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M77 Gallery presenta I Sing with My Tongue Silent Avish Khebrehzadeh

 20 novembre 2018 – 2 febbraio 2019 Inaugurazione lunedì 19 novembre 2018 ore 19.00 M77 Gallery presenta I Sing with My Tongue Silent, personale dell’artista iraniana Avish Khebrehzadeh. Nata a Theran nel 1969, Avish fa parte del gruppo di artisti della diaspora iraniana: cresciuta in una famiglia di intellettuali persiani che molto ha influenzato la sua formazione artistica, lascia giovanissima il suo Paese all’insorgere della rivoluzione per trasferirsi a Roma, città nella quale intraprende gli studi di pittura presso l’Accademia di Belle Arti. Successivamente si sposta negli Stati Uniti, a Washington DC, dove tutt’oggi vive e lavora. Nel 2003 partecipa alla Biennale di Arte di Venezia, occasione nella quale le viene assegnato il Leone d’oro come migliore artista giovane.

 

L’esposizione milanese, curata da Danilo Eccher, costruisce un percorso espositivo sviluppato sui due piani della galleria di Via Mecenate, all’interno del quale verranno presentate circa trenta opere che testimoniano le tecniche più significative per la produzione dell’artista: oli su tela, disegni e video-installazioni. La mostra prende avvio al piano terra con una serie di tele ambientate nel contesto di una grande opera murale, realizzato appositamente per M77 Gallery, raffigurante un paesaggio notturno. Una foresta intricata di rami blu avvolge lo spazio, assorbendo l’intera scena narrativa e proiettando il visitatore in un clima sospeso e irrequieto.

Maskhara 83, 2013, graphite and marker on layers of paper, 14x17 Courtesy of Henrik Ayvazian and the Artist Al piano superiore troviamo invece una ‘ragnatela’ di ritratti rossi e i disegni, pratica artistica cara ad Avish Khebrehzadeh che, attraverso un tratto sinuoso, ambiguo e apparentemente infantile, crea un mondo fiabesco in cui i suoi personaggi trasmettono un senso di fragilità e al tempo stesso di dolce naturalezza. Se nella pittura il racconto si svolge principalmente sul piano materico e compositivo, basandosi sul magnetismo dei colori e dei rimandi, nel disegno la visionarietà dell’artista si libera nuovamente e completamente: sulla carta Avish, attraverso tratti sottili, crea storie ispirate in parte alla cultura occidentale, dove l’artista si è formata, e in parte a quella orientale, di cui è originaria.

Con il disegno Avish Khebrehzadeh si abbandona completamente alla narrazione, lasciandola fuoriuscire in maniera spontanea in un rincorrersi di segni che costringono l’artista ad abbandonare la fissità del foglio. Da questa esigenza di dare continuità al gesto nascono le video-installazioni che molto hanno condizionato lo stile dell’artista, una necessità di assecondare le movenze delle immagini e permettendo loro di raccontare compiutamente la storia del disegno, superando i confini del singolo foglio di carta. L’arte di Avish Kehbrehzadeh è il frutto di continue sperimentazioni, una meticolosa ricerca in cui pittura, disegno, animazione e spazialità convivono in un unico impasse linguistico da cui si genera una narrazione sofisticata e visionaria. Nelle sue opere l’artista mette in comunicazione due dimensioni della sensibilità umana, da una parte la vita quotidiana, fatta di intimità, semplicità e situazioni ricorrenti, e dall’altra una dimensione più idealistica e onirica.

La mostra sarà accompagnata da un volume con il testo critico di Danilo Eccher e rimarrà aperta al pubblico da martedì 20 novembre 2018 a sabato 2 febbraio 2019. Biografia Avish Khebrehzadeh (Tehran, Iran, 1969) studia pittura nell’Accademia di Belle Arti a Roma dive ha vissuto e lavorato prima di trasferirsi a Washington DC dove vive e lavora tutt’ora. I suoi lavori esplorano il potere figurativo e i molteplici aspetti narrativi in diversi tipo di medium compresi la pittura, il disegno, la scultura, le animazioni, i cortometraggi, le video-proiezioni dei disegni e dei dipinti. Una serie di video animazioni, dal titolo “Distant Memory” è stata realizzata su grandi fogli di carta e presentata alla 50esima edizione della Biennale di Venezia nel 2003, dove ha ricevuto il Leone d’Oro come miglior giovane artista italiana.

Le sue mostre personali sono apparse in tutto il mondo: al MACRO (Museo di Arte Contemporanea di Roma), il Rhode Island School of Design Museum di Providence, Rhode Island, MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma, Italia) e MONA (Il Museo di arte antica e nuova, Tasmania, Australia). Le sue opere sono state presentate alla sesta Biennale di Istanbul nel 1999, alla quinta Biennale di Liverpool nel 2008, all'ottava Biennale di Santa Fe (Santa Fe, Nuovo Messico) e alla mostra inaugurale del MAXXI | Museo Nazionale delle arte del XXI secolo. I lavori più recenti di Avish Khebrehzadeh sono stati presentati nella sezione Discoveries di ART BASEL Hong Kong (Galleria S.A.L.E.S.). La video installazione "Where Do We Go From Here?" è stato protagonista della collezione GAM a Torino durante Artissima 2013. La sua ultima mostra nel 2017 ad Albion Barn, nell'Oxfordshire, nel Regno Unito, ha visto una serie di dipinti con protagonisti i personaggi dei film di Andrei Tarkovsky, Ingmar Bergman e Luchino Visconti. Una completa retrospettiva delle sue opere di installazione video è stata esposta alla Galleria Ab-Anbar a Teheran nel 2018 e rappresentata nel festival d'arte By the People a Washington DC.

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