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Ahmed Alsoudani. In Between

Un’importante retrospettiva ripercorre la carriera dell'artista americano di origine irachena Ahmed Alsoudani. La mostra In Between, a cura di Mary Angela Schroth, raccoglie circa una quarantina di opere dell’artista, dal 2004 ad oggi, tra cui nuovi e inediti dipinti provenienti dal suo studio. Con una particolare attenzione all’attività pittorica di Alsoudani, la mostra presenta anche una selezione di importanti opere su carta e una più recente scultura in bronzo dipinto. Essa segna, tra l’altro, il debutto assoluto dell'artista nella città di Roma, dopo la sua partecipazione nel 2011 alla 54° Edizione della Biennale di Venezia all’interno del Padiglione iracheno.

L'iniziativa, ideata insieme alla Marlborough Gallery, è promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, e realizzata da Poema S.p.A. con il supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia.

Si tratta di un progetto espositivo perfettamente in linea con lo spirito che anima l’attività della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, nata per volontà del Prof. Emanuele al fine di promuovere ed incentivare iniziative di alto valore culturale e sociale in un primo tempo nel Meridione d’Italia e nei Paesi del bacino del Mediterraneo, ed oggi – con una competenza territoriale che si è fatta via via sempre più estesa – anche nel Medio ed Estremo Oriente, favorendo l’interazione tra il nostro e questi mondi in nome dell’antica, comune matrice mediterranea. La ricerca espressiva dell’artista iracheno Alsoudani, naturalizzato americano, percorre la via dell’inclusione, della comprensione e del riconoscimento dell’altro, attraverso la forza comunicativa dell’arte che è in grado di abbattere non solo le barriere sociali e culturali, ma in prospettiva anche quelle etniche e religiose.

Tornando alla mostra, il fulcro del lavoro di Alsoudani è il disegno, ed in particolare il concetto di bozza, un atto fisico e primordiale che coinvolge il corpo e convoglia il pensiero e l'esperienza direttamente sulla superficie del dipinto. Le vigorose tracce di grafite e carbone sulla tela grezza sono le prime esperienze che conducono successivamente all’esplorazione dei colori dell’opera che completano il lavoro. Il disegno è scheletro e cuore della creazione, ha per questo motivo una presenza di principale importanza.

Non vi è effettivamente alcun divario tra pensiero ed esecuzione secondo Alsoudani. L'opera si presenta come un’espressione in tempo reale della sua vita fuori dall’ordinario e del suo esteso interesse per la poesia e la letteratura di tutto il mondo. Tutti questi saperi si manifestano nei suoi lavori in maniera quasi automatica grazie alla memoria muscolare ed una grande concentrazione. Sebbene il titolo della mostra faccia riferimento allo scarto culturale tra il paese di origine di Alsoudani, l’Iraq, e la sua vita attuale a New York, “in between” vuole fare riferimento alla logica con la quale l'artista si trova “nel mezzo”, tra la sua esperienza vissuta e l'atto di dipingere.

Tuttavia si riconoscono in quelle stesse perturbanti composizioni la violenza e il caos nel loro status di scalpitante irrequietezza e nell’atto di rivendicazione di una logica spaziale; il loro tumulto viene veicolato per sprigionare una scarica di entusiasmo e perfino di tenerezza nelle linee più morbide dei dipinti più recenti. Seguendo un percorso cronologico, la mostra inizia dalle prime esperienze dove l’orrore della guerra impatta sui lavori, fino ad arrivare, dopo del tempo e con la distanza, ad una più modulata e mediata esplorazione del dolore. Una ricerca che a lungo termine porterà Alsoudani ad ulteriori progressi.

Commenta il Prof. Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro - Internazionale, che ha fortemente voluto questa mostra: “L’arte di Ahmed Alsoudani è di forte impatto, colpisce i sensi e l’immaginazione, a volte persino disturbando l’osservatore, come solo l’arte che comunica qualcosa di rilevante è davvero in grado di fare. Non a caso l’artista, per via delle sue forme distorte, iper-colorate e destrutturate, è stato più volte paragonato a Francis Bacon o al Picasso della ‘Guernica’. Accanto alla riflessione sui temi della vita e della morte, scaturita dal fatto di aver vissuto due conflitti bellici negli anni della sua giovinezza, Alsoudani affianca poi anche una ricerca estremamente personale ed incisiva, dal punto di vista concettuale ed espressivo, sulla società contemporanea e sui suoi ritmi di vita, caotici e stranianti, a loro modo anch’essi ‘violenti’ e spersonalizzanti.”.

Lo storico e critico d’arte Prof. Gabriele Simongini, che ha collaborato al catalogo, afferma: "Nelle opere di Alsoudani dallo spazio amniotico delle forme proliferanti emerge potente uno stato parossistico di delirio reale, concreto, che empaticamente coinvolge e travolge lo spettatore, ben al di là di qualsiasi interpretazione a sfondo sociale o politico che resterebbe pura illustrazione superficiale".

Il catalogo, edito da Gli Ori Editori Contemporanei, conterrà i testi del Prof. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, di Mary Angela Schroth e di Gabriele Simongini, nonché un dialogo-intervista tra l'artista e Peter Halley, pittore americano di fama internazionale.

Note biografiche
Nato nel 1975 a Baghdad, Alsoudani vive e lavora a New York. Emigra prima a Damasco, poi in Siria nel 1995, e infine negli Stati Uniti nel 1998. Ha conseguito nel 2004  il BFA (Bachelor of Fine Arts) presso il Maine College of Art nel 2004 e nel 2008 l'MFA (Master of Fine Arts) presso la Yale School of Art. Ha partecipato a numerose mostre tra cui: la 54° Edizione della Biennale di Venezia (2011); Ahmed Alsoudani, Francis Bacon, Philip Guston, Paula Rego a Marlborough Chelsea, NY (2013); Chaos and Awe: Paintings for the 21st Century presso il Frist Art Museum di Nashville, TN (2018) e al Chrysler Museum of Art di Norfolk, Virginia (2018-19).

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