranchi, Saletta Pascoli, Piazzetta Pascoli, Matera

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THOMAS BAYRLE. "Tutto in uno"

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Inaugurazione mostra 6/21/13 - Chiusura mostra 10/14/13 Via Luigi Settembrini 79, 80139 Napoli

THOMAS BAYRLE.

Insieme ad altri artisti, quali Sigmar Polke e Gerhard Richter, Bayrle è uno dei pionieri e dei principali esponenti della Pop Art in Germania, e uno degli artisti più influenti del nostro tempo. Incorporando, a partire dagli anni della guerra fredda, simboli sia della società capitalista sia di quella comunista, che si andavano entrambe definendo al di qua e al di là del Muro di Berlino, e continuando ad interrogarsi sui meccanismi della comunicazione e della produzione di immagini della società globalizzata, Bayrle ci ha probabilmente fornito il più potente ritratto dell’uomo- massa contemporaneo, della complessità della sua identità, oscillante fra io e altri, fra solitaria alienazione e paradossale pluralità di relazioni.Nella ripetizione ossessiva, quasi piranesiana, di uno stesso motivo di base che va a comporre immagini in cui il micro genera il macro, il singolo elemento si connette all’insieme (pratica di matrice minimal che è diventato il segno di riconoscimento di questo artista), le opere di Bayrle si basano su una costante sovrapposizione di stilemi e approcci della Pop Art, dell’Arte Concettuale, della Op Art, fino a configurarsi come condensati stessi del linguaggio artistico delle neo-avanguardie del secondo ‘900. Sulla scia delle riflessioni sociologiche e filosofiche della “Scuola di Francoforte”, Bayrle rappresenta un’identità contemporanea ibrida, in cui si uniscono consumo e ecologia, propaganda e denuncia, sessualità e pornografia, spiritualità e religione. Bayrle è quindi una figura chiave, sia come artista che come insegnante e intellettuale, per comprendere l’arte, anzi, la funzione stessa dell’arte nella società contemporanea.Con oltre 200 lavori, dal 1960 ad oggi, la mostra esplora tutte le fasi salienti della ricerca e i diversi aspetti della produzione dell’artista, comprendendo opere realizzate con media molto diversi, dalle prime macchine cinetiche degli anni ’60 ai collages, ai dipinti di grandi dimensioni, dai film alla produzione grafica ed editoriale, dai plastici e dagli utopici/distopici modelli architettonici fino alle sue più recenti installazioni meccaniche. Questa grande mostra, la prima dedicata a questo artista-interprete del XX secolo in un’istituzione pubblica italiana, ci restituisce nel suo insieme la più impressionante rappresentazione della società in cui viviamo, di cui rivela la natura reticolare, inter-connettiva, stratificata e, in ultima analisi, contraddittoria che ispira il titolo della mostra stessa, in cui è ripresa l’espressione “tutto in uno”, o “tutto compreso” (all in one in inglese) del linguaggio del marketing. Ma per parlare, questa volta, di noi e del modo in cui, oggi, viviamo, delle nostre abitudini di consumo e dei nostri sistemi di pensiero, delle nostre fedi intime e dei nostri irrinunciabili desideri naturali, del nostro essere soli e, insieme, “tutti in uno”…
THOMAS BAYRLE. "Tutto in uno" dal 6/21/13 al 10/14/13
in Via Luigi Settembrini 79, 80139 Napoli

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NAPOLI ’43.-SCENARIO EVENTO

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 10/13/13 Via Montecalvario, 16 - Napoli

NAPOLI ’43.-SCENARIO EVENTO

1943-2013. Un settantennio da celebrare quest’anno che riporta alla luce l’evento storico delle “Quattro Giornate di Napoli”. A dare inizio ad una serie di attività volute dall’Assessorato alla Cultura partenopea, sarà la prima al Teatro Nuovo dello spettacolo “Napoli ‘43”, scritto e diretto da Enzo Moscato, con immagini sceniche di Mimmo Paladino, prevista per sabato 28 settembre (repliche dal 1 al 13 ottobre). “Napoli ‘43” non è un racconto mimetico e storico di quell’avvenimento; è invece uno spettacolo teatrale, e come tale, simbolico e antirealista. Così il regista ha introdotto alla conferenza stampa tenutasi ieri, il suo nuovo lavoro. Esso nasce da una scrittura precedente volutamente e necessariamente decostruttiva e denarrativa. Una serie di frammenti, dunque, in cui riaffiora la vita a Montecalvario in quei fatidici giorni. La specificità di questa drammaturgia ha l'obiettivo di scavare nel profondo lo spettatore, di lasciare una ferita pur simbolica che possa, attraverso la riscoperta delle Quattro Giornate, impattarlo contro l’indolenza dei nostri giorni. Quello, forse, era l’ultimo atto eroico che i napoletani sono stati in grado di concedersi, dopo l’inerzia eterna del presente che ha reso indifferenti e distratti tutti noi, e conniventi con “gli invasori” odierni. Da qui proviene l’esigenza di rinvenire una forma drammaturgica che non sia condizionata da quella vigente in Italia, che la penalizza rispetto al Teatro europeo. Moscato ha privilegiato quella prosodica e poetica nella convinzione che il Teatro sia parte integrante e determinante della “Poleis”, nella fattispecie di Napoli, e oggi più che mai è lo strumento che può rivelare alla coscienza di ciascuno la sua propria presenza. Forse, dice ancora il regista, il Teatro è complesso, e come tale è bistrattato. Ma è proprio questa complessità che consente di raccontare attraverso ricordi, scene di vita, voci o filastrocche un passato non lontano. “Napoli ‘43” si avvale di attori bravissimi tra i quali Benedetto Casillo, Antonio Casagrande e Cristina Donadio i quali avranno il compito di creare disattesa e disagio nello spettatore, evitando ogni stereotipia. Quello delle “Quattro giornate di Napoli” è difatti un eroismo triste culminato con “la sconfitta della vittoria” sfumata, infatti, non appena i napoletani cedettero le proprie armi agli americani in cambio di cioccolata. Pur tuttavia resta, almeno secondo gli ultimi studi storici, un atto di coscienza civile straordinario, l’ultimo barlume di speranza di riscatto per questo “popolo mancato, storia mancata, civiltà mancata” (E. Moscato). Una pièce in cui il passato viene reintegrato nel presente attraverso l’inevitabile sofferenza della consapevolezza del nostro oggi, e ciò si traduce in una continua “castrazione” che porta in sé però i germi di una possibilità di salvezza; Napoli avrà sempre quelle marce in più con le quali “eroticizzare questa castrazione” (E. Moscato). Perciò “Napoli ‘43” nasce dall’urgenza di porre al centro della poleis il Teatro e la sua complessità che è complementare a quella di ridare vita ad un passato, per salvare (se si può), i nostri anni. E’ così che andare a teatro diventa necessario.
NAPOLI ’43.-SCENARIO EVENTO dal 9/28/13 al 10/13/13
in Via Montecalvario, 16 - Napoli

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ALBERTO GIACOMETTI E IL CAPOLAVORO ESTRUSCO L’OMBRA DELLA SERA PALAZZO MAGNANI - REGGIO EMILIA

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Inaugurazione mostra 9/29/13 - Chiusura mostra 10/13/13 PALAZZO MAGNANI - REGGIO EMILIA

ALBERTO GIACOMETTI
E IL CAPOLAVORO ESTRUSCO L’OMBRA DELLA SERA
PALAZZO MAGNANI - REGGIO EMILIA

28 SETTEMBRE – 13 OTTOBRE 2013 ALBERTO GIACOMETTI E IL CAPOLAVORO ESTRUSCO L’OMBRA DELLA SERA PALAZZO MAGNANI - REGGIO EMILIA L'evento sarà ospitato al MUSEO GUARNACCI - VOLTERRA dal 19 ottobre al 3 novembre 2013.Nell’ambito del progetto “ARTE IN AGENDA. A tu per tu con …” ideato e promosso dalla Fondazione Palazzo Magnani Incredibile appuntamento a Palazzo Magnani, curato da Chiara Gatti, con due icone della storia dell’arte in un’atmosfera suggestiva e dal forte potere evocativo: l’Ombra della sera, capolavoro etrusco del III secolo a.C. e una delle Femme debout (1956) di Alberto Giacometti, maestro storico del Novecento. Attraverso l’incontro tra le due opere, così lontane nel tempo eppure così vicine per forza espressiva, si può comprendere il rapporto inscindibile tra arte antica e moderna e il grande fascino che l’arte del passato ha esercitato sugli artisti delle avanguardie del Novecento. Il dialogo fra il capolavoro etrusco e una delle celebri Femme debout del grande artista svizzero è entrato col tempo nell’immaginario comune per l’affinità che lega le loro forme longilinee e sottili. Tuttavia studi recenti hanno dimostrato che Giacometti, nel suo studio appassionato dell’antichità e dei classici, dedicò molta attenzione al mondo etrusco affascinato dalla ricerca espressiva della sua statuaria e da un’origine anche più antica della stessa forma allungata. Un’origine che risale ad epoche preistoriche, a un sentimento ancestrale a un’immagine archetipa dell’uomo ereditata dagli etruschi e arrivata fino a Giacometti.L’evento è parte del progetto Arte in Agenda. A tu per tu con… ideato e promosso dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia, realizzato in collaborazione con il Museo Guarnacci di Volterra e i Musei Civici di Reggio Emilia. Orari da martedì a venerdì 10.00 -13.00 / 15.30 - 19.00 Sabato e Festivi 10.00 - 19.00 Chiuso lunedì Ingresso: 5 € Modalità di visita Ingresso nelle fasce orarie fino ad esaurimento posti ogni 30 minuti negli orari di mostra a partire dalle ore 10 (la visita è guidata da uno storico dell’arte della Fondazione Palazzo Magnani) E' consigliata la prenotazionePer informazioni e prenotazioni: Palazzo Magnani, Corso Garibaldi 29 Biglietteria Tel. 0522 454437 - Email. info@palazzomagnani.it -www.palazzomagnani.itVolterra, Museo Etrusco Guarnacci 19 ottobre - 3 novembre 2013 Per informazioni e prenotazioni: Museo Guarnacci, Volterra Via Don Giovanni Minzoni, 15, Volterra (PI) www.comune.volterra.pi.it - Tel.: 0588 86347
ALBERTO GIACOMETTI E IL CAPOLAVORO ESTRUSCO L’OMBRA DELLA SERA PALAZZO MAGNANI - REGGIO EMILIA dal 9/29/13 al 10/13/13
in PALAZZO MAGNANI - REGGIO EMILIA

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Nicolò Quirico - 1.“Complicità sovrapposte - Palazzi di Parole”

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Inaugurazione mostra 9/27/13 - Chiusura mostra 10/13/13 Via Savona, 99 - 20144 Milano

Nicolò Quirico -
1.“Complicità sovrapposte - Palazzi di Parole”

Comunichiamo che lo spazio SeiCentro in Via Savona 99, a Milano, ospiterà la mostra “Complicità sovrapposte - Palazzi di parole” dell’artista Nicolò Quirico, organizzata dal Consiglio di Zona 6 del Comune di Milano.L’artista realizza delle opere fotografiche rinnovando la tradizionale fotografia paesaggistica; la stampa fotografica è realizzata direttamente sopra un collage di vecchie pagine di libri, infatti, avvicinandosi all’opera, si nota la texture creata dai caratteri tipografici e dalla stratificazione delle pagine.I testi selezionati, sotto le immagini, rappresentano la voce e i pensieri di chi ha vissuto e di chi vive i palazzi, infatti, sono traccia tangibile di un determinato vissuto storico che sull’opera crea un mormorio diffuso e generico della città.L’architettura e la letteratura sono da sempre tra gli elementi fondanti della storia, ed è proprio questa “complicità”, tra parole e immagini, che caratterizza le opere di quest’ultimo ciclo, oltre all’analisi tra edifici del passato ed edifici contemporanei, centro città e periferia come simboli e metafore degli aspetti sociali, culturali ed economici.In occasione dell’inaugurazione sarà organizzato il primo, di tre incontri, con il critico, giornalista del quotidiano La Repubblica e storico dell’arte della fotografia Roberto Mutti, insieme al Presidente della Commissione Cultura della Zona 6 del Comune di Milano, Rita Barbieri.Il secondo incontro si terrà Venerdì 4 ottobre dalle ore 18:00, con l’Architetto Domenico Tripodi, per analizzare e contemplare il dialogo fra l’architettura e la città: i volumi architettonici di Milano e della Zona 6 diventano geometrie fotografiche. L’ultimo incontro, fissato per Venerdì 11 ottobre dalle ore 18:00, sarà con il Prof. Ivan Croce filosofo e docente di filosofia presso le Università di Milano e l’Università La Sorbona di Parigi, insieme al Presidente del Consiglio di Zona 6 del Comune di Milano, Gabriele Rabaiotti, nell’occasione sarà esaminato l’aspetto concettuale e progettuale delle opere dell’artista, partendo dal dialogo filologico tra le architetture rappresentate e i testi estrapolati presenti sul collage. Inaugurazione: Venerdì 27 settembre 2013 dalle ore 18,00. Orari: Lunedì - Sabato ore 9 - 12,30 / 14 - 19. Ingresso libero Per info: costantiniartgallery@gmail.com - www.costantiniartgallery.com Tel +39 02 88446330.
Nicolò Quirico - 1.“Complicità sovrapposte - Palazzi di Parole” dal 9/27/13 al 10/13/13
in Via Savona, 99 - 20144 Milano

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Francesco Fossati e Andrea Magaraggia - Displace

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Inaugurazione mostra 9/14/13 - Chiusura mostra 10/13/13 Viale Padania 6 20851 Lissone

Francesco Fossati  e Andrea Magaraggia - Displace

Pur essendo accumunati dall’uso disinvolto di materiali eterogenei, gli esiti formali di Francesco Fossati [nato a Carate Brianza nel 1985; vive e lavora tra Milano e Macherio] e Andrea Magaraggia [nato a Vicenza nel 1984; vive e lavora a Milano] differiscono in modo sostanziale.Fossati si destreggia tra i linguaggi dell’arte, sottoponendoli a una lenticolare disamina che ne incrina o ne riqualifica le premesse. La sua ricerca è incentrata sulla possibilità di creare un collante tra elementi difformi che trovano coesione sul piano formale e storicistico. Mediante una sedimentazione temporale e materiale, Magaraggia giunge invece a formalizzare un oggetto che si definisce attraverso una perdita progressiva, stabilendo così una tangenza tra la sua origine (dimenticata, dissipata) e la sua specificità formale (autonoma, autosufficiente). Diversi ma non necessariamente divergenti sotto il profilo concettuale, i due artisti hanno fatto propri sia i requisiti fondamentali sia i modelli di comportamento dell’atto espositivo per interrogarsi sui codici estetici e i confini dell’arte. L’allestimento da loro concepito presuppone infatti una ridefinizione del piano espositivo mediante l’azione di “spostare” e “dislocare” le opere all’interno del museo grazie a una serie di display-divisori che impongono un ordine e una disciplina allo spazio. Anziché relazionarsi con il contesto espositivo, Fossati e Magaraggia hanno deciso di destrutturare il secondo piano del MAC di Lissone, isolando le opere dall’ambiente circostante e costringendo lo spettatore a confrontarsi con una visione che sfuma dal generale al particolare. L’impiego di prodotti lignei li ha inoltre obbligati a una modalità operativa di dialogo e di condivisione che – a partire da uno stesso modulo espositivo – si è diversificata in base all’attitudine del singolo artista. Fossati ha insistito sulle permutazioni di elementi regolari lungo il perimetro dei propri moduli; sui pannelli esterni sono state praticate delle fessure che creano trasparenze/trapassi, suggerendo l’idea di punti di vista o di fuga. In relazione ai dispositivi da lui progettati, l’artista ha realizzato diverse sculture in terracotta, per lo più di piccole dimensioni, che sono state sezionate per lasciar intravedere i sedimenti cromatici del nucleo interno (ottenuti alternando e mixando differenti tipologie di crete che, ancora fresche, deformano il disegno originale mediante un processo di compressione). Come si evince dal tautologico titolo della serie, sono ““sculture”” che intendono ridefinire i ruoli della pittura e della scultura. Magaraggia, al contrario, instaura una relazione tra i suoi resti-reliquie e la struttura espositiva, stabilendo un contatto, una contaminazione e una compenetrazione delle forme, rendendo precario il limine di ciò che sta fuori e ciò che si trova all’interno. Strutture e sculture arrivano a confondere i propri perimetri fino a creare uno spazio nello spazio; ne risultano delle installazioni larvali che hanno espulso ogni eccesso. Attraverso continue modifiche e privazioni, Magaraggia aspira a ottenere oggetti essenziali che sono esplorazione “di quel che è per come esso si rivela”. La mostra è realizzata in collaborazione con CLEAF thermo/structured/surface.INAUGURAZIONE sabato 14 settembre ore 18:00Info: www.museolissone.it museo@comune.lissone.mb.it tel. 039 7397368 - 039 2145174Orari Martedì, Mercoledì, Venerdì h 15-19 Giovedì h 15-23 Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19
Francesco Fossati e Andrea Magaraggia - Displace dal 9/14/13 al 10/13/13
in Viale Padania 6 20851 Lissone

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Il Collezionista di Meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky

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Inaugurazione mostra 6/7/13 - Chiusura mostra 10/13/13 Palazzo Madama, Piazza Castello, 10122 Torino

Il Collezionista di Meraviglie.
L’Ermitage di Basilewsky

Smalti, bronzi, oreficerie, avori: quasi 90 eccezionali opere dal Medioevo al Rinascimento de “le roi descollectionneurs” escono dall’Ermitage e tornano in Europa per la prima volta. In mostra a Torino.I conservatori dell’Ermitage avevano tentato in tutti i modi di impedire che il governo sovietico, tra il 1932 e il 1933, vendesse alcuni importanti pezzi della strepitosa collezione Basilewsky.Era stato lo Zar Alessandro III nel 1885 ad acquistare in blocco la prestigiosa raccolta, al prezzo esorbitante di sei milioni di franchi, prevenendo l’asta programmata da Drouot e attesa con ansia da esperti e collezionisti francesi. La collezione del conte Alexandre Basilewsky era infatti considerata, già alla fine degli anni ’70 dell’Ottocento, una delle maggiori attrazioni di Parigi.Le resistenze opposte dall’Ermitage alle autorità staliniste, in quegli anni difficili e duri di vendita delle opere del grande museo russo, non furono comunque sufficienti e 25 notevoli pezzi degli 800 giunti a San Pietroburgo alla fine del XIX secolo se ne andarono ad arricchire le maggiori raccolte d’arte del mondo (dal Victoria & Albert di Londra al Metropolitan Museum di New York, dalla collezione del barone Thyssen al Rijksmuseum di Amsterdam), inseriti tra i capolavori dell’arte medievale e rinascimentale. Una vera dispersione, tanto che in alcuni casi la destinazione finale rimane ancora ignota.La collezione Basilewsky per il resto rimase in Russia e solo ora un nucleo di 85 opere, esemplificative della sua altissima qualità e varietà, torna in Europa per la prima volta. Saranno esposte a Torino dal 7 giugno al 13 ottobre 2013 nell’eccezionale mostra “Il Collezionista di Meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky” - curata da Enrica Pagella e Tamara Rappe - in uno dei luoghi divenuto punto di riferimento internazionale delle arti decorative: Palazzo Madama.Un vero evento dunque, promosso da Palazzo Madama-Fondazione Torino Musei, dalla Città di Torino, dal Museo Statale Ermitage e dalla Fondazione Ermitage Italia. INFO www.palazzomadamatorino.it
Il Collezionista di Meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky dal 6/7/13 al 10/13/13
in Palazzo Madama, Piazza Castello, 10122 Torino

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REALITY FLUIDS in mostra al Nhow

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Inaugurazione mostra 5/16/13 - Chiusura mostra 10/13/13 Via Tortona 35 , Milano

REALITY FLUIDS in mostra al Nhow

Reality Fluids è una mostra che propone una varietà di opere tra design, pittura, installazioni e scultura. Vari artisti indagano vari livelli di realtà per esplorare e meglio comprendere il carattere di continua fluidità, trasformazione e impermanenza. L'inaugurazione si terrà il 16 maggio alle 18.30 nell'hotel Nhow. 14 artisti e 14 designer accompagneranno lo spettatore in un percorso in cui i linguaggi vengono scardinati e ricomposti.nhow Milano Tel.: +39-02-4898861 Cell.: +39-340-3071431 Website: www.nhow-hotels.com
REALITY FLUIDS in mostra al Nhow dal 5/16/13 al 10/13/13
in Via Tortona 35 , Milano

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Max Mertens | Plug-and-play

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Inaugurazione mostra 9/11/13 - Chiusura mostra 10/12/13 Foro Buonaparte 60, Milano

Max Mertens | Plug-and-play

12 Settembre – 12 Ottobre 2013BYCR è lieta di annunciare la prima personale in Italia del giovane artista lussemburghese Max Mertens (1982) con il progetto “Plug-and-play".I lavori di Max Mertens della serie “Plug-and-play” sono interattivi, provocatori e ironici, ma allo stesso tempo delicati e intelligenti; "accendono" gli spazi artistici e li trasformano in un'attrattiva per il visitatore. Mertens si muove tra scienza e tecnologia: mischia la cultura tradizionale a richiami di civilizzazione, crea, disturba e muove l’ambiente. L’interazione con chi partecipa ai suoi esercizi semantici permette a Max Mertens di raggiungere un alto grado di coinvolgimento emozionale, trasformando le idee non soltanto in oggetti d’arte, ma piuttosto in nuovi strumenti estetici di comunicazione, che semplificano il contatto tra l’artista e lo spettatore. Inaugurazione: mercoledì 11 settembre, dalle 18 alle 20.30
Max Mertens | Plug-and-play dal 9/11/13 al 10/12/13
in Foro Buonaparte 60, Milano

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IL MONDO CHE NON VEDO personale di Fabiano Parisi

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Inaugurazione mostra 9/12/13 - Chiusura mostra 10/12/13 Via Vincenzo Monti, 28 - 20123 Milano

IL MONDO CHE NON VEDO
personale di Fabiano Parisi

“Il mondo che non vedo” è il titolo della ricerca che Fabiano Parisi ha presentato negli spazi della Galleria Glauco Cavaciuti nel 2011. Vincitore con questo lavoro del Premio Celeste International 2010, il pittore e fotografo romano interpreta nuovamente con il suo personalissimo stile luoghi abbandonati e dismessi. Si introduce all’interno di fabbriche trasformate in ruderi e ne coglie un’antica grandiosità nei piloni che ancora si innalzano a sostenere scheletri metallici di antiche volte, nelle facciate ora vuote che si sdoppiano in spettacolari riflessi creati dall’acqua che ristagna sul pavimento dei vecchi stabilimenti, in saloni un tempo rumorosi dominati dalla presenza di macchinati che sembrano mostri addormentati. Le composizioni sono così rigorosamente composte da creare in chi le osserva un senso di meraviglia perché Parisi sa trasformare la rovina e la desolazione in elementi dotati di una misteriosa bellezza. Così succede quando i soggetti non sono più vecchie fabbriche ma cinema e teatri che sembrano accuratamente allestiti per rendere spettacolare l’abbandono, chiese che nella polvere e nella povertà dei pochi arredi recuperano un inedito fascino, sale di case nobiliari che ancora restano tali mostrando orgogliosamente stemmi, affreschi, boiserie. Come scrive il critico Chiara Canali “negli scatti di Fabiano Parisi, scanditi da una rigida prospettiva centrale, l’attenzione per i minimi dettagli, acuita dalla mancanza di figure umane, e la saturazione dei colori e delle nuance flou, creano una strana atmosfera di aspettativa, al confine del surreale”. E’ una sensazione che si acuisce quando l’obiettivo si sofferma su una giostra immobile, su una sala di ritrovo dove un calciobalilla sembra in attesa dei vecchi giocatori, su una piscina impudicamente vuota. Richiamandosi nel titolo a una raccolta di poesie di Fernando Pessoa, Parisi interviene nelle sue opere trasformandole in autentici pezzi unici. ORARI: lunedì 15-19.30, da martedì a sabato 10-13 e 14-19.00, domenica solo su appuntamento INFO: Galleria Glauco Cavaciuti - 0245491682 info@glaucocavaciuti.com www.glaucocavaciuti.com
IL MONDO CHE NON VEDO personale di Fabiano Parisi dal 9/12/13 al 10/12/13
in Via Vincenzo Monti, 28 - 20123 Milano

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DONNE: una lettura

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Inaugurazione mostra 8/11/13 - Chiusura mostra 10/11/13 viale Grocco, 2, Montecatini

DONNE: una lettura

personale di Antonio Giovanni Mellone a FOOD&BOOKAl Festival di Montecatini, dedicato a cibo e libri, dall’8 al 10 novembre, l’artista inserisce le sue figure femminili, leggendole in chiave del tutto personale. Nell’evento “Food&Book” (www.foodandbook.it), organizzato da Agra Editrice e dal mensile Leggere:tutti, a Montecatini (Pistoia) dall’8 al 10 novembre, può sembrare strano trovare, tra le performance di illustri scrittori e di chef famosi, l’esposizione di un giornalista/pittore ispirata al microcosmo femminile… tuttavia Antonio Giovanni Mellone è strettamente collegato al settore dell’agro-alimentare, in quanto tra i fondatori del movimento non profit Identità Immutate e della sua evoluzione Arte con Gusto; inoltre la personale, ospitata nella grande Sala Pianoforte dell’Hotel Settentrionale Esplanade, in viale Grocco 2 (www.settentrionaleesplanade.it), spiega dal titolo un’altra attinenza con la manifestazione che la ospita: “Donne: una lettura” è il racconto espresso con i pennelli, invece che con la penna o con il mouse, che l’autore fa della vita e delle condizioni sociali dell”altra metà del cielo”.Spiega lo stesso Mellone: «Le donne dei miei quadri esposti a Montecatini, tra cui “Il pianoforte rosso”, “Donne con gatto”, “Amanti”, “Incontro” e “Fantasticando”, sono una parafrasi in chiave moderna, che mette in risalto le loro problematiche attuali, molte delle quali ben diverse da quelle di un tempo. Come si può osservare nell’opera “Bisogno di maternità” o in “Bagnanti”, quadro ispirato alle maschere del teatro Kabuki… Le presenze femminili sono protagoniste anche nel mondo della musica, da me raffigurato con un pianoforte, sinonimo di melanconica dolcezza». A Montecatini, durante le tre giornate di Food & Book, all’Hotel Settentrionale Esplanade, dalle ore 10 alle 22, si potrà così “leggere” l”universo in rosa” secondo la scrittura pittorica dell’autore.In merito ai quadri del giornalista/pittore, che sottendono una precisa ricerca artistica e personali riflessioni, la critica Stefania Provinciali commenta: «La mostra, nuovo appuntamento dell’itinerario toscano dell’artista (dopo Massa, Forte dei Marmi e Marina di Massa), si contraddistingue per i colori, blu, gialli, rossi permeati di materia e di speranze. La donna è intrisa di colore, primitiva, pittorica illusione di un sorso di felicità. L’approccio coglie dal di dentro, là dove Mellone si erge a interprete di un vissuto… Accanto alla realtà si fa però strada anche la fantasia, quella stessa che aggiunge ad ogni opera una forza espressiva, narrativa e compositiva insieme, senza tralasciare gli aspetti di un immaginario collettivo. Ecco allora che le dame della memoria si trasformano in bagnanti sotto l’ombrellone o amiche che si guardano dentro l’animo… Non c’è nulla in Mellone che si ripete anche se i sentimenti e le passioni dell’animo rimangono le stesse ma sempre viste con attenzione a diversi particolari. Il cielo, la spiaggia, la donna sembra dargli nuova forza narrativa mentre i colori si compensano, si disfano, si rinnovano in una ricerca mai sopita e mai fine a se stessa».Invece così scrive del percorso artistico di Mellone la critica Francesca Giovanelli: «L’autore, evolvendo continuamente, si nutre di sperimentazioni, ricerche ed esplorazioni sempre nuove, pur rimanendo immutato nella sua essenza più profonda… Antonio Giovanni Mellone è viaggiatore instancabile di territori a volte già noti, altre volte generati dalla sua feconda fantasia e popolati da dame e cavalieri, astri lunari, centauri e altre creature che via via si aggiungono al seguito. I supporti pensati ogni volta dal pittore per le sue creazioni, (tele, cartoni telati, carta tirata a mano, masonite) si animano di elaborati grafismi e cromie potenti che, giustapponendosi e stratificandosi come in un prezioso palinsesto, finiscono per parlare una lingua multiforme, capace di dilatarsi altrove, traendo energia dalle radici stesse su cui si è formata la sua personale identità».L’artista: Antonio Giovanni Mellone, leccese di nascita e parmigiano d’adozione, è giornalista professionista (già art-director del quotidiano Il Giorno) e dipinge da sempre. Negli ultimi due anni, ha privilegiato le tematiche dei cavalieri e delle donne, illustrati in stile espressionista e soprattutto con vividi colori acrilici, nelle sue personali al Castello Malaspina di Massa, a Palazzo Giordani di Parma, al Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi e a Villa Cuturi di Marina di Massa.La manifestazione: “Food & Book, La Cultura del Cibo, Il Cibo nella Cultura” è il Festival di cui sono protagonisti scrittori (come Andrea Vitali), che nei loro romanzi raccontano il cibo, e chef stellati (come Igles Corelli), che lo esaltano nelle loro ricette e spesso in libri di successo. Il programma propone presentazioni di libri, degustazioni di specialità alimentari di tutta l’Italia, show-cooking, laboratori: oltre 100 eventi, per la gran parte gratuiti, e che si svolgono in varie location della cittadina termale.
DONNE: una lettura dal 8/11/13 al 10/11/13
in viale Grocco, 2, Montecatini

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GIORGIO PERETTI Decostruttivismo Personale di pittura e collage Opere d’arte di ricerca

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Inaugurazione mostra 9/21/13 - Chiusura mostra 10/10/13 Via Cappello 17, Mantova

GIORGIO PERETTI
Decostruttivismo
Personale di pittura e collage
Opere d’arte di ricerca

ARIANNA SARTORIARTE & OBJECT DESIGNVia Cappello, 17 - 46100 MANTOVA - Tel. 0376.324260 - info@sartoriarianna.191.itGIORGIO PERETTI“DecostruttivismoPersonale di pittura e collageOpere d’arte di ricerca21 Settembre – 10 Ottobre 2013Nome della Galleria: Galleria "Arianna Sartori"Indirizzo: Mantova - via Cappello, 17 - tel. 0376.324260Titolo della mostra: Giorgio Peretti “Decostruttivismo” Personale di pittura e collage. Opere d’arte di ricercaMostra a cura di: Arianna SartoriDate: dal 21 Settembre al 10 Ottobre 2013Inaugurazione: Sabato 21 settembre, ore 17.30Presentazione: Dott.ssa Maria Lucia FerragutiOrario di apertura: dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festiviLa Galleria Arianna Sartori Arte & Object Design, in Via Cappello 17 a Mantova, dal 21 settembre al 10 ottobre 2013, ospita la mostra personale dell’artista Giorgio Peretti “Decostruttivismo. Personale di pittura e collage. Opere d’arte di ricerca”, omaggio a Nazarena.L’inaugurazione si svolgerà Sabato 21 settembre, alle ore 17.30, con presentazione della Dott.ssa Maria Lucia Ferraguti, alla presenza dell’artista.“L'opera di Giorgio Peretti è prima di tutto un'opera di valore artistico, ma di un valore artistico particolare, perché non è subito evidente e richiede una certa attenzione, talvolta al di là delle apparenze, per venire compresa, dato che si tratta di un valore non esplicito, piuttosto celato, e questo perché è antitetico rispetto al sistema di valori invalso oggi". È bene partire dall'idea nuova racchiusa lì, nella parola Decostruttivismo e nella sua storia. La novità è che non si tratta di un movimento, semmai è un'attitudine del pensiero, un "discorso filosofico sulla modernità" come rileva Marcolli. Il principio risale all'inizio del XX secolo, all'interno delle avanguardie storiche entro le quali con l'Astrattismo, il Neo-plasticismo, l'Arte concreta, l'Arte ermetico-visuale - il movimento Costruttivista di Tatlin, ha il suo ruolo nell'ottica comune di anticipare il futuro. Non più adesione al presente quanto piuttosto la risposta della modernità al presente, con la fuga dall'imitazione della natura e all'imperante classicità. Bellezza, simmetria, ritmo ed armonia sono superate dall'“uso minimo di ritmi semplici ripetitivi, ritmo di combinazioni dinamiche e diversificate". Il programma del nuovo è coinvolgente: si riflette sull'arte, sull'architettura e lungo la corsa del secolo XX rinnova con la vita il linguaggio, la rappresentazione della realtà, gli aspetti della forma. Il "codice" del Costruttivismo è la geometria e Bruno Zevi ritiene il movimento un disturbo, una contaminazione dei valori convenzionali, come per esempio l'armonia, la stabilità, l'unità.Attilio Marcolli(…) Il Decostruttivismo ha la sua data di nascita nel 1989 a New York, con una mostra di architettura al MOMA (Musem of Modern Art) e tra i suoi fondamenti si trova la vocazione all'originalità del modo di guardare.Giorgio Peretti ha colto l'appello del Decostruttivismo e si ritrova nell'armonia delle figure geometriche dal ritmo piacevole. Condivide il pensiero di Mondrian legato all'impossibilità di costruire lo spazio senza prima dissolverlo. Aderisce a Chunisky, il linguista americano, che spiega come l'immaginazione colga all'interno di una forma delineata un'altra forma più celata, che può emergere completa. Vuole anche esaltare accanto a queste teorie la buona percezione delle forme, le possibilità di scambio con la Gestalt, l'immagine nel passaggio tra "presenza ed assenza". È un'altra realtà. Da pensare ed interpretare fuori dalle proprie certezze, liberi dall'ansia e dalla paura in quanto l'interpretazione della forma non è univoca. Osservava il fondatore dell'arte concreta Max Bill che l'arte costruttiva influenza positivamente le persone e nel 1946 scriveva "qualcosa, che prima esisteva nel mondo delle idee, diventa una realtà che può essere Controllata ed osservata..." e la geometria, nella poetica di Peretti genera avvenimenti spaziali, legati al piacere della visione, già evidenti nella prima mostra del Decostruttivismo a Gubbio nel 1996. La interpreta nello spirito, che trapassa nello spazio, attraverso la ricerca dell'autonomia dell'arte trasmessa dall'eredità delle avanguardie, per il pensiero di docenti e ricercatori dal Vtuchemas russo, dalla Bauhaus della Germania, fino alla Scuola di Ulm nel territorio delle forme, consapevole che tutta l'arte è progetto e che le forme geometriche si fanno interpreti di un valore di conoscenza. Peretti nella sua Dichiarazione di poetica Decostruttivista con la linea dritta e curva (26 marzo 2010) dimostra con la solidarietà al Movimento anche come sia possibile generare un'evoluzione dinamica della forma, proponendo uno scarto dell'immagine originaria. Avviene con la partenza dal punto geometrico, che genera tutte le forme e della linea dritta e di quella curva, e costruisce le forme primarie del cerchio, del triangolo equilatero e del quadrato. Le forme, attraverso il tracciato della riga e del compasso s'arricchiscono di un ritmo cromatico, che risuona per brillantezza, mentre Peretti non dimentica né l'emozione né il pensiero. La fede nel Decostruttivismo è autentica e la sua ricerca così integra che di volta in volta attua nuove e perfette figure geometriche costantemente sottoposte al suo credo. L'opera Decostruttivismo: cerchi e quadrati dislocati – A1 vibra nei rossi uniti al giallo, i verdi accostati al blu. Peretti è creativo ed operativo: è incisore, pittore, ceramista, designer, teorico e maestro d'arte. Sono tutte entità inequivocabilmente fuse, pari ad unità inseparabili, con la sua vita d'artista moderno.Maria Lucia Ferraguti - Vicenza, primavera 2012Giorgio Peretti nasce a Vicenza, l’8 maggio 1937. Dal 1950 frequenta, con borsa di studio e premi, la scuola d'arte e mestieri di Vicenza e si diploma in progettazione e decorazione per ceramica nel 1956. Collabora come decoratore e designer con fabbriche di ceramica a Vicenza, Bassano del Grappa e Nove di Bassano. Dal 1958 intraprende lo studio dell'arte dell'incisione a bulino, puntasecca, acquaforte, litografia e della stampa d'arte, negli ultimi anni '50 e i primi anni '60 frequenta, con altri artisti la stamperia d'arte del litografo e calcografo vicentino Ottorino Busato e realizza le sue prime importanti incisioni e litografie. Nel 1963-1964 frequenta l'Accademia Internazionale di Salisburgo: direttore artistico e insegnante di pittura Oskar Kokoschka, Slavi Soucechk e Werner Otte insegnanti per la litografìa e Kurt Moldovan per l'incisione all'acquaforte, alla fine dei corsi gli è conferito il secondo e il primo premio internazionale per la litografia. Nel 1965 la presidenza e la direzione della scuola d'arte e mestieri di Vicenza lo incaricano a fondare la sezione d'arte grafica nella sede di Vicenza e a Thiene.Espone con personali e collettive in Italia, Austria (Salisburgo), sud della Francia (Cannes ecc.), Stati Uniti (Los Angeles), Venezuela (Maracay), Unione Sovietica (mostra itinerante), Germania (due mostre itineranti), Giappone (Tokio e Kioto), Cina (Hong Kong), South Africa, oltre 141 esposizioni, da ricordare sono almeno:1987 - riceve una targa d'oro per la sua attività culturale dal centro psicografico di Maser (TV).1993, "Movimenti contemporanei, colore, forma, spazio", museo civico e pinacoteca, Palazzo Chiericati, Vicenza.1995 - espone con il gruppo "Architettura dell'Immaginario", alla XLVI Biennale Internazionale d'arte di Venezia, Villa Reale Pisani di Stra –Venezia, invitato da "Le Venezie", sezione "Memorie e attese 1895-1995".1996 - Giorgio Peretti ed Attillo Marcolli organizzano a Gubbio, con le autorità locali una esposizione nel Palazzo dei Consoli di Gubbio, con un gruppo di artisti scelti, da Attillo Marcolli, una prima mostra dal titolo: "In Umbria una prima mostra sul decostruttivismo" in Italia e nel mondo.1997 - scriverà la sua dichiarazione di poetica sull'arte concreta e costruita con linea diritta e curva, continuando nella sua ricerca confortata dai suoi risultati nel 1997, si presenta con una mostra presso la galleria d'arte "San Pantalon" a Venezia,Negli ultimi anni, completa il saggio di poetica sui suoi ultimi 20 anni di lavoro e di ricerca sull'arte concreta e in oggettiva, sviluppa in particolare modo i suoi concetti di forma d'arte "decostruttivista" sulle opere comprese dal 1995-2010.Dall’ottobre del 2000 insegna: mezzi e metodi della rappresentazione nella scuola politecnica di design s.p.a. di Milano, prima libera università italiana di design fondata da Nino Di Salvatore nel 1954.
GIORGIO PERETTI Decostruttivismo Personale di pittura e collage Opere d’arte di ricerca dal 9/21/13 al 10/10/13
in Via Cappello 17, Mantova

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Roberto Floreani - La Pietra e il Cerchio

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Inaugurazione mostra 9/26/13 - Chiusura mostra 10/10/13 Via Alibert 20, Roma

Roberto Floreani - La Pietra e il Cerchio

Si inaugura giovedì 26 settembre alle ore 17.00 negli spazi della Galleria Russo di Roma, la mostra di Roberto Floreani dal titolo "La Pietra e il Cerchio". L'evento offre l'occasione per presentare gli spazi rinnovati della Galleria e nel contempo taglia il nastro che avvia, dopo la pausa estiva, la nuova stagione espositiva. Nel corso della serata, alle ore 18.45 verrà presentato presso il Roma Centro Eventi di via Alibert 5, il libro dell'on.le Goffredo Bettini: Carte segrete. Interverranno all'evento Umberto Croppi e Tommaso Cerno.Dopo il grande successo di critica e pubblico ottenuto dalla mostra al Centro Internazionale di Palazzo Te di Mantova (oltre 16.000 visitatori in cinque settimane d’apertura), la Galleria Russo ne ospita le opere più importanti, inclusa l’installazione che ha titolato l’intero progetto (composta da 30 opere) nella quale Roberto Floreani rielabora i concetti principali della sua ricerca: l’indagine sulla memoria (storica e individuale) e quella sulla circolarità (intesa sia come risoluzione formale dei suoi “Concentrici”, sia come principio filosofico). Il Concentrico, riferimento il più delle volte distintivo nelle sue opere, presentato per la prima volta nel 2003 in una personale al Museo Revoltella di Trieste, diviene quindi una sorta di ponte che collega le due esperienze dell’artista: da un lato la sua formazione culturale e artistica legata all’Occidente e dall’altro l’ormai quarantennale pratica marziale legata all’Oriente. E’ quindi una forte motivazione che alimenta la ricerca pittorica dell’artista, considerato oggi uno dei più convincenti e maturi astrattisti della sua generazione, che ribadisce la possibilità d’intendere l’opera d’arte anche come messaggio di natura spirituale. L’aspetto pittorico che forse appare più interno a questa ricerca è quello legato ai tempi lunghi e minuziosi della realizzazione stratificata dell’opera e alle superfici che sembrano vibrare dall’interno: una sorta di colore-non colore ricavato facendo assorbire ad una superficie bianca, attraverso un procedimento quasi alchemico, le componenti cromatiche delle basi sottostanti trattate in precedenza. Il risultato finale sembra quasi alimentare un baluginio, procurare una sorta di luce interna all’opera, arricchito dalla fisicità materica della superficie e dal bilanciamento dei rilievi geometrici.
Roberto Floreani - La Pietra e il Cerchio dal 9/26/13 al 10/10/13
in Via Alibert 20, Roma

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Solo. Heroes in Crisis

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Inaugurazione mostra 9/19/13 - Chiusura mostra 10/10/13 via di san salvatore in campo, 51, Roma

Solo. Heroes in Crisis

La Galleria Varsi in occasione della mostra personale di Solo mette in essere un vero e proprio epilogo contemporaneo per poter narrare di una società sempre più in Crisi, e chi meglio dei supereroi per descrivere questa deriva. Solo illustra come, proprio loro, a causa della Crisi hanno perso i super poteri, tanto che da invincibili si sono trasformati in vulnerabili.La Galleria Varsi ospiterà la ricerca di Solo, che durante l’ultimo anno ha girato il mondo per indagare sulle nuove imprese che investono questi ex supereroi oggi uomini comuni; fornendoci un’idea sempre più chiara: il supereroe di oggi è colui che ha imparato non solo a vivere, ma a sopravvivere allo scostante andamento economico di cui siamo globalmente vittime. L’uomo comune è il supereroe dei nostri tempi, che sa barcamenarsi come lavapiatti, venditore ambulante, lustrascarpe, imbianchino, collaboratore domestico, personal trainer e a volte come homeless.Solo torna a Roma dopo aver portato questi supereroi sconsolati sui marciapiedi di Parigi, Praga, Ibiza, Atene, Miami, San Francisco, Santa Barbara, Oakland e San Paolo. L’installazione realizzata da Solo nello spazio espositivo rappresenta una reale disamina su come si è andato trasformando uno tra i luoghi fino a ieri destinati alla fantasia e che oggi sono solo quel che sono, pur conservando tracce e segni di una gloria ormai trascorsa. Catalogo: SOLO. Venexia Editrice per Galleria Varsi, curato da Giulia Trionfera e Marta Gargiulo
Solo. Heroes in Crisis dal 9/19/13 al 10/10/13
in via di san salvatore in campo, 51, Roma

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Riapre La Venaria Reale. Arte, Storia, Architettura e Piaceri Regali

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Inaugurazione mostra 1/3/13 - Chiusura mostra 10/10/13 Piazza della Repubblica 4, Venaria Reale, Torino

Riapre La Venaria Reale. Arte, Storia, Architettura e Piaceri Regali

La Venaria Reale riapre venerdì 1° marzo con un nuovo percorso e un ricco programma di attività, eventi, mostre, attrazioni nei Giardini previsti per tutto l'anno. L'incantevole scenario degli spazi seicenteschi con la Sala di Diana, l’eleganza della Galleria Grande con le musiche composte appositamente da Brian Eno, la solennità della Cappella di Sant’Uberto, le opere settecentesche di Filippo Juvarra, le fastose decorazioni unitamente al suggestivo allestimento sulla vita di corte di Peter Greenaway, rappresentano la cornice ideale del Teatro di Storia e Magnificenza, il percorso espositivo della Reggia sulla storia e l’arte sabauda che accompagna il visitatore lungo quasi 2.000 metri, tra piano interrato e piano nobile. Alla Reggia di Venaria, dal 1° marzo 2013, si possono visitare per la prima volta, completamente riallestiti, gli affascinanti Appartamenti della Duchessa Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours e la raffinata Quadreria del Principe Eugenio di Savoia con capolavori di Reni, Albani, Cignani, Van Dyck, Brueghel e altri rinomati maestri della pittura fiamminga e olandese. In primavera verrà inoltre inaugurata la Terrazza della Regina verso il Parco alto. Da marzo 2013 il percorso è arricchito dal ciclo pittorico del distrutto Oratorio della Compagnia di San Paolo, riallestito dopo un intervento di restauro a cura del Centro Conservazione e Restauro ed esposto nella Sacrestia della Cappella di San’Uberto. Da aprile sarà anche possibile ripercorrere la storia degli ultimi due secoli della Reggia in Ombre e luci: la Fabbrica del Restauro, percorso che racconta attraverso la rievocazione del periodo militare e dell’abbandono, il dibattito culturale sul recupero funzionale e le nuove destinazioni d’uso, gli interventi di recupero, fino alla rinascita della fine anni Novanta avvenuta con il complesso lavoro del “Progetto La Venaria Reale”, il più rilevante cantiere d'Europa per i beni culturali, che ha portato alla grande inaugurazione del 2007. Da quest’anno inoltre la Reggia ritrova il suo Parco presentando un ricco programma di visite e attività congiunte con La Mandria. Inoltre, riprendono dalla primavera 2013 gli imperdibili appuntamenti con i Piaceri Regali: Gondole sulla Peschiera, tour in trenino e carrozza, spettacolo della Fontana del Cervo e Cene Regali. Per tutto il periodo estivo, la Reggia è animata da Fuori orario. Sere d’Estate alla Reggia, grandi “feste”, spettacoli e concerti, mimi e giocolieri che si esibiscono dalla tarda serata nella Reggia e nei Giardini. Dalla primavera 2013 inoltre tutte le scuole possono beneficiare dell’entrata gratuita alla Reggia e Giardini (fino a giugno). La grande novità del 2013 è rappresentata anche dalla possibilità di passare un’intera giornata alla Reggia approfittando di tutte le meraviglie che questa offre grazie alla nuova formula del Biglietto “Tutto in una Reggia". Questo biglietto “tutto compreso" comprende la visita alla Reggia con il percorso Teatro di Storia e Magnificenza, gli eventi espositivi, Musica a Corte e tutte le Mostre in corso. Inoltre offre l’ingresso ai Giardini (Parco alto e Parco basso) con Potager Royal, installazioni di arte contemporanea, Fantacasino, Domeniche da Re e Teatro d’Acqua della Fontana del Cervo ad un costo complessivo di 20 euro. Per le famiglie invece è stata pensata una nuova formula che prevede l’ingresso di 2 adulti e di massimo 3 ragazzi per un totale complessivo di 39 euro. Inoltre questi ingressi danno diritto al 10% di sconto presso i punti ristoro, bottega e bookshop; e al Ridotto per il servizio di Audiopen nella Reggia, il Trenino, Carrozza e Gondole nei Giardini. PER INFO www.lavenaria.it
Riapre La Venaria Reale. Arte, Storia, Architettura e Piaceri Regali dal 1/3/13 al 10/10/13
in Piazza della Repubblica 4, Venaria Reale, Torino

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(Arte.misia) Dedicato a tutte le donne

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Inaugurazione mostra 9/29/13 - Chiusura mostra 10/9/13 Via Aminale, 22 Terni

(Arte.misia) Dedicato a tutte le donne

11 donne artiste per Notte On, a cura di Maela Piersanti.Nella città di Terni, dal 29 Settembre vi saranno eventi di ogni genere, musicali, teatrali e di danza. Palazzo Primavera e le prestigiose Sale di Via Aminale, faranno da cornice ad una serie di appuntamenti dedicati alle donne in cui si alterneranno undici artiste: ELEONORA ANZINI, DILETTA BONI, ANGELA CACCIAMANI, CATERINA CIUFFETELLI, MORENA COSTANZI, ELENA DI FELICE, MELISSA MARCHETTI, VERONICA MORRESI, KATIA PANGRAZI, ELISA PIETRELLI, IRENE VESCHI, esporranno il figurativo, l’astratto, la fotografia per celebrare la melodia, l’incanto, lo splendore, l’ideale e l’audacia delle Donne.Nel corso dei 10 giorni all’interno della mostra, si darà vita all’albero delle emozioni. Tutti i visitatori potranno appendere un oggetto che nella propria vita ha suscitato una gioia, un’ inquietudine, o una semplice emozione.INAUGURAZIONE DOMENICA 29 SETTEMBRE ORE 17.30 SALE DI VIA AMINALE/PALAZZO PRIMAVERA Organizzazione generale Madè Pubbliche relazioni di Maela Piersanti
(Arte.misia) Dedicato a tutte le donne dal 9/29/13 al 10/9/13
in Via Aminale, 22 Terni

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URBAN STORYTELLERS

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Inaugurazione mostra 9/7/13 - Chiusura mostra 10/7/13 Piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano

URBAN STORYTELLERS

Dal 7 settembre 2013, la Fondazione Forma per la Fotografia, in collaborazione con Renault ospita il momento conclusivo della rassegna dedicata alla visione della città. Urban storytellers è una mostra dedicata alla città con oltre 60 immagini realizzate da Martin Parr della Magnum Photos e da sei fotografi di Contrasto: Tommaso Bonaventura, Lorenzo Cicconi Massi, Fabio Cuttica, Daniele Dainelli, Massimo Siragusa e Antonio Zambardino. Una raccolta di sguardi dinamica e vivace, capace di far scoprire gli aspetti del quotidiano che i nostri occhi spesso non riescono a cogliere, visioni inedite e sorprendenti del tessuto urbano nel quale viviamo. La mostra Urban storytellers è impreziosita dalle fotografie di Roma inedite e mai esposte prima, realizzate da Martin Parr con Renault Captur in occasione di uno shooting esclusivo realizzato per le strade della capitale con il suo stile squisitamente originale. Attraverso la mostra “Urban StoryTellers” - afferma Francesco Fontana Giusti, Direttore Comunicazione di Renault - abbiamo voluto abbinarci al mondo della fotografia per la sua istantaneità nel raccontare la vita cittadina da scoprire con uno sguardo diverso, quello dei grandi fotografi con le loro visioni in movimento e inediti punti di vista. Alla mostra saranno presenti anche le foto del vincitore del contest Instagram #capturetheday, selezionato tra gli oltre 900 partecipanti chiamati a catturare e a condividere istanti di vita quotidiana. Dal 7 settembre al 6 ottobre Tutti i giorni dalle 10 alle 20 Giovedì fino alle 22. Chiuso il Lunedì ingresso gratuito
URBAN STORYTELLERS dal 9/7/13 al 10/7/13
in Piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano

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LE SCULTURE DI ETTORE GRECO

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Inaugurazione mostra 9/25/13 - Chiusura mostra 10/6/13 Avenue Gabriel 3, Parigi

LE SCULTURE DI
ETTORE GRECO

PARIGIESPACE PIERRE CARDIN25 SETTEMBRE – 6 OTTOBRE 2013LE SCULTURE DIETTORE GRECOSarà Ettore Greco (Padova, 1969), una delle voci più importanti della scultura italiana contemporanea, il protagonista della mostra che dal 25 settembre al 6 ottobre apre il calendario espositivo dell’Espace Pierre Cardin di Parigi dopo la pausa estiva.Il percorso espositivo raccoglie venti opere, in gesso, creta, plastecrete, bronzo, insieme con bozzetti, frammenti di sculture e disegni, volti a ricreare un esposizione-laboratorio dove il visitatore potrà conoscere l’arte dello scultore padovano, considerato uno degli eredi della grande scultura francese che ha Rodin come capo fila.La mostra Issue de secours (uscita di sicurezza) documenta il rapporto viscerale che Greco intrattiene con la lavorazione della materia, sia essa creta, gesso o bronzo.Il titolo, infatti, si riferisce al fatto che la scultura rappresenta per l’artista un modo di incanalare idee, energie e sensazioni che se non trovassero una via d’espressione potrebbero soverchiarlo. Modellare, scolpire diventa dunque una necessità, un desiderio profondo di ritorno alla terra, ai suoi riti e ai suoi tempi.L’esposizione mette in luce questo rapporto singolare: uomo-materia, senza sviluppare un tema preciso, ma evidenziando il processo creativo che Ettore Greco chiama significativamente “caos”. Da quest’ultimo nasce tutto: “la forma in sé non esiste, se prima un'idea non attraversa il caos della coscienza” (Mattia Signorini).L’iniziativa è accompagnata da un catalogo bilingue (francese/italiano) a cura di Laura Marchesini, con testi di Pierre Cardin, Laura Marchesini e dello scrittore Mattia Signorini; fotografie di Pierantonio Tanzola.La vocazione dell’Espace Pierre Cardin è quella di promuovere a livello internazionale artisti emergenti e affermati, mettendo a disposizione una location espositiva di eccezione, in una delle capitali europee dell’arte. La mostra patrocinata e fortemente voluta da Pierre Cardin suggella l’apprezzamento e la stima che lo stilista francese porta, ormai da anni, verso l’opera di Ettore Greco.Parigi, 19 settembre 2013Breve biografia:Ettore Greco è nato a Padova nel 1969 e si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1992. Nel 1994 ha aperto un suo atelier e due anni più tardi ha tenuto la prima mostra personale. Dal marzo del 2011 un suo San Sebastiano è in permanenza al Vittoriale degli Italiani, la casa-museo di Gabriele d’Annunzio a Gardone Riviera (Bs) e dal giugno dello stesso anno Ettore Greco è presente alla 54° Biennale di Venezia. Le sue sculture sono state esposte in molte città, tra cui Milano, Torino, Firenze, Berlino, Parigi, New York.ETTORE GRECO. Issue de SecoursParigi, Espace Pierre Cardin (3, avenue Gabriel)25 settembre - 6 ottobre 2013Inaugurazione martedì 24 settembre ore 19.00-21.00Orari di apertura: 11.00-18.00Ingresso liberoInfo:tel. 01 42669553Jean-Pascal Hessejphesse@pierrecardin.frIniziativa promossa dall’Espace Cardin di Parigi e dalla galleria d’arte Maurizio Nobile Bologna-Paris
LE SCULTURE DI ETTORE GRECO dal 9/25/13 al 10/6/13
in Avenue Gabriel 3, Parigi

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About a Dock mostra d'arte tecnologica

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Inaugurazione mostra 9/18/13 - Chiusura mostra 10/6/13 Via Vittorio Emanuele 121 Catania

About a Dock
mostra d'arte tecnologica

Si inaugura giorno il 18 Settembre alle ore 18:30 la mostra ”About a Dock” presso il Palazzo della Cultura. La mostra intende evocare, attraverso l'esposizione di 14 artisti attivi nell’area metropolitana della città di Catania, il tema dell'approdo. Il porto, il mito, la bellezza, la storia, la denuncia, i “non-luoghi”, decantati dall'Antropologo francese Marc Augè, sono argomenti posti sotto i riflettori dell'evento immerso all'interno di una delle più ricche scenografie barocche che Catania possiede; Palazzo della Cultura. About a Dock si inaugura, non a caso visto il tema della mostra, in un luogo situato nell’isolato dell’antica Civita, spazio della marina catanese, che comprende oltre al porto nuovo anche il più grande molo della città. La mostra è curata da Angelo Cigolindo e presenta testi critici curati da Concetta De Grandi e Fiorella Spataro. Gli artisti, noti nel campo artistico e nella critica istituzionale, ricorrono, mediante le loro opere, alla tecnologia; per mezzo di applicazioni digitali legati agli interventi di post produzione fotografica, e all'astrazione; attraverso processi di sintesi e decodificazione della visione oggettiva dell'artista. Nuovi modelli di soggettività legati alla sperimentazione di contemporanei linguaggi visuali saranno offerti al pubblico fino al 6 Ottobre. La mostra sarà aperta, ad ingresso gratuito, dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00. Domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00.Il Curatore dell'evento, Angelo Cigolingo, ringrazia l’Assessore ai Saperi e alla Bellezza Condivisa, prof. Orazio Licandro, il Direttore della Direzione Cultura e Turismo, Arch. Augusta Manuele, i Responsabili Tecnico Direttivo “Organizzazione mostre ed eventi”, il Dott. Salvatore Lo Giudice e il Dott. Giovanni Oberdan, il partner ufficiale dell'evento, l’Associazione culturale ZenArt.artisti in mostra: Dario Alberghina, Mariagrazia Barbagallo, Rossella Caporale, Marco Cassone, Angelo Cigolindo, Valentina Costa, Sebastiano Cucè, Massimiliano D'Angelo, Walter Di Santo, Jacopo Gregori, Gabriella Napolitano, Pierluca Libra, Salvatore Pappalardo, Andrea Strano. Video copertina a cura di Daniele Baglio e Elio Cultraro progetto grafico a cura di Marco Cassone
About a Dock mostra d'arte tecnologica dal 9/18/13 al 10/6/13
in Via Vittorio Emanuele 121 Catania

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Sguardi al femminile. 3 modi di pensare la fotografia

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Inaugurazione mostra 9/22/13 - Chiusura mostra 10/6/13 Via Don Luigi Testori, 14 – Castellanza (Va)

Sguardi al femminile. 3 modi di pensare la fotografia

L’Archivio Fotografico Italiano, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del comune di Castellanza, organizza la rassegna fotografica dal titolo: Sguardi al Femminile – 3 modi di pensare la fotografia. Quattro le autrici invitate, che con ricerche e sensibilità differenti ci condurranno dentro storie, interpretazioni, poetiche, memorie. LE MOSTRE, LE AUTRICI: TERESA CARRENO RIFLESSI, OVVERO LE INQUIETUDINI DEL VIVERE Quindici immagini che ritraggono un mondo dominato dall’ansia del consumo, dalla cultura dell’intrattenimento e dalla solitudine dell’uomo globale a causa di un individualismo sempre più stereotipato. Fotografa professionista dal 1995, Teresa Carreño è nata a Caracas (Venezuela) e residente in Italia dal 1990. Si diploma al centro di fotografia CFP Bauer di Milano e poi presso la Scuola Civica di Cinema e Televisione di Milano. È autrice di numerosi reportage tra cui uno sulla guerra nella ex Jugoslavia, sul Kosovo, sulla violenza sulle donne. Ha pubblicato i seguenti libri fotografici: Tierra de nadie (Fundarte e Ateneo di Caracas,1994), Il gesto del dono (Electa Napoli,1998), Colori di Madre (Charta, Milano,2001), La storia di Bryan (Agorà 35, Brescia, 2003). Sue fotografie sono state esposte in Italia e all’estero. Dal 2004 ha ideato alcuni progetti di matrice sociale: OltreFamiglia, lavoro collettivo per il settimanale “Io Donna”sulla crisi dell’istituzione familiare a cura di Susanna Legrenzi; La Memoria dei Giochi progetto collettivo per le scuole elementari milanesi sul tema “gioco e integrazione” in collaborazione con la Provincia di Milano. Dedica parte del suo lavoro alla ritrattistica e alla ricerca fotografica con particolare attenzione alla condizione degli immigrati in Italia. Il suo ultimo lavoro Arte & Cronaca è stato esposto al padiglione Italia della 54a mostra internazionale d’arte di Venezia come iniziativa speciale per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia (Torino 2012) e successivamente alla manifestazione "Imagen y Cuerpos Politicos" a cura del filosofo e teorico della fotografia francese François Soulages in collaborazione con il Centro di Studi Latinoamericani Celarg a Caracas (Venezuela). Recentemente ha partecipato al progetto Milano&Oltre alla triennale di Milano a cura di Connecting Cultures (agenzia di ricerca e di produzione culturale). Le sue fotografie sono state pubblicate sui maggiori quotidiani e sulle più importanti riviste italiane . Teresa Carreño è rappresentata in Italia e all’estero dalla Hernandez Art Gallery di Milano.PATRICIA DINU IL DESERTO DELLE ANIME Non è semplice cimentarsi con il paesaggio americano, molti autori famosi insieme con altri poco noti se non addirittura sconosciuti, hanno fornito il loro contributo nel mostrare, attraverso la fotografia, questo splendido e immaginifico creato divino. La definizione di creato divino ci viene da molto lontano, infatti, Ansel Adams il grande autore americano, lo usa nella sua autobiografia per descrivere la maestosità, la possanza, la grandiosità e la bellezza di questi luoghi che solo una entità mistica superiore può avere concepito. In questo Ansel Adams ha ragioni da vendere; come non si può rimanere incantati a riflettere su quello che ci si para innanzi quando ci fermiamo in contemplazione ad osservare quei luoghi intrisi di una bellezza e di una sostanza selvaggia, in grado di farci sentire piccoli al cospetto della Natura. Una Natura materna, che sa’ essere benigna e, al tempo stesso, un genitore severo e pretenzioso di rispetto. E’ in quest’ aggettivo che troviamo la sostanza delle immagini di Patricia, una attenzione spasmodica alla sostanza della Natura che ha saputo estrapolare, con sapienza e con poesia, dal mare nostrum della visione totale. Il sinuoso andare delle rocce, richiama la dinamica del tempo che non si concede pause, ma plasma in moto continuo e scandisce il progredire dell’anima della Natura. Rispetto della luce che si afferma nei paesaggi desertici, in cui l’anima del paesaggio si concretizza in forme solide e sinuose, addolcendo il bianco e nero intenso e drammatico, utilizzato sapientemente, per condurre l’osservatore/visitatore, dentro la vera anima del paesaggio. Perché anche la Natura e il paesaggio hanno un’anima, solo che non facile rilevarla, coglierla, bisogna possedere qualcosa di speciale per riuscire a percepirla, e questo non è da tutti. In troppi (superficiali), pensano che la fotografia di paesaggio sia la riproduzione di un bel luogo, ma sbagliano. Cogliere il paesaggio richiede un mix assai articolato, di sensibilità, creatività, visione, stile e personalità, prerogative complesse che devono essere apprese, coltivate e ben nutrite se vogliamo raggiungere livelli ben oltre la soglia del bel “paesaggio”. Patricia Dinu è riuscita in questo arduo compito; con umiltà ha affrontato la Natura e, grazie alla sua personalità, ne ha saputo cogliere l’anima profonda permettendo, a nostra volta, di goderne i frutti. Erminio AnnunziPatricia Dinu nasce a Bucarest nel 1981 e dal 2000 vive a Milano. Successivamente si appassiona alla Digital Art e alla fotografia,nel contempo ottiene la certificazione Adobe Expert per Photoshop CS4/5/6 e Illustrator CS4/5/6. Le sue opere di Digital Art vengono pubblicate sulla rivista internazionale"Photoshop Creative Magazine" nel numero di Agosto/Settembre 2011. Nel 2013 si diploma all'Istituto Italiano di Fotografia di Milano. La sua passione è la fotografia paesaggistica, naturalistica e i reportage. Ha esposto in mostre collettive in varie parti d’Italia e ricevuto diversi premi e prima Classificata all’Oasis Photocontest 2013 - Categoria "Gente e Popoli". SONIA LAMIA IL SILENZIO DELLE PAROLE… “...Le parole scivolano via come pioggia infinita in una tazza di carta... scivolano selvaggiamente e si disperdono nell’universo laghi di dolore, onde di gioia alla deriva nella mia mente aperta possedendomi e accarezzandomi...” da: “Across The Universe” di John Lennon, cover e video di Rufus Wainwright. Questa ricerca fotografica non è basata su nessun volto ma sull’interpretazione, creativa e personale, delle parole, dei segni che ogni essere umano lascia nel suo vivere. Possono descrivere la quotidianità, altre volte sono semplici pensieri di vita oppure possibili sogni di qualcuno. Parole e sogni rivisti con l’ausilio dell’obiettivo fotografico per essere rimescolati nei pensieri, nella quotidianità di chi osserva, completamente ignaro di quello che queste tracce hanno lasciato nei protagonisti, diventando così parte di altri pensieri, di altre parole, di altri vissuti... di altri sogni. La vita poi non altro è che questo... Tanti gesti quotidiani simili ma interpretati da menti con vissuti diversi...per portare avanti e realizzare ogni piccolo o grande sogno personale. Tutte le foto sono stampate su carta baritata ai sali d’argento, Kentmere e Ilford, con doppio bagno di fissaggio e virate in bagno di selenio. La passione fotografica inizia alla fine degli anni ’80 con l’acquisto di una Olympus OM-10 e un obiettivo 50 mm, a breve seguono l’acquisto di altre macchine fotografiche complete di corredo di obiettivi e iniziano così le prime sperimentazioni visive, basate su negativi a colori e Diapositive. L’evoluzione è poi il passaggio al medio formato prima con una fotocamera Mamiya, la RZ67, e poi verso il sistema Hasselblad. Contemporaneamente con l’acquisto della prima fotocamera medio formato, in controcorrente con la nuova nascente fotografia digitale, il bianco e nero analogico e la camera oscura diventano il mezzo preferito per far nascere i propri scatti fotografici. La camera oscura, corredata da tre ingranditori , è ancora oggi la protagonista dello sviluppo dei propri negativi e stampe. Ha affinato la tecnica studiando il sistema zonale di Ansel Adams, per avere la conoscenza di una pre visualizzazione dello scatto, e dunque anche una chiara idea di come sarà il negativo e la stampa finale, perché oltre alla visione e composizione creativa è importante anche comprendere la tecnica del mezzo fotografico... -“Credo che, in camera oscura, sperimentare sia un’ottima disciplina personale per arrivare al risultato voluto, per dare anima alle fotografie…”- Ancora oggi, nonostante l’utilizzo e non disprezzando anche il formato digitale, la preferenza è per la fotografia in medio formato in bianco e nero analogico sviluppata e stampata in proprio.Formazione fotografica: Valter Ferian, che attualmente insegna alla John Kaverdash School di Milano al master di camera oscura. Keith Carter e Mauro Fiorese da cui ha potuto apprendere l’aspetto poetico e l’amore della fotografia in bianco e nero fine art. Altri corsi formativi con i fotografi: Reza Kathir, Maurizio Bortolotti, Michela Manzolini, Michela Baroni. Altri insegnanti, forse non consapevoli di essere stati tali, sono stati i libri ed i saggi di fotografia, le esposizioni fotografiche ...ed il vissuto giornaliero. Perchè la passione e l’amore per la fotografia non si riduce a pochi attimi di vita ma si nutre del pensiero di ogni giorno e cambia il modo di osservare le cose...è un work in progress... Attualmente svolge, per conto di Comuni e Enti del territorio corsi di fotografia e workshop. Ha esposto in varie mostre personali e collettive in spazi prestigiosi in Italia e in Svizzera.
Sguardi al femminile. 3 modi di pensare la fotografia dal 9/22/13 al 10/6/13
in Via Don Luigi Testori, 14 – Castellanza (Va)

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Nello splendore mediceo. Papa Leone X e Firenze

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Inaugurazione mostra 3/26/13 - Chiusura mostra 10/6/13 Piazza di Madonna degli Aldobrandini 6 50123 Firenze

Nello splendore mediceo. Papa Leone X e Firenze

Nello splendore mediceo. Papa Leone X e FirenzeFirenze, Museo delle Cappelle Medicee26 marzo - 6 ottobre 2013Con questa mostra il Museo delle Cappelle Medicee ricorda l'incoronazione del primo pontefice di casa Medici, Giovanni, figlio di Lorenzo il Magnifico, ripercorrendo le sue iniziative e i suoi lasciti in campo artistico per la città natale e i luoghi della famiglia, in un periodo di sbalorditiva creatività culturale tra Firenze e Roma.NELLO SPLENDORE MEDICEO PAPA LEONE X E FIRENZEMuseo delle Cappelle Medicee25 marzo - 6 ottobre 2013Il Museo delle Cappelle Medicee celebrerà la figura di Leone X, primo papa di Casa Medici, a cinquecento anni dall'elezione al soglio pontificio. Dall'angolo visuale fiorentino, la mostra seguirà la vita di Giovanni, figlio secondogenito di Lorenzo il Magnifico, dalla nascita a Firenze nel 1475 fino al 9 marzo 1513, quando venne eletto papa, e al suo breve ritorno in patria nel 1515. Le prime sezioni dell'esposizione saranno dedicate all'educazione del futuro papa. Fin dalla nascita a contatto col colto entourage umanistico sostenuto dal padre, Giovanni venne educato dai più importanti letterati e fu in rapporto con i maggiori artisti del tempo fra i quali il giovane Michelangelo. Eletto cardinale in tenera età, Giovanni subì le drammatiche sorti della sua famiglia che nel 1494 fu cacciata da Firenze dove poté fare ritorno solo nel 1512. Opere di Botticelli, Andrea Sansovino, Granacci, Ghirlandaio e Perugino illustreranno questa parte del percorso. Nella seconda sezione della mostra questi avvenimenti saranno ripercorsi anche per tramite della produzione artistica fiorentina, e s' intersecheranno con le vicende del giovane cardinale di cui saranno evidenziati quegli interessi e passioni che sbocciarono al tempo della sua elezione al soglio pontificio col nome di Leone, nome da lui scelto non solo per celebrare alcuni suoi eminenti predecessori, ma anche per evocare il leone (marzocco),l'animale simbolo di Firenze. La terza sezione sarà dedicata al pontificato di Leone X e ai riflessi che ebbe nell'Urbe. Gli anni del papato leonino furono celebrati come una nuova 'età dell'oro' in cui la capitale della cristianità poté rivivere per opera non solo di artisti, ma anche di poeti e di umanisti, le istanze del mondo classico. Sono questi gli anni in cui si iniziarono o si proseguirono le grandi fabbriche di Roma: fra le altre la basilica di San Pietro, mentre Raffaello dette seguito a straordinarie imprese pittoriche. Ritratti del Papa e suoi stemmi e simboli saranno affiancati da alcuni dei progetti leonini per Roma. Raffaello, Bugiardini, Della Robbia, Giuliano da Sangallo rappresenteranno la sezione nella quale si farà riferimento anche alla 'questione luterana'. Mentre il Sanzio dava la propria impronta alla Roma leonina, la presenza di un Medici sul trono di Pietro richiamò nell'Urbe un gran numero di fiorentini, anche artisti che, proprio in virtù di quello straordinario clima di munificenza e fasto, speravano di ottenere dal papa commissioni di rilievo. Tuttavia l'occasione di celebrare il pontefice fu data a questi artefici dall'ingresso di Leone X a Firenze, il 30 novembre del 1515. Il papa, infatti, entrò in città attraverso un itinerario reso suggestivo dai numerosi apparati effimeri posti in luoghi simbolo del percorso viario e che furono realizzati dai più celebrati artisti: del seguito papale - di cui faceva parte il cugino Giulio de' Medici, futuro papa Clemente VII - della complessa impresa decorativa, e delle opere realizzate da pittori e scultori si darà ampiamente conto nella quinta sezione, dove saranno esposti anche alcuni preziosi manufatti eseguiti in città per solennizzare il pontificato di Leone X. La complessità di tale impresa (testimoniata dai diaristi, da preziosi documenti e da qualche oggetto giunto fino a noi) e l'opera per essa svolta da artisti fra i più celebrati sarà evocata attraverso disegni e tavole di quei pittori fra gli altri: Baldassarre Peruzzi, Rosso Fiorentino, Ridolfo del Ghirlandaio. Al contempo numerose saranno le oreficerie, i codici miniati e i parati che, raffinatissimi, furono realizzati a Firenze per celebrare il pontificato leonino. L'ultima sezione dell'esposizione illustrerà la cura profusa dai papi Medici, Leone X prima e Clemente VII poi, nella realizzazione di progetti architettonici promossi a Firenze dalla loro casata. Si ripercorrerà così la storia del complesso laurenziano a partire dall'affidamento a Michelangelo del progetto della facciata (mai realizzata) di San Lorenzo, e dei lavori della Sagrestia Nuova che, tra interruzioni e riprese, rimase incompiuta alla partenza definitiva del Buonarroti alla volta di Roma, nel 1534 e si presenterà, per la prima volta al pubblico, la straordinaria forma poliedrica scelta da Michelangelo per ilcoronamento della lanterna della Sagrestia Nuova.
Nello splendore mediceo. Papa Leone X e Firenze dal 3/26/13 al 10/6/13
in Piazza di Madonna degli Aldobrandini 6 50123 Firenze

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La magnifica ossessione

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Inaugurazione mostra 10/26/12 - Chiusura mostra 10/6/13 Corso Bettini 43 38068 Rovereto Trento

La magnifica ossessione

La magnifica ossessione a partire dalle proprie ricchissime raccolte, il mart ha spesso presentato in prospettive tematiche, con focus di approfondimento di nuclei circoscritti. l'occasione del traguardo dei dieci anni è quello di costruire un panorama più esteso ed aperto sulla collezione, permettendo al pubblico di esplorarla MART ROVERETO (TRENTO) - dal 26 ottobre 2012 al 6 ottobre 2013
La magnifica ossessione dal 10/26/12 al 10/6/13
in Corso Bettini 43 38068 Rovereto Trento

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Incredible Nature

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Inaugurazione mostra 9/24/13 - Chiusura mostra 10/5/13 Viale Premuda 27, Milano

Incredible Nature

Chie Art GallerypresentaINCREDIBLE NATUREAliz Polgar | Evija Freidenfelde | Francesco Spatara | Laetitia Lescoat | Maurizio Farina | Renato Sorrentino |La mostra, in un’unica esposizione collettiva, svela la natura mediante varie tecniche artistiche, come la pittura e l’arte digitale, le quali comunicano tra loro legate da un solo e unico filo conduttore: L’incredibile natura e il suo fascino, che attraverso la pittura sfociano in suggestiva magia. La natura, i suoi colori e la sua trasfigurazione magica in pittura e arte digitale, porta la nostra mente a riflettere e a sperimentare le esperienze sensoriali più affascinanti, in un’attrattiva senza tempo. Il concetto di natura come contrasto di luci, colori, elementi reali che diventano quasi onirici, lo ritroviamo nell’opera “Lune rosse” di Maurizio Farina, che utilizza la tecnica digitale, mediante la quale gli elementi vengono mossi come pedine su una scacchiera, con un senso di suggestiva rassicurazione; colori e contrasti dove la natura può dirsi trasfigurata e divenire magia. L'ungherese Aliz Polgar, utilizza tecniche miste e nel suo ultimo periodo creativo ha sperimentato la tecnica digitale, per mezzo della quale rappresenta la natura nei suoi colori più vividi e immaginifici, con una continua ricerca delle forme e degli accostamenti di colori, come nell’opera “Pioggia dei colori”, in cui gioca con le tonalità dei verdi. Nelle opere di Renato Sorrentino la natura ha preso il sopravvento; in “Vestigia II” tutto ciò che vi era di urbano, a distanza di secoli dalla scomparsa dell’umanità, diventa solo una piccola scala mobile in lontananza, ormai inusuale, un po’ malinconica; la natura riprende il proprio spazio nel mondo e diviene monito per l'umanità. Di carattere riflessivo-malinconica l’opera di Evija Freidenfelde, artista lettone di Riga, che con la tecnica del dripping (action painting), ci mostra la natura nella pace della notte suggestiva, spaesante e affascinante. L’uomo è perso di fronte alla bellezza della natura: L’erba, il cielo, la luna e le stelle diventano un turbine di colori, si intrecciano e si abbracciano. Nelle opere della francese Laetitia Lescoat i paesaggi vibrano di una pittura materica corposa e trascinante. Nel suo dipinto “The eye of the Sinai”, il blu carico di tensioni emotive porta alla riflessione, alla pace e tranquillità delle terre lontane, ma al contempo, il ritmo delle pennellate rapide e spezzate rimandano alle difficoltà, ai turbamenti della vita. Francesco Spatara indaga gli spazi vitali, in particolare gli scorci degradati di paesi di montagna, con grande energia cromatica. Nel dipinto “Paesaggio grigio”, la natura è dominante ed ha la rivalsa sulle costruzioni dell’uomo, i colori quasi aggettanti dialogano con lo spettatore e lo pongono in attiva comunicazione con l’opera.La natura in queste opere diventa una vera e propria trasfigurazione onirica, rendendola suggestiva, inquietante, spesso insolita, ma affascinante. I colori vivi, a volte cupi, le luci, le ombre, tutto è l’incredibile natura. Giorgia CattorettiINCREDIBLE NATURE dal 24 settembre al 5 ottobre 2013 Lun. 14.30 – 19.00 Mar. – Sab. 11.30 – 19.00 Chie Art Gallery V.le Premuda 27, Milano Tel. 02 36601429 chie.artgallery@gmail.com
Incredible Nature dal 9/24/13 al 10/5/13
in Viale Premuda 27, Milano

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TAT SURREALISM: il tatuaggio nell'arte contemporanea

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Inaugurazione mostra 9/28/13 - Chiusura mostra 10/5/13 Via Treviri, Roma

TAT SURREALISM: il tatuaggio nell'arte contemporanea

con Azzurra Galatolo, Michele Guidarini, MissJuliet, Diletta Lembo, Fabio Moro, Claudia Ottaviani, Pelin Santilli, Amanda Toy, Valentina Zummoa GarageZero (Via Treviri, Roma) 28 Settembre 2013 dalle 18.00Nei primi del novecento l’arte del tatuaggio, da simbolo di degrado sociale e morale si è trasformata in icona della controcultura. Da sempre, attorno a quest’arte ruota un’aurea di sacralità e magia. Il tatuaggio, da feticcio a rituale più antico, oggi è protagonista nelle arti visive: dalla pellicola Eastern Promises di David Cronenberg, al successo editoriale di Nicolai Lilin o l’opera di Elenia Depedro, del 2006.È per questo, che Nasmia Mallah e Studio21 Art Gallery, hanno deciso di riunire nove artisti del panorama internazionale, in un'unica mostra per affrontare a fondo questo tema in un doppio appuntamento a GarageZero, Via Treviri, a Roma. Gli artisti Michele Guidarini, Pelin Santilli, Valentina Zummo e Azzurra Galatolo si confronteranno con gli artisti e tatuatori Claudia Ottaviani, Diletta Lembo, MissJuliet, Fabio Moro e Amanda Toy nella mostra collettiva “TAT SURREALISM – Il tatuaggio nell’arte contemporanea”.GarageZero, conosciuto ai più per aver dedicato le ultime mostre collettive e personali alla Street Art e alla riqualificazione di quest’arte dalla storia controversa proprio come quella della Tattoo Art, aprirà le porte, sabato 28 Settembre e il 5 Ottobre, dalle 18.00. (Per visionare la mostra al di fuori delle due aperture sarà necessario fissare un appuntamento direttamente con GarageZero)Gli artisti in mostra, per lo più appartenenti alla branca del pop surrealism, da cui il nome della collettiva, hanno quindi sviluppato il tema del tatuaggio in una serie di opere, contribuendo così a creare tante piccole mostre “personali”, unite in unico spazio espositivo riproducendo una sorta di excursus sulla storia del tatuaggio attraverso la rappresentazione dei vari stili: dal marinaresco al new school.“TAT SURREALISM – Il tatuaggio nell’arte contemporanea”, unisce le figure femminili tipiche del pop surrealism di Claudia Ottaviani e Valentina Zummo, le forme un po’ aliene e un po’ cartoon di Pelin Santilli e Michele Guidarini, ai colori accesi e le forme decise, di Amanda Toy, Azzurra Galatolo e Diletta Lembo, per finire con il realismo di Miss Juliet e il marinesco e un po’ fumetto di Fabio Moro, in una cornice industriale e originale nella periferia romana.Durante il vernissage e il finissage, sarà presente un buffet e il bar sarà aperto dalle 18.00.
TAT SURREALISM: il tatuaggio nell'arte contemporanea dal 9/28/13 al 10/5/13
in Via Treviri, Roma

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LE "SUGGESTIONI ALL'IMBRUNIRE" DI POSILLIPO

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Inaugurazione mostra 9/14/13 - Chiusura mostra 10/5/13 Discesa Coroglio - Napoli

LE

Il Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale ai Beni Archeologici di Napoli e Pompei, propone un calendario autunnale con sette nuovi appuntamenti arricchiti dalla presenza di ospiti internazionali come la cantante e compositrice tunisina M’Barca Ben Taleb ed il regista olandese David Jentgens, oltre che dalle melodie e le voci espressione dell’avanguardia culturale del mondo teatrale e musicale napoletano tra cui i Tricatiempo, Margherita Romeo, Elena Somma e Mariano Bellopede. Anche in questa V edizione la rassegna Pausilypon: Suggestioni all’imbrunire mira alla valorizzazione del bene culturale e lo fa coniugando archeologia, natura, musica e teatro; ed è proprio seguendo la scia dell’avvaloramento ambientale e archeologico, che è stato scelto di non utilizzare allestimenti scenici, elettronici ed infrastrutturali che possano alterare il fascino naturale del sito archeologico. Di seguito il calendario completo: 14 SETTEMBRE M’Barca Ben Taleb Trio in Echi mediterranei con M’Barca Ben Taleb (voce e darbuka), Giosi Cincotti (fisarmonica e arrangiamenti), Arcangelo Caso (violoncello) 15 SETTEMBRE Il mio giorno speciale con Mariette Witteveen, Stefano Scognamiglio e il quartetto d’archi “Accademia reale”. Regia di David Jentgens. 21 SETTEMBRE Aiôn con “Tricatiempo”: Stefano Costanzo (batteria), Marco Pezzenati (vibrafono), Ron Grieco (contrabbasso), Davide Maria Viola (violoncello), Giuseppe Vietri (sassofono). 22 SETTEMBRE Fuochi con Margherita Romeo, Angela Tamburrino, Antonella Raimondo (compagnia LaeRTe) e Adriano Poledro (percussioni) 28 SETTEMBRE Tanitsufi con Marzouk Mejri (voce, nay, darbuka e bendir, flauti), Stefano Costanzo (batteria,percussioni,campane), Ron Grieco (contrabbasso). 29 SETTEMBRE V.È.R.D.I. con Orlando Cinque, Mariano Bellopede (piano) e Elena Somma (soprano). Regia Bruno Garofalo. 5 OTTOBRE Orichas con Orchestra Acustica del Pausilypon a cura di Francesco Capriello con la collaborazione di Paolo “Batà” Bianconcini. Ogni appuntamento sarà preceduto da una visita guidata al Parco Archeologico-Ambientale del Pausilypon che attraverso la suggestiva Grotta di Seiano accompagnerà gli ospiti fino al palcoscvenico naturale presso l’Odeion ed il Teatro dell’Antica Villa D’Otium di Publio Vedio Pollione. Per maggiori informazioni: Tel: 081 2403235 – 328 594 77 90 (tutti i giorni – tranne il lunedì – dalle 10.00 alle 16.00) Mail: info@gaiola.org Ingresso: Grotta di Seiano in Discesa Coroglio 36. Orario: ingresso con visita guidata dalle 16.30 alle 17.20. Dalle 17.20 alle 17.40 ingresso senza visita guidata. Biglietto: 12 € Sito: http://www.gaiola.org/Suggestioni-Imbrunire_Autunno013.htm Prevendite: www.etes.it
LE "SUGGESTIONI ALL'IMBRUNIRE" DI POSILLIPO dal 9/14/13 al 10/5/13
in Discesa Coroglio - Napoli

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rabbia e silenzio

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Inaugurazione mostra 9/15/13 - Chiusura mostra 10/5/13 via mercanti 63, Salerno

rabbia e silenzio

RABBIA E SILENZIO Mostra itinerante di arte visiva di Vincenzo VavusoL’evento e le ragioni di un progettoNel nero più del nero di questo mondo senza pace non riesco a trovare segnali forti di valori umani. Squilibri, disuguaglianze, povertà, malessere, rapporti umani e sociali in crisi abissale… e il dolore, impotente, cresce a dismisura, si condensa ed esplode nella rabbia. Per diventare un dolore potente. La mia rabbia si concentra nelle forme dell’Arte come aspirazione all’Armonia. Il mio desiderio di ripristinarla diventa più forte ed irrinunciabile, dove l’umana essenza è vilipesa dalla corruzione, dalla prevaricazione, dall’ignoranza arrogante e violenta. In questa apocalittica allegria di naufragi, vorrei richiamare l’attenzione sulle emozioni celate dalle immagini, più che dalla parola. Le mie opere, alcune prive di tela, sono caratterizzate da bruciature, squarci, lacerazioni, rotture e portano i segni della Cultura, dell’Arte, della Dignità calpestate, schiacciate, stritolate, umiliate. Non voglio aggiungermi al coro dei comuni lamenti fini a se stessi, ma il mio grido, di delusione, di rabbia, di dolore, vuole essere un grido di amore e di speranza verso ciò che potrebbe essere e che invece è nascosto e soffocato dalla polvere della polvere. E sogno … sperando che dal nero emerga finalmente il bianco! E la mia Esposizione d’arte è il segno di questo sogno…***Inaugurazione di inizio tour presso la Pinacoteca Provinciale di Salerno, Palazzo Pinto, in via Mercanti 63, domenica 15 Settembre 2013 alle ore 18.00. La mostra sarà aperta dal 15 settembre all’5 ottobre 2013 dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19,45.
rabbia e silenzio dal 9/15/13 al 10/5/13
in via mercanti 63, Salerno

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Totti Motori Temporary - Exhibition 40th

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Inaugurazione mostra 9/26/13 - Chiusura mostra 10/5/13 Via Sant'Andrea, 17, - 20121 Milano

Totti Motori Temporary - Exhibition 40th

Lo Spazio Temporary Santandrea, ha il piacere di annunciare l’apertura del Totti Motori Temporary Exhibition, il primo evento motociclistico “temporaneo” nel Quadrilatero della Moda Milanese. Dal 26 settembre al 5 ottobre 2013, per festeggiare l'Anniversario dei quarant’anni di attività della Totti Motori di Bologna (www.tottimotori.com) presso lo spazio Temporary Santandrea saranno esposte al pubblico cinque special, motociclette uniche, che hanno fatto la storia di questo famoso customizer italiano. La Totti Motori prende vita nel 1973 e da subito si distingue per la passione nella preparazione delle moto da competizione, due e quattro tempi. Ma la svolta arriva nel 1989 quando Roberto Totti, incredibile personaggio dal sigaro Toscano sempre acceso e una passione per i motori da autentico emiliano, inizia a dedicarsi al settore custom con la trasformazione e la creazione di vere e proprie special. Dal 1996, grazie all’esperienza acquisita, Roberto Totti si dedica unicamente alla costruzione di moto esclusive intere o di singoli particolari, al restauro di moto inglesi Triumph, BSA, Harley Davidson, diventando un punto di riferimento assoluto per il mondo delle special e del restauro professionale a livello nazionale e soprattutto internazionale. Roberto Totti non si limita solo alla realizzazione di motociclette, ma anche alla diffusione della cultura motociclistica: attraverso la BSE "Baou School of Engines", fondata nel 2006, tiene corsi didattici sulla meccanica delle motociclette per avvicinare i giovani a questo mondo fatto di passione e artigianalità tutta Made in Italy. Contemporaneamente entra a far parte della MDA (Motorcycle Design Association), l’ associazione di designer internazionali che progettano l'estetica delle moto più belle presenti sul mercato mentre la società americana IMBBA (International Master Bike Builders Associations), che certifica il lavoro dei migliori customizer del mondo, gli attribuisce il massimo riconoscimento possibile conferendogli il titolo di Master Bike Builder 2. Anche la location per realizzare le sue splendide motociclette non poteva che essere inusuale; Mr. Totti infatti, assieme alla moglie, lavora alle porte di Bologna in una vecchia cascina che trasforma nel suo laboratorio di idee e soprattutto di moto e nella quale prendono vita alcuni dei progetti più estremi che lo rendono noto e apprezzato in tutto l’ambiente di appassionati. Sono ormai più di un migliaio le pagine di riviste specializzate e non solo che riportano il lavoro della Totti Motori. Tra le moto che saranno esposte per l’occasione vale la pena menzionare: la Gran Ferro (una special estrema, senza compromessi, dotata di soluzioni tecniche che la rendono più simile ad un’opera d’arte), la Kent1 (una Bord Traker che ha vinto tutti i bike show a cui è stata esposta), la 1508 (aggressiva Bobber Hot Rod con motore Bonneville Triumph), la Giano 168 (Concept Cafe-Racer innovativa). La quinta motocicletta esposta sarà una magnifica special, ma visibile solo durante l’evento.Ad accompagnare questo, lo Spazio Temporary Santandrea, ha il piacere di annunciare l’apertura del Totti Motori Temporary Exhibition, il primo evento motociclistico “temporaneo” nel Quadrilatero della Moda Milanese. Dal 26 settembre al 5 ottobre 2013, per festeggiare l'Anniversario dei quarant’anni di attività della Totti Motori di Bologna (www.tottimotori.com) presso lo spazio Temporary Santandrea saranno esposte al pubblico cinque special, motociclette uniche, che hanno fatto la storia di questo famoso customizer italiano. La Totti Motori prende vita nel 1973 e da subito si distingue per la passione nella preparazione delle moto da competizione, due e quattro tempi. Ma la svolta arriva nel 1989 quando Roberto Totti, incredibile personaggio dal sigaro Toscano sempre acceso e una passione per i motori da autentico emiliano, inizia a dedicarsi al settore custom con la trasformazione e la creazione di vere e proprie special. Dal 1996, grazie all’esperienza acquisita, Roberto Totti si dedica unicamente alla costruzione di moto esclusive intere o di singoli particolari, al restauro di moto inglesi Triumph, BSA, Harley Davidson, diventando un punto di riferimento assoluto per il mondo delle special e del restauro professionale a livello nazionale e soprattutto internazionale. Roberto Totti non si limita solo alla realizzazione di motociclette, ma anche alla diffusione della cultura motociclistica: attraverso la BSE "Baou School of Engines", fondata nel 2006, tiene corsi didattici sulla meccanica delle motociclette per avvicinare i giovani a questo mondo fatto di passione e artigianalità tutta Made in Italy. Contemporaneamente entra a far parte della MDA (Motorcycle Design Association), l’ associazione di designer internazionali che progettano l'estetica delle moto più belle presenti sul mercato mentre la società americana IMBBA (International Master Bike Builders Associations), che certifica il lavoro dei migliori customizer del mondo, gli attribuisce il massimo riconoscimento possibile conferendogli il titolo di Master Bike Builder 2. Anche la location per realizzare le sue splendide motociclette non poteva che essere inusuale; Mr. Totti infatti, assieme alla moglie, lavora alle porte di Bologna in una vecchia cascina che trasforma nel suo laboratorio di idee e soprattutto di moto e nella quale prendono vita alcuni dei progetti più estremi che lo rendono noto e apprezzato in tutto l’ambiente di appassionati. Sono ormai più di un migliaio le pagine di riviste specializzate e non solo che riportano il lavoro della Totti Motori. Tra le moto che saranno esposte per l’occasione vale la pena menzionare: la Gran Ferro (una special estrema, senza compromessi, dotata di soluzioni tecniche che la rendono più simile ad un’opera d’arte), la Kent1 (una Bord Traker che ha vinto tutti i bike show a cui è stata esposta), la 1508 (aggressiva Bobber Hot Rod con motore Bonneville Triumph), la ta esclusiva esposizione di motociclette, per gentile concessione della Galleria Barbara Frigerio Contemporary Art (www.barbarafrigeriogallery.it), all’interno dello spazio saranno visibili tre opere a tema “motociclistico” del noto artista contemporaneo Giovanni Sesia (www.giovannisesia.com). Con una tecnica a metà strada tra la pittura e la fotografia, l’artista sceglie spesso di rappresentare e raccontare con i suoi lavori la storia di oggetti comuni, appartenenti ad un’epoca lontana o a noi contemporanei; campeggiano sulla tavola, adorni di colore o quasi in monocromia, richiamando l’attenzione di chi guarda e suggerendo una storia, fatta di vita quotidiana, di gesti e di passione. Una di queste è quella per le moto, per quelle più antiche e per quelle più moderne, rappresentate spesso da Sesia, nel corso della sua carriera artistica. Tra le mostre che lo hanno visto protagonista in Italia e all’estero ricordiamo quella presso la Fondazione Ducati nel 2006, nella quale ha reinterpretato la storia della famosa casa motociclistica.Le foto che allestiranno i locali dello spazio durante l’esposizione sono a cura dell’artista Marcello Corigliano (http://marcellocorigliano.wix.com/marcellocorigliano-)che le ha gentilmente concesse e che raccontano efficacemente la passione della Totti Motori.La serata di inaugurazione vedrà infine la partecipazione del famoso birrificio italiano Birra del Borgo (www.birradelborgo.it ) che nasce nel 2005 a Borgorose in provincia di Rieti, al confine tra Lazio ed Abruzzo, dalla passione di Leonardo Di Vincenzo. La produzione artigianale del birrificio nasce ispirandosi alla tradizione dei mastri birrai inglesi o belgi, ma oggi è sempre più votata alla sperimentazione di birre nuove, con uso di ingredienti insoliti come spezie, frutta o tabacco oppure fermentazioni inusuali che vedono l'uso di botti di legno o anfore di terracotta. Tra i prodotti più noti la ReAle, ispirata alle tradizionali India Pale Ale inglesi di fine ‘700, personalizzata con l’impiego di luppoli aromatici americani. Per tutta la durata dell’esposizione sarà possibile acquistare le birre messe a disposizione da Birra del Borgo. Dj Set a cura di Keller e Danny Lo Scippo. Orari di apertura: dal Lunedì al Sabato dalle ore 10.00 alle ore 19.00-Domenica pomeriggio dalle ore 15.00 alle 19.00- Inaugurazione giovedì 26 settembre dalle ore 18.00Con la partecipazione di:Spazio Temporary Santandrea, Totti Motori Bologna, Barbara Frigerio Contemporary Art Gallery, Birra del Borgo. - Per info: Tel. Fax. 0276005526; - www.spaziosantandrea.com- e-mail: maestrale1976@hotmail.com
Totti Motori Temporary - Exhibition 40th dal 9/26/13 al 10/5/13
in Via Sant'Andrea, 17, - 20121 Milano

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BRIGITTA LOCH Donne

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Inaugurazione mostra 9/10/13 - Chiusura mostra 10/5/13 Via Mac Mahon 14/7

BRIGITTA LOCH
Donne

Dal 10 settembre in mostra presso l' Associazione culturale Renzo Cortina la mostra personale di Brigitta Loch, artista tedesca,laureata in architettura di interni e in ingegneria. Dominano nelle sue opere solitarie e imponenti figure ,immortalate nella loro prorompente fisicità quasi michelangiolesca. L'artista si occupa in particolare della rappresentazione statuaria di figure femminili,colte in attimi di immobilità e staticità , come rapite in eterni pensieri. Queste misteriose donne appaiono ritratte come figure sognanti e, occupando tutta la tela, tendono a privarci della possibilità di contestualizzare le scene in cui si trovano; il nostro sguardo è perciò attratto da quei volti enigmatici, portandoci ad interpretarli o a calarci nei loro più intimi pensieri.
BRIGITTA LOCH Donne dal 9/10/13 al 10/5/13
in Via Mac Mahon 14/7

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Gli eroici furori arte contemporanea

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