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Milano: Morbide geometrie

artisti costruttori di pace
Chiusura 31/01/2019
Mostra personale di Alessandro Fusi morbide geometrie giovane artista classe 94, presentato dalla MaMo galleria Di Milano, vive e opera a Rovello Porro in provincia di Como, conclude i suoi studi prima al Liceo Artistico di Cantù “Fausto Melotti” e successivamente consegue la laurea a Milano in Beni Culturali. Da sempre appassionato d’arte,cresce in un ambiente artistico, il padre è un’artigiano tessile, inizia il suo percorso nel mondo della pittura proponendo un lavoro caratterizzato da grandi tele policromatiche, dove emerge un segno di tipo astratto- materico. I suoi dipinti riflettono sul linguaggio stesso della pittura, con un approccio prima istintivo e poi più ponderato compone le sue tele attraverso una sovrapposizione di strati, che amplificano la natura istintuale della sua opera.
Via Plinio,37 Milano mappa
Inaugurazione 24/01/2019
Via Plinio,37 mappa  31/01/2019
Alessandro Fusi, giovane artista classe 94, presentato dalla MaMo galleria Di Milano, vive e opera a Rovello Porro in provincia di Como, conclude i suoi studi prima al Liceo Artistico di Cantù “Fausto Melotti” e successivamente consegue la laurea a Milano in Beni Culturali. Da sempre appassionato d’arte,cresce in un ambiente artistico, il padre è un’artigiano tessile, inizia il suo percorso nel mondo della pittura proponendo un lavoro caratterizzato da grandi tele policromatiche, dove emerge un segno di tipo astratto- materico. I suoi dipinti riflettono sul linguaggio stesso della pittura, con un approccio prima istintivo e poi più ponderato compone le sue tele attraverso una sovrapposizione di strati, che amplificano la natura istintuale della sua opera.
Nei suoi ultimi lavori l’artista abbandona in gran parte la sua ricerca materica a favore di uno studio legato alle geometrie dove emerge oltre che l’essenzialità della forma la delicatezza del colore.Steso con dei cenni rispetta una matericità illusoria che valorizza la texiture del tessuto. La superfice dei velluti, la rugosità dei damaschi viene evidenziata con l’effetto spugnato del colore fa riemergere le superfici creando nuove morbide geometrie. Le superfici si riorganizzano alla vista, la particolare la costruzione caratterizzata dal disegno industriale del tessuto , rivela superfici cariche di informazioni sulla concretezza delle forme evidenziata dagli spruzzi di colore , ci si trova ad esplorare uno spazio tridimensionale, scandito da moduli allineati, che configura un sistema astratto delineato dai contorni dei telai. il nostro sguardo mosso da irrequietezza, l’azione dinamica suscitata dalla superficie ci parla di forme ordinate e simmetrie che ci conduco ad una dimensione di natura. Nella sua ultima produzione potremmo considerare l’ artista vicino alla“Pittura Oggettuale”così come la definisce Gillo Dorfles,nata da un sofisticato substrato culturale, tra astrazione, geometria, materia, finalizzata alla creazione di un inedito rapporto spazio-luce-forma.Lo spazio reale si concretizza nel “quadro” attraverso il rilievo plastico della superficie, che negli ultimi lavori diviene sottrazione taglio e sovrapposizione di strati collage polimaterici.
 
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«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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