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Magritte. La Ligne de vie

Ren-Magritte-La-mmoire-1948-olio-su-tela-60-x-50-cm-Fdration-Wallonie-BruxellesMinistre-de-la-Communaut-franaise-Bruxelles--Prolitteris-201816 settembre 2018 – 6 gennaio 2019 Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano sede LAC Lugano Arte e Cultura A cura di Xavier Canonne e Julie Waseige Coordinatore del progetto al MASI Guido Comis www.masilugano.ch Image René Magritte, "La mémoire",1948 olio su tela, 60 x 50 cm, Fédération Wallonie-Bruxelles, Ministère de la Communauté française, Bruxelles © Prolitteris 2018 Dal 16 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 il Museo d’arte della Svizzera italiana rende omaggio al maestro belga del surrealismo René Magritte con la mostra Magritte. La Ligne de vie.

 

Attraverso un’eccezionale selezione di opere, l’esposizione ripercorre tutta la carriera dell’artista, dagli esordi fino ai più celebri dipinti della maturità. La conferenza La Ligne de vie (La linea della vita) che René Magritte tenne il 20 novembre 1938 al Musée Royal des Beaux-Arts d'Anversa è l’ideale filo conduttore dell’esposizione. La conferenza rappresenta una delle rare occasioni in cui l’artista si sia espresso in pubblico sul proprio lavoro.

Magritte, attraverso una serie di immagini e ricordi personali, delineò allora la genesi della sua arte e illustrò i principi che gli avevano permesso di trasformare oggetti quotidiani in immagini perturbanti. La mostra al Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI), seguendo tale traccia, offre al visitatore l’opportunità di comprendere l’origine e le fonti d’ispirazione dell’opera di un artista capace, come pochi altri, di suggestionare il pubblico. Image Image René Magritte La lampe philosophique 1936 olio su tela Collezione privata, Belgio © Prolitteris 2018, Zurich René Magritte Modèle rouge 1953 olio su tela BNP Paribas Fortis Collection © 2018 Prolitteris, Zurich Il percorso espositivo annovera più di novanta opere e si apre con le creazioni dei primi anni Venti.

Benché si tratti di dipinti ancora lontani dagli esiti più conosciuti, è già evidente il desiderio di Magritte di allontanarsi dalle convenzioni e di rappresentare il mondo e gli oggetti sotto una luce nuova. Alcuni lavori in mostra, raramente esposti al pubblico, evidenziano l’infatuazione giovanile dell’artista per il futurismo italiano di cui condivide lo spirito irriverente. È tuttavia la metafisica di De Chirico a offrire a Magritte lo spunto decisivo per la definizione della propria poetica: in mostra è presentato un eccezionale confronto fra un capolavoro di De Chirico, Les plaisirs du poète (1912), e La traversée difficile (1926) di Magritte. Segue un’ampia selezione di lavori realizzati fra gli anni Venti e Trenta in cui si definiscono progressivamente i temi prediletti dell’artista.

Come illustrato da Magritte nella Ligne de vie, alla base dei dipinti realizzati tra il 1925 e il 1936 c’è la ricerca sistematica di un effetto poetico sconvolgente. Tale effetto è raggiunto in primo luogo attraverso lo “spaesamento” di oggetti comuni, scelti affinché la loro decontestualizzazione risultasse particolarmente efficace. Le noctambule (1928), ad esempio, presenta un uomo che si aggira in un interno domestico illuminato da un lampione di strada come si trattasse di un ambiente misterioso e ingannevole. Altre opere associano immagini e parole in modo arbitrario per sovvertire le prassi linguistiche. Le sue “peinture-mots”, come Le reflets du temps (1928), Le parfume de l’abîme (1928) e L’arbre de la science (1929), rappresentano uno dei contributi più originali di Magritte all’arte del Novecento.

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