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"IMMANENTE E TRASCENDENTE"

SAGGIO:  IMMANENTE E TRASCENDENTE    (di Roberto Zaoner)



Il prof. Zichichi è uno scienziato. E come tale è un immanente, che

crede però anche nel trascendente. Grande

ammiratore di Galileo Galilei. Gli atei, che credono solo

nell'immanente e che tutto abbia origine dal caos, negano l’esistenza

del trascendente. In alcune biblioteche vi sono libri dai titoli "Noi

siamo figli del caos". A ognuno di loro va il rispetto di tutti.

E’ la

libertà delle idee che è giusto avere. Si vuole comunque rilevare che

il matematico, filosofo e saggista Odifreddi, nel suo libro "Il Vangelo

secondo la Scienza", pubblicato nel 1999, afferma che: «La vera

religione è la matematica, il resto è superstizione. O, altrimenti

detto: “la religione è la matematica dei poveri di spirito”. Questo

assunto però è irrispettoso verso i credenti. Ognuno creda a quello

che vuole, ma si rispettino gli uomini che hanno idee diverse, in

special modo riguardo a temi così delicati come la religione. Ho

avuto modo di vedere su un programma online una lezione di

matematica tenuta dal Prof. Odifreddi, in un'aula universitaria. Ho

seguito alcune interviste a lui fatte da svariati giornalisti. Sono

arrivato alla conclusione, ove ve ne fosse bisogno, di ammettere che

egli è un uomo molto colto. E come qualsiasi vero matematico egli

sfiora la genialità. Uomini geniali che la matematica, di tanto in

tanto, riesce a fare emergere. Ma sull'esistenza di Dio entriamo

nell'immenso sentiero che lui non ha interesse ad accostarsi per

sondare eventuali verità, che non saranno comunque mai decifrabili

all'uomo. Non va nel profondo del mistero. Forse, perché per lui

il mistero è insondabile. Come non dargli ragione? Ma il matematico

e saggista accosta al mistero una evidente negazione in modo fin

troppo pervicace. Siamo noi tutti convinti che la ragione non aiuta ad

avvicinarci alla verità. La religione non può essere un noumeno che

ci accompagna alla comprensione del mistero. Qual'è la verità? Ecco,

allora che si parla di Fede, di divinità, attraverso le Sacre Scritture,

che la Chiesa ha divulgato e che tutti i fedeli identificano in Dio, nella

Santissima Trinità e nello Spirito Santo, nella religione cristiano-

cattolica e cristiano-ortodossa. A difesa della Fede, si deve pur

ammettere che il pensiero dell'uomo è impalpabile. Non è definito. E'

il nostro stesso spirito. E uno spirito non potrà mai morire perché il

pensiero non è essenza concreta. E' indistinto, etereo, inconsistente.

Non è accostabile al corpo nella sua stessa natura, che sappiamo

distruggersi dopo che finisce l'energia, cioè la vita. Il concetto

di verità o la verità stessa rimarranno sempre occulte, ma non per

questo bisogna negare per principio la Fede. Il trascendente:

espressione che rimarrà  sempre riposta e 

inavvicinabile alla concezione immanentistica.

 

 

Nasce allora l’esoterismo e l’occulto rappresentati dalla magia e

dall’alchimia, antiche scienze empiriche che operano nell’ignoto,

svelando misteri tutti da riscontrare. E chi opera in questo campo

del dissimulato si affida a queste pratiche, dottrine e scienze che non

hanno un fondamento provato. E’ una strenua e infaticabile ricerca

della verità seguita dal fallimento dovuto all’incapacità della

comprensione dell’ente supremo.


Giova fare un excursus di quelle che sono le religioni principali nel

mondo praticate da tutti i fedeli, con una rivisitazione delle varie

credenze in tema di numi. L’uomo in tutte le epoche e in ogni parte

della terra si è sempre creato una sua divinità. Nel Cristianesimo è

stata chiamata Dio (la Sacra Bibbia), nella religione musulmana

monoteista: Allah (il Corano), con Maometto profeta e fondatore

dell’Islam, in quella induista: Siva o Shiva (con inglesismo grafico ),

 

in quella dell’estremo oriente: il Confucianesimo, il Taoismo e il

Buddhismo (tre tradizioni religiose). Il Confucianesimo coincide col

culto degli dei. Il Taoismo rappresenta l’energia pura che impregna

l’universo nel suo insieme. Dio del Taoismo è il Tao, che è la natura

stessa di cui l’uomo fa parte, il ciclo perenne che determina il mutare

e il divenire di tutto l’insieme universale. Il Buddhismo, che crede

nella rinascita di ogni specie vivente, con Buddha che è soggetto alle

malattie, alla vecchiaia e alla morte: un essere speciale che dopo aver

trascorso diverse vite, si è liberato dal samsara, ciclo della vita,

morte e rinascita, raffigurato come una ruota, guadagnando la

liberazione nel corso della sua ultima vita ed è entrato nel nirvana, il

fine ultimo della vita, in cui si ottiene la liberazione dal dolore. Se il

karma è positivo, la vita continua col piacere dei sensi; se è negativo,

la vita continua con la sofferenza. La fine delle passioni e delle

sofferenze sono raggiungibili solo col nirvana e ci si libera dall’odio,

dalla brama e dalle illusioni, e lo spirito raggiunge il più alto grado di

consapevolezza. Il Cristianesimo, nato nel I secolo si distingueva tra

cattolici, protestanti e ortodossi. Con scissione avvenuta nel 1054

(scisma d’oriente), all’interno della Chiesa, si ha una frattura tra

cattolici e ortodossi. Nel XVI secolo, il Cristianesimo subisce un

ulteriore scisma. Da qui, l’origine del Protestantesimo, i cui fedeli

credono soltanto nella Bibbia, intesa come fonte di rivelazione di Dio

all’umanità. Non riconoscono né le regole della Chiesa cattolica, né il

Papa. E neppure la Croce è riconosciuta, e il battesimo non è

praticato. La loro credenza più diffusa è quella di un’interpretazione

e di un’invenzione erroneamente esercitate dai fedeli del

Cattolicesimo.

 


La Chiesa cristiana d’Oriente o Chiesa cattolica ortodossa è nata

intorno al IV secolo. L’Ortodossia, o religione greco-scismatica, è un

insieme di Chiese cristiane nazionali che sono autocefale, che hanno

un proprio capo, si governano da sole e non riconoscono alcuna

autorità religiosa al di sopra delle proprie. Sono anche autonome, nel

senso che sono indipendenti da un patriarcato, rappresentato da un

gruppo di diocesi che fanno riferimento alla sede e al vescovo, che ha

il titolo di patriarca. Nelle Chiese ortodosse orientali non vi è un

unico vicario, come il Pontefice nella Chiesa cattolica. L’Ortodossia

professa la fede cristiana, sia sul piano dottrinale, che celebrata nella

liturgia (glorificazione). Vi è un’adesione piena al messaggio

evangelico originario di Gesù Cristo trasmesso dagli apostoli, senza

aggiunte di eresie. A causa dello scisma del 1054, si può annotare la

contestazione del patriarca nei confronti di questioni ritenute eresie

perpetrate dalla Chiesa latina, come l’uso per l’eucarestia del pane

azzimo, invece del lievitato, l’uso di digiunare il sabato e di radersi la

barba, la soppressione dell’alleluia nella quaresima, il celibato

ecclesiastico obbligatorio. Tutti i cristiani ortodossi credono in un

solo Dio, in tre entità divine: Padre, Figlio e Spirito Santo. Infine, il

termine “ortodosso” in Etiopia indica l’appartenenza alla Chiesa

ortodossa etiope (Chiesa ortodossa orientale), in Romania indica

l’appartenenza alla Chiesa ortodossa romena (anch’essa chiamata

Chiesa ortodossa orientale). I nomi Chiesa greco-ortodossa, russo-

ortodossa, serbo-ortodossa, romeno-ortodossa, ecc. si identificano

in un'unica Chiesa che mantiene l’unica fede e regole, che sono

praticate anche in altre zone d’Europa. Le differenze culturali che

esistono dentro queste Chiese non intaccano l’essenza della fede che

caratterizza l’Ortodossia e riconoscono Costantinopoli come sede

vescovile e il suo patriarcato primo nella gerarchia delle sedi

patriarcali.

 



Dopo aver fatto una fin troppo ampia digressione sul tema principale

dell’immanente e trascendente, solo per riconoscere quanto

numerose siano le religioni e le fedi nel mondo, torniamo

all’argomento in questione. La divinità non può che essere unica e

universalmente accettata da tutti i credenti del mondo. Il Creatore

dell’universo potrebbe assumere connotazioni e nomi diversi in

tutte le civiltà mondiali, ma è unico nella sua essenza divina. Vero,

non scindibile , universale, ente supremo. Il problema che rimane è

quello di accettare, come la nostra religione ci insegna, l’idea del

Paradiso, Purgatorio e Inferno, o di pensare ad un’altra collocazione

in cui i defunti vengono destinati, o forse concludere che nulla esiste

dopo la morte dell’essere umano. Ciò, fa paura perché l’uomo da

sempre ha amato la vita e non accetta di tornare nel nulla eterno.

Sarebbe incomprensibile e ci condurrebbe alla disperazione.

Potrebbe essere accettata, ad ogni modo, l’idea dell’esistenza di

varie dimensioni astrali, ove verrebbero collocate le anime dei

defunti. Certi misteri ci dovrebbero trovare preparati ad accettare

tutto quello che si presenterà alla nostra essenza umana. 

 

 


Alcuni fedeli si tengono a distanza dalla Chiesa, che è stata

rappresentata nei secoli da uomini che si sono macchiati di tante

colpe. E anche nell'epoca coeva, non mancano quelli che non sono

esenti da gravi peccati. E allora ci si chiede se costoro, col peso delle

loro colpe, sono degni di indossare la tonaca, con la quale predicano

e danno l'eucarestia.

Non giudichiamoli, ma neppure assolviamoli !!



08/08/2017 (saggio rielaborato il 18/05/2019)

Roberto Zaoner


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