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1968. Un Anno

Centro Studi e Archivio della Comunicazione
dell’Università di Parma 
1968. Un Anno:
due incontri dedicati a Archivio della Fondazione Teatro Due e Archivio Reggio Africa
22-24 novembre 2018
Abbazia di Valserena Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma) Sala delle Colonne

In occasione della mostra 1968. Un Anno lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma ha voluto mettere a confronto, nello spazio della sala delle Colonne della Abbazia di Valserena, il proprio archivio con altri archivi di istituzioni del territorio che contribuiscono a raccontare la complessità di un anno come il 1968.

Grazie alla collaborazione con l’Archivio della Fondazione Teatro Due si documentano l’edizione del 1968 del Festival Internazionale del Teatro Universitario (Fondo FITU) e gli spettacoli realizzati dal Centro Teatrale Universitario (Fondo CUT). I rapporti solidali tra la città di Reggio Emilia e alcuni paesi dell’Africa australe, sviluppati proprio in quegli anni, sono raccontati invece attraverso i materiali provenienti dall’Archivio Reggio Africa, prodotto dal Comune di Reggio Emilia e custodito e valorizzato da Istoreco (Istituto storico per la resistenza e la società contemporanea in Provincia di Reggio Emilia).

Per continuare questo percorso di scambio e ricerca CSAC ha organizzato due incontri su questi temi.

Giovedì 22 novembre alle ore 17.00 si terrà Ce n'est qu'un début – 1968 Un archivio, un anno di teatro a Parma, un colloquio tra Gigi Dall'Aglio, Paola Donati e Roberta Gandolfi dove ci si confronterà sulle tracce che emergono dall’archivio storico della Fondazione Teatro Due, in particolare dal fondo del FITU (1953 – 1975, 41 buste), che testimonia la fitta rete di relazioni internazionali dietro le quinte di ogni edizione, e del fondo del CUT (1962 – 1975, 8 buste), che comprende corrispondenza e materiale promozionale specialmente intorno agli spettacoli prodotti e all’esperienza di decentramento culturale denominata “Quartiere aperto”, in collaborazione con il Comune di Parma.

Sabato 24 novembre, sempre alle ore 17.00,  si parlerà di Tra la via Emilia e il veld. Cenni storici su  68 dimenticati. Chiara Torcianti affronterà Le radici di una società civile globale nel 68: il caso della amicizia tra Reggio Emilia e l'Africa Australe: a partire da una preliminare riflessione storiografica sulla validità del "paradigma 68" per quanto concerne il continente africano, analizzerà le condizioni politico-sociali ed economiche che permisero al comune di Reggio Emilia di esprimere un'inedita tipologia di solidarietà popolare a favore di alcuni movimenti di liberazione dell'Africa Australe. Sin dal 1970 venne così alimentato il legame solidale con il Fronte di liberazione del Mozambico (Frelimo). Con il 1977, invece, attraverso un innovativo Patto di Solidarietà, il comune reggiano si impegnò a sostenere l'African National Congress sudafricano. Nelle peculiari forme di mobilitazione della società civile, attuate da Reggio Emilia, si possono altresì ravvisare le radici stesse di quella "coscienza globale" che sarebbero esplose sul finire del XX secolo. Giacomo Prencipe approfondirà invece la dimensione locale del '68 a Reggio Emilia con i suoi protagonisti e avvenimenti. A partire dai documenti, recentemente versati nell'archivio di Istoreco grazie all'associazione Pollicino GNUS, si approfondirà il livello cittadino e provinciale del Sessantotto. In particolare, la lezione si soffermerà sul fermento nelle scuole superiori, con bollettini e volantini originali, l'attività anarchica dei circoli reggiani e le relazioni tra i movimenti di protesta e il Partito Comunista Reggiano.

 

Entrambi gli incontri sono ad ingresso libero e si terranno allo CSAC, sala polivalente.

Al Centro Studi e Archivio della Comunicazione è in corso la mostra 1968. Un Anno, un grande racconto che si concentra, attraverso un taglio rigorosamente sincronico, su un anno chiave della storia del Novecento, restituito attraverso un’indagine all’interno dell’archivio dello CSAC, il cui primo nucleo nasce proprio nel 1968, che vuole far emergere le trasformazioni nel sistema della comunicazione, i mutamenti socio-antropologici e una nuova riflessione sul corpo e sull’ambiente, che esplosero in quell’anno.

Chi parteciperà agli incontri potrà visitare la mosta 1968. Un anno al prezzo ridotto di 5 euro.

Programma:

Giovedì 22 novembre, ore 17.00    

Archivio della Fondazione Teatro Due

Ce n'est qu'un début – 1968 Un archivio, un anno di teatro a Parma

Incontro con Paola Donati, Gigi dall'Aglio; Roberta Gandolfi, Donatella Corchia (Archivio storico del Comune di Parma) e Valentina Bocchi.

Sala polivalente, ingresso libero.

Sabato 24 novembre, ore 17.00     

Archivio Reggio Africa

Tra la via Emilia e il veld. Cenni storici su  68 dimenticati        

Incontro con Chiara Torcianti e Giacomo Prencipe.

Sala polivalente, ingresso libero.

Biograife



Paola Donati, è nominata Direttore della Fondazione Teatro Due dal 2016 al 2020. Nel 1983 partecipa alla nascita di Teatro Festival Parma - Meeting Europeo dell’Attore. Fino al 1992 è nella Direzione organizzativa del Festival di Musica Antica e Contemporanea Due Dimensioni con cui realizza concerti e spettacoli con, tra gli altri, Alvin Curran, Stanley Hoogland, Cathy Berberian, Meredith Monk, René Jacobs, Gustav Leonhard, Anner Bijlsma, Michael Aspinall. Nel 1986 è tra i fondatori dell’Orchestra da camera Accademia Filarmonica Renzo Martini con cui realizza produzioni di teatro musicale tra cui Genesi di Franco Battiato, L’Opera da tre soldi di Brecht-Weill con la direzione di Giorgio Gaslini.  Nel 1998 diventa Presidente del Teatro Stabile di Parma. Nel 2001, in occasione del Verdi Festival, promuove la riapertura del Teatro Farnese di Parma con il Progetto Farnese-Shakespeare. Sempre al Teatro Farnese, nel 2002, dirige la produzione Peccato che fosse puttana di John Ford, per la regia di Luca Ronconi. Nel 2003 cura la prima edizione di Teatro Festival Poesia diretto da Nicola Crocetti, con una speciale dedica a Mario Luzi e la partecipazione, tra gli altri, del premio Nobel Derek Walcott, Yves Bonnefoy, Tony Harrison. Dal 2004 è docente all’Università di Venezia IUAV, Facoltà di Design e Arti. Nel 2008 è nominato Direttore del Corso di Laurea Arti Visive e Spettacolo. Dal 2005 cura l’ideazione e la direzione scientifica del Master di Alta Formazione L’attore europeo tra teatro, danza e musica. Nel 2006 insegna all’Università La Sapienza di Roma - Corso di Laurea Specialistica in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Dal 2014 insegna all’Ecole d’Arts Plastiques, Pavillon Bosio di Montecarlo. Nel 2017 è docente del Corso di Laurea in Comunicazione e media contemporanei per le industrie creative dell’Università di Parma.

Dal 2001 al 2014 fa parte del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Ater Formazione. Nell’ottobre 2013 viene nominata nel Consiglio Direttivo della rete internazionale European Theatre Convention. Nell’aprile 2015 entra a far parte della giuria del Premio per giovani artisti belgi – Festival Emulation promosso dal Theatre de Liège. Nel 2017 ha realizzato l’apertura del nuovo spazio della Città Arena Shakespeare, creando la prima Stagione Estiva interdisciplinare, la cui programmazione è stata incentrata sul Teatro Antico, Teatro Musicale, Danza (per la prima volta in Italia viene ospitata una produzione della compagnia CIE- Hervé Koubi) e Festival Internazionale di Poesia. Con l’Arena Shakespeare diventano dieci gli spazi di spettacolo di Fondazione Teatro Due, unica istituzione europea con una configurazione così articolata e versatile.

Nel 2018 viene eletta Vice Presidente della Fondazione per l’Arte Teatrale PLATEA che raggruppa i Teatri Nazionali e alcuni dei Teatri di Rilevante Interesse Culturale, riconosciuti dal MIBACT,  e ha come scopo la formazione, la promozione e la diffusione della cultura e dell’arte, con particolare riferimento alla cultura teatrale.



Gigi Dall’Aglio, nato nel 1943, inizia a lavorare in scena nel 1963 come attore prima, poi come regista e direttore del Teatro universitario di Parma. Per molti anni direttore del Festival Internazionale del Teatro Universitario o organizzatore delle manifestazioni culturali collaterali. Laureato in Storia del Teatro con una tesi sul “Maggio drammatico cantato”. Socio fondatore di una delle prime cooperative di Teatro in Italia: La compagnia del Collettivo, poi divenuto Teatro Stabile di Parma e infine Fondazione Teatro Due e del Festival Internazionale di Teatro. È insegnante di Teatro e conduttore di stage in varie scuole d’arte drammatica: Paolo Grassi a Milano ed in altre città in Italia e all’estero: Strasburgo, Francoforte, S.Paulo, Rio de Janeiro, Tunisi, ecc. Curatore e consulente di convegni nazionali e internazionali su temi teatrali e di un progetto per la creazione di una Facoltà del Teatro presso l’università IUAV di Venezia.  Docente alla facoltà di Scienze teatrali presso lo IUAV di Venezia. Regista e attore (diretto da diversi registi: Jerkovijch, Le Moli, Però, De Capitani, Bayen –in lingua francese-, Binasco, sé stesso), in alcune occasioni anche scenografo. Più di 150 gli spettacoli a cui a preso parte tra prosa e lirica in Italia e all’estero (varie città e capitali europee, Stati Uniti, Sud America, Australia). Tra questi i più importanti: L’Istruttoria di P. Weiss (in scena ininterrottamente dal 1984), tre testi di Shakespeare: Amleto, Macbeth, Enrico IV visti per più di dieci anni in molte capitali europee e rassegne extraeuropee, uno spettacolo su Büchner (A che punto siamo della notte) e una Trilogia (Antigone, Edipo re, Edipo a Colono) di Sofocle presentati spesso in manifestazioni internazionali; una prima nazionale assoluta di Le nozze di Canetti e due creazioni sulle figure di Freud e di Francesco d’Assisi. Tra i suoi lavori anche: Molto rumore per nulla e, sempre di Shakespeare (per un totale di una decina di testi), La bisbetica domata e Come vi piace per l’apertura alla prosa del Teatro Farnese di Parma; la Bottega del caffè che si accoppia ad un altro Goldoni: La bancarotta, cooprodotto col teatro di Reims, Vita di Galileo di Brecht e L’Idiota da Dostoevskij, Himmelweg, Hamelin e Teatro para minutos di Juan Mayorga.

Ha realizzato sette regie teatrali e televisive di altrettanti atti unici contemporanei commissionati da RAI International, e uno spettacolo tratto dai Laudari Perugini nel chiostro di S.Lorenzo della cattedrale di Perugia. Oltre che in lingua francese (attore e regista), in altre lingue ha realizzato Giulio Cesare di Shakespeare al TTT in Finlandia, Bigatis di Bartolini e Patui in lingua friulana a Udine e Il massacro di Parigi di Marlowe in arabo classico al Teatro Nazionale di Tunisi. In lirica ha messo in scena opere di Verdi, Puccini, Hoffenbach, Malipiero e Satie.



Roberta Gandolfi è docente di Discipline dello Spettacolo presso il Dipartimento Dusic dell'Università di Parma. È  specialista del teatro contemporaneo ed ha all’attivo, fra le sue pubblicazioni, anche un volume che riguarda il Teatro Due e la compagnia del Collettivo: Un'Istruttoria lunga trent'anni. Olocausto, memoria, performance al Teatro Due di Parma (Mimesis, 2016).  Insieme a Livia Cavaglieri (Università di Genova) è responsabile di un progetto di ricerca sulla memoria dei Centri Teatrali Universitari in Italia nel secondo dopoguerra che è in corso di svolgimento nell’ambito del PRIN Performare il sociale e in collaborazione con ORMETE, rete che crea, raccoglie, preserva, manda in rete e studia racconti e memorie di testimoni diretti del teatro del Novecento (www.ormete.net).



Donatella Corchia studia archivistica all'Università di Padova dove ottiene i suoi primi incarichi e consegue il diploma presso l'Archivio di Stato di Modena, per poi arrivare a Parma, dove tutt'ora lavora presso l'archivio storico del Comune. Oltre all'esperienza sugli archivi comunali, ha lavorato per riordini storici dell'archivio dell'Ospedale civile di Padova e dell'archivio dei conti Papafava dei Carraresi di Padova (in particolare il fondo dei conti Antonini di Udine), nonché, nel progetto SIUSA, alla schedatura degli archivi delle Camere di commercio della regione Emilia-Romagna. Dall'a.a. 2015-2016 è incaricata del corso di Archivistica presso l'Università degli Studi di Parma, corso di laurea magistrale in Lettere.



Valentina Bocchi è nata a Montecchio Emilia nel 1992. Nel 2015 consegue la laurea triennale in Lettere presso l'Università di Parma e si diploma presso l'Archivio di Stato di Parma. Prosegue la formazione e l'attività in ambito archivistico e gli studi in Lettere classiche e moderne fino alla laurea specialistica, nel 2018. La tesi, di cui è relatrice Donatella Corchia, è intitolata "Il ‘68 negli archivi. Guida alle fonti per la storia dei movimenti politici e sociali a Parma negli anni della contestazione". Dal 2013 collabora con il Centro studi movimenti di Parma occupandosi dei fondi documentari.



Chiara Torcianti, archivista diplomata e ricercatrice storica, si occupa anche di comunicazione territoriale – soprattutto nel contesto dell'Appennino reggiano - e di progetti di educazione alla cittadinanza. Attualmente collabora con Istoreco (Reggio Emilia). E' inoltre responsabile dell'Archivio Reggio Africa e dei progetti didattici ad essi correlati per conto dell'Istituto reggiano e del Comune di Reggio Emilia. I suoi interessi spaziano dallo studio della prigionia nel Novecento alla public history, dalla storia sociale alle discipline archivistiche.



Giacomo Prencipe è nato nel 1990 a Pontremoli, provincia di Massa Carrara. Consegue la laurea triennale in Scienze Politiche e dell’Amministrazione all’Università di Bologna nel 2013 con una tesi sulla dotazione di capitale sociale di Reggio Emilia, città dove si trasferisce dopo gli studi bolognesi. Nel 2016 consegue la laurea specialistica in Pubblicità, Editoria e Creatività d’Impresa all’Università di Modena e Reggio Emilia con una tesi sperimentale dal titolo “’Ndrangheta e Stampa: la strategia mediatica della cosca nei media reggiani”. Durante gli studi, nel 2015, comincia una collaborazione con la redazione reggiana de “Il Resto del Carlino”, tutt’ora attiva. Dal 2017 è giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Al momento collabora con l’Istituto Storico della Resistenza (Istoreco) di Reggio Emilia, dove segue alcuni progetti di ricerca storica e ricopre il ruolo di Ufficio Stampa presso il Conservatorio di Reggio Emilia e il Comune di San Cesario sul Panaro (MO).
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