GTranslate

 

Il gesto: Ezio Bruno Caraceni

“Sono le 12.30 del 13 ottobre del 1944. Per Ezio Bruno Caraceni appena diciassettenne è il primo giorno di Accademia a Venezia. A Chioggia sale sul vaporetto Giudecca che lo porta verso il suo destino d’artista e di uomo...Nel giro di poco all’altezza di Pellestrina il traghetto viene bombardato e affondato, diventando una trappola mortale. Il giovane Caraceni pur gravemente ferito sarà tra i superstiti: una lunga barba d’artista a coprire le schegge della carne dell’uomo”.

Inizia così il racconto su un grande pioniere del dopoguerra italiano, messo in scena da Eidos Immagini Contemporanee (pad 18 C39), nella solo show curata da Raffaella A. Caruso e prodotta appositamente per l'edizione 2020 di Bologna Artefiera. In mostra il periodo centrale della produzione del Maestro, i Gesti: su tavole di legno, grezze o dipinte, egli sperimenta come variabili linguistiche l’attenzione ai materiali, le possibilità combinatorie della cibernetica, la scrittura in arte come medium fisico e creazione invece di nuovi alfabeti mentali, l’uso del filo come pentagramma o corda per strumenti da suonare con gli occhi dell’anima.

È un ciclo su cui Caraceni lavora a lungo, proprio perché pur nell’apparente semplicità degli strumenti, gli permette variazioni continue con cui indagare aspetti differenti dell’animo umano e della “fisica”. Ed è forse per questo studio continuo, nel modulare alternativamente pochi ma precisi strumenti metodologici che ancora oggi questi suoi lavori non sono minimamente segnati dal Tempo, sono assolutamente inconfondibili anche a occhi profani, conservando come ebbe a scrivere Fagiolo Dell’Arco nel 1965 “il sapore fresco dell’inedito”.galleria Numero, Il Tringolo e Arco D'Alibert a Roma, Fumagalli. Partecipò a due Biennali di Venezia, a tre Quadriennali di Roma, alla Biennale di Tokyo, ad ArtBasel, tra i pochi artisti italiani ad esporre con continuità all'estero, intrattenendo forti rapporti con gli intellettuali dell'epoca.

A guidare il visitatore in questo percorso che dall'informale con cui brucia sul tempo le combustioni di Burri approda ad un personalissimo cinetico programmato e ad esperimenti di land art (“Sono gli anni in Italia di Uncini, di Castellani, di Colombo e di Enzo Mari tanto per citarne alcuni: eppure la ricerca di Caraceni nonostante il rigore costruttivista rimane personalissima e mai dimenticando la “terra”, di cui rende protagoniste forze lasciate da altri sotterranee a supporto della tela, diventerà presto una ricognizione “mentale” sul territorio, tra labirinto e utopia”) è la penna di Raffaella A. Caruso e un video prodotto da Eidos con documenti dell'epoca, gentilmente forniti dagli Eredi Caraceni. Una riscoperta critica che sicuramente interesserà mercato e collezionisti. Ezio Bruno Caraceni – solo show Il gesto a cura di Raffaella A. Caruso Eidos Immagini Contemporanee Pad 18 Hall C39 DOVE Quartiere Fieristico di Bologna, Padiglioni 15 e 18 Ingresso Fiera: Nord (per chi arriva in piazza Costituzione, servizio gratuito di navette) QUANDO 24/26 gennaio 2020 ORARI da venerdì a domenica: dalle 11 alle 19 PRESS PREVIEW A INVITI giovedì 23 gennaio: dalle 11 alle 12 PREVIEW A INVITI giovedì 23 gennaio: dalle 12 alle 17 VERNISSAGE A INVITI giovedì 23 gennaio: dalle 17 alle 21

Pin It

Le interviste del Direttore

“Baci rubati, Covid 19”, l'arte di Galliani
A cura di Francesca Bellola

Il pittore di fama internazionale si racconta: l'infanzia,...

Leggi tutto...
Luca Pignatelli: «Sempre di corsa, non sappiamo più cos'è l'attesa»
di Francesca Bellola

L'artista: nei miei dipinti c'è lo scorrere del tempo. In queste giornate...


Leggi tutto...
Carta: la vera magia, realizzare i sogni

L'illusionista conosciuto a livello internazionale: «Dopo Ghost sto lavorando agli effetti...


Leggi tutto...
Arnaldo Pomodoro: la mia vita fra Milano, bar Giamaica e Usa

pomodorodi Francesca Bellola

«Ho capito ben presto che la strada della pittura non mi era congeniale,...


Leggi tutto...
Ugo Nespolo, «fuori dal coro» innamorato di Milano

nespolo

 di Francesca Bellola

 Le riflessioni dell'artista dopo che Palazzo Reale gli ha dedicato una...


Leggi tutto...
Giovanni Allevi: «Quando facevo il cameriere alla Scala...»

allevi

di Francesca Bellola

Talentuoso e brillante, empatico e carismatico. Giovanni Allevi, uno dei...


Leggi tutto...
Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it

Francesca Bellola Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it, di cui ha diretto...


Leggi tutto...
Michelangelo Pistoletto: «La mia Mela in Centrale opera aperta al mondo»

pistolettodi Francesca Bellola,

Recentemente la "Mela Reintegrata" è installata definitivamente nella...


Leggi tutto...
Il mondo come lo vorrei Il fotografo Giovanni Gastel tra esordi teatrali e poesia

gastel

di Francesca Bellola

«Da zio Luchino Visconti ho imparato il metodo»

Ha ritratto le donne più...


Leggi tutto...
Mario Lavezzi: un viaggio di musica e parole
lavezzidi Francesca Bellola

Definire la sua attività è riduttivo, è - infatti - compositore,...

Leggi tutto...

Andrea Pellicani: Design, Arte e Sostenibilità

a cura di Francesca Bellola
Il design ha a che fare non solo con l'essere umano, ma con le sensazioni e le emozioni che rendono affascinante e seducente un progetto nella sua interezza. Le firme più autorevoli degli studi milanesi hanno conquistato il mondo grazie anche all'estetica, all'eleganza, alle forme assertive e alla giusta dose di passione ed alchimia nella scelta della qualità dei materiali. Andrea Pellicani, designer, progettista d'interni, nonché artista a tutto tondo si esprime pienamente in questo target innovativo e internazionale,

Leggi tutto...

Arturo Bosetti: la profondità della luce

a cura di Francesca Bellola
«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


Leggi tutto...

Puoi accedere su www.okarte.it con una tua password e dopo l'approvazione della registrazione puoi inserire nel sito articoli e foto. Cordiali saluti, Redazione OK ARTE

Ricordami

Questo sito rispetta la "Protezione dei dati personali GDPR - General Data Protection Regulation, Reg. UE 2016/679"

Visita Pavia in 5 minuti

La Certosa di Milano

Falegnameria di Gregorio