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Un seme di collina è il nuovo libro fotografico di Nerina Toci.

Edizioni: Mudima A cura di: Davide Di Maggio Contributi di: Davide Di Maggio, Achille Bonito Oliva, Lorand Hegyi, Dominique Stella  E uno scritto di: Nerina Toci Pagine: 178 Lingua: Italiano/Inglese Copertina in brossura cartonata Dimensioni: 22x26 cm
Prezzo: 30 Euro

Un tempo il mio sguardo veniva condizionato dai sogni, dalla superficie emotiva, dove il punto
focale era l';indagine sulla mia identità e su ciò che rappresentava il reale per me. Ad oggi il mio
tentativo secondo è di catturare la struttura dell'identità universale attraverso l'esperienza
sensibile. Mi pongo una domanda: che cosa è il reale?
Nerina Toci

 

Un seme di collina è il nuovo libro fotografico di Nerina Toci.

Via Tadino 26 – 20124 Milano
t. 02.29409633 f. 02.29401455
www.mudima.net [email protected]

Curato da Davide di Maggio ed edito da Fondazione Mudima, è un progetto work in progress che
comprende una selezione di fotografie realizzate tra il 2017 e il 2020 in Sicilia, principalmente tra i
versanti asimmetrici dei monti Nebrodi, e che nasce da un ben precisa esigenza di definizione del
reale.
All’inizio del suo percorso di ricerca artistica, lo sguardo di Toci era condizionato dai sogni e
dall’emotività; il punto focale della sua indagine era la sua identità e ciò che per lei rappresentava
il reale. Questo volume raccoglie un intenso lavoro, che esemplifica l’evoluzione artistica della
fotografa: dopo aver gradualmente eliminato la propria figura dagli scatti, Toci cerca di catturare
l’identità universale attraverso l’esperienza del sensibile.
L’interesse antropologico – con la costante riflessione sulla figura femminile, sul senso del luogo e
del confine – e l’interrogazione sul reale spostano la funzione della fotografia da quella estetica a
quella reale: la vera risposta sta non nel catturare e possedere la realtà, ma nell'accettazione della
sua esistenza.
La giovane fotografa albanese, originaria di Tirana, che per molti anni ha vissuto in Sicilia, si occupa
di fotografia dal 2015 e riserva da sempre, nel suo lavoro, un ruolo centrale alla sua terra di
adozione.
Nei sui lavori sensuali e misteriosi – dei quali anche Letizia Battaglia ha sottolineato l’inquietudine
e la grazia – riesce a rappresentare la sua realtà, la sua immaginazione sconfinata, che varca i
confini della fotografia e ci porta in un mondo incantato dove la mente è libera di viaggiare. La
chiave per capire il suo lavoro va cercata nel fatto che, applicando leggi proprie, supera la visione
monoculare che la fotografia impone. Il lavoro di Nerina Toci parte dalla fotografia ma prende
subito altre rotte, diventando opera d’arte. La macchina fotografica è semplicemente un mezzo
che le consente di esprimere quello che per un fotografo è impossibile: uscire dalla realtà che ci
circonda per addentrarsi in una sorta di Wunderkammer – una realtà personale che diventa
universale – nella quale entriamo insieme a lei.
Davide di Maggio, curatore del volume, dice di lei: «Il fotografo blocca un istante in eterno, lei
apre quell’istante all’infinito. Le sue fotografie non hanno a che fare con l’effimero della nostra
società, ma hanno piuttosto quella “perennità” delle opere che si tramandano nel tempo. Il tempo
non è un limite ma diventa suo alleato. La realtà che la circonda non le interessa, la sua è un
instancabile ricerca di un mondo che non trova, ma che è ben chiaro nella sua lucidissima
immaginazione e che riesce a esprimere nelle sue fotografie anche grazie ad un grandissimo
talento. Questa è la forza di Nerina Toci, il suo fascino, il suo magnetismo. E questo è il sogno
dell’arte che grazie a lei si avvera e che questo nuovo libro ci restituisce in tutte le sue parti
mettendo in luce il ruolo centrale da lei assunto tanto come testimone del mondo dell'arte e della
realtà sociale in profondo mutamento che la circonda, quanto come protagonista di nuovi percorsi
di ricerca e di espressione artistica».
Il libro è acquistabile sul sito di Fondazione Mudima: www.mudima.net (sezione Shop) e in
libreria.

Via Tadino 26 – 20124 Milano
t. 02.29409633 f. 02.29401455
www.mudima.net [email protected]

Alcuni degli scatti di Nerina Toci possono essere ammirati dal pubblico nella mostra collettiva La
Face autre de l'autre Face, alla Fondazione Mudima fino al 12 marzo 2021.
L’esposizione, curata da Davide di Maggio, arriva a Milano dopo essere stata ospitata al Muc -
Musée Urbain Cabrol di Villefranche de Rouergue e raccoglie opere di 21 artisti, principalmente
italiani, attivi in diversi campi dell’arte, da quella visiva, alla fotografia, ai video e alle installazioni.
Oltre a Nerina Toci, sono: Daniela Alfarano; Gabriele Basilico; Renata Boero; Loris Cecchini;
Pierpaolo Curti; Diamante Faraldo; Claudio Gobbi; Francesco Jodice; Christiane Löhr; Uliano Lucas;
Giovanni Manfredini; Sabrina Mezzaqui; Ugo Mulas; Federico Pietrella; Alfredo Pirri; Andrea
Salvino; Nicola Samorì; Andrea Santarlasci; Alessandro Verdi; Nicola Verlato.
L’esposizione sarà visitabile in assoluta sicurezza, con accessi contingentati nella quantità e nella
frequenza.
Informazioni e prenotazioni: www.mudima.net

Nerina Toci nasce a Tirana il 21 gennaio del 1988. Vive e lavora tra Palermo e Milano. Nel 2015 inizia a
fotografare, prediligendo il bianco e nero. Ha esposto in Italia, Albania e in Cile. Nel 2015 prende parte alle
mostre collettive Interior intimo meo al Castello Gallego di Sant’Agata di Militello e a Kermesse d’Arte”
presso la Biblioteca Comunale di Mistretta. Nel 2016 le prime mostre personali in Italia: La fotografia media
i conflitti, alla Casa delle Culture a Palermo, Nuk bëhet allo Spazio Loc a Capo d’Orlando; quindi la collettiva
Cupiditas presso l’Archivio Storico Comunale di Palermo. Nel 2016 realizza anche la prima personale
all’estero: Imazhi është e vetmja kujtesë që unë kam, al Concord Center Galeri di Tirana. Ancora, nello
stesso anno vince il premio “Guido Orlando - Premio fotografico Peppino Impastato.” Dal 2017 inizia il ciclo
di mostre personali in Cile, Buscandome, all’Istituto Italiano di Cultura a Santiago e a La Sebastiana Museo
Pablo Neruda di Valparaiso. Il ciclo di mostre in Cile continua nel 2018 con le mostre al Museo Gabriela
Mistral Vicuña e al Museo Histórico Gabriel González Videla La Serena. Nello stesso anno partecipa alle
collettive Baus°Art al Castello di Bauso di Villafranca Tirrena e Segreto al Centro Internazionale di Fotografia
di Palermo.
Nel 2017 esce il suo primo libro, L’immagine è l’unico ricordo che ho, edito da Navarra, con la prefazione di
Letizia Battaglia. Inoltre collabora con la rivista indipendente di poesia e cultura Niederngasse. Le collettive
continuano nel 2019, con la mostra Visionari al Centro Internazionale di fotografia di Palermo. Sempre nel
2019 cura con Davide Di Maggio la mostra Il corpo è un livido a Palazzo Ducale di Massa.

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«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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