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Collezioni Grassi e Vismara alla GAM

grassi gamRiapertura delle collezioni Grassi e Vismara alla GAM Hanno riaperto, lo scorso 5 settembre, al secondo piano della Galleria d'Arte Moderna in via Palestro a Milano le collezioni Grassi e Vismara con una nuova collocazione delle opere ed un nuovo percorso espositivo. Le due raccolte testimoniano la vivacità collezionistica di due imprenditori italiani e la grande attenzione data alle principali correnti culturali e artistiche a cavallo tra Ottocento e Novecento. La collezione di Carlo Grassi, noto imprenditore e commerciante di tabacco, venne donata al Comune di Milano nel 1956, mentre quella di Giuseppe Vismara, professionista milanese con la passione per l'arte, nel 1975.

gam vismara grassiUna riapertura, questa, che ha quasi il sapore della giusta rivincita dopo anni in cui le due collezioni venivano viste un po' come l'appendice (e non da tutti conosciuta) delle opere conservate al primo piano della neoclassica villa di via Palestro che vanno dal Romanticismo italiano alla Scapigliatura fino al Divisionismo. La collezione Grassi vanta dipinti di Van Gogh, Gauguin e Cézanne e percorrerla è un po' come sfogliare un manuale di storia dell'arte in cui le opere sono presentate secondo un ordine cronologico e divise, ove possibile, per scuole. Si apre con i pittori legati alla Scuola di Barbizon, Millet (“Il ritorno dalla fattoria”, 1850) e Corot (“Le coup de vent”, 1865), che indagano i sottili rapporti tra luce e natura, per passare poi agli italianissimi Macchiaioli Silvestro Lega (“La fienaiola”, 1894) e Giovanni Fattori, presente con “Grandi manovre” (1880/5), uno dei tanti dipinti dell'artista toscano che ritraggono la vita militare nei suoi aspetti più intimisti ed antieroici. Il bel mondo parigino e le sue seducenti donne à la page sono rappresentati dalla pennellata veloce di Giovanni Boldini (“Giovane donna con fiore”, 1912) e da Giuseppe De Nittis (“Place des Invalides”, 1880 e “La Femme aux pompons”, 1879), mentre il tema della campagna in chiave simbolista torna con Previati (il luminoso e bellissimo “La quiete”, 1901) e con un Segantini pre- divisionista (“Nella stalla”, 1882).

gam vismara grassiVasto spazio è riservato in una piccola sala a Toulouse Lautrec con una serie di celebri manifesti raffiguranti celebri locali e attori, come “Divan Japonais”, “May Belfort” e “Bruant au Mirliton”, seguìto nell'adiacente sala dai grandi nomi del post­Impressionismo, come Cézanne (“I ladri e l'asino”, 1869/70), Bonnard (“Alla luce della lampada”), Van Gogh (“Les bretonnes et le pardon de pont Aven”, 1888) e Gauguin (Vacche all'abbeveratoio, 1885). A conclusione dell'itinerario si incontrano gli artisti del Futurismo ­ Balla con il celebre “Velocità d'automobile” (1913) insieme ad un insolito Boccioni intimista nel ritratto “La madre” (1907) ­ e i pittori tra le due guerre, come Giorgio Morandi (“Natura morta”, 1948), Felice Casorati col silenzio desolante delle “Fabbriche” (1940) e Filippo De Pisis (“Paesaggio di Lers”, 1936). La collezione Vismara, più piccola, si propone come naturale proseguimento delle opere delle sale precedenti con un'attenzione tutta particolare al Novecento.

vismara grassiTra gli italiani ritroviamo Morandi (“Cortile di via Fondazza”, 1956) e De Pisis (“Fiori”, 1941), ai quali si aggiunge Mario Sironi con opere enigmatiche e fascinose dall'impasto scuro come “L'oracolo” (1952) e “Cavallini” (1950/9). Il panorama europeo vanta poche ma selezionatissime opere di Renoir (“Vases boules”, 1905/12), Dufy (“L'atelier”, 1907) e Matisse (“Paesaggio marinaro a Cherbourg”, 1917). Ciliegina sulla torta Picasso, presente con un dipinto, “Tete de femme – La Mediterranée” (1957), un carboncino su carta, “Combat des centaures VI” (1959) e un vaso in ceramica, “Taureau” (1955).

Vismara grassi L'intervento di restauro è stato curato dalla GAM in partnership con UBS e in cantiere c'è già la prossima riapertura della sala dedicata alla raccolta delle opere di Medardo Rosso, una delle più significative in Italia e nel mondo, che sarà presentata al pubblico con un nuovo allestimento alla fine di ottobre. Si tratterà di un assaggio in attesa della mostra che il museo dedicherà allo scultore nel 2015 in occasione dell'Expo. Stefano Pariani

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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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