A volte non serve andare troppo lontano dalle città per trovare un angolo di riposo in uno scenario verde e rilassante, perchè lo abbiamo proprio a due passi da casa. Il borgo di Morimondo, immerso nella natura, ne è un esempio con il suo fascino fuori dal tempo e con le sue proposte culturali e artistiche.
Milano è a pochi chilometri, ma Morimondo pare nascondersi in un'oasi, verrebbe da dire, protetta, tanto si sottrae dal via vai di auto e dal monotono susseguirsi di semafori della statale vigevanese. Superata Abbiategrasso, è un attimo deviare per una strada che percorre la campagna, in tempi estivi ricca di covoni, e che conduce in pochi minuti al borgo di Morimondo, al confine col territorio pavese.
Qui tutto pare sospeso nel tempo: i piccoli vicoli ciotolati, le case rurali a mattoni scoperti, le silenziose locande con pergolati, l'agricoltura attorno e nulla che faccia pensare al quotidiano contemporaneo. Non a caso Morimondo è entrato a far parte dei Borghi più belli d'Italia ed è meta, soprattutto nel fine settimana, di uscite fuori porta e di gite in bicicletta lungo i sentieri del parco della Valle del Ticino.
Una bellezza paesaggistica che certo non è sfuggita secoli fa ai monaci che fondarono l'abbazia cistercense, oggi vanto di Morimondo e dell'architettura gotica lombarda in generale. Qui infatti un gruppo di monaci provenienti dalla casa madre di Morimond, in Borgogna, fondò l'edificio nel 1134, consacrato poi nel 1296, scegliendo il luogo per la sua posizione elevata rispetto alla valle, per la ricchezza delle acque e la fertilità del territorio. Il nome che gli diedero fu lo stesso del luogo da cui provenivano: Morimondo, cioè “morire alle cose del mondo”, ribadendo il rigore e la semplicità della vita monastica.
All'interno degli ambienti stessi del monastero ha sede il museo, gestito dalla Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo, che permette di visitare con percorsi guidati le varie parti del complesso.
Attorno al piccolo borgo la vita scorre tranquilla e lenta, secondo i ritmi della natura, e pare ancora di vedere il lavoro agricolo dei monaci, la loro opera di bonifica, il taglio della legna nei vicini boschi, le grange che popolavano il territorio. Un immaginario medievale, di secoli fa, che oggi viene rinverdito da alcuni appuntamenti annuali che rendono ancora Morimondo un luogo vivacissimo, come la Festa del Latte in primavera, il caratteristico Mercatino di Natale e il Falò di Sant'Antonio.