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FIRMATO L’ACCORDO PER LA RIAPERTURA DEL CASTELLO DI MONCALIERI Appartamenti Reali accessibili dal 3 luglio 2020

 Riaprono al pubblico da venerdì 3 luglio gli Appartamenti Reali del
Castello di Moncalieri, grazie all’accordo di valorizzazione sottoscritto dall’Arma dei Carabinieri
attraverso il Colonello Stefano Fernando Russo, Comandante del 1° Reggimento Carabinieri
“Piemonte”, da Enrica Pagella, Direttrice regionale Musei del Piemonte, Guido Curto, Direttore del
Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, e Paolo Montagna, Sindaco del Comune di Moncalieri.
L’intesa così raggiunta permette di restituire alla fruizione il percorso di visita, chiuso da
tempo dopo essere stato inaugurato nel novembre 2017 al termine del lungo e accurato restauro
reso necessario dall’incendio dell’aprile 2008.

La gestione dell’apertura e delle visite guidate è
stata affidata al Consorzio delle Residenze Reali Sabaude che con risorse proprie garantirà
anche attività di prenotazione e promozione, in linea con la rinnovata mission del Consorzio
stesso volta alla valorizzazione integrata del sistema delle Residenze Reali Sabaude. Il Comune
di Moncalieri si è impegnato invece a contribuire alle spese affrontate dal Consorzio e ad
assumere i costi per i servizi di sicurezza prestati dal 1° Reggimento Carabinieri “Piemonte”.
Presente nel complesso dal 1969, il 1° Reggimento Carabinieri “Piemonte” è un reparto
inquadrato all’interno della 1° Brigata Mobile Carabinieri con compiti di ordine e sicurezza pubblica
e di antiterrorismo; in occasione dell’apertura degli Appartamenti Reali, garantisce i servizi di
vigilanza e sicurezza ai flussi dei visitatori. La Direzione regionale Musei del Piemonte,
articolazione periferica del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo a cui è
demandato il compito di gestire sul territorio il sistema museale di pertinenza statale, ha in
consegna il percorso di visita e, pertanto, si occupa non solo di collaborare all’apertura e di
promuovere progetti di studio, conservazione e valorizzazione, ma anche di sostenere i costi
per la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura.
Confronto e collaborazione tra le istituzioni coinvolte hanno costituito quindi le componenti
essenziali dell’operazione compiuta, assicurando il risultato di aprire nuovamente al pubblico gli
Appartamenti Reali, iniziativa che rientra inoltre nella volontà dell’Arma dei Carabinieri di favorire i
percorsi culturali. Le visite possono essere effettuate dal venerdì alla domenica e nei giorni
festivi, in orario 10-18, tramite prenotazione obbligatoria, in modo da scandire ingressi

contingentati in gruppi al massimo di otto persone. L’adozione delle misure di sicurezza imposte
dallo stato di emergenza sanitaria comporta infatti particolari modalità organizzative, come
stabilisce un disciplinare definito ad hoc a integrazione dell’accordo, contenente specifiche pure
in merito alla vigilanza del bene e all’operato del personale coinvolto. Inoltre l’accesso agli spazi
museali è subordinato all’utilizzo delle mascherine, alla rilevazione della temperatura corporea
e al mantenimento delle distanze interpersonali.
Nel rispetto di tali disposizioni, è possibile ammirare, in piena sicurezza, gli Appartamenti
delle Principesse Maria Letizia e Maria Clotilde, la Cappella Reale e l’Appartamento di
Vittorio Emanuele II, in un susseguirsi di ambienti riccamente decorati che riporta i visitatori tra le
meraviglie custodite all’interno del Castello di Moncalieri, una delle residenze sabaude del sito
UNESCO iscritto nella Lista del Patrimonio dell’Umanità nel 1997. Il 1° Reggimento Carabinieri
“Piemonte” dispone infatti dell’unica caserma dell’Arma dei Carabinieri che può fregiarsi di questo
riconoscimento e per questo ha voluto consentire l’apertura del percorso di visita nonostante le
limitazioni di accesso ora vigenti per via dell’emergenza sanitaria.
Dimora particolarmente amata da Vittorio Emanuele II, del quale quest’anno ricorre il
bicentenario della nascita, il Castello di Moncalieri è celebre soprattutto per le opere
commissionate nel tempo dalla dinastia sabauda e per le vicende storiche ottocentesche, ma in
realtà ha origini più antiche e nacque nel XIII secolo come fortilizio medievale. Un ampio piano di
ampliamento fu attuato, a partire dal 1610 circa, per volontà di Carlo Emanuele I e i lavori
proseguirono negli anni seguenti con Vittorio Amedeo I e la reggente Cristina di Francia: nell’arco
di un sessantennio, attraverso gli interventi degli architetti Amedeo di Castellamonte, Andrea
Costaguta e Carlo Morello, il complesso assunse la configurazione attuale. Nel Settecento fu la
residenza preferita di Vittorio Amedeo II che vi morì nel 1732, dopo aver abdicato in favore del
figlio Carlo Emanuele III. A quest’ultimo si devono numerose modifiche compiute sotto la direzione
di Benedetto Alfieri, avviando un’ambiziosa opera di abbellimento portata a termine nel 1775
dall’architetto messinese Francesco Martinez, scelto da Vittorio Amedeo III per trasformare la
struttura in una vera e propria dimora reale dotata di sontuosi appartamenti privati.
Durante l’occupazione francese l’edificio riportò gravi danni e fu utilizzato come caserma e
ospedale militare, ma con la Restaurazione e il ritorno dei Savoia, Vittorio Emanuele I dispose, nel
1817, nuovi lavori e trascorse lunghi periodi al Castello, dove morì nel 1824. Il sovrano fu infatti
particolarmente legato alla residenza che poi il destino avrebbe in parte riservato al 1° Reggimento
Carabinieri “Piemonte”, comparto di quella speciale unità militare proprio da lui fondata come
“Corpo dei Carabinieri Reali” con Regie Patenti del 1814. Le opere avviate da Vittorio Emanuele I
furono completate da Carlo Felice e Carlo Alberto, includendo pure il rifacimento dello scalone
principale. A caratterizzare però il percorso di visita è soprattutto il rinnovamento stilistico attuato
verso la metà dell’Ottocento, quando furono allestiti in chiave eclettica gli Appartamenti di Vittorio
Emanuele II e Maria Adelaide, ad opera di Domenico Ferri, apprezzato scenografo e primo
decoratore dei Reali Palazzi, il quale si avvalse di rinomate maestranze tra cui l’intagliatore ed
ebanista Gabriele Capello detto il Moncalvo. Magnificenti negli apparati fissi e negli arredi, queste
stanze costituiscono un eccezionale unicum decorativo con ambientazioni di una regalità quasi

fiabesca come la Camera da Letto e il Salotto della Regina, nonché la singolare Stanza di Toeletta
del Re realizzata in forma di tenda da campo in tessuto chintz a fiori. Se questi spazi rivelano
senza dubbio un fascino straordinario, il percorso museale ha comunque mantenuto importanti
testimonianze degli interventi di grande rilievo eseguiti in precedenza: non solo si è conservata la
Cappella Reale progettata da Martinez per Vittorio Amedeo III, ma restano anche soffitti, camini e
sovrapporte riconducibili ai lavori curati da Giovanni Battista Piacenza e Carlo Randoni nel tardo
Settecento in occasione delle nozze del duca d’Aosta Vittorio Emanuele I. Presenze significative
sopravvissute accanto agli inserimenti in stile neobarocco e “Secondo Impero” sopraggiunti, tra
tardo Ottocento e inizio Novecento, nelle stanze in cui abitarono Maria Clotilde e Maria Letizia,
rispettivamente figlia e nipote di Vittorio Emanuele II.
La visita conduce anche negli ambienti situati nel torrione dell'Appartamento di Vittorio
Emanuele II danneggiati dall'incendio del 2008: oggi si possono osservare gli esiti di un recupero
innovativo, realizzato durante i restauri attraverso l’inserimento di un sistema di pannellature e
velari alle pareti che conferisce un aspetto completo alle sale e ne evoca al contempo i tratti
stilistici nella riproposizione in trasparenza di decorazioni e texture originarie.
Gli Appartamenti Reali del Castello di Moncalieri aprono dunque un excursus che attraversa
oltre duecento anni di committenza sabauda, in un caleidoscopio di sfarzi e splendori
racchiuso, come un tesoro, nella struttura architettonica imponente e severa che svetta sulla
collina.

INFO
Castello di Moncalieri
Piazza Baden Baden, 4 – Moncalieri (TO)
Orario: ven.-dom. e festivi 10-18; accesso contingentato max 8 persone ogni ora; ultimo ingresso
ore 17;
Biglietti: intero € 7,00; ridotto € 5,00; gratuito per minori di 6 anni, cittadini portatori di disabilità e
accompagnatore, accompagnatori di gruppi organizzati (massimo 1 ogni 8 persone);
Prenotazione obbligatoria online: http://www.lavenaria.it
Info: 011 4992333; http://www.lavenaria.it

Direzione regionale Musei del Piemonte – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo
Ufficio Comunicazione
Maria D’Amuri resp.
Diego Mirenghi
[email protected] | 011 5641717-709
www.polomusealepiemonte.beniculturali.it
Consorzio delle Residenze Reali Sabaude
Ufficio Stampa
Andrea Scaringella resp.
[email protected] | 011 4992300

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