GTranslate

 

Lucio Sorrentino (1929-1993)

ostra retrospettiva a cura di Sergio Annovi e Luca Silingardi
Sassuolo, PaggeriArte, Piazzale Della Rosa 01-23 giugno 2019 mar - ven - sab - dom 9.30 -12.30 e 15.30 -19.00


F I N I S S A G E venerdì 21 giugno 2019 ore 21 Luca Silingardi intervista Sergio Annovie i figli del pittore Tullio e Paolo Sorrentino
 Accanto al Lucio Sorrentino forse più noto e un po' oleografico, quello dei paesaggi con antichi edifici e degli scorci urbani della vecchia Sassuolo negli anni settanta e ottanta del Novecento – "Ducal Terra" dimenticata e ancora fatiscente, con i vicoli scrostati e i portoni "sgarrupati" – o a quello più onirico ed eroico, con le immagini surrealiste che rimandano quasi sempre alla costrizione, alla prigionia e all'impossibilità di liberare la propria forza interiore, c'è un Sorrentino diverso, meno noto ai più, che medita sul disagio esistenziale, sfiorando, per certi versi, la metafisica.

È un Sorrentino che sente il "male di vivere" sotteso alla negazione di ogni illusione e che è capace, col suo guardare ai particolari apparentemente più insignificanti incontrati nella quotidianità – attraverso un'indagine pittorica meticolosa e otticistica – di cogliere il "varco" verso l'essenza delle cose: quell'istantanea percezione di rivelazione di nullità dell'esistenza in cui gli stessi oggetti – "correlativi-oggettivi" per dare espressione artistica all'emozione altrimenti impossibile da tradurre in parole come in immagini – si dissolvono. Proprio come nella "poetica degli oggetti" di Eliot e di Montale – autori letti e amati dal pittore – l'apparentemente insignificante si carica di valori simbolici, spalancando a significati che trascendono la semplice rappresentazione. Dietro la finzione di una mancata ispirazione – geniale Il quadro lo farò domani (1975), con la raffigurazione, dal particolare taglio fotografico, della tela bianca sul cavalletto, oppure Il centro (1979), con un cestino pieno di cartacce visto dall'alto su un pavimento a piastrelle esagonali, come appare a chi guarda sconsolato verso il basso, rovistando con lo sguardo in cerca di qualche idea – si cela, infatti, la consapevolezza di rappresentare ciò che appare inutile, per poter andare oltre, trascendendo il reale.

È come se la quotidianità, altre volte vista in modo surreale come un legaccio – La corda (1974) o Il grande cavallo (1974) – o una rete che impiglia – Le reti (1975) – o come un muro di mille e mille sassi posti faticosamente l'uno dopo l'altro – Giorno dopo giorno (1974) – gli offrisse invece l'opportunità di uscire dal tran-tran che, come avevano desiderato i suoi genitori, forse fin dalla sua nascita nel 1929 a Napoli, lo aveva condotto, dopo gli studi classici, al rispettabile impiego di cancelliere della pretura di Sassuolo, non lasciandogli abbastanza tempo, però, per sé e per la sua passione: la pittura. Un amore per l'arte ereditato dal nonno, che aveva frequentato l'Accademia di Belle Arti di Napoli assieme al celebre Domenico Morelli e che gli aveva trasmesso i primi rudimenti della materia, ma che non aveva potuto trovare sostegno e forza in un organico percorso di studi.

È dunque quasi da autodidatta e senza alcuna velleità di affermazione che Lucio Sorrentino si è avvicinato alla pittura fin dalla giovane età, senza più discostarsene, seppur costretto a relegarla ai ritagli tempo che l'impegnativa professione gli lasciava. Il congedo dal lavoro, all'inizio degli anni ottanta, gli ha poi finalmente permesso di dedicarsi totalmente alla pittura. Eppure, se si guarda la sua produzione, sono proprio gli anni settanta e i primissimi anni ottanta quelli che sembrano più prolifici per idee compositive e qualità pittorica; quasi come se il raggiungimento dell'agognato traguardo avesse affievolito in lui il fuoco che, invece, l'odiato e monotono tran-tran teneva più vivo, nonostante il minore tempo a disposizione. Sono degli stessi anni – ma con riprese dei temi pure successive – anche i suoi splendidi trompe-l'oeil: "inganni ad arte" che rientrano nella sua "poetica degli oggetti" e che ricorrono anche all'applicazione di parti vere – spago, legno, etichette ecc. – per sorprendere ancora di più il fruitore, spinto a toccare l'opera per accertarsi della realistica finzione o, viceversa, delle sue componenti oggettivamente materiali. A metà tra settecentesca tradizione crespiana e moderna Pop art, sono queste le migliori prove di Sorrentino, ma anche le più complesse da proporre al pubblico, al quale – forse sottovalutandone le capacità critiche – nel passato si è quasi sempre preferito offrire, invece, il rassicurante Sorrentino degli acquerelli e degli olii su tela con scorci urbani. Anche se è vero, comunque, che persino queste opere, seppur decisamente addentro al solco della tradizione figurativa e apparentemente comuni, non mancano di connotarsi per il punto di stile ben sopra la media e per il particolare taglio visivo scelto. Nel gallerista Sergio Annovi, praticamente l'unico operatore del mondo dell'arte che si è sempre prodigato per favorirne la conoscenza e il successo di pubblico, Sorrentino non aveva trovato solo un intelligente estimatore della propria pittura ma anche un grande amico. Sicuramente, infatti, la Galleria Annovi di via Radici a Sassuolo fu uno stimolante luogo di confronto per Sorrentino – artista altrimenti piuttosto schivo – nonché di diffusione delle proprie opere tra i collezionisti: qui sono nate molte delle idee poi approdate sulla tela e tutti i suoi progetti espositivi sassolesi, compresa quest'ultima retrospettiva, a ventisei anni dalla morte del pittore e a sedici dalla precedente esposizione a lui dedicata. Annovi e i figli di Lucio, Tullio e Paolo, possono davvero essere considerati i maggiori detentori della memoria del pittore. Una memoria che, anche grazie ai prestiti di numerosi collezionisti, questa mostra intende condividere e diffondere, nella certezza che il percorso artistico di Lucio Sorrentino sia riuscito ad andare ben oltre la mera "confessione diaristica" del semplice amatore autodidatta che si dedica alla pittura saltuariamente, raggiungendo invece quell'universalità di intenti propria della vera arte; quell'universalità in cui chiunque può ritrovare sé stesso
e le risposte alle proprie domande.

Luca Silingardi
co-curatore della mostra

Informazioni
Galleria Annovi Arte Contemporanea: 0536 80 78 37


Città di Sassuolo 
Galleria Annovi Arte Contemporanea


Lucio Sorrentino
1929 - 1993
Sassuolo, PaggeriArte / Galleria Annovi
dal 01/06 al 23/06
mostra a cura di Sergio Annovi e Luca Silingardi
testo critico
Luca Silingardi
grafica
Mauro Barbieri e Luca Farina
si ringraziano

Elisabetta Leonardi ed Elena Tagliavini
Ufficio Cultura del Comune di Sassuolo
I collezionisti che hanno arricchito e
completato questa retrospettiva:
Massimo Bonvicini
Roberto Borsari
Osvaldo Buffagni
Adelina Fontanini
Corrado Fontanini
Liliana Gandolfi
Carla Ghirardini
Raimonda Picinini
Berardo Poli
Dezio Termanini
un ringraziamento particolare ai figli del pittore Tullio e Paolo

Pin It

Le interviste del Direttore

Ugo Nespolo, «fuori dal coro”» innamorato di Milano

nespolo

 di Francesca Bellola

 Le riflessioni dell'artista dopo che Palazzo Reale gli ha dedicato una...


Leggi tutto...
Giovanni Allevi: «Quando facevo il cameriere alla Scala...»

allevi

di Francesca Bellola

Talentuoso e brillante, empatico e carismatico. Giovanni Allevi, uno dei...


Leggi tutto...
Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it

Francesca Bellola Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it, di cui ha diretto...


Leggi tutto...
Michelangelo Pistoletto: «La mia Mela in Centrale opera aperta al mondo»

pistolettodi Francesca Bellola,

Recentemente la "Mela Reintegrata" è installata definitivamente nella...


Leggi tutto...
Il mondo come lo vorrei Il fotografo Giovanni Gastel tra esordi teatrali e poesia

gastel

di Francesca Bellola

«Da zio Luchino Visconti ho imparato il metodo»

Ha ritratto le donne più...


Leggi tutto...
Mario Lavezzi: un viaggio di musica e parole
lavezzidi Francesca Bellola

Definire la sua attività è riduttivo, è - infatti - compositore,...

Leggi tutto...

Puoi accedere su www.okarte.it con una tua password e dopo l'approvazione della registrazione puoi inserire nel sito articoli e foto. Cordiali saluti, Redazione OK ARTE

Ricordami

Questo sito rispetta la "Protezione dei dati personali GDPR - General Data Protection Regulation, Reg. UE 2016/679"

Carezza Violenta

Visita Pavia in 5 minuti

La Certosa di Milano

Chiese e dimore antiche

Genova: l'incanto di un presepe in marmo del '400

di Stefano Pariani
In periodi di festività come questo [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto
Il fascino senza tempo dei Giardini della Guastalla

di Stefano Pariani  Nei giorni d'estate come questi, [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani Non di rado il termine “stupore” [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

Correva l'anno 1487 quando, secondo [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

Simbolo dell'epoca comunale e della [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

C'è una fervida creatività che [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

L'immagine del treno e della sua [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

La storia di Milano – le pagine [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

galleria fotografica La chiamavano [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

E' finalmente tornata visitabile [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

“Faceva il palo nella banda dell'Ortica, [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

redatto da Stefano Pariani: Appena fuori dall'abitato [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto