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Bologna: vetrina internazionale per la foto industriale

di Ugo Perugini

fotoPresso la Galleria Sozzani di Milano è stata presentata la seconda edizione della Biennale Foto/Industria che si terrà a Bologna a partire dal 2 ottobre fino al 1° novembre 2015: 14 esposizioni in 11 sedi storiche tutte con ingresso libero. Un’occasione unica per gli amanti della fotografia e non solo. Bologna, la città con l’università più antica d’Europa, resta un centro dinamico, vivace, in continua evoluzione anche dal punto di vista urbanistico e demografico. Il passato svolge un grande ruolo di attrazione nei confronti del turismo, visto il suo grande sviluppo – si parla di una crescita a due cifre – ma la città non manca mai di mostrare la sua attenzione anche nei confronti degli aspetti più moderni ed evolutivi dell’industria, dal momento che questa è una zona dove vive e prospera il “made in Italy”.

fotoE quando si parla di industria diventa automatico parlare di territorio, di paesaggi, di stile di vita, di storie umane e imprenditoriali che ne costituiscono l’ossatura culturale profonda. Cosa c’è di meglio dello strumento fotografico per cogliere nella sua dimensione più autentica questa moderna realtà? E Bologna, in un certo senso, ha fatto una scelta strategica importante, quella di diventare un vero e proprio luogo di riferimento a livello internazionale per la fotografia che ha per oggetto, in tutte le sue sfaccettature, l’industria. La Biennale Foto/Industria è alla seconda edizione. Inizialmente non si era pensato di replicare il precedente incontro di due anni prima, ma poi il successo e l’entusiastica adesione dei più importanti fotografi di tutto il mondo ha fatto cambiare idea e propendere per un evento Biennale che serva proprio a valorizzare la cultura industriale di un territorio. Ciò è stato possibile anche grazie al contributo della Fondazione no profit Mast, presieduta da Isabella Seràgnoli, che con il Comune di Bologna ha studiato questo evento, mettendo anche a disposizione le sue numerose strutture, insieme alle location istituzionali quali palazzi storici, cappelle barocche, musei, ecc. La Mostra è stata suddivisa in diverse sezioni: post-produzione, produzione, produttori, pausa, prodotti. Ci saranno opere di fotografi provenienti da tutto il mondo, USA, Cina, Canada, Spagna, Corea, Germania, Francia: mostri sacri e anche giovani talenti, tutti alle prese con le suggestioni che suscita l’ambiente industriale. Per l’Italia parteciperanno due artisti del calibro di Gianni Berengo Gardin e Luca Campigotto. Il Curatore della Mostra, Francois Hébel ha illustrato, giustamente, solo alcune delle opere presenti in quello che definisce orgogliosamente un Festival internazionale della fotografia industriale. Ma possiamo dire che tutta la gamma di emozioni che un ambiente di lavoro può dare è stata toccata, spesso sfruttando le corde della poesia, dell’ironia, e mettendo in risalto, in situazioni dove è palpabile la fatica e la stanchezza dei protagonisti, la loro grande forza interiore e dignità. La mostra è completata anche da una esposizione di opere dedicate alla fotografia, dagli album, alle brochure, ai libri, che esamina diversi aspetti collegati quali l’industria, la pubblicità, la tecnologia fotografica, con l’intento di portare alla luce un patrimonio documentale ricco e poco conosciuto. Accanto al Festival, è previsto poi lo spazio per un Concorso, curato da Urs Stahel, che premierà un giovane fotografo che si sarà distinto sempre sui temi dell’industria in relazione alla società e al territorio su cui opera. Un appuntamento da non perdere dal 2 ottobre prossimo a Bologna.

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Il design ha a che fare non solo con l'essere umano, ma con le sensazioni e le emozioni che rendono affascinante e seducente un progetto nella sua interezza. Le firme più autorevoli degli studi milanesi hanno conquistato il mondo grazie anche all'estetica, all'eleganza, alle forme assertive e alla giusta dose di passione ed alchimia nella scelta della qualità dei materiali. Andrea Pellicani, designer, progettista d'interni, nonché artista a tutto tondo si esprime pienamente in questo target innovativo e internazionale,

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Arturo Bosetti: la profondità della luce

a cura di Francesca Bellola
«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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