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Venerdì 15 Febbraio 2019 ore 11.00

Lo scudo di Achille, creato da Vulcano e descritto nei versi 478-607 dell’Iliade, è il primo caso di ekphrasis, cioè di descrizione di un’opera d’arte. Tra i tanti casi di descrizione di opere esistenti o andate perdute, nel nostro caso si tratta di opera inesistente e quindi mitica. Molti artisti hanno sviluppato un processo inverso: invece che dall’opera alla sua descrizione, da questa descrizione hanno realizzato un’opera. Tra i vari, possiamo ricordare Angelo Monticelli, Kathleen Vail, Alessandro Romano ed in tempi recenti Damien Hirst.

Ora è il caso di Dominique Pinchi che, a differenza degli altri, ricostruisce in rilievo le narrazioni contenute nello scudo, dando maggior spessore e vitalità al tutto. La rappresentazione che ne fa Pinchi, oltre che essere a colori e a tutto tondo, rappresenta la sua personale rêverie. Veicola infatti immagini ispirate da una assidua frequentazione della storia dell’arte, assieme ad altre che appartengono ai ricordi della sua infanzia vissuta in Francia a Homécourt, città di miniere e fabbriche con i più alti forni d’Europa. Paesaggio che condizionerà per sempre il lavoro artistico di Pinchi che ha come elemento centrale il fuoco, che lui stesso definisce: “Maestro del mio fare, del mio lavoro [...]

 

La natura mi permette di recepire, percepire, immaginare in quale mondo mi piace stare. La mia dimora è il vulcano: il luogo vero, il luogo naturale e il suo fuoco. Più che di estetica, il fuoco è un fatto di etica, perché la sua fiamma determina il fatto di farmi stare al mondo.” Da questa sedimentazione nasce una particolare ricostruzione dello scudo, che per secoli ha rappresentato la visione del mondo in cui siamo immersi. Omero con la rappresentazionedella sua rêverie cosmica ci spinge a vedere l’armonia di tutte le attività umane, il loro connettersi con il resto del cosmos, il cielo e le stelle – Orione e Pleiadi, che sovrintendono guerra e fecondazione - e l’Oceano che determina. Questa armonia viene sottolineata dalla presenza costante di musica e danza nell’opera. La danza circolare rimanda alla struttura dello scudo, la cui circolarità si sviluppa attorno ad un omphalos, ad un centro, ed è, come si è visto, racchiusa dal fiume Oceano. Rimanda inoltre al susseguirsi di morte e rinascita, guerra e matrimonio, violenza e giustizia, falciatura del grano e semina.

ùQuesto processo che si rinnova perennemente, come era nella prospettiva delle società di agricoltori, è animato dal pneuma, dal soffio vitale. Vulcano, l’autore dello scudo con cui Omero si identifica, azzoppato, aveva sviluppato la cassa toracica, da cui emetteva un soffio che ravvivava il fuoco. Era un soffio che animava il processo creativo, come quello di Omero. Era un soffio che simboleggiava il pneuma cosmico creatore. In mostra, insieme all’installazione de Le Bouclier saranno presentati anche i numerosi disegni - progetti propedeutici alla realizzazione dell’opera e alcuni quadri della serie Costellazioni. Testo tratto da Lo Scudo di Achille di Giancarlo VianelloLe Bouclier(Omaggio a Hephaistos)Spazio ThetisVenezia - Arsenale 15.02 - 14.03.2019Lun - Ven | Mon - Fri : 10 - 17