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INSONNIA D’AMORE
di Roberto Zaoner, testo rielaborato 13/03/2019)

Andrea lavorava spesso di notte. L’aiutava anche il suo animo irrequieto. Era la difficoltà a prendere sonno che lo tormentava, ma lui non se ne accorgeva. Anzi, di vivere d’insonnia ci aveva fatto l’abitudine. E poi, non tanto gli dispiaceva trovare grata compagna l’atmosfera silenziosa della notte. Ne trovava fonte d’ispirazione. Trovava serenità e pace, dopo le giornate febbrili e stressanti. Il sonno tardava a farsi sentire e i pensieri vagavano e si materializzavano su un foglio. Ma, come sempre, tutto ha un limite e il sonno cominciava a prendere il sopravvento. E lui cominciava ad avvertire la pesantezza nelle sue gambe, e la mente gli negava la concentrazione per tradurre in pensieri scritti le sue fonti d’ispirazione.

 

Andò a dormire. Ma prima, pensò di deliziarsi nel guardare la sua donna dormiente. “Lei chissà da quanto tempo starà dormendo”, pensava. Così, con la mente le parlava: “Mia cara, tu non sai che, a volte, mi capita di svegliarmi nel mezzo del mattino, o fare tardi la notte e vederti sorridere mentre stai sognando. Vedo le tue palpebre muoversi e le tue lunghe ciglia tremolanti. E quel sussulto che mi scuote nel vederti sorridere, mentre stai sognando, è un brivido d’amore che ho per te. E spesso accade. Forse stai correndo, mano nella mano, insieme a me, felici verso orizzonti lontani e confusi con il cielo, su di un prato di grano ondeggiante di un leggero zefiro di primavera, e che profuma di aria agreste. Sei molto bella anche quando dormi, col volto disteso, al naturale, senza trucchi vari, coi tuoi grandi occhi, aggraziati dalla gentile forma, col tuo nasino piccolino e a patatina e la tua bocca un pochino carnosa ed il viso rotondo, con i tratti che sembrano disegnati”. La sua sposa aprì leggermente i suoi stanchi occhi e lo guardò fisso negli occhi, e lui pareva incantarsi e si senti avvolgere da una magica e fascinosa atmosfera, che lo conduceva per mano in un mondo fatato e irreale, traboccante d’una eterea dimensione senza tempo. Poi, chiuse gli occhi e la mattina non si ricordava che lui l’aveva contemplata. “Le parlo“, pensava Andrea, “ma ormai è tardi. Spengo quella luce che tracima di particelle d’aria salutifera con una luce di colore rosa, che mi riscalda il cuore”. Un effluvio inconfondibile lo circondava, e si addormentò. L’indomani, le chiese se si era accorta che era stato per un po’ di tempo a contemplarla. Ma lei non si ricordava nulla. Tutto questo succedeva dopo ancora trent’anni di matrimonio. 
L’amore vive anche di notte. Per l’amore non c’è tempo. Ogni momento è quello giusto.
L’indomani, Andrea si rivolse alla sua donna e le disse: “Tu, amore mio, che dell’umano e celestiale amor sei la mia Musa ispiratrice”.

18/02/2018, rielaborato 13/03/2019.
Roberto Zaoner