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Expo, un grande successo con una lacuna: le code infinite

di Clara Bartolini

expoUna brevissima sintesi. Ormai lo sanno tutti, anche i più feroci detrattori devono farsene una ragione. Expo è stato un successo. Finita per tempo (tranne piccoli elementi risolti in pochi giorni) e si sa che anche le precedenti manifestazioni in altri paesi hanno visto manufatti terminati dopo molti giorni dall’apertura. Organizzata magnificamente e seguita da un personale sempre efficiente, disponibile e presente, al costo di vari svenimenti dopo le 12 ore di lavoro continuato. Nonostante le esasperanti code ai tornelli d’ingresso quando, mi si dice, si sarebbe potuto organizzare uno smistamento dei visitatori in modo da ridurle, e non è chiaro perché non sia stato messo in atto.

 

Davvero interessanti le strutture realizzate dalle nazioni partecipanti, stimolate dal tema proposto, l’alimentazione. Incredibilmente bello e amato da tutti “ l’Albero della Vita” con le sue luci che saettavano cambiando a ritmo di musica come l’acqua che danzava con le note insieme al passaggio di colori, atmosfere sfolgoranti che ogni sera facevano il pieno di spettatori. L’Albero della Vita, realizzato dal Consorzio Orgoglio di Brescia e ideato da Marco Balich, è stato l’elemento più fotografato in questi sei mesi, divenuto una vera icona di Expo, in tutto il mondo ce lo hanno invidiato. Sono stati organizzati un numero interminabile d’incontri musicali, orchestra della Scala compresa, conferenze e spettacoli d’intrattenimento, dibattiti come quelli proposti dal padiglione Italia, Confagricoltura, Eataly, Corriere della sera e infiniti altri.

Non dimenticate le tematiche sulla donna. Differenti iniziative sono state proposte da tutte le nazioni partecipanti con in testa la Germania, che attivissima e super tecnologica ha realizzato anche un percorso panoramico sopra il proprio padiglione che non richiedeva code e ha contato tre milioni di visitatori. Preveggente o esperta in manifestazioni simili? Tra i premiati dal BIE noi non ci siamo, il nostro padiglione, malgrado l’affluenza di due milioni di visitatori non ha interessato sufficientemente la giuria, ma siamo felici ugualmente per il successo della manifestazione e per le ricadute possibili che già ora appaiono all’orizzonte. La giuria del Bureau International des Expositions ha assegnato come sempre 24 premi. Le più importanti medaglie d’oro sono andate alla Francia per l’architettura, alla Germania per l’interpretazione del tema, al Giappone per gli allestimenti interni. A seguire tra i vincitori di medaglie per i padiglioni più grandi: Russia, Corea, Kazakistan, Angola, Cina e Bahrain. Premi anche ai padiglioni più piccoli, primi nelle varie categorie: Santa Sede, Gran Bretagna e Austria. Altri i padiglioni premiati, e si può davvero confermare che grandi sforzi sono stati fatti da parte di tutte le nazioni. I premi assegnati in vetro soffiato, sono creazioni della storica azienda di Murano: Seguso Vetri D’Arte. Ricordiamo in questi sei mesi, la significativa presenza di 60 capi di stato o primi ministri che ci ha davvero inorgoglito.

Ora Expo chiude con un seguito d’interesse, con la Carta di Milano sbarcata all’Onu e con nuovi programmi di relazioni e sviluppi con alcune delle nazioni partecipanti. Non si può negare che sia stata una magnifica vetrina per Milano e l’Italia tutta. Che dire, ci manca già un po’ anche se fatte le dovute riflessioni, le code di 6 o 8 ore ai vari padiglioni come il Giappone, gli Emirati Arabi, Il Kazakistan, l’Italia e molto altri, con un minimo di riflessione si potevano ridurre se non evitare. Si vedano i sistemi adottati dalle panetterie o i cinema, ti danno un biglietto con il tuo orario d’ingresso e te ne vai fino a che non arriva il tuo turno. Non si è voluto fare? Non sappiamo perché. Qualcuno ha fatto causa a Expo perché pagando il biglietto non ha visto che il Decumano. E ne conosco tanti. Malgrado questo inconveniente, non di poco conto, grazie a Expo sono state allestite molte bellissime mostre a Palazzo Reale, alla Triennale, unico fuori Expo accreditato con la bella mostra Arts &Foods. Spettacoli aumentati alla Scala, concerti e performance teatrali in teatri grandi e piccoli realizzati per l’occasione e ultima ma non meno importante la rinascita dell’antica Darsena ai navigli. La si attendeva da molto tempo, ci voleva Expo per realizzare il ripristino. A conti fatti, grazie Expo.

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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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