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Giovanni Mangiacapra

Inizia la sua attività artistica negli anni 70, con una mostra collettiva organizzata dal centro Don Gnocchi di Parma, dove riscosse interesse per i paesaggi dipinti con tempera su carta e compensato, con questa prima partecipazione entra nel mondo dell'arte.

Nella prima fase del lavoro artistico l'aspetto figurativo è dominante, per poi essere sostituito dalla sperimentazione di materiali e colori.
Poco influenzato dalle varie tendenze artistiche con le quali viene a contatto, giunge ad un'interpretazione personale dell'informale. Il suo linguaggio è frenetico e va verso un mondo espressivo che si va delineando e che si predispone ad un messaggio in senso ecologico, trattando del rapporto squilibrato tra Uomo e Natura. Questo tema affrontato in forme e soluzioni diverse, costruisce sempre quel filo di dialogo infinito.

 

[email protected]  www.giovannimangiacapra.it

Le sue tele prendono "Corpo" in un significato pratico che germoglia lentamente e tenacemente secondo una nuova intensità e un nuovo colore di vita.
Una ricerca sempre sorretta da una rigorosa e severa "spiritualità" al cui attento vaglio sono sottoposti gli spessori cromatici della materia.

Le improvvise arditezze della luce e le radicali trasfigurazioni degli oggetti del reale si traducono in un "naturalismo estenuato" dunque. La sua pittura non è chiusa in un mondo che guarda a se stesso ma si riflette in un dialogo infinito, passando attraverso le sue opere.

Attualmente la sua adesione è continua e costante sia in mostre collettive che personali, ottenendo sempre riconoscimenti personali dalla critica e dal pubblico, le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche

mail [email protected] www.giovannimangiacapra.it

Si rende così esplicito, oltre che nella narrazione data dai pennelli anche in quella data dall'inchiostro, che il rapporto che quest'artista vuole instaurare con lo spettatore è di intensa emotività. In Giovanni Mangiacapra il linguaggio è frenetico e va verso un mondo espressivo che si va delineando e che si predispone a un messaggio in senso ecologico, trattando del rapporto squilibrato tra Uomo e Natura. Oggi la sua ricerca, studia e "interpreta" con la sua tecnica, la parte primaria della sua arte: la Materia. Intervenendo sulla materia, lavorandone la sua pastosità, la sua composizione, innesca un processo di conoscenza, un lavoro di "coscienza" e di consapevolezza nel quale la materia assurge a metafora del nostro profondo. Materia come corpo, colore come sensazione ed emozione si traducono in un linguaggio denso e pieno di percezione del significato delle cose, della vita passata e presente dove i segni sparsi ed eterogenei s'incontrano, si mettono insieme e ci suggeriscono un mondo, un carattere e una persona.  www. giovannimangiacapra.it

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«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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